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Benin

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Benin
Una delle tante case fortezza dei batammariba, dette tata somba
Localizzazione
Benin - Localizzazione
Stemma e Bandiera
Benin - Stemma
Benin - Bandiera
Capitale
Governo
Valuta
Superficie
Abitanti
Lingua
Religione
Elettricità
Prefisso
TLD
Fuso orario
Sito web

Benin è una nazione del continente africano appartenente alla regione dell'Africa occidentale. È bagnato dall'Oceano Atlantico e confinante con la Nigeria ad est, il Niger e il Burkina Faso a nord e il Togo ad ovest.

Da sapere[modifica]

Il Benin è un Paese fantastico da visitare da solo o in aggiunta in qualsiasi itinerario dell'Africa occidentale. Qui si trova una grande quantità di sontuosi templi e rovine di quello che un tempo fu il potente regno di Dahomey (1800-1894). Inoltre, il Benin è il luogo di nascita di Voodoo (Vodun secondo la grafia fon o Vudù secondo la grafia italiana) e tutto ciò che ne consegue. Fino ad oggi il Voodoo rimane la religione ufficiale del Paese e una parte importante della vita del beninese medio. Anche i parchi nazionali del Benin meritano una visita per la loro fauna selvatica. Il Benin è anche, fortunatamente, uno dei Paesi più stabili e sicuri della regione per un viaggiatore.

La Repubblica del Benin, precedentemente conosciuta con il nome di Dahomey, non va confusa con il regno del Benin, conosciuto anche come regno di Edo, che è oggi scomparso e che ebbe origine nella zona ad ovest del delta del fiume Niger. Di tale regno rimane ai giorni nostri lo stato di Edo che fa parte della Nigeria ed ha per capitale Benin City.

Il nome Dahomey fu cambiato nel 1975 a favore dell'attuale, il quale fu scelto per la sua neutralità, visto che nel Paese convivono più di cinquanta differenti gruppi linguistici e quasi altrettante etnie. Il nome Dahomey era quello dell'antico regno Fon, e fu ritenuto inappropriato per definire tutta la nazione.

Cenni geografici[modifica]

Il Benin, rispetto ai suoi vicini, è geograficamente più piccolo, con una dimensione simile all'Honduras o allo stato americano dell'Ohio.

Allungato tra il fiume Niger a nord e l'insenatura di Benin a sud, l'elevazione del territorio non varia significativamente nelle differenti aree del Paese. La maggior parte della popolazione vive nelle pianure costiere meridionali, dove sono anche localizzate le maggiori città, tra le quali Porto-Novo e Cotonou. Il nord del Paese è costituito principalmente da altopiani semi aridi e ricoperti da savana, tuttavia lo si può vedere sostanzialmente diviso in cinque zone geografiche, da sud a nord: pianura costiera, altopiano, altopiano e savana d'altura, colline nordoccidentali e fertili pianure settentrionali.

Quando andare[modifica]

Per scegliere quando andare nel Benin è opportuno tenere presente che il clima è caldo e umido, con una relativa scarsità di piogge che si concentrano nelle due stagioni piovose (da aprile a metà luglio e da metà settembre a fine ottobre). Il periodo delle piogge nel nord subequatoriale va da marzo a ottobre. D'inverno le notti possono essere piuttosto fresche, a causa dell'harmattan, un vento secco e polveroso. Il periodo migliore dell'anno per visitare il paese è da novembre a febbraio, quando la temperatura è moderata e il clima è secco con bassa umidità.

Cenni storici[modifica]

I portoghesi arrivarono nel territorio del Benin nel XV secolo e stabilirono importanti sedi commerciali nelle zone costiere del Benin. Subito dopo i portoghesi arrivarono commercianti francesi, Paesi Bassi!olandesi e Regno Unito!britannici. Nel corso del tempo, la costa del Benin si è sviluppata nel più grande centro della tratta degli schiavi in Africa, gestito dal popolo Fon, che ha fondato il Regno di Dahomey, un regno altamente militaristico che ha venduto attivamente le popolazioni vicine agli europei. Man mano che la tratta degli schiavi aumentava di volume (10.000-20.000 schiavi spediti ogni giorno), la costa del Benin divenne nota come Costa degli schiavi. In questo periodo furono fondate le città portuali di Porto-Novo e Ouidah e rapidamente divennero le città più grandi e più commercialmente attive del Paese, mentre Abomey divenne la capitale del Dahomey. Tra il XV il XVII raggiunse il suo massimo splendore estendendosi per larga parte dell'Africa occidentale.

La caduta del Regno di Dahomey fu provocata dal divieto della schiavitù in tutta Europa a metà del XIX secolo. Nel 1892 i francesi colonizzarono il regno in pieno tracollo. Il 1º agosto 1960, il Dahomey ottenne l'indipendenza dalla Francia, con il nome di Repubblica del Dahomey, che scatenò una lunga e destabilizzante serie di colpi di Stato. Nel corso di un solo decennio, 1960-1972, il governo cambiò mani nove volte e subì quattro violenti colpi di Stato.

