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Cina

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Cina
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Cina (in cinese 中国, Zhōngguó, letteralmente "Impero di mezzo") è un Paese dell'Estremo Oriente che confina con ben 14 paesi: a nord con Russia e Mongolia; a est con Corea del Nord; a sud con Vietnam, Birmania, Laos, Bhutan e Nepal; a ovest con India, Pakistan, Tagikistan, Kazakistan, Afghanistan e Kirghizistan. Si affaccia inoltre a est sul mar Giallo e sul mar Cinese Orientale e sud-est sul Mar Cinese Meridionale.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

La Cina è divisibile in due regioni geografiche: la Cina orientale, ovvero la Cina propria, e la Cina occidentale, cioè la Cina esterna, meno abitata è più montuosa della Cina orientale. La Cina rivendica la sovranità su Taiwan, sul Tibet e su alcuni tratti del Mar Cinese Meridionale. Con l'eccezione di quest'ultimo, la comunità internazionale accetta di fatto queste rivendicazioni: il Tibet è sotto tutti gli aspetti considerato una regione della Cina e l'ingresso in Tibet è soggetto al rilascio di un normale visto cinese più un permesso speciale; la situazione di Taiwan è più complessa, perché Taiwan rivendica e mantiene di fatto una certa indipendenza ma la maggior parte degli Stati del mondo - pur accettando i passaporti emessi da Taiwan a condizioni molto più vantaggiose di quelli emessi dalla Cina - non vi intrattiene relazioni diplomatiche ufficiali (l'Italia non ha un'ambasciata indipendente né un consolato, ma mantiene un "ufficio di promozione economica, commerciale e culturale" a Taipei che svolge informalmente alcune delle funzioni che normalmente un'ambasciata svolgerebbe in un Paese estero).

Lingue parlate[modifica]

La lingua ufficiale è il cinese mandarino. Ad Hong Kong e a Macao le lingue ufficiali sono il cantonese e, rispettivamente, l'inglese e il portoghese. Le due città-regioni infatti sono state colonie rispettivamente dell'Impero britannico e dell'Impero portoghese fino agli anni Novanta. Altre lingue parlate sono: il tibetano in Tibet, lo uiguro nel Xinjiang, il mongolo nella Mongolia Interna, il coreano nella parte orientale del Jilin (ai confini colla Corea del Nord) e il mancese in Manciuria. Il cantonese si parla, oltre che nelle Regioni Amministrative Speciali di Hong Kong e Macao, anche nella regione di Guangzhou (conosciuta come Canton dal nome - Guangdong - della regione di cui la città è capoluogo) e in parte della regione di Guangxi. L'inglese, al di fuori di Hong Kong e (più limitatamente e non come lingua madre) Macao, non è parlato comunemente. È interessante notare che, nonostante il termine, i dialetti cinesi di solito non sono mutualmente intelligibili. Per esempio, tra mandarino e cantonese c'è di fatto la differenza che ci può essere tra tedesco e svedese.

A livello di scrittura, tutta la Cina continentale (con cui si denota tipicamente il territorio della Repubblica Popolare Cinese, esclusi Taiwan e le Regioni Amministrative Speciali di Hong Kong e Macao) usa il Cinese semplificato, un sistema di ideogrammi derivato "a tavolino" (cioè imposto per legge dal governo di Pechino) da forme preesistenti, che sono per lo più confluite nel cosiddetto Cinese tradizionale, usato da Hong Kong, Macao e Taiwan. È da notare che in questo manca una connessione tra lingua scritta e parlata: mentre la Cina continentale parla una varietà di dialetti che vanno dal Mandarino al Cantonese e usa il Cinese semplificato, Hong Kong e Macao parlano Cantonese ma usano il Cinese tradizionale mentre Taiwan parla mandarino ma usa il Cinese tradizionale. I due sistemi di scrittura sono comunque estremamente simili e condividono alcuni ideogrammi, mentre altri sono - per l'appunto - di aspetto più semplice nel Cinese semplificato che nel Cinese tradizionale, ma si può facilmente vedere che la struttura del carattere è la stessa e la differenza può consistere anche sono in un paio di stanghette in meno.

Cultura e tradizioni[modifica]

A causa dell'atteggiamento isolazionista del governo che solo di recente ha iniziato a sciogliersi ma anche a causa di un'omogeneità etnica notevole (il 90-95% della popolazione è di etnia Han, ecco perché secondo lo stereotipo i Cinesi sarebbero "tutti uguali") che porta a far risaltare molto chi per nazionalità o etnia è diverso, i Cinesi hanno in generale un approccio chiuso nei confronti degli estranei. Litigi e chiasso sono comuni nelle strade e questo, assieme alla scarsa conoscenza di altre lingue oltre al mandarino e al dialetto locale, rafforza il senso di isolamento e di ostilità. Lo straniero che cerchi di imparare il cinese incontrerà comunque resistenze e difficoltà per il fatto che raramente l'interlocutore adatta il proprio registro alle conoscenze di chi si trova davanti, e quindi spesso esce dall'alveo di frasi fatte e formule cui è abituato chi ancora ha un livello di lingua elementare. C'è quindi un'evidente barriera linguistica e culturale, che si allenta nei siti più turistici e soprattutto nei campus universitari più prestigiosi: data la scarsità di posti nelle università, vengono ammessi solo gli studenti più competitivi, che tipicamente hanno una conoscenza dell'inglese molto buona e sono molto più aperti nei confronti dell'estero e degli stranieri. In generale, la Cina ha nella propria tradizione la cura per la rete di contatti individuale e questo viene fortemente enfatizzato dalle classi più colte (inclusi gli studenti, per l'appunto), che vedono una conoscenza occidentale come un'occasione di venire a contatto col mondo esterno che per i Cinesi è così distante. Nell'avere a che fare con i Cinesi più istruiti e/o più giovani, quindi, avrete la netta sensazione di essere tenuti in palmo di mano, ma appena tornerete ad avere a che fare con la generalità dei Cinesi sentirete nuovamente la solida consistenza dello scoglio culturale. Va detto che, come per tutti i popoli, quando ci si inizia a conoscere tipicamente la conversazione si scioglie un po' e con essa l'ostilità. Va fatto notare che la logica dei "contatti" tende a far privilegiare i "bianchi" sugli stranieri di altre etnie, che verranno infatti accolti con - se possibile - maggiore ostilità.

