Scarica il file GPX di questo articolo

Etiopia

Da Wikivoyage.
Etiopia
Lalibela
Localizzazione
Etiopia - Localizzazione
Stemma e Bandiera
Etiopia - Stemma
Etiopia - Bandiera
Capitale
Governo
Valuta
Superficie
Abitanti
Lingua
Religione
Elettricità
Prefisso
TLD
Fuso orario
Sito web

Etiopia (amarico: ኢትዮጵያ, traslitterazione: Ityop'iya) è una stato dell'Africa orientale che confina a nord con l'Eritrea, ad est col Gibuti e la Somalia, a sud sempre con la Somalia e con il Kenya, a nordovest con il Sudan ed a sudovest con il Sudan del Sud e non ha sbocchi sul mare.

Da sapere[modifica]

Castello di Gonder

Cenni geografici[modifica]

La maggior parte dell'Etiopia è localizzata nel Corno d'Africa, che è la parte più orientale del continente africano. All'interno dell'Etiopia si trova un vasto complesso di montagne e scoscesi altopiani divisi dalla Rift Valley, che attraversa il paese da sudovest a nordest ed è circondata da bassopiani, steppe e zone semi-desertiche. La grande diversità del territorio determina una grande varietà di climi, terreni, vegetazione naturale e di aree abitate.

Alcuni fiumi sfociano direttamente nell'Oceano Indiano e comunque i maggiori corsi d'acqua sono navigabili solo per brevi tratti. I principali fiumi del paese sono:

Quelli che solcano la sezione settentrionale dell'altopiano:

  • Barka: attraversa l'Eritrea e si perde nelle sabbie prima di arrivare al Mar Rosso;
  • Tacazzè: che scorre in un grande canyon, scende verso la depressione nilotica e confluisce, uno dei maggiori tributari del Nilo
  • Nilo Azzurro, emissario del lago Tana, che raggiunge il Nilo Bianco in territorio sudanese.

Quelli che solcano gli altopiani meridionali:

  • Omo:
  • Giuba: Insieme di Genale, Dawa e Weyb

Il lago maggiore dell'Etiopia è il Tana nel cuore dell'acrocoro, e seguono L'Abaya e il Chamo.

Quando andare[modifica]

Le piogge più frequenti si verificano, di norma, nel periodo compreso tra metà giugno e metà settembre. Alcuni consigliano di visitare il paese a settembre inoltrato quando la vegetazione è al suo rigoglio per le piogge appena trascorse.

Per il resto il clima dell'Etiopia varia di molto a seconda dell'altitudine. Mentre gli altopiani godono di un clima temperato e salubre, le pianure del sud-est sono caratterizzate da un clima desertico.

Lingue parlate[modifica]

Oltre a quella ufficiale, l'amarico, sono parlate anche molte altre lingue, tra cui: oromo, somalo, tigrino, sidama.

L'inglese è studiato come lingua secondaria insieme all'amarico ed è la principale lingua utilizzata per gli affari esteri.

Letture suggerite[modifica]

