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Parma

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Parma
Piazza Garibaldi
Stemma e Bandiera
Parma - Stemma
Parma - Bandiera
Stato
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Fuso orario
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Parma
Parma
Sito del turismo
Sito istituzionale

Parma è una città dell'Emilia-Romagna, capoluogo della provincia omonima.

Da sapere[modifica]

Antica capitale del ducato di Parma e Piacenza (1545-1859), la città di Parma è sede universitaria dal XI secolo. Dal 2002 è sede dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), dal 1990 dell'Autorità di bacino del fiume Po (AdbPo) dal 1956 del Magistrato per il Po, diventata poi Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO), dal 2015 è stata insignita dall'UNESCO del titolo "Città creativa per la gastronomia". Dal 1994 vi ha sede un distaccamento del Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS), che si occupa delle indagini scientifiche riguardanti l'Italia Settentrionale. A Parma sono presenti importanti istituti bancari quali la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza meglio nota come Cariparma e la Banca Monte Parma.

Cenni storici[modifica]

La pianura parmense fu nella preistoria zona di terramare, delle quali si sono ritrovati numerosi insediamenti. Parma forse fu etrusca, poi celtica; nel 183 a. C. divenne colonia romana; la centuriazione del territorio faceva riferimento alla via Emilia ed alla valle del Parma, lungo la quale si sviluppava la Strada delle Cento miglia che collegava Parma a Luni. Con i Longobardi fu capitale di un Ducato, finché con l'avvento dei Franchi il vescovo Guidobono ricevette il potere temporale sulla città da Carlo Magno; il potere vescovile si protrasse fino al XII secolo, terminando con la costituzione del Comune. Ora ghibellina, ora guelfa, Parma fu per circa cento anni, dal 1346 al 1447 nelle mani dei Visconti, con un brevissimo intermezzo di Ottobuono de' Terzi; seguirono gli Sforza e i francesi.

Ma è il 1521 l'anno che segna la svolta più importante per la città e il parmense, quando l'esercito pontificio affiancato da quello spagnolo si impossessò del territorio. Nel 1545 Alessandro Farnese, papa Paolo III, creò per il figlio illegittimo Pier Luigi Farnese il Ducato di Parma. Fino al 1731 la famiglia Farnese regnò sul parmigiano, facendo di Parma una capitale di prestigio culturale e artistico, che poteva vantare opere di grandi artisti quali il Correggio ed il Parmigianino.

Lo Stato parmense si chiamò Ducato di Parma e Piacenza e nell'ultimo scorcio della sua esistenza, con l'annessione di Guastalla, divenne il Ducato di parma, Piacenza e Guastalla.

Con la fine dei Farnese il territorio passò ai Borbone. Terminata l'occupazione napoleonica, il Congresso di Vienna affidò il Ducato agli Asburgo; fu così che Parma ebbe come Duchessa Maria Luigia d'Austria, moglie di Napoleone, la cui fama e il cui ricordo viene ancora oggi tenuto vivo negli ambienti storico culturali parmigiani, ma anche nell'immaginario e nella tradizione collettiva parmense.

Alla morte di Maria Luigia ritornarono i Borbone, fino ai moti risorgimentali che consegnarono Parma e il parmense ai Savoia per confluire poi nel nuovo regno d'Italia.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Le circoscrizioni di quartiere sono: 1^ Parma Centro; 2^ Oltretorrente; 3^ Molinetto; 4^ Pablo; 5^ Golese; 6^ San Pancrazio; 7^ San Leonardo; 8^ Cortile San Martino; 9^ Lubiana; 10^ San Lazzaro; 11^ Cittadella; 12^ Montanara; 13^ Vigatto.

Il territorio comunale della città comprende numerosi piccoli centri abitati: Alberi, Baccanelli, Baganzola, Baganzolino, Beneceto, Botteghino, Carignano, Carpaneto, Cartiera, Casagnola, Casalbaroncolo, Casarola di Ravadese, Case Capelli, Case Cocconi, Case Crostolo, Case Nuove, Case Rosse, Case Vecchie, Casino dalla Rosa, Castelletto, Castelnovo, Ca' Terzi, Cervara, Chiozzola, Coloreto,Coltaro, Corcagnano, Eia, Fognano, Fontana, Fontanini, Gaione, Ghiaiata Nuova, Il Moro, La Catena, La Palazzina, Malandriano, Marano, Mariano, Marore, Martorano, Molino di Malandriano, Osteria San Martino, Panocchia, Paradigna, Pedrignano, Pilastrello, Pizzolese, Ponte, Porporano, Pozzetto Piccolo, Quercioli, Ravadese, Ronco Pascolo, Rosa, San Donato, San Pancrazio, San Prospero Parmense, San Ruffino, Scarzara, Ugozzolo, Valera, Viarolo, Viazza, Vicofertile, Vicomero, Vicopò, Vigatto, Vigheffio, Vigolante.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

  • Parma ha un aeroporto proprio, il Giuseppe Verdi [1] situato a circa 3 km a Nord-Ovest dal centro della città lungo la strada statale 9 Via Emilia nel territorio del quartiere Golese.

Altri scali:

  • Aeroporto Marconi di Bologna
  • Aeroporto Catullo di Verona
  • Aeroporto D'Annunzio di Montichiari (BS)
  • Aeroporto Caravaggio di Orio al Serio (BG)
  • Aeroporto di Milano Linate
  • Aeroporto di Milano Malpensa

In auto[modifica]

  • Autostrada A1 Italia.svg Casello autostradale di Parma, sulla A1
  • Autostrada A15 Casello autostradale Parma Ovest sull'autostrada della Cisa Parma - La Spezia


Come spostarsi[modifica]

Con mezzi pubblici[modifica]

Le linee di bus urbani sono gestite da TEP (www.tep.pr.it)

I servizi di trasporto urbano sono ben gestiti e sufficientemente capillari. Il costo del biglietto urbano è attualmente (01/05/2014) di 1,20 Euro se acquistato presso una rivendita autorizzata, se acquistato in vettura ha un costo di 2,00 Euro, entrambi hanno una validità di un'ora dal momento dell'obliterazione e vanno obliterati ad ogni cambio di autobus. Per incentivare l'uso dei mezzi pubblici sono stati realizzati parcheggi scambiatori sulle quattro principali vie d'accesso alla città (Su via Emilia Est, Via Emilia Ovest, Strada Asolana/Via Europa e Via Langhirano); parcheggiando in questi spazi e pagando 2,00 Euro per persona si ha la possibilità di usufruire dei mezzi pubblici per tutta la giornata senza ulteriori costi, avendo però cura di avere sempre con sé il biglietto emesso al parcheggio. Chi arriva in treno ed ha necessità di informazioni su come raggiungere un determinato luogo in autobus trova, uscendo dalla stazione a destra, uno dei vari punti informativi della TEP.

Sempre sul sito TEP è possibile reperire informazioni sul servizio a chiamata Pronto Bus, in funzione negli orari serali e notturni.

Vi è inoltre un servizio di autobus, gestito in concomitanza dalle aziende di trasporti di Parma e Reggio Emilia, denominato DiscoBus che collega le principali discoteche delle due province al costo di 2,50 Euro, importo che verrà scontato dal biglietto di ingresso al locale.

In taxi[modifica]

Il servizio taxi è efficiente ma, viste le ridotte dimensioni della città, non è sempre conveniente; i principali luoghi in cui reperire un taxi sono la stazione dei treni, l'aeroporto cittadino e piazza Garibaldi (la piazza centrale della città).