Nel 1972, il maggiore Mathieu Kérékou, un convinto marxista, organizzò il quarto colpo di Stato militare e ribattezzò la Repubblica Popolare del Benin. Il regime di Kérékou si dimostrò più efficace nel mantenere il potere e riorganizzò il Paese sulla sua interpretazione del modello maoista. Nel 1989, il governo francese, in cambio del sostegno finanziario all'economia agitata del Benin, persuase il governo del Benin ad abbandonare il suo governo socialista monopartitico e a trasferirsi in una repubblica multipartitica. Nel 1990, il paese fu ribattezzato Repubblica del Benin e, nel 1991, il Benin tenne le sue prime elezioni libere con notevole successo e Kérékou perse contro Nicéphore Soglo: il Benin fu quindi la prima nazione africana a coordinare con successo un trasferimento pacifico di potere da un dittatura verso una democrazia funzionante. Soglo è rimasto presidente fino al 1996,

Spettacolo di danza nel giorno del Voodoo

Il Benin rimane un Paese estremamente povero, affetto da povertà e corruzione. Le infrastrutture rimangono in pessime condizioni e l'economia in difficoltà si sta riprendendo dopo decenni di disordini politici.

Lingue parlate[modifica]

Oltre alla lingua ufficiale, il francese, la lingua dell'ex potenza coloniale parlata soprattutto nelle aree urbane, la maggior parte dei vari gruppi etnici ha una propria lingua nativa africana. Fon e Yoruba sono parlate nel sud, Bariba e Dendi nel nord, ma sono oltre 50 le lingue e dialetti africani parlati nel Paese. L'inglese è in aumento.

Cultura e tradizioni[modifica]

Distribuzione linguistica

La nazione è composta da oltre 60 gruppi etnici. Le tribù principali includono Fon (40%), Aja (15%) e Yoruba (12%) nel sud del Paese e Bariba (9%), Somba (8%) e Fulbe (6%) al nord.

La porta del non ritorno, un monumento alle vittime della schiavitù a Ouidah

Si pensa che il Vodun (o "Voodoo", come è conosciuto comunemente con grafia anglosassone) abbia avuto origine nel sud del Benin per essere poi introdotto in Brasile, nei Caraibi, e in parte dell'America del Nord dagli schiavi prelevati da questa zona particolare della costa degli schiavi. Il termine deriva dalla lingua fon, parlata nel sud del Benin, e significa «genio», «spirito protettore».

Letture suggerite[modifica]

  • Paolo Valente, L'albero dai fiori rossi, EMI Bologna 2004/2006.
  • P. Valente, La papaia di Senan, EMI Bologna 2006.
  • P. Valente, Racconti del vento, Edizioni San Paolo, Milano 2007.
  • Marco Aime, Le nuvole dell'Atakora, Torino, EDT, 2002.
  • M. Aime, Nel paese dei re, Trento, Nicolodi, 2003.
  • M. Aime, Gli stranieri portano fortuna, Milano, Epoché, 2007.
  • B. Chatwin, Il viceré di Ouidah, Adelphi 2001.


Territori e mete turistiche[modifica]

Il Benin è diviso in 12 dipartimenti i quali sono a loro volta suddivisi in 77 comuni.

Mappa divisa per regioni
      Benin settentrionale — Paesaggi aridi e tribù.
      Benin meridionale — La costa, la capitale e la maggior parte delle attrazioni turistiche.

Centri urbani[modifica]

Monumento a Ouidah
  • Porto-Novo — La capitale.
  • Abomey — Palazzi reali protetti dall'UNESCO. Ex capitale di quello che era il potentissimo e sanguinario regno del Dahomey, capace di tener testa ai coloni francesi. Tutta la città è disseminata di ben 12 palazzi reali, uno per ogni re, e templi. Si può visitare il museo di Abomey, proprio all'interno del palazzo di re Glelé e di suo padre Guezo, dove è conservato il celebre trono poggiato su 4 teschi.
  • Cotonou — Caotica città portuale sul Golfo di Guinea e aeroporto internazionale. È anche sede del governo.
  • Grand-Popo — Città resort sulla spiaggia al confine col Togo.
  • Kétou — Grande comunità rurale dell'altopiano nel sud del Benin
  • Malanville — La più grande città nell'estremo nord vicino al confine col Niger.
  • Natitingou — La più grande città in prossimità dei confini a nord con Togo e Burkina Faso.
  • Ouidah — La città da cui, dopo un rituale di scomunica che li privava dell'iniziazione Vudù, partivano gli schiavi, venduti dai loro conterranei e acquistati dai bianchi.
  • Parakou — La più grande città nella regione centrale.
  • Tanguiéta — Capoluogo della regione durante il dominio francese. Oggi sede del Parco nazionale del Pendjari, meta turistica regionale con grotte, cascate e percorsi pedonali. In città sono presenti festival di folclore e tradizioni locali.
La W del fiume Niger

Altre destinazioni[modifica]


Come arrivare[modifica]

Mappa che mostra i requisiti per i visti del Benin. In verde i Paesi che hanno accesso senza visto, in giallo quelli che necessitano un visto elettronico

Requisiti d'ingresso[modifica]

I cittadini di tutti i paesi africani e quelli di Macao possono entrare in Benin senza visto per un massimo di 90 giorni. I cittadini di Hong Kong possono invece usufruire di un visto gratuito per 14 giorni.

I visti possono essere per un ingresso singolo (40 USD) o per ingressi multipli (45 USD) e con una validità di 30 giorni. I visti per i cittadini statunitensi costano 140 USD. I visti per un ingresso singolo costano 70 € per tutti i cittadini dell'Tematica:Unione europea. Lo stesso visto acquistato tramite il consolato di Londra costa 70 £.

