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Castel Goffredo

Indice

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Castel Goffredo
Da sinistra a destra: Palazzo Gonzaga-Acerbi, ingresso al centro storico, portici, villa Beffa, torre civica, Castelvecchio
Appellativi
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Castel Goffredo
Castel Goffredo
Sito istituzionale

Castel Goffredo è una città della Lombardia, situata nell'Alto Mantovano.

Da sapere[modifica]

Stemma dei Gonzaga sulla torre civica

Conosciuta in tutto il mondo per la produzione di calze da donna - per questo motivo è denominata "Città della calza" - Castel Goffredo fa parte del distretto tessile N. 6 delle province di Mantova e Brescia dove operano oltre 250 aziende sia industriali che artigianali. Castel Goffredo è stata feudo autonomo dal 1444 al 1602 (Marchesato di Castel Goffredo) e una delle capitali degli Stati gonzagheschi. Nel 1511 il marchese Aloisio Gonzaga diede origine al ramo cadetto dei Gonzaga di Castel Goffredo, estintosi nel 1593 e, sotto la sua dominazione, il borgo divenne un'importante città fortezza, protetta da sette torrioni e circondata da un fossato di difesa. Negli anni del 1848 Castel Goffredo fu il centro cospirativo antiaustriaco dell'Alto Mantovano e contò la presenza di numerosi patrioti, capeggiati dal castellano Giovanni Acerbi, che diventerà in seguito intendente dei Mille di Garibaldi.

Dal 1987 fa parte dei "100 comuni della piccola grande Italia". Ha acquisito il titolo di città nel 2002 ed è l'ottavo comune più popoloso della provincia di Mantova. È tra i comuni promotori dell'"Ecomuseo tra il Chiese, il Tartaro e l'Osone". Castel Goffredo partecipa con i suoi monumenti alla sesta edizione del concorso Wiki Loves Monuments dal 1° al 30 settembre 2017.

Cenni geografici[modifica]

Zona dei fontanili

L'abitato sorge nell'Alto Mantovano, al confine con la provincia di Brescia, nella zona posta ai piedi delle colline moreniche del Garda, dal quale dista circa 25 km.

Caratteristica della zona è la presenza di fontanili e di risorse idriche sotterranee, probabilmente alimentate anche per effetto dell'infiltrazione delle acque del Lago di Garda attraverso i rilievi morenici. Interessante per il microambiente naturale è la zona che si trova nelle frazioni Profondi e Perosso, a nord del capoluogo, ricca di vegetazione, permette la vita di gamberi di fiume e la sopravvivenza di numerosi uccelli acquatici. La presenza delle risorgive crea le condizioni ambientali idonee allo sviluppo di una vegetazione di piante acquatiche quali il crescione d'acqua, l'iris selvatico, le ninfee, il ranuncolo d'acqua e la lenticchia d'acqua chiamata ranina, che riveste il fondo del fontanile.

Numerosi corsi d'acqua e torrenti, alcuni di rilevante valore naturalistico-ambientale, percorrono il territorio comunale. Tra questi:

  • il torrente Tartaro (o Tartaro Fabrezza) nasce nella frazione Lame di Carpenedolo, attraversa da nord a sud il comune di Castel Goffredo, passa per Casaloldo, Mariana Mantovana, Redondesco e Marcaria e sfocia nel fiume Oglio. La sua origine è molto antica e si hanno testimonianze già nel 1145 in una bolla di papa Eugenio III, dove si nomina anche la chiesa di San Michele, che sorgeva vicino al torrente. Il corso d'acqua è stato citato anche dal novelliere Matteo Bandello, ospite dal 1538 al 1541 del marchese Aloisio Gonzaga;
  • il torrente Fuga (o Seriola Fuga) nasce a nord di Castel Goffredo in località Profondi e percorre la zona ovest della città, passa per Casaloldo e sfocia a Mosio nel fiume Oglio. Questo fiume formava anticamente il baluardo difensivo di Castel Goffredo;
  • il Tartarello nasce alla periferia nord della città e ne attraversa tutto il centro abitato sfociando poi nella Fuga. Nel XV secolo attraversava, parzialmente scoperto, Piazza dell'Olmo (ora Piazza Mazzini). È quasi del tutto scomparso;
  • il torrente Osone nasce nel territorio di Castel Goffredo, percorre l'abitato di San Martino Gusnago, bagna Castellucchio e sfocia nel Mincio nelle vicinanze di Grazie di Curtatone;
  • la Seriola Gozzolina nasce nel territorio di Castiglione delle Stiviere e percorre la zona nord-est di Castel Goffredo;
  • la Seriola Piubega nasce nella frazione Lame di Carpenedolo e percorre la zona nord-est di Castel Goffredo.

