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Turkmenistan

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Turkmenistan
Turkmenistan - Bestiame all'abbeveraggio
Localizzazione
Turkmenistan - Localizzazione
Stemma e Bandiera
Turkmenistan - Stemma
Turkmenistan - Bandiera
Capitale
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Turkmenistan è uno stato dell'Asia centrale, confina con l'Iran a sud, l'Afghanistan a sudest, Uzbekistan e Kazakistan a nord ed è affacciato a ovest sul Mar Caspio.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Il Turkmenistan ha una superficie paragonabile a quella della Svezia ma il suo territorio è occupato per più di 2/3 dal deserto del Karakumy (letteralmente le sabbie nere). La costruzione in epoca sovietica del Canale di Karakum che devia le acque del fiume Amu Darya portandole fino alla capitale ha permesso l'agricoltura in zone altrimenti sterili ma ha contribuito all'impoverimento delle acque del lago di Aral di cui l'Amu Darya è appunto l'immissario. Questo problema è tuttora causa di tensioni con il vicino Uzbekistan cui appartiene la parte meridionale del lago d'Aral.


La parte occidentale del Turkmenistan si affaccia sul Mar Caspio la cui costa è ugualmente desolata. Vi sono stati però scoperti ricchi giacimenti di petrolio e gas e anche fosfati nel golfo di Kara Bogaz Gol.

Quando andare[modifica]

Il periodo migliore per una visita va da aprile a maggio e in alternativa da settembre a metà novembre. Il clima del Turkmenistan ha caratteristiche continentali con forti escursioni annuali. Anche le escursioni diurne sono notevoli e devono essere prese in considerazione mettendo in valigia qualche capo più pesante per la notte. La temperatura media del mese di gennaio si aggira sui -6 °C mentre in giugno è attestata sui 32 °C con punte massime fino a 50 °C all'ombra. Le precipitazioni piovose, assai scarse, sono concentrate tra gennaio e maggio.

Cenni storici[modifica]

I turcomanni, popolo turco discendente dalle tribù di Oghuz cominciarono a distinguersi come gruppo etnico nel XV secolo. Essi rimasero assoggettati alla Persia fino al XIX secolo quando la zona entrò nell'orbita d'influenza della Russia zarista. Nel 1918 fu fondata la Repubblica Autonoma del Turkestan che divenne Repubblica socialista sovietica nel 1924. I Turcomanni cercarono di reagire all'occupazione zarista e sovietica contando sull'aiuto della Gran Bretagna. La loro resistenza si protrasse anche dopo il ritiro delle truppe britanniche dalla Persia. Fino al 1936 si opposero fieramente ai progetti sovietici di collettivizzazione forzata delle loro terre, progetti destinati in seguito a trasformare i Turcomanni da fieri nomadi in agricoltori sedentari.

Il comunista Saparmuryad Nyazov, eletto nel 1990 presidente del Soviet divenne capo di stato dopo l'indipendenza del paese, proclamata il 22 agosto dello stesso anno. Il referendum del 1991 confermava la precedente dichiarazione d'indipendenza. Nel 1993 venne introdotta una nuova moneta nazionale, il Manat e il Partito comunista mutava il suo nome in Partito Democratico del Turkmenistan. Successivamente venivano messi al bando tutti i partiti di opposizione e in particolare l'Agzybirlik, estromesso dalla vita politica appena pochi mesi dopo la sua costituzione. Nel dicembre del 1994 furono indette elezioni, naturalmente vinte dall'ex partito comunista. Il Turkmenistan, pur restando legato a Mosca, cercò di stabilire rapporti più stretti con l'Iran e con la Turchia. Il presidente Saparmuryad Nyazov introduceva nel paese il culto della propria personalità, facendosi chiamare "Turkmenbashi", (Condottiero dei Turcomanni) e facendosi eleggere presidente a vita.

Lingue parlate[modifica]

La lingue ufficiale è il turkmeno, idioma affine al turco scritto in caratteri latini e cirillici. Notevolmente diffuso il russo.

Cultura e tradizioni[modifica]

Religione[modifica]

L'Islam è la religione più praticata dai turkmeni, in maggioranza sunniti. Non mancano consistenti comunità sciite, ma questo non ha creato tensioni sociali fra le due diverse dottrine islamiche.