In Italia il visto lo si può ottenere presso un consolato del Benin dove viene richiesta la compilazione di un modulo, una fototessera, una copia del biglietto aereo, e un contributo di 50 euro, tuttavia è consigliabile informarsi presso il consolato di competenza:

Altrimenti in loco è possibile ottenere visti temporanei di 48 ore, al costo di 15.000 CFA (anno 2013).

I cittadini di tutti i Paesi possono richiedere eVisa online.

La vaccinazione per la febbre gialla è obbligatoria per i tutti i viaggiatori, indipendentemente dalla provenienza.

In aereo[modifica]

Timbro d'ingresso nel passaporto

Ci sono molti voli internazionali che arrivano all'aeroporto principale di Cotonou. Da qui è possibile collegarsi a Parigi, Istanbul, Bruxelles, Tunisi, Addis Abeba, Nairobi, Kigali e una altre città in Africa occidentale e centrale.

In auto[modifica]

Vi sono attraversamenti terrestri con tutti i Paesi confinanti, ma a causa dei conflitti, si raccomanda di attraversare i confini solo con Togo e Nigeria.

In treno[modifica]

Non ci sono servizi ferroviari internazionali per il Benin.

In autobus[modifica]

Il servizio autobus è molto frequente nel Paese e utilizzato dalla popolazione locale, sia per le piccole che per le grandi distanze. Da Cotonou ci sono autobus che raggiungono la Costa d'Avorio, il Ciad, il Niger, il Ghana, il Burkina Faso, la Nigeria e il Togo.

Come spostarsi[modifica]

In aereo[modifica]

  • 1 Aeroporto Internazionale Cardinal Bernardin Gantin-Cadjehoun (IATA: COO) (A Cotonou). Consente di raggiungere alcuni dei maggiori scali nazionali, è inoltre l'unico scalo aeroportuale internazionale dal quale è possibile raggiungere alcuni dei maggiori aeroporti africani, l'Europa, in Belgio e Francia, e la Turchia. La struttura è intitolata al cardinale Bernardin Gantin, figura di spicco nel mondo ecclesiastico del Benin. Aeroporto Internazionale Cardinal Bernardin Gantin-Cadjehoun su Wikipedia Aeroporto Internazionale Cardinal Bernardin Gantin-Cadjehoun (Q856939) su Wikidata
  • 2 Aeroporto civile di Djougou (IATA: DJA) (A Djougou). Djougou Airport (Q830945) su Wikidata
  • 3 Aeroporto civile di Kandi (IATA: KDC) (A Kandi). Kandi Airport (Q1431623) su Wikidata
  • 4 Aeroporto civile di Natitingou (IATA: NAE) (A Natitingou). Natitingou Airport (Q1433747) su Wikidata
  • 5 Aeroporto civile di Porga (A Porga). Porga Airport (Q3534799) su Wikidata
  • 6 Aeroporto di Parakou (IATA: PKO) (A Parakou). Aeroporto di Parakou su Wikipedia Aeroporto di Parakou (Q1432313) su Wikidata
  • 7 Aeroporto civile di Bembèrèkè (A Bembèrèkè). Bembereke Airport (Q1655975) su Wikidata
  • 8 Aeroporto civile di Savè (IATA: SVF) (A Savè). Savé Airport (Q3535924) su Wikidata

In auto[modifica]

Strada vicino all'oceano, Grand-Popo

I mezzon noleggiati con conducente costano di più ed è il tipico mezzo di trasporto per gli stranieri. Il prezzo dipende dal conducente e si consiglia un locale (beninois, i.e. beninese) previa negoziazione. Ad esempio, un viaggio in auto a noleggio di tre ore dalla regione centro-meridionale lungo l'autostrada principale costa 30.000/40.000 CFAa, ma un bush Taxi costerebbe 5.000/10.000 CFA.

Il traffico è caotico e le regole della strada vengono applicate raramente. Se hai intenzione di guidare in Benin, è richiesto un Permesso internazionale di guida (PIG). Il traffico scorre sul lato destro della strada come in Italia.

Noleggiare un auto è sconsigliato per due motivi: le strade sono piuttosto accidentate e mancano spesso di segnaletica, inoltre il traffico locale è solitamente congestionato e molto indisciplinato. Anche per questo conviene affidarsi ad un autista locale.

I blocchi stradali della polizia di notte si verificano regolarmente e viaggiare da soli con un autista (specialmente per le donne) può mettere l'autista in una posizione scomoda spingendolo in situazioni estreme a dover corrompere la polizia.

Viaggiare in auto è consigliato solo tra le principali città. Ad esempio, per viaggiare da Cotonou a Porto-Novo o da Cotonou a Abomey. Il più delle volte, ti verrà richiesto di condividere l'auto con molti altri viaggiatori che stanno andando nella tua stessa direzione. Viaggiare in auto all'interno della città non è affatto raccomandato a causa del fatto che è semplicemente superfluo e antieconomico.

Le strade sono prevalentemente di sabbia dura, con alcune strade principali asfaltate nelle città e sulle autostrade tra le principali città.