Un altro aspetto interessante riguarda i Cinesi delle provincie, con cui avrete facilmente a che fare recandovi nelle mete turistiche più popolari nei periodi di ferie (capodanno cinese in gennaio-febbraio e ponte della festa dei lavoratori, per esempio): in questi periodi Cinesi da tutte le regioni del paese si riversano in poche mete estremamente popolari (la stessa Pechino si svuota di locali e si riempie di turisti), che incidentalmente sono anche gettonate dai turisti occidentali. Immaginate ora, in un Paese la cui popolazione è composta per il 90-95% dalla stessa etnia e in cui l'omogeneità etnica aumenta ancora di più nelle regioni meno urbanizzate, l'effetto che può fare su un turista cinese delle provincie la vista di una famiglia di occidentali. Preparatevi a divertenti scenette in cui famigliole di Cinesi incaricano il figlioletto (tipicamente l'unico che parla inglese) di chiedervi di fare una foto con loro, che finirà sul davanzale di casa assieme alle foto di famiglia e verrà mostrata orgogliosamente ad amici e parenti come una rarità da collezione.

La rivoluzione culturale ha, purtroppo, spazzato via molte tradizioni millenarie cinesi, ma alcune restano vive e floride, come il Feng Shui, l'antica arte divinatoria cinese, che mira a propiziare il successo professionale e sentimentale tramite la disposizione di edifici e mobili e il bilanciamento degli elementi: la Città Proibita di Pechino, molti templi, alcuni palazzi di governo e molte abitazioni private sono costruiti seguendo l'allineamento con i punti cardinali ed evitando di far comunicare direttamente (specialmente per le abitazioni private) aree dell'edificio con funzioni diverse. Nel caso dei templi e dei palazzi imperiali, molta attenzione veniva posta nell'uso dei colori, per propiziare le forze benigne ma anche per assicurare il bilanciamento degli elementi naturali.

Un aspetto rimasto vivo della cultura cinese è la coloritura spesso poetica della lingua: la lunga tradizione letteraria cinese non è sempre sopravvissuta alla Rivoluzione Culturale e alle numerose guerre nei tempi dell'Impero, ma è rimasto nell'immaginario collettivo un uso molto romantico della lingua, soprattutto nei nomi propri di persona, che evocano qualità fisiche e morali della persona o elementi naturali. I toponimi fanno spesso riferimento ad animali mitologici dell'immaginario collettivo cinese, come draghi e tigri, o all'astrologia (e astronomia), con gruppi di montagne visti come "la luna circondata da sette stelle". Anche se l'apertura a un timido capitalismo ha favorito la proliferazione di marchi più banali, anche nelle denominazioni commerciali talvolta si può riscontrare questa tendenza. La vicinanza alla natura e ad animali e piante tipici del paesaggio cinese è facile da riscontrare, con il panda presente praticamente ovunque (ma più nella grafica che nei nomi).

La scarsa compatibilità delle lingue occidentali col Cinese ha dato il via a un'interessante pratica: ogni bambino cinese, fin dal primo corso di inglese che segue, si sceglie o si vede assegnato un nome "occidentale" da usare con chi non parla Cinese, e agli occidentali che visitino la Cina per un periodo prolungato viene spesso assegnato, dagli amici cinesi, un nome in Cinese. Questo ha spesso effetti piuttosto esilaranti a causa della barriera culturale: non è infrequente conoscere Cinesi che si presentano come "Handsome" o "Funny" (normalmente perché il loro nome cinese ha, in un'accezione più poetica, un significato simile), così come i nomi cinesi assegnati agli occidentali hanno connotazioni estremamente poetiche e simboliche che in occidente non siamo abituati a cercare nei nomi di persona. Poiché non si tratta di un nome ufficiale, molti cinesi lo cambiano più volte nel corso della propria vita.


Territori e mete turistiche[modifica]

La Cina ha una giurisdizione su ventidue province (e considera Taiwan la ventitreesima), cinque regioni autonome, quattro municipalità, e due regioni amministrative speciali

Mappa divisa per regioni
      Cina del nordest — Comprende Liaoning, Jilin, Heilongjiang. Dōngběi, vaste foreste, influenze russe, coreane, e giapponesi, e lunghi inverni innevati.
      Cina settentrionale — Comprende Shandong, Shanxi, Mongolia interna, Henan, Hebei, Beijing, Tianjin. Zona del bacino del fiume Giallo e culla della civiltà della Cina.
      Cina del nordovest — Comprende Shaanxi, Gansu, Ningxia, Qinghai, Xinjiang. Zona della capitale cinese per 1000 anni, praterie, deserti, montagne, nomadi, e musulmani.
      Cina del sudovest — Comprende Regione Autonoma del Tibet, Yunnan, Guangxi, Guizhou. Regione esotica, popoli minoritari, paesaggi spettacolari, e paradiso per chi viaggia con lo zaino in spalla.
      Cina centro-meridionale — Comprende Anhui, Sichuan, Chongqing, Hubei, Hunan, Jiangxi. Zone agricole, montagne, gole fluviali, foreste temperate e subtropicali.
      Cina del sudest — Comprende Guangdong, Hainan, Fujian. Tradizionale centro di commercio, e patria ancestrale della maggior parte dei cinesi d'oltremare.
      Cina orientale — Comprende Jiangsu, Shanghai, Zhejiang. La "terra del pesce e del riso" (equivalente cinese della "terra del latte e del miele"), tradizionali città d'acqua, e il nuovo cosmopolita centro economico della Cina.

Le regioni di Hong Kong e Macao godono di uno statuto speciale.

Centri urbani[modifica]

  • Pechino (Beijīng) — La capitale nazionale che ha ospitato i Giochi Olimpici del 2008.
  • Canton (Guǎngzhōu) — È la più grande città costiera del sud della Cina.
  • Chengdu
  • Chongqing
  • Guilin (Guì​lín) — Consistentemente tra le prime 5 destinazioni turistiche in Cina, popolarissima anche tra i turisti cinesi. Natura mozzafiato nel mezzo di una città da 5 milioni di abitanti.
  • Nanchino (Nánjīng) — Importante centro culturale dell'Impero di mezzo, è stata capitale di questo Paese per lungo tempo ed ha ospitato i Giochi olimpici giovanili estivi.
  • Shanghai (Sciangai) — Centro economico e finanaziario della Cina.
  • Shenzhen (Shēnzhèn)
  • Suzhou (Sūzhōu) — La città è famosa per i suoi ponti di pietra, le pagode e gli splendidi giardini, che sono diventati un'importante meta turistica.
  • Tsingtao (青岛, Qīngdǎo)
  • Wenzhou (Wēnzhōu) — La stragrande maggioranza dei cinesi residenti in Italia provengono da questa città.
  • Xi'an (Xī'ān) — Antica capitale della Cina, ricca di antichi monumenti e luogo di riposo dell'Esercito di Terracotta