Quando andare[modifica]

 Clima gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic
 
Massime (°C) 4 8 13 17 22 26 29 28 24 18 10 5
Minime (°C) -3 -1 3 7 11 15 18 17 14 9 3 -2
Precipitazioni (mm) 60 54 64 69 92 75 73 85 62 84 74 54

Fonte: Eurometeo

Preferibilmente la primavera e a settembre-ottobre. Clima continentale con estate afosa, autunno inoltrato nebbioso e inverno rigido.

Effetti positivi hanno le colline moreniche che, molto spesso, riescono a creare un po' di frescura. Le precipitazioni medie annue si attestano a 1.060 mm, mediamente distribuite in 88 giorni di pioggia, con minimo relativo in inverno, picco massimo in autunno e massimo secondario in primavera per gli accumuli.

Per conoscere le previsioni meteo per Castel Goffredo si può consultare il Centro Meteo Lombardo.

Cenni storici[modifica]

« … giunsi al castel c'ha di Gioffredo il nome. »
(Matteo Bandello, III parche, V)
Gonzaga di Castel Goffredo
Ritratto di Aloisio Gonzaga 1494-1549.jpg
Furono un ramo cadetto della dinastia Gonzaga, che ebbe origine a Castel Goffredo, già feudo autonomo gonzaghesco dal 1444, nel 1511 con Aloisio Gonzaga (nella foto). Figlio del condottiero Rodolfo, divenne il capostipite del ramo di Castiglione, Castel Goffredo e Solferino e capostipite dei "Gonzaga di Castel Goffredo". Castel Goffredo fu scelta a capitale dei tre feudi. Alla sua morte nel 1549, i suoi domini furono divisi tra i tre figli: Alfonso, Ferrante e Orazio. Alfonso fu assassinato nel 1592 dal nipote di Castiglione, Rodolfo, a sua volta ucciso nel 1593. Con lui ebbe fine anche il ramo cadetto.
Virgilio è nato qui?
Vergilio mosaico de Monno Landesmuseum Trier3000.jpg
La leggenda vuole che nella frazione Casalpoglio (Casalis Polionis) sia nato il poeta Virgilio. In realtà è più probabile che la madre del poeta fosse del luogo. In questa zona infatti è stata rinvenuta una lapide sepolcrale di epoca romana, dedicata da P. Magius alla moglie.
Fortezza di Castel Goffredo
Castel Goffredo-Mappa.jpg
Castel Goffredo fu un'importante città fortezza. Dotata di una prima cinta muraria risalente al X-XI secolo, con il dominio dei Gonzaga, a partire dal Quattrocento, venne dotata di un secondo ordine di mura e del rivellino. Il massimo sviluppo delle fortificazioni si ebbe con il marchese Aloisio Gonzaga, in pieno Rinascimento. Nel Settecento iniziò l'inesorabile abbattimento delle mura, di cui si conservano solo alcuni tratti.

Sull'origine del toponimo Castel Goffredo ci sono diverse ipotesi. Composto di castrum, fortificazione, e di un imprecisato "Goffredo" (dal germanico Gottfried che significa "in pace con Dio"), sul quale molti studiosi hanno cercato di trovarne il significato preciso. Un decreto imperiale del 1164 di Federico Barbarossa identifica così Castel Goffredo: Curtem de Runco Sigifredi cum castro et ecclesia, significando così che la seconda parte del nome sia derivato da Sigifredi.

In questo articolo è già stata posta l'attenzione sull'importanza di Castel Goffredo in qualità di Marchesato (1444-1602), ma la storia di questa città è assai più antica e si potrebbe dire – a ragione – millenaria.

