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Napoli
Napoli
Golfo di Napoli
Stemma e Bandiera
Napoli - Stemma
Napoli - Bandiera
Stato
Regione
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
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Posizione
Mappa dell'Italia
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Napoli
Sito del turismo
Sito istituzionale

Napoli è il capoluogo della Regione Campania. Il suo centro storico, il più grande d'Europa, è Patrimonio dell'UNESCO.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Napoli sorge quasi al centro dell'omonimo golfo, dominato dal massiccio vulcanico del Vesuvio. La città storica è andata sviluppandosi preminentemente sulla costa e il suo territorio è composto prevalentemente da colline, ma anche da isole, insenature e penisole a strapiombo sul mar Tirreno. Napoli gode di un clima mediterraneo, con inverni miti e piovosi ed estati calde e secche.

Quando andare[modifica]

Godendo di un clima mite tutto l'anno, la città si può visitare in qualunque periodo. Essendo una città di mare, una vacanza balneare a Napoli e nei bellissimi dintorni è ideale dalla primavera all'autunno. Anche nel periodo natalizio, però, la città si veste di un fascino ineguagliabile, l'odore di incenso, i colori e le voci dei presepi sono una vera magia. A livello climatico, le temperature diurne si aggirano intorno ai 15 °C nei tre mesi invernali e ai 30 °C da giugno a settembre incluso. Aprile, maggio e ottobre godono di temperature diurne generalmente comprese tra i 20 e i 27 °C. A marzo e novembre la temperatura diurna sfiora generalmente i 20 °C. Queste caratteristiche rendono Napoli una meta ideale da visitare in tutte le stagioni.

In primavera, precisamente a partire dall'ultima domenica di aprile alla prima domenica di giugno per tutti i fine settimana di maggio, la città si colora di mille eventi grazie al "Maggio dei Monumenti": concerti dal vivo (jazz, musica classica, tarantella) in strada, in piazza o in palazzi storici aperti per l'occasione, visite guidate a tema spesso anche grazie alla collaborazione di vivaci scolaresche in veste di esperti "ciceroni", manifestazioni teatrali ed eno-gastronomiche, mostre e soprattutto la possibilità di visitare tutti quei luoghi di cultura che altrimenti restano di difficile accesso. Sempre in questo periodo la rassegna Vitigno Italia nella suggestiva cornice di Castel dell'Ovo da la possibilità di gustare i vini dell'eccellenza campana e delle altre regioni italiane. In estate, ma non solo, è possibile prendere il sole e fare il bagno lungo tutta la costa di Posillipo e Mergellina e fare immersioni in prossimità della magnifica e suggestiva Area Marina Protetta “Parco Sommerso di Gaiola".

Cenni storici[modifica]

Nell'VIII secolo a.C. fu fondata la colonia di Partenope per opera dei Cumani. Essa fu preceduta da un emporio dorico dal IX secolo a.C. sull'isolotto di Megaride. La nuova zona urbana fu chiamata Neapolis, cioè Nuova città. Dopo la fine dell'Impero romano, nel 536, Napoli fu conquistata dai Bizantini durante la guerra gotica e rimase saldamente in mano all'Impero anche durante la susseguente invasione longobarda, divenendo in seguito ducato autonomo. Nel 1139 i normanni di Ruggero II conquistarono la città, ponendo fine al ducato. Dopo la dominazione sveva, la città divenne parte del regno angioino (Francia). Nel 1442 anche Napoli cadde in mano aragonese, diventando una delle città più influenti del dominio aragonese. Sotto la dinastia dei Borbone, Napoli rafforzò il suo ruolo e il 7 settembre 1860 Garibaldì entrò nella città, capitale del Regno delle Due Sicilie. Durante la seconda guerra mondiale Napoli vide, dopo l'8 settembre, la rivolta popolare contro l'occupante tedesco comunemente detta delle Quattro giornate di Napoli. La Napoli contemporanea è tra le più grandi e popolose metropoli italiane e mediterranee, conservando ancora la sua storica vocazione di centro culturale, scientifico e universitario di livello internazionale, oltre che di grande città d'arte e primario polo turistico.

Cultura e tradizioni[modifica]

La ricca e storica tradizione popolare di Napoli e la sua cultura millenaria hanno determinato nel corso del tempo un sentimento di napoletanità che sintetizza diverse abitudini e credenze del popolo locale. Questi elementi, alcuni dei quali anche pittoreschi, determinano così nel napoletano l'acquisizione di un'identità solida e una forte appartenenza alla città. Pizza, sole, tarantella e mandolino, quattro simboli di Napoli, sono infatti riconosciuti come i più classici simboli. Tante altre invece sono le parole o le immagini che sintetizzano e rappresentano l'identità stereotipata napoletana: come il Vesuvio; il corno o il munaciello, che testimoniano la superstizione popolare; la mozzarella, simbolo assieme alla pizza della cucina napoletana e italiana; la tombola tipico gioco natalizio che viene accompagnato alla smorfia, altra invenzione popolare napoletana quest'ultima usata anche per il gioco del lotto, molto diffuso in città; poi c'è Pulcinella, una delle maschere italiane più famose e spesso usata per rappresentare l'italiano; infine vi è l'iconografia classica del vicolo napoletano, dominato dai bassi e dai panni stesi lungo la strada. Tra i riti religiosi invece, dominano la storica arte dei presepi napoletana, per rappresentare la scena della Natività; il miracolo di san Gennaro, che testimonia tutta la devozione religiosa del popolo e l'amore verso questo santo. La festa più importante è la festa di Piedigrotta. La dominazione borbonica ha lasciato alla città molti significativi monumenti visitabili, partendo dalla collina di Poggioreale fino ad arrivare sul lungo mare: Cimitero delle 366 fosse, Albergo dei Poveri, Reggia di Capodimonte, Real Fabbrica delle ceramiche di Capodimonte, Foro Carolino (attuale Piazza Dante), Teatro San Carlo, Piazza del Plebiscito, rinnovamento e ampliamento Palazzo Reale, Tunnel Borbonico.

Lingue parlate[modifica]

Nel capoluogo campano, la lingua parlata è l'italiano. Tuttavia spesso nel parlare colloquiale si adopera la lingua napoletana, che affonda le sue radici in lingue antiche come il greco e il latino subendo successivamente le influenze da lingue moderne come il francese e lo spagnolo.

Come orientarsi[modifica]

      Lungomare Chiaia-Posillipo
      Stella - S.Carlo all'Arena
      S.Lorenzo - Vicaria - Poggioreale
      Vomero — Il distretto più in di Napoli
      Periferia est
      Periferia nord est
      Periferia nord ovest — Con il famoso quartiere di Scampia.
      Pianura - Soccavo
      Bagnoli - Fuorigrotta — Il distretto a ovest

Centro storico[modifica]

Sulla piazza Garibaldi si affaccia la stazione di Napoli centrale. Da qui ha inizio Corso Umberto I, meglio noto come Rettifilo che attraversa il centro diagonalmente per terminare dopo 1,3 km sulla piazza Giovanni Bovio dominata dal monumentale palazzo della Borsa.

Poco più a ovest si trova la piazza del Municipio di forma irregolare e dominata dal Maschio Angioino, uno dei sette castelli della città di Napoli. Dalla piazza ha inizio la via Medina. Il suo proseguimento, la via San Carlo, sfocia nella piazza del Plebiscito dominata dalla neoclassica Basilica di San Francesco di Paola tra due ampi colonnati a forma di emiciclo

Altra arteria importante del centro è la via dei Tribunali corrispondente all'antico Decumano Maggiore. La strada ha inizio dal Castel Capuano, non distante dalla stazione di Napoli centrale e termina in piazza Bellini, uno dei maggiori luoghi di ritrovo della città grazie alla vicinanza dell'Università. A metà percorso e in corrispondenza con l'incrocio di via San Gregorio Armeno, famosa per le botteghe presepiali, si apre la piazza San Gaetano sul luogo dell'antica agorà di epoca greca.

Via Toledo (detta anche via Roma) ha un andamento nord sud ed è lunga poco più di 1 km. Fu aperta nel 1536 e oggi è la strada dello shopping grazie anche alla monumentale galleria Umberto I del 1890. Via Toledo, che rasenta a ovest i quartieri spagnoli, collega piazza Dante a nord con piazza Trieste e Trento a sud fino ad arrivare alla piazza del Plebiscito.