In auto[modifica]

Parma mette a disposizione numerosi parcheggi a pagamento, localizzati principalmente nelle aree circostanti il centro storico e l'ospedale maggiore; questi parcheggi non hanno limiti di orario ma hanno un costo piuttosto elevato. Chi vuole lasciare il proprio mezzo nelle aree adibite a parcheggio si scontra con la relativa scarsità di posti e la presenza delle righe blu, aree in cui la sosta è consentita ma a pagamento, con un costo che si aggira dai 0,90 Euro ai 1,50 Euro all'ora; in queste aree la sosta ha una durata limitata, più ci si avvicina al centro più la sosta consentita è breve e varia dai 30 minuti alle 2 ore. Parcheggiando nelle aree del centro storico si consiglia di far particolare attenzione alle aree di sosta marcate con righe bianche e blu, indicano posti a pagamento durante il giorno (generalmente dalle 8:00 alle 20:00) e ad uso esclusivo dei residenti muniti di contrassegno durante la notte.

In bici[modifica]

I parmigiani amano muoversi in bicicletta, per chi visita la città e vuole godersi le numerose piste ciclabili e strade chiuse al traffico su due ruote è in funzione un servizio di noleggio biciclette: La Cicletteria, di fianco alla stazione ferroviaria (ingresso da piazzale Dalla Chiesa) permette il noleggio di vari tipi di biciclette a partire da 1,50€ per 1h

Cosa vedere[modifica]

Duomo e Battistero visti dall'alto
  • 1 Duomo (Cattedrale dell'Assunta), Piazza Duomo. Risale al Dodicesimo secolo ed è una delle più imponenti ed artisticamente importanti chiese dell'Emilia-Romagna e forma con il vicino Battistero un insieme monumentale che abbraccia tutta la piazza ed il prospiciente Palazzo del Vescovo facendone un angolo incantato fuori dal tempo. In stile romanico padano, ha una facciata movimentata da tre ordini di logge. Il portale di ingresso centrale è incorniciato da un protiro con leoni stilofori. L'interno a tre navate conserva molti affreschi importanti, fra i quali, nella cupola, l'Assunzione della Vergine, uno dei capolavori del Correggio che la dipinse dal 1526 al 1530. Nel transetto destro si trova il rilievo della celebre Deposizione di Benedetto Antelami creata nel 1178. Nel presbiterio intagli del XII secolo dei maestri campionesi; nell'abside una cattedra episcopale del XII secolo in marmo di Verona con altorilievi dell'Antelami. Duomo di Parma su Wikipedia Q1287889 su Wikidata
  • 2 Battistero, Piazza Duomo. È a pianta ottagonale, percorsa tutt'attorno da logge che ne illeggiadriscono la mole. In stile romanico gotico, fu costruito a partire dal 1196 per essere concluso nel 1270. I rilievi dei tre portali e le statue poste nelle nicchie sono opera di Benedetto Antelami. All'interno sculture dei mesi, delle stagioni, dei segni zodiacali. Battistero di Parma su Wikipedia Q2883692 su Wikidata
  • 3 Palazzo Vescovile, piazza Duomo. La costruzione iniziò nel 1055 su ordine del vescovo conte Cadalo. A quell'epoca il palazzo era situato all'esterno delle mura cittadine. Nei secoli subì numerose modificazioni ma sono ancora perfettamente visibili gli elementi medievali e rinascimentali della struttura. Palazzo vescovile (Parma) su Wikipedia Q16268603 su Wikidata
  • 4 Abbazia di San Giovanni Evangelista (dietro al Duomo). Costruita nel X secolo dal vescovo Sigifredo II su un precedente oratorio intitolato a San Colombano[1], l'abbazia viene affidata al primo abate Giovanni, canonico del duomo di Parma. Nel 1477 l'intero complesso venne danneggiato da un incendio. La basilica abbaziale venne ricostruita a partire dal 1490 circa, con un progetto definitivo nel 1510 a opera di Bernardino Zaccagni. I lavori dovettero concludersi verso il 1519. Fin dai progetti originari l'abate Girolamo Spinola aveva previsto di scandire gli spazi architettonici con un'ampia decorazione pittorica, assicurandosi precocemente il giovane Correggio, che solo pochi anni prima aveva dato un ottimo saggio della sua arte in città in un altro monastero benedettino, quello di San Paolo, in cui aveva decorato per la badessa Giovanna Piacenza la celebrata Camera della Badessa. In San Giovanni Correggio eseguì cinque imprese ad affresco. La prima è in genere considerata la lunetta con il San Giovanni e l'aquila (1520 circa, alla cui data di realizzazione aveva già forse in mente tutto il complesso decorativo), seguita dalla cupola in cui si trovano l'Ascensione di Cristo corredata dalla decorazione del tamburo e dei quattro pennacchi. La terza impresa riguardava la decorazione della volta e il catino dell'abside della Cappella Maggiore, opera parzialmente distrutta nel 1586 con il prolungamento del coro, della quale resta oggi il grosso frammento centrale dell'Incoronazione della Vergine alla Galleria nazionale di Parma. La quarta riguardò le pareti del coro, completamente distrutte con l'ampliamento. La quinta il fregio pittorico che corre lungo tutto il perimetro interno, ancora in situ. Disegni preparatori simostrano come anche parti lasciate ai collaboratori vennero progettate da Correggio, come le candelabre che corrono a lati del costoloni della volta sul presbiterio e le figure di putti sulle vele. In particolare nei fregi, di gusto antichizzante, Correggio dimostrò l'aggiornamento rispetto ai più recenti cantieri romani, ben prima che Giulio Romano diffondesse tali stilemi da Mantova (dal 1524), confermando apparentemente l'ipotesi di un viaggio a Roma del Correggio in quegli anni. Infine a San Giovanni Correggio lasciò verso il 1524 due tele nella Cappella del Bono, oggi alla Galleria nazionale di Parma: il Compianto sul Cristo morto e il Martirio dei quattro santi. Abbazia di San Giovanni Evangelista su Wikipedia Q3603222 su Wikidata
Correggio, Camera di San Paolo, Parma 02.jpg
Correggio, le tre grazie
  • 5 Camera di San Paolo (Camera della Badessa), via Macedonio Melloni. Simple icon time.svg Mar-Dom 9:00-13:00. Nota anche come Camera del Correggio, è sicuramente uno dei luoghi più importanti dell'arte cittadina. Era parte dell'appartamento della Badessa del Convento di San Paolo, Giovanna da Piacenza, che ne fece restaurare e decorare le stanze. Sulle pareti del salotto della Badessa Correggio realizzò nel 1519 uno dei capolavori suoi e del Rinascimento italiano. La stanza ha una volta a sedici spicchi; Correggio vi dipinse un pergolato con putti; nelle lunette figurazioni classiche monocrome. L'appartamento mostra anche pitture di Alessandro Araldi del 1514 in una camera attigua. Camera della Badessa su Wikipedia Q3651276 su Wikidata


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Affreschi del Parmigianino
  • 6 Basilica di Santa Maria della Steccata (Chiesa della Steccata), Piazzale della Steccata, 9. La chiesa del secondo decennio del Cinquecento, è di gusto rinascimentale. Ha pianta a croce greca e grandi absidi semicircolari per ciascun braccio. Le cupole sono dotate di una loggia che ne impreziosisce l'aspetto. L'interno è di solenne maestosità, ricco di affreschi di scuola parmense cinquecentesca nella parte alta; la cupola mostra una Assunzione della Vergine di Bernardino Gatti. Un ciclo di affreschi del Parmigianino è presente sull'arcone del terzo braccio. La chiesa ospita il monumento funebre di Adamo Neipperg, sposo morganatico di Maria Luigia d'Austria duchessa di Parma. Il tempio della Madonna della Steccata costituisce anche il mausoleo dei Duchi di Parma; conserva infatti nel sotterraneo tombe dei Farnese. Basilica di Santa Maria della Steccata su Wikipedia Q1160800 su Wikidata