I primi insediamenti umani risalgono all'Età del Bronzo (1800-1200 avanti Cristo); successivamente il territorio fu abitato in epoca etrusca e romana. Nel Medioevo (dall' 800 al 1115), Castel Goffredo appartenne alla Contea di Brescia e si chiamava Castrum Vifredi. Nel 1337, con l'ascesa al potere dei Gonzaga sulla città di Mantova, il paese chiese la loro protezione e venne aggregato. Subentrarono poi i Visconti, di nuovo i Gonzaga e la Repubblica di Venezia. Dal 1441 passò definitivamente ai signori di Mantova e vi restò sino al 1708.

Agli inizi del XVI secolo, questa terra fu capitale di un piccolo Stato gonzaghesco, il Marchesato di Castel Goffredo. Nella loro sfarzosa corte, i signori amavano circondarsi di personaggi illustri, quali gli scrittori Matteo Bandello, Lucrezia Gonzaga e Pietro Aretino e i diplomatici Cesare Fregoso e Antonio Rincon. Nel 1516 transitò per Castel Goffredo l'imperatore Massimiliano I d'Asburgo mentre inseguiva le truppe francesi. Nel 1543 un altro imperatore, Carlo V, soggiornò a Castel Goffredo, ospite di Aloisio Gonzaga, ed ottenne le chiavi della fortezza. Nel 1602, Castel Goffredo perse la propria autonomia: aggregato al Ducato di Mantova ne seguì le sorti, passando sotto la dominazione austriaca (1707) e, nel 1859, entrando a far parte del Regno d'Italia.

Dal 1993 è gemellata con Pirano, in Slovenia.

Il 27 settembre 2002 il Presidente della Repubblica ha conferito a Castel Goffredo il titolo di città: in tale modo si è voluta "premiare" la lunga storia di questa che, un tempo, era la "Magnifica Comunità", come pure l'intraprendenza dei suoi abitanti e dei personaggi che l'hanno resa illustre. Tra questi, vanno ricordati due discendenti della famiglia Acerbi: Giuseppe Acerbi (1773-1846), esploratore, letterato ed egittologo, e Giovanni Acerbi (1825-1869), intendente della spedizione dei Mille al seguito di Garibaldi. A Giuseppe Acerbi è dedicato il Premio letterario internazionale Acerbi che, ogni anno, ha lo scopo di avvicinare le culture e i popoli.

Fra le altre manifestazioni di rilievo, non bisogna dimenticare il Carnevale, di origini ottocentesche e tra i più antichi d'Italia, imperniato sulla caratteristica maschera di Re Gnocco.

Come orientarsi[modifica]

Centro storico[modifica]

  • 1 Piazza Mazzini. Ecb copyright.svg disco orario 1h. Centro politico, religioso e commerciale della città, su cui si affacciano il Palazzo Gonzaga-Acerbi e il Torrazzo, la Chiesa Prepositurale di Sant'Erasmo, il Palazzo Municipale e i portici quattrocenteschi con le botteghe dei commercianti. Piazza Mazzini (Castel Goffredo) su Wikipedia Q3902255 su Wikidata
  • 2 Castelvecchio (ingresso auto solo ai residenti). Simple icon time.svg disco orario 1h. Antico borgo fortificato dell'XI secolo, era cinto da mura e fossato. Tra i vicoli medievali spicca Vicolo Carlo V, che ricorda la visita dell'imperatore al marchese di Castel Goffredo Aloisio Gonzaga nel giugno 1543. Castelvecchio (Castel Goffredo) su Wikipedia Q3663025 su Wikidata
  • 3 Piazza Gonzaga. Ecb copyright.svg disco orario 1h. Con la Torre civica e il campanile quattrocentesco della Ex Chiesa di Santa Maria del Consorzio. Piazza Gonzaga su Wikipedia Q33127615 su Wikidata
Piazza Mazzini
Vie centrali[modifica]
Via Mantova
Via Roma
Via Botturi
Via Manzoni
Via Garibaldi
Via Acerbi
Via Poncarali
Via Castelvecchio
Vicolo Cannone
Vicolo Carlo V
Vicolo Fra Teodoro
Vicolo Remoto

Frazioni[modifica]

Castel Goffredo conta anche 18 frazioni:
Berenzi, Bocchere, Casalpoglio, Coletta, Gambina, Giliani, Lisnetta, Lodolo, Lotelli, Perosso, Poiano, Profondi, Romanini, Sant'Anna, Selvole, Valzi, Villa, Zecchini.

