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Mantova

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Mantova
Mantova dall'alto
Appellativi
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Mantova
Mantova
Sito del turismo
Sito istituzionale


Mantova è una città della Lombardia e capoluogo dell'omonima provincia.

Da sapere[modifica]

Mantova, Patrimonio mondiale UNESCO

Cinta su tre lati dai laghi artificiali del Mincio, i tre specchi d'acqua donano a Mantova una caratteristica del tutto particolare, facendola apparire come una città che sorge dalle acque. Queste suggestioni unite a numerose testimonianze storico-artistiche fanno di Mantova un centro di notevole interesse. Già colonia etrusca e cittadina romana (da qui transitava l'antica via Postumia, che collegava Genova ad Aquileia), Mantova fu centro altomedievale legato ai Canossa e florido comune. Al periodo comunale risalgono diversi monumenti significativi, tra i quali la Rotonda di San Lorenzo e i palazzi della Ragione e del Podestà, che affacciano assieme ad altri edifici storici su Piazza delle Erbe e Piazza Broletto, che hanno conservato l'originario impianto medievale. Romanico era il Duomo, poi ampiamente modificato nei secoli successivi. La città tuttavia conobbe il suo periodo di massimo splendore in epoca rinascimentale: sotto la signoria dei Gonzaga Mantova divenne uno dei principali centri del Rinascimento italiano ed europeo. Principali testimonianze di quest'epoca sono il Palazzo Ducale con il Castello di San Giorgio e la famosa Camera degli Sposi affrescata dal Mantegna, la Basilica di Sant'Andrea progettata da Leon Battista Alberti e Palazzo Te, luogo di svago dei Gonzaga, edificato e decorato da Giulio Romano. Città d'arte di prima grandezza, l'intero centro storico di Mantova è, assieme a Sabbioneta, Patrimonio mondiale dell'umanità.

Mantova è stata nominata Capitale italiana della cultura per il 2016.

Dalla ricerca di "ItaliaOggi-Università La Sapienza di Roma", Mantova nel 2016 risulta al primo posto per la qualità della vita in Italia.

Nel 2017 Mantova e la sua provincia fanno parte della "Regione Europea della Gastronomia-Lombardia Orientale", insieme alle province di Bergamo, Brescia e Cremona.

Mantova sarà Città europea dello Sport per il 2019.

Cenni geografici[modifica]

Mantova dall'alto

Nel XII secolo l'ingegnere idraulico Alberto Pitentino organizzò un sistema di difesa della città curando la sistemazione del fiume Mincio in modo da circondare completamente il centro abitato con quattro specchi d'acqua, così da formare quattro laghi: Superiore, di Mezzo, Inferiore e Paiolo; Mantova, di fatto, era un'isola. Alla campagna si accedeva attraverso due ponti - il Ponte dei Mulini e il Ponte di San Giorgio - ancora esistenti. In età comunale venne tracciato il Rio, un canale che taglia in due la città, collegando il lago Inferiore a quello Superiore. Altre dighe e chiuse consentirono un'adeguata difesa dalle acque. Nel XVII secolo una forte inondazione diede inizio ad una rapida decadenza: il Mincio, trasportando i materiali solidi, trasformò i laghi in paludi malsane che condizionarono ogni ulteriore sviluppo; fu prosciugato, allora, il lago Paiolo a sud, in modo che la città restasse bagnata dall'acqua solo su tre lati - come una penisola - ed oggi ancora si presenta così. Sono, quindi, tre gli specchi d'acqua, non d'origine naturale, ricavati nell'ansa del fiume Mincio che danno a Mantova una caratteristica del tutto particolare, che ad alcuni sembra quasi magica in quanto compare come una città nata dall'acqua. Nel 1984 è stato istituito il Parco regionale del Mincio di cui il territorio del Comune di Mantova fa parte.

Mantova confina con i seguenti comuni: Bagnolo San Vito, Curtatone, Porto Mantovano, Roncoferraro, San Giorgio di Mantova e Borgo Virgilio.

I laghi[modifica]

Il lago Superiore

Il lago Superiore è il più grande dei tre per superficie e volume ed è regolato a una quota di 18 m s.l.m., circa tre metri più alta rispetto ai laghi Inferiore e di Mezzo al secondo dei quali è collegato attraverso il manufatto di sostegno del Vaso di Porto o Vasarone. Questa diga creò per invaso la formazione del lago Superiore allontanando il rischio dell'impaludamento. Col tempo questa diga fu denominata come "Ponte dei Molini", che derivava il nome da ben dodici mulini ciascuno dedicato a un Apostolo che sfruttavano a fini produttivi il salto di alcuni metri esistente tra i laghi. Il ponte fu coperto a partire dal XV secolo e più volte ristrutturato fino al 1944 quando fu distrutto da un bombardamento aereo.

Il lago di Mezzo è più piccolo degli altri come estensione e volume ma è quello che raggiunge la profondità maggiore, 15 m. È regolato a una quota di 15 m s.l.m. come il lago Inferiore dal quale è diviso dalla diga e dal ponte di San Giorgio già esistente nel 1199. Ponte coperto e con ponte levatoio, dopo la scomparsa della copertura, nei primi decenni del 900 ne sono state interrate le arcate.

Il lago Inferiore è il meno profondo tra i tre laghi avendo una profondità massima di solo 9 m e una media di 3 m. Si trova a una quota di 15 m uguale a quella del lago di Mezzo. La diga Masetti separa il lago Inferiore dalla Vallazza e dal basso corso del Mincio.

I laghi di Mantova dal 1984 sono parte integrante del Parco regionale del Mincio.

Quando andare[modifica]

 Clima gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic
 
Massime (°C) 4 8 13 17 22 26 29 28 24 18 10 5
Minime (°C) -3 -1 3 7 11 15 18 17 14 9 3 -2
Precipitazioni (mm) 60 54 64 69 92 75 73 85 62 84 74 54

Fonte: Eurometeo

Il turismo culturale a Mantova non conosce una particolare stagionalità, per cui in ogni periodo dell'anno si visita la città. Il clima è quello tipico della pianura padana: l'inverno è umido ma vede poche precipitazioni; d'estate è caldo e afoso.

Durante i giorni in cui si svolge "Festivaletteratura" è difficoltoso trovare alloggio in città o anche solo nei dintorni. Il periodo più tranquillo è costituito dai mesi di luglio e agosto, quando la città si svuota di parte della sua popolazione che si reca nei luoghi di villeggiatura.

Cenni storici[modifica]

Domenico Morone, La cacciata dei Bonacolsi (1328), Palazzo Ducale, 1494
La corte di Ludovico III Gonzaga, Andrea Mantegna, Camera degli Sposi, Castello di San Giorgio, 1465-1474
Presunto ritratto di Andrea Mantegna, Camera degli Sposi

Il mito della fondazione di Mantova trova spazio nella Divina Commedia di Dante Alighieri nel XX Canto dell'Inferno, nel quale Dante stesso e la sua guida mantovana Virgilio incontrano gli indovini. Proprio indicando una di queste anime, Virgilio descrive i dintorni della città, il Lago di Garda ed il corso del Mincio che si tuffa nel Po a Governolo per affermare, riferendosi alla leggenda dell'indovina Manto:

« Fer la città sovra quell'ossa morte; e per colei che 'l loco prima elesse, Mantüa l'appellar sanz'altra sorte. »
(Dante Alighieri, Inferno XX, 90)

I primi abitanti di Mantova furono gli Etruschi, ai quali seguirono i Celti. I romani provvidero alla loro cacciata iniziando opere di fortificazione. Durante questo periodo ebbe i natali il poeta Virgilio (70 a.C.-19 a.C.). Alla fine dell'impero romano, nel 475 circa, la città venne conquistata da Odoacre e poi da Teodorico, re dei Goti.

Nell'anno mille iniziò su Mantova il dominio dei Canossa: Tedaldo di Canossa prima e la contessa Matilde ampliarono le loro proprietà e provvidero alla edificazione di chiese e conventi. Dopo la morte di Matilde nel 1115, seguirono frequenti scontri con le popolazioni confinanti Veronesi, Cremonesi e Reggiani. Ezzelino da Romano nel 1246 conquistò la città col suo esercito ma dopo due mesi di battaglie venne sconfitto e cominciò per Mantova un'epoca di benessere. In questo periodo venne eretto il Palazzo del Podestà e il Ponte dei Mulini e la città venne dotata di possenti mura.

Nel 1276 iniziò l'ascesa di una delle famiglie più potenti del tempo, i Bonacolsi, che costruirono importanti palazzi merlati. Il 16 agosto 1328 venne ferito a morte l'ultimo dei Bonacolsi, Rinaldo detto "Passerino" ad opera di Luigi Gonzaga, spalleggiato dalla famiglia Della Scala di Verona, che ambiva ad impossessarsi della città.

Iniziava così la plurisecolare dominazione della famiglia Gonzaga, che regnò su Mantova fino al 1707. Fu il periodo più importante di Mantova, che divenne una delle città più in vista e uno dei massimi centri d'arte in Europa. Pisanello, Leon Battista Alberti, Andrea Mantegna, Giulio Romano e Luca Fancelli lasciarono un'impronta indelebile nell'architettura della città.

Mantova subì una guerra di successione e un saccheggio a opera dei lanzichenecchi che nel 1630 diffusero la peste. Iniziò il lento declino della città, accompagnato dal tramonto della signoria dei Gonzaga che, nel 1707, lasciò Mantova in mano agli austriaci. Seguì la dominazione francese e nuovamente austriaca nel 1815, quando Mantova divenne caposaldo del "Quadrilatero", assieme a Peschiera, Verona e Legnago.

Nel 1852 avvenne l'eccidio dei Martiri di Belfiore, che anticipò l'unità nazionale. Nel 1866 Mantova entrò a far parte dello Stato Italiano.

Mantova ha dato i natali ad illustri personaggi, tra i quali: il sommo poeta Virgilio (70-19 a.C.), il filosofo Pietro Pomponazzi (1462-1525), il poeta Teofilo Folengo (1491-1544), l'architetto Giovan Battista Bertani (1516-1576), il diplomatico Antonio Possevino (1533-1611), il pittore Giuseppe Bazzani (1690-1769), lo scrittore Saverio Bettinelli (1718-1808), il patriota Giovanni Chiassi (1832-1866).

Mantova, lapidi Gonzaga-Comune delimitanti la zona del mercato

Quartieri storici[modifica]

  • San Pietro, con le contrade dell'Aquila, del Griffone, del Camello, dell'Orso e de' Monticelli Bianchi
  • Sant'Andrea, con le contrade del Monte Negro, della Serpe, del Leopardo, del Mastino e del Corno
  • San Jacopo, con le contrade del Falcone, del Leone Vermiglio, del Cigno, del Bue e dell'Unicorno
  • San Nicolò, con le contrade della Pusterla, del Cavallo, del Cervo, della Rovere e della Nave.

I Gonzaga[modifica]

Coat of arms of the House of Gonzaga (1433).svg
Ludovico III Gonzaga ritratto da Mantegna nella Camera degli Sposi
Vincenzo I Gonzaga ritratto da F. Pourbus
Isabella d'Este ritratta da Tiziano

I Gonzaga sono stati una delle più note famiglie principesche d'Europa, protagonisti della storia italiana ed europea dal XIV al XVIII secolo.