Letteratura[modifica]

Storicamente le letteratura turkmena si inserisce nel più vasto alveo delle letterature in lingue turche del ceppo oghuz, di cui la più famosa fu senza dubbio la letteratura in turco ottomana, ampiamente influenzate da generi e stili della letteratura persiana. Perciò scrittori e poeti di etnia turkmena sin dal Medioevo si espressero prevalentemente in una di queste due lingue dalla grande tradizione letteraria, ossia il persiano e il turco ottomano. Al XV secolo risale probabilmente la prima redazione scritta di una grande saga epica in prosa: il Dede Korkut, che circolava oralmente da almeno due secoli, rivendicata peraltro come epos nazionale anche dagli attuali azeri e dai turchi della repubblica turca. Il XVIII secolo è dominato dalla figura del poeta-filosofo Magtymguly Pyragy, leader spirituale turkmeno. Comunque solo a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, con l'aumento dell'influenza europea (russa e francese soprattutto), si avrà gradualmente un processo di acquisizione-formazione identitaria che porterà alla creazione della moderna letteratura nazionale turkmena, processo che si consoliderà e giungerà a piena maturazione nel successivo periodo sovietico.

Con la costituzione della Repubblica Socialista Sovietica del Turkmenistan si avrà il passaggio dall'alfabeto arabo all'alfabeto cirillico, e non pochi scrittori adotteranno il russo o saranno bilingui. Nel 1929 fu adottato ufficialmente l'alfabeto latino, ma dal 1938 fino al 1991 fu reinserito il cirillico.

A livello estetico e tematico, la letteratura turkmena di epoca sovietica si troverà ampiamente sintonizzata con i dettami del "realismo socialista". Con la recentemente riacquistata indipendenza, dopo la caduta dell'URSS, si sono messe in moto altre complesse dinamiche di distanziamento dalla cultura russa e di contemporaneo rinsaldamento del legame con la tradizione letteraria turco-ottomana persiana e islamica da un lato, e con il patrimonio folklorico-culturale panturco dall'altro. Il passaggio all'indipendenza non ha invece significato maggior libertà di espressione per gli scrittori come prova emblematicamente il caso del noto romanziere Rahim Esenov (n. 1927), arrestato e ancora alle prese con gli strali della censura per un suo romanzo storico (The crowned Wanderer, scritto nel 1994, ambientato nel XVI secolo) sgradito alle autorità. Dal 1991 viene usato solo l'alfabeto latino, con alcune modificazioni.

Arte[modifica]

L'arte preislamica del territorio turcomanno va inquadrata nella storia dell'arte delle grandi formazioni storico-culturali succedutesi nell'area: achemenide, greco-battriana, partica, sasanide. L'arte turkmena contemporanea si inserisce nella grande tradizione dell'arte islamica cui, dal XIX secolo, si sono via via aggiunti gli influssi di correnti occidentali soprattutto attraverso la mediazione della cultura russa zarista e, più tardi, sovietica (realismo socialista, "forme nazionali" di arte ecc.). Tre Beni del Turkmenistan sono stati iscritti come Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO: il Parco storico e culturale di Stato "Antica Merv" (1999), il sito di Kunya-Urgench (2005), la Fortezza parta di Nisa (2007)


Territori e mete turistiche[modifica]

Il Turkmenistan è suddiviso in 5 province, dette in turkmeno welayatlar (al singolare welayat), e una città autonoma (şäher), la capitale Aşgabat.

Mappa divisa per regioni
      Provincia di Ahal — La regione centrale del paese che ospita la capitale.
      Provincia di Balkan — La provincia occidentale affacciata sul mar Caspio.
      Provincia di Daşoguz — Turkmenistan settentrionale, dimora della storica città di Kunya-Urgench.
      Provincia di Lebap — La provincia orientale, ampiamente vuota, lungo il fiume Amu Darya e il confine con l'Uzbekistan.
      Provincia di Mary — Il sudest del Turkmenistan è la principale meta dei viaggiatori che vengono per vedere una delle principali città-oasi della via della seta, l'antica Merv.

Centri urbani[modifica]

  • Aşgabat (talvolta Ashgabat) — La capitale del paese, colma di palazzi di marmo, statue dorate e fontane, presenta il noto bazar Tolkuchka. Inoltre, è sede di numerosi parchi ben curati che fanno della capitale una "vetrina".
  • Daşoguz (ex Tashauz)
  • Türkmenabat (in russo Chardzhou)
  • Türkmenbaşy (o Turkmenbashi) — Un porto sul mar Caspio collegato a Baku da una linea di traghetti. Secondo le intenzioni del governo, la vicina località di Avaza, sulle brulle coste del Mar Caspio dovrebbe diventare un centro balneare di prim'ordine e già vi è stato inaugurato qualche albergo. Per il momento (anno 2007) sulle spiagge solitarie dei dintorni si aggirano solo branchi di cani randagi e qualche capra mentre altrove vengono regolarmente bruciati pneumatici inservibili con alte colonne di denso fumo nero dall'odore acre e pungente.