Altre località[modifica]

Boccardi, Cascina Frino, Gambaredolo, Malcantone, Poiano di mezzo, Rassica, Ravenoldi, San Pietro e Traversino.

Come arrivare[modifica]

Mappa del territorio comunale
Ingresso al centro storico

In aereo[modifica]

In treno[modifica]

Le stazioni ferroviarie più vicine sono:

Segnale stradale della seconda metà dell'Ottocento

In autobus[modifica]

Linea 57/A APAM. Mantova-Goito-Ceresara-Castel Goffredo-Acquafredda-Casalmoro.
  • Feature suburban buses.svg 14 Fermata Viale AVIS 26 (Zona cimitero).
  • Feature suburban buses.svg 15 Fermata Via Monte Grappa 58 (Zona centro).
Linea 57/B APAM. Castel Goffredo-Acquafredda-Castiglione delle Stiviere-Montichiari-Brescia.
  • Feature suburban buses.svg 16 Fermata Via Cesare Battisti 14 (Zona cimitero).
  • Feature suburban buses.svg 17 Fermata Via Monte Grappa 58 (Zona centro).
Linea 8 APAM. Asola-Casaloldo-Castel Goffredo-Medole-Castiglione delle Stiviere-Desenzano del Garda.
  • Feature suburban buses.svg 18 Fermata Viale Europa Lanterna Verde (Zona giardini pubblici).
  • Feature suburban buses.svg 19 Fermata Via Martiri di Belfiore 53 (Sulla strada per Medole).

In auto[modifica]


Strade statali e provinciali[modifica]

Zona industriale
Via Poncarali

Autostrade[modifica]

I caselli autostradali interessati sono:

Parcheggi[modifica]

Liberi[modifica]
Via Anselmo Cessi
Vicolo Monte Scuole
  • Norwegian-road-sign-552.0.svg 20 Piazza Martiri della Liberazione (centro).
  • Norwegian-road-sign-552.0.svg 21 Piazzale scuole medie Virgilio (semi centrale). Ecb copyright.svg libero solo nei giorni festivi.
  • Norwegian-road-sign-552.0.svg 22 Piazzale cimitero (semi centrale).
  • Norwegian-road-sign-552.0.svg 23 Piazzale Centro medico Iris (semi centrale). Ecb copyright.svg libero; a disco orario il giovedì.
  • Norwegian-road-sign-552.0.svg 24 Via Anselmo Cessi (semi centrale).
  • Norwegian-road-sign-552.0.svg 25 Via IV Novembre (semi centrale).
  • Norwegian-road-sign-552.0.svg 26 Via Piave (centro).
  • Norwegian-road-sign-552.0.svg 27 Viale Leonardo da Vinci (centro).
  • Norwegian-road-sign-552.0.svg 28 Viale Raffaello Sanzio (centro).
Disco orario[modifica]
  • Italian traffic signs - icona disco orario.svg 29 Piazza Mazzini (centro storico).
  • Italian traffic signs - icona disco orario.svg 30 Piazza Gonzaga (centro storico).
  • Italian traffic signs - icona disco orario.svg 31 Via Roma (centro storico).
  • Italian traffic signs - icona disco orario.svg 32 Via Manzoni (centro storico).
  • Italian traffic signs - icona disco orario.svg 33 Piazzale Marconi (centro).
  • Italian traffic signs - icona disco orario.svg 34 Piazzale della Vittoria (centro).

Aree sosta per camper[modifica]

Area di sosta attrezzata più vicina:


Come spostarsi[modifica]

Pista ciclabile del Tartaro
Tratto del fiume Osone

Con mezzi pubblici[modifica]

I biglietti possono essere acquistati negli APAM Infopoint:

  • Feature suburban buses.svg 36 Tabaccheria, Via Mantova 7.
  • Feature suburban buses.svg 37 Tabaccheria, Via Brescia 8m.

In taxi[modifica]

Non sono previsti servizi di taxi all'interno del comune di Castel Goffredo.