  • Adolph Freiherr Knigge, Benjamin Noldmann's Geschichte der Aufklärung in Abyssinien oder Nachricht von seinem und seines Herrn Vetters Aufenthalte an dem Hofe des großen Negus, oder Priesters Johannes
  • Gerhard Rohlfs (esploratore)|Gerhard Rohlfs, Im Auftrage Sr. Majestät des Königs von Preussen mit dem Englischen Expeditionscorps nach Abessinien
  • Gerd Gräber, Angelika Gräber, Berhanu Berhe, Äthiopien, ein Reiseführer, Heidelberg, Kasparek, 1997. ISBN 3-925064-21-4
  • Alain Gascon, La Grande Éthiopie, une utopie africaine, Parigi, CNRS éditions, 1995. ISBN 2-271-05235-1.
  • Xavier vand der Stapen, Éthiopie, au pays des hommes libres, Tournai, La Renaissance du Livre, 2004. ISBN 2-8046-0828-X.
  • Lorenzo Mazzoni, Kebra Nagast. La Bibbia segreta del Rastafari, Coniglio editore, 2007. ISBN 978-88-6063-063-6.
  • Arnaldo Mauri, Il mercato del credito in Etiopia, Giuffrè, Milano 1967.
  • Clara Caselli e Arnaldo Mauri, Moneta e banca in Etiopia, Giuffrè, Milano 1986, ISBN 88-14-00769-1
  • Lorenzo Mazzoni. "Haile Selassie I. Discorsi scelti 1930 - 1973". Stampa Alternativa / Nuovi Equilibri, 2011. ISBN 978-88-6222-159-7
  • Arnaldo Mauri, The re-establishment of the national monetary and banking system in Ethiopia (1941-1963), "The South African Journal of Economic History", Vol. 24 (2), 2009. WP dello stesso autore su questo tema disponibile
  • Guida dell'Africa Orientale Italiana, Consociazione Turistica Italiana, Milano 1938
  • Arnaldo Mauri, "Monetary Developments and Decolonization in Ethiopia", Acta Universitatis Danubius, Oeconomica, n. 1, 2010. WP dello stesso autore su questo tema disponibile
  • Arnaldo Mauri, "The short life of the Bank of Ethiopia", Acta Universitatis Danubius, Oeconomica, n. 4, 2010. WP dello stesso autore su questo tema disponibile
  • Pippo Vigoni, Abissinia, giornale di un viaggio, Milano 1881
  • Carlo Franchini, "Etiopia, emozioni di viaggio", Istituto Poligrafico Zecca dello Stato.
  • Ryszard Kapuscinski, "Negus - splendori e miserie di un autocrate", Feltrinelli 2010.


Territori e mete turistiche[modifica]

L'Etiopia è suddivisa in 9 regioni (kililoch, singolare kilil), a cui si aggiungono 2 città autonome (astedader): Addis Abeba e Dire Daua.

Mappa divisa per regioni
      Afar
      Amara — La regione del lago di Tana e delle sorgenti del Nilo Azzurro.
      Benisciangul-Gumus
      Gambella
      Oromia
      Somali
      Tigrè (Tigrai) — La regione è disseminata di chiese rupestri, risalenti a molti secoli fa. Alcune quasi inaccessibili altre a portata di "pulmino" poiché sulla strada; dipinti, affreschi e bassorilievi imperdibili e stupefacenti.


Centri urbani[modifica]

Centro di Addis Abeba
  • Addis Abeba — Capitale dell'Etiopia, Addis Abeba è situata al centro del paese, ad un'altitudine di 2.355 m. Degno di nota il museo Nazionale.
  • Adua — le campagne della città furono il teatro della clamorosa sconfitta dell'esercito italiano contro gli abissini del negus Menelik II; a ricordo è posta una croce in granito, con la frase in italiano "Adua, per non dimenticare 1896".
  • Dire Daua — La seconda più grande città etiope situata nella parte orientale del paese.
  • Harar — Con 82 moschee è considerata quarta città santa dell'islam.

Altre destinazioni[modifica]

Cascate del Nilo Azzurro
Lago di lava nel cratere dell'Erta Ale

Sono numerosi i parchi nazionali del paese e a questi si devono aggiungere altri tipi di aree protette a livello nazionale: santuari naturali, foreste, riserve, aree di caccia controllata, ecc.