Palazzo della Pilotta 01.JPG
Arcate di accesso
  • 7 Palazzo della Pilotta. È la reggia dei Farnese, imponente costruzione fatta erigere dal 1583 al 1622. Costruzione quadrilatera a corte centrale, fu bombardata nel corso della seconda guerra mondiale subendo gravi perdite. L'accesso è tramite uno scalone che si apre sotto estese scure arcate sorrette da poderosi piloni in mattoni, che danno al luogo un po' la sensazione di voler intimorire quanti vi vogliano accedere. Nelle due arcate centrali scorre ora il traffico che collega il piazzale restostante con il Lungoparma.Ospita nei propri ambienti il Teatro Farnese, il Museo Archeologico Nazionale, al piano superiore la Galleria Nazionale che rappresenta una delle più interessanti pinacoteche d'Italia e la Biblioteca Palatina. Il nome Pilotta le viene dal fatto che all'epoca nel cortile si giocava a palla, ossia alla pelota di derivazione spagnola. Palazzo della Pilotta su Wikipedia Q822085 su Wikidata


Ingresso teatro Farnese
Parma - Teatro Farnese.jpg
  • 8 Teatro Farnese, Palazzo della Pilotta. Collocato al primo piano del palazzo della Pilotta il teatro Farnese è uno dei più suggestivi teatri del mondo. Ricostruito negli anni Cinquanta dopo le devastazioni dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, è ritornato all'originario splendore. Fu voluto dal duca Ranuccio I Farnese nel 1618; la sua realizzazione fu affidata all'architetto Giovan Battista Aleotti detto l'Argenta. Per la sua costruzione l'Aleotti trasse ispirazione dal Teatro Olimpico di Vicenza del Palladio (1580) e dal Teatro all'Antica di Sabbioneta dello Scamozzi (1588-1590). Il teatro fu dedicato alla dea della guerra Ballona, ma fu inaugurato solamente nel 1628 in occasione delle nozze di Odoardo Farnese figlio di Ranuccio e Margherita de' Medici figlia di Cosimo; in quell'occasione, oltre ai vari spettacoli, fu combattuta perfino una naumachia resa possibile con l'allagamento della cavea, che è lunga 87 metri, larga 32 e alta 22. Il palcoscenico misura 40 metri per 12. Tutta la grande sala in cui è allogato il teatro venne rivestita in legno, abete rosso del Friuli, che venne ricoperto di stucco dipinto ad imitazione del marmo. In legno sono i quattordici gradini della cavea, che potevano ospitare tremila spettatori; in gesso le statue di decorazione a soggetto mitologico. Una squadra di pittori, guidati da Giovan Battista Trotti detto il Malosso, decorarono le pareti ed il soffitto, opere andate perdute a causa del bombardamento subito il 13 maggio 1944. Ricostruito fra il 1956 e il 1960 con i materiali originali recuperati, il Teatro viene utilizzato come ingresso prestigioso alla Galleria Nazionale di Parma. Recentemente è stato riutilizzato come sede di rappresentazioni teatrali e concerti. Teatro Farnese su Wikipedia Q1507811 su Wikidata


Teatro Regio (Parma) 2013-10-13.jpg
Interior of Teatro Regio, Parma, Italy.JPG
  • 9 Teatro Regio. Il Regio è uno dei teatri più prestigiosi e famosi d'Italia. La città di Parma è da sempre cultrice della buona musica, e conserva ed alimenta il culto del grande Giuseppe Verdi, figlio di questa terra. E' tradizione consolidata che il cantante lirico approvato dal loggione di Parma avrà sicuramente una grande carriera. Fu la duchessa Maria Luigia a farlo erigere, reputando insufficiente il Teatro Farnese. Iniziato nel 1821, fu concluso nel 1829 ed inaugurato con l'opera Zaira di Vincenzo Bellini che la compose per l'occasione. Ha facciata neoclassica con portico formato da dieci colonne ioniche; il timpano ospita al centro una lira e due maschere antiche. La platea è ellittica e mostra le decorazioni bicromatiche (bianco e oro) eseguite nel 1853 da Girolamo Magnani. Tutt'intorno si dispongono, in quattro ordini, 112 palchi; al centro il palco ducale. Il quinto ordine ospita il loggione, che ha un accesso indipendente dai palchi. Il soffitto è stato decorato da Giovan Battista Borghesi con le immagini dei grandi compositori di opere teatrali: Goldoni, Seneca, Alfieri, Euripide, Plauto, Aristofane e Metastasio. Il sipario è stato dipinto dal medesimo artista con una allegoria, Trionfo della Sapienza, che vuole celebrare il governo di Maria Luigia, qui rappresentata come la dea Minerva. Abbellisce la sala un lampadario di enormi dimensioni, fabbricato a Parigi e qui trasportato e collocato nella seconda metà dell'Ottocento. Teatro Regio (Parma) su Wikipedia Q2096472 su Wikidata
  • 10 Municipio. Palazzo del Comune (Parma) su Wikipedia Q21194396 su Wikidata
  • 11 Chiesa della Santissima Annunziata (Superato il Ponte di Mezzo si trova sulla sinistra lungo via D'Azeglio). Una delle chiese più importanti dell'Oltretorrente. Il Fornovo progettò un edificio composto da un corpo centrale a pianta ellittica con dieci absidiole (cinque per lato) disposte a raggiera attorno all'aula sacra: all'edificio si accede attraverso un monumentale arco di ingresso posto in via d'Azeglio, già strada maestra di Santa Croce, e il portale è sovrastato da un grande stucco rappresentante la Vergine Annunciata realizzata nel 1681 da Giovan Battista Barberini. I frati, per dare un segno di continuità rispetto alla loro antica chiesa conventuale, vollero che nella nuova costruzione venissero traslati la grande pala con la Madonna col Bambino e i santi Giovanni Battista, Luca, Giovanni evangelista e Francesco (realizzata da Francesco Zaganelli da Cotignola) e l'affresco del Correggio con la Vergine Annunciata (ora nella Galleria Nazionale di Parma). Chiesa della Santissima Annunziata (Parma) su Wikipedia Q3669176 su Wikidata
  • 12 Palazzo e parco Ducale (Palazzo del Giardino), All'interno del Parco Ducale. Il palazzo del Giardino, chiamato anche Palazzo Ducale del Giardino, è un palazzo storico che si trova a Parma, all'interno del Parco Ducale. Attualmente ospita il Comando Provinciale dei carabinieri di Parma e una delle sedi del RIS (Reparto investigazioni scientifiche dell'Arma dei carabinieri). È prevista la sua destinazione a sede di rappresentanza dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Palazzo del Giardino su Wikipedia Q3891285 su Wikidata
  • 13 Palazzo del Governatore, Piazza Garibaldi. Struttura originaria del XIII secolo, fu antica sede di mercanti e del Governatore. Nel 1760 il Petitot apriva una nicchia nella torre dove venne collocata la statua della Vergine incoronata di stelle da Cristo, opera di Jean-Baptiste Boudard. Un originale quadrante solare verticale del 1829 è visibile sulla facciata principale. Dopo un importante rinnovo delle parti interne, dal gennaio 2010 il Palazzo del Governatore aspira a diventare un centro di esposizione permanente di arte moderna e contemporanea. Palazzo del Governatore (Parma) su Wikipedia Q21194420 su Wikidata
  • 14 Ospedale Vecchio, Via D'Azeglio. Creato nel 1250 sul lato nord dell'attuale via d'Azeglio, fu in seguito ricostruito. Prima manifestazione del Rinascimento dell'architettura parmigiana, l'attuale edificio è databile tra il XV ed il XVI secolo su progetto e realizzazione di Gian Antonio da Erba. All'interno del complesso è collocato l'Oratorio di Sant'Ilario. Dal 1948 è sede dell'Archivio di Stato e della Biblioteca Comunale. Un importante intervento di riqualificazione consentirà un utilizzo differente di questa antica struttura medievale Ospedale Vecchio su Wikipedia Q3886652 su Wikidata
  • 15 Cittadella, Via Passo Buole. Ecb copyright.svg Gratuito. Grande fortezza costruita alla fine del XVI secolo su ordine del duca Alessandro Farnese, a margine delle mura storiche di Parma, per scopi difensivi e quale emblema del potere ducale. La sua costruzione fu anche l'occasione di fornire lavoro a gran parte della popolazione. Di forma pentagonale, l'architettura si ispira fortemente alla cittadella di Anversa; il suo interno è un vasto e frequentatissimo spazio dedicato a verde pubblico, attrezzato con impianti sportivi e giochi per bambini. Cittadella di Parma su Wikipedia Q3678371 su Wikidata