In bicicletta[modifica]

Italian traffic signs - pista ciclabile old.png Castel Goffredo è percorsa da numerose piste ciclabili, all'interno e all'esterno del centro città.


Percorsi ciclabili a contatto con la natura
  • 38 Percorso del torrente Osone. Itinerario di circa 7 km che si svolge a est della città, zona di origine del fiume.
  • 39 Percorso del torrente Tartaro Fabrezza. Itinerario di circa 9 km che si svolge nella zona nord di Castel Goffredo, ricca di risorgive.
  • 40 Percorso del torrente Fuga. Itinerario di circa 9 km, in parte sterrato, che si svolge nella zona sud-ovest del capoluogo.


Cosa vedere[modifica]

Nel centro storico[modifica]

Architetture civili[modifica]

Palazzo Gonzaga-Acerbi e torre civica
Palazzo Gonzaga-Acerbi, portale di ingresso
  • 1 Palazzo Gonzaga-Acerbi, Piazza Mazzini (privato e non visitabile). Iniziato nel XIV secolo e portato all'attuale splendore nel XVI ad opera di Aloysio Gonzaga, questo gioiello della città è sempre stato la residenza dei signori che si sono succeduti a Castel Goffredo, iniziando dai Gonzaga di Mantova. A difesa della residenza signorile era posto un fossato, oggi non più presente. All'interno sono conservati affreschi della scuola di Giulio Romano e colonnati. Dalla loggia interna si apre una vista su un giardino interno in cui verdeggiano alberi e piante profumate, tra cui degne di nota sono le rose provenienti da Alessandria d'Egitto, qui portate per volontà dell'egittologo Giuseppe Acerbi, proprietario del palazzo nel XIX secolo. Palazzo Gonzaga-Acerbi su Wikipedia Q3890242 su Wikidata
Palazzo Municipale e Loggia della Magnifica Comunità
  • 2 Palazzo Municipale e Loggia della Magnifica Comunità, Piazza Mazzini. Simple icon time.svg Aperto dal lunedì al venerdì. Il municipio, o come si chiamava nel 1330 quando fu costruito, domo comunis, campeggia anch'esso in Piazza Mazzini. L'aspetto attuale è opera dei rifacimenti degli inizi del Cinquecento. Il pian terreno ospita la cosiddetta "Loggia delle grida" ovvero il luogo in cui si riuniva la vicinia, unico organo responsabile per la nomina di un Consiglio, responsabile per gli affari pubblici. Da non perdere all'interno sono una piccola collezione di opere novecentesche e una stele romana dedicata al dio Mercurio. Palazzo Municipale (Castel Goffredo) su Wikipedia Q3890532 su Wikidata
Piazza Castelvecchio
  • 3 Castelvecchio (zona pedonale). Il primo nucleo urbano di Castel Goffredo, cinto da mura e fossato, si formò presumibilmente entro le rovine del castrum romano e verrà chiamato Castellum vetus, ovvero “Castelvecchio”. Edificato tra il 900 e il 1000, del borgo si parla in un documento del 12 giugno 1480 nel quale Ludovico Gonzaga, vescovo di Mantova e signore di Castel Goffredo, stipulò degli accordi con il comune sul possesso di alcune terre del luogo. In un documento datato 1337 viene citato il paese col nome di “castello delle terre di Castro Guyfredo” che chiudeva il borgo di “Castelvecchio” (1492). Un vicolo di "Castelvecchio" è