  • Cascate del Nilo Azzurro — distano 1 ora dalla città di Bahir Dar per 30 km di strada sterrata, l'ingresso è di 15 birr in più ci vogliono 20 birr per prendere la barchetta che traghetta i turisti sull'altra sponda del fiume Nilo, poi una passeggiata di 10 min porta proprio sotto alle cascate, mentre se si rinuncia alla barca le cascate si possono ammirare solo da lontano. Le cascate sono imponenti con una notevole portata d'acqua e un salto di almeno 60 m, a pensare che fino a 20 anni fa erano lunghe il triplo, poi ridotte in seguito alla costruzione di un sistema di dighe.
  • Erta Ale — Detta anche montagna fumante, è un vulcano attivo contenente un vero e proprio lago lava.
  • Parco nazionale del Simien — Include la vetta più alta d'Etiopia, Ras Dejen (4620 m). Base di partenza per visitare il parco è la cittadina di Debark, l'ingresso costa 94 birr, 200 birr la guida e 150 birr 2 scout armati di AK-47, tutto è indispensabile, quindi il biglietto è da intendersi cumulato di queste spese, da dividere se siete più di una persona. L'ingresso del parco Siemen è a circa 40min da Debark. Si possono scegliere varie alternative per visitarlo, come il trekking di 2/3 giorni o una semplice passeggiata di mezza giornata. Quest'ultima viene fatta lungo gli altissimi ed incantevoli dirupi del Siemen, si attraversa un prato affollato di babbuini gelada completamente indifferenti alla presenza umana. Nel parco sono presenti vari endemismi di fiori e piante come l'elicriso, la rosa abissina, l'ulivo africano, timo e gelsomino, e, con un po' di fortuna è possibile avvistare le antilopi.
  • Parco nazionale delle montagne di Bale — Prende nome dalla catena montuosa più alta dell'Etiopia sud-orientale, con cime oltre i 4000 m.
  • Parco nazionale di Abijatta-Shalla — Intorno ai laghi di Abijatta e Shalla (o Shala).
  • Parco nazionale di Awash — Limitato a sud dal fiume Awash.
  • Parco nazionale di Gambela
  • Parco nazionale di Mago — A cavallo del fiume Mago affluente dell'Omo.
  • Parco nazionale di Nechisar — Bagnato dai laghi di Abaya e Chamo.
  • Parco nazionale di Omo — Uno dei più estesi, nella valle del fiume Omo; confina con il Parco nazionale di Mago.
  • Parco nazionale di Yangudi Rassa — Nella regione di Afar.


Come arrivare[modifica]

Requisiti d'ingresso[modifica]

Passaporto, visto e vaccinazione per la febbre gialla solo per i viaggiatori provenienti da altri paesi africani. L'ambasciata italiana è situata ad Addis Abeba. Il visto si può prendere in arrivo prima di attraversare la dogana, il costo è di 50 USD (gennaio 2015), non si può pagare in Birr. Le pratiche per il rilascio sono piuttosto veloci, ma dipende dall'afflusso dei turisti in arrivo.

In aereo[modifica]

Ethiopian Airlines effettua voli dall'aeroporto Leonardo da Vinci di Roma a quello di Bole di Addis Abeba. Altre compagnie che volano da città italiane (oltre Roma e Milano) con scalo nei rispettivi paesi e con prezzi a volte vantaggiosi:

  • Lufthansa
  • Turkish Airlines

In auto[modifica]

Il posto di frontiera con il Kenya è quello di Moyale a circa 770 km da Addis Abeba.

Come spostarsi[modifica]

Anche il più incallito dei viaggiatori fai-dai-te potrebbe trovare conveniente rivolgersi a un'agenzia del posto che spesso garantisce l'accesso a posti belli ma impervi.

NTO è il più affidabile Tour Operator in Etiopia. È a carattere statale e le sue guide hanno una preparazione professionale. I prezzi però sono alti.

Di seguito segnaliamo alcune agenzie private con prezzi più bassi ma con l'avvertenza che un cambio di gestione potrebbe determinarne la non affidabilità:


Cosa vedere[modifica]