Strade statali[modifica]

RN 2 all'altezza di nel comune di Houéyogbé

RN o Route Nationale si riferisce al sistema stradale statale del Benin. Questo tipo strade include:

Autostrade interstatali[modifica]

RNIE 2 tra Cotonou e Bohicon

RNIE o Route Nationale Inter-États si riferisce al sistema autostradale inter-statale del Benin. Questo tipo autostrade include:

  • RNIE 1 (177 km): Corre lungo la costa atlantica dal confine togolese al confine nigeriano. Principali città attraversate: Cotonou, Porto-Novo.
  • RNIE 2 (729 km): È la principale autostrada nord-sud del Benin che percorre tutti i 785 km lungo il centro del Paese dal fiume Niger a Cotonou. La RNIE 2 attraversa la RNIE 4 a Bohicon ad est di Abomey. Principali città attraversate: Parakou, Cotonou, Bohicon, Kassakou.
  • RNIE 3 (456 km): Passa da nord a sud, nella parte occidentale del Paese, correndo vicino al confine con il Togo. Principali città attraversate: Tanguiéta, Natitingou, Bassila, Bantè.
  • RNIE 4 (155 km): Corre lungo l'entroterra dal confine togolese al confine nigeriano e si unisce alla RNIE 2 all'altezza di Bohicon. Principali città attraversate: Aplahoué, Bohicon, Kétou.
  • RNIE 5 (106 km): Corre lungo l'entroterra dal confine togolese al confine nigeriano a nord della RNIE 4. Principali città attraversate: Savalou, Glazoué, Savè.
  • RNIE 6 (296 km): Corre lungo l'entroterra dal confine togolese al confine nigeriano a nord della RNIE 5. Principali città attraversate: Nikki, Parakou, Djougou.
  • RNIE 7 (222 km): Corre dal confine Burkina Faso al confine nigeriano. Principali città attraversate: Banikoara, Kandi, Segbana.

In nave[modifica]

Ci sono molte piroghe (kayak/canoe) utilizzate per l'industria della pesca. Normalmente si può usare una piroga per visitare i villaggi del lago.

In treno[modifica]

Rete ferroviaria del Benin
      Linea esistete
      Linea pianificata
      Linea smantellata
      Linea di confine

C'è una linea ferroviaria che copre metà Paese, da Cotonou a Parakou, gestita dalla Organization Commune Benin-Niger des Chemins de Fer et des Transports nota anche come OCBN. Sebbene il treno impieghi più tempo di un taxi, è un modo molto più rilassante di viaggiare. I biglietti di prima classe sono solo leggermente più costosi di quelli di seconda classe e valgono la spesa extra. Il treno parte da Cotonou tre volte a settimana (martedì, giovedì e sabato) alle 8:00, arrivando a Parakou alle 18:30 circa, e torna il giorno successivo, con partenza alle 8:00 dalla stazione ferroviaria di Parakou, con arrivo alle 18:30 a Cotonou. La prima classe costa 5.600 CFA, mentre la seconda costa 4.000 CFA.

Questi treni di solito si fermano a Bohicon, che dista 4 ore da Cotonou. La tariffa costa 1.400 CFA per la prima classe e 1.100 CFA per la seconda.

Una compagnia turistica noleggia anche treni del periodo coloniale per viaggi turistici di più giorni a prezzi costosi, ma con un buon rapporto qualità-prezzo (oltre 50.000 CFA).

In autobus[modifica]

Esiste un sistema di autobus estremamente tempestivo e affidabile che di solito opera col modello dei bus turistici passando attraverso tutte le principali città del Benin ogni giorno, e persino alcuni servizi internazionali dentro e fuori dal Benin. Esistono molte linee principali con una gamma di autobus di qualità. I sistemi principali sono Confort Lines e Benin-Routes. Confort Lines sembra fornire più percorsi e nei lunghi viaggi si può persino avere acqua e un piccolo sandwich. Le prenotazioni per le linee Confort possono essere effettuate in anticipo pagando 500 CFA in qualsiasi ufficio regionale o chiamando il numero +229 21-325815. Le linee di autobus passano per: Porto-Novo, Cotonou, Abomey-Calavi, Bohicon, Dassa-Zoumé, Parakou, Djougou, Natitingou, Tanguieta, Kandi e persino fino a Malanville.

Gli autobus passano sulle due principali strade asfaltate che corrono a nord e a sud e si può fermare l'autobus in qualsiasi punto in cui si vuole scendere e per tariffe diverse. Non è necessaria alcuna discussione sui prezzi con l'autobus, poiché utilizzano tariffe fisse. Per avere un'idea dei prezzi, gli autobus che vanno da Cotonou a Natitingou (o viceversa) costano 7.500 CFA a tratta, e da Cotonou a Parakou (o viceversa) costano 5.500 CFA. Questi sono esempi, perché ci sono anche autobus che arrivano fino a Tanguieta e Malanville.

Le piccole distanze locali vengono coperte da pulmini collettivi di qualità inferiore che non hanno un orario di partenza definito, ma partono quando raggiungono il numero massimo di passeggeri a bordo, per poi fermarsi continuamente per far salire e scendere le persone lungo il tragitto.