Altre destinazioni[modifica]

La porta dell'Inferno
  • Kunya-Urgench — Centro al confine con l'Uzbekistan con rovine di un'antica città della Corasmia, distrutta nel XIII secolo dalle armate di Genghis Khan. Dal 2005 il sito appare nella lista UNESCO dei Patrimoni Mondiali dell'Umanità.
  • Merv (o Mary) — Un'antica città carovaniera 370 km ad est della capitale. È stata dichiarata anch'essa Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'UNESCO.
  • Nisa — 18 km a sud ovest dei Aşgabat è un sito archeologico con rovine di una fortezza dell'epoca dei Parti. Nisa rientra nella lista dei Patrimoni Mondiali dell'Umanità dell'UNESCO.
  • Porta dell'inferno — Si tratta di un cratere che brucia ininterrottamente, tanto che i locali gli hanno dato il nome di "porta dell'inferno". La voragine è di origine artificiale e fu causata da un incidente nel 1971, quando una perforazione effettuata con lo scopo di cercare petrolio fece crollare il terreno aprendo una via di fuga al gas naturale, che fu incendiato volontariamente per evitare conseguenze ambientali peggiori. Il cratere è oggi un'attrazione turistica.


Come arrivare[modifica]

Requisiti d'ingresso[modifica]

Non esistono rappresentanze diplomatiche del Turkmenistan in Italia e il visto dovrà essere richiesto presso una sede diplomatica all'estero, Parigi o Berlino.

Come in altri paesi della C.E.I., il rilascio del visto implica una lettera d'invito da parte di un'impresa anche turistica del Turkmenistan. La procedura per il suo ottenimento può richiedere anche due mesi. La Stan Tours è un'agenzia che spedisce dietro compenso la lettera d'invito (la famigerata "LOI" o Letter Of Invitation). La legge prescrive che un impiegato dell'agenzia cui vi siete rivolti venga ad accogliervi al luogo del vostro ingresso nel paese (all'aeroporto della capitale o al porto di Turkmenbashi sul Mar Caspio). Ancora occorrerà registrarsi presso un ufficio OVIR dopo l'ingresso nel paese. In genere è l'albergo che se ne occupa o l'agenzia ma non è possibile espletare quest'onere da soli (ovvero recarsi personalmente presso un ufficio OVIR). Attenzione perché sul WEB esistono parecchi siti di sedicenti agenzie che si offrono di espletare le procedure d'ingresso dietro compenso ma, una volta intascato il danaro, non rispondono più. La stessa informazione sulla "Stan Tours" deve essere controllata a puntino dati i possibili cambi di gestione. Informazioni aggiornate sui siti http://www.turkmenistanembassy.org o http://www.viaggiaresicuri.it

In aereo[modifica]

La compagnia aerea nazionale Turkmenistan Airlines effettua voli da Londra, Birmingham e Francoforte sul Meno a Aşgabat. Questi voli sono utilizzati frequentemente dalla comunità indiana dei Sikh.

Le linee aeree turche operano un collegamento con Istanbul.

Lufthansa anche ha voli da Francoforte e Baku per Aşgabat.

In nave[modifica]

Due volte a settimana partono traghetti da Baku alla volta di Türkmenbaşy. La traversata dura più di 20 ore.

In treno[modifica]

Esiste un collegamento ferroviario con l'Iran (città di Mashhad), inaugurato con gran pompa nell'anno 2000 ma non è percorso da nessun treno passeggeri. È in fase sperimentale un convoglio diretto dalla Federazione Russa. Consultare il sito delle Ferrovie Russe per maggiori dettagli, orari e tariffazioni.

In autobus[modifica]

Numerosissime linee di bus provenienti dai limitrofi Kazakistan e Uzbekistan si fermano a Aşgabat. I marsrukta provengono dalle aree di confine, assicurando collegamenti giornalieri con i Paesi limitrofi. Occorre però concordare la tariffa con il conducente, che generalmente non conosce la lingua inglese.

Come spostarsi[modifica]

In aereo[modifica]

L'unico scalo civile del Paese è sito ad Aşgabat. Pertanto, non vi sono voli interni.

In auto[modifica]

Il paese vanta 24.000 km di strade, di frequente non asfaltate ed in pessimo stato. È consigliabile, dato il clima arido dell'estate e frequenti gelate in inverno, affidarsi a taxi collettivi o autolinee nei tratti più lunghi. Si ricorda inoltre che la guida in stato di ebbrezza è severamente punita dalle autorità locali, così come anche il minimo eccesso di velocità. La patente italiana/europea è generalmente accettata previa traduzione della stessa in russo, da individui specializzati. Le strade sono altamente videosorvegliate e presso i principali punti di traffico sono presenti blocchi di polizia.