Come arrivare[modifica]

Poliziotto davanti al ritratto di Mao

Requisiti d'ingresso[modifica]

In generale, è necessario munirsi di visto d'ingresso presso un'ambasciata o un consolato generale. Al 2016, in Italia e in molti altri paesi la raccolta delle richieste di visto è affidata al Chinese Visa Application Service Center (il sito permette di scaricare i moduli appropriati in base alla categoria di visto) che ha uffici aperti al pubblico a Milano e Roma. Il rilascio del visto richiede tipicamente non più di una settimana, ma si raccomanda di prendersi per tempo e presentare la richiesta di visto almeno un mese prima della partenza (per i visti turistici è necessario fornire le prove di aver prenotato un albergo e un volo andata/ritorno); attenzione anche al fatto che il Service Center chiude per le vacanze cinesi e per alcune vacanze italiane, quindi i tempi di rilascio slittano di qualche giorno attorno a tali date. Per Pechino, Shanghai e altre città è possibile rimanere per 72 ore senza visto a patto di:

  • avere un biglietto aereo in transito con destinazione un Paese terzo (cioè non il Paese d'origine del volo e non la Cina) e ripartenza dal territorio cinese entro 72 ore dall'arrivo
  • non lasciare la città in cui si fa transito

La Cina non riconosce la doppia cittadinanza, e questo causa problemi in tutte le situazioni in cui sia coinvolto un secondo passaporto, in particolare quando si tratti di ricevere assistenza diplomatica (crucialmente, i cittadini cinesi naturalizzati di altri Paesi non possono ricevere assistenza diplomatica mentre si trovano in Cina). È quasi inutile dire che se avete due passaporti dovrete sempre usare quello per il quale vi è stato rilasciato il visto.

In aereo[modifica]

Di seguito citiamo alcune delle compagnie aeree che al 2012 effettuavano voli di linea da aeroporti italiani e europei con o senza scali intermedi.

Diverse compagnie del Medio e dell'Estremo Oriente offrono un volo da Milano e Roma per una destinazione in Cina (in genere per Hong Kong) e sempre con uno scalo intermedio e talvolta anche più.

  1. Da aeroporti italiani
  2. Da altri scali europei:


Come spostarsi[modifica]

Nelle grandi città è tipicamente tollerato lasciare il passaporto in albergo e tenere in tasca una fotocopia (per sicurezza si consiglia di fotocopiare anche la pagina su cui è incollato il visto), ma tenete presente che l'unica forma di identificazione valida per uno straniero è il passaporto (munito di visto), per cui senza l'originale non potrete comprare biglietti del treno né fare il check-in in aeroporto, nemmeno per i voli interni.

In aereo[modifica]

Sono tre le principali compagnie aeree del paese.

  1. Air China - Con base a Pechino, parte dell'alleanza Star Alliance
  2. China Eastern Airlines - Con base a Shanghai, parte dell'alleanza Sky Team
  3. China Southern Airlines - Con base a Canton, parte dell'alleanza Sky Team

Inoltre, Hainan Airlines, compagnia di dimensioni ridotte con base a Haikou, è recentemente salita all'onore delle cronache come la prima compagnia aerea cinese a ottenere il prestigioso riconoscimento "5 Star Airline" dall'ente certificatore Skytrax: questo riconoscimento indica un livello di servizio eccellente su tutta la rete di collegamenti della compagnia, sia a terra sia in volo, e tiene conto anche delle competenze linguistiche del personale. L'unica pecca è che, non essendo iscritta ad alcuna alleanza, offre una rete di collegamenti internazionali meno sviluppata di quella di altre compagnie.

Compagnie low cost sono:

Un ottimo sito per prenotare voli aerei dalla Cina (eccelle per le tratte domestiche e internazionali di medio raggio) è ctrip.com Innanzi tutto offre prezzi molto bassi, talvolta la metà di quanto offerto dalle compagnie aeree o addirittura da Google Flights e da Expedia. Inoltre, rispetto ad altri siti cinesi, l'intera interfaccia è disponibile in inglese, così come la conferma di prenotazione; permette anche di inserire il nome degli aeroporti "in inglese" (mentre gli aeroporti fuori dalla Cina continentale - come Hong Kong - hanno un nome in mandarino diverso da quello in inglese - Hong Kong è il nome in cantonese e inglese della città, che a Pechino chiamano Xianggang). Ancora, è permesso il pagamento con carta di credito dei principali circuiti occidentali (tutte le maggiori compagnie aeree e siti internet le accettano, ma in Cina non è così scontato).

In linea di principio per fare il check-in all'aeroporto è sufficiente recarsi al banco della compagnia aerea e presentare il passaporto: il personale si prenderà cura del resto. In alternativa, alcune compagnie permettono di usare macchinette per il check-in automatico, ma dovrete inserire manualmente i dati del passaporto. I controlli di sicurezza sono approfonditi ma relativamente efficienti.

In auto[modifica]

In Cina la patente internazionale e le patenti straniere non sono accettate. È necessario prendere una patente cinese, decisamente sconsigliabile per i turisti. Nelle città principali taxi e trasporti pubblici funzionano decentemente e hanno prezzi molto abbordabili, inutile lanciarsi nel traffico cinese senza esserci abituati.

In treno[modifica]

La Cina ha una discreta rete di collegamenti ad alta velocità. Sono caratterizzati dalle lettere iniziali "C" e "D".

I biglietti possono essere acquistati in stazione, anche prima del giorno di partenza. Comprare i biglietti in anticipo è fortemente consigliato in alta stagione, per tratte frequentate o se avete poca flessibilità sugli orari. L'acquisto anticipato si può fare in biglietteria fino a 58 giorni prima della partenza (60 prenotando tramite agenzia). Non è possibile prenotarli in anticipo e ritirarli in stazione senza rivolgersi a siti specializzati (e non è proprio prevista la possibilità di stampare il biglietto a casa), i quali ovviamente impongono una commissione che si aggira attorno a CNY 30 - 250: se siete in grado di pronunciare il nome della vostra destinazione (o mostrate un foglio o lo schermo dello smartphone col nome in ideogrammi) e farvi capire sulla data il personale della biglietteria farà il resto e quindi il vantaggio di avere i biglietti già prenotati non rispecchia la commissione pagata. Ancora più semplicemente, scrivete il numero del treno che volete prendere ed eventualmente la data. Il massimo dell'interazione necessaria sarà fornire il vostro passaporto e chiedervi in che classe volete viaggiare. In generale, un minimo di spirito pratico sarà sufficiente per comunicare con l'impiegato e non avrete bisogno di rivolgervi all'agenzia. Tenete presente che sui siti delle agenzie di viaggio i vantaggi di rivolgersi a loro e gli svantaggi di arrangiarsi sono notevolmente ingigantiti, inoltre spesso la (dis)organizzazione cinese fa sì che gli sportelli per il ritiro dei biglietti prenotati siano anche validi per il normale acquisto dei biglietti, quindi in molti casi non si risparmia tempo. L'unico vero vantaggio è che prenotando tramite un sito potrete scegliere i posti, mentre acquistando i biglietti in stazione no.