Altri quartieri[modifica]

I - Chiaia - Posillipo - S.Ferdinando
II - Avvocata - Montecalvario - S.Giuseppe - Porto - Mercato - Pendino
III - Stella - S.Carlo all'Arena
IV - S.Lorenzo - Vicaria - Poggioreale - Zona Industriale
V - Arenella - Vomero
VI - Barra - Ponticelli - S.Giovanni a Teduccio
VII - Miano - S.Pietro a Patierno - Secondigliano
VIII - Chiaiano - Piscinola Marianella - Scampia
IX - Pianura - Soccavo
X - Bagnoli - Fuorigrotta
  • Mergellina — La zona del lungomare costituito dalle vie Caracciolo e Partenope. Mergellina si estende alle falde della collina di Posillipo e di fronte al Castel dell'Ovo. Fa parte del quartiere Chiaia;
  • Posillipo — La collina di Posillipo si trova a nord-ovest della città ed è una zona residenziale con un panorama unico;
  • Vomero — La collina del Vomero è una zona residenziale e commerciale, in cima a essa si erge il Castel Sant'Elmo e sono inoltre presenti molti esempi di architetture di varie epoche storiche;
  • Fuorigrotta — È il quartiere dell'area occidentale della città, rappresenta il centro sportivo e scientifico della città. Qui si trova lo Stadio San Paolo;
  • Poggioreale —Attualmente zona Industriale nota dall'antichità per la presenza dei cimiteri; vi si trovano infatti: il cimitero delle 366 fosse costruito da Ferdinando Fuga sotto la reggenza di Ferdinando IV per volere di Carlo III; il cimitero dei colerici; il viale degli uomini illustri; il nuovo e il nuovissimo. È anche il quartiere in cui si trova l'omonimo carcere. Entro i limiti del quartiere di Poggioreale si trova il Centro direzionale di Napoli, un complesso di moderni grattacieli progettato dall'architetto giapponese Kenzo Tange.
  • Il Miglio d'oro — La zona lungo la SS18 Tirrena inferiore che attraversa i quartieri di San Giovanni a Teduccio e Barra e prosegue poi fino a Torre del Greco. Il Miglio d'oro è caratterizzato da ville monumentali costruite a partire dal Settecento da esponenti della nobiltà borbonica.

Zone di Napoli[modifica]

Napoli è ricca di posti di interesse storico-culturale e ambientale:

  • Centro storico
  • Toledo/Quartieri Spagnoli
  • Chiaia
  • Lungomare Caracciolo/Mergellina
  • Posillipo
  • Vomero
  • Reggia di Capodimonte
  • Cimiteri storici e monumentali di Poggioreale.
  • Rione Sanità

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

L'aeroporto di Napoli-Capodichino
Collegamenti
L'aeroporto è collegato alla città tramite il servizio bus Alibus. Dall’aeroporto effettua le fermate di Piazza Garibaldi (Stazione Centrale) - Immacolatella/Porta di Massa (interno Porto) e Molo Angioino/Beverello (terminal Stazione Marittima), al costo di 5€ (lug 2020). Esiste anche un servizio taxi e di taxi condiviso, per ulteriori informazioni leggere qui. Aeroporto di Napoli-Capodichino su Wikipedia Aeroporto di Napoli-Capodichino (Q849383) su Wikidata

In auto[modifica]

Per chi arriva da Nord, la strada principale che porta a Napoli è l'Autostrada del Sole Milano-Napoli. Superato il casello di Caserta Sud c'è un raccordo di circa 8 km che si collega alla Tangenziale di Napoli che porta alle diverse uscite verso la città. Per chi deve raggiungere il centro è consigliabile seguire le indicazioni per Napoli Centro-Porto-Stazione Marittima-Stazione Centrale. Chi arriva da Sud attraverso la Salerno-Reggio Calabria raggiunge lo stesso incrocio e deve seguire le indicazioni Napoli Centro-Porto-Stazione Marittima-Stazione Centrale o Tangenziale. Anche la Bari-Napoli raggiunge il raccordo da cui poi ci sono le uscite per la Tangenziale o Napoli Centro.

In nave[modifica]

  • Il molo Angioino è lo scalo per le navi da crociera.
  • Il molo Beverello costituisce il porto principale della città dalla quale prendono partenza le navi per le isole del golfo, la Sardegna, la Sicilia (Catania e Palermo).
  • Il piccolo porto di Mergellina situato in via Caracciolo è scalo per gli aliscafi per l'isola d'Ischia con partenze più volte al giorno.

Il porto di Pozzuoli, collegato attraverso la linea della Cumana al capoluogo campano, connette con le isole dell'Arcipelago campano.

In treno[modifica]

Principali stazioni

  • 2 Stazione di Napoli Centrale. La principale stazione ferroviaria di Napoli è Napoli Centrale. È collegata con le più importanti città italiane. La stazione è situata nel centro cittadino. Stazione di Napoli Centrale su Wikipedia stazione di Napoli Centrale (Q801237) su Wikidata
  • 3 Stazione di Napoli Afragola (a nord del centro cittadino). In questa moderna stazione si fermano i treni alta velocità. Stazione di Napoli Afragola su Wikipedia stazione di Napoli Afragola (Q3970269) su Wikidata
  • 4 Stazione di Napoli Piazza Garibaldi, Piazza Garibaldi. Stazione di Napoli Piazza Garibaldi su Wikipedia stazione di Napoli Piazza Garibaldi (Q3970283) su Wikidata
  • 5 Stazione di Napoli Mergellina. Stazione di Napoli Mergellina su Wikipedia stazione di Napoli Mergellina (Q3970277) su Wikidata
  • 6 Stazione di Napoli Campi Flegrei. Stazione di Napoli Campi Flegrei su Wikipedia stazione di Napoli Campi Flegrei (Q3970272) su Wikidata

In autobus[modifica]

Ci sono due linee principali che portano verso il centro città: la linea 3S che porta a Piazza Garibaldi (Stazione Centrale) da cui è poi facilissimo prendere tutti gli autobus o la metro che conducono verso le diverse parti della città. Dall'aeroporto parte anche la linea dedicata Alibus che conduce a Piazza Garibaldi (Stazione Centrale, metro e autobus per tutta la città) e a Piazza Municipio (Centro città) di fronte al porto e agli imbarchi per le isole del golfo.

Con il carpooling[modifica]

Il Comune di Napoli, attraverso l'istituzione del provvedimento di limitazione della circolazione ai fini del miglioramento delle condizioni ambientali, incentiva il carpooling stabilendo una deroga per le auto euro 2 ed euro 3 con almeno tre persone a bordo Per maggiori informazioni vedi: Comune di Napoli/Carpooling.

Come spostarsi[modifica]

Con mezzi pubblici[modifica]

Tracciato delle due linee metro gestite da Metronapoli

Napoli dispone di una rete metro costituita da tre linee:

  • la linea 1 (detta "collinare"),
  • la linea 2 (la prima metropolitana d'Italia, gestita da Trenitalia)
  • la linea 6 (chiusa dal 2013)

A queste si aggiungono alcune linee ferroviarie che collegano la città con i vicini sobborghi

  • la Cumana
  • la Circumflegrea
  • la Circumvesuviana

Napoli vanta anche di quattro funicolari: Centrale, Chiaia, Megellina e Montesanto.

Restano poi gli autobus ed i tram gestiti dalla ANM e gli autobus dell'EAV che offrono un servizio più ampio collegando Napoli con le vicine Province.

Esiste inoltre un servizio marittimo chiamato Metrò del Mare che, utilizzando soprattutto aliscafi, collega i maggiori porti delle coste campane. Conta 6 linee che collegano il Capoluogo Campano con Salerno, varie località del Cilento ed altri importanti centri del Golfo di Napoli quali Castellammare di Stabia, Vico Equense, Torre Annunziata e Torre del Greco.

Tariffe[modifica]

Unico Napoli[modifica]

Per spostarsi in città con i mezzi pubblici, occorre munirsi dei titoli di viaggio "Unico Napoli", che hanno sostituito gli storici biglietti "Giranapoli", prima espressione di integrazione tariffaria nella regione. L'Azienda Napoletana Mobilità emette varie tipologie di biglietti, tra cui i principali sono (ago 2020):

  • Corsa singola urbana (1,10€)
  • Biglietto giornaliero (3,50€)
  • Biglietto settimanale (12,50€)
  • Abbonamento mensile (35,00€)
  • Abbonamento annuale (235,20€)

Tutti quanti valgono per l'intera rete di trasporto urbana: metropolitane, autobus, tram, funicolari, Cumana, Circumflegrea e Circumvesuviana (queste ultime solo per le tratte comprese nel territorio del comune di Napoli). Le tariffe e l'emissione dei titoli di viaggio sono gestite dal Consorzio Unico Campania, che provvede poi a ripartire i ricavi da traffico tra le aziende (ANM, EAV Circumvesuviana, CTP, Metronapoli, Sepsa e Trenitalia) in maniera proporzionale ai passaggi offerti.

