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Tagikistan

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Tagikistan
Tratto dell'autostrada del Pamir tra Dušanbe e Choruǧ.
Localizzazione
Tagikistan - Localizzazione
Stemma e Bandiera
Tagikistan - Stemma
Tagikistan - Bandiera
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Tagikistan è una nazione dell'Asia centrale, incastonata tra l'Afghanistan, la Cina, il Kirghizistan e l'Uzbekistan.

Da sapere[modifica]

Il Tagikistan è uno dei paesi più isolati dell'Asia Centrale e il meno sviluppato dal punto di vista turistico, nonostante i suoi grandiosi paesaggi alpini. Non è un mistero che la sua economia si regga sul contrabbando e sullo smistamento di droga prodotta nel confinante Afghanistan. Da non sottovalutare le notevoli difficoltà di spostamento all'interno del paese a causa dello stato delle sue strade e ancor più della penuria cronica di carburante

Cenni geografici[modifica]

Il Tagikistan si trova su un territorio prevalentemente montuoso, caratterizzato da due catene montuose: la catena del Trans-Alay nel nord, e il Pamir nel sud, divise da uno stretto lembo pianeggiante. Su queste catene si trovano le cime più alte dell'Asia centrale, fra cui il Picco Ismail Samani (Qullai Ismoili Somoniik) di 7.495 metri, detto anche Picco del Comunismo (fu il nome ufficiale fino al 1998). I principali fiumi sono il Syr Darya, l'Amu Darya, il Kafirnigan, il Vahš e il Pjandz. Il clima del paese è di tipo continentale, caratterizzato da escursioni termiche piuttosto accentuate. La temperatura invernale è spesso mitigata da un vento caldo e secco proveniente dalle aree montuose. Scarsissime le precipitazioni, concentrate soprattutto nella parte occidentale del paese.

Quando andare[modifica]

L'estate costituisce un buon periodo solo se si intende visitare la zona montuosa del paese. Nei fondovalli, infatti, il caldo è opprimente.

La primavera inoltrata e l'inizio dell'estate segnano il periodo dello scioglimento delle nevi il che rende ancora più difficile viaggiare per le dissestate strade del paese.

L'inverno è proibitivo con temperature attestate sui -20° ma che possono scendere ulteriormente, fino a -45 °C.

Il clima del Tagikistan è a carattere continentale con forti escursioni termiche sia annuali che diurne, ragion per cui bisogna mettere capi di lana in valigia. È anche a carattere bizzarro: non di rado si verificano intemperie nel periodo estivo.

Cenni storici[modifica]

Abitato anticamente dalle genti della Sogdiana, fu parte dei regni greco-battriani fondati a seguito dell'impresa orientale di Alessandro Magno e successivamente si trovò a formare il confine o la provincia orientale prima del regno dei Parti (250 a.C.-225 d.C.) e poi dell'Impero sasanide (dal III secolo fino a metà del VII). Dopo il crollo dell'Impero sasanide, sconfitto dalle forze arabe intorno al 650 d.C., entrò a far parte del califfato musulmano, divenendo una delle sue province orientali. Con il disgregarsi progressivo del potere dei califfi abbasidi a partire dalla seconda metà del IX secolo, i territori orientali conobbero un lento ma inesorabile processo di distacco e di autonomia.

Nel X secolo il Tagikistan è sotto il controllo dei Samanidi, dinastia persiana - vassalla inizialmente dei Tahiridi, a loro volta almeno formalmente ancora soggetti al califfo - che avrà la sua splendida capitale a Bukhara. Qui ebbe inizio anche la grande stagione della letteratura persiana di epoca musulmana, con il formarsi di un primo gruppo di poeti panegiristi e con il grande poeta epico Ferdowsi. Tuttavia questa dominazione non durò più di un secolo. Il territorio fu sommerso dalle continue invasioni di tribù turche che imposero ben presto proprie dinastie (Ghaznavidi dalla fine del X sec. a circa metà dell'XI secolo; poi i Selgiuchidi dalla metà dell'XI sec.); in questo periodo peraltro le diverse culture riuscirono a coabitare e a fondersi gradualmente, dando inizio a quel felice connubio turco-persiano che è caratteristico di tanta parte dell'Asia Centrale sino a nostri giorni. Successivamente il territorio fu conquistato dai Mongoli (XIII sec.), quindi dal Tamerlano (tra la fine del Trecento e il Quattrocento), e infine dall'XVI sec. entrò nell'orbita del Khanato di Bukhara.