  • Le stele scolpite a Tiya
  • Fasil Ghebbi: la città fortezza a Gondar
  • Monastero di Debre Libanos — Il monastero è nuovo e l'entrata costa 100 birr, somiglia ad una qualsiasi chiesa moderna: un monaco illustra le vetrate colorate con animali e personaggi del nuovo e del vecchio Testamento, adiacente c'è un piccolo museo con diversi paramenti sacri e oggetti, anche qualche fucile delle varie guerre del secolo scorso che hanno lacerato questo paese. Una guardia armata di AK-47 si offrirà di accompagnarvi fin su alla grotta del santo Tekla Hamainot, riconoscibile poiché viene sempre raffigurato con una gamba sola, sono circa 15min di sentiero in salita. La grotta non è nulla di eccezionale, potete evitarla, e tra l'altro il monaco custode per mostrare il libro sacro ed un'altra stanza chiede ben 20 euro (nel 2011).
  • Castelli di Gondar — uno di questi era il quartier generale italiano durante l'occupazione e la passeggiata tra le rovine ben conservate è molto piacevole, la loro costruzione è datata intorno al 1600 sotto l'influsso portoghese, e sicuramente, vedere tali esempi di architettura in Africa è quantomeno surreale.
  • Bagni di Fasiladas (Gondar) — la grandiosa piscina che durante la festa del Timkat viene riempita d'acqua e tutti i fedeli si bagnano.
  • Chiesa di Debre Berhan Selassié (Gondar) — l'ingresso costa 50 birr, la volta è dipinta di tanti angioletti, fate caso alla raffigurazione di Maometto, che cavalca un cammello con il diavolo appresso, tutti gli infedeli sono dipinti di profilo.
  • Museo del palazzo del Negus — era la residenza a Gondar del Re dei Re, Hailé Selaissé, c'è la sua stanza, i bagni, la biblioteca dove sono conservati dei testi italiani; tutto è perfettamente conservato, sembra di visitare una villa italiana degli anni '60, le stesse piastrelle, gli stessi sanitari, i mobili, l'arredamento in generale.
  • Leonessa di Gobodura (Axum) — un bassorilievo misteriosamente scolpito su un masso in una zona dove all'intorno ci sono steli incompiute nel marmo e lasciate lì per secoli.
  • Il palazzo della regina di Saba (Axum) — anche se non originale sembra sia questo il sito dove un tempo era costruito il palazzo di questa misteriosa regina; grandiosa figura biblica da cui la leggenda vuole che discenda tutta la dinastia dei re Etiopi, detta Davidica, poiché la regina di Saba durante un viaggio a Gerusalemme sembra che una notte si unì al re Salomone, nacque un figlio, Menelik I, che portò in Etiopia l'arca dell'alleanza, dove Mosè conservava le tavole della legge.
  • Il parco delle steli di Axum — il biglietto di entrata è cumulativo per il museo annesso e costa 45 birr. In questo parco è posto anche il famoso obelisco che si trovava a Roma, e l'Italia riconsegnò all'Etiopia alcuni anni fa.
  • Le tombe dei re Gebre Meskel e Kaleb (Axum) — attualmente è in corso l'opera di restauro da parte di un equipe di archeologi tedeschi.
  • La piscina della regina di Saba (Axum) — un enorme vascone dove le donne attualmente vanno a fare il bucato.
  • L'iscrizione di Elana (Axum) — detta la stele di Rosetta etiope, incisa in tre lingue: greco, geeze e sabeo.
  • Chiesa di S.Maria di Sion (Axum) — non perdetevi la processione giornaliera intorno alla chiesa delle ore 15:00, dove donne e sacerdoti girano per 3 volte attorno. Qui è possibile entrare, ivi è conservato un libro di 1000 anni fa.
  • La cappella dell'Arca dell'alleanza (Axum) — adiacente alla chiesa di S.Maria di Sion sorge questa misteriosa cappella che sembra conservare l'originale Arca dell'alleanza. Tuttavia non è possibile avere nessun riscontro poiché da secoli e secoli l'accesso è esclusività di un solo monaco, che fa voto di essere guardiano per tutta la vita, nemmeno ai Re etiopi era consentito l'accesso.
  • Tomba di re Bazen (Axum) —
  • Debre Damo — il monastero sorge su un'amba, e l'accesso ad esso è consentito solo agli uomini. Ancora oggi la tradizione vuole che si salga con una corda di pelli di capra per 20 m circa, aiutati da un monaco che tira verso l'alto; la corda infatti simboleggia il serpente che aiutò uno dei 9 santi che evangelizzarono l'Etiopia a salire così in alto e fondare il monastero, tra i più antichi e particolari che si possono visitare. L'ingresso costa 100 birr a persona, si può visitare il monastero e il villaggio dove vivono autosufficienti 200 monaci con gli animali. La discesa da Debre Damo è altrettanto suggestiva ma sicuramente più facile, rispetto alla salita.
  • Chiesa di Yemerhanna Kristos — per raggiungere la chiesa ci vogliono 2 ore partendo da Lalibela, non avventuratevi con normale pulmino, sarà necessario un 4x4 poiché la strada è molto accidentata. È un luogo mistico e particolare, poiché la Chiesa è interamente scavata all'interno di una grande grotta, e nel buio, in fondo troverete un ossario e delle tombe.
  • Le 12 chiese di Lalibela — il biglietto di ingresso è cumulativo e costa 350 birr, la guida obbligatoria costa 400 birr e 100 birr di mancia obbligatoria agli uomini che guardano le scarpe ogni qualvolta si entra e si esce da una chiesa. La visita del mattino può durare intorno alle 3 ore, iniziando con il museo sotto la biglietteria, poi le chiese del primo gruppo che sono: Bete Meahane Alem, Bete Mariam, Bete Meskel, Bete Denagil, Bete Debre Sina, Bete Golgota, Bete Uraer, tutte vicinissime tra loro e purtroppo coperte da grossi tendoni fatti mettere dall’UNESCO che tolgono tantissimo all’impatto visivo, non è così invece per la chiesa di Bete Georgis, il sito più fotografato d’Etiopia che rimane scoperto, difficile sarà dimenticare questa chiesa dalla pianta a croce greca completamente scavata nella roccia. Dopo pranzo alle 1430 passate alla visita delle chiese del secondo gruppo, nell’ordine: Bete Grabiel e Rafael, Bete Merkorios, Bete Emanuel, Bete Aba Father, due di queste sono collegate tra loro dal “Dark tunnel”, fatelo senza luce e vi sarete guadagnati il paradiso.

