| Bosnia ed Erzegovina | |
Localizzazione | |
Stemma e Bandiera | |
| Capitale | Sarajevo |
|---|---|
| Governo | Repubblica federale |
| Valuta | Marco bosniaco (BAM) |
| Superficie | 51.197 km² |
| Abitanti | 4.010.000 |
| Lingua | Bosniaco, Serbo, Croato |
| Religione | Islam (51%), chiesa ortodossa (31%), cattolicesimo (15%), altro (3%) (2013) |
| Elettricità | 220V/50Hz (presa europea e tedesca) |
| Prefisso | +387 |
| TLD | .ba |
| Fuso orario | UTC+1 |
Bosnia ed Erzegovina (in bosniaco Bosna i Hercegovina) è una nazione balcanica dell'Europa meridionale che confina a nord, ovest e sud con la Croazia, a est con la Serbia e a sud-est con il Montenegro.
Da sapere
[modifica]La Bosnia ed Erzegovina è una destinazione che unisce testimonianze dell'eredità ottomana e austro-ungarica, centri storici ben conservati, paesaggi naturali e una tradizione gastronomica tipica dei Balcani. Le principali mete turistiche includono Sarajevo, capitale multiculturale del Paese, Mostar con il celebre Ponte Vecchio (Stari Most), le cascate di Kravica, il Parco nazionale di Sutjeska e numerosi borghi storici e località montane.
Grazie al costo della vita relativamente contenuto, alla varietà dei paesaggi e alla possibilità di praticare attività all'aria aperta durante tutto l'anno, la Bosnia ed Erzegovina rappresenta una meta interessante sia per itinerari culturali sia per il turismo naturalistico.
Cenni geografici
[modifica]La Bosnia ed Erzegovina è uno Stato della penisola balcanica, situato nell'Europa sud-orientale. Possiede un breve sbocco sul mare Adriatico presso Neum. Il Paese è caratterizzato da un territorio prevalentemente montuoso, attraversato da fiumi e vallate, con città che conservano un ricco patrimonio storico e culturale.
Cenni storici
[modifica]In epoca antica il territorio dell'attuale Bosnia ed Erzegovina era abitato prevalentemente da tribù illiriche. Durante il primo secolo avanti Cristo l'intera regione venne sottomessa dall'Impero Romano ed entrò a far parte della provincia della Dalmazia. Con il declino di Roma l'area subì le invasioni dei Goti nel quarto e quinto secolo dopo Cristo per poi passare nominalmente sotto il controllo dell'Impero Bizantino grazie alle campagne dell'imperatore Giustiniano nel sesto secolo. Nei due secoli successivi la composizione demografica cambiò radicalmente in seguito all'arrivo dei popoli slavi che si stabilirono nell'area. La sovranità sulla regione rimase frammentata e contesa tra il Regno di Croazia, il Regno di Serbia, Bisanzio e il Regno di Ungheria.
Verso il 1200 la Bosnia riuscì a ritagliarsi una forte autonomia e a fondare un regno medievale indipendente. Questo Stato visse la sua epoca d'oro nel quattordicesimo secolo, sotto la guida di sovrani come il ban Stjepan Kotromanić, che espanse i territori verso sud incorporando la regione di Hum (la futura Erzegovina), e il re Tvrtko I. Sotto quest'ultimo la Bosnia divenne per un breve periodo la potenza egemone dei Balcani occidentali controllando anche parte della costa dalmata. Dal punto di vista religioso la zona si distinse per la presenza della Chiesa bosniaca, un'istituzione cristiana indipendente spesso accusata di eresia dalle autorità papali.
Tra il 1463 e il 1483 il regno fu incorporato nell'Impero Ottomano. Il dominio ottomano durò quattro secoli e lasciò un'impronta culturale indelebile, legata in particolare alla conversione all'Islam di una parte significativa della popolazione locale. La Bosnia divenne un'importante provincia di frontiera, costantemente coinvolta nelle guerre contro l'Impero Asburgico e la Repubblica di Venezia.
Nel 1878 il Congresso di Berlino modificò radicalmente gli equilibri regionali stabilendo il passaggio dell'amministrazione della Bosnia ed Erzegovina all'Impero Austro-Ungarico, il quale poi la annesse formalmente nel 1908 provocando una crisi diplomatica internazionale. Il malcontento dei nazionalisti slavi contro il dominio di Vienna culminò il 28 giugno 1914 quando il giovane serbo-bosniaco Gavrilo Princip assassinò a Sarajevo l'arciduca Francesco Ferdinando d'Austria, evento che innescò lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.