Il 16 agosto 1328 Luigi Gonzaga rovesciò la signoria dei Bonacolsi e si impose come capitano del popolo, venendo riconosciuto vicario imperiale da Ludovico il Bavaro. Si succedettero nella gestione della signoria Guido (1360-1369) e Ludovico II (1369-1382). Con Francesco (1382-1407), i Gonzaga si staccarono dalla supremazia viscontea per appoggiarsi alla Repubblica di Venezia, che riusciva a contenere l'espansione milanese. Nel 1433 Gianfrancesco (1407-1433) riuscì ad ottenere, sborsando la cifra di 12.000 fiorini, direttamente dalle mani dell'imperatore Sigismondo a Mantova, il titolo di marchese. Nacque il Marchesato di Mantova e lo stemma della famiglia si arricchì della croce in rosso, simbolo della città, accantonata dalle quattro aquile imperiali. Mantova divenne un importante centro d'arte (Mantegna fu artista di corte) durante il governo di Ludovico III Gonzaga (1444-1478), grande mecenate e saggio amministratore, fermo nel contenere le ambizioni dei varî rami della famiglia. Prese avvio con Ludovico l'accorta politica matrimoniale dei Gonzaga, che portò nel tempo ad apparentarsi con le più importanti casate d'Europa e d'Italia. Il matrimonio venne celebrato con Barbara di Brandeburgo degli Hohenzollern, imparentati con la Casa d'Asburgo. Il marchese Federico governò lo stato per un breve periodo (1478-1484). I Gonzaga aumentarono il loro prestigio con Francesco II (1484-1519) e con la moglie Isabella d'Este, una delle donne più importanti del Rinascimento, che governò lo stato dopo la morte del marito. Il successore Federico II (1519-1530) ottenne a Mantova nel 1530 dalle mani dell'imperatore Carlo V il titolo di duca. Iniziò così il Ducato di Mantova. Il matrimonio con Margherita Paleologa permise ai mantovani di acquisire il Marchesato del Monferrato, cui aspirava anche la dinastia dei Savoia, ma finì col gravare rovinosamente sulla politica e sulle finanze dello stato gonzaghesco. Dal terzogenito di Federico II, Ludovico Gonzaga-Nevers, trasse origine il ramo collaterale dei Gonzaga-Nevers, destinato a governare per circa ottant'anni. Alla morte di Federico II l'acclamato duca Francesco III (1540-1550) aveva solo sette anni e il ducato venne retto dai suoi due zii, il cardinale Ercole e Ferrante I. Francesco III morì in un incidente a soli diciassette anni e gli successe il fratello Guglielmo Gonzaga (1550-1587): lo Stato raggiunse la sua più grande ricchezza. Il ducato passò nelle mani del quarto duca Vincenzo I (1587-1612), promotore delle arti ma intemperante e libertino, che nel 1608 sposò il primogenito Francesco, poi duca Francesco IV (1612), a Margherita di Savoia, figlia di Carlo Emanuele I di Savoia, con lo scopo di risolvere la questione del Monferrato, passato ducato dal 1573. La successione toccò perciò ai fratelli, il cardinale Ferdinando (1612-1626) e quindi il cardinale Vincenzo II (1626-1627). Entrambi ottennero la dispensa dei voti e si sposarono, ma dai loro matrimoni non ebbero eredi. Con la morte di Vincenzo nel 1627 si estinse, dopo molto splendore, il ramo diretto dei Gonzaga di Mantova. Il problema della successione, vista l'importanza strategica dello stato gonzaghesco, scatenò una guerra, che vide contrapporsi Francia e Asburgo e durò dal 1628 al 1631. Prevalse la Francia e Carlo di Nevers, con l'appoggio di Luigi XIII di Francia, divenne l'ottavo duca di Mantova (1627-1637). A Carlo I, per la morte prematura nel 1631 del figlio Carlo, successe il nipote Carlo II (1637-1665), e quindi Ferdinando Carlo di Gonzaga Nevers (1665-1708), decimo e ultimo duca, con il quale anche la dinastia dei Gonzaga-Nevers si spense. Nel 1708 il territorio del Monferrato venne annesso al Ducato di Savoia e la signoria di Mantova, dopo quattrocento anni, passò sotto la dominazione austriaca.

Come orientarsi[modifica]

È possibile visitare e scoprire la città in modo interattivo con la App Mantova per smartphone.

In centro storico:

Piazza Sordello. Da sinistra: la Torre della Gabbia, Palazzo Acerbi, Palazzo Bonacolsi, Cà degli Uberti, Palazzo Bianchi e il Duomo
  • 1 Piazza Sordello. Centro della città vecchia (Civitas vetus), sulla quale si affacciano alcuni tra gli edifici storici più importanti della città: Palazzo Ducale, Duomo, Palazzo Bianchi, Cà degli Uberti, Palazzo Bonacolsi, Palazzo degli Acerbi.
  • 2 Piazza Castello. Con il Castello di San Giorgio e il Museo Archeologico Nazionale.
  • 3 Piazza Santa Barbara. Con la Basilica di Santa Barbara.
  • 4 Piazza Lega Lombarda. Su cui si affaccia parte del Palazzo Ducale con la Corte Vecchia e l'Appartamento di Isabella d'Este.
  • 5 Via Tazzoli. Con la Torre degli Zuccaro.
  • 6 Via Cavour. Con la Torre della Gabbia.
  • 7 Via Accademia. Con l'Accademia Virgiliana e il Teatro Bibiena.
  • 8 Piazza Broletto. Con l'Arengario e la Torre del Podestà.
  • 9 Piazza delle Erbe. Con la Rotonda di San Lorenzo, il Palazzo della Ragione, la Torre dell'Orologio, il Palazzo del Podestà e la Casa del Mercante.
  • 10 Piazza Mantegna. Con la Basilica di S. Andrea e la Torre del Salaro.
  • 11 Piazza Matilde di Canossa. Con il Palazzo Canossa e la Chiesa della Madonna del Terremoto.
  • 12 Piazza Virgiliana. Con il Monumento a Virgilio, il Museo Diocesano e l'Ospedale Grande di San Leonardo.

Percorrendo La Via del Principe (da Piazza Sordello per Via Roma, Via Principe Amedeo e Via Giovanni Acerbi, ove è situata la Casa del Mantegna), si giunge al complesso di

  • 13 Palazzo Te. Monumentale dimora, commissionata nel 1524 da Federico II Gonzaga all'architetto Giulio Romano.

Parcheggi[modifica]

Piazza Sordello di notte

Liberi[modifica]

  • 14 Campo Canoa, Strada Cipata. Ecb copyright.svg parcheggio libero. Dalle 7,00 alle 21,00 tutti i giorni, festivi compresi, un servizio di bus navetta gratuito da 9 posti, predisposto da Aster, collega l’area di sosta con il centro storico di Mantova (piazza Sordello) e viceversa. I tempi di attesa dovrebbero aggirarsi intorno ai dieci minuti.
  • 15 Viale Te (Nei pressi di Palazzo Te). Ecb copyright.svg parcheggio libero.
  • 16 Viale Isonzo (Nei pressi di Palazzo Te). Ecb copyright.svg parcheggio libero.
  • 17 Viale Risorgimento (Nei pressi di Palazzo Te). Ecb copyright.svg parcheggio libero.
  • 18 Piazza Anconetta. Ecb copyright.svg parcheggio libero.
  • 19 Piazzale Ragazzi del '99 (Stadio). Ecb copyright.svg parcheggio libero.
  • 20 Piazzale Montelungo (Stadio) (Parcheggio Palazzo Te). Ecb copyright.svg parcheggio libero. Una navetta gratuita gestita da APAM collega il parcheggio Palazzo Te e il centro città (Corso della Libertà). Il servizio è in funzione ogni sabato, domenica e festivi dalle ore 9.00 alle ore 21.00 e ogni giovedì mattina dalle 7.00 alle 13.00. Servizio circolare ogni 10 minuti.
  • 21 Piazzale Gramsci. Ecb copyright.svg parcheggio libero.

A pagamento[modifica]

Via Broletto

Sulle strisce blu dal primo gennaio 2018: in centro 1,70 €/ora e nella zona immediatamente a ridosso a 1,30 €/ora.

  • 22 Piazzale Nodari Pesenti. Ecb copyright.svg parcheggio a pagamento.
  • 23 Lungolago Gonzaga. Ecb copyright.svg parcheggio a pagamento.
  • 24 Piazza Virgiliana (In centro storico). Ecb copyright.svg parcheggio a pagamento.
  • 25 Piazzale di Porta Cerese (zona stadio). Ecb copyright.svg parcheggio a pagamento.
  • 26 Piazzale Gramsci. Ecb copyright.svg parcheggio a pagamento.
  • 27 Piazza d'Arco (In centro storico). Ecb copyright.svg parcheggio a pagamento.
  • 28 Piazza San Giovanni (In centro storico). Ecb copyright.svg parcheggio a pagamento.
  • 29 Piazzale Seminario (In centro storico). Ecb copyright.svg parcheggio a pagamento.
  • 30 Piazza Viterbi (In centro storico). Ecb copyright.svg parcheggio a pagamento.
  • 31 Pacheggio Apcoa, Via Scarsellini (In centro storico), +39 045 596500. Ecb copyright.svg parcheggio a pagamento. Per ogni ora o frazione: 1,50 €. Tariffa massima giornaliera (24h): 10,00 €.
  • 32 Viale Mincio. Ecb copyright.svg parcheggio a pagamento.

Parcheggi coperti[modifica]

Area attrezzata camper[modifica]

  • 37 Parcheggio Sparafucile, Via Legnago 1/A (Il parcheggio è a ridosso del centro storico di Mantova (si trova a 800 m. previo attraversamento del ponte di S. Giorgio) ed è situato in una posizione strategica. Per info: Aster). Ecb copyright.svg Per la sosta di 24h 15,00€ - per la sosta di 12h 10,00€ - per la sosta di 6h 5,00 €. Simple icon time.svg Aperto da venerdì al lunedì, l'ingresso dei camper in questa area di sosta ad essi adibita è consentito solo in orario 7:00-23:00. In caso di gelo i servizi saranno chiusi! Il parcheggio è attrezzato (con pagamento a parchimetro), molto ombreggiato su terreno pianeggiante distribuito in piazzole, è in grado di ospitare 54 camper.

Ponti[modifica]

Ponte di San Giorgio
  • Ponte di San Giorgio. Fu costruito in legno (1198 - 1199) nell'ambito dell'intervento idraulico attuato dall'ingegnere Alberto Pitentino che trasformò l'ambiente paludoso circostante la città di Mantova in un complesso di bacini lacustri, i così detti laghi di Mantova, aventi funzione di protezione dalle inondazioni e dagli eserciti nemici. Fu Ludovico Gonzaga sul finire del XIV sec., a edificare in muratura il ponte di San Giorgio dividendo in due, lago di Mezzo e lago Inferiore, lo specchio d'acqua formato a valle del lago Superiore dalla diga-ponte dei Mulini. Il ponte di San Giorgio fu successivamente coperto come testimoniato da una lapide del 1417 conservata nel museo di Palazzo Ducale di Mantova. La copertura verrà demolita nel 1634 in seguito ai danneggiamenti subiti nel 1630 durante l'assedio dei Lanzichenecchi.
  • Ponte dei Mulini. È un ponte-diga creato con altre opere idrauliche al fine di regolare le acque del fiume Mincio che circondavano la città di Mantova, causa frequente di alluvioni. Tale grandioso progetto, iniziato nel 1188, fu concluso nel 1199. . Fu così, artificialmente, creato il sistema dei quattro laghi, attualmente tre a causa del successivo interramento del lago Paiolo, che fino alla fine del settecento hanno resa Mantova un'isola facilmente difendibile da eserciti nemici. Durante la seconda guerra mondiale, nel 1944, lo storico ponte fu distrutto dai bombardamenti aerei. Il ponte fu ricostruito perdendo i dodici mulini e il passaggio coperto.