Musei[modifica]

Da ricordare: il Museo bodoniano e il Museo Amedeo Bocchi chiudono alle 13:00; il Museo cinese ed etnografico, il Museo dell'opera e il Museo del suono chiudono alle 14:00. Questi musei vanno visitati al mattino. La Galleria Nazionale chiude alle 14 alcune sale, ma nei giorni feriali i capolavori di Correggio e Parmigianino, il salone ottocentesco e il Teatro Farnese restano visitabili fino alle 19:00. Ogni prima domenica del mese Teatro Farnese, Galleria Nazionale e Museo Archeologico Nazionale sono aperti solo al pomeriggio con orario 13.30-19.00 e ingresso gratuito.

Musei chiusi la domenica: Museo Archeologico (l'ultima del mese), Museo di arte cinese ed etnografico, Museo bodoniano. Il lunedì: Galleria Nazionale, Glauco Lombardi, Museo di arte cinese ed etnografico, Casa della musica, Casa del suono, Casa natale di Toscanini, Museo Amedeo Bocchi, CSAC. Il martedì: la Pinacoteca Stuard, il castello dei burattini, Casa della musica, Casa del suono. Il sabato: Museo bodoniano. Per il Palazzo Bossi Bocchi e il Museo di storia naturale Bottego consultare le voci sottostanti.

Dal 1° ottobre 2016 i musei civici (Pinacoteca Stuard, Castello dei burattini, Casa del suono, Museo dell'opera, Casa natale e museo Toscanini) sono ad ingresso gratuito.

In città[modifica]