Con il collasso dell'Impero Austro-Ungarico nel 1918 la regione entrò a far parte del neonato Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni, rinominato poi nel 1929 Regno di Jugoslavia. Durante la Seconda Guerra Mondiale lo Stato jugoslavo fu invaso dalle potenze dell'Asse e il territorio bosniaco venne annesso allo Stato Indipendente di Croazia, un regime fantoccio dei nazisti, diventando teatro di durissimi scontri e massacri. La resistenza guidata dai partigiani comunisti di Josip Broz Tito riuscì a liberare l'area e nel 1946 la Bosnia ed Erzegovina divenne una delle sei repubbliche costitutive della Repubblica Federale Popolare di Jugoslavia.
La stabilità dell'era socialista iniziò a incrinarsi negli anni Ottanta dopo la morte di Tito e con il progressivo deterioramento dell'economia jugoslava, che favorì la rinascita dei nazionalismi etnici. Nel marzo del 1992, a seguito di un referendum, la Bosnia ed Erzegovina dichiarò la propria indipendenza. Questa scelta portò allo scoppio immediato di una devastante guerra civile tra le tre principali comunità del paese, ovvero bosniaci musulmani, serbi e croati. Il conflitto fu caratterizzato da drammatici episodi di pulizia etnica, dal lungo assedio di Sarajevo e dal massacro di Srebrenica nel 1995.
La guerra si interruppe alla fine del 1995 grazie alla firma degli Accordi di Dayton mediati dagli Stati Uniti. Il trattato ha istituito la struttura istituzionale complessa che governa il paese ancora oggi, dividendo il territorio in due entità semi-autonome legate da un governo centrale: la Federazione di Bosnia ed Erzegovina, a maggioranza bosniaca e croata, e la Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina (Republika Srpska), a maggioranza serba.
Territori e mete turistiche
[modifica]Centri urbani
[modifica]- 1 Sarajevo — Capitale e maggiore destinazione turistica del paese.
- 2 Banja Luka — Capitale della Repubblica Serba di Bosnia e capoluogo della storica regione della Bosanska Krajina ed Erzegovina, Banja Luka è nota per i suoi ampi viali alberati, i parchi e la fortezza di Kastel. È anche la seconda più grande città della Bosnia ed Erzegovina.
- 3 Bihać — Situata sul fiume Una, Bihać è famosa per la pratica di sport acquatici come il rafting ed è la porta d'accesso al parco nazionale dell'Una, caratterizzato da una natura selvaggia.
- 4 Konjic — Nota per il suo ponte di pietra restaurato e per il bunker atomico sotterraneo costruito segretamente da Tito.
- 5 Jajce — Una delle città più affascinanti del Paese. È l'unica città al mondo a vantare una cascata naturale (quella del fiume Pliva) proprio nel centro abitato. È stata capitale del Regno di Bosnia e conserva una fortezza e catacombe medievali.
- 6 Međugorje — È uno dei centri di pellegrinaggio cattolico più visitati d'Europa. L'economia di Međugorje è quasi interamente basata sul turismo religioso, legato alle apparizioni mariane iniziate nel 1981.
- 7 Mostar — Romantica città che ha conservato atmosfere del periodo ottomano.
- 8 Neum — Unico insediamento dello Stato affacciato sul mar Adriatico, Neum è un centro balneare piuttosto affollato d'estate, probabilmente a causa dei prezzi molto più contenuti rispetto agli altri centri della costa dalmata.
- 9 Počitelj — Un villaggio-museo a cielo aperto situato su una collina lungo il fiume Neretva. È un esempio perfettamente conservato di architettura medievale e ottomana, dominato da una torre di guardia che offre una vista spettacolare.
- 10 Travnik — Situata nel centro della Bosnia, Travnik è stata la sede dei visir ottomani per oltre un secolo e del tempo conserva parecchie testimonianze.
- 11 Trebigne (Trebinje/Требиње) — Situata nell'estremo sud, vicino al confine con la Croazia, Trebinje è considerata una delle città più belle della della Republika Srpska. Possiede, infatti, un bel centro storico, ottime cantine vinicole e platani secolari.
- 12 Tuzla — Famosa per i suoi laghi salati artificiali (in turco "Tuz" significa sale), unici nel loro genere in Europa e situati proprio nel centro della città.
- 13 Višegrad — Famosa per il ponte Mehmed Paša Sokolović (patrimonio UNESCO), reso immortale dal romanzo di Ivo Andrić.