Si può scegliere fra cinque classi:

  • Sedili in legno (硬座 yìngzuò)
  • Sedili imbottiti (软座 ruǎnzuò)
  • Cuccette rigide (硬卧 yìngwò)
  • Cuccette imbottite (软卧 ruǎnwò)
  • Posti in piedi (无座 wuzuo)

Difficilmente sedili o cuccette in legno vengono assegnati a stranieri.

Siti web utili per programmare un viaggio in treno sono:

  • (EN) The Man in Seat 61 - Contiene importanti informazioni sul sistema ferroviario, compresi alcuni siti molto affidabili per la prenotazione di biglietti
  • (EN) China Highlights - Orari e tariffe (in inglese)
  • (ZH) OK Travel - Un sito in cinese ma i nomi delle stazioni sono in lettere latine.

Il sito ctrip.com, già citato per i voli aerei, permette di prenotare anche biglietti ferroviari.


Cosa vedere[modifica]

  • Grande Muraglia (万里长城 - Wàn Lǐ Cháng Chéng). Celeberrima opera di architettura militare costruita e ampliata più volte durante tutte le epoche della civiltà cinese; una leggenda metropolitana vuole che sia l'unica opera dell'uomo visibile dallo spazio, ma è falso. Ne sopravvivono diversi segmenti visitabili, alcuni pesantemente ristrutturati, altri lasciati allo stato originario con un effetto molto poetico. Essendo costruita sul crinale delle montagne, si può godere di un panorama mozzafiato che in ogni stagione offre colori e scenari indimenticabili. Tipicamente alla Muraglia viene dedicata una giornata di giro turistico partendo da Pechino: i siti più vicini alla capitale sono Badaling, Mutianyu e Simatai. Badaling è stato il primo tratto ristrutturato e aperto al pubblico, seguito da Mutianyu: sono entrambi percorribili a partire dalle vecchie torri-porte, che fungono da punti di accesso. Si tratta di destinazioni turistiche estremamente popolari e molto frequentate: se volete evitare la folla puntate e superate i tratti più ripidi e poi godetevi la solitudine. Simatai è invece uno dei tratti lasciati allo stato originale. Tutti i siti sono estremamente scenografici e ricchi di storia, ma non aspettatevi che a spiegarvela siano guide turistiche o depliant in inglese (potreste avere più fortuna nell'alta stagione del turismo occidentale). Si consiglia di portare scarpe da montagna e qualche indumento pesante a seconda della stagione, tenendo presente che la Muraglia è in piena montagna e che l'inverno cinese, per quanto secco, è molto freddo. Per Simatai non portare calzature adeguate è una vera e propria imprudenza. Il modo migliore per arrivarci è con un giro organizzato dall'albergo, che tipicamente vi offrirà l'opzione tra i vari siti.
  • Tombe dei Ming (明十三陵 - Míng Shísān Líng). Raggiungibili da Pechino e spesso aggregate alla gita presso la Grande Muraglia, questi tredici mausolei (il nome in cinese significa proprio "tredici tombe dei Ming") sono le tombe degli imperatori della dinastia Ming, che governò la Cina dal 1368 al 1644, e sono un Patrimonio dell'Umanità protetto dall'UNESCO. Non tutte le tombe sono aperte al pubblico, ma i giri turistici di solito vi portano lungo la Via Sacra di Changling, un lungo viale scenografico destinato alle processioni funerarie che va dalla Porta Rossa fino al mausoleo Changling (tomba dell'imperatore Zhu Di), che è tra quelli visitabili. Altre due tombe visitabili sono il mausoleo Dingling, tomba dell'imperatore Zhu Yijun, e il mausoleo Zhaoling, tomba di Zhu Zaihou. A onor del vero, le tombe sono più interessanti dall'esterno, perché includono vasti e scenografici spazi verdi in collina, con viali alberati e pagode ricche di colori. Le tombe sotterranee in sé meritano una visita rapida, ma mancano di spettacolarità e sono rovinate dall'usanza dei turisti cinesi di lanciare monete e banconote come offerte e come rito scaramantico direttamente sui reperti. Una volta guadagnata una posizione elevata e se la giornata vi è propizia, gettate uno sguardo nella valle per ammirare lo spettacolo delle tombe che si inerpicano lungo le colline. L'intero sito è stato progettato tenendo presenti i dettami del Feng Shui, l'antica arte divinatoria cinese: le tombe sono costruite in modo da favorire il contatto tra mondo dei vivi e mondo dei morti, in termini di orientamento geografico (la Via Sacra va da Sud a Nord) e contatto di diversi elementi naturali (terra e aria che si toccano in cima alle colline, acqua dal fiume che solca la valle e il fuoco, simboleggiato da bracieri di bronzo - metallo a sua volta collegato, nella simbologia cinese, all'oro e quindi al fuoco). Fatto interessante: una volta percorsa la Via Sacra di Changling dalla Porta Rossa al mausoleo Changling, si dice porti sfortuna percorrerla al contrario. Ma niente paura, di fianco vi corre una strada asfaltata priva di malocchio!
  • Risaie di Longji (龙脊梯田 - Lóngjǐ Tītián). Spettacolari terrazzamenti sul fianco della montagna adibiti a risaie, le risaie di Longji si trovano nel Sud della Cina, due ore a nord di Guilin, nella regione di Guangxi. Le risaie di Longji sono il sito più famoso in una regione montuosa celebre per la coltivazione del riso e sono un ottimo luogo per fare una bella passeggiata in montagna godendo di scenari lussureggianti (la regione è nell'umido Sud, che gode di rigogliosa vegetazione anche in inverno). Il sito stesso poi è diviso in tre aree comunicanti tra loro: Ping'an (la più popolare), Jinkeng e Longji Guzhuang. Jinkeng ha una cabinovia che va dal parcheggio fino al Picco del Buddha Dorato, un ottimo punto di osservazione sull'intera valle. In tutto il sito si snodano sentieri ben segnalati e mantenuti che vi permetteranno di raggiungere una serie di punti di osservazione con scenari mozzafiato. Un itinerario un po' più serio è la camminata in salita dal parcheggio al Picco del Buddha Dorato (con un passo ben impostato si impiegano almeno tre ore: il dislivello si aggira sui 400 metri) e la discesa poi con la cabinovia per tornare al parcheggio. Attenzione al fatto che le mappe distribuite lungo il percorso non sono sufficientemente dettagliate ed è possibile sbagliare sentiero così come sottostimare la distanza rimanente. Tutti gli alberghi e gli ostelli di Guilin e Yangshuo permettono di prenotare il viaggio in autobus comprensivo di biglietti d'ingresso nel sito. Si consiglia di dedicare una giornata e di dotarsi di scarpe da montagna o da ginnastica e di uno zaino. Aprile e maggio sono un buon periodo, dato che non fa ancora troppo caldo (ma è opportuno avere adeguate scorte d'acqua).