La scapigliata di Leonardo alla Galleria Nazionale
  • 16 Galleria Nazionale e Teatro Farnese, Piazza della Pilotta, 5, +39 0521 233309, +39 0521 233617, @ sbsae-pr@beniculturali.it. Ecb copyright.svg Ingresso galleria e teatro: 6€, ridotto ragazzi (18-25 anni) 3€. Solo teatro: 2€, ridotto ragazzi (18-25 anni) 1€. Percorso ridotto: Ingresso intero 3€, ridotto 1,5€. Ingresso gratuito: disabili e accompagnatori, sotto 18 anni, scolaresche con elenco vidimato della scuola e la prima domenica di ogni mese (apertura 13:30-19:00). Simple icon time.svg Mar-Sab 8:30-19:00, con percorso ridotto dopo le 14:00. Domenica e festivi 8:30-14:00. La prima domenica del mese apertura gratuita 13:30-19:00. La biglietteria chiude 30 minuti prima. Fra le più importanti pinacoteche italiane, raccoglie soprattutto molte opere della pittura parmense dal Quattrocento al Settecento, fra cui alcuni capolavori di Antonio Allegri detto il Correggio e Francesco Mazzola detto il Parmigianino, oltre ad opere di Beato Angelico, Canaletto, Sebastiano del Piombo, Guercino, Leonardo da Vinci, Tintoretto. Galleria nazionale di Parma su Wikipedia Q772890 su Wikidata
Ingresso del Museo Archeologico
  • 17 Museo Archeologico Nazionale, Piazza della Pilotta, 5, +39 0521 282787. Ecb copyright.svg intero 2€; ridotto ragazzi (18-25 anni) 1€; gratuito sotto 18 anni, studenti scuole superiori e insegnanti, studenti universitari di facoltà umanistiche, disabili e accompagnatori, giornalisti e guide turistiche e la prima domenica di ogni mese (13.30 -19.00). Simple icon time.svg Mar-Sab 8:30-19:00; Dom. e festivi 8:30:-14:00. Chiuso lunedì e l'ultima domenica di ogni mese. Ultimo ingresso mezz'ora prima. Fondato nel 1760 da Filippo I di Borbone duca di Parma, aveva inizialmente lo scopo di raccogliere i numerosi reperti provenienti dagli scavi di Velleia, città romana scoperta sugli Appennini del territorio ducale. Molto famosa è la Tabula alimentaria di Traiano. Raccoglie inoltre reperti egizi, etruschi, greci oltre a materiale preistorico. Museo archeologico nazionale di Parma su Wikipedia Q3867719 su Wikidata
Entrata a Gerusalemme di Pietro di Giovanni d'Ambrogio alla Pinacoteca Stuard
Il salone delle feste del museo Glauco Lombardi
  • 19 Museo Glauco Lombardi, Strada Giuseppe Garibaldi, 15, +39 0521 233727. Ecb copyright.svg Intero 5€; ridotto (15-17 anni, comitive oltre le 20 persone e oltre 65 anni) 3€; gratuito: fino ai 14 anni, guide insegnanti in visite d’istruzione e disabili (settembre 2015). Simple icon time.svg Mar-Sab 9:30-16:00; domenica e festivi 9:30-19:00. Domeniche di luglio e agosto 9:30-14:00. Il museo nacque dall'idea e dalla volontà dell'antiquario e giornalista Glauco Lombardi di ricercare le opere e le suppellettili disperse da Parma nel periodo immediatamente successivo all'unità d'Italia, con particolare riguardo agli oggetti personali di Maria Luisa d'Asburgo-Lorena, seconda moglie di Napoleone Bonaparte e Duchessa di Parma (1816-1847). Tra gli oggetti esposti nel museo troviamo infatti il suo manto ducale, ornato con ricami in platino, la Corbeille nuziale disegnata da P.P. Prud'hon, e album, lettere, gioielli, diari, acquarelli e altri oggetti personali appartenuti alla Duchessa. Museo Glauco Lombardi su Wikipedia Q3867609 su Wikidata
  • 20 Museo di arte cinese ed etnografico, Viale San Martino 8, +39 0521 257337, @ mail@museocineseparma.org. Ecb copyright.svg Ingresso a offerta libera. Simple icon time.svg Mar-Sab 9:00-14:00. Ideato nel 1899 da Mons. Guido Maria Conforti perché servisse all'istruzione dei futuri missionari, il Museo d'arte cinese ed etnografico di Parma si è arricchito del materiale portato dai missionari saveriani alla loro casa madre di Parma, da donazioni e da acquisti. Molti gli oggetti provenienti dalla Cina, come tre vasi in terracotta del III millennio a. C., numerose altre ceramiche, bronzi della dinastia Shang, pitture, tessuti, sculture, abiti, e una collezione di antiche monete cinesi superiore agli 8000 pezzi. Nella sezione etnografica, particolarmente importante è la presenza di ornamenti e oggetti d'artigianato (500 pezzi) dei Kayapò, un popolo dell'Amazzonia. Completano la collezione etnografica oggetti dell' arte tradizionale africana, in particolare del Congo orientale. Museo d'arte cinese ed etnografico su Wikipedia Q24933115 su Wikidata
L'ingresso nell'ex monastero di S. Paolo che porta al Castello dei burattini
  • 21 Il castello dei burattini - Museo Giordano Ferrari, Via Melloni 3/a, +39 0521 031631, @ castellodeiburattini@comune.parma.it. Ecb copyright.svg Ingresso gratuito. Simple icon time.svg Lun, Mer-Ven 10:00-17:00; Sab-Dom e festivi 10:30-18:30. Il museo dei burattini nasce nel 2002 nell'ex monastero di S. Paolo grazie alla ricca collezione di Giordano Ferrari, membro di una delle più famose famiglie di burattinai italiani. Sotto le volte affrescate dell'edificio sono esposti una parte dei 1500 pezzi costruiti o raccolti da Ferrari consistenti in burattini, marionette, copioni, fotografie, manifesti e altri oggetti riguardanti l’arte dei burattini in generale. Oltre ai classici personaggi della tradizione emiliana, come Sandrone, Fagiolino e il parmigiano Bargnòcla, creato dal padre di Giordano Ferrari, sono presenti burattini e marionette da tutte le regioni italiane e da diversi paesi esteri. Altri oggetti derivano da precedenti collezioni donate al museo, come quelle di Antonio Moroni, Franco Cristofori e Amilcare Adamoli. La collezione più recente è composta dai pupazzi televisivi del Gruppo 80 (Five, Uan e Ambrogio), guidato da Kitty Perria e Enrico Valenti. Oltre all'esposizione il Museo organizza spettacoli, didattica per le scuole e rassegne di teatro d'animazione, per diffondere la conoscenza di quest'antica arte. Castello dei burattini su Wikipedia Q3662418 su Wikidata
Cortile interno della Casa della musica
  • 22 Casa della musica - Museo dell'opera, Piazzale S. Francesco, 1, +39 0521 031170, @ museo@lacasadellamusica.it. Ecb copyright.svg Ingresso gratuito. Simple icon time.svg Mer-Ven 10:00-14:00, Sab-Dom 10:00-18:00. Gli altri giorni e Gio-Ven pomeriggio solo su prenotazione (almeno un giorno di anticipo). Il museo, diviso in quattro sale, raccoglie documenti del passato (oggetti, strumenti musicali, manifesti, fotografie) per illustrare nelle prime due sale l'evoluzione del teatro d'opera a Parma, dal 1600 ai giorni nostri, tra la costruzione del Teatro Farnese, inaugurato nal 1628 con il "torneo regale" Mercurio e Marte di Monteverdi, il Teatro Ducale e il Nuovo Teatro Ducale (oggi Teatro Regio) inaugurato nel 1829 con Zaira di Bellini; il novecento musicale a Parma viene rappresentato dalle figure dei direttori d'orchestra Cleofonte Campanini e Arturo Toscanini, e dal compositore Ildebrando Pizzetti. Le altre due sale sono riservate alla figura di Giuseppe Verdi e ai suoi rapporti con la città di Parma, in particolare alle celebrazioni del 1913 (centenario della nascita) a Parma e a Busseto, suo luogo natale. Il materiale in gran parte proviene dall’Archivio storico del Teatro Regio, fruibile anche grazie ad un sistema multimediale e informatico. Casa della Musica su Wikipedia Q3661255 su Wikidata
Ingresso della Casa del suono
  • 23 Casa della musica - Casa del suono, Piazzale Salvo D'Acquisto, +39 0521 031103, @ info.cds@casadelsuono.it. Ecb copyright.svg Ingresso gratuito. Simple icon time.svg Mer-Ven 10:00-14:00, Sab-Dom. 10:00-18:00. Gli altri giorni e nei pomeriggi di Giovedì e Venerdì solo su prenotazione (con almeno un giorno di anticipo). Ubicata in una chiesa sconsacrata (S. Elisabetta) risalente al 1674, è una raccolta storica di strumenti che permettono la riproduzione e la trasmissione del suono. Sono circa 400 pezzi che vanno dai primi esemplari di fonografi e di radio a galena, tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del secolo successivo, passando per le radio a transistor, i dischi a 33 e 45 giri, i mangiadischi e i registratori a cassetta della metà del novecento, fino ai lettori di Compact Disc e ai riproduttori digitali della nostra epoca. Non mancano due spazi destinati all'ascolto: Il lampadario sonoro e la Sala bianca, installazioni audio con centinaia di altoparlanti che permettono di creare sorgenti sonore virtuali che si muovono tridimensionalmente intorno l’ascoltatore. Casa del Suono su Wikipedia Q24935139 su Wikidata