In taxi[modifica]

È possibile spostarsi tra la maggior parte delle città in bush Taxi, ogni giorno nelle principali città, periodicamente per quelle più remote. Il prezzo totale per le lunghe distanze sarà un po' più alto che in autobus mentre il comfort e la sicurezza sono significativamente più bassi. I conducenti spesso cercano di massimizzare il numero di persone trasportate, quindi ci si può aspettare un'esperienza "intima" con la popolazione locale. Tuttavia, i bush Taxi offrono flessibilità che gli autobus non offrono; si può sempre trovare un taxi abbastanza rapidamente (presso le autogarre, stazioni di pullman urbane). A differenza degli autobus, tuttavia, i prezzi devono essere discussi in anticipo. Il costo dipende dalla destinazione e dal prezzo del gas. Chiedere agli altri passeggeri quanto stanno pagando e cercare sempre di pagare all'arrivo, anche se non è sempre possibile. Un'opzione decente per i viaggiatori senza ristrettezze economiche è quella di acquistare tutti i posti in un bush Taxi, o almeno tutti i posti in una fila. Non solo evita di dover aspettare che il tassista abbia riempito tutti i posti, ma è molto più comodo che essere ammassato con un sacco di persone sudate! Così facendo, in genere si dovrà anticipare al conducente un po' di soldi in modo che possa comprare benzina lungo la strada.

In moto-taxi[modifica]

Il modo migliore per viaggiare in qualsiasi città o villaggio è in moto-taxi, detti anche zem, diminutivo di zémidjan. Sono molto economici e gli autisti conoscono bene la città. Sono facilmente riconoscibili dalle loro camicie colorate abbinate con i loro numeri identificativi stampati su di esse. Una corsa in media costa tra 100/300 CFA ma i prezzi devono essere discussi in anticipo e il pagamento viene effettuato all'arrivo. Ricorda il numero identificativo del conducente per ogni evenienza. Scegliere con cura il proprio autista, in quanto la guida in stato di ebbrezza in Benin è molto comune e i conducenti di moto a volte sono coinvolti in giri criminali nelle principali città. Tuttavia questi ragazzi sono in genere molto affidabili se si deve andare da qualche parte ed entrare in un edificio per esempio, per un po' di soldi extra, aspetteranno fuori per tutto il tempo necessario; ma è bene non pagarli prima!

Le moto hanno colori differenti per ogni città, ad esempio: Cotonou giallo, Natitingou verde con spalle gialle o azzurro con spalle gialle, Kandi azzurro con spalle gialle, Parakou giallo con spalle verdi e Kérou verde con spalle gialle.

Cosa vedere[modifica]

Palazzi reali di Abomey

Il Benin è forse più noto al mondo come il luogo di nascita della religione vudù: il voodoo (in ingelse). Templi voodoo, feticci lungo la strada e mercati di feticci si trovano in tutto il Paese, ma il più noto è il mercato di feticci pieno di teschi e pelle nella Grand Marché de Dantokpa - il mercato incredibilmente enorme e frenetico di Cotonou. Il feticcio più importante del Paese è il mostruoso feticcio di Dankoli, sulla strada settentrionale vicino a Savalou, un buon posto per supplicare gli dei.

Il Benin sotto il dominio dei re Dahomey fu un importante centro della tratta degli schiavi, e la Route des Esclaves a Ouidah, che termina al monumento "Porta del non ritorno" sulla spiaggia è un monumento commemorativo per coloro che furono rapiti, venduti e spediti all'altro capo del mondo. Il museo locale di Ouidah, ospitato in un forte portoghese, si concentra sorprendentemente sul commercio di schiavi, oltre ad altre sfaccettature della cultura, della religione e della storia locale, ed è un vero must per chiunque passi attraverso il Paese.

Abomey fu la capitale dell'Impero Dahomey. I suoi templi in rovina e i palazzi reali, sono ora Patrimoni mondiali dell'umanità in Benin, sono una delle principali attrazioni del Paese. Le rovine, i loro bassorilievi e il museo storico di Abomey nel palazzo reale (che contiene ogni sorta di macabri arazzi e persino un trono di teschi umani) sono una testimonianza della ricchezza portata ai re Dahomey dal commercio degli schiavi, ma anche di brutalità con cui opprimevano i loro nemici, foraggio per i sacrifici umani e la schiavitù.

Ganvié, conta oggigiorno circa 30 000 abitanti i cui antenati fuggirono dai brutali re Dahomey costruendo la propria città su palafitte proprio nel centro del lago Nokoué, è senza dubbio un luogo affascinante e naturalmente bello. Divenuta tappa obbligata essendo una delle più grandi città lacustri dell'Africa occidentale. Ma è stato in parte rovinato dalla spiacevole relazione tra gente del posto e il turismo. Il Ghana potrebbe avere esperienze molto più gratificanti per i viaggiatori interessati alle città lacustri dell'Africa occidentale.

Mercato a Porto-Novo

Mentre la maniacale Cotonou è la più grande città e centro economico del Paese, Porto-Novo, la capitale, è piccola e una delle capitali più piacevoli dell'Africa occidentale. La maggior parte dei principali musei del paese si trovano qui nel fatiscente patrimonio architettonico del dominio coloniale francese. Grand-Popo è l'altra città popolare per il relax dei turisti, ma non per la città stessa quanto per le spiagge.

A nord, troverai una specie molto diversa di Benin dalle città del sud, per lo più affollate e inquinate, di cui Cotonou è un esempio decisamente importante. Il Parco nazionale del Pendjari e il Parco nazionale W (che il Benin condivide con il Burkina Faso e il Niger), sono considerati i migliori dell'Africa occidentale per l' osservazione della fauna selvatica e si trovano in splendidi altopiani collinari.

Le singolari ed eccentriche case-torri di fango e argilla , note come tata, del popolo Somba a nord, a ovest di Djougou vicino al confine togolese, sono un'estensione poco nota nel Benin dei tipi di abitazioni utilizzate dal popolo Batammariba del Togo appena ad ovest. Praticamente tutti i turisti in questa zona si riversano nella valle di Koutammakou, designata dall'UNESCO, oltre il confine; la parte del Benin ha il vantaggio di essere addirittura fuori dai sentieri battuti.

