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Abomey

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Abomey
Una strada cittadina
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Posizione
Mappa del Benin
Abomey
Abomey

Avrankou è una città del Benin meridionale capitale del regno di Dahomey dal 1625 al 1894.

Da sapere[modifica]

La città è nota soprattutto per la sua importanza storica: fu infatti capitale del regno di Dahomey, fondata nel 1625 e caduta con l'occupazione francese alla fine del XIX secolo. I Palazzi reali di Abomey, dichiarati Patrimoni mondiali dell'umanità in Benin nel 1985, sono testimonianza di questo antico regno. Pur essendo meno importante che in passato, Abomey è una delle principali mete turistiche del Benin. Abomey è oggi la capitale del Dipartimento di Zou, non va perciò confusa con Abomey-Calavi situata più a sud, nel Dipartimento dell'Atlantique, che è invece sede di una delle due Università del Benin.

Cenni storici[modifica]

Abomey fu la capitale dell'antico regno di Dahomey, fondato nel 1625 dall'etnia Fon. La città era circondata da un muro di fango con una circonferenza stimata in quasi 10 chilometri, con sei porte e protetto da un fossato profondo un metro e mezzo, riempito di acacie spinose (questo era il tipico sistema difensivo dell'Africa occidentale). All'interno delle mura sorgevano alcuni villaggi separati da campi coltivati, i palazzi reali, una piazza del mercato e un'altra grande piazza in cui aveva sede la caserma dell'esercito.

Il regno prosperò per diversi secoli. All'arrivo degli Europei, i Fon del Dahomey diventarono mercanti di schiavi, arrivando a controllare buona parte del traffico degli schiavi dell'Africa occidentale.

Giovane donna con una statua lignea (1908)

Nel novembre del 1892 Behanzin, l'ultimo re indipendente del Dahomey, dopo essere stato sconfitto dalle forze coloniali francesi, diede fuoco alla città e fuggì verso nord. L'amministrazione coloniale francese ricostruì Abomey e la unì alla costa tramite una ferrovia.

Come orientarsi[modifica]

Strada principale di Abomey
Municipio, situato nell'ex palazzo del governatore


Come arrivare[modifica]

Ufficio del Turismo di Abomey

In auto[modifica]

I bush taxi di Bohicon costano 300 CFA e 2.000 CFA per la corsa di 3 ore da Cotonou.

In treno[modifica]

La vicina Bohicon ha un collegamento ferroviario con la capitale Cotonou e Parakou nel nord, ci sono tre partenze settimanali in ogni direzione. I biglietti da Cotonou costano 1.100 CFA in seconda classe e 1.400 CFA in prima.

In autobus[modifica]

Si può prendere l'ottimo Baobab Express Bus per arrivare a Bohicon al costo di 2.500 CFA/pax da Cotonou (dicembre 2018). Hanno autobus abbastanza nuovi con aria condizionata e Wifi e si concentrano su sicurezza e puntualità.

Sono disponibili anche autobus pubblici più economici ma più lenti.

Come spostarsi[modifica]

In taxi[modifica]

Gli zemi-johns sono mezzi popolari, economici ed efficienti per spostarsi. Sono semplici taxi simili a scooter molto diffusi in tutto il Paese.


Cosa vedere[modifica]

Uno dei palazzi reali
Un palazzo reale
Danza tribale dei capi Fon (1908)
Stregoni (1908)

I palazzi reali di Abomey sono un gruppo di strutture in terra costruite dal popolo Fon del Regno Dahomey tra la metà del XVII e la fine del XIX secolo. Uno dei siti tradizionali più famosi e storicamente significativi dell'Africa occidentale, i palazzi sono iscritti nella lista dei Patrimoni mondiali dell'umanità in Benin. Le strutture furono edificate dai dodici re che si susseguirono alla guida del regno dal 1695 al 1900 (ogni re aveva un nuovo palazzo costruito per sé stesso). Hanno un gran numero di bassorilievi e opere d'arte che mostrano la vita di tutti i giorni, compresi i metodi di guerra, sacrifici e torture. I Dahomey erano anche noti per essere uno dei principali beneficiari della tratta degli schiavi nell'Atlantico, con palazzi in gran parte costruiti con la ricchezza acquisita catturando schiavi da gruppi etnici vicini per venderli agli europei. I bassorilievi, in particolare, hanno un elevatissimo valore storico in quanto (in un regno che non aveva una lingua scritta) venivano usati per documentare le vicende dei re, le vittorie militari, nonché le usanze e i rituali dell'epoca. Dai bassorilievi, per esempio, sappiamo che l'esercito di Dahomey era composto in parte di battaglioni di donne-guerriero.