Quartieri[modifica]

Centro storico, Valletta Paiolo, Lunetta, Valletta Valsecchi, Pompilio-Due Pini, Borgo Chiesanuova, Te Brunetti-Trincerone-Camattino, Cittadella-Mulina-Montata, Colle Aperto, Castelnuovo-Angeli, Dosso del Corso, Belfiore, Formigosa, Frassino, Virgiliana, Borgo Belgioioso, Ponte Rosso, Castelletto, Gambarara, Migliaretto, Pioppe-Mezzalana, Boccabusa, Te, Valdaro, Prade-Cantelma, Zona Industriale.

Frazioni[modifica]

Castelletto Borgo, Cittadella, Formigosa, Frassino, Gambarara, Lunetta, Virgiliana.

Piazze di Mantova[modifica]

Piazza Sordello
Piazza Castello
Piazza delle Erbe
Piazza Canossa
  • Piazza Sordello
  • Piazza Broletto
  • Piazza delle Erbe
  • Piazza Virgiliana
  • Piazza Canossa
  • Piazza Castello
  • Piazza L.B. Alberti
  • Piazza Cavallotti
  • Piazza Concordia
  • Piazza d'Arco
  • Piazza dei Mille
  • Piazza Lega Lombarda anche Piazza Pallone
  • Piazza Mantegna
  • Piazza Marconi già Piazza Purgo
  • Piazza Paccagnini già Piazza Paradiso
  • Piazza Santa Barbara

Come arrivare[modifica]

Tipico benvenuto stradale.jpg

In aereo[modifica]

Gli aeroporti più vicini sono:


Stazione ferroviaria

In treno[modifica]

  • 42 Stazione di Mantova, Piazza don Leoni (direttrici Verona Porta Nuova-Mantova, Modena-Mantova, Milano Centrale-Cremona-Mantova, Monselice-Mantova.). Treni diretti una volta al giorno anche da Bologna Centrale, Parma e Venezia Mestre.

In autobus[modifica]

I collegamenti con la città sono effettuati dalla società APAM e da ATV.

In auto[modifica]

Autostrada A22 Autobrennero:

  • 43 Casello Mantova Nord.
  • 44 Casello Mantova Sud.
Percorso ciclabile Mantova-Peschiera del Garda

Vie di accesso alla città:

  • 45 Via dei Mulini. Per chi proviene da nord.
  • 46 Via Legnago. Per chi proviene da est.
  • 47 Via Parma. Per chi proviene da sud.
  • 48 Via Cremona. Per chi proviene da ovest.

In bici[modifica]

Maggiori informazioni su come spostarsi in bicicletta su questo sito.

Qui trovate la mappa completa delle piste ciclabili.

Come spostarsi[modifica]

Piazza Virgiliana
Il lago di Mezzo
Fontana in Piazza Broletto

Il modo più agevole per visitare il centro storico di Mantova è a piedi, dato che esso è abbastanza piccolo e per buona parte in zona pedonale. La bicicletta serve soprattutto se si desidera uscire dal centro per recarsi in periferia.

In auto[modifica]

Autonoleggio[modifica]

Con mezzi pubblici[modifica]

Bus[modifica]

  • 52 APAM Info Ticket Office, Piazza don Leoni (Stazione FS), +39 0376 230346. Simple icon time.svg dal lunedì al venerdì: 7.30 - 17.45, sabato: 7.30 - 12.45.
  • 53 APAM Info Ticket Office, Corso della Libertà 17. Simple icon time.svg dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 13.30 e dalle ore 14.30 alle ore 17.00.

Il servizio di trasporto pubblico è gestito dall'APAM e si sviluppa attraverso nove linee che disegnano una rete di trasporto suddivisa in due zone: zona A (città di Mantova) e zona B (i Comuni dell'area urbana: Porto Mantovano, Virgilio, Curtatone e San Giorgio).

  • Linea CC: circolare di città
  • Linea 4: Due pini - Lunetta/Virgiliana/Tripoli
  • Linea 5: Verzellotto - Angeli- Valsecchi - Ospedale
  • Linea 6: Buscoldo - Formigosa
  • Linea 7: Ospedale - Libertà c.aperto/Bancole est/M.Carra
  • Linea 8: Bancole Sgarzari - Cappelletta
  • Linea 9: Mantova - Montanara
  • Linea 11: Mantova - Ospedale - Levata - S.Silvestro
  • Linea 12: Emanuele - Lunetta - Boma

I biglietti di linea possono essere acquistati:

  • presso i distributori automatici in città: stazione passante di Piazza don Leoni (lato opposto stazione FS); stazione passante di Viale Risorgimento (esterna sala d'aspetto); in Via Avis (fronte entrata vecchia ospedale); in Corso della Libertà (sui due lati opposti); in C.so Vittorio Emanuele (presso pensilina capolinea)
  • a bordo autobus (biglietti di corsa semplice con maggiorazione di 2€). Tariffe urbane
  • presso APAM Info Ticket Office di Piazza Don Leoni e di Corso della Libertà 17
  • l'emettitrice automatica di Piazza don Leoni
  • i punti vendita autorizzati APAM
  • con "Mobile Ticket": il biglietto urbano 75 minuti A+B può essere acquistato con un sms al numero 4850201 o con l'app APAM Mobile.

In taxi[modifica]

Con Bicibus[modifica]

Bicibus è il servizio che collega Mantova a Peschiera del Garda per tutti gli amanti delle escursioni in bicicletta e gli appassionati di ciclo-turismo. È possibile portare la propria bicicletta grazie ad un apposito carrello trainato dai bus, che contiene fino a 35 mezzi. Il servizio è attivo su prenotazione dal 29 marzo al 25 ottobre 2015 sulla linea 46 Mantova–Peschiera ogni domenica e nei giorni festivi. Per gruppi maggiori di 8 persone è possibile prenotare il Bicibus anche nei giorni feriali. Info: APAM Tel. +39 0376 230339.

Noleggio biciclette[modifica]

A piedi[modifica]

Piazza delle Erbe

Vie pedonali del centro storico:

  • Via Pescherie
  • Via Orefici
  • Via Goito
  • Piazza delle Erbe
  • Via Broletto
  • Piazza Broletto
  • Via Verdi
  • Via della Mainolda
  • Piazza Canossa
  • Via Umberto I
  • Via Roma
  • Via Ippolito Nievo


Cosa vedere[modifica]

  • 1 Profilo di Mantova (Dal Ponte di San Giorgio). L'indimenticabile skyline della città, soprattutto al tramonto. Sono visibili: da sinistra, la Torre di Sant'Alò, la Torre degli Zuccaro, il campanile della Basilica di Santa Barbara, la cupola della Basilica di Sant'Andrea, la Torre della Gabbia, la reggia dei Gonzaga e il Castello di San Giorgio, nella cui torre nord è custodita la famosa "Camera degli Sposi" di Andrea Mantegna.
Profilo di Mantova
  • La Reggia dei Gonzaga
46100 Mantua, Province of Mantua, Italy - panoramio (8).jpg

È tra i gioielli architettonici più preziosi d’Italia, nonché uno dei più vasti d’Europa con i suoi 35.000 metri quadrati e un labirinto di circa 500 stanze e cortili. Composta da diversi imponenti edifici uniti tra loro, fu edificata in più riprese a partire dalla fine Duecento, per volere dei Bonacolsi, signori di Mantova.
La reggia comprende:

Palazzo del Capitano
Cortile della Cavallerizza
  • Attrazione principale2 Palazzo Ducale e Magna Domus, Piazza Sordello 40, +39 0376 224832. Ecb copyright.svg biglietti: intero € 6,50-ridotto € 3,25 (€ 12,00 intero e € 7,50 ridotto per la visita completa delle sezioni museali di Corte Vecchia con l'Appartamento di Isabella d'Este e del Castello di San Giorgio comprendente la visita alla Camera degli Sposi e la mostra della collezione Freddi). Prima domenica di ogni mese: accesso gratuito (non si effettuano prenotazioni). Simple icon time.svg Mar-Dom 8:15-19:15. I due edifici porticati (Magna domus e Palazzo del Capitano) che si affacciano su piazza Sordello risalgono alla fine del XIII secolo, fanno parte della reggia dei Gonzaga. Fanno parte del complesso anche la Basilica Palatina di Santa Barbara ed il Castello di San Giorgio. L'interno presenta una notevole varietà delle sale e danno l'idea del fasto della corte gonzaghesca. Sono custodite pregevoli opere d'arte di importanti maestri. Tra questi Pisanello, con l'affresco della Battaglia di Louvezerp (1436-1444). La reggia è suddivisa in diversi appartamenti, edificati in periodi storici differenti: Appartamento e Studiolo di Isabella d'Este in Corte Vecchia, Appartamento degli Arazzi, Appartamento della Guastalla, Appartamento dell'imperatrice, Appartamento di Guglielmo in Corte Vecchia, Appartamento di Eleonora de' Medici, Appartamento delle Metamorfosi, Appartamento della Rustica. Lo scalone di Enea, edificato dal Bertani nel 1549, collega il Palazzo Ducale con il Castello di San Giorgio. Palazzo Ducale (Mantova) su Wikipedia "Palazzo Ducale" su Wikidata
Castello di San Giorgio
Castello di San Giorgio di notte
  • 3 Castello di San Giorgio, Via San Giorgio (Ingresso da piazza Castello), +39 041 2411897. Ecb copyright.svg Acquisto biglietti presso ingresso di Palazzo Ducale (piazza Sordello). € 12,00 intero e € 7,50 ridotto per la visita completa delle sezioni museali di Corte Vecchia con l'Appartamento di Isabella d'Este e del Castello di San Giorgio comprendente la visita alla Camera degli Sposi e la mostra della collezione Freddi. Simple icon time.svg Visite Mar-Dom 8:15–19:15 (ultimo ingresso ore 18:20). Chiuso il lunedì, 25 dicembre, 1° gennaio, 1° maggio. Eretto a difesa della città vecchia sulle macerie della Chiesa di Santa Maria di Capo di Bove nel 1395 dall'architetto militare Bartolino da Novara per Francesco I Gonzaga, conserva nella torre angolare merlata a nord la famosa 58 Camera degli Sposi, affresco tra i più importanti del Rinascimento, eseguito da Andrea Mantegna su commissione del marchese Ludovico III Gonzaga tra il 1465 e il 1474. Numerose sono le sale che compongono l'edificio, quasi tutte riccamente affrescate: la Sala dei Soli, la Sala di Mezzo, la Sale delle Cappe, la Sala della Grotta, la Sala delle Armi, l'appartamento di Isabella d'Este. Il castello è collegato al Palazzo Ducale con il cinquecentesco Scalone di Enea, opera del Bertani. A seguito dell'occupazione austriaca della città, dal 1815 il castello divenne carcere di massima sicurezza in cui furono richiusi gli oppositori. Nel 1852 nel castello vennero rinchiusi i Martiri di Belfiore. Il terremoto dell'Emilia del 2012 ha provocato danni all'edificio, che è stato riaperto il 3 aprile 2015 dopo l'adeguamento strutturale e antisismico. Castello di San Giorgio (Mantova) su Wikipedia "castello di San Giorgio" su Wikidata
  • Attrazione principale4 Camera degli Sposi (Camera Picta) (Nella torre nord del Castello di San Giorgio; ingresso dal castello). Simple icon time.svg Visitabile tutto l'anno con restrizioni a un numero massimo di 1.500 ingressi al giorno. È celebre per il ciclo di affreschi che ricopre le sue pareti, capolavoro di Andrea Mantegna, realizzato tra il 1465 e il 1474. Il pittore studiò una decorazione ad affresco che investisse tutte le pareti e le volte del soffitto, adeguandosi ai limiti architettonici dell'ambiente, ma al tempo stesso sfondando illusionisticamente le pareti con la pittura, come se lo spazio fosse dilatato ben oltre i limiti fisici della stanza. Il tema generale è una celebrazione politico-dinastica dell'intera famiglia di Ludovico III Gonzaga, con l'occasione dell'elezione a cardinale di Francesco Gonzaga. La decorazione della stanza venne commissionata da Ludovico Gonzaga a Mantegna, pittore di corte dal 1460. La sala aveva originariamente una duplice funzione: quella di sala delle udienze (dove il marchese trattava affari pubblici) e quella di camera da letto di rappresentanza, dove Ludovico si riuniva coi familiari. Camera degli Sposi su Wikipedia "Camera degli Sposi" su Wikidata
Basilica di Santa Barbara
Basilica di Santa Barbara, iterno
  • 5 Basilica di Santa Barbara, Piazza Santa Barbara, +39 0376 319511. Voluta dal terzo duca di Mantova Guglielmo Gonzaga, venne eretta nel 1562 dall'architetto di corte Giovan Battista Bertani. Al suo interno due grandi tele di Lorenzo Costa il Giovane con l'organo di Graziadio Antegnati 1565 chiuso da imposte, dipinte dal Costa stesso. I sotterranei della basilica furono adibiti a mausoleo di alcuni componenti della famiglia Gonzaga. Nella basilica si tengono frequentemente concerti d'organo. Basilica palatina di Santa Barbara su Wikipedia "basilica palatina di Santa Barbara" su Wikidata
Piazza Castello
Museo Archeologico Nazionale
  • 6 Piazza Castello. Scenografica piazza che si apre all’interno del Palazzo Ducale. Realizzata nel Cinquecento dall'architetto Giovanni Bertani, è circondata su tre lati da portici e comunica con l'ingresso al Castello di San Giorgio. La piazza è collegata con Piazza Sordello attraverso un porticato affrescato e con il sagrato della Basilica Palatina di Santa Barbara. Dal porticato si accede al 59 Museo Archeologico Nazionale ricco di reperti rinvenuti nel territorio mantovano, tra i quali gli Amanti di Valdaro, due scheletri del neolitico, che hanno avuto un forte impatto sulla cultura popolare anche fuori dall'Italia.