Più schematicamente si può evidenziare le cose da vedere in Benin nella seguente lista:

  • Etnia Taneka — Vicino al centro abitato di Natitingou, sulle montagne dell'Atakora nel Nord del Paese troviamo i caratteristici villaggi costruiti dai Taneka, sono complessi di capanne circolari con tetto conico che termina con una giara d'argilla capovolta a chiudere il buco. I sacerdoti detti dei "feticci" sono vestiti con una pelle di capra, mentre il grand feticheur di solito è completamente nudo. Alcuni studi rivelano che l'etnia Taneka ha occupato queste montagne nel corso del IX sec. d.C., alcune ipotesi la fanno risalire alla misteriosa cultura Koma, scomparsa molti anni fa nel nord dell'attuale Ghana. L'attuale re dei Taneka regna da anni sul suo popolo che conta ben oltre 3.000 sudditi!
  • Tata — sono abitazioni fortificate, sembrano piccoli castelli in banco, costruite dal popolo "Somba" come viene chiamato in Benin o "Tamberma" (detti anche Tammari o Batammariba) come viene chiamato in Togo, anche se appartengono allo stesso gruppo etnico. Infatti l'etnia è quello dei Betamaribé, una popolazione rimasta piuttosto vergine alle influenze del colonialismo, che ha lasciato pressoché inalterato il proprio stile di vita nel corso dei secoli. Mantenendo, appunto, le proprie tradizioni animiste, lo dimostrano i grandi feticci, a forma fallica, posti all'entrata delle loro case, le "Tata". Queste singolari bellezze architettoniche vengono costruite su tre piani, in basso il ricovero per gli animali, poi gli uomini e sulle terrazze vengono essiccati i raccolti della terra. Il celebre architetto Le Courbusier sembra che abbia tratto ispirazione dalla plasticità delle forme di queste dimore fortificate. Per queste loro peculiarità l'UNESCO ha inserito tutta la valle dei Tamberma tra i patrimoni dell'umanità. Le "Tata" sono formate da una serie di torri collegate tra loro da uno spesso muro all'interno camminabile, interrotto da un unico ambiente di ingresso, che ha la funzione di intrappolare eventuali nemici che poi venivano colpiti da una pioggia di frecce sparata dall'alto. Queste incredibili fortezze nella foresta contribuirono a scongiurare le invasioni delle tribù vicine e, alla fine del XIX secolo, anche dei tedeschi quando l'odierno Togo divenne una colonia dell'impero tedesco col nome di Togoland. Tutta la vita quotidiana all'interno della "Tata" si svolge su un alta terrazza, costruita con dei tronchi ricoperti di argilla, dove si cucina, si fanno seccare i raccolti di mais e miglio e si trascorre buona parte del loro tempo. Questi abili costruttori usano soltanto argilla, legno e paglia senza l'ausilio di alcun utensile. Le pareti delle "Tata" sono in banco, un misto di argilla cruda e paglia che serve da legante. Le torri, che terminano con pittoreschi tetti conici, sono sfruttate come granai, mentre gli altri ambienti fungono da bagni, camere da letto, e, durante la stagione delle piogge, anche da cucina. Gli animali vengono tenuti al piano terra, al riparo dalla pioggia. Di fronte allam porta di ingresso si trova spesso un sacrario con un feticcio, oppure vengono appesi teschi di animali e pelli sulle pareti.
  • Riti Vodoon — Ad Abomey assistete ad un rito Vodoon; sempre con il pieno consenso dei locali e senza essere invadenti. Abomey è la culla di questa religione.
  • Ganvié — un villaggio di palafitte sul lago omonimo nei pressi di Cotonou. Costruito durante la tratta negriera, perché i re del Dahomey avevano il tabù dell'acqua e non potevano reclutare gli schiavi che scappavano a Ganvié.
  • Lido di Cotonou — per rilassarsi sulla spiaggia e bagnarsi nelle tormentate acque del Golfo di Guinea.
  • Route des peches — letteralmente strada dei pescatori che accompagna tutto il lungomare da Cotonou alla porta del non ritorno di Ouidah, immersa in uno sterminato palmeto di cocchi.
  • Porta del non ritorno di Ouidah — Monumento patrimonio dell'UNESCO, eretto a ricordo di 12 milioni di schiavi neri che da quella spiaggia hanno lasciato l'Africa per un terribile e spesso mortale viaggio verso le Americhe. Rappresentando la più grande deportazione di massa della storia dell'umanità
  • Musee d'Histoire de Ouidah — Dentro ad un fortino portoghese contiene oggetti, cartine, fotografie dell'epoca della tratta degli schiavi. Visita interessante.
  • Tempio dei Pitoni di Ouidah — Un posto bizzarro, dove decine di piccoli pitoni hanno infestato un tempietto.