Cosa fare[modifica]


Valuta e acquisti[modifica]

La valuta nazionale è il Renminbi cinese (CNY).

Spesso viene usata anche la sigla "RMB". L'unità base del Renminbi è lo yuan, chiamato più comunemente kwai. Un problema maggiore è costituito dalla contraffazione delle banconote per impedire la quale sono state adottate alcune misure precauzionali come l'immagine in filigrana di Mao, l'inchiostro con fluorescenza alla luce ultravioletta, la striscia metallica e numeri che cambiano colore a seconda dell'angolo visuale solo per le banconote da 50 CNY e 100 CNY. Se vi trovaste in possesso di una banconota falsa (alcuni tassisti o negozianti più o meno conniventi le usano come resto o, ricevuto come pagamento un pezzo autentico, fingono di restituirvelo - ma vi danno un falso - sostenendo di non avere resto e chiedendovi un taglio più piccolo) sbarazzarvene sarà molto difficile, poiché tutti i negozianti dispongono di apparecchi per il controllo del contante; rivolgervi in banca o alla polizia porterà al sequestro del denaro, quindi neanche in questo caso recupererete il valore.

Si ponga attenzione al fatto che il cambio del Renminbi è ancora regolamentato ed è necessario presentare un passaporto sia cambiando dagli Euro ai Renminbi sia dai Renminbi agli Euro. Inoltre, per cambiare dai Renminbi a monete straniere sarà necessario presentare la ricevuta dell'ufficio di cambio originale o la ricevuta di un bancomat. Tutte queste restrizioni sono aggirabili se uscendo dalla Cina si fa tappa a Hong Kong: lì sarà possibile cambiare il denaro in dollari di Hong Kong, che sono liberamente scambiabili e accettati da tutti gli uffici di cambio del mondo.

Si tenga presente che i pagamenti con carta di credito spesso non sono accettati, e in alcuni casi in cui l'esercente ha il terminale per il pagamento verranno accettate solo carte cinesi del circuito UnionPay. Questo genera la necessità di avere sempre contante con sé, che si può comodamente prelevare da molti sportelli bancomat. Alcune avvertenze:

  • Fare attenzione che la macchina esponga il simbolo del circuito cui appartiene la carta utilizzata altrimenti la carta non verrà restituita
  • Alcuni ATM pur esponendo il simbolo "Maestro", "Visa" o "Cirrus" non emettono contante a carte non cinesi; molto spesso ci sono sportelli di altre banche nelle vicinanze
  • Assicurarsi sempre che lo sportello usato non sia stato manomesso con telecamere o sensori e che non ci siano persone sospette nelle vicinanze. Alcuni ATM sono posti in una cabina dotata di porta, che vi permetterà di mettere al sicuro il contante e la carta senza rischio di venire borseggiati

In generale, gli ATM di Bank of China sono quelli che presentano meno rischi tra quelli elencati, perché accettano tutti i circuiti internazionali e sono decentemente sorvegliati.

Qui di seguito i link per conoscere l'attuale cambio con le principali monete mondiali:

(EN) Con Google Finance: AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD
Con Yahoo! Finance: AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD
(EN) Con XE.com: AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD
(EN) Con OANDA.com: AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD


A tavola[modifica]

Anatre appese a Macao

Innanzitutto bisogna avvertire il viaggiatore di dimenticare il cibo cinese a cui si è abituati nel proprio Paese. Ad esempio i cinesi che viaggiano all'estero definiscono il cibo dei ristoranti cinesi negli Stati Uniti "dolciastro" comparato al loro. Piatti che si ritengono cinesi come gli involtini primavera e i biscotti della fortuna non sono praticamente conosciuti. Si deve poi tenere presente che la percezione della cucina cinese in molti paesi occidentali è mutuata dalle zone costiere e centro-meridionali della Cina (o addirittura da Taiwan) da cui ha avuto origine in passato la maggioranza delle ondate migratorie.

Una volta arrivati in Cina ci si accorgerà del fatto che ogni occasione è buona per mangiare, per strada, nei sottopassaggi o rivolgendosi ai carrettini ambulanti! Il cibo e gli odori poi stupiranno: i cinesi mangiano praticamente qualsiasi parte degli animali che cucinano, molti tipi di verdure, spiedini di ogni genere, uova a volontà. La loro alimentazione attuale è comunque molto variegata e influenzata dalle grandi catene di distribuzione.

Consumare un pasto è molto economico e, in base alla regione della Cina in cui ci si trova, ma non è spesso attività consigliabile a stomaci o palati delicati! La cucina tradizionale si è ovviamente sviluppata in secoli in cui l'igiene era un problema, e questo spiega in parte la diffusione dello speziato e del piccante e del bollito e del vapore come metodo di cottura. Oggi le condizioni igieniche sono migliorate rispetto al passato e superiori a molti altri paesi anche asiatici: non sono ancora delle migliori nelle zone rurali mentre in alcune aree urbane sono anche superiori a analoghe zone di paesi come la Francia.

Grandi catene di ristorazione internazionale sono presenti in ogni grande città ma sono mediamente più care della ristorazione locale. I Cinesi hanno acquisito recentemente una forte passione per gli snack di tipo industriale e per i dolci, che sono in genere influenzati dallo stile americano.

Tra le cose da non perdere: l'immancabile anatra laccata, i jiaozi (ravioli di carne cotti al vapore) e i baozi (saccottini ripieni di carne, ma la pasta è più soffice dei jiaozi), gli spiedini di pecora cotti alla brace e speziati, le zuppe più o meno speziate ma sempre particolari (con carne, con spaghetti (mian), con verdure, arachidi ecc). Il sale praticamente è quasi sempre assente, come anche i formaggi, visto una minore digeribilità! Cipolla e aglio invece non mancano mai!