Altre destinazioni
[modifica]- 1 Bjelašnica — Stazione sciistica che ospitò le gare di sci alpino maschili nell'ambito delle olimpiadi invernal del 1984.
- 2 Cascate della Pliva — Famose cascate nei pressi di Jajce, nel punto in cui il fiume Pliva confluisce con il Vrbas. Erano alte circa 30 metri ma il loro salto si è ridotta a 20 metri dopo un terremoto e gli attacchi alla vicina centrale idroelettrica nel corso della guerra civile.
- 3 Cascate di Kravice — Spettacolari cascate a forma di anfiteatro naturale, sono una delle mete naturalistiche più frequentate, ideali per rinfrescarsi d'estate.
- 4 Jahorina — Comprensorio sciistico vicino a Sarajevo.
- 5 Parco nazionale della Una — Un paradiso per gli amanti del rafting e della natura selvaggia, il parco è famoso per le cascate di Štrbački buk.
- 6 Parco nazionale di Kozara — Soprannominato la "bellezza verde" per via dei suoi fitti e rigogliosi boschi di faggi e abeti, Kozara è famosa anche per il complesso monumentale inaugurato nel 1972 per commemorare la resistenza partigiana durante la II guerra mondiale.
- 7 Parco nazionale di Sutjeska — Il parco di più antica istituzione della Bosnia ed Erzegovina, famoso per la foresta vergine di Perućica e per le vette di monti maestosi come il Maglić.
- 8 Vrelo Bosne — Parco intorno alle sorgenti del fiume Bosna.
- 9 Srebrenica — Località tristemente famosa per il Centro Memoriale di Potočari che ricorda le vittime del genocidio del 1995.
Come arrivare
[modifica]Requisiti d'ingresso
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Per i cittadini italiani, anche minori o infant: Passaporto o carta d'identità valida per l'espatrio. I cittadini italiani, al pari di tutti i cittadini dell'Unione Europea, possono rimanere nello stato fino a 90 giorni senza necessità di visto.
Se nel documento del minore non sono riportati i nomi dei genitori, è necessario esibire un estratto dell'atto di nascita in formato internazionale.
- Ambasciata italiana (Sarajevo), ☎ +387 33565450, fax: +387 33659368, amb.sarajevo@esteri.it. Lun-Ven 09:00-17:00.
In aereo
[modifica]| Per approfondire, vedi: Aeroporti in Bosnia ed Erzegovina. |

- Gli aeroporti principali si trovano a Sarajevo, a Banja Luka e Mostar.
- 1 Aeroporto Internazionale di Banja Luka (IATA:BNX) (Banja Luka), ☎ +387 51535210, info@bnx.aero. È per l'appunto piccolo aeroporto internazionale principalmente servito dalla low-cost Ryanair, la quale gestisce diversi voli da scali italiani tra cui uno da Milano-Orio al Serio.
Come spostarsi
[modifica]Cosa vedere
[modifica]| Per approfondire, vedi: Patrimoni mondiali dell'umanità in Bosnia ed Erzegovina. |
Cosa fare
[modifica]Valuta e acquisti
[modifica]La valuta nazionale è il Marco bosniaco o Marco convertibile (BAM); abbreviazione: KM.
In poche zone l'Euro (banconote e monete da 1 e 2 €) viene accettato "bonariamente" come moneta corrente, nella maggior parte del Paese è necessario effettuare il cambio. Numerosi sportelli bancari offrono questo servizio, dietro pagamento di una commissione proporzionale all'importo cambiato.
Questa moneta gode di cambio fisso con l'Euro:
- 1 € = 1,95583 KM
- 1 KM = 0,51129 €
Qui di seguito i link per conoscere l'attuale cambio con le principali monete mondiali:
| (EN) Con Google Finance: | AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD |
| Con Yahoo! Finance: | AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD |
| (EN) Con XE.com: | AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD |
| (EN) Con OANDA.com: | AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD |
A tavola
[modifica]La cucina della Bosnia ed Erzegovina rappresenta un punto di incontro tra le tradizioni dell'Impero Ottomano e quelle dell'Europa centrale.
Il piatto più noto a livello internazionale sono i cevapcici. Si tratta di cilindretti di carne macinata, solitamente un mix di manzo e agnello, cotti alla griglia. Vengono serviti all'interno di un pane tipico chiamato somun, accompagnati da cipolla cruda tritata e spesso arricchiti da kajmak, una crema di latte densa e sapida, oppure da ajvar, una salsa di peperoni arrostiti.