I palazzi furono in gran parte distrutti dall'incendio del 1892, voluto da Behanzin. La costruzione principale sfuggita alla distruzione, chiamata Salle des Bijoux ("sala dei gioielli"), era il palazzo di un regnante precedente.

Nel 1984 un tornado danneggiò ulteriormente i palazzi, e l'anno successivo l'UNESCO dichiarò il complesso Patrimonio dell'umanità, anche allo scopo di proteggerlo. Le mura che contengono i bassorilievi tuttavia sono ancora in pericolo a causa dell'esposizione alle intemperie e dell'azione di termiti e altri insetti. Dal 1993, 50 dei 56 bassorilievi che decoravano le mura eretta da re Glèlè sono stati rimessi sulla struttura ricostruita.

I palazzi sono usati tutt'oggi per le cerimonie reali e sono:

  • Palazzo reale di Akaba
  • Palazzo reale di Gbehanzin
  • Palazzo del re Glele
  • Palazzo del re Agaja
  • Palazzo del re Tegbessu
  • Palazzo del re Agoli-Agbo
  • Palazzo del re Ghezo
  • Palazzo del re Angoglo
  • Palazzo del re Kpengla

Vale anche la pena visitare il vicino museo:

  • Museo storico di Abomey (Musée Historique d'Abomey), +229 2250 0314. Ecb copyright.svg Visita guidata di circa un'ora: 2500 CFA. Simple icon time.svg Lun-Ven 8:30-18:00, Sab-Dom 8:30-17:00. Ospita numerosi manufatti e cimeli della zona. Alcuni stendardi mostrano torture e tattiche di guerra dell'ex regno. È esposto il trono di Ghezo, che è stato costruito sulla cima di teschi umani.
All'interno del museo sono venduti souvenir, tra cui stendardi e statuette in bronzo.
Alcuni oggetti appartenuti al re Béhanzin furono recuperati in tutto il mondo, selezionati e poi dispersi in diversi musei. Questi oggetti furono acquisiti soprattutto durante l'arresto di Behanzin e soprattutto dopo la sua morte. Una collezione di alcuni oggetti è stata esposta al Musée du Quai Branly a Parigi.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]

  • Chez Yemadje, Rue du Palais Royal, +229 9579 0945, +229 9782 3363. Simple icon time.svg 07:00-19:00. Di proprietà e gestito dalla famiglia che una volta ricamava per i re precedenti. Vende vari lavori artigianali.


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Ci sono alcuni motel in città, ma nessuno è di qualità particolarmente buona.

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]

Informazioni utili[modifica]

Sull'altopiano di Abomey vengono praticate diverse religioni. Il voodoo è la principale religione endogena composta da un insieme coerente e gerarchico di credenze, rituali, pratiche e praticanti. Questa religione si basa sul riconoscimento della diversità degli uomini e dei loro forti legami con le componenti fondamentali della natura, inoltre propone una continuità tra le generazioni attraverso coloro che la trasmettono, anche quando si trovano in l'aldilà. La vocazione del voodoo è di mantenere l'armonia tra gli individui e tra i vari gruppi sociali e culturali nel loro ambiente naturale. Visualizzandoli, facilita l'instaurazione del rispetto reciproco e il mantenimento di un equilibrio tra le forze presenti. Le pratiche voodoo consentono di identificarle, dirigerle, sfruttarle o neutralizzarle attraverso intermediari come divinità e antenati, il tutto usando un'arte divinatoria: la "Fâ". Questa religione giunse ad Abomey durante il regno del re Agadja, una delle cui mogli era di origine Nago, un sottogruppo di Yoruba. Vediamo quindi che il regno di Abomey era caratterizzato da religioni ancestrali tra cui il culto di egun che era un culto praticato dagli Yoruba e scoraggiato dai Fons. Inoltre, parallelamente alla sua comparsa, il culto è ovviamente demonizzato, come gli altri culti "tradizionali", dai missionari e dalle Chiese cristiane (la cui scena è ampiamente dominata dalla Chiesa cattolica nella regione di Abomey).

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