Unico Campania[modifica]

Nato nei primi anni del nuovo secolo, ed esteso il 1° gennaio 2003 a tutti i 160 comuni della Regione Campania, il biglietto Unico consente di spostarsi liberamente all'interno della città (con tutti i possibili mezzi pubblici), e di viaggiare tra Napoli e i comuni della fascia prescelta con le linee di numerosissime aziende convenzionate, e con i convogli di Trenitalia.

Esistono 11 fasce territoriali e diversi tipi di biglietti, i cui prezzi dipendono dalla fascia in questione:

  • Biglietto Orario
  • Biglietto Giornaliero
  • Biglietto Giornaliero Week.End
  • Abbonamento Settimanale
  • Abbonamento Mensile
  • Abbonamento Mensile Trenitalia
  • Abbonamento Annuale
  • Abbonamento Annuale Studenti

Visitare il sito http://www.unicocampania.it per informazioni più dettagliate, per l'intero quadro tariffario di Unico Campania e per l'elenco dei comuni delle singole fasce.


In bicicletta[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Centro storico[modifica]

Via Duomo la via dei Musei[modifica]

Lungo via Duomo si possono ammirare sette meraviglie che adesso sono identificate dal percorso "La Via dei Musei". Salendo via Duomo fino all'incrocio di via Foria la "Via dei Musei" annovera: Complesso museale San Severo al Pendino, Museo Civico Gaetano Filangieri, Pio Monte della Misericordia – Chiesa e Quadreria, Museo del Tesoro di San Gennaro, Monumento Nazionale dei Girolamini, Complesso Monumentale Donnaregina – Museo Diocesano, Madre – Museo d'arte contemporanea Donnaregina.

  • 1 Complesso museale San Severo al Pendino (Complesso museale San Severo al Pendino), Via Duomo 286, +39 081 20 20 53. Simple icon time.svg Lun-Sab 9:00-18:30.
Interno Museo Civico Gaetano Filangieri (Palazzo Como)
Facciata di Palazzo Como, sede del museo Filangieri


Pio Monte della Misericordia


Edificio che ospita il Museo di San Gennaro
Chiesa dei Girolamini
  • 6 Chiesa dei Girolamini, ingresso dalla via Duomo.


  • 7 Murale della Madonna con Pistola di Banksy, Piazza Gerolomini, 106/115. Questo è l'unico murale di Banksy prodotto a Napoli, e rappresenta una Madonna con una pistola sulla testa. L'opera è oggi protetta da una teca.
Ingresso del Complesso Monumentale Donnaregina – Museo Diocesano


Installazione di G. Bianco e P. Valente nel cortile interno del Museo Madre (2009)


Duomo
  • 10 Duomo di Santa Maria Assunta (Cattedrale di Napoli), Via Duomo 147. Ecb copyright.svg Gratis. L'acceso alla cappella del Tesono di San Gennaro ha un costo di 3 €. Duomo di Napoli e sede dell'arcidiocesi di Napoli. La costruzione è iniziata nel XIII secolo ed è stata completata in età medievale, per questo motivo presenta una sovrapposizione di più stili architettonici a partire dal gotico, fino al neogotico dell'ottocento. Tre volte all'anno si tiene il rito dello scioglimento del sangue di san Gennaro, custodito in delle ampolle presso il Duomo. Il Duomo ospita anche la reale cappella del Tesoro di san Gennaro, che conserva le reliquie del santo patrono della città.
Il Duomo attuale sorge su un complesso religioso del IX secolo. Oggi rimangono di questo complesso originale due edifici di origine paleocristina: il battistero di san Giovanni in Fonte, il più antico d'Occidente, e la primitiva basilica di Santa Restituta. Duomo di Napoli su Wikipedia cattedrale di Napoli (Q256486) su Wikidata


  • 11 Basilica di Santa Restituta (Santa Restituta), Via Duomo 147. Basilica di origine paleocristiana, costruita per volontà dell'imperatore Costantino nel IV secolo su un luogo precedentemente occupato dal tempio di Apollo. È la più antica basilica napoletana e primitiva cattedrale della città. Oggi costituisce la terza cappella della navata sinistra del duomo di Napoli. Basilica di Santa Restituta su Wikipedia basilica di Santa Restituta (Q2887134) su Wikidata
Dettaglio dei mosaici della volta del battistero.
  • 12 Battistero di San Giovanni in Fonte (Battistero paleocristiano), Via Duomo 147. Ecb copyright.svg 2 EUR. Di origine paleocristiana, il battistero di san Giovanni in Fonte si trova alla destra dell'abside della basilica di Santa Restituta e fu costruito dall'imperatore Costantino insieme alla basilica. L'edficio è costituito da due parti: la sala battesimale, di pianta quadrata, al cui centro è sita la vasca battesimale, ed un portico rettangolare. La volta della sala è ricoperta da mosaici del V secolo, realizzati da artisti locali, oggi parzialmente conservati. Battistero di San Giovanni in Fonte (Napoli) su Wikipedia battistero di San Giovanni in Fonte (Q2306225) su Wikidata


Interno di San Gregorio Armeno sulla via omonima
Il campanile della chiesa di San Gregorio Armeno sulla via omonima
  • 13 Chiesa di San Gregorio Armeno (chiesa di Santa Patrizia), Via San Gregorio Armeno, 1, +39 081 552 0186. Ecb copyright.svg gratis. Simple icon time.svg Lun-Sab 09:00-12:00, Dom 09:00-13:00. La chiesa fu completata nel 1640, in onore di San Gregorio d'Armenia e rappresenta, insieme al monastero adiacente, uno dei complessi barocchi più rilevanti di Napoli. L'interno è decorato con 52 affreschi di Luca Giordano ed è caratterizzato da un'unica navata con cinque portici laterali e cappelle, in un impressionante trionfo di decorazioni barocche. Chiesa di San Gregorio Armeno su Wikipedia chiesa di San Gregorio Armeno (Q1255785) su Wikidata


L'interno di San Lorenzo Maggiore
Facciata della chiesa di San Lorenzo Maggiore


S. Domenico Maggiore - Interno
Chiesa di S. Domenico Maggiore e Obelisco di San Domenico
  • 15 Chiesa di S. Domenico Maggiore, Piazza San Domenico Maggiore, 8, +39 081 459 188. Simple icon time.svg 10:00-19:00. Senza dubbio una delle chiese più importanti di Napoli. Questa chiesa gotica del 1283 incorpora una chiesa più piccola e originale costruita su questo sito nel X secolo, San Michele Arcangelo a Morfisa. Il monastero annesso è stato la dimora di nomi di spicco nella storia della religione e della filosofia. Fu la sede originale dell'Università di Napoli, dove Tommaso d'Aquino, un ex monaco di San Domenico Maggiore, tornò per insegnare teologia nel 1272. Anche il monaco filosofo, Giordano Bruno, viveva qui. La sagrestia ospita una serie di 45 sepolcri di membri della famiglia reale aragonese, tra cui quella del re Ferdinando I. Basilica di San Domenico Maggiore su Wikipedia chiesa di San Domenico Maggiore (Q897603) su Wikidata
  • 16 Obelisco di San Domenico, Piazza San Domenico Maggiore. Obelisco di San Domenico su Wikipedia Obelisco di San Domenico (Q1255656) su Wikidata
  • 17 Chiesa di Sant'Angelo a Nilo. Chiesa di Sant'Angelo a Nilo su Wikipedia chiesa di Sant'Angelo a Nilo (Q1256549) su Wikidata
Statua del dio Nilo
  • 18 Statua del dio Nilo, Largo Corpo di Napoli. È una scultura marmorea di epoca romana databile tra il II e III secolo d.C. La storia legata alla scultura risale ai tempi della Napoli greco-romana, quando nell'area in cui tuttora insiste il monumento si stabilirono numerosi egiziani provenienti da Alessandria d'Egitto. Durante il secondo dopoguerra, due dei tre putti che circondavano in basso la divinità nonché la testa della sfinge che caratterizzava il blocco di marmo furono staccati e rubati, probabilmente per rivenderli al mercato nero. La testa della sfinge verrà ritrovata nel 2013. La scultura raffigura il Dio Nilo come un vecchio barbuto e seminudo disteso sulle onde del fiume, con i piedi posti vicino alla testa (non più visibile) di un coccodrillo, simbolo dell'Egitto, e che si appoggia col braccio sinistro su una sfinge, mantenendo con la mano destra una cornucopia. Al petto cerca di arrampicarsi invece l'unico putto superstite dell'originaria composizione, probabilmente raffigurante un affluente del fiume. Statua del dio Nilo su Wikipedia Statua del dio Nilo (Q3968659) su Wikidata
Immagine d'insieme, Cappella Sansevero
  • 19 Museo della Cappella Sansevero, Via Francesco De Sanctis, 19/21. Ecb copyright.svg Intero 8€. Ragazzi dai 10 ai 25 anni: € 5. Bambini fino ai 9 anni: gratis. Audioguida 3,50€ (lug 2020). Simple icon time.svg Mer–Dom 9:00-19:00. Una cappella costruita nel 1590, contiene sculture e altre opere d'arte del XVIII secolo, come lo straordinario Cristo velato di Giuseppe Sanmartino. Ha anche un grande interesse scientifico perché ospita le macchine anatomiche di Raimondo Di Sangro, eminente scienziato e alchimista del Rinascimento. Inoltre, nel seminterrato ci sono due modelli di vene umane, che sembrano scolpiti. A causa delle dimensioni ridotte del sito, la coda di attesa potrebbe essere più lunga rispetto ad altre attrazioni di Napoli. Cappella Sansevero su Wikipedia cappella Sansevero (Q897839) su Wikidata
Chiesa di San Giovanni a Carbonara - Facciata
Chiesa di San Giovanni a Carbonara - Interno
  • 20 Chiesa di San Giovanni a Carbonara, Via Cardinale Seripando (Stazione metro più vicina Cavour). La chiesa viene introdotta dalla "splendida scala a tenaglia" opera del grande architetto del '700 Sanfelice a cui fu affidato il compito di ridisegnare l'accesso.