Molto diffuso è anche il burek. Consiste in pasta fillo o sfoglia tirata a mano, farcita con carne macinata speziata e cotta al forno in una forma a spirale. In questa cultura gastronomica, il nome burek identifica esclusivamente la variante con carne. Le versioni con formaggio prendono il nome di sirnica, quelle con spinaci sono chiamate zeljanica, mentre quelle con patate sono note come krompiruša.
La begova corba, o zuppa del Bey, è una preparazione densa e nutriente a base di pollo, verdure come carote e sedano, e gombo. La sua consistenza vellutata è ottenuta grazie a una leggera legatura con farina e uova.
Le dolma sono verdure svuotate e riempite con un composto di carne, riso e aromi. Le varianti tipiche includono le cipolle ripiene, note come sogan-dolma, i peperoni ripieni chiamati punjena paprika e le foglie di vite.

Il bosanski lonac, o pentola bosniaca, è considerato lo stufato nazionale. Si prepara alternando strati di carne, come manzo o agnello, con cavoli, patate, pomodori e spezie come alloro e pepe. La cottura prolungata in recipienti di coccio permette di ottenere un sapore profondo e armonioso.
Infine, le klepe sono piccoli fagottini di pasta fresca simili ai ravioli, ripieni di carne o formaggio. Dopo la cottura in acqua, vengono conditi con burro fuso, aglio e una guarnizione di yogurt o panna acida.
Bevande
[modifica]Il mondo delle bevande in Bosnia ed Erzegovina riflette la sua identità culturale composita, dove tradizioni orientali e influenze europee si intrecciano.
Per quanto riguarda le bevande alcoliche, la produzione è fortemente radicata nelle zone rurali. La rakija è il distillato nazionale, ottenuto solitamente dalla fermentazione e distillazione della frutta. La versione più diffusa e celebre è la šljivovica, preparata con le prugne, ma si producono anche varianti derivate da pere, mele o uva.
La cultura del vino ha una storia antica, concentrata prevalentemente nella regione dell'Erzegovina, dove il clima mediterraneo favorisce vitigni autoctoni. Tra i più apprezzati si trovano il rosso blatina e il bianco žilavka, vini di carattere che riflettono il territorio roccioso.
Anche il settore della birra è molto attivo, con diverse marche locali storiche che accompagnano la maggior parte dei pasti informali.
Sul fronte delle bevande analcoliche, una delle più tradizionali è lo jogurt, inteso come bevanda a base di latte fermentato, liquida e leggermente salata, molto comune per accompagnare i piatti a base di pasta o carne.
Durante l'estate è molto popolare il sok, che indica genericamente succhi di frutta naturali, spesso fatti in casa con sciroppi di fiori di sambuco o frutti di bosco raccolti nei boschi locali.
Il caffè occupa un ruolo centrale nella vita sociale bosniaca, rappresentando un vero e proprio rito quotidiano di ospitalità. Il bosanska kafa, o caffè bosniaco, si prepara in un apposito bricco di rame chiamato dzezva. La polvere di caffè viene tostata e macinata finemente, poi portata a ebollizione con acqua in modo da ottenere una schiuma densa. Viene servito in piccole tazze senza manico e va sorseggiato lentamente, spesso accompagnato da un pezzetto di lokum, un dolce gelatinoso aromatizzato.
Il consumo di tè, pur non avendo la stessa importanza sociale del caffè, è piuttosto diffuso, specialmente nelle aree montuose e durante i mesi invernali. Si prediligono infusi a base di erbe montane, frutta essiccata o bacche. Il tè nero viene talvolta consumato, ma è meno legato alla tradizione domestica rispetto agli infusi di erbe locali che vengono spesso dolcificati con miele o accompagnati da una fetta di limone.
Infrastrutture turistiche
[modifica]Le infrastrutture turistiche in Bosnia ed Erzegovina sono in costante sviluppo, seguendo un percorso di crescita che valorizza le bellezze naturali e il patrimonio storico del paese.
Le città principali offrono una rete di servizi ben strutturata, con uffici turistici, segnaletica informativa e una buona disponibilità di trasporti pubblici locali. Le zone rurali e montane sono invece collegate da una rete stradale che sta migliorando, rendendo più accessibili le aree dedicate al turismo naturalistico e agli sport invernali, come i centri sciistici nei pressi di Sarajevo e le zone escursionistiche della catena montuosa delle Dinaridi.
Per quanto riguarda gli alloggi, l'offerta è molto variegata e adatta a diverse esigenze. Nelle città si trovano numerosi hotel di catene internazionali accanto ad alberghi a conduzione familiare e boutique hotel situati in edifici storici ristrutturati. Le cittadine più piccole e le località di interesse naturalistico offrono spesso pensioni o case per gli ospiti.