Edifici civili[modifica]

Palazzo Te
Sala dei Giganti
  • Attrazione principale7 Palazzo Te, Viale Te, +39 199 199 111. Simple icon time.svg Lun 13:00-18:00, Mar-Dom 9:00-18:00. La villa gonzaghesca, voluta per gli ozi del marchese Federico II Gonzaga, fu edificata da Giulio Romano a partire dal 1525 con la collaborazione di diversi artisti, tra i quali il Primaticcio, Nicolò da Milano e Rinaldo Mantovano. Al suo interno sono presenti numerose stanze affrescate tra le quali spiccano la Sale del Sole, la Sala delle Imprese, la Sala dei Cavalli, la Sala dei Venti e la famosa Sala dei Giganti. In fondo al giardino sono presenti il Casino della Grotta, la Sala di Attilio Regolo, una loggetta e il giardino segreto. Palazzo Te su Wikipedia "Palazzo Te" su Wikidata


Palazzo Bonacolsi
Palazzo Bonacolsi e Torre della Gabbia
  • 8 Palazzo Bonacolsi, Piazza Sordello (Di proprietà privata, è visitabile solo esternamente). Edificio trecentesco fatto edificare da Pinamonte Bonacolsi, venne adibito a residenza della famiglia che dominò Mantova dal 1274 al 1328. Il palazzo, interamente in cotto sormontato da merli ghibellini, fu edificato alla fine del XIII secolo da Pinamonte dei Bonacolsi su un terreno acquistato da Rolandino de Pacis, che ne fece la dimora della sua potente famiglia. Pinamonte acquisì ed affiancò al palazzo altri edifici contigui nella civitas vetus, tra i quali la torre della Gabbia, simbolo del potere dei Bonacolsi. Il palazzo più prestigioso venne lasciato dal padre in eredità al figlio secondogenito Bardellone, suo successore nel governo della città. Palazzo Bonacolsi è attualmente denominato "palazzo Castiglioni" dal nome della famiglia che lo acquistò agli inizi dell'Ottocento. Quella dei Castiglioni è stata una delle più importanti famiglie aristocratiche lombarde dal X secolo.


Palazzo del Podestà da Piazza delle Erbe
Palazzo del Podestà da Piazza Broletto
  • 9 Palazzo del Podestà e Torre delle Ore (Palazzo del Broletto), Piazza delle Erbe-Piazza Broletto. Dal 2013 in restauro. Costruito nel XII secolo, venne rimaneggiato nel Quattrocento ad opera di Luca Fancelli, architetto fiorentino di corte Gonzaga. Il palazzo fu la sede del governo della città ai tempi del libero comune. Sulla facciata spicca la statua del XIII secolo rappresentante Virgilio in cattedra, soprannominata dai mantovani "la vecia". Subì rifacimenti e modifiche architettoniche anche a causa dei numerosi incendi accaduti nel corso dei secoli. Dal 1462 fu sottoposto ad un'importante ristrutturazione a opera di Giovanni da Arezzo su incarico di Ludovico II Gonzaga. Dell'epoca e legata al gusto di Luca Fancelli, è la merlatura cieca posta a coronamento dell'edificio, trasformato per volere del marchese Ludovico III Gonzaga. Negli ultimi tre secoli è stato destinato a svariati usi tra cui anche quello di carcere. Negli attuali progetti del Comune di Mantova, il Palazzo verrà restaurato anche per ospitare la sede del Municipio, ritornando ad essere il centro amministrativo della città. Attualmente (2017) è in ristrutturazione.


Palazzo della Ragione
Palazzo della Ragione, fronte
  • 10 Palazzo della Ragione, Piazza delle Erbe, +39 0376 223810, @ info@infopointmantova.it. Edificio trecentesco a trifore e merli con porticato del XV secolo, dal 2013 in restauro. Ai tempi dei Gonzaga l'edificio era sede della corte di Giustizia e dell'archivio notarile. Prestigiosa sede espositiva dei Musei Civici di Mantova, ospita importanti esposizioni d'arte organizzate dall'amministrazione comunale. Nel salone sono visibili sulle pareti i resti di affreschi della fine del XII secolo.


Casa del Mercante
Casa del Mercante, particolare
  • 11 Casa del Mercante (Casa di Giovanni Boniforte da Concorezzo), Piazza delle Erbe 26, ang. Piazza Mantegna. Edificata da un ricco mercante di lane milanese col favore del marchese Ludovico III Gonzaga intorno al 1455, si caratterizza per la facciata tutta in cotto con decorazioni in stile gotico veneziano. Su due architravi si leggono ancora le iscrizioni con la data di costruzione: «(ZO) HANBONIFORT DA CONCHOREZO AFAT FAR QUESTA OPERA DELANO 1455” “IOHANESBONIFORT DE CONCORESIO HOC OPUS FIERI FECIT SUB ANNO DOMINI 1455».


Pescherie
Pescherie dal Rio
  • 12 Pescherie di Giulio Romano, Via Pescherie (Di proprietà privata, è visitabile solo esternamente). Edificate nel 1536 su progetto dell'architetto di Palazzo Te Giulio Romano, erano dedicate al commercio del pesce. La costruzione era costituita da due porticati ad archi tondi nel tipico bugnato giuliesco, con attico sovrastante dove si aprono finestre rettangolari incorniciate da lesene. Le pescherie erano poste ai lati del ponte di epoca medievale che scavalcava il Rio, corso d'acqua che attraversa la città di Mantova dal lago Superiore al lago Inferiore. Erano collegate alle attigue Beccherie, il macello pubblico realizzato negli stessi anni sempre su disegni di Giulio Romano, che fu però demolito nel 1872. Verso la fine del secolo XIX anche le Pescherie furono ristrutturate perdendo la loro originaria funzione.


Palazzo Valenti, esterno
Palazzo Valenti, cortile interno
  • 13 Palazzo Valenti Gonzaga, Via Frattini 7, +39 0376 364524. Ecb copyright.svg Intero € 8,00, Ridotto € 6,00. Simple icon time.svg Lunedì chiuso. Da Martedì a Venerdì solo su prenotazione. Sabato, Domenica e Festivi si effettuano visite con il seguente orario: Mattino 10,00 - 11,00 - 12,00 / Pomeriggio 15,00 - 16,00 - 17,00 - 18,00. Dimora dalla nobile famiglia Valenti Gonzaga, fu ristrutturato nel 1670 dall'architetto Frans Geffels. La facciata è opera dell'architetto Nicolò Sebregondi. Nel piano nobile, finemente affrescato, ha sede la “Galleria Museo Valenti Gonzaga”, dove sono esposte mostre d'arte permanenti e temporanee, che includono opere del pittore fiammingo Frans Geffels, dello scultore italiano Giovanni Battista Barberini e una collezione di libri antichi e rari. A sinistra di Palazzo Valenti Gonzaga è situato un altro storico edificio, la quattrocentesca Casa della Beata Osanna Andreasi, ora adibita a museo.


Palazzo Canossa
Palazzo Canossa e Piazza Canossa
  • 14 Palazzo Canossa, Piazza Canossa (Di proprietà privata, è visitabile solo esternamente). Il palazzo, dalle linee barocche, fu costruito tra il 1659 e 1673 e venne commissionato dal marchese Orazio Canossa. I Canossa di Mantova furono un ramo della famiglia di Verona, che ricevette dai Gonzaga il titolo nobiliare di marchesi. La facciata, in bugnato, è abbellita da formelle in stucco, con immagini di edifici e di paesaggi. Le finestre sono sovrastate da timpani spezzati e le decorazioni delle cornici richiamano l'opera di Giulio Romano. Il portale di ingresso è affiancato da colonne marmoree che sostengono il balcone, sotto le quali trovano posto due sculture raffiguranti il cane, simbolo araldico della casata, che addenta un osso. L'accesso al piano nobile è scandito da un grande scalone barocco arricchito da statue marmoree raffiguranti Ercole, Marte, Giove, Nettuno e Plutone, realizzate dallo scultore Matteo Pedrali, al servizio di corte Gonzaga. Le volte dello scalone ed alcune stanze furono affrescate dal pittore Giovanni Battista Caccioli. Il palazzo fu abitato dai Canossa fino alla metà dell'Ottocento e venne in seguito adibito ad uffici, a scuole ed ambulatorio. Attualmente (2017) è in ristrutturazione.


Casa di Giulio Romano
Casa di Giulio Romano
  • 15 Casa di Giulio Romano, Via Poma 18 (Di proprietà privata, è visitabile solo esternamente). Giulio Romano realizzò la sua residenza in Contrada Larga a partire dal 1544, dopo essersi stabilito ed affermato a Mantova al servizio dei Gonzaga. Lo fece ristrutturando edifici esistenti e rielaborando una tipologia di palazzo che era stata sviluppata a Roma da Bramante (palazzo Caprini del 1508-10 di Bramante, poi andato distrutto) e da Raffaello e che prevededeva un basamento bugnato con sovrapposto un ordine completo. Qui l'ordine non è architravato bensì archivoltato ed il bugnato, ridotto ad elemento quasi grafico, dilaga per tutta la facciata, quasi inglobando il rarefatto ordine tuscanico, le cui lesene appena rilevano dalla superficie vibrante della pietra bocciardata.