Arturo Toscanini
  • 24 Casa natale e Museo Toscanini, Via R. Tanzi, 13, +39 0521 285499, @ info.toscanini@museotoscanini.it. Ecb copyright.svg Ingresso gratuito. Simple icon time.svg Mar 9:00-13:00; Mer-Sab 9:00-13:00 e 14:00-18:00; Dom 10:00-18:00. Il 25 marzo 1867 il direttore d'orchestra Arturo Toscanini nasceva in questa piccola casa nell'antico quartiere popolare dell’oltretorrente, trasformata in museo nel 1967 in occasione del centenario della nascita del Maestro e rinnovata nel 2007. Ogni stanza è ricca di cimeli provenienti in gran parte dalle residenze del musicista a Milano, in via Durini, e dalla sua villa di Riverdale, negli Stati Uniti: documenti, fotografie, quadri, arredi, abiti, lettere autografe di Verdi, Puccini, Ravel e altri musicisti. È possibile ascoltare registrazioni e assistere alla proiezione di un documentario biografico, in una sala apposita. Casa natale di Arturo Toscanini su Wikipedia Q22263715 su Wikidata
Salomone e la Regina di Saba al museo diocesano
  • 25 Museo diocesano, Vicolo del vescovado, 3 (piazza Duomo), +39 0521 208699, @ info@cattedralediparma.it. Ecb copyright.svg Ingresso: 5€; comitive e oltre i 65 3€, scuole 1€. Biglietto Museo e Battistero: 7€; gruppi e oltre i 65 5€; scuole 1€. Gratuito fino a 12 anni, disabili e accompagnatori (settembre 2015). Simple icon time.svg Lun-Dom 9:00-12:30 e 15:00-18:30. Il museo è stato inaugurato nel marzo 2003, dopo un complesso intervento di ristrutturazione che ha interessato il Palazzo vescovile del XI secolo. Si è così data una sistemazione ai reperti archeologici e alle opere d'arte provenienti dalla Cattedrale di Parma, dal battistero e dal territorio diocesano. Durante i lavori sono emerse mura romane tardoantiche della fine del III secolo d.C. L'itinerario museale prevede un percorso che segue la storia dei culti religiosi nella città, a partire dall’epoca romana e proseguendo poi con la sezione altomedievale e medievale. Di particolare pregio ed interesse sono i mosaici romani e paleocristiani (V - VI secolo), rinvenuti nel 1955 in Piazza Duomo, i frammenti di sarcofago romano (prima metà del III secolo), un sarcofago con bassorilievi raffiguranti le Stagioni; un'epigrafe (III secolo) che testimonia il sincretismo cultuale entro cui si stava formando il cristianesimo nel territorio parmense, una lucerna paleocristiana con il Monogramma di Cristo, proveniente dall'area di Carignano, alcune monete e stucchi di una domus romana, ubicata sotto la Cattedrale, riemersi durante i lavori di ristrutturazione dell'edificio, una lastra raffigurante l’inconsueto tema iconografico di San Martino con un pellegrino. Particolarmente importanti sono le sei statue originali, opera di Benedetto Antelami che si trovavano nelle nicchie esterne del Battistero, ora sostituite da copie: raffigurano Salomone e la Regina di Saba, Davide e il profeta Natan, gli arcangeli Michele e Gabriele. La collocazione nel museo, dovuta alle necessità conservative, ne permette la visione ravvicinata. Sempre da riferirsi all'Antelami sono quattro leoni stilofori provenienti dalla controfacciata della Cattedrale. Da segnalare l'originale statua dell'Angelo Raffaele in rame dorato di fine XIII secolo, uno dei simboli della città, affettuosamente chiamato dai Parmigiani "Angiol d'òr" o "Angiolèn dal Dòm", proveniente dalla sommità del campanile della Cattedrale (dal 1962 sostituito da una copia). Museo diocesano (Parma) su Wikipedia Q3868277 su Wikidata
Manuale tipografico di Bodoni
  • 26 Museo bodoniano, Piazza della Pilotta, 5 (Entrata dalla Biblioteca Palatina), +39 0521 220449, @ museobodoni@beniculturali.it. Ecb copyright.svg Ingresso gratuito. Simple icon time.svg Lun-Ven 9:00-13:00 su prenotazione. Il museo conserva libri stampati e strumenti appartenuti al noto tipografo G. B. Bodoni (1740-1813) creatore del celebre carattere tipografico che porta il suo nome. Nel museo è presente una vastissima raccolta dell'opera bodoniana: un migliaio di sue edizioni stampate, 12.000 lettere, documenti, punzoni, caratteri, lime, pialle, cucchiaini per un totale di circa 80.000 pezzi; la riproduzione di un torchio tipografico sul modello di quello utilizzato dallo stampatore saluzzese, una parte divulgativa dedicata alla storia del libro, dal manoscritto al libro a stampa, e all'evoluzione nel tempo della pagina stampata e dei caratteri tipografici. Museo Bodoniano su Wikipedia Q16268194 su Wikidata
Palazzo Sanvitale dove ha sede il museo Amedeo Bocchi
  • 27 Museo Amedeo Bocchi, Strada Cairoli 10/a (Palazzo Sanvitale), +39 0521 228289, @ museobocchi@fondazionemonteparma.it. Ecb copyright.svg Ingresso gratuito. Simple icon time.svg Mar-Dom 10:30-13:00. Il museo, inaugurato nel 1999, è ospitato nei restaurati spazi dell'antico Palazzo Sanvitale, sede di Banca Monte Parma e Fondazione Monte di Parma, nel centro storico di Parma. Dedicato ad Amedeo Bocchi (Parma 1883 - Roma 1976), artista di assoluto rilievo dell'arte italiana del Novecento: il nucleo della raccolta è stato donato dalle eredi alla Fondazione Monte di Parma che ha provveduto poi ad accrescerla tramite ulteriori significative acquisizioni. Seguendo l'esposizione cronologica il visitatore rivive il percorso umano del pittore, scandito dagli affetti di cui è troppo presto privato, e quello pittorico, segnato dalla inesausta ricerca luministica ed estetica, fulcro del suo operare artistico. Dipinti ad olio, acquerelli, pastelli, prove di affresco, disegni, bozzetti e sculture si svelano a poco a poco palesando la parabola artistica di Bocchi, in cui è possibile leggere in trasparenza i riferimenti culturali del secolo appena concluso. Il museo si articola in sei sale: Gli anni della formazione, Rita, I capolavori, I disegni, Bianca, Nella solitudine di Villa Strohl-Fern.
  • 28 Palazzo Bossi Bocchi, Strada al Ponte Caprazucca, 4, +39 0521 532111, @ fondcrp@fondazionecrp.it. Ecb copyright.svg Ingresso gratuito. Simple icon time.svg Mar e Gio 15:30-18:00; Dom 10:00-12:30 e 15:30-18:00. Sede della Fondazione Cariparma dal 1995, è anche la sede delle sue collezioni d’arte, distribuite in una quindicina di stanze. Le prime quattro mostrano maioliche italiane del XV e XVI secolo provenienti dalla collezione Garbarino, con ceramiche orientali e francesi. Le altre stanze sono dedicate ognuna ad un determinato soggetto artistico, o ad un pittore, in genere artisti locali e stranieri che hanno lavorato per il Ducato di Parma e Piacenza dalla sua costituzione fino all’epoca post-unitaria. Fra questi il più noto è certamente il Parmigianino, del quale il museo espone un autoritratto a penna e un foglio contenente 8 acqueforti; nella stessa stanza troviamo un quadro di Lanfranco e uno di Salvator Rosa. Fra le stanze dedicate ad un determinato soggetto artistico troviamo la sala dei paesaggi ottocenteschi, quella dei ritratti tra XVII e XIX secolo e una terza che riunisce nature morte e soggetti religiosi degli stessi periodi. Tra le stanze riservate ad un solo artista, oltre alle opere ottocentesche di Giovan Battista Borghesi abbiamo le due stanze che ospitano le opere novecentesche di Bruno Zoni e Goliardo Padova. Il novecento è rappresentato anche da una sala con dipinti di Daniele De Strobel, Cecrope Barilli e Amedeo Bocchi, e una seconda sala con vari artisti, tra i quali Ligabue. Un'altra stanza è riservata alle sculture di Luigi Froni, le cui opere sono comunque disseminate anche nelle altre stanze del museo. Alla fine del percoso una stanza è dedicata ad opere e oggetti legati alla duchessa Maria Luigia e al suo periodo (1815 - 1847). Nei sotterranei del palazzo è esposta anche una collezione di cartamoneta dall'Unità d'Italia ai giorni nostri, seconda soltanto a quella della Banca d’Italia. Museo Fondazione Cariparma su Wikipedia Q3868377 su Wikidata
  • 29 Museo di storia naturale Bottego (Museo di storia naturale dell'Università di Parma), Via Università, 12 / Via Farini 90 (In autobus: Linee 9 - 12 - 13 - 21, nei pressi della stazione Linee 2 - 15. A piedi: la sede di via Università è a pochi passi da P.zza Garibaldi, la sede di via Farini è a circa 10 minuti), +39 0521 033430, @ musnat@unipr.it. Ecb copyright.svg Ingresso gratuito. Simple icon time.svg Sede di Via Farini 90: Lun-Gio 9:00-13:00 e 14:30-17:00 (estivo 18:00) Ven 9:00-13:00. Sede di Via Università 12: Lun e Gio 16:00-18:00. Istituito nel 1766.