Chi ha lo stomaco più coraggioso dovrebbe provare le uova centenarie (pidan), uova fatte fermentare (altri meno diplomatici dicono "marcire") in una mistura di argilla, cenere, sale, ossido di calcio (calce viva) e scarti della lavorazione del riso. Questo processo dissolve il guscio dell'uovo, trasformando poi l'albume in una massa gelatinosa di colore ambrato e il tuorlo in un solido dal colore verdastro. Un'altra prelibatezza è il tofu fermentato (choudoufu), dal celebre odore particolarmente forte.

Il riso è fondamentale ma è forse meno iconico di quello che un turista potrebbe pensare. Per fare un paragone: mentre per gli italiani la pasta è un cibo associato alla ricchezza al benessere, e quindi ne fanno un alto consumo, il riso per i cinesi è un cibo associato a una dieta povera. Il riso in bianco è poco consumato in quanto tale, ma svolge quasi la funzione di riempitivo simile al pane in Italia; si può andare al ristorante, ordinare molte cose e non mangiare nessun piatto a base di riso.

Chi ama i dessert rimarrà piuttosto deluso in Cina: la cucina cinese non ama i piatti dolci, e nemmeno molti degli abbinamenti cui gli occidentali sono abituati nei dessert. Un cavallo di battaglia sono i mantou, delle pagnottelle al vapore simili ai baozi e sempre al vapore, ma ripieni di una crema molto liquida con vari sapori; sia la pasta sia la crema sono solo leggermente dolci. Ingredienti indispensabili della maggior parte dei dessert cinesi sono il te verde "macha" (che si compra anche separatamente sotto forma di una polverina granulosa verde da sciogliere nell'acqua bollente) e i fagioli rossi: questi ultimi, tuttavia, hanno un normale sapore di fagiolo che alla maggior parte degli occidentali risulta bizzarro - specialmente quando usato in ricette occidentali come i cheesecake. Si tratta comunque di sapori che vale la pena provare almeno una volta, ma che per la loro scarsa varietà rischiano di stufare chi non li abbia come gusti acquisiti dall'infanzia.

Non è detto che al ristorante siano disponibili delle posate su richiesta, ma se pensate di non essere bravi con le bacchette non dovrebbe essere difficile procurarsi un cucchiaio. Meno diffusi che in occidente sono i tovaglioli ed è consigliato portarsi dietro delle salviette, ma è probabile che vi siano offerte dai commensali cinesi con cui vi trovate.

Chi ha particolari necessità dietetiche, in particolare chi non mangia carne, potrebbe trovare difficoltà in Cina: molto spesso chiedere se un certo piatto contiene un ingrediente viene interpretato come chiedere se il piatto è "a base di...", per cui se l'ingrediente in questione è presente nel piatto ma ha un ruolo ancillare o secondario nella ricetta riceverete risposta negativa. Questo è il caso, per esempio, di verdure cotte nel brodo di maiale o dei jiaozi "ai gamberi" il cui ripieno, però, consiste di una base di maiale macinato con pezzi interi di gambero. Certamente non aiuta il fatto che molti piatti tipici cinesi siano preparati in anticipo e scaldati in seguito al vapore (in particolare quelli che fin dall'inizio sono cotti al vapore): la vostra richiesta di preparare un certo piatto senza un certo ingrediente potrebbe essere accolta con perplessità.

Bevande[modifica]

I cinesi giovani hanno sviluppato una certa passione per le bibite gassate che sono facili da trovare. Si trovano anche succhi di frutta di produzione locale o importati dalla Nuova Zelanda o dall'Europa. Dal Sud-est asiatico viene importato il latte di cocco che è abbastanza facile da trovare.

I cinesi sono consumatori abbastanza attenti per le acque minerali, soprattutto per il fatto che l'acqua di rubinetto non è potabile, e stanno sviluppando in merito modelli di consumo simili a francesi e italiani. In ogni caso queste si trovano al supermercato, ma sono relativamente poco diffuse al ristorante, dove si consumano soprattutto bevande calde come tè o a base di frutta. L'acqua frizzante resta per lo più catalogata come ingrediente per cocktail o bibita, quindi è venduta in lattina o bottigliette da massimo mezzo litro.

Gli alcolici sono tipicamente di bassa qualità, ma la birra Tsingtao è più che bevibile. Tenete presente che il 30-40% della popolazione sviluppa reazioni violente alle bevande alcoliche (chi soffre del cosiddetto asian blush dopo appena un bicchiere assume coloriti dal rosso al violaceo e presenta da subito tutti i sintomi dell'ubriachezza), quindi la cultura del "buon bere" è ancora poco sviluppata e la varietà nell'approvvigionamento degli alcolici è limitata a bar rivolti agli occidentali, con prodotti importati e per questo relativamente costosi. Esistono svariati tipi di liquori di riso, molto forti e dal sapore insolito, che da decenni sono popolari come souvenir.


Infrastrutture turistiche[modifica]


Eventi e feste[modifica]

Il governo cinese riconosce sette festività per tutto il popolo e altre quattro dedicate solo ad una categoria. Per questo, viene utilizzato sia il calendario gregoriano che il calendario cinese. Annualmente il Consiglio di Stato pubblica le date delle feste un paio di giorni prima del 1º gennaio.

Sicurezza[modifica]

Le grandi città sono, almeno per quanto riguarda i crimini violenti ai danni dei turisti, più sicure di quel che ci si aspetta. Le cause principali sono:

  • politica di tolleranza zero del Governo nei confronti dei crimini contro i turisti
  • il terrore del Governo nei confronti del dissenso e il notevole rischio terroristico proveniente da regioni separatiste, per lo più nel Nord-Ovest; le misure di sicurezza messe in atto per arginare questi fenomeni includono tipicamente una presenza capillare della polizia nella maggior parte delle aree frequentate da turisti, il che scoraggia di riflesso la maggior parte dei crimini violenti in queste zone.

Il rischio di truffe e altri crimini minori resta alto: attenzione quindi a borseggi, truffe e piccole rapine (mai prendere taxi abusivi). In alcuni casi (spesso negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie) ci sono bagarini che si offrono di trovarvi un taxi o di prenotarvelo, offrendo l'allettante prospettiva di saltare la fila e di evitare di spiegare al tassista (che tipicamente non parla l'inglese) la vostra destinazione: il minimo che può capitarvi è di trovarvi a pagare un prezzo triplo rispetto a quello del tassametro. Fate la fila e spiegatevi col tassista a gesti (o abbiate la presenza di spirito di stampare l'indirizzo in cinese per mostrarlo al conducente), sono tra i più disponibili a usare forme di comunicazione "alternative".