Palazzo di Giustizia
Palazzo di Giustizia
  • 16 Palazzo di Giustizia, Via Poma. Sorge a breve distanza dalla casa di Giulio Romano. Fu edificato nel XVII secolo da Antonio Maria Viani per il ramo cadetto dei "Gonzaga di Vescovato". È adibito a palazzo di giustizia.


Palazzo Sordi, fronte
Palazzo Sordi da Via Pomponazzo
  • 17 Palazzo Sordi, Via Pomponazzo 23 (Di proprietà privata, è visitabile solo esternamente). Il Palazzo Sordi, eretto per la famiglia dei marchesi Sordi, e il Palazzo venne eretto dal Fiammingo Frans Geffels nel 1680. Mostra una lunga facciata finemente decorata e contrassegnata da ricca e complessa composizione, tra pieni delle pareti e vuoti degli assi delle finestre, tipica del gusto barocco. Tale facciata, infatti a due ordini, è scandita da una serie di aperture binate sia in senso orizzontale (cioè due finestre affiancate fortemente ravvicinate), sia in verticale (grazie all'inserimento di una balaustra a livello della fascia marcapiano). In basso, poi, risalti a lesena - formati da bozze alternative lisce e lavorate, sormontati dallo stemma della famiglia dei marchesi Sordi. All'angolo destro del palazzo è collocato il busto del committente dell'edificio, il marchese Benedetto Sordi, tesoriere di Stato del Duca Ferdinando Carlo di Gonzaga-Nevers.


Palazzo del Massaro (a destra) in Piazza Broletto
  • 18 Palazzo del Massaro, Piazza Broletto 8 (A destra nella foto. Di proprietà privata). Fu costruito nel XIV secolo ed ospitava la sede del massaro, amministratore dei beni del Comune. L'edificio è collegato, attraverso l'Arengario, al Palazzo del Podestà, del 1227. Intorno alla prima metà del Cinquecento, alla struttura originaria venne soprapposto un altro edificio verso la piazza, al fine di poterlo allineare con il Palazzo della Dogana, sede del Consiglio degli Anziani. Alcune stanze del palazzo vennero probabilmente utilizzate a residenza di Francesco Gonzaga, figlio del marchese Ludovico III Gonzaga, dopo aver ottenuto la porpora cardinalizia. Durante i lavori di restauro nei primi anni Ottanta, sono venuti alla luce sotto gli intonaci importanti affreschi databili alla metà del Quattrocento, probabilmente opera di allievi della scuola di Pisanello.


Palazzo Cavriani
Palazzo Cavriani, interno
  • 19 Palazzo Cavriani, Via Trento 16 (Di proprietà privata, è visitabile solo esternamente). Edificato nel XV secolo, fu ricostruito nel 1736-1756 dall'architetto Alfonso Torreggiani per la nobile famiglia Cavriani. Al suo interno sono conservati affreschi di Giuseppe Bazzani e Francesco Maria Raineri. Di fronte sorge il giardino del palazzo.


Casa del Rigoletto, interno
Casa del Rigoletto, esterno
  • 20 Casa di Rigoletto, Piazza Sordello 23-via San Giorgio. Simple icon time.svg Da lunedì a domenica ore 9.00 - 18.00. Edificata nel XV secolo alle spalle del Duomo.


Edifici religiosi[modifica]

Duomo da Piazza Sordello
Interno del Duomo
  • 21 Duomo, Piazza Sordello, +39 0376 320220. Simple icon time.svg Apertura: 7.00-12.00 / 15.00-19.00. Di origini medievali, conserva il campanile romanico e il fianco destro, gotico, e venne ricostruito nel XVI secolo. La facciata è opera di Nicolò Baschiera del 1756. L'interno a cinque navate divise la colonne corinzie, fu progettato da Giulio Romano. Sotto l'altare maggiore è collocata la tomba con il corpo del patrono della città, S. Anselmo, morto nel 1086. Infondo alla navata di sinistra si accede alla Cappella dell'Incoronata, eretta nel 1480 da Luca Fancelli.


Basilica di Sant'Andrea
L'interno con volta a botte
  • Attrazione principale22 Basilica di Sant'Andrea, Piazza Mantegna. Simple icon time.svg Apertura: lunedì-venerdì ore 8.00 (10.30 per i gruppi) -12.00 e 15.00-19.00. Sabato: ore 10.30-12.00 e 15.00-18.00. Domenica: ore 11.45-12.15 e (stagione estiva) 15.00-18.00 oppure (stagione invernale) 15.00-17.00. La cripta è visitabile solo compatibilmente con la presenza dei volontari. LE VISITE DEI GRUPPI TURISTICI ALLA BASILICA SONO CONSENTITE SOLO DOPO LE ORE 10.30. Capolavoro del Rinascimento italiano, venne edificata a partire dal 1472 su disegno di Leon Battista Alberti e completata in due riprese da Luca Fancelli. La cupola barocca fu aggiunta da Filippo Juvara nel 1732. Sulla sinistra della facciata, ispirata alla classicità, si eleva il campanile gotico, appartenuto alla precedente chiesa. L'interno grandioso con volta a botte, è a croce latina e a navata unica. Diverse la cappelle ai lati della navata, tra le quali, ella prima a sinitra, è collocata la tomba del pittore Andrea Mantegna, morto a Mantova nel 1506 e contiene un suo busto in bronzo e Le sacre famiglie, dello stesso Mantegna. Il Battesimo di Gesù è opera di Francesco Mantegna, figlio del maestro. Gli affreschi che ornano la tomba e la cupola è opera dei figli di Mantegna e del Correggio.


Rotonda di San Lorenzo, ingresso
Rotonda di San Lorenzo, vista laterale
  • 23 Rotonda di San Lorenzo, Piazza delle Erbe. Ecb copyright.svg Ingresso a offerta libera. Simple icon time.svg Da lunedì a venerdì: 10.00-13.00 e 15.00-18.00. Sabato e domenica: 10.00-18.00. È la chiesa più antica di Mantova. Di forma circolare in stile romanico che la tradizione vuole sia stata edificata nell'XI secolo dalla contessa Matilde di Canossa. Al suo interno dieci grandi colonne creano una navata ad anello, sulle cui volte compaiono affreschi dell'XI e del XIII secolo.


Tempio di San Sebastiano
Tempio di San Sebastiano, interno
  • 24 Tempio di San Sebastiano, Via Acerbi. Ecb copyright.svg Ingresso: intero euro 1,50. Ridotto euro 1,00 per under 18, over 60, studenti, soci Touring Club, gruppi (min. 20 persone). Gratuito fino a 10 anni.. Simple icon time.svg Aperto dal 15 marzo al 15 novembre, da martedì a domenica: 10.30-12.30 / 15.00-17.00. Chiuso lunedì, aperto festivi. Iniziato nel 1460 da Luca Fancelli su progetto di Leon Battista Alberti, fu completato nel 1529. Oggi è adibito a famedio dei caduti.


Chiesa di Santa Maria del Gradaro
  • 25 Chiesa di Santa Maria del Gradaro, Via Gradaro, +39 0376 321203. Edificata a partire dall'anno 1256 con l'aggiunta del convento nel 1260. La tradizione vuole che il luogo della chiesa sia lo stesso dove fu martirizzato, tra altri, San Longino, il centurione romano che portò a Mantova il Preziosissimo Sangue di Cristo. Il complesso religioso degli Olivetani subì gli effetti delle soppressioni teresiane a partire dal 1771 per concludersi definitivamente nel 1775 quando divenne magazzino militare. Durante la seconda guerra mondiale gli edifici dell'ex complesso religioso furono trasformati in campo di concentramento e in campo profughi.


Chiesa di San Barnaba
Fontana di fronte alla chiesa di San Barnaba
  • 26 Chiesa di San Barnaba, Via Chiassi. La prima chiesa di San Barnaba fu costruita intorno all'anno 1263. Edificato successivamente un attiguo convento, la chiesa fu affidata ai Servi di Maria (Serviti) da Francesco I Gonzaga nel 1397. Nel 1546 vi fu sepolto Giulio Romano. La tomba fu profanata e dispersa durante la ristrutturazione conclusasi nel 1737 con il rifacimento della facciata su progetto di Antonio Bibiena. Del periodo gotico è rimasto parte del chiostro del convento che fu soppresso nel 1797 e, all'inizio del Novecento, in parte demolito per far posto al carcere della città. L'interno presenta un'unica navata con tre cappelle laterali e una profonda abside. Tra i dipinti conservati si segnalano: la Via Crucis di Giuseppe Bazzani e sulla parete del presbiterio il Salvator Mundi di Teodoro Ghisi.


Chiesa di San Francesco, ingresso
Chiesa di San Francesco, vista laterale col campanile
  • 27 Chiesa di San Francesco, Via Scarsellini, +39 0376 325455. Simple icon time.svg Apertura: tutti i giorni 7.00-12.00 / 15.00-19.00. Messe giorni feriali: 7,00; 18,30. La costruzione della chiesa conventuale di San Francesco risale al 1304. Gli austriaci soppressero la chiesa nel 1782 e la trasformarono in arsenale nel 1811. Dato l'uso militare dell'edificio, lo stesso fu devastato da un bombardamento aereo nel 1944. Fortunosamente la Cappella Gonzaga si salvò e con essa preziosi affreschi del 1300, recentemente restaurati, raffiguranti le storie di San Ludovico d'Angiò. Conservando lo stile romanico-gotico la chiesa fu comunque ricostruita intorno a quanto si salvò dalla distruzione bellica, la facciata con le tre guglie, il campanile e la Cappella Gonzaga. Ancora visibili alcuni degli affreschi originali, tra cui San Francesco che riceve le stimmate di Stefano da Verona.


Edifici militari[modifica]

Rocca di Sparafucile, nei pressi del parcheggio Sparafucile
  • 28 Forte di Pietole, Borgo Virgilio. Faceva parte del sistema difensivo di Mantova. Il forte fu edificato dai francesi nel 1808, ma poi passò agli austriaci dopo il 1814, che lo completarono e lo potenziarono per adattarlo a polveriera. Allo scoppio della prima guerra mondiale, il forte fu utilizzato come deposito anche per armi. Il 28 aprile 1917 vi si scatenò un incendio, che distrusse gran parte della polveriera. Nel seguito, il forte fu smesso e i militari lo lasciarono definitivamente nel 1983. Da allora il forte è rimasto così senza uso, abbandonato in mezzo al bosco. Solo nel maggio 2011, un gruppo di volontari si è impegnato a ripulire parzialmente la fortezza. Il forte godeva di una massiccia struttura fortificata, difesa su tre dei quattro lati da grandi terrapieni e da quattro bastioni. Lungo il suo perimetro, scorre una strada coperta, che si mette in comunicazione con l'interno della fortezza in due punti. Particolari sono le gallerie di contromina che scorrono al di sotto della fortificazione, che potevano essere minate e fatte saltare in aria in caso di necessità, distruggendo le forze nemiche sotto le quali queste passavano.
  • 29 Rocca di Sparafucile, Via Legnago (Non visitabile). Eretta in epoca medievale, era parte delle fortificazioni orientali di Mantova, in particolare adibita alla difesa del ponte di San Giorgio, tanto da essere a lungo esclusivamente denominata "Rocchetta di San Giorgio". La sua attuale denominazione si affermò successivamente all'ambientazione sulla "deserta sponda del Mincio", della osteria del sicario Sparafucile, luogo del tragico epilogo del Rigoletto, una delle più note opere di Giuseppe Verdi. L'edificio è immortalato nel dipinto Morte della Vergine di Andrea Mantegna, del 1461-65 (Madrid, Museo del Prado).