Itinerari[modifica]

Supponendo di uscire dalla capitale Addis Abeba, imboccando la statale nº 3 e di farvi ritorno percorrendo la nº 1, incontreremo i seguenti centri:

  • Debre Markos — A 295 km dalla capitale, Debre Markos prende il nome da una chiesa dedicata a San Marco.
  • Bahir Dar — Capoluogo della regione di Amhara, Bahir Dar giace sulla riva meridionale del Lago di Tana. Nelle sue vicinanze stanno le spettacolari cascate del Nilo Azzurro.
  • Gondar — Capitale imperiale nel XVII secolo, Gondar è oggi una moderna città di 200.000 abitanti a oltre 2000 m di altitudine.
  • Parco nazionale del Simien — Istituito a protezione dei monti Simien, il parco figura nella lista dei Tematica:Patrimoni Mondiali dell'Umanità
  • Shire
  • Axum (Aksum) — Capitale di un regno cristiano che raggiunse il suo apogeo nei primi secoli d. C., Axum è una città di obelischi che figura nella lista dei Patrimoni Mondiali dell'Umanità
  • Adua — Località nota per la tremenda sconfitta che subì l'esercito italiano nel 1896.
  • Yeha — Antico centro dei Sabei con le rovine del tempio della luna, del VII secolo a.C., l'entrata per vedere le rovine costa 50 birr. Alla sinistra del tempio c’è un piccolo caseggiato bianco che custodisce iscrizioni in lingua geeze e un cimitero.
  • Debre Damo — Monastero di difficile accesso in cima ad un Amba (collina tipica del paesaggio etiope), dista circa 1 ora di strada da Adigrat.
  • Adigrat — punto di partenza per l'esplorazione della regione del Tigrai; visitate il cimitero italiano, sarà un esperienza molto toccante, vedere le tombe dei nostri caduti della guerra sepolti in terra d'Africa.
  • Negash
  • Mek'ele
  • Korem (Quoram Vecchia o Kworam) —
  • Weldiya (Woldia) —
  • Lalibela — la Gerusalemme del cristianesimo ortodosso, con le sue 12 chiese tra cui quella di "Saint Georgis" completamente scavata nella roccia, con la pianta a croce greca.
  • Dessiè — vicino il lago Hayq
  • Kombolcha
  • Bati
  • Debre Berhan
  • Ankober