Il traffico cinese è molto caotico, e se nelle città il rischio maggiore è rappresentato dal traffico intenso e caotico, fuori dai centri urbani l'assenza di traffico incentiva i guidatori a essere poco prudenti: le strade sconnesse e l'ignorare i limiti di velocità portano frequentemente a incidenti. Se pianificate una gita fuori porta, affidatevi a conducenti consigliati dall'albergo.

In Cina l'approccio verso il pubblico da parte delle autorità di polizia non è ispirato a disponibilità e trasparenza. In alcuni casi viene ritardata la comunicazione dell'arresto alla rispettiva ambasciata, e questo diventa particolarmente vero quando siano coinvolti fenomeni di corruzione (vere e proprie truffe ed estorsioni organizzate come risse sfocianti in un arresto con la connivenza di agenti di polizia). Similmente, se finiste nei guai per reati collegati ad attività politica (che è esplicitamente vietata a tutti gli stranieri come condizione per il rilascio del visto) o qualificabile - secondo regole molto elastiche - come sovversiva, non aspettatevi che le autorità diplomatiche del vostro paese siano avvertite con particolare solerzia: in generale, il minimo che potete aspettarvi è il fermo di polizia, un processo e l'espulsione, ma la situazione può facilmente essere molto meno rosea. Non sono rari i casi di cittadini occidentali detenuti per mesi e mesi in attesa di un processo per attività "sovversive" o "politiche" né è da escludere l'eventualità di una condanna al campo di rieducazione o al carcere duro. In alcuni casi, l'unico modo di ridurre la condanna è accettare di apparire sulla televisione di Stato confessando le proprie colpe (di solito, se si tratta di giornalisti, bisognerà ritrattare ogni scritto contestato e ammettere di aver agito senza basarsi su fatti o dati reali) secondo un copione imposto dalle autorità e contenente critiche di forte contenuto politico alle nazioni occidentali: il tutto è ovviamente organizzato in modo molto teatrale e va in scena in prima serata. Anche se il Governo cerca di non farlo percepire ai turisti, è bene tener presente che la repressione del dissenso è molto dura e non si ferma certamente davanti a un passaporto straniero. Recentemente, ha fatto scalpore il caso di alcuni librai di Hong Kong che sarebbero stati rapiti dalle autorità cinesi (la maggior parte di loro arrestati in territorio cinese, uno rapito dal territorio di Hong Kong, che formalmente ha un corpo di polizia e un sistema giudiziario indipendenti da quelli della Cina continentale) per aver fatto circolare libri critici nei confronti del governo di Pechino. Sono stati liberati qualche tempo dopo, puntualmente in seguito a confessioni televisive; alcuni di loro hanno denunciato, dopo il rilascio, violenze da parte della polizia cinese. Per i turisti "normali", comunque, il rischio di rimanere coinvolti in questi scenari è estremamente contenuto, soprattutto avendo l'accortezza di tenersi alla larga da qualunque assembramento che assomigli a una manifestazione politica ed evitando discussioni politiche eccessivamente animate con i Cinesi.

Situazione sanitaria[modifica]

In generale, le condizioni igieniche degli ospedali sono molto carenti e decisamente inferiori a quelle comuni in occidente; molte patologie non gravi sono curate con la medicina tradizionale cinese. Nelle grandi città esistono cliniche private con standard igienici e operativi occidentali che però hanno prezzi piuttosto alti. È consigliabile dotarsi di assicurazione sanitaria con un massimale piuttosto alto e che includa il rimpatrio d'emergenza e in ogni caso fare riferimento alle strutture private. Tenete presente che alcuni anni fa sono stati scoperti (e insabbiati) grossi scandali che collegavano un'epidemia di HIV a protocolli poco rigorosi nelle campagne di donazione del sangue.

Alcune malattie sono endemiche della regione, ma non ci sono vaccinazioni obbligatorie. A seconda dei programmi di viaggio e di altri fattori di rischio, possono essere opportune vaccinazioni particolari, quindi è sempre bene consultare il medico di base.

L'acqua di rubinetto non è potabile, nemmeno nelle grandi città. Tutti gli alberghi mettono a disposizione bottigliette d'acqua minerale e negli edifici pubblici è comune vedere distributori d'acqua o fontanelle la cui acqua è sicura. Nei locali vi verrà spesso servito un bicchiere d'acqua: accertatevi che sia stata preventivamente bollita (nel qual caso è sicura), altrimenti ordinate una bibita.

I venditori di cibo di strada hanno tipicamente bassi standard igienici, per cui è meglio evitarli. In alcuni contesti chiaramente rivolti ai turisti (fiere, mercati di strada ufficiali e molto frequentati) è sicuro mangiare dalle bancarelle. Nelle grandi città sono attivi sistemi di ispezione igienica dei ristoranti, che devono esporre un tabellone con l'esito: informatevi sulla scala di valutazione e cercate il cartellone se non siete sicuri. In generale, l'aspetto dei locali rivolti ai cinesi è abbastanza trasandato, ma questo non sempre si traduce in un rischio per la salute. Da evitare l'acquisto di latte fresco: meglio il latte UHT (a lunga conservazione) d'importazione (tipicamente australiano o europeo).

Nella provincia autonoma del Xinjiang i casi di infezione da virus HIV sono stimati a 60,000 ma secondo altre stime i numeri devono essere moltiplicati per quattro. Kashgar è la zona più colpita della regione.

Se si cercano prodotti per disinfettare al supermercato si tenga presente che la candeggina è abbastanza rara e l'alcole ancora di più. Si trovano invece disinfettanti per il bucato, come in altre zone dell'Asia.

Le vitamine e gli integratori vitaminici possono contenere aspartame.