Dal Settecento il territorio dell'attuale Tagikistan fu diviso anche con il vicino Khanato di Kokand; solo nella seconda metà del XIX secolo l'attuale territorio del Tagikistan entrò a far parte dell'Impero russo quando entrambi i khanati, di Bukhara e di Kokand, divennero prima vassalli della Russia zarista e poco dopo persero l'indipendenza. L'Impero russo, coinvolto nel Grande Gioco che lo opponeva all'Impero britannico, mirava ad aprirsi un varco nell'Asia meridionale attraverso il territorio tagico. L'obiettivo strategico era contenere l'espansionismo britannico forte delle sue basi in India, e più in generale a potenziare la propria posizione geopolitica.

Da provincia dell'Impero russo, il Tagikistan venne a formare una delle repubbliche socialiste sovietiche in seguito alla rivoluzione russa del 1917. Dura però era stata la resistenza opposta dai guerriglieri islamici (rivolta dei Basmachi), infatti solo nel '29 lo Stato venne formalmente riconosciuto dal potere sovietico. L'amministrazione sovietica separò definitivamente il Tagikistan da Bukhara e Samarcanda, le capitali storiche della cultura iranica dell'Asia centrale, che vennero a trovarsi definitivamente dentro il territorio della Repubblica socialista dell'Uzbekistan; veniva contemporaneamente decisa dalle autorità sovietiche la elevazione di un modesto villaggio, Dušanbe (lett.: "Lunedì", perché in tal giorno vi si teneva una fiera o un mercato di qualche rinomanza locale) a capitale dello Stato.

Il Tagikistan mantenne comunque sempre una vocazione islamica che, nel periodo sovietico, alimentò forme di resistenza culturale anche attraverso la fitta rete di confraternite legate al sufismo. Negli anni Settanta venne riformato clandestinamente il Partito Islamico della Rinascita che, per tutti gli anni a venire, avrebbe provocato disordini e ribellioni contro il regime sovietico, fino alla caduta dell'URSS nel 1991 e al conseguimento dell'indipendenza. Tuttavia questo traguardo coincise con lo scoppio di una guerra civile, a seguito dell'aspra opposizione fra il partito islamico e quello democratico, scivolato progressivamente in una pulizia etnica che causò decine di migliaia di morti e costrinse un milione di tagiki a espatriare. Nel 1997 furono firmati dei trattati di pace fra il presidente democratico Rahmonov e i capi dell'opposizione islamica; i ribelli furono confinati in Afghanistan, ma continuano tuttavia ad alimentare conflitti e ribellioni, tant'è che il Tagikistan ha chiesto l'aiuto dell'esercito russo per contenere le incursioni. Come riportato dalla rivista online STRATFOR, pare infatti che la Russia stia rafforzando sempre più la sua presenza militare, inviando più truppe in questo paese.

Lingue parlate[modifica]

Il tagico è una lingua indoeuropea affine al persiano (fārsì) parlato in Iran e al dari parlato in Afghanistan, Si scrive in caratteri cirillici anche se l'uso dell'alfabeto arabo si è espanso dal 1991 in poi.


Territori e mete turistiche[modifica]

Mappa divisa per regioni
      Valle del Fergana — L'instabile regione centro-asiatica, ma affascinante. Regione culturalmente vibrante che si espande in tre stati in una delle aree politicamente più contorte al mondo.
      Distretti di Subordinazione Repubblicana — Il cuore tagiko che in cui ha sede la capitale, Dušanbe.
      Chatlon — La dissimile provincia sudoccidentale del Tajikistan e il centro della ribellione che portò il Tajikistan alla disastrosa guerra civile post-sovietica.
      Provincia Autonoma di Gorno-Badachšan — L'impervia regione del Pamir occupa l'intera sezione orientale del Tagikistan ed è una delle regioni montane più alte del mondo, con sublimi panorami, trekking, arrampicate e un incredibile percorso asfaltato lungo la Pamir Highway. È una regione di paesaggi grandiosi ma per visitarla bisogna essere ben equipaggiati, appoggiarsi a tour operator locali ed essere in possesso di adeguati permessi.
      Zeravshan — Bellissime vallate nel mezzo delle maestose montagne Fann e le antiche rovine di Panjakent.

Centri urbani[modifica]