Cosa fare[modifica]

  • Giro in barca sul lago Tana — L'escursione completa sul lago Tana costa intorno ai 15 euro (nel 2011), compresa di pranzo, e dura tutto il giorno. Solitamente si parte alle 07:00 da Bahir Dar, ci vogliono 3 ore abbondanti di navigazione sul lago fino all'isola di Dek, per visitare la chiesa di Narga Selassié (ingresso 50 birr). Con altre due ore si arriva sulla penisola di Zege, per visitare la chiesa di Beta Mariam (50 birr) e la stanza-museo adiacente, dove un monaco mostra libri antichi. Con una passeggiata in campagna di 40 min si arriva alla chiesa di Ura Kidame Meret (50 birr), anche qui c'è un minuscolo museo annesso. Una considerazione: le tre chiese visitate si assomigliano moltissimo, anche la qualità dei dipinti è la stessa, quindi, compiere 5 ore noiose di navigazione per andare e tornare dall'isola di Dek, sono eccessive, potreste valutare l'ipotesi di tagliarla dal programma. Da Ura Kidame Meret si scende verso il lago in un sentiero con numerose bancarelle, qua ci si imbarca nuovamente per poter andare alle sorgenti del Nilo Azzurro, se le acque del lago solitamente agitate nel pomeriggio lo permettono; quindi ritorno a Bahir Dar.
  • Museo Nazionale di Addis Abeba — Si trova nell'ex palazzo imperiale del Negus Hailé Selassié; molto grande e ricco di oggetti. Le stanze imperiali sono ancora intatte. È una visita imperdibile, assieme al vicino museo etnografico che conserva i resti di Lucy, l'ominide considerato l'anello mancante tra l'uomo e la scimmia.


Valuta e acquisti[modifica]

La valuta nazionale è il Birr etiope (ETB). Il taglio più grande di banconota è di 100 birr che equivalgono a circa 4 euro, quindi prevedete di avere nelle tasche, o meglio nella borsa, grossi mazzi di denaro. Qui di seguito i link per conoscere l'attuale cambio con le principali monete mondiali:

(EN) Con Google Finance: AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD
Con Yahoo! Finance: AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD
(EN) Con XE.com: AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD
(EN) Con OANDA.com: AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD


A tavola[modifica]

Un piatto di Wat
Un piatto di Injera
  • Wat - uno stufato etiope ed eritreo (dove si chiama Zighni), a base di cipolla e berberé, una miscela molto piccante di spezie, che può essere preparato con pollo, manzo, agnello e diverse varietà di vegetali.
  • Kifko - carne cruda tritata e ripassata in burro speziato, non sempre disponibile in tutti i ristoranti.
  • Injera - pane caratteristico etiope, disponibile ovunque. È a base di teff, un cereale tipico degli altopiani etiopi, ed è caratterizzato da una consistenza spugnosa ed un sapore acidulo.

Bevande[modifica]

  • Caffè tradizionale etiope.
  • Birra di produzione etiope di varie marche (Bedele, Harar, Meta, Saint George, ...).


Infrastrutture turistiche[modifica]


Eventi e feste[modifica]

Festività nazionali[modifica]

Data Festività Note
7 gennaio Natale ortodosso Festività copta
19 gennaio Epifania ortodossa Festività copta. Negli anni etiopi bisestili si celebra il 20 gennaio.
2 marzo Festa della vittoria di Adua Memoriale della vittoria ai danni degli italiani durante la guerra di Abissinia (1896)
aprile/maggio Venerdì santo, Pasqua Festività copta
1 maggio Festa dei lavoratori Festività internazionale
5 maggio Festa dei patrioti Memoriale della resistenza all'invasione italiana (1936)
28 maggio Festa della caduta del regime derg Memoriale della nascita della repubblica popolare democratica d'Etiopia (1991)
11 settembre Capodanno etiopico Negli anni etiopi bisestili si celebra il 12 settembre.
27 settembre Scoperta della Vera Croce Festività copta. Negli anni etiopi bisestili si celebra il 28 settembre.
1 muharram Ras as-Sana Festività musulmana che segna l'inizio del nuovo anno islamico
12 rabi' al-awwal Mawlid Festività musulmana che segna la nascita del profeta Maometto
1 shawwal Id al-fitr Festività musulmana che segna la fine del Ramadan
10 dhul-hijja Id Al Adha Festività musulmana del sacrificio o del montone detta anche Tabaski o Id El Kabir (grande festa)


Sicurezza[modifica]

Le zone di confine del paese sono tutte ad alto rischio. La frontiera con l'Eritrea è chiusa. È consigliato non spingersi ad est di Harar.