In nave[modifica]

Il Paese presenta una rete navigabile molto limitata. Esclusivamente il fiume Amu Darya (Oxian) è regolarmente battuto da imbarcazioni di linea, merci e passeggeri.

In autobus[modifica]

Come di consueto, nelle ex-Repubbliche Sovietiche è in uso il taxi collettivo. Questo sistema di trasporto, per poche somme di denaro, permette di raggiungere i punti di interesse più disparati. Vi è una modesta rete di bus pubblici e privati che si muovono tra i principali centri urbani e medi villaggi. Occorre concordare la tariffa di viaggio all'atto della salita.

Cosa vedere[modifica]

  • Kunya-Urgench — Adornata con antichi minareti e palazzine dell'evo islamico antico, la città ricorda la sontuosità dell'impero Corasmia. Il mausoleo del Maestro sufi Nejmaddin Kubra riveste ancora ruolo di assembramento religioso, trovandosi al di fuori delle mura urbane.
  • Crateri di Darvaza — Siti nel lunare Deserto del Karakum, furono creati per la ricerca di gas nel sottosuolo nel periodo sovietico (anni '50). Uno di questi è stato incendiato e risulta pertanto visibile a chilometri di distanza.


Cosa fare[modifica]

  • Escursioni nel deserto del Karakum


Valuta e acquisti[modifica]

La valuta nazionale è il Manat turkmeno (TMT). Qui di seguito i link per conoscere l'attuale cambio con le principali monete mondiali:

(EN) Con Google Finance: AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD
Con Yahoo! Finance: AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD
(EN) Con XE.com: AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD
(EN) Con OANDA.com: AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD

È possibile fare acquisti nei bazar locali; oltre alle specialità alimentari, sono in vendita accessori di abbigliamento, souvenir e oggetti per la casa.

A tavola[modifica]

  • Chorek — Pane di forma piatta cotto a legna.
  • Shashlyk — Una tipologia turcomanna di kebab, diffuso dappertutto nel paese. Quello più appetibile è cotto su legno di saxaul.

Bevande[modifica]

  • Chal — Latte acido di cammella servito per colazione;


Infrastrutture turistiche[modifica]

Presso la capitale vi sono alberghi di tutti i tipi, spesso dotati dei comfort occidentali, sempre più richiesti. L'igiene è comunque carente negli ostelli e nelle strutture recettive private, quali B&B, appartamenti ed alloggi familiari.

Eventi e feste[modifica]

Festività nazionali[modifica]

Data Festività Note
18 maggio Giorno della rinascita, unità e poesia di Magtymguly In onore alla data di nascita del poeta Magtymguly Pyragy, leader spirituale turkmeno (1724)
27 ottobre Garaşsyzlyk baýramy Memoriale dell'indipendenza dall'URSS (1991)


Sicurezza[modifica]

Non si registrano attualmente particolari criticità dell'ordine pubblico e si registrano bassi livelli di criminalità. Presso alcune aree del paese è premesso l'accesso previa autorizzazione del Ministero degli Esteri locale, quali Dekhistan, Atamyrat, Gushgi, Sarahs, Riserva naturale di Badkhyz ed il confine con l'Iran. È possibile consultare la pagina dedicata sul sito del ministero degli esteri italiano per aggiornamenti su sicurezza, situazione sanitaria e mobilità.

Situazione sanitaria[modifica]

Le stretture sanitarie locali sono inadeguate. Pertanto, in caso di necessità urgente si provvederà al trasferimento in un Paese limitrofo o al rimpatrio immediato in Italia. La reperibilità dei medicinali, al di fuori di quelli generici, è scarsa. Si raccomanda di non bere acqua del rubinetto e di non usufruire di ghiaccio per le bevande, dato lo stato discutibile della rete idrica locale. È consigliabile effettuare vaccinazioni per Epatite (A e B) e tifo.

Rispettare le usanze[modifica]

In Turkmenistan è in vigore la fede islamica, con circa il 90% di credenti. Pertanto è consigliabile tenere un abbigliamento e comportamento consono agli usi e costumi locali, evitando di effettuare riprese o fotografie ai locali senza previo consenso o nei pressi di posti di polizia o installazioni militari. È proibito fumare nei luoghi pubblici, anche per strada, dato il pagamento di un'ammenda.

Come restare in contatto[modifica]

Telefonia[modifica]

La rete GSM è assente fuori dalle grandi città per cui bisogna considerare l'eventualità di portare con sé un telefono satellitare. È possibile acquistare una scheda SIM in loco per usufruire della connessione dati, presenti sono nelle grandi città.


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