Fuori città[modifica]

La Certosa di Paradigna, sede dello CSAC
  • 30 CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione, Abbazia di Valserena, Via Viazza di Paradigna, 1 (la Certosa è raggiungibile da Parma seguendo la SS 343 (strada provinciale Colorno), proseguendo per 7 Km in direzione nord.), +39 0521 607791, @ info@csacparma.it. Ecb copyright.svg Intero 10€; ridotto gruppi 10-20 persone e convenzioni 8€; ridotto gruppi oltre 20 persone, 13-18 anni, studenti universitari, docenti, personale Unipr 5€; ridotto scuole superiori 3€. Gratuito sotto i 13, studenti Unipr con docente, giornalisti, guide turistiche interpreti in servizio, handicap e accompagnatori (settembre 2015). Simple icon time.svg Mar-Ven 10:00-15:00; Sab-Dom 10:00-20:00. Fondato nel 1968 e dal 2007 l’Abbazia di Valserena (o "Certosa di Paradigna") in cui sono esposte circa 12 milioni di opere di varie arti di arte contemporanea (dal '900 in poi). Centro studi e archivio della comunicazione su Wikipedia Q3664905 su Wikidata


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]

Le vie dello shopping sono concentrate nel centro storico, in particolare lungo Via Cavour, Via Garibaldi, i tratti più vicini a Piazza Garibaldi di Strada Farini e Strada Repubblica e le zone a queste vie direttamente adiacenti. Tramite i mezzi pubblici sono facilmente raggiungibili i centri commerciali più visitati dai parmigiani, il Barilla Center e l'Euro Torri .


Come divertirsi[modifica]

Spettacoli[modifica]

Locali notturni[modifica]

Da Pipo' : il miglior "Panzer" lo trovate qui !!!

  • Campus Music Industry, Via Monte Sporno 1 (Ingresso dal piazzale del parcheggio scambiatore Sud). Il locale propone concerti di cover bands e artisti locali ed Italiani. Offre inoltre sale prova per le band della zona.
  • Tosco, Via Giuseppe Meazza 33/a. Uno dei locali storici di Parma, un locale atipico non adatto a chi cerca un posto alla moda, propone concerti prevalentemente rock e blues.
  • La Corriera Stravagante, Via Platone 3, +39 0521 481481. Il locale offre buoni panini e gradevoli vini e birre. Ideale per una serata con gli amici.
  • Chelsea Pub, Via Emilio Lepido 22/a. Un altro locale storico di Parma, serve alcune delle birre migliori di tutta Parma ed i panini migliori.
  • Escape Café (Tiki Bar), Via La Spezia 109. Locale estremamente valido per un aperitivo con gli amici. Luigi Barone, uno dei migliori cocktail makers Italiani, propone ai suoi clienti bevande estremamente particolari, cocktail nitrogenati, carbonati e molto altro.
  • Shakespeare café, Via Goito 1. Locale che offre eventi musicali ricercati oltre ad una buona cucina ed un ambiente confortevole.
  • Tabarro, Strada Farini 5/b. Il locale offre una ricercatissima selezione di vini provenienti da ogni parte d'Italia ed il presonale è estremamente competente e disponibile.


Dove mangiare[modifica]

A tavola[modifica]

I parmigiani amano la buona tavola e, in linea di massima, preferiscono la cultura dello slow food anche quando si tratta di mangiare un panino al volo.

Sebbene negli ultimi anni si sia vista l'apertura di vari ristoranti di gruppi stranieri legati all'ambiente del fast food, il parmigiano rimane legato ai locali tradizionali, quasi tutti situati nel centro cittadino o nelle sue immediate vicinanze.

Se cercate un buon panino o una sfiziosità per pranzo o durante il pomeriggio non potete mancare una visita da Pepèn, in Borgo Sant'Ambrogio al civico 2, praticamente attaccato a Piazza Garibaldi, in pieno centro; il locale è piccolissimo e si mangia esclusivamente in piedi o, negli orari di massimo afflusso, in strada ma la qualità degli ingredienti e l'abbondanza delle farciture lo rendono una meta quasi obbligata; si consiglia vivamente di gustare il loro piatto tipico, la carciofa.

Un altro locale caratteristico di Parma nell'ambito del fast food, frequentato prevalentemente da studenti, è "La Clinica Del Panino", in Borgo Palmia 4/d, anche questo a due passi da Piazza Garibaldi, noto per i panini di enormi dimensioni.

A cena il parmigiano preferisce la cucina tradizionale, cosa evidente anche dal ridotto numero di ristoranti etnici presenti in città (anche se in crescita negli ultimi anni). Nell'area del centro vi sono alcuni dei più rinomati ristoranti cittadini quale "Le Sorelle Picchi" in via Farini 27, la "Osteria del Tribunale" in Vicolo Politi 5 o la "Antica Osteria della Ghiaia" in Borgo Paggeria al 12, giusto per nominarne alcuni.

Indipendentemente da dove sceglierete di mangiare troverete sempre i piatti tipici della cucina parmigiana; il pasto conviviale tipico del parmigiano comincia spesso con un antipasto a base di salumi tipici (crudo di Parma, spalla cotta, culatello di Zibello, coppa, salame di Felino) e torta fritta, una preparazione a base di farina, olio e sale e fritta nello strutto.

A seguire arrivano i primi, fra tutti il più amato (specialmente durante feste) è un bel piatto di Anolini in brodo, una pasta all'uovo ripiena di un preparato a base di stracotto di manzo, Parmigiano-Reggiano, noce moscata e pane. Non meno amati dai parmigiani sono i tortelli, tradizionalmente di erbette (biete o spinaci unite a ricotta) o di patate, questi ultimi serviti con un sugo di funghi porcini; altri tipi di tortelli che si possono gustare son quelli di zucca (tipici della vicina provincia di Mantova), di castagne o all'ortica, questi molto più difficili da trovare e quasi esclusivamente nelle aree montane della provincia. In ogni caso la tradizione vuole che i tortelli, cotti lessandoli in acqua salata, vengano "annegati nel burro ed asciugati col parmigiano".

Tra i secondi piatti tipici è da notare il sempre più raro da trovare stracotto di asinina, presente in varie versioni in tutta la provincia; più comunemente il parmigiano ordina vari bolliti (comunemente manzo e pollo) serviti con salse alle erbe o alle verdure rosse, vari tipi di cacciagione (in particolar modo il cinghiale, molto presente sull'appennino) o grigliate di carne, molto più raro trovare chi prepari la trippa alla parmigiana. Altri piatti tipici sono il pesto di cavallo, un preparato a base di carne di cavallo macinata e servita cruda condita con olio, sale, pepe, aglio e limone e "La Vecchia", preparata con pesto di cavallo cotto con cipolle, peperoni, patate e pomodori.

Il panorama dolciario parmigiano è purtroppo molto limitato, troviamo solo la spongata (pasta sfoglia ripiena di pinoli, marmellata, canditi e mandorle), la torta Maria Luigia (pan di Spagna farcito con cioccolato e crema di fragoline, ricoperta di cioccolato fondente, comunque difficile da trovare) e i tortelli dolci al forno o fritti (pasta da biscotto farcita con marmellata di prugne aspre, lo si può trovare praticamente presso ogni fornaio).

Prezzi medi[modifica]

  • Da Walter (La Clinica del Panino), Borgo Palmia 4/d. Il "fast food" in stile parmigiano.
  • Frank Focaccia, Piazzale San Lorenzo 9/a. Altro "fast food" in stile parmigiano che propone focacce fatte in casa di altissima qualità.
  • Pepèn, Borgo Sant'Ambrogio 2. La tradizione della cucina di strada parmigiana, altissima qualità e sapori.
  • Pedale Veloce (Circolo Arci), Borgo Bernabei 29. Un piccolo circolo che serve quasi esclusivamente torta fritta e salumi di buona qualità ad un ottimo prezzo.
  • Club House Rugby Parma, Via Lago Verde 6. Ecb copyright.svg 35/40€. Cucina tipica parmigiana di buona qualità.
  • Trattoria del Tribunale, Vicolo Politi 5. Ecb copyright.svg 40/50€. Una delle trattorie storiche di Parma, un'ottima cucina ed un personale capace.