La chiesa si trova nascosta alla sua sinistra e vi si accede da una entrata laterale. Realizzata tra il 1343 e il 1418 attraverso le opere d'arte in essa presenti racconta, tra l'altro, la storia degli ultimi Angioini del ramo di Durazzo "Ladislao I" e "Giovanna II" nonché dei Caracciolo, potente e nobile famiglia napoletana.

Inconsueto e originale è il mausoleo che Giovanna II dedica al fratello Ladislao che si trova alle spalle dell'altare, frutto di ignote maestranze locali anche se tradizionalmente attribuito al solo Andrea da Firenze. Attraverso di esso si entra nella cappella Caracciolo del Sole, con affreschi e pavimento maiolicato del '400, dedicata a Sergianni Caracciolo gran siniscalco e amante di Giovanna II, la quale lo fece uccidere nel 1432.
Altrettanto belle sono la cappella Caracciolo di Vico pregevole esempio di Rinascimento Napoletano e la cappella Somma su progetto di Giovanni Domenico D'Auria e del Caccavello con affreschi del Cinquecento.
Nella chiesa si possono ammirare opere dei maestri Giovan Tommaso Malvito, Diego De Siloe, Bartolomé Ordóñez, Annibale Caccavello, Giovanni Domenico D'Auria, Giorgio Vasari (un Crocifisso del 1545), Lorenzo Vaccaro, Michelangelo Naccherino.


Museo Archeologico Nazionale


Chiesa di Santa Maria della Sapienza
  • 22 Chiesa di Santa Maria della Sapienza, Via Santa Maria di Costantinopoli.


Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli
  • 23 Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli.


Chiostro delle Clarisse o maiolicato
Basilica di S. Chiara - Facciata


Chiesa di Sant'Eligio - Interno
Chiesa di Sant'Eligio Maggiore
  • 25 Chiesa di Sant'Eligio Maggiore, Piazza del Mercato.


  • 26 ilCartastorie (Museo dell'Archivio Storico del Banco di Napoli), Via dei Tribunali, 214 (A Palazzo Ricca), +39 081 449400, @ . Ecb copyright.svg Intero: 5€, ridotto: 3€, gruppi: 4€, scuole: 2€, fino a 12 anni: gratuito. Guida +2€. Simple icon time.svg Lun-Mar e Gio-Sab 10:00-18:00, Dom 10:00-14:00. Nel 2016 nasce la Fondazione ilCartastorie, ente strumentale della Fondazione Banco di Napoli, al fine di perseguire uno degli scopi statutari di quest'ultima: la cura, la conservazione, la gestione, la manutenzione e la promozione dell'archivio. Il patrimonio culturale custodito dall'Archivio viene valorizzato attraverso l'omonimo progetto museale, ilCartastorie, con sede nel centro storico partenopeo, sede anche della Fondazione Banco di Napoli e già sede del Banco dei Poveri.
Il patrimonio di informazioni dell'archivio, contenuto nelle dettagliate causali di pagamento degli antichi banchi pubblici della città, è una ricchezza storica e culturale che, grazie alla qualità e alla quantità delle sue scritture, consente una divulgazione originale della storia economica, sociale, artistica di Napoli e del Mezzogiorno. È questa considerazione che ha generato il progetto ilCartastorie grazie a cui circa 80 chilometri di carte possono raccontare le storie contenute nei pagamenti bancari anche ad un pubblico di non specialisti.
Il museo è un progetto museale che si compone di un'offerta permanente, cicli di attività ed eventi singoli. Il filo conduttore dell'offerta, permanente o non, è lo storytelling: le storie contenute nelle pagine dell'Archivio vengono adattate e veicolate attraverso tutti i canali di comunicazione, nonché forme artistiche ed espressive disponibili, rivolgendosi ai diversi segmenti di pubblico secondo modalità differenziate creando per essi un'esperienza di meraviglia e stupore. Così, le storie contenute dei faldoni d'Archivio, danno origine a rappresentazioni teatrali, residenze d'artista, laboratori di scrittura creativa, fumetti, visite guidate tradizionali e teatralizzate, produzioni multimediali, concerti, eventi a tema storico e tanto altro.
Il percorso multimediale Kaleidos, inaugurato il 30 marzo 2016, è il cuore del museo e ne costituisce l'offerta permanente. Si sviluppa al primo piano e consiste in un'esperienza sensoriale fatta di immagini e suoni tra popup, schermi touch e altri strumenti interattivi che raccontano alcune delle storie contenute nei faldoni dell'Archivio. Sette gli spazi di intervento in cui si racconta, a partire dalle scritture, del Tesoro di San Gennaro, di Raimondo di Sangro Principe di Sansevero e del Cristo Velato, della peste del 1656, della schiavitù e di tante altre storie che coinvolgono nomi noti e non della storia di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia.
Per la sua opera di valorizzazione il museo si è aggiudicato il Premio UE per il patrimonio culturale / Europa Nostra Awards 2017, il più importante del settore a livello europeo.

Quartieri Spagnoli[modifica]

Salone interno di Palazzo Zevallos
Palazzo Zevallos


Chiesa di San Carlo alle Mortelle
Chiesa della Santissima Trinità degli Spagnoli
  • 28 Chiesa della Santissima Trinità degli Spagnoli (Quartieri Spagnoli).


  • 29 Chiesa di San Carlo alle Mortelle (Quartieri Spagnoli), vico San Carlo alle Mortelle 7. La chiesa di San Carlo alle Mortelle è una delle chiese monumentali di Napoli, deve il suo nome ad un boschetto di alberi di mirto presente in quel luogo fino a tutto il Cinquecento.
La chiesa rappresenta uno dei principali punti di riferimento dell'arte barocca in città.
  • 30 Palazzo Mastelloni, piazza Carità.
  • 31 Basilica dello Spirito Santo, piazza Sette Settembre.
  • 32 Chiesa di Santa Maria della Concezione a Montecalvario (Quartieri Spagnoli).
  • 33 Chiesa di Sant'Anna di Palazzo, Piazzetta Rosario di Palazzo (Quartieri Spagnoli). Chiesa di Sant'Anna di Palazzo su Wikipedia chiesa di Sant'Anna di Palazzo (Q719100) su Wikidata


Rione Sanità[modifica]

  • 34 Chiesa di San Vincenzo de' Paoli, Via Vergini, 51, +39 081 454811. Chiesa della Missione ai Vergini su Wikipedia chiesa della Missione ai Vergini (Q1177865) su Wikidata
  • 35 Sito Archeologico Acquedotto Augusteo del Serino, Via Arena Sanità, 5, +39 340 7031630, @ . Ecb copyright.svg 5 EUR. Simple icon time.svg Sabato e Domenica visite guidate ore 10:30 e 12.00, lunedì chiuso, da martedì a venerdì visite su prenotazione. L'acquedotto augusteo del Serino è una delle più grandi opere infrastrutturali dell'impero romano, nato dall'esigenza di portare acqua potabile alla Piscina mirabilis, una cisterna per l’approvvigionamento della flotta romana nel porto di Miseno. Nel suo percorso l'acquedotto, di circa 100 km, l'acquedotto riforniva anche le città di Nola, Acerra, Atella, Napoli, Pozzuoli, Baia, e Cuma.
Nel 2011 sono stati scoperti nei locali sotterranei del Palazzo Peschici-Maresca, due tratti dell'antico acquedotto, costruiti in due periodi diversi come dimostrato dalle diverse tecniche di costruzione. Il sito archeologico presenta una serie di pilastri ed arcate costruiti in laterizi alternati a tufo e tenuti assieme dal cementizio.
Nel corso dei secoli, i resti dell'acquedotto augusteo furono dapprima interrati per via dell'innalzamento del livello del suolo dovuto alle alluvioni a cui il luogo è soggetto, e poi, nel cinquecento circa, con l'espansione della città al di fuori delle mura, furono utilizzati come base a cui appoggiare le fondamenta su cui si regge ancora oggi il Palazzo Peschici-Maresca. Gli spazi creati dagli archi del acquedotto insieme alle fondamenta del palazzo furono adibiti nei secoli a locali di deposito, ed a rifugio dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. Nel periodo post guerra i locali furono riempiti, presumibilmente con i resti lasciati dai bombardamenti della città e poi abbandonati, fino alla riscoperta in anni recenti.
Il sito, di grande suggestione, è gestito dall'Associazione VerginiSanità che si occupa del suo mantenimento, valorizzazione, studio e ricerca. Il sito è visitabile solo con visita guidata a cura dell'associazione. Acquedotto romano del Serino su Wikipedia acquedotto romano del Serino (Q631734) su Wikidata