Torri[modifica]

Torre dell'Orologio
Orologio
  • 30 Torre dell'Orologio, Piazza delle Erbe, @ info@infopointmantova.it. Simple icon time.svg In occasione delle mostre che si tengono presso Palazzo della Ragione. Dal martedì alla venerdì: dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, Sabato e domenica: dalle 10 alle 19. Chiusura della biglietteria un'ora prima della chiusura del Palazzo.. Venne eretta da Luca Fancelli nel 1473. L'orologio astronomico è opera di Bartolomeo Manfredi. Al centro spicca una nicchia con la statua della Madonna, del 1640 circa. Al suo interno è possibile ammirare i meccanismi della macchina dell’orologio, ma anche il panorama di Mantova che si apre all’ultimo piano della torre, spaziando con lo sguardo ai laghi che circondano la città.


Torre della Gabbia
La gabbia
  • 31 Torre della Gabbia, Via Cavour (Visitabile alla fine 2018). Era il simbolo della potenza delle famiglie Bonacolsi e Gonzaga. Fu utilizzata come carcere all'aperto fin dall'inizio del XIII secolo. Al suo interno la Cappella Bonacolsi, con importanti affreschi do scuola giottesca del 1200. È di proprietà del Comune di Mantova. Nel giugno 2017 partiranno i lavori di restauro e recupero della torre che, alla fine del 2018, consentiranno di salire sulla sommità per ammirare il panorama della città.Evento già passato


Torre degli Zuccaro
  • 32 Torre degli Zuccaro, Via Tazzoli (Non visitabile). La torre fu edificata nel 1143. Appartenne alla famiglia dei Da Ripalta divenendo poi proprietà di Pinamonte Bonacolsi,e successivamente del suo nipote Rinaldo e nel 1314 di un altro Bonacolsi, Filippino detto Ravazolo. Con il colpo di Stato del 1328 i Gonzaga subentrarono nel governo della città di Mantova e acquisirono al loro patrimonio i beni bonacolsiani, tra questi la torre che avrebbe preso l'attuale nome dalla nobile famiglia mantovana degli Zuccaro che ne divennero proprietari tra il Quattrocento e il Cinquecento. Dalla popolazione locale è conosciuta dialettalmente come "Tor dal Sücar", torre dello zucchero, consuetudine probabilmente originatasi dalla deformazione linguistica del nome della famiglia che ne fu proprietaria nel Cinquecento.


Torre dei Gambulini
  • 33 Torre dei Gambulini, Via Ardigò (Non visitabile). Fu edificata nel XII secolo dalla famiglia dei Gambulini, che la cedette ai Ripalta e quindi ai Da Oculo. Nel 1289 pervenne in proprietà a Guido Corradi, padre di Ludovico I Gonzaga, che sposò in seconde nozze Tommasina di Ottobuono Da Oculo. Qui, il 30 novembre 1526, morì il condottiero Giovanni dalle Bande Nere, in seguito alle ferite riportate a Governolo nella battaglia contro i lanzichenecchi.


Torre dei Bonacolsi
  • 34 Casa torre dei Bonacolsi, Vicolo Bonacolsi (Non visitabile). La costruzione fa parte del palazzo Bonacolsi e venne eretta nel 1280 circa da Pinamonte Bonacolsi, signore di Mantova, che utilizzò a sua residenza, al fine di proteggere i palazzi posseduti dalla famiglia in piazza San Pietro, nella civitas vetus. La facciata è abbellita da finestre ad arco acuto ribassato a colori alternati in pietra e cotto. La casa-torre è collegata all'edificio di fronte da un passaggio aereo coperto, voluto nel 1300 circa dall'ultimo dei Bonacolsi, Rinaldo, per collegare la casa avuta in eredità dallo zio Bardellone.


Torre di Sant'Alò e Museo dei Vigili del Fuoco
  • 35 Torre di Sant'Alò, Piazza Arche (A fianco del Museo dei Vigili del Fuoco). Edificata nel 1370 circa per sorvegliare il lago che circonda la città, assunse il ruolo di difesa dei palazzi abitati dai Gonzaga già ai tempi di Francesco I, che fece costruire anche il Castello di San Giorgio. La torre sorgeva allo sbocco nel lago del Fossato dei Buoi (ora via Accademia), che proteggeva la città vecchia. L'interno è diviso in sei piani e il piano terreno era adibito a deposito dei vasi di vino. A fianco della torre sorge il fabbricato, del Cinquecento, adibito alle scuderie ducali ed occupato attualmente dalla Galleria storica del corpo nazionale dei vigili del fuoco. Il nome della torre deriva probabilmente dall'effigie di Sant'Eligio, protettore dei maniscalchi, che appariva su un gonfalone della corporazione al tempo dei comuni.


Torre del Salaro
  • 36 Torre del Salaro, Via Cavour (Proprietà privata. Non visitabile). Costruzione medioevale che si innalza su piazza Mantegna a Mantova nelle immediate adiacenze di Piazza delle Erbe. Nota anche come torre dei Poltroni, dal nome dei suoi proprietari, ricchi mercanti, fu edificata nel XIII secolo. Dopo anni di liti con la famiglia avversaria dei Calorosi, l'edificio venne requisito agli inizi del Duecento dal comune, che dopo alcuni anni la utilizzò come deposito del sale della città fino al Seicento.


Casa torre dei Boateri
  • 37 Casa torre dei Boateri, Via Calvi (Proprietà privata. Non visitabile). È una costruzione medioevale che intorno al 1284 appartenne alla ricca famiglia Boateri. Risulta essere l'unica casa torre della città ancora oggi abitata.


Musei[modifica]

Per visitare otto musei usufruendo di uno sconto di ingresso (16 € invece di 33,00 € e tempo 60 giorni dal giorno dell'acquisto), è possibile usufruire della Mantova Musei Card, acquistabile presso uno dei musei convenzionati (Museo di Palazzo Ducale - Corte Vecchia e Appartamento di Isabella d'Este, Museo di Palazzo Te, Museo della Città Palazzo San Sebastiano, Museo Diocesano Francesco Gonzaga, Teatro Scientifico Bibiena, Museo Tazio Nuvolari, Palazzo della Ragione e Torre dell’Orologio, Tempio di San Sebastiano).

Casa del Mantegna
Museo Diocesano
  • 38 Casa del Mantegna, Via Acerbi 47, +39 0376 360506. Ecb copyright.svg Ingresso gratuito per la visita della sola casa (solo su prenotazione, in assenza di mostre e in orario d`ufficio). Simple icon time.svg Uffici: da lun. a ven. 9.00-12.30; lun. e giov. anche dalle 14.30 alle 16.30. IN OCCASIONE DI MOSTRE: orario minimo da mar. a ven.: 10.00-12.30 e 15.00-18.00. Sabato, domenica e festivi: 10.00-18.00. Lunedì chiuso..
  • 39 Museo Palazzo di San Sebastiano-Museo della città, Largo 24 maggio, 12, +39 0376 367087. Ecb copyright.svg Ingresso euro 9: intero. Ridotto euro 6: over 65, studenti, soci TCI, gruppi (min. 20 persone). Ridotto speciale euro 3: 12-18 anni, studenti universitari. È previsto l`ingresso gratuito presso i Musei Civici di Palazzo Te e Palazzo San Sebastiano il lunedì successivo alla prima domenica del mese, ad esclusione di alcuni lunedì festivi o vicini a festività civili o religiose.. Simple icon time.svg Lunedì pomeriggio: 13.00-18.00. Da martedì a domenica: 9.00-18.00. La biglietteria chiude alle 17.30. Chiuso il 25 Dicembre. lunedì 1 giugno 2015 i Musei Civici saranno aperti dalle ore 9,00 alle 18,00 (chiusura della biglietteria ore 17,00).
  • 40 Fondazione Banca Agricola Mantovana, Corso V. Emanuele II, 13, +39 0376 311861. Simple icon time.svg Lunedì, martedì, venerdì ore 9.00-12.30 / 15.00-18.00, mercoledì, giovedì ore 9.00-12.30/15.00-18.30, Sabato ore 9.00-13.00.
  • 41 Galleria Museo Valenti-Gonzaga, Via Frattini, 7, +39 0376 364524, fax: +39 0376 226834. Ecb copyright.svg Intero: € 8,00 Ridotto: € 6,00 (visitatori di età superiore ai 65 anni, possessori di Mantova Card e soci Aci) Comitiva: € 7,20 (gruppi minimo 15 persone); studenti di ogni ordine e grado € 5,00 (insegnanti e accompagnatori gratis).. Simple icon time.svg Lunedì aperto. Da martedì a venerdì solo su prenotazione. Sabato, domenica e festivi, visita ogni ora alle 10.00, 11.00 12.00, 15.00, 16.00, 17.00 e 18.00..
  • 42 Museo Civico di Palazzo Te, Viale Te, 13, +39 0376 323266. Ecb copyright.svg intero 9 euro, ridotto 6 euro, ridotto speciale 3 euro. Con questi biglietti si potranno visitare Palazzo Te e Palazzo di S. Sebastiano (validità di tre mesi consecutivi a partire dal primo utilizzo).. Simple icon time.svg Lunedì 13-18 da Martedì a Domenica 9-18 Chiusura della biglietteria un`ora prima della chiusura del Palazzo.
  • 43 Museo dell'Accademia Nazionale Virgiliana, Via dell'Accademia, 47, +39 0376 320314. Ecb copyright.svg Ingresso: gratuito.. Simple icon time.svg Da lunedì a sabato: ore 10.00-13.00.
Palazzo d'Arco
Chiesa Santa Maria della Vittoria
Biblioteca Teresiana
  • 44 Museo di Palazzo d'Arco, Piazza d'Arco, 4, +39 0376 322242. Simple icon time.svg Attualmente (2015) il Museo è chiuso per interventi di restauro e di messa in sicurezza del Palazzo.
  • 45 Museo di Palazzo Ducale, Piazza Sordello, 40, +39 0376 224832. Ecb copyright.svg Intero € 6,50, Ridotto € 3,25 (dai 18 ai 25 anni non ancora compiuti). Simple icon time.svg Mar-Dom 8:15-19:15 (ultimo ingresso ore 18.20), ogni venerdì apertura serale fino alle ore 21.30 (chiusura cassa 20.30) - Giorni di chiusura: tutti i lunedì. Prenotazione gruppi: Call center: +39 041-2411897 Lun-Ven 8:30-19:00, Sab 9:00-14:00. Chiuso nelle principali festività..
  • 46 Museo Diocesano Francesco Gonzaga, Piazza Virgiliana, 55, +39 0376 320602. Ecb copyright.svg Ingresso: euro 6,00 intero. Ridotto euro 4,00: scuole, gruppi (min. 25 persone), over 60. Ingresso libero: sacerdoti e bambini fino a 11 anni. Visite guidate: su prenotazione.. Simple icon time.svg Da mercoledì a domenica: 9.30-12.00 e 15.00-17.30. (La biglietteria chiude alle 17.00). Lunedì e martedì aperto solo a gruppi prenotati. chiuso a Natale e Capodanno e Pasqua.
  • 47 Museo Tazio Nuvolari, Via G. Romano (ang. via N. Sauro), +39 0376 327929. Ecb copyright.svg Intero: 5,00 euro, ridotto: 3,00 euro. Famiglia (4 persone): 10,00 euro. Comitiva (max. 20 persone): 50,00 euro.. Simple icon time.svg dal 19 maggio fino al 31 dicembre; dal martedi al venerdi dalle 15.00 alle 18.00. Sabato e domenica dalle 11.00 alle 18.00 Apertura infrasettimanale su prenotazione per gruppi e scolaresche.
  • 48 Museo Storico Nazionale dei Vigili del Fuoco, Largo Vigili del Fuoco, 1, +39 0376 22771. Ecb copyright.svg Ingresso gratuito.. Simple icon time.svg Sabato: 14.30-18.30. Domenica e festivi: 10.00-12.00 e 14.30-18.00. In altri giorni è aperto su prenotazione. Il museo è chiuso dal 6 gennaio al 15 febbraio, dall`1 al 31 agosto e per le festività di Natale, Capodanno e Pasqua.
  • 49 Museo Palazzo della Ragione e Torre dell'Orologio, Piazza delle Erbe, +39 0376 288208, @ info@infopointmantova.it. Ecb copyright.svg Intero: euro 3,00, ridotto euro 1,50 per: visitatori oltre i 60 anni, visitatori dai 12 ai 18 anni e studenti universitari, Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, non vedenti e ipovedenti e altri disabili, gruppi di min. 20 persone con 1 gratuità per multipli di 20.. Simple icon time.svg Da martedì a venerdì: ore 10.00-13.00 e 15.00-18.00. Sabato, domenica e festivi: ore 10.00-18.00. Lunedì chiuso.
  • 50 Museo Archeologico Nazionale, Piazza Castello, +39 0376 320003, @ sba-lom.mn.nucleooperativo@beniculturali.it. Ecb copyright.svg Intero euro 4,00, ridotto euro 2,00. Biglietti acquistabili presso la biglietteria di Palazzo Ducale in piazza Sordello. Simple icon time.svg Dal 1 novembre al 29 marzo: da martedì a domenica (e festivi): 8,30 - 13,30. Dal 30 marzo al 31 ottobre: martedi, giovedì, sabato: 14,00 - 19,00, mercoledì, venerdì, domenica (e festivi): 8,30 - 13,30. Il museo è situato all'interno del perimetro di Palazzo Ducale. Al suo interno reperti che spaziano dal neolitico e dall'età del bronzo, all'epoca etrusca, celtica, romana, materiali tutti rinvenuti nel Mantovano. Dall'11 aprile 2014 hanno trovato la loro sistemazione definitiva all'interno di una teca in cristallo gli Amanti di Valdaro, due scheletri del neolitico ritrovati in prossimità di Mantova nel 2007, così denominati perché i due scheletri, un uomo e una donna, furono rinvenuti abbracciati.
  • 51 Casa della beata Osanna Andreasi, Via Frattini 9, +39 0376 322297, fax: +39 0376 322297, @ info@casandreasi.it. Ecb copyright.svg Ingresso ad offerta libera.. Simple icon time.svg Martedì e venerdì: 10.00-12.30. Giovedì: 18.00-19.00. Aperto in altri giorni su prenotazione.
  • 52 Chiesa-Museo di Santa Maria della Vittoria, Via Fernelli, +39 338 8284909, +39 348 2632945 (prenotazioni), @ amicideimuseimantovani@yahoo.it. Ecb copyright.svg biglietto intero euro 2,00, ridotto euro 1,00. Simple icon time.svg Apertura durante mostre e conferenze: giovedì e venerdì pomeriggio: ore 16.00-18.30, sabato e domenica: ore 10.00-12.30; 16.00-18.30. Voluta da Francesco II Gonzaga nel 1496 in memoria della vittoria ottenuta contro l'esercito francese comandato da Carlo VIII nella battaglia di Fornovo del 1495.