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]

Parma è una città molto tranquilla, sia di giorno che di notte, vi sono raramente casi di violenza ed anche i furti ai danni dei turisti sono contenuti, nonostante ciò è sempre consigliabile non ostentare gioielli ed avere con sé solamente la quantità di contante necessaria per la giornata, lasciando il restante presso la cassaforte dell'albergo. Le aree relativamente turbolente della città sono poche e ben circoscritte e, con la sola esclusione di Piazzale della Pace (o piazza della Pilotta), fuori dagli itinerari turistici.

Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]

Certosa Paradigna.jpg
  • 31 Certosa di Paradigna (Abbazia di Valserena), strada statale Asolana (in direzione Colorno - Casalmaggiore, località Paradigna). Questa monumentale chiesa nota come Certosa di Paradigna, e precedentemente Certosa di San Martino, in realtà certosa non fu mai né fu mai dei Certosini. Il suo nome ufficiale è Abbazia di Valserena e fu voluta dal cardinale parmense Gerardo Bianchi al quale fu dato il placet dal papa Bonifacio VIII con una bolla pontificia del 15 aprile 1298. La costruzione avvenne sul luogo della preesistente pieve di San Martino in un luogo detto San Martino dei Bocci, termine parmigiano per indicare sterpaglie e pruni. Furono i monaci cistercensi della Abbazia di Chiaravalle della Colomba a bonificare la zona per renderla adatta alle colture, e ad edificare chiesa e monastero. Il fondatore la chiamò Abbazia di Valle Serena, o Valserena, con l'intento di sottolineare la pace e la conseguente serenità che il luogo doveva indurre. La sua costruzione procedette a fasi alterne per lungo tempo, finché venne consacrata nel 1385. Divenne nel tempo sempre più importante, tanto che nel 1810, anno della soppressione per decreto napoleonico, ospitava 500 frati. Edificata con impianto a croce latina, a tre navate, con volta a crociera, ha slanciati pilastri ottagonali che reggono archi acuti. All'incrocio tra navata e transetto si erge un tiburio poligonale; l'abside è in forma quadrata. L'interno aveva un tempo un pregiato altare maggiore, oltre ad un affresco del Parmigianino sulla volta del presbiterio e molti altri dipinti. Le opere d'arte che conservava sono state trasferite, nel momento della soppressione, presso l'Accademia di Belle Arti di Parma. La facciata fu rifatta nel Settecento. Il complesso è attualmente (2013) proprietà dell'Università di Parma che dopo un lungo e sapiente restauro lo sta utilizzando per le proprie attività.
La diatriba La Certosa di Paradigna è identificata da molti nella "certosa di Parma" che ha ispirato il famoso romanzo di Stendhal. Altri identificano invece la Certosa stendhaliana nella Certosa di San Girolamo, la vera Certosa situata non molto lontano, dalle parti di via Mantova. La diatriba, che ha prodotto parecchie pubblicazioni di articoli di vari studiosi, è ancora in corso. Abbazia di Valserena su Wikipedia Q1636846 su Wikidata
  • 32 Pieve di San Gimignano, Via Roma, Vicofertile (Da Parma seguendo in auto via Volturno; in treno dalla stazione di Vicofertile sulla linea Parma-La Spezia). Si trova a Vicofertile la pieve romanica risalente al 1039 (ma l'aspetto attuale le fu dato nel XIII secolo). All'interno sono conservati notevoli capitelli del XII secolo. Pieve di San Geminiano su Wikipedia Q22263744 su Wikidata
  • Piacenza Emiliana ma anche un po' lombarda, nodo stradale e ferroviario sulla sponda destra del Po, conserva un bel centro storico con considerevoli monumenti - il Palazzo comunale (il Gotico), il Duomo - e un impianto urbanistico signorile. Fu co-capitale del Ducato di Parma e Piacenza.
  • Fidenza — Il Duomo di San Donnino, cattedrale della diocesi, rientra a pieno diritto nel novero delle grandi Cattedrali romaniche dell'Emilia, ad esempio quelle di Parma e di Modena; vanta una facciata -incompiuta- con statue e bassorilievi di Benedetto Antelami e della sua scuola.
  • Colorno — La sua Reggia fu dei Sanseverino, poi dei Farnese, di Maria Luigia d'Austria, dei Borbone; è il monumento di gran lunga più importante di questa piccola Versailles parmense, che offre anche un centro storico piccolo ma bello, a ridosso del torrente Lorno che gli dà il nome e del Parma, poco lontano dal Po.
  • Sabbioneta — Città di fondazione, Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO, mantiene la cerchia muraria entro la quale è rimasta intatta la magia dell'urbanistica ideale realizzata da Vespasiano Gonzaga; il Teatro all'Antica, il Palazzo Ducale, la Galleria, la chiesa dell'Incoronata sono alcuni dei suoi monumenti che spiccano in un contesto che si è mirabilmente conservato.
  • Guastalla — Fu capitale del Ducato con Parma e Piacenza; lo era stata anche prima con i Gonzaga e poi con i Torelli. Il suo centro storico, con tracce degli antichi baluardi, conserva un importante tono urbanistico.
  • Soragna La Rocca Meli Lupi, signori del paese per centinaia di anni, si erge al centro di Soragna; non subì mai l'oltraggio della conquista nè dei conseguenti saccheggi. Oltre al castello riveste è interessante anche il centro storico dai tipici tratti padani.
  • Fontanellato — La Rocca Sanvitale, possente ma elegante al centro del paese, e il Santuario (di grande richiamo per i pellegrini di questa area padana della Bassa emiliana) sono i principali motivi di interesse di questo bel centro padano.
  • Casalmaggiore — Capoluogo del Casalasco, protetta da poderosi argini, la città si sviluppa parallelamente al letto del Po. L'ampio respiro della piazza principale, l'innegabile maestosità del Palazzo municipale e del Duomo rivelano il suo carattere di importante centro della Bassa. Il Santuario della Madonna della Fontana, la chiesa di Santa Chiara, la chiesa dell'Ospedale sono fra i suoi monumenti di spicco.
  • Collecchio — Vanta una pieve romanica che conserva ancora parte della costruzione originaria, ed una vasta aerea boschiva naturalistica, i Boschi di Carrega al cui interno si trova l'artistica palazzina del Casino dei Boschi.

Itinerari[modifica]

  • Castelli del Ducato di Parma e Piacenza — Disseminati sull’appennino parmense e piacentino, ma presenti anche nella pianura a sorvegliare il confine naturale del Po, i numerosi castelli dell’antico Ducato di Parma e Piacenza caratterizzano tutta l’area. Baluardi militari in origine, molti di essi hanno mantenuto l’aspetto di rocca inaccessibile, molti hanno via via trasformato la loro natura bellica in raffinata dimora nobiliare; tutti perpetuano nel tempo l’atmosfera di avventura, di favola e di leggenda che da sempre è legata ai castelli, in molti dei quali si narra della presenza di spiriti e fantasmi.


Altri progetti

2-4 star.svg Usabile: l'articolo rispetta le caratteristiche di una bozza ma in più contiene abbastanza informazioni per consentire una breve visita alla città. Utilizza correttamente i listing (la giusta tipologia nelle giuste sezioni).