Cosa fare[modifica]


Valuta e acquisti[modifica]

UEMOA - Mappa paesi aderenti
Franco CFA - Mappa paesi aderenti
La valuta nazionale è il Franco CFA (XOF). Questa stessa moneta è usata da tutti gli stati appartenenti all'Unione Economica e Monetaria Ovest-Africana (Union économique et monétaire ouest-africaine - UEMOA).
L'Unione Economica e Monetaria Ovest-Africana, alla quale appartengono i seguenti stati: Benin, Burkina Faso, Costa d'Avorio, Guinea-Bissau, Mali, Niger, Senegal e Togo, aderisce alla Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (Economic Community of West African States - ECOWAS / Communauté Économique des États de l'Afrique de l'Ouest - CEDEAO).
Sebbene il Franco CFA centrafricano (XAF) e il Franco CFA Africa occidentale (XOF) hanno sempre avuto lo stesso valore monetario rispetto alle altre valute, sono in linea di principio due valute separate perché in qualunque momento le autorità monetarie competenti potrebbero variarne il tasso di cambio. Pertanto queste valute sono "teoricamente" accettate solo nelle nazioni in cui circolano ufficialmente.
Alla Comunità Economica e Monetaria dell'Africa Centrale (Communauté Économique et Monétaire de l'Afrique Centrale - CEMAC) appartengono i seguenti stati: Camerun, Repubblica Centrafricana, Repubblica del Congo, Guinea Equatoriale, Gabon e Ciad.
ECOWAS - Mappa paesi aderenti
Moneta da 1 Franco CFA

Ci sono banche in tutte le principali città e la maggior parte delle banche ha bancomat. Tramite i circuiti MasterCard e Visa si può prelevare contanti presso gli sportelli bancomat di Ecobank, Banque Atlantique, BIBE e SGB.

Da tenere presente che molte attività commerciali e uffici, comprese le banche, chiudono per diverse ore a metà giornata.

I prezzi dei beni acquistati in un negozio, ristorante, hotel, biglietti dell'autobus, ecc. non sono negoziabili, a differenza di quasi tutto il resto. A seconda dell'articolo, non è raro che per gli stranieri venga quotato un prezzo che è il doppio del prezzo di acquisto finale.

Si può trovare qualsiasi tipo di merce africana in tutto il Benin.

Qui di seguito i link per conoscere l'attuale cambio con le principali monete mondiali:

(EN) Con Google Finance: AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD
Con Yahoo! Finance: AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD
(EN) Con XE.com: AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD
(EN) Con OANDA.com: AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD


A tavola[modifica]

La Béninoise
Aloko (platani fritti) e pesce

In ogni città/villaggio si trovano venditori ambulanti che vendono di tutto, dai fagioli e riso, pollo alla griglia, capra e/o tacchino. I prezzi sono nominali Ma bisogna stare attenti, e scegliere sempre un fornitore il cui cibo è ancora caldo e si sono presi cura di mantenere le ciotole coperte con un coperchio e/o un panno.

Piatti d'autore
  • Kuli-Kuli
  • Boulets de Poulet avec Sauce Rough (Polpette di pollo con salsa rossa)

Bevande[modifica]

La birra è economica e buona! I pub locali (buvette) sono ad ogni angolo in ogni quartiere. È possibile avere una bottiglia di birra locale La Béninoise, Heineken, Guinness, Castel e altri a seconda del bar. Ovunque costa circa 250 CFA per una bottiglia piccola o 500 per una bottiglia grande. Nei locali notturni la birra è eccessivamente costosa, come 30.000 CFA in bottiglia! Quindi attenersi ai pub locali o evitare di comprare birra in discoteca. C'è anche il vin de palme (vino di palma) locale, una bevanda alcolica prodotta dalla linfa della palma. È anche disponibile un liquore di palma fermentato (Sodabi), che costa circa 2.000 CFA per un litro ed è molto forte.

Infrastrutture turistiche[modifica]

L'abitudine di riposo del Benin è in grande contrasto rispetto ai costumi occidentali. Mentre la maggior parte si alza prima dell'alba, tutti lavorano sodo fino alle 12:30, quando la maggior parte prende una siesta di 2,5 ore. Quindi torna a lavorare per altre 3 ore.

A seconda di quanto si distante il luogo di lavoro, la maggior parte dei beninesi sono rincasati prima delle 19:00. Le successive 3 ore vengono consumate preparando la cena, la TV, ballando o mescolandosi con amici e vicini. Quindi è ora di andare a letto intorno alle 22:00, per riposare e ricominciare da capo l'indomani.

Eventi e feste[modifica]

Festività nazionali[modifica]

Data Festività Note
1 gennaio Capodanno Festività internazionale
10 gennaio Festa del vudù Festa internazionale della religione ufficiale del Paese (1992). Particolarmente celebrata a Ouidah.
marzo/aprile Pasqua Festività cristiana
1 maggio Festa dei lavoratori Festività internazionale
maggio/giugno Ascensione, lunedì di pentecoste Festività cristiana
21 giugno Giorno dei martiri Memoriale
1 agosto Festa dell'indipendenza Indipendenza dalla Francia (1960)
15 agosto Assunzione Festività cristiana
1 novembre Ognissanti Festività cristiana
26 ottobre Festa delle forze armate
30 novembre Festa nazionale Memoriale del colpo di stato della repubblica di Dahomey (1972)
25 dicembre Natale Festività cristiana che segna la nascita di Cristo
1 muharram Ras as-Sana Festività musulmana che segna l'inizio del nuovo anno islamico
12 rabi' al-awwal Mawlid Festività musulmana che segna la nascita del profeta Maometto
1 shawwal Id al-fitr Festività musulmana che segna la fine del Ramadan
10 dhul-hijja Id Al Adha Festività musulmana del sacrificio o del montone detta anche Tabaski o Id El Kabir (grande festa)



Essendo una nazione con una forte presenza musulmana, oltre a quelle cristiane, vengono festeggiate le ricorrenze dell'islam.