In tutto il nord della Cina i livelli di inquinamento sono regolarmente su livelli due o tre volte maggiori del limite legale posto in Italia per le polveri sottili. Riguardo ai livelli di inquinamento, può essere utile sapere che

  • Le precipitazioni ideali per ripulire l'aria sono gli acquazzoni, mentre la pioggerella non aiuta più di tanto
  • L'inquinamento è peggiore in inverno, migliora sensibilmente con la primavera

È consigliabile munirsi, prima di partire o appena arrivati, di mascherine con filtro antiparticolato FFP2 (o equivalente): cercate nei negozi di materiale per la manutenzione domestica o nei grandi magazzini di attrezzature industriali, nel settore antinfortunistica. Valutate la possibilità di prendere un modello con la valvola: a fronte di un maggior costo, permettono di respirare più agevolmente, offrono lo stesso livello di protezione e sono ugualmente riutilizzabili per alcuni giorni. In Cina, la maggior parte dei supermercati e dei Seven-Eleven vende le mascherine 3M, che sono di qualità adeguata. È fondamentale ricordare che le mascherine chirurgiche non proteggono contro le polveri sottili né contro nessun'altra forma di inquinamento. Prima di uscire dall'albergo o da casa controllate siti come www.aqicn.org che fornisce misurazioni accurate e aggiornate del livello di inquinamento per le maggiori città cinesi: è una buona idea controllare quotidianamente gli indici riportati sul sito (attenzione soprattutto al PM 2.5) e avere una mascherina in tasca. Città come Shanghai e Hong Kong, per quanto densamente popolate e trafficate, non hanno livelli di inquinamento gravi come Pechino.

Rispettare le usanze[modifica]

  • Mance: non sono necessarie o consigliate. Non c'è bisogno di dare mance ai tassisti. In molti ristoranti se lasciate delle monete, il personale v'inseguirà per restituirvi il denaro che avete "dimenticato".
  • Biglietti da visita: quando vi consegnano un biglietto da visita o un documento importante, prendete questi sempre con ambedue le mani e non metteteli mai nelle tasche dei pantaloni. Un leggero inchino, anche solo con la testa, è perfettamente adeguato e mostra rispetto, ma non ha regole strette come in Giappone.
  • Visite: un piccolo regalo per il padrone di casa è sempre benvenuto. Vino, frutta o qualche gingillo del proprio Paese natale sono comuni. Se i padroni di casa portano le pantofole ed è presente un tappetto sul pavimento, occorre chiedere loro delle pantofole ed indossarle, prima d'entrare nell'abitazione.
  • Pranzo: le maniere a tavola variano in base al luogo, alle persone ed alle diverse situazioni. Qualche volta potete vedere dei cinesi che sputano sul pavimento d'un ristorante o che urlano durante il pranzo. Seguite ciò che fanno le altre persone. In un pranzo di famiglia, non ritirate le vostre bacchette prima che la persona più anziana abbia iniziato a mangiare. Mai piantare le bacchette in verticale nella ciotola del riso: poiché ricorda la pratica buddista di piantare i bastoncini d'incenso - in particolare durante cerimonie funebri - è considerato fonte di malocchio.


Come restare in contatto[modifica]

Internet[modifica]

La censura delle autorità fa sì che Facebook, Twitter e molti motori di ricerca (pare che Google sia stato recentemente sbloccato) siano inaccessibili in Cina continentale. Le app di messaggistica (Whatsapp) e di VoIP (Skype e Viber) funzionano regolarmente. I Cinesi usano piattaforme sociali specifiche per tenersi in contatto, come QQ e WeChat (che, pur essendo un'app di messaggistica, integra anche alcune funzioni tipiche dei social network come Facebook e alcune funzioni di pagamento). Per accedere ai siti bloccati è possibile usare uno dei molti servizi di Virtual Private Network (VPN) disponibili: è un sistema che ha anche applicazioni aziendali (permette ai dipendenti in viaggio di lavoro di accedere in modo protetto alla rete aziendale per scaricare o inviare documenti) e consiste nel mascherare il traffico internet facendo passare tutti i vostri dati attraverso un server situato in un altro Stato ed eludendo quindi la censura e alcune limitazioni geografiche poste dai siti internet. Tipicamente un abbonamento gratuito comprenderà una quantità limitata di traffico mensile, mentre gli abbonamenti a pagamento di solito offrono traffico illimitato, uso contemporaneo su più dispositivi (e sugli smartphone, il che non è scontato), supporto tecnico. Alcuni smartphone, se si usa il proprio numero italiano, sono in grado di scaricare le email anche da servizi normalmente bloccati come Gmail, quindi se restate in Cina come turisti per una decina di giorni non dovreste aver bisogno di VPN. Si noti che, nonostante sia un modo relativamente semplice di eludere la censura, l'uso di VPN non è illegale in Cina e (a meno che non lo usiate per compiere reati, in particolare quelli percepiti come "politici" o "sovversivi" dalle autorità) il suo uso non è sanzionato. Ogni tanto accade che la connessione è più lenta o che il server estero cui ci si connettete di solito non è disponibile, perché le autorità scoprono e bloccano alcuni nodi della rete VPN, ma basterà scegliere un nuovo server e tutto tornerà alla normalità.

Poste[modifica]

China Post è l'ente nazionale delle poste, ha un'insegna verde con scritte in giallo. Il personale spesso non parla inglese (salvo negli uffici dei grandi aeroporti). Cartoline e lettere da e per l'Europa impiegano regolarmente più di un mese per arrivare.

Tenersi informati[modifica]

I media sono tipicamente controllati dal Governo e riportano solo notizie pesantemente filtrate e adulterate; non c'è giorno senza che compaiano in prima pagina notizie che elogiano il Governo per la sua decisa e lungimirante azione in qualche campo, anche quando si parla di inquinamento atmosferico, dove le azioni delle autorità sono visibilmente e notoriamente carenti. Diffidate in particolare del China Daily, quotidiano di regime pubblicato in lingua inglese, e dei canali in inglese di CCTV (la televisione di Stato), che sono specificamente rivolti agli occidentali e quindi sono molto decisi a fornire quadri idilliaci della situazione politica ed economica.

I media più affidabili sono quelli con base a Hong Kong, che gode di una notevole libertà di stampa in Cina. Per esempio, il South China Morning Post è più aderente agli standard di stampa occidentale, ma ci sono voci che sostengono che anche l'editore del Post subisca pesanti influenze da Pechino. Se non altro pubblica notizie plausibili, a differenza del China Daily. Si trova facilmente in tutta la Cina.

La censura di internet non tocca i siti delle maggiori testate giornalistiche occidentali, come bbc.com e i siti dei maggiori quotidiani nazionali italiani e internazionali. Accade talvolta che questi vengano bloccati caso-per-caso quando pubblicano storie con forte risonanza internazionale che potrebbero, agli occhi della censura, incoraggiare il dissenso interno: per esempio, durante la protesta dell'Umbrella Movement a Hong Kong (che manifestava contro il governo centrale di Pechino e a favore di maggiore democrazia nel sistema elettorale della regione autonoma), fu bloccato il sito della BBC che stava fornendo un'intensa risonanza mediatica all'evento.

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