stato intitolato all'imperatore Carlo V, a ricordo della sua visita del 28 giugno 1543 al marchese Aloisio Gonzaga. Dell'antico borgo facevano anche parte: il castello medievale, ora scomparso; la Chiesa di Santa Maria del Consorzio, la più antica della città, abbattuta nel 1986, della quale si conserva ancora il campanile quattrocentesco e l'abside affrescato; la Torre civica, alta 27 metri, che fungeva di porta d'accesso (chiamata porta castelli veteri) e chiudeva l'accesso a Castelvecchio; il Palazzo Gonzaga-Acerbi; Piazza Gonzaga; le antiche mura. Castelvecchio (Castel Goffredo) su Wikipedia Q3663025 su Wikidata
Palazzo Riva
  • 4 Palazzo Riva in città, Piazza Mazzini (privato e non visitabile). Edificato probabilmente alla fine del Quattrocento, era la residenza cittadina della nobile famiglia Riva. Nelle sue sale Bartolomeo Riva accolse Vittorio Emanuele II, futuro re d'Italia nel maggio 1848. Privato e non accessibile al pubblico. Palazzo Riva di Castel Goffredo (in città) su Wikipedia Q3890770 su Wikidata
Ospedale vecchio
  • 5 Ospedale vecchio, Via Mantova (privato e non visitabile). L'origine dell'ospedale di Castel Goffredo risale al XIII secolo. Fin dal 1288 era presente in loco una “Congregazione per Mutuo Soccorso” (sul modello della Congregazione della Misericordia Maggiore di Bergamo). Questa congregazione si chiamava “Congregazione di Santa Maria di Castel Goffredo”, che utilizzò come propria sede la Chiesa di Santa Maria del Consorzio, ora scomparsa. Con i beni lasciati in eredità la società istituì nel 1400 circa il "loco de le sorele e de li fratelli infermi". Nel 1461 operava già nel borgo il dottore-fisico Stefano de' Negrini e nel 1477 Alessandro de' Gezi di Cremona. Nel 1479 vi fu una divisione del territorio di Castel Goffredo per quanto concerneva il diritto di cura degli ammalati. È rimasto in funzione fino al 1964, quando i reparti sono stati trasferiti nell'Ospedale Civile, alla periferia della città. Ospedale Vecchio (Castel Goffredo) su Wikipedia Q3886653 su Wikidata
  • 6 Casa del Pretore, Via Botturi (privata e non visitabile). Collocata all'angolo tra via Botturi e via IV Novembre, è un edificio risalente al 1600. Fu in seguito trasformata in asilo infantile (1630) e poi in casa del commissario distrettuale quando Castel Goffredo divenne capoluogo di distretto.
Antica prevostura
  • 7 Palazzetto dell'antica prevostura (Non visitabile), Via Andrea Botturi 5 (In centro storico). Edificato in epoca rinascimenteale, ha subìto nel tempo diversi restauri, l'ultimo dei quali nel 2016. È da sempre la canonica e la residenza del prevosto di Castel Goffredo. Contiguo al Museo MAST Castel Goffredo.
Portici quattrocenteschi
  • 8 Portici, Piazza Mazzini e Via Roma. Risalenti al XV secolo, rappresentano un importante patrimonio architettonico e culturale per la città. Da sempre ospitano i negozi dei commercianti e sono i testimoni di tutti gli avvenimenti che si svolgono nella rinascimentale Piazza Mazzini, sulla quale si affacciano.