Sicurezza[modifica]

Il Paese dal 2011 è tornato in linea generale sicuro, tuttavia la microcriminalità nelle città è diffusa, soprattutto dopo il tramonto, quindi evitare di indossare oggetti di valore e di esibire denaro.

Il modo migliore per stare al sicuro in Benin è quello di essere sempre sempre in presenza di una persona locale di cui ci si possa fidare, come un amico o una guida turistica assunta. Sanno quali aree sono sicure e quali no, conoscono i prezzi delle cose per non essere derubati, parlano le lingue native, sanno quali locali vendono buon cibo sicuro per gli occidentali e quali evitare.

Le donne, evitino di viaggiare da sole, cercando di stare il più possibile in compagnia di altre persone. Non viaggiare di notte da soli: gli attacchi lungo le spiagge sono frequenti e, naturalmente, vicino ad hotel, discoteche e altri luoghi turistici. Ignora qualsiasi persona che vi fischietta durante la notte se si fosse soli. Il Benin è un paese pacifico e le persone sono molto gentili e generose, ma furti e rapine avvengono ovunque, non importa quanto pacifico sia il posto, quindi si dovrà stare in guardia. Se si è vittima di un crimine, contattare immediatamente il Gendarme (polizia).

L'omosessualità è legale in Benin, anche se la stigmatizzazione sociale potrebbe causare problemi. È meglio non ostentarla e non parlarne a sproposito con la gente del posto.

Situazione sanitaria[modifica]

Le strutture sanitarie sono inadeguate e la reperibilità dei farmaci è scarsa. Consigliata la profilassi antimalarica, le vaccinazioni contro il tifo, l'epatite A e B e contro la meningite (quest'ultima solo per viaggi nel nord del Paese).

Stare attenti a cosa si mangia/beve e dove lo si fa. Se si ha intenzione di mangiare cibo di strada, assicurasi che sia servito molto caldo, poiché i batteri tendenzialmente non vivranno ad alte temperature. Le cause più comuni di malattia sono i batteri E. coli presenti nella carne poco cotta.

L'acqua potabile è prontamente disponibile, se si volesse acqua in bottiglia c'è "Possatome" - un'acqua di sorgente naturale imbottigliata in città con lo stesso nome. È molto buona e costa circa 500 CFA a bottiglia. A Cotonou, l'acqua del rubinetto è sicura da bere ma è trattata con cloro e alcune persone potrebbero esserne sensibili.

La malaria è una realtà in Benin. Le zanzare compaiono dal tramonto all'alba e usano l'acqua stagnante per riprodursi. I farmaci sono disponibili solo su prescrizione medica. L'unica vaccinazione obbligatoria necessaria per entrare nel Paese è quella contro la febbre gialla. Gli agenti doganali in aeroporto generalmente non controllano se lo si ha, ma si consiglia vivamente di effettuarla prima di entrare nel Paese per la propria salute. Insieme ai vaccini contro poliomielite, epatite A e B, morbillo, parotite, rosolia, tetano, rabbia e tutti gli altri vaccini standard per l'infanzia (secondo gli standard del proprio Paese di origine).

L'AIDS è un problema in Benin come in tutti i Paesi dell'Africa sub-sahariana; l'uso di un preservativo è altamente raccomandato se si entra in una relazione sessuale con un partner beninese. Altri rischi relativi al sesso non protetto sono gli stessi di qualsiasi altro Paese sviluppato o meno: sifilide, clamidia, HPV, ecc.

Se si viaggia in Benin, si consiglia vivamente di parlare con un medico specializzato in viaggi. Chiedere al proprio medico di famiglia o a un infermiera che lavora nella sanità pubblica il nome di una clinica di viaggio nella propria zona. Se possibile andarci circa 6 mesi prima di recarsi in Benin.

Rispettare le usanze[modifica]

Ramadan
Il Ramadan è il nono e più sacro mese del calendario islamico e dura 29-30 giorni. I musulmani digiunano ogni giorno lungo la sua durata e la maggior parte dei ristoranti resterà chiusa fino al crepuscolo. Niente (compresa l'acqua e sigarette) dovrebbe passare attraverso le labbra dall'alba al tramonto. Gli stranieri, i viaggiatori, ed altri sono esenti da questo, ma dovrebbero comunque astenersi dal mangiare o bere in pubblico in quanto questo è considerato molto maleducato. Le ore di lavoro diminuiscono anche nel mondo aziendale. Le date esatte del Ramadan dipendono da osservazioni astronomiche locali e possono variare da Paese a Paese. Il Ramadan si conclude con la festa di Eid al-Fitr, che può durare diversi giorni, di solito tre nella maggior parte dei Paesi.
  • 6 maggio – 3 giugno 2019 (1440 AH)
  • 24 aprile – 23 maggio 2020 (1441 AH)
  • 13 aprile – 12 maggio 2021 (1442 AH)
  • 2 aprile – 1 maggio 2022 (1443 AH)
  • 23 marzo – 20 aprile 2023 (1444 AH)

Se avete in programma di viaggiare nel Benin durante il Ramadan, prendere in considerazione la lettura dell'articolo Viaggiare durante il Ramadan.


Come restare in contatto[modifica]


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