Quei pochi che volessero passare dall'Etiopia in Kenya, in Sudan o Gibuti dovrebbero informarsi prima sulla situazione politica.

È sconsigliato recarsi nella regione di Gambella, nell'estremo ovest dello stato, ove si segnalano tensioni tribali e un flusso di profughi provenienti dal Sudan del Sud.

Per il resto l’Etiopia è un Paese relativamente stabile. Addis Abeba è stata sinora ritenuta una meta sicura per i turisti.

Situazione sanitaria[modifica]

Il rischio di malaria è alto nell'estremo sud-est del paese mentre i viaggi nel nord e nel centro del paese solitamente prevodono itinerari oltre i 1500 m / 2500 m sul livello del mare, altezze dove la zanzara portatrice della malaria difficilmente vive. Inoltre durante la stagione più secca il rischio si riduce. Per la malaria: dal tramonto all'alba coprirsi bene, usare repellente, e andare a letto presto sotto la zanzariera. Se avete qualche sospetto di malaria, meglio cercare di individuarla in loco che non portarsela a casa, dove c'è molta meno esperienza. È consigliata l'antitifica e, solo per alcune zone, la vaccinazione contro la febbre gialla. Un prodotto contro gli insetti può essere utile poiché spesso, negli alberghi di bassa qualità, nei letti si possono trovare delle pulci.

Rispettare le usanze[modifica]

Ramadan
Il Ramadan è il nono e più sacro mese del calendario islamico e dura 29-30 giorni. I musulmani digiunano ogni giorno lungo la sua durata e la maggior parte dei ristoranti resterà chiusa fino al crepuscolo. Niente (compresa l'acqua e sigarette) dovrebbe passare attraverso le labbra dall'alba al tramonto. Gli stranieri, i viaggiatori, ed altri sono esenti da questo, ma dovrebbero comunque astenersi dal mangiare o bere in pubblico in quanto questo è considerato molto maleducato. Le ore di lavoro diminuiscono anche nel mondo aziendale. Le date esatte del Ramadan dipendono da osservazioni astronomiche locali e possono variare da Paese a Paese. Il Ramadan si conclude con la festa di Eid al-Fitr, che può durare diversi giorni, di solito tre nella maggior parte dei Paesi.
  • 27 maggio – 24 June 2017 (1438 AH)
  • 16 maggio – 14 June 2018 (1439 AH)
  • 6 maggio – 3 June 2019 (1440 AH)
  • 24 aprile – 23 May 2020 (1441 AH)
  • 13 aprile – 12 May 2021 (1442 AH)

Se avete in programma di viaggiare in Etiopia durante il Ramadan, prendere in considerazione la lettura dell'articolo Viaggiare durante il Ramadan.

Quando si fotografano persone o edifici si consiglia di chiedere prima il permesso poiché può essere considerata una grave offesa.

Come restare in contatto[modifica]

Telefonia[modifica]

I telefoni pubblici sono di difficile reperibilità, tuttavia i cellulari della 3, Tim, Wind e Vodafone, prendono quasi ovunque, consentendo di chiamare o inviare sms senza problemi.

Internet[modifica]

Gli internet point sono numerosi nelle città principali, ma la connessione è molto instabile e tendenzialmente lenta. Ad Addis Abeba ci si può recare presso hotel di un certo livello (Hilton, Sheraton, Radisson, e altri) che offrono connessioni migliori, anche WiFi, a prezzi ragionevoli o, addirittura, gratuite (basta sedersi e consumare una birra).


Altri progetti