Architetture religiose[modifica]

Chiesa di Sant'Erasmo
  • 9 Chiesa prepositurale di Sant'Erasmo, Piazza Mazzini. Il culto di Sant'Erasmo ha origine molto antiche in queste terre; si hanno, infatti, notizie della presenza di un luogo di culto dedicato al santo sin dal 1288. La chiesa stessa è stata oggetto, più volte nel corso dei secoli, dell'attenzione di artisti e arichitetti che l'hanno di volta in volta restaurata o ampliata. La costruzione dell'attuale chiese ebbe inizio nella seconda metà del Quattrocento in stile rinascimentale e fu completata solo a fine XVI secolo. Al suo interno, a tre navate, conserva importanti opere d'arte, tra cui una tela del pittore mantovano Giuseppe Bazzani e l'altare marmoreo a commesso di Andrea Gamba. La chiesa è stata anche importante scenario di vicende storiche, come l'uccisione del principe Rodolfo Gonzaga nel 1593 a seguito di una congiura popolare, nell'epoca in cui questo vivace e importante centro era conteso tra varie signorie italiane, prima di diventare definitivamente gonzaghesco. All’interno della chiesa è allestito il Tesoro di Sant’Erasmo. Chiesa prepositurale di Sant'Erasmo su Wikipedia Q3667896 su Wikidata
Chiesa dei Disciplini
  • 10 Chiesa dei Disciplini, Via Garibaldi (non visitabile). Non lontano dal centro, troverete quest'altro esempio di arte rinascimentale; la chiesa, terminata nel 1587, era la sede della Confraternita dei Disciplini. Presenta anche un campanile, aggiunta seicentesca. Spostandoci all'interno, non potrete non notare i bei affreschi cinquecenteschi, che al fedele analfabeta del tempo e al curioso d'arte di oggi spiegano meglio che a parole la vita del profeta Giovanni il Battista. Non meno pregevole è l'altare in marmi policromi, opera del XVIII secolo, testimonianza della bravura di Angelo e Giambattista Lepreni. La chiesa, dopo una lunga attività come luogo di culto, oggi è sconsacrata ma non inutilizzata; è infatti sede di interessanti mostre ed eventi culturali, unici momenti nei quali la chiesa è aperta e visitabile. Chiesa dei Disciplini su Wikipedia Q3668051 su Wikidata
Chiesa di San Giuseppe
  • 11 Chiesa di San Giuseppe, Via Botturi 6. La chiesa, in stile barocco, era originariamente adibita a scuderia dei Gonzaga. Ceduta a metà '700 alla Compagnia del Santissimo Sacramento che la trasformò in luogo di culto. Dopo qualche interruzione ha ripreso nel 2004 la sua funzione religiosa, anche se nel corso dei secoli ha perso qualche pezzo, come ad esempio la sacrestia, oggi separata e usata come abitazione privata. Chiesa di San Giuseppe (Castel Goffredo) su Wikipedia Q3670606 su Wikidata
Campanile dell'ex Chiesa del Consorzio
  • 12 Ex Chiesa di Santa Maria del Consorzio, Piazza Gonzaga ang. via Manzoni (visitabile il giovedì mattina, durante l'apertura dell'ufficio interno). Era la più antica chiesa della città, eretta nel 1288 e abbattuta nel 1986. Quest'edificio ha cambiato molte volte funzione. Originariamente chiesa, fu ricostruita mantenendo la sua sacra funzione nel 1434 in stile gotico; in seguito divenne con i Gonzaga e principalmente sotto Aloisio, il mausoleo dei Signori regnanti. In seguito fu usata come Monte di Pietà per essere poi abbattuta qualche decennio fa. Questo monumento storico di Castel Goffredo è presente anche negli itinerari ciclistici lombardi. Se capitate da queste parti in bici non mancate di fermarvi un attimo ad ammirare il campanile quattrocentesco e l'abside affrescato (durante alcuni giorni di apertura al pubblico). Chiesa di Santa Maria del Consorzio su Wikipedia Q3673727 su Wikidata


Architetture militari[modifica]