  • Dušanbe — Una delle più sviluppate capitali dell'Asia centrale, con palazzine neoclassiche che rimandano a San Pietroburgo e orizzonte occupato dalle cime bianche dei Monti Fan.
  • Choruǧ — Il capoluogo della Provincia Autonoma di Gorno-Badachšan posto in una vallata a 2,200 m. s.l.m. e a breve distanza dalla linea di confine con l'Afghanistan che coincide con il corso del fiume Panj, un affluente dell'Amu Darya.
  • Istaravšan — A 78 km da Xuçand, un centro di 50,000 abitanti con il nucleo storico meglio conservato della regione. Presenta architetture della civiltà araba, tra moschee e mandrase (scuole religiose a carattere giuridico) incastonate con bazaar alla base del Mug Teppe, rilievo che merita un'escursione sino alla sommità.
  • Murghab — Dislocata nella sezione orientale del Gorno-Badakhshan, Murghab è un centro di 5.000 abitanti a un'altitudine ancora maggiore di Choruǧ (3,650 m.). È situata all'intersezione dell'autostrada del Pamir proveniente da con la nuova arteria che, dopo aver valicato la linea di confine con la Cina all'altezza del passo montano di Kulma, si ricollega all'autostrada del Karakorum. Non si conosce se sia permesso o meno ai turisti stranieri di servirsi di questo valico di frontiera.
  • Xuçand (Хуҷанд, in inglese Khujand) — La seconda città del paese per popolazione. È l'antica "Alessandria Escate" (estrema), fondata da Alessandro Magno. .

Altre destinazioni[modifica]

  • Iskanderkul — Non lontano dalla città di Ayni, questi laghi glaciali sono ottimi per praticare escursioni ad alta quota, data l'elevata altitudine di 2195 metri.
  • Monti Fan — Nota meta in Asia Centrale, sono caratterizzati da laghi alpini e vette austere ed innevate. Sono accessibili da Samarcanda e Penjikent.
  • Valle di Geisev — Non distante dal cetro abitato di Rushan, è strutturata tra arse fluviali che alimentano laghi del fondovalle, ove è sito il villaggio di Geisev . Non vi sono strade carrozzabili, ma sentieri e curiose funivie in legno.
  • Valle di Wakhan — In questa ampie e distesa valle, punteggiata di forti e rovine buddiste, si aprono panorami sull'Hindu Kush, al confine con l'Afghanistan (7.000 metri). Qui, nel 1274, transitò Marco Polo, inaugurando la via della Seta.


Come arrivare[modifica]

Requisiti d'ingresso[modifica]

È richiesto il visto d'ingresso che da diritto a un soggiorno massimo di 45 giorni. Al 2009 il costo del visto ammontava a 80 € per un mese. La Lettera d'Invito (LOI) da parte di un'agenzia turistica del Tajikistan non è più necessaria ai fini dell'ottenimento del visto. Basta il passaporto, una foto e un modulo di richiesta. I posti di frontiera con gli stati confinanti non sono abilitati al rilascio del visto ragion per cui si verrà respinti se non se ne è già in possesso. Potrebbe sussistere invece la possibilità di ottenere il visto all'aeroporto della capitale ma l'informazione deve essere assolutamente verificata. Non esistono rappresentanze diplomatiche in Italia. L'ambasciata del Tagikistan a Vienna ha fama di essere la più sollecita nell'evadere le richieste. Se si desidera visitare il Pamir occorre farlo presente, essendo necessario un ulteriore permesso ove verranno riportati tutti i distretti che si intende visitare. Per informazioni aggiornate consulta il sito Viaggiare Sicuri gestito dal nostro Ministero degli Esteri in collaborazione con l'ACI.

Ambasciata del Tajikistan in Austria: Universitaetstr. 8/1a, 1090 Vienna, AUSTRIA. Tel: +43-1-4098266 & +43-1-4098266. Fax: +43-1-409826614. E-mail: tajikembassy@chello.at

In aereo[modifica]

Air Baltic collega Riga con Dušanbe raggiungibile anche con un volo delle Linee Aeree Turche da Istanbul. Il maggior aeroporto, quello di Dušanbe, ha voli verso poche destinazioni internazionali. Pochi altri con Tashkent, aeroporto della capitale che invece è l'unico ad avere qualche connessione con le maggiori città europee.

Il secondo maggiore aeroporto è quello di Xuçand, sede della Tajik Airlines, la cui sicurezza è stata messa più volte in discussione ma utile per chi vuole recarsi o proviene verso/da altre località dell'Asia centrale, con l'eccezione dell'Uzbekistan. L'aeroporto di Xuçand collega anche la Russia e la Germania al Tagikistan.

Come spostarsi[modifica]

In aereo[modifica]

I voli aerei nazionali sono limitati tra Dušanbe e Xuçand ed alla rotta Dušanbe-Choruǧ, con viste spettacolari ma altamente inaffidabili.

In auto[modifica]

Per il momento i taxi collettivi sono l'unico mezzo di trasporto tra le grandi città e piccoli-medi centri. I gruppi spesso si organizzano noleggiando una jeep con autista nel Pamir, o affittare un intero taxi collettivo, in modo da potersi fermare più spesso durate il viaggio.

In autobus[modifica]

I collegamenti interurbani sono inesistenti o se esistono sono alquanto aleatori. La penuria cronica di carburante è un altro grosso problema. È attualmente presente una ridotta rete di collegamenti, in espansione attraverso la Compagnia Asia Express.