Biblioteche[modifica]

Virgilio in cattedra, Piazza Broletto

Parchi e giardini[modifica]

  • 56 Parco di Piazza Virgiliana, Piazza Virgiliana (In centro città). All'epoca dei Gonzaga l'attuale area della piazza era invasa dalle acque del Lago di Mezzo e occupata dal porto dell'ancona di Sant'Agnese che derivava il nome dall'omonimo monastero, successivamente andato distrutto, che sorgeva sulla riva dell'insenatura. Con il tempo la zona si impaludò e si cominciò a pensare di fare dell'antico porto una piazza. Nel corso del XVIII secolo l'"ancona" fu gradualmente interrata anche utilizzando le macerie dei fabbricati cittadini oggetto di demolizioni e ristrutturazioni. Allo scopo di onorare il poeta Virgilio, piazza dell'Argine fu denominata Virgiliana. A completare l'opera fu il generale francese Sextius Alexandre François de Miollis nel 1797, che convinse del suo progetto la Municipalità.
  • 57 Parco di Piazza Lega Lombarda, Viale Isonzo (In centro città, all'interno del complesso monumentale di Palazzo Ducale).
  • 58 Parco di Viale Piave, Viale Piave.
  • 59 Parco di Palazzo Te, Viale Isonzo e Viale Te.
  • 60 Giardini Valentini, Via Alberto Mario (ci si arriva anche da Corso Vittorio Emanuele).

Monumenti[modifica]

  • 61 Monumento ai Martiri di Belfiore, Località Belfiore. È stato innalzato per commemorare i patrioti del Risorgimento italiano che furono giustiziati tra il 1851 e il 1855 sulla riva meridionale del lago Superiore, nella valletta di Belfiore.
  • 62 Monumento a Virgilio, Piazza Virgiliana. Fu innalzato su iniziativa del generale De Miollis che lo inaugurò il 21 marzo 1801.
  • 63 Virgilio in cattedra, Piazza Broletto. Edificato nel XIII secolo sul fianco del Palazzo del Podestà e chiamato in dialetto la vècia, raffigura Virgilio con la berretta dottorale e le braccia poggiate al leggio che reca incisa l'iscrizione Virgilius Mantuanus poetarum clarissimus.

Madonne di Mantova[modifica]

Del patrimonio artistico di Mantova fanno parte anche le immagini sacre della Vergine, collocate su case private ed edifici di culto, sparse per la città, dalle molteplici fogge, che abbracciano un periodo di circa 600 anni.

Luoghi religiosi fuori dal centro[modifica]

Grazie di Curtatone, Santuario B.V. delle Grazie
  • 64 Santuario B.V. delle Grazie, Piazza Santuario 4 - Grazie di Curtatone, +39 0376 349002, fax: +39 0376 347112, @ santuariodellegraziecurtatone@gmail.com. Simple icon time.svg Da ottobre a marzo: mattino ore 7,30 - ore 12,00, pomeriggio ore 15,00 - ore 18,30. Da aprile a settembre: mattino ore 7,30 - ore 12,00, pomeriggio ore 15,00 - ore 19,30. In stile gotico lombardo voluta dal marchese Francesco I Gonzaga nel 1429 per aver salvato Mantova dalla peste. L'interno è occupato dalle Logge linee che percorrono tutta la navata. Le cappelle laterali sono occupate da mausolei di illustri famiglie, tra cui quella di Baldassarre Castiglione, disegnata da Giulio Romano.

Durante la grande festa del 14 e 15 agosto, si svolge l'annuale Incontro Nazionale dei Madonnari, che raccoglie decine di artisti da tutto il mondo. I madonnari, pittori che dipingono con gessetti colorati sull'asfalto, creano grandi riproduzioni di quadri famosi d'arte sacra o immagini di propria fantasia dedicate alla Madonna o di stampo profano.

Eventi e feste[modifica]

Santuario di S.M. delle Grazie con tracce dei Madonnari
Festivaletteratura a Mantova

Elenco aggiornato degli eventi sul sito Mantova notizie e Turismo Mantova.


Cosa fare[modifica]

Impianti sportivi[modifica]

Stadio Martelli
Lago Inferiore

Navigazione fluviale[modifica]

Servizi di navigazione sui laghi di Mantova per escursioni naturalistiche alla scoperta della flora e della fauna:

Concerti e congressi[modifica]

  • 7 PALABAM, Via Melchiorre Gioia,3 (Zona Boma), +39 0376 220055, fax: +39 0376 366111, @ palabammantova@gmail.com. Simple icon time.svg 9:00-13:00 e 15:00-19:00. Il Palabam ospita congressi, convegni, fiere ed Expo, concerti, eventi sportivi.

Club[modifica]


Acquisti[modifica]

Corso Umberto I

Per lo shopping più popolare e quotidiano vi sono in città numerosi negozi, in zona centro e semicentro, che coprono tutte le esigenze.

Le vie dello shopping del centro storico sono:

  • 1 Corso Umberto I.
  • 2 Piazza Marconi.
  • 3 Via Roma.
  • 4 Via Orefici.
  • 5 Via Broletto.
  • 6 Via Verdi.

Centri commerciali[modifica]

Mercati[modifica]

Settimanalmente in centro si tiene il 64 mercato cittadino del giovedì, con banchi di ogni genere (abbigliamento, accessori, oggettistica, fiori e piante e generi alimentari) che occupano le piazze e le vie del centro storico da Via Spagnoli a Piazza Sordello.

Ogni sabato mattina sul lungorio presso piazza Martiri di Belfiore si svolge il 65 Mercato del contadino con frutta, verdura e altre specialità agro-alimentari provenienti da produttori del circondario.

Gli amanti dell'antiquariato possono trovare un appuntamento fisso ogni mese con i 66 Mercatini dell'Antiquariato e delle Curiosità e precisamente la terza domenica del mese in piazza Sordello, orario 9.00-18.00. L'appuntamento prevede la presenza di circa 60 espositori con oggettistica varia e piccolo antiquariato.

Come divertirsi[modifica]

Teatro Sociale Mantova
Teatro Bibiena

Spettacoli[modifica]

Cinema
Teatri
  • 5 Teatro Bibiena, Via Accademia, 47, +39 0376 327653, @ info@infopointmantova.it. Ecb copyright.svg Ingresso: euro 2,00 intero, ridotto euro 1,20. Simple icon time.svg Da martedì a venerdi :10.00-13.00 e 15.00 -18.00. Sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 18.00 (non visitabile in caso di convegni o rappresentazioni in corso). La biglietteria chiude alle 17.30. Fu realizzato da Antonio Bibbiena tra il 1767 e il 1769 e decorato, nel 1773, con una facciata di Giuseppe Piermarini.
  • 6 Teatro Sociale, Piazza Cavallotti, 14A, +39 0376 197 4836.
  • 7 Auditorium Claudio Monteverdi, Via della Conciliazione, 33 - 46100 Mantova, Italia (c/o Conservatorio di Musica di Mantova), +39 0376 324636, fax: +39 0376 223202, @ segreteria@conservatoriomantova.com. L'auditorium intitolato a Claudio Monteverdi contiene oltre 180 posti a sedere. Vi si svolgono attività concertistiche, conferenze e riunioni.

Locali notturni[modifica]

Discoteche

Bowling[modifica]

Enoteche[modifica]

Pub[modifica]

Dove mangiare[modifica]

Coppa
Tortelli di zucca
Agnoli in brodo
Stracotto con polenta
Cotechino con polenta e lenticchie
Torta di tagliatelle

Mantova è la capitale gastronomica della cucina mantovana, i cui piatti tipici sono: coppa e salame mantovano, tortelli di zucca, risotto alla pilota, agnolini in brodo, risotto coi saltaréi, stracotto d'asino, luccio in salsa, torta sbrisolona, torta Elvezia e vini mantovani.

Prezzi modici[modifica]

Prezzi medi[modifica]

Prezzi elevati[modifica]

Ristoranti etnici[modifica]

Gelaterie[modifica]

Pasticcerie[modifica]

Dove alloggiare[modifica]

Particolare della Torre dell'Orologio in Piazza delle Erbe
Scorcio della cupola di Sant'Andrea

Prezzi modici[modifica]

Prezzi medi[modifica]

Prezzi elevati[modifica]

Camping[modifica]


Sicurezza[modifica]

Il Rio
Il Rio

Visitare la città di Mantova e in particolare il suo centro è in generale considerato sicuro. Il centro è pattugliato giorno e notte dalle forze dell'ordine e nel comune sono presenti telecamere per la videosorveglianza; è comunque meglio evitare, la notte, le zone meno illuminate dei parchi pubblici.