Zone di piazza Monteoliveto e Quartiere San Giuseppe[modifica]

Facciata della Chiesa Sant'Anna dei Lombardi
  • 36 Chiesa Sant'Anna dei Lombardi (Santa Maria di Monteoliveto), Piazza Monteoliveto. La vivacità culturale ed economica del Regno di Napoli tra il '400 e il '500 è testimoniata dalla bellezza di questa Chiesa che rappresenta uno degli esempi più sorprendenti di arte Rinascimentale Toscana a Napoli. Iniziata intorno al 1411, grazie ai buoni rapporti che gli Aragonesi avevano con i Medici e gli Estensi la realizzazione della Chiesa poté contare dell'intervento di pregiati maestri. In essa si possono ammirare opere di assoluto valore artistico, tra le altre si citano "La Sacrestia del Vasari", antico refettorio affrescato da Giorgio Vasari nel 1545; il Compianto sul Cristo Morto della fine del XV secolo, opera in terracotta a grandezza naturale di Guido Mazzoni e la cappella Piccolomini esempio più significativo della cultura figurativa dell'ultimo Quattrocento toscano in terra partenopea.
La Chiesa assunse il nome attuale (Sant'Anna dei Lombardi) nel corso dell'800 quando fu occupata dall'Arciconfraternita dei Lombardi che vi si trasferì a seguito dell'inagibilità del proprio luogo di culto (la Chiesa di Sant'Anna opera nel '500 del Domenico Fontana). L' Arciconfraternita dei Lombardi, fondata sul finire del '400, era punto di riferimento di tutti coloro che dai territori del Veneto e dalla Lombardia si trasferivano nella capitale del Regno di Napoli attratti dalla possibilità di avviare attività commerciali o di poter trovare lavoro. Chiesa di Sant'Anna dei Lombardi su Wikipedia chiesa di Sant'Anna dei Lombardi (Q1256559) su Wikidata


Zone di piazza Municipio e piazza del Plebiscito[modifica]

In piazza del Plebiscito è in voga un gioco tra turisti e nuovi arrivati. Si deve percorrere la piazza bendati partendo dal portone di Palazzo Reale e superare i due leoni. Questa operazione, che sembra semplice in realtà non riesce facilmente perché essendo la piazza in discesa si tende a prendere una direzione diversa sbagliando con facilità.

Napoli Castel Nuovo Maschio Angioino, a seat of medieval kings of Naples and Aragon 2013-05-16 14-05-42.jpg
  • 37 Maschio Angioino (Castel Nuovo), Piazza Municipio.


Interno della Basilica di San Francesco di Paola
Basilica di San Francesco di Paola


Ingresso Napoli Sotterranea
Galleria borbonica
  • 39 La Napoli sotterranea, Vico S. Anna di Palazzo 52, +39 081 400 256, +39 333 9729875, @ . Simple icon time.svg Lun-Ven 10:00, 12:00, 16:30. Sab 10:00, 12:00, 16:30, 18:00. Dom e festivi 10:00, 11:00, 12:00, 16:30, 18:00. Con raduno a Piazza Trieste e Trento - (Bar Gambrinus). Le escursioni durano circa 60 minuti.
  • 40 Galleria Borbonica, Vico del Grottone, 4, +39 081 764 5808, @ . Ecb copyright.svg 10€ (lug 2020). Simple icon time.svg Ven-Dom 09:30-13:00 e 14:30-17:00. Un tour di un vecchio tunnel che collega il palazzo alla caserma militare, utilizzato come rifugio antiaereo durante la seconda guerra mondiale. Sono possibili diversi percorsi. Galleria Borbonica su Wikipedia Tunnel borbonico (Q4000489) su Wikidata
Palazzo Reale - Sala del trono
Palazzo Reale
  • 41 Palazzo Reale, piazza del Plebiscito 1, +39 081 5808255, +39 848082408, fax: +39 081 40356, @ . Ecb copyright.svg Intero 6€, ridotto 2€ (lug 2020). Simple icon time.svg Gio-Mar 9:00-20:00, ultimo ingresso ore 19:00. Cortili e giardino romantico 9:00-19:00, ultimo ingresso ore 18:00. Una delle quattro residenze utilizzate dai re borbonici di Napoli durante il regno del Regno delle Due Sicilie (1730-1860). Il Palazzo Reale si trova sul sito di un precedente edificio destinato ad ospitare il re Filippo III di Spagna, che tuttavia vi non fece mai un viaggio. L'architetto scelto per quel palazzo fu Domenico Fontana. L'edificio fu costruito sul sito di una residenza viceré spagnola ancora più antica all'inizio del XVI secolo. Il palazzo del XVII secolo visibile oggi è il risultato di numerose aggiunte e modifiche, tra cui alcune di Luigi Vanvitelli a metà del XVIII secolo e poi di Gaetano Genovese. Palazzo Reale (Napoli) su Wikipedia Palazzo Reale (Q426339) su Wikidata
  • 42 Monte di Pietà. Monte di Pietà (Napoli) su Wikipedia Monte di Pietà (Q283693) su Wikidata
  • 43 Murale della Madonna con Pistola di Banksy, Piazza Gerolomini, 106/115.
  • 44 Murales della pudicizia, Via Emanuele de Deo, 46. Rappresenta una statua femminile coperta da tessuti bianchi. Tutto intorno vi sono altri murales sul Napoli calcio e su Maradona.


Quartiere di Chiaia (Mergellina e Posillipo)[modifica]

Castel dell'Ovo
  • 45 Castel dell'Ovo (Mergellina).


Villa Pignatelli


Stazione zoologica Anton Dohrn
  • 47 Stazione zoologica Anton Dohrn. Stazione zoologica Anton Dohrn su Wikipedia Stazione zoologica Anton Dohrn (Q220221) su Wikidata
Ruderi della villa imperiale di Pausilypon


Villa Rosebery
  • 49 Villa Rosebery (Posillipo).


Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta
  • 50 Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta (Piedigrotta).


La tomba di Virgilio
  • 51 Parco Vergiliano a Piedigrotta (parco della Tomba di Virgilio), salita della Grotta, 20 (dietro l'omonima chiesa). Simple icon time.svg Mer-Lun: 16 ottobre-15 aprile 10:00-14:50; 16 aprile-15 ottobre 9:00-19:00. È un parco di Napoli famoso perché conserva il sepolcro che la tradizione popolare vuole di Virgilio, ed inoltre il monumento sepolcrale che contiene quelle che si presuppone siano le spoglie di Giacomo Leopardi. All’inferno è presente la Crypta Neapolitana, detta anche Grotta di Pozzuoli o Grotta di Posillipo, un’imponente galleria d'epoca romana che collega Mergellina con Fuorigrotta, ma anche il condotto dell'acquedotto augusteo del Serino. Parco Vergiliano a Piedigrotta su Wikipedia parco Vergiliano a Piedigrotta (Q3895452) su Wikidata


Fuori dal centro[modifica]

Certosa di San Martino e Castel S. Elmo
  • 52 Certosa di San Martino, Largo San Martino (Collina del Vomero).


  • 53 Castel Sant'Elmo (Collina del Vomero). Ecb copyright.svg 2.5€. Simple icon time.svg Lun-Dom 9:00-18.00. Notizie relative al Castello risalgono alla seconda metà del 1200. Per volere del Re Roberto D'Angiò vi ha operato per un suo ampliamento il grande architetto sculture senese del'300 Tino di Camaino. Da Piazza d' Armi nel Castel Sant'Elmo si gode una vista mozzafiato sul golfo di Napoli e Pozzuoli. Ospita il Museo del'900 (1910-1980) con opere del primo (1914-1920) e secondo Futurismo a Napoli.


Villa Floridiana
  • 54 Villa e Museo Floridiana, Via Domenico Cimarosa, 77, 80127 Napoli (Collina del Vomero. Stazione metro più vicina Vanvitelli).
ReggiaCapodimonte
  • 55 Museo e Real Bosco di Capodimonte (Museo nazionale di Capodimonte), Via Milano 2 (Metropolitana linea 1 fermata Museo poi in bus: 168 e 178 (fermata Porta Piccola, via Miano); C63 (fermata Porta Grande, via Capodimonte); 604 (fermata Viale Colli Aminei, distante ca. 200 m da Porta Piccola)), +39 081 7499111, @ . Ecb copyright.svg 14 EUR intero, ridotto 8 EUR per visitatori di età compresa tra 18 e 25 anni, 6 EUR nelle domeniche gratuite e nelle altre giornate ad ingresso gratuito, gratuito per i minori di 18 anni. Il biglietto include anche l'accesso alle mostre temporanee. Simple icon time.svg Gio-Mar 8:30-19:30. Museo ubicato all'interno dell'omonima reggia, residenza storica dei Borbone. Ospita dipinti dal XIII al XVIII secolo, tra cui importanti opere di Simone Martini, Raffaello, Tiziano, Caravaggio, Masaccio, Sandro Botticelli, Lorenzo Lotto, Giovanni Bellini, Giorgio Vasari, El Greco, Jacob Philipp Hackert. Ospita anche le opere dei più importanti pittori napoletani, come Jusepe de Ribera, Luca Giordano, i Caravaggisti napoletani. Museo nazionale di Capodimonte su Wikipedia Museo nazionale di Capodimonte (Q290549) su Wikidata
  • 56 Parco di Capodimonte. Simple icon time.svg ottobre e febbraio-marzo: 7:00-18:00, novembre-gennaio: 7:00-17:00, aprile-settembre: 7:00-19:30. Parco di Capodimonte su Wikipedia parco di Capodimonte (Q3895569) su Wikidata
Catacombe di San Gennaro
  • 57 Catacombe di San Gennaro, Via Capodimonte, 13 (Prendere l'autobus per Capodimonte. Ingresso adiacente alla Basilica del Buon Consiglio). Ecb copyright.svg Intero 9€, Studenti/Over 65/Forze dell'Ordine 6€, minorenni 5€. Il biglietto è valido per le Catacombe di San Gennaro e di San Gaudioso (lug 2020). Simple icon time.svg Lun-Sab 10:00-17:00, Dom 10:00-14:00. Una vasta area di catacombe a due piani restaurata e mantenuta da poche decine di gruppi locali. Sono visibili tombe, affreschi, mosaici, ecc. Catacombe di San Gennaro su Wikipedia catacombe di San Gennaro (Q3663206) su Wikidata
  • 58 Catacombe di San Gaudioso, Piazza Sanità, 14 (Sulla strada per le catacombe di San Gennaro, scendete al ponte e prendete l'ascensore. È anche possibile uscire proprio dalla cappella di San Gennaro e percorrere la strada. Presso la Basilica Santa Maria della Sanità). Ecb copyright.svg Intero 9€, Studenti/Over 65/Forze dell'Ordine 6€, minorenni 5€. Il biglietto è valido per le Catacombe di San Gennaro e di San Gaudioso (lug 2020). Simple icon time.svg Lun-Dom 10:00-13:00. Un'area di catacombe in cui è stato eseguito un macabro rituale di "drenaggio". Sono mostrati alcuni resti di teschi nelle pareti, parti di scheletri e dipinti murali. Anche la storia della chiesa "al piano di sopra" è in mostra. Catacombe di San Gaudioso su Wikipedia Catacombe di San Gaudioso (Q3663202) su Wikidata


  • Chiesa di S. Gaetano.


  • Chiesa di San Paolo.


  • 59 Cimitero delle 366 fosse (cimitero di Santa Maria del Popolo), Via Fontanelle Al Trivio (Si trova su un terrazzamento naturale collocato a mezza costa nei pressi della zona di Poggioreale, più precisamente sull'altura di Cupa Lautrec. Dalla stazione Centrale di Piazza Garibaldi: 27 minuti a piedi o in auto/taxi: 9 minuti). Testimonianza del periodo Borbonico, primo cimitero pubblico in Europa e forse nel mondo, fu progettato e costruito dall'architetto Ferdinando Fuga nella metà del 700,sotto la reggenza di Ferdinando IV per volere di Carlo III per accogliere le salme della classe meno abbiente della capitale del Regno delle Due Sicilie. Da allora è di proprietà dell'arciconfraternita di santa Maria degli incurabili.
"Macchina architettonica" di matrice razionalista concepita per ospitare la morte, complementare quindi al vicino e mastodontico Albergo dei Poveri, è un un quadrilatero a cielo aperto con 19x19 fosse e il porticato di ingesso che ne contiene altre 5 così da ottenerne 366 per un totale di 80X80 metri per lato.
Ha questa struttura perché veniva aperta una fossa diversa al giorno per ogni giorno dell' anno. Hanno tutte le stesse fattezze: un parallelepipedo di 4x4 metri e 7 di profondità, 3 ganci sopra che permettevano l'apertura e un cerchio che rappresentava il numero del giorno e al disotto una grande rete alveare con una grata. La fossa del giorno si apriva all'imbrunire dopo la benedizione del sacerdote. Una volta messi i cadaveri venivano ricoperti da calce e poi venivano richiusi.
La zona dietro il cimitero,attualmente ricca di vegetazione, fu poi utilizzata temporaneamente durante l'epidemia di colera poiché le fosse non bastavano più. Tutta la zona di Santa Maria del Pianto potrebbe essere utilizzata come un museo a cielo aperto “parco della memoria del cimitero delle 366 fosse”.
Appena si entra nel cimitero, sulla sinistra è presente un macchinario: un argano con 4 ruote, 4 piloni e un gancio al centro con il quale era mantenuta una bara di metallo, che al contatto con i resti delle salme si apriva e faceva cadere delicatamente il corpo. L'argano quindi consentiva di calare i defunti anziché gettarli. L'idea di utilizzare questo macchinario fu portata da una nobildonna che, quando morì la sua ancella e la portò al cimitero, vide il violento modo in cui venivano trattati i corpi dei defunti. Alcuni componenti dell'argano sono pezzi del lampione che un tempo era al centro del quadrilatero. Attualmente all'interno del quadrilatero e sotto il porticato di ingresso, sono presenti dei loculi di proprietà degli arciconfratelli degli Incurabili. Al di sotto del sottosuolo vi è tutta una zona ipogea.
Alla destra del porticato di ingresso è presente una cappella consacrata, nella quale sono presenti loculi vari. In fondo a questa cappella è possibile, se si resta sulla destra, scendere nella zona ipogea nella quale si diramano due strade: a destra una zona moderna che si estende con lunghezza pari a quella di un lato del quadrilatero e circa 6 meri d'altezza, mentre a sinistra, un corridoio che ha conservato le fattezze antiche di dimensioni simili, ma senza loculi. Cimitero delle 366 fosse su Wikipedia cimitero delle 366 Fosse (Q3676925) su Wikidata


  • 60 Real Albergo dei Poveri. Scendendo dal cimitero con soli 15 minuti a piedi si raggiunge Piazza Carlo III dove si può ammirare il Real Albergo de' Poveri (o Palazzo Fuga), costruito da anch'esso da Ferdinando Fuga il 1751 sotto la reggenza di Ferdinando IV per volere di Carlo III al fine di accogliere la vita del popolo indigente. Risulta essere una delle più grandi costruzioni settecentesche d'Europa che si estende su di una superficie di 103.000 m² ed ha una facciata lunga 400 metri. È molto interessante camminare all'interno ove vi sono tre cortili, quello centrale dove troviamo la croce di sant'Andrea e due cortili laterali adibiti a giardini. L'edificio è, inoltre, dotato di ben 430 stanze di differenti dimensioni: le più grandi misurano su tutti i livelli 40 metri di lunghezza, sono larghe ed alte 8 metri. Non è sempre possibile visitarlo all'interno ma già la passeggiata lungo il perimetro esterno che affaccia sulla piazza dà un'idea della sua maestosità. Real Albergo dei Poveri su Wikipedia Real Albergo dei Poveri (Q221640) su Wikidata


  • 61 Piazza Carlo III (Situata tra i quartieri San Carlo all'Arena, San Lorenzo e Poggioreale). In origine era conosciuta come la Piazza del Reclusorio perché così veniva chiamato il “Real Albergo dei Poveri”. Nel 1891, per decreto del regio commissario Giuseppe Saredo fu intitolata al Re Borbone; la piazza propriamente intesa nasce nel XIX secolo con l'urbanizzazione della zona e in particolare con la costruzione di corso Garibaldi La piazza ha una forma a emiciclo nella quale confluiscono molte importanti arterie della zona: via Foria, corso Garibaldi, via Sant'Alfonso Maria de' Liguori, via Sant'Antonio Abate, via Giovanni Gussone, via Alessio Mazzocchi e via Don Bosco. Al centro vi è un'isola con aiuole ricoperte da palme e con un viale centrale, ottenuto tramite il riutilizzo della sede ferroviaria dismessa. Piazza Carlo III (Napoli) su Wikipedia piazza Carlo III (Q1235324) su Wikidata


Vie ed Altro[modifica]

  • I decumani: via S.Biagio dei Librai o Spaccanapoli (Decumano Inferiore); via dei Tribunali (Decumano Maggiore); via dell'Anticaglia (Decumano Superiore).
  • Bosco di Capodimonte
  • Teatro San Carlo
  • Borgo Marinari
  • Largo San Martino
  • Posillipo
  • Tomba di Leopardi e Virgilio
  • Piazza del Plebiscito
  • Gradinate di San Martino
  • Gradinate del Petraio
  • Marechiaro
  • San Gregorio Armeno (famosa via dei presepi)
  • Basilica di Santa Chiara e Chiostro interno maiolicato
  • Rione Vomero: via Scarlatti, Piazza Vanvitelli, Villa Floridiana, Museo Duca di Martina
  • Castel Sant'Elmo
  • 62 Chiesa di Santa Maria Francesca (Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe), Vico Tre Re a Toledo, 13, +39 081 42 50 11, @ . Simple icon time.svg Visitabile il giorno 6 di ogni mese, giorno di ricordo mensile della Santa dopo le messe delle 7:30, 9:15, 10:30 e 18:00 (se festivo 7:30, 10:30, 12:00, 18:00). È oggetto di una particolare devozione a Napoli dove è considerata la patrona dei Quartieri spagnoli e delle donne sterili e in gravidanza.
  • 63 Murales "Dios Umano” e “Essere Umani", viale 2 Giugno. In questo quartiere difficile della città sono stati creati due famosi murales, uno con il volto di Diego Armando Maradona dall’altra parte la faccia dello “scugnizzo” Niccolò. L'opera è stata creata dall'artista Jorit che l'ha autofinanziata regalandola alla città e al quartiere. L'altro murales dello stesso artista è la pudicizia.


Eventi e feste[modifica]

  • 7 Vitigno Italia, Castel Dell'Ovo, +39 0814104533, @ . Simple icon time.svg Maggio. Salone dei Vini e dei Territori Vitivinicoli Italiani.
  • 8 Maggio dei Monumenti. Durante tutto il periodo dell'evento (nei weekend da fine Aprile ad inizio Giugno) la città si colora di manifestazioni culturali moltissime gratuite (passeggiate guidate nei vicoli, concerti di musica classica nei cortili dei palazzi nobiliari o in strada, mostre, rappresentazioni teatrali, visite guidate etc). Molti monumenti o bellezze altrimenti inaccessibili durante l'anno vengono resi usufruibili grazie al contributo di guide particolari - scolaresche adottano un' attrattiva e guidano i turisti lungo tutto il percorso descrivendolo gratuitamente e in lingua.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]

Le vie dello shopping di Napoli sono: via Calabritto (che unisce piazza Vittoria a piazza dei Martiri) e la prestigiosa via Filangieri con il suo prosieguo via dei Mille, ove si possono trovare negozi di alta moda per budget elevati; via Chiaia (interamente pedonale, che da piazza dei Martiri porta a piazza Trieste e Trento) dove sono siti negozi per budget medi; e le vie dello shopping economico, ovvero, corso Umberto I e via Roma (già via Toledo). Per l'acquisto di libri di ogni genere e tipologia, dai libri scolastici ai libri di narrativa, ai fumetti usati, vi è la famosa Port'Alba, una delle principali Porte della Napoli antica. A Napoli, inoltre, vi è una catena di cioccolaterie, Gay-Odin. Ivi, potrete gustare il famoso Cioccolato Foresta e tante altre gastronomie cioccolatiere. San Gregorio Armeno è la via che unisce trasversalmente i decumani e dove sono concentrati i caratteristici negozi di artigiani che modellano le statuette del presepe, dalle più modeste a quelle molto pregiate a imitazione dei famosi presepi napoletani del Settecento. Vi è poi la zona comunemente chiamata, in napoletano, "a'Stazion". Si riferisce alla zona di piazza Garibaldi ove è sita, anche, la stazione ferroviaria Napoli Centrale. Considerata, ormai, la Chinatown napoletana, vi si possono fare acquisti di ogni genere (dal vestiario all'elettronica) a prezzi molto vantaggiosi. Ma state attenti al "pacco"! Per lo shopping economico e per "l'affare", oltre alla zona di piazza Garibaldi, vi è anche il Mercato di Poggioreale.

Come divertirsi[modifica]

Spettacoli[modifica]

Teatri di Napoli[modifica]

Grandi[modifica]
  • Teatro San Carlo. Lirica, balletto, concertistica.
  • Teatro Mercadante. Comprende una sala ridotta.
  • Teatro San Ferdinando.
  • Teatro Augusteo.
  • Teatro Bellini. Comprende una sala ridotta.
  • Teatro Diana.
Medi[modifica]
  • Teatro Nuovo. Comprende una sala ridotta.
  • Galleria Toledo.
  • Teatro Elicantropo.
  • Nuovo Teatro Sanità.
  • Teatro Area Nord.
  • Teatro Il Primo.
  • Cinema Teatro Delle Palme.
  • Teatro San Carluccio.
  • Teatro Politeama.
  • Teatro Totò.
  • Teatro Trianon. Prevalentemente musicale.
  • Teatro Cilea.
  • Teatro Bracco.
  • Teatro Acacia.
  • Teatro Troisi.
Piccoli[modifica]
  • Circolo ARCAS.
  • Teatre De Poche.
  • Teatro Interno 5.


Dove mangiare[modifica]

Napoli (e la Campania in generale) è famosa in tutto il mondo per le sue specialità gastronomiche. Nel capoluogo campano vi è un vastissimo assortimento di prodotti tipici gastronomici. Napoli è, sicuramente, famosa in tutto il mondo per la pizza. Da citare che "a Napoli la pizza è buona dappertutto".

Sicuramente un modo per conoscere la città è attraverso la sua cucina. Molti registi o commediografi illustri per raccontare questo popolo ne hanno celebrato il "mito". Il grande Eduardo descrisse il rituale del ragù che deve "pippiare" (bollitura lenta) a lungo per riuscire e dedica un' intera scena alla degustazione del caffè con tutti i dettagli per la sua corretta preparazione nella sua famosa commedia teatrale "Questi fantasmi". Celebre è anche la scena degli spaghetti mangiati con le mani da Totò in "Miseria e nobiltà". Fortemente identitaria trae le sue origini dalla tradizione contadina e allo stesso tempo dalla creatività dei cuochi di corte del Regno Borbonico. Questa cucina mescola con equilibrio i "colori" e "sapori" dei frutti della "Campania Felix" e del mare, e rielabora con originalità le diverse influenze straniere che per secoli si sono succedute. Ottimi e di qualità sono i vini della zona.

Piatti raffinati ed elaborati assieme a piatti poveri, cibo da strada e dolci eccellenti si trovano facilmente in città. Da assaggiare:

Primi Piatti
  • Minestra maritata (a base di carne e verdure, tipici nel periodo Natalizio o a Pasqua);
  • Zuppa forte o Zuppa di soffritto;
  • Pasta fagioli e cozze;
  • Pasta patate e scamorza;
  • Pasta e lenticchie;
  • Pasta e piselli;
  • Timballo di maccheroni
  • Sartù di riso;
  • Risotto alla pescatora;
  • Genovese;
  • Tagliatelle al Ragù;
  • Spaghetti con le vongole;
Secondi Piatti
  • Baccalà 'ndurat e fritt (fritto)
  • Baccalà pomodoro e olive
  • Alici in tortiera (alici marinate)
  • Tracchiulelle (costato di maiale con carne al sugo);
  • Braciole;
  • Polpette;
  • Sasicc e friariell (Salsiccia e friarielli);
  • Purpitielli affogat (Polipetti al sugo);
  • Mozzarella di bufala;
  • Melanzane alla scarpone (Melanzane a barchetta);
  • Melanzane alla parmigiana;
  • Zucchine alla scapece (zucchine dorate con Aceto di Vino Bianco, Olio extravergine d'oliva, aglio menta e sale);
Pasto unico
  • 'mpepata di cozze;
  • zuppa di cozze;
Spuntino o tutto pasto
  • Tortano e casatiello;
  • pizza con la scarola (si mangia a Pasqua e/o alla vigilia di Natale o l'ultimo dell'anno a pranzo in attesa della cena natalizia o del cenone)
  • o' Cuoppo (frittura di mare con pesce azzurro, calamaretti oppure zeppoline di alghe),
Dolci e pasticceria
Vini

per i vini: Coda di Volpe, Falanghina ferma e spumantizzata, Piedirosso, Falerno

Prezzi modici[modifica]

Le pizzerie del Centro Storico sono tutte rinomate e si mangia davvero bene. I prezzi sono accessibili per ogni tasca, solitamente, per pizza, bibita e coperto non si va oltre i € 10,00.

Prezzi medi[modifica]

Prezzi elevati[modifica]

Per la categoria Prezzi medio-alti, si possono citare i ristoranti del Borgo Marinaro, alle pendici di Castel dell'Ovo.

Il Bar Gambrinus
  • 8 Gran Caffè Gambrinus, Via Chiaia, +39 081 417582. Il suo nome deriva dal mitologico re delle Fiandre Joannus Primus, considerato patrono della birra. Il Gran Caffè Gambrinus rientra fra i primi dieci Caffè d'Italia e fa parte dell'Associazione Locali Storici d'Italia. Arredato in stile Liberty, conserva al suo interno stucchi, statue e quadri della fine dell'Ottocento realizzate da artisti napoletani. Tra queste vi sono anche opere di Gabriele D'Annunzio e Filippo Tommaso Marinetti. Dalla Belle Époque in poi fu frequentato da personaggi storici: Gabriele D'Annunzio, Benedetto Croce, Matilde Serao, Eduardo Scarpetta, Totò e i De Filippo, Ernest Hemingway, Oscar Wilde, Jean Paul Sartre, fra gli altri. Anche l'Imperatrice d'Austria Sissi, Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach nel suo viaggio a Napoli nel 1890 si fermò al Gambrinus. Caffè Gambrinus su Wikipedia Caffè Gambrinus (Q2932919) su Wikidata


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

  • 1 BnB Naples, via Medina, 17 (A 50 metri dalla fermata Municipio della Metro 1), +39 081 5519978, +39 361 56153 (mobile), @ . Ecb copyright.svg 35/120€. Check-in: 15:00/19:00, check-out: 12:30. Dallo stile classico e funzionale, unisce il carattere antico dello stabile in cui ha sede (l'antico Conservatorio della Pietà dei Turchini) con la modernità dei servizi offerti.
  • 2 B&B Al Centro Storico, Via dei Tribunali 138 (A 200 metri dalla fermata della metro Linea 1), +39 081 18995305, @ . Ecb copyright.svg € 35/80. Check-in: 12:00, check-out: 23:00. B&B moderno dotato di tutti i comfort nel pieno centro storico della città.
  • 3 Napoli Suite, Corso Umberto I, 284 (vicino la stazione centrale), +390815543271, @ . Camere confortevoli all’interno di un palazzo storico. Posto al primo piano, sussiste curiosamente un ascensore a monete attivo in alcune fasce orarie.

Prezzi medi[modifica]

Prezzi elevati[modifica]

  • 4 Hotel NH Ambassador, Via Medina, 70 (Nel centro storico di Napoli), +39 081 4105111, @ . L'hotel NH Ambassador si trova vicino a numerose delle più famose attrazioni della città, come il Maschio Angioino, Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito e il Teatro San Carlo. L'hotel si trova inoltre ad appena 700 metri dal molo Beverello, da cui i visitatori possono prendere un traghetto per le splendide isole di Ischia, Procida o Capri.
  • 5 Hotel Excelsior, Via Partenope 48 (A pochi passi dal centro e pochi minuti dal Molo Beverello), +39 081 7640111, @ . Ecb copyright.svg dai €200 ai €600 a notte, fino ad arrivare a €2000. L'Hotel Excelsior ha un affaccio sullo splendido golfo di Napoli, Castel dell'Ovo e il Borgo Marinari.
  • 6 Villa Gervasio, Via Bellavista 176 (A Bacoli), +39 081 8687892, @ . Hotel moderno, confortevole, raffinato ed elegante della penisola Flegrea.


Sicurezza[modifica]

Napoli è una grande città metropolitana e come tale, in essa si registra la presenza di borseggiatori e truffatori. Diffidate da chi vi propone un affare, magari a buon prezzo, potrebbe essere una truffa.

Prestare attenzione ai propri beni, non lasciare mai incustodite borse e valigie, non ostentare ricchezze, soprattutto collane ed orologi (es. Rolex), anche se negli ultimi tempi il tasso criminale è diminuito notevolmente. Sono tutti ottimi accorgimenti per salvaguardarsi nella città.

Tranne se accompagnati da amici del luogo o da guide autorizzate, evitare di recarsi nelle zone periferiche della città (Municipalità 6, 7, 8 e 9), in particolare Scampia, Secondigliano e Rione Traiano.

Numeri ed indirizzi utili[modifica]

Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 9 Poste Italiane, Vico Sempreviva a Loreto, +39 081 2440931.
  • 10 Poste Italiane - Direzione Regionale Campania - Filiale Napoli Centro, Piazzale Stazione Marittima, +39 081 5523175.


Nei dintorni[modifica]

La storica fortuna di Napoli deriva dalla sue felice posizione geografica. I suoi dintorni sono ricchi di bellezze naturali e storiche, queste ultime sviluppatesi nell'arco di una storia trimillenaria. Poco più a Nord del capoluogo partenopeo sorgono città come Pozzuoli, Baia e Bacoli, tutte ricche di importanti testimonianze archeologiche sopra e sotto il livello del mare. La prima, in particolare, risulta anche interessante dal punto di vista geologico-naturalistico per la presenza del complesso vulcanico dei Campi Flegrei.

Dal porto di Napoli (Molo Beverello) è inoltre possibile raggiungere le rinomate isole di Capri ed Ischia, entrambe ricchissime di bellezze naturali, o la Penisola Sorrentina, per le quali sconsigliamo, tuttavia, un turismo "mordi e fuggi" in quanto si perderebbe la vastissima offerta di attività che questi luoghi offrono. D'estate le isole ed i più noti centri turistici, come Amalfi, Positano, le isole e Sorrento, potrebbero essere inoltre particolarmente affollate: si consiglia di informarsi prima se si gradisce una maggiore intimità.

Da Napoli si può raggiungere in poco più di 10 minuti col servizio metropolitano la città di Portici dove è possibile ammirare la splendida dimora storica della "Reggia di Portici" con il bosco e il giardino all'inglese voluta da Carlo di Borbone. In fase di recupero è il galoppatoio al coperto (è in corso un restauro conservativo e rifunzionalizzazione), testimonianza dell'antica tradizione Napoletana nell'arte dell'equitazione. Idealmente legata al galoppatoio è la Reggia di Carditello in provincia di Caserta in terra di lavoro, altro sito Borbonico, realizzata con lo scopo di studiare e allevare razze pregiate di bovini e cavalli.

Da Portici è possibile seguire il percorso delle 122 Ville Vesuviane del Miglio d'oro, costruite dalla nobiltà napoletana del '700 sulle orme del re. Grandi architetti da Luigi Vanvitelli, a Ferdinando Fuga, Ferdinando Sanfelice, Domenico Antonio Vaccaro, Mario Gioffredo si alternarono nella realizzazione di queste splendide ville impreziosite da giardini rococò e neoclassici.

Sempre ad opera dei Borbone fu creata nel 1839 la prima ferrovia in territorio italiano, la Napoli-Portici, con la realizzazione delle "officine di Pietrarsa" adibite dapprima alla manutenzione e poi anche all'assemblaggio dei treni. A testimoniare questo primato è visitabile il Museo di Pietrarsa che si trova nelle fabbriche del "Reale Opificio Meccanico, Pirotecnico e per le Locomotive", fondato da Ferdinando II di Borbone nel 1840, che rappresenta oggi uno degli esempi più affascinanti di archeologia industriale italiana, e uno dei musei ferroviari più importanti in Europa.

A circa mezz'ora da Napoli con la linea Regionale delle Ferrovie dello Stato si può raggiungere la Reggia di Caserta che nel 1997 è stata dichiarata dall'UNESCO, insieme con l'acquedotto di Vanvitelli e il complesso di San Leucio, patrimonio dell'umanità. La Reggia è probabilmente uno degli ultimi esempi di Barocco Italiano, è la più grande dimora reale al mondo. Oltre alle innumerevoli opere d'arte presenti nelle stanze, magnifici sono i giardini in stile italiano e inglese. Straordinario dal punto di vista storico è il borgo di San Leucio esempio reale dell'applicazione delle idee dell'illuminismo Napoletano.



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