Cosa vedere[modifica]

Itinerari[modifica]

  • Strada del Pamir. Una delle più paesaggistiche al mondo, dove è possibile soggiornare presso famiglie locali. Il tracciato ricorda il Tibet, essendo punteggiato di yurte e lagustelli glaciali. Non distanti dalla città di Darband.


Cosa fare[modifica]

Nonostante la presenza di ghiacciai non esiste possibilità di praticare sport invernali eccezion fatta, forse, per il piccolo centro sciistico di Tabok in voga in epoca sovietica ma lasciato in stato di abbandono dopo la proclamazione d'indipendenza.

E' possibile soggiornare all'interno di yurte, specie nell'area del Pamir. Esse sono circolari, di colore bianco e strutturate in una grande sala comune, con al centro un caldo focolare e tappeti e rilegature tessili.

Valuta e acquisti[modifica]

La valuta nazionale è il Somoni Tagiko (TJS)' ' (). Qui di seguito i link per conoscere l'attuale cambio con le principali monete mondiali:

(EN) Con Google Finance: AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD
Con Yahoo! Finance: AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD
(EN) Con XE.com: AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD
(EN) Con OANDA.com: AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD

E' possibile dilettarsi in acquisti nei pochi centri commerciali disponibili e nei bazaar cittadini.

A tavola[modifica]

  • Birra. Hassan e Dušanbe producono la propria birra, anche se più comuni quelle d'importazione russa come la Baltika;
  • Borj. Mix di carni e cereali;
  • Chakka. Una cagliata con aggiunta di erbe aromatiche , servita con pane non lievitato;
  • Kurutob. Pietanza vegetariana preparata con pane tafir alternato a strati di cipolla, pomodoro, prezzemolo e coriandolo e servito con una salsa a base di yogurt;
  • Oshi siyo halav. Zuppa d'erbe;
  • Shir chai. Bevanda intermedia tra il tè al latte e tè tibetano con burro di yak. Servita a colazione;
  • Tuhum barak. Ravioli ripieni con uova e conditi con olio di semi di sesamo.


Infrastrutture turistiche[modifica]

Fuori dalla capitale e dei centri maggiori la ricettività è molto limitata se non inesistente e anche in questo caso bisognerà ricorrere ai servigi di un agente turistico che fornirà sistemazioni in case private o in yurta.

Eventi e feste[modifica]


Sicurezza[modifica]

Si sono verificati ultimamente aggressioni a danno di forze di polizia nella capitale Dušanbe. Alla luce di questi eventi si raccomanda di tenere un comportamento di massima prudenza, evitando assembramenti di ogni tipo. I danni a stranieri sono inconsueti, eccetto nelle aree affollate e nei mercati cittadini. È stata elevato dalle Autorità locali il rischio terrorismo, specie di matrice islamica. Occorre evitare viaggi non strettamente necessari nelle aree di Danghara, Serband, Bokhtar, Valsh, Pyanj e Chatlon, soprattutto nelle ore notturne. L'attività sismica, specie nelle aree del Pamir, è notevole.

È possibile reperire informazioni concernenti lo status di sicurezza, ordine pubblico e situazione sanitaria sul portale dedicato del Ministero degli Esteri Italiano.

Situazione sanitaria[modifica]

Il servizio sanitario è di qualità scadente e non soddisfacente. Le strutture sono inadeguate così come le apparecchiature. Il Paese soffre molto dell'irreperibilità dei medicinali, anche i più comuni; si consiglia pertanto di provvedere ad una scorta personale di farmaci di base (aspirina, antidolorifico, antinfiammatori etc.). È presente la malaria nelle regioni del sud e di Chatlon, ove è in vigore la profilassi antimalarica. È consigliato provvedere alle vaccinazioni, previo parere medico, contro il colera, il tifo, il paratifo, il tetano, l’epatite A e B, la difterite, la rabbia e la tubercolosi.

Rispettare le usanze[modifica]

Complessivamente, l'osservanza dell'Islam è in aumento. Oltre un terzo della popolazione rurale e tra e fino al 10% della popolazione urbana pratica attivamente i riti islamici o partecipano alle funzioni religiose nelle moschee. Quasi la totalità della popolazione rurale e oltre 2/3 di quella urbana osserva il digiuno del Ramadan. Quasi la metà dei musulmani sciiti sono ismailiti e la maggior parte di essi risiedono nella provincia del Gorno-Badachšan, in certi distretti meridionali della provincia del Chatlon e nella capitale Dušanbe; il resto della popolazione musulmana è per la maggior parte sunnita. Occorre dunque osservare comportamenti consoni nei centri abitati, nei pressi di edifici religiosi. Evitare assolutamente abbigliamenti provocanti e poco rispettosi.

Come restare in contatto[modifica]


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