Visitando le bancarelle durante il mercato e in generale nel mezzo di eventi affollati va posta la necessaria attenzione a borsa e portafogli, dato che queste situazioni attirano i borseggiatori.

In caso di emergenza è possibile chiamare i seguenti numeri (qui un elenco):

Come restare in contatto[modifica]

Palazzo delle Poste

Poste[modifica]

  • 72 Poste Italiane, Piazza Martiri di Belfiore, +39 0376 317711. Simple icon time.svg Lunedì dalle 8.30 alle 19.00; Martedì dalle 8.30 alle 19.00; Mercoledì dalle 8.30 alle 19.00; Giovedì dalle 8.30 alle 19.00; Venerdì dalle 8.30 alle 19.00; sabato dalle 8.30 alle 12.30.
  • 73 Nexive Point, Via Principe Amedeo 28/a. Simple icon time.svg Orari: lun-gio: 8:30-12:30 e 14:00-18:00; ven: 8:30-12:30 e 14:00-17:00.

Telefonia[modifica]

Tutti i principali operatori italiani di telefonia mobile sono presenti in città e nel centro la copertura è in genere buona. Nella maggior parte delle piazze sono inoltre presenti apparecchi telefonici pubblici. Le ricariche si possono comprare quasi ovunque negli esercizi commerciali.

Internet[modifica]

  • Mantova Free WiFi è un servizio gratuito offerto dal Comune di Mantova ai cittadini e ai turisti in visita a Mantova, che permette di connettersi gratuitamente ad Internet nel centro della città. È necessario collegarsi alla rete "Mantova free WI-FI" ed effettuare la procedura di registrazione guidata inserendo un numero di cellulare valido. Il codice inserito dura un mese.

Attualmente le aree Internet dedicate coprono quasi tutto il centro storico: Piazza Sordello, Piazza Leon Battista Alberti, Piazza Broletto, Piazza Erbe, Piazza Mantegna, Piazza Marconi.

Tenersi informati[modifica]

Gazzetta di Mantova, il più antico giornale d'Italia

Quotidiani e riviste[modifica]

Televisioni[modifica]

Radio[modifica]

Social network[modifica]


Nei dintorni[modifica]

Comuni confinanti
Porto Mantovano San Giorgio di Mantova
Curtatone Rosa dei venti it 08p.svg Roncoferraro
Bagnolo San Vito Borgo Virgilio
Marmirolo, palazzina di Bosco Fontana
Riserva naturale Valli del Mincio a Rivalta sul Mincio
  • Laghi di Mantova. È una delle caratteristiche di Mantova. I laghi Superiore, di Mezzo ed Inferiore circondano la città e l'hanno resa invincibile nel corso dei secoli. Sono opera dell'ingegnere Alberto Pitentino, che, nel XII secolo creò un imponente sbarramento sul fiume Mincio, altezza del Ponte dei Mulini. Fanno parte dal 1984 del Parco regionale del Mincio.
  • Grazie di Curtatone. Resa famosa dal Santuario della Beata Vergine, voluto da Francesco I Gonzaga nel XIV secolo per avere risparmiato Mantova dal flagello della peste. A ferragosto si tiene il raduno internazionale dei Madonnari.
  • Foresta della Carpaneta. Area protetta voluta dalla Regione Lombardia. Si trova a Bigarello.
  • Parco regionale del Mincio. È un'area naturale protetta della Lombardia situato nella provincia di Mantova. Interessa la valle del fiume Mincio, dal lago di Garda alla confluenza col Po. Fu istituito grazie alla legge regionale n. 47 dell'8 settembre 1984.
  • Parco delle Bertone. È un bosco-giardino che si trova nel comune di Goito. Il parco comprende una zona boscosa, un piccolo laghetto, vari corsi d'acqua e una rete di sentieri e vialetti. Include anche 3 edifici di epoca ottocentesca: una villa padronale, delle scuderie e un edificio un tempo adibito a foresteria.
  • Riserva naturale Bosco Fontana, nel comune di Marmirolo. I Gonzaga, futuri signori di Mantova, vennero in possesso di questa vasta tenuta tra il Mincio, Goito e Marmirolo, che allora era ricoperta da una vasta e fitta foresta e ricchissima di selvaggina e la trasformano in una grande riserva di caccia. Vincoli protezionistici hanno portato fino a noi questo angolo naturale della pianura padana. Bosco Fontana presenta al suo interno alcuni microsistemi che ne arricchiscono le caratteristiche ambientali e ne aumentano le diversità botaniche.
  • Riserva naturale Valli del Mincio. È un'area protetta, costituita da un'estesa zona paludosa, all'interno del bacino del fiume Mincio, situata in un'ampia zona dalla morfologia pianeggiante. Il territorio della Riserva si estende tra i comuni di Rodigo, Porto Mantovano, Curtatone e Mantova.
  • Navigazione sul Mincio e sul lago Superiore
  • Sabbioneta — Città di fondazione, Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO, mantiene la cerchia muraria entro la quale è rimasta intatta la magia dell'urbanistica ideale realizzata da Vespasiano Gonzaga; il Teatro all'Antica, il Palazzo Ducale, la Galleria, la chiesa dell'Incoronata sono alcuni dei suoi monumenti che spiccano in un contesto che si è mirabilmente conservato.
  • San Benedetto Po — L'Abbazia del Polirone perpetua il ricordo di Matilde di Canossa, la Gran Contessa che legò alla sua fama il nome del paese. La maestosità e la bellezza della chiesa e delle strutture conventuali, unite all'ampio respiro della piazza, ne fanno una meta di grande interesse.
  • Lago di Garda — È uno dei grandi laghi lombardi; la sponda orientale è veneta, la punta a nord è trentina. Meta di turismo climatico fin dall'Ottocento, ogni paese rivierasco vive e si sviluppa con il turismo. Mete principali sono Sirmione, Desenzano del Garda, Salò, Riva del Garda, Garda, Peschiera del Garda.
  • Alto Mantovano — Terra di confine del Ducato di Mantova, che inseguì il sogno di ottenere uno sbocco sul lago di Garda senza mai realizzarlo, sviluppò le corti di rami cadetti della famiglia Gonzaga. Castel Goffredo, Castiglione delle Stiviere, Carpenedolo conservano l’impianto urbano ed i monumenti di quell’epoca. Il dopoguerra ha registrato un buon sviluppo occupazionale, con un conseguente incremento di benessere e di popolazione.

Itinerari[modifica]

Itinerario di base del centro storico[modifica]

Teatro Bibiena

Il percorso di visita comprende il cuore del centro storico per una tranquilla passeggiata nell'area pedonale del centro:

  1. Partendo da piazza Mantegna, con la Basilica di Sant'Andrea.
  2. A breve distanza è situata Piazza delle Erbe, con i portici sulla sinistra e sulla destra la Rotonda di San Lorenzo, la Torre dell'Orologio, il Palazzo della Ragione e il Palazzo del Podestà.
  3. Di seguito, Piazza Broletto con la fontana circolare e la statua di Virgilio in cattedra addossata al Palazzao del Podestà.
  4. Poco distante, sulla sinistra si eleva la Torre del Gabbia e oltrepassato il Voltone di San Pietro, ecco Piazza Sordello, centro della città vecchia, con il Palazzo Ducale, il Duomo, il Palazzo Bonacolsi e il Palazzo Vescovile.
  5. Infine, Piazza Castello con la Basilica di Santa Barbara e il Castello di San Giorgio, che racchiude nella torre nord la "Camera degli Sposi" di Andrea Mantegna.

A questo itinerario pedonale è possibile abbinare un secondo itinerario che, partendo dal centro storico, conduce a un luogo di notevole interesse artistico, Palazzo Te:

  1. Da Piazza Sordello si imbocca via dell'Accademia che porta al Teatro Scientifico del Bibiena.
  2. Imboccata via Pomponazzo, da vedere il Palazzo della Finanza e Palazzo Sordi.
  3. Per corso Garibaldi si transita davanti alla Casa dell'architetto Giovan Battista Bertani che fu al servizio dei Gonzaga e si giunge a via Gradaro per visitare la Chiesa di Santa Maria del Gradaro.
  4. Imboccata via Isonzo si lascia lo stadio calcistico sulla sinistra per arrivare a Palazzo Te.
  5. Il ritorno verso il centro è percorso da via Acerbi, con la Casa del Mantegna.
  6. Via Acerbi con il Palazzo di Giustizia e la Casa di Giulio Romano.
  7. Per via Giovanni Chiassi si giunge in via Pescheria, con l'edificio delle Pescherie realizzato da Giulio Romano e la vista del Rio.
  8. Percorso Corso della Libertà con il Teatro Sociale e via Marangoni si visita la Chiesa di San Francesco.
  9. A breve distanza sorge il Palazzo d'Arco nella omonima piazza e quindi il parco di Piazza Virgiliana, con la statua di Virgilio.

La Via del Principe[modifica]

È un itinerario che si svolge attraverso la città. Collega i due punti estremi della città e ripercorre l'itinerario che i Gonzaga, signori di Mantova, erano soliti compiere dai loro palazzi in centro città sino fuori le mura a Palazzo Te.

Altri itinerari[modifica]

Colline moreniche del lago di Garda

Informazioni utili[modifica]

Info Point di Palazzo Cervetta in Piazza Mantegna

Con Mantova Card (costo €20 adulti e €8 famiglia), acquistabile negli infopoint di città e musei ed anche online, è possibile visitare musei e monumenti di Mantova e Sabbioneta a prezzi vantaggiosi. Durata della card 72 ore dal giorno del primo utilizzo.

Uffici turistici[modifica]

  • 80 Ufficio Turismo Mantova, Piazza Mantegna 6, ang. Piazza delle Erbe (Di fianco alla basilica di Sant'Andrea), +39 0376 432432, fax: +39 0376 432433, @ info@turismo.mantova.it. Simple icon time.svg Estivo: da aprile a settembre: Lun-Ven 9:00-13:30 e 14:30-18:00, Sab 9:00-18:00, Dom e festivi 9:00-13:00 - Invernale: da ottobre a marzo: Lun-Ven 9:00-13:30 e 14:30-17:00; Sab-Dom e festivi 9:00-17:00 - Chiuso: Natale, Santo Stefano, Capodanno e Sant'Anselmo (patrono della città, 18 marzo) - Aperture speciali: 25 aprile 9:00-18:00, 1° maggio 9:00-18:00, 2 giugno 9:00-18:00.
  • 81 Info Point Rigoletto, Piazza Sordello 23 (Tra il castello di San Giorgio e Palazzo Ducale), +39 0376 288208, @ info@infopointmantova.it.

Guide turistiche[modifica]

Oggetti smarriti[modifica]

  • 84 Ufficio oggetti smarriti, Via Roma, 39 (Comune di Mantova), +39 0376 338244. Simple icon time.svg Lun-Ven 8:30-12:30; Lun, Mar e Gio anche 14:30-16:45.


Collegamenti esterni[modifica]

Parco del Mincio

Altri progetti

3-4 star.svg Guida: l'articolo rispetta le caratteristiche di un articolo usabile ma in più contiene molte informazioni e consente senza problemi una visita alla città. L'articolo contiene un adeguato numero di immagini, un discreto numero di listing. Non sono presenti errori di stile.