Torre civica
  • 13 Torre civica, Piazza Mazzini (non visitabile). Con i suoi 20 metri circa e la sua merlatura ghibellina, opera di mastri del XIII secolo, è il simbolo di Castel Goffredo. Originariamente era chiamata porta castelli veteri, ovvero in buon italiano "porta del vecchio castello" e segnava il limite della fortificazione e l'accesso al borgo di "Castelvecchio". Dal 1438 la torre scandisce le giornate degli abitanti con il suo orologio. Se anche l'interno non è accessibile, nulla vi vieta di farvi un giro intorno e sbirciare i suoi particolari esterni. Torre civica di Castel Goffredo su Wikipedia Q3995322 su Wikidata
Torrazzo
  • 14 Torrazzo, Piazza Mazzini (privato e non visitabile). Questa seconda torre fu edificata nel Medioevo, ed innalzata nel XIV secolo allo scopo di diventare la residenza del vicario dei Gonzaga di Mantova. Alcune fonti antiche riportano che il Torrazzo non fu, tuttavia, solo una residenza principesca. Nel XIV secolo qui era ospitato un banco dei pegni gestito da ebrei e nel XVI le mura del Torrazzo furono onorate della visita di un venerabile personaggio cinquecentesco come San Luigi Gonzaga. Le stesse sale, nel 1593, tennero prigioniere Elena Aliprandi e le figlie di Rodolfo Gonzaga, dopo la sua uccisione sul sagrato di Sant'Erasmo a seguito di una rivolta popolare. Le finestre ora visibili sono opera più tarda e risalgono al '700. Anche questo monumento non è accessibile al pubblico in quanto privato. Torrazzo di Castel Goffredo su Wikipedia Q3995113 su Wikidata
Torrione di Sant'Antonio con un tratto delle "mura aloysiane" di epoca gonzaghesca
  • 15 Torrione di Sant'Antonio e Mura gonzaghesche, Piazza Martiri della Liberazione (aperto al pubblico in estate). Risalente al Quattrocento, faceva parte dei sette torrioni edificati, assieme alle mura, dai Gonzaga a difesa del borgo. Insieme a questi torrioni costituiva la seconda cinta muraria (in ordine cronologico). Nei suoi pressi si trovano ancora tracce dell'antico fossato. È l'unico dei sette ancora rimasto a poterci narrare la storia dei Gonzaga, visto che nel XIX secolo ebbe inizio l'opera di abbattimento degli altri sei. Motivo dello scampato pericolo per questa torre fu la sua posizione, all'interno del Parco La Fontanella, uno dei parchi pubblici di Castel Goffredo. Torrione di Sant'Antonio (Castel Goffredo) su Wikipedia Q3995774 su Wikidata
Tratto di mura
  • 16 Primo tratto della cinta muraria, Via Monte Grappa. Un primo tratto delle antiche mura della città (XI secolo) è ancora visibile oggi. Il primo perimetro fortificato di Castel Goffredo, dotato di fossato a difesa, si formò entro le rovine del castrum romano e fu eretto tra il 900 e il 1000. Al suo interno sorse il primo nucleo urbano e si chiamò Castellum vetus, ovvero “Castelvecchio", conservato quasi integro ai giorni nostri. Fortezza di Castel Goffredo su Wikipedia Q3867257 su Wikidata
Via Manzoni, a sinistra un tratto di mura
  • 17 Secondo tratto della cinta muraria, Via Monte Grappa, ang. via Manzoni. Un secondo tratto delle antiche mura della città (XI secolo, a sinistra nella foto) è ancora visibile oggi. Fortezza di Castel Goffredo su Wikipedia Q3867257 su Wikidata
  • 18 Porta Picaloca, Via Mantova (ingresso al centro storico). Chiamata anche Porta dell'Ospitale era un tempo una delle porte di accesso alla fortezza di Castel Goffredo, per chi proveniva da est. È l'unica rimasta (ricostruita) tra le quattro antiche porte di accesso alla città. In epoca medievale, per accedere alla città da est bisognava percorrere un ponte che attraversava il fossato a difesa della città-fortezza e quindi per Porta Picaloca, edificio a due piani. Porta Picaloca su Wikipedia Q3867257 su Wikidata


Monumenti[modifica]

Annunciazione in cotto in via Roma, XV secolo
Il monumento alla Croce, all'entrata della città
Frammento di cippo confinario austriaco (XVIII secolo) in piazza Castelvecchio
Cippo gromatico di epoca romana collocato nei giardini pubblici
  • 19 Monumento ai Caduti, Piazzale della Vittoria. Gruppo scultoreo in marmo bianco posto nei giardini pubblici di piazzale della Vittoria. Fu realizzato nel 1925 dallo scultore Timo Bortolotti - artista che si esprimeva con forme che si ispiravano a un ritorno all'antico e all'idea del classico - ed inaugurato il 10 maggio 1925 dal deputato mantovano Gino Maffei (1890-1938). La costruzione è posta al di sopra di tre gradini e costituita da una figura femminile racchiusa tra due colonne di stile ionico sormontate da fregio e architrave su cui spicca la citazione latina Per aspera ad astra. Alla base del monumento sono poste le lapidi a ricordo dei caduti delle due guerre.
  • 20 Monumento a don Aldo Moratti, Via Mantova. Scultura in bronzo del 1986, opera di Luciano Scalzotto, posta nella centrale via Mantova, raffigurante il sacerdote Aldo Moratti che conduce a mano una bicicletta e un ragazzo che tende la mano verso di lui.
  • 21 Monumento a Giovanni Acerbi, Piazzale Guglielmo Marconi. Raffigura il busto del patriota e intendente dei Mille di Garibaldi Giovanni Acerbi, collocato su un basamento di marmo bianco all'interno dei giardini pubblici di piazzale Marconi. Realizzato