Airbnb è estremamente diffuso ed è diventato uno dei pilastri dell'offerta ricettiva nel paese. La piattaforma è ampiamente utilizzata sia dai visitatori internazionali che dai viaggiatori regionali. Nelle zone centrali di Sarajevo, Mostar e Trebinje, è possibile trovare un numero molto elevato di appartamenti in affitto che spesso occupano edifici tipici del centro storico o condomini moderni. Questa soluzione è preferita da molti turisti perché permette un contatto più diretto con la vita locale e spesso offre un ottimo rapporto qualità-prezzo rispetto agli hotel. Oltre agli appartamenti privati, su Airbnb si possono trovare anche stanze in case condivise e occasionalmente strutture più particolari, come cottage nelle aree rurali o rifugi nelle zone montuose.
Esistono inoltre i motel, che si trovano frequentemente lungo le strade principali che collegano le varie regioni. Queste strutture sono spesso funzionali, pensate per chi viaggia in auto o in moto, e offrono servizi essenziali come parcheggio, colazione e ristorazione integrata.
Eventi e feste
[modifica]Sicurezza
[modifica]La Bosnia ed Erzegovina affronta ancora oggi una problematica significativa legata alla presenza di mine antiuomo e ordigni inesplosi risalenti al conflitto degli anni novanta. Nonostante decenni di bonifica, alcune aree rurali, boschive o collinari rimangono pericolose. È fondamentale seguire alcune precauzioni a partire dal non allontanarsi dai sentieri tracciati, dalle strade asfaltate e dalle zone chiaramente segnalate come sicure.
Ecco alcuni punti fondamentali da tenere a mente:
La cautela deve essere massima nelle aree boschive, nei terreni agricoli abbandonati e intorno alle rovine di edifici distrutti, dove il rischio di trovare ordigni è statisticamente più elevato.
È necessario prestare sempre attenzione alla segnaletica ufficiale che indica le aree minate. Questi segnali, spesso rappresentati da un teschio o da triangoli rossi, indicano chiaramente zone in cui è assolutamente vietato accedere. Le zone urbane e le principali destinazioni turistiche, dove si concentra la maggior parte dei visitatori sono considerate sicure.
Il rischio è confinato quasi esclusivamente in aree rurali specifiche, spesso lontane dai percorsi più frequentati.
Le autorità bosniache e le organizzazioni internazionali lavorano costantemente per la rimozione degli ordigni. Esistono mappe ufficiali aggiornate che indicano le zone dove le attività di sminamento sono ancora in corso o dove la presenza di mine è sospetta.
È sempre consigliabile, prima di intraprendere escursioni o attività in natura, informarsi presso gli uffici turistici locali o consultare le mappe ufficiali fornite dalle agenzie nazionali che si occupano della bonifica dei terreni da ordigni bellici.
Troverete aggiornamenti in proposito sul sito Viaggiare Sicuri
Situazione sanitaria
[modifica]Il sistema sanitario del paese non è ancora a livelli qualitativi paragonabili agli standard occidentali. Un grave problema risulta essere l'alto numero di mine inesplose, che cagionano ogni anno numerosi decessi e feriti. Nel 2007, si sono manifestati dei focolai di influenza aviaria.
Rispettare le usanze
[modifica]Come restare in contatto
[modifica]Internet
[modifica]La Bosnia ed Erzegovina non fa parte dell'Unione Europea, quindi le tariffe di roaming del vostro operatore italiano non seguono le regole "Roam Like at Home". I costi per traffico dati possono essere molto elevati. Per evitare addebiti indesiderati disattivate il roaming dati nelle impostazioni del vostro telefono prima di atterrare.
Se il vostro smartphone supporta le eSIM, potete acquistare un pacchetto dati tramite app come Airalo, Holafly, Nomad, ecc. prima di partire o appena arrivati, evitando i costi di roaming del vostro operatore italiano.
Se prevedete di rimanere per un periodo più lungo, l'acquisto di una SIM locale è la scelta migliore. I principali operatori bosniaci sono BH Telecom, m:tel, HT Eronet. Potete acquistare una carta SIM prepagata presso i loro uffici o nei numerosi chioschi sparsi per la città. Vi basterà esibire il passaporto per l'attivazione. Le offerte prepagate solitamente includono un pacchetto mensile di gigabyte più che sufficienti e a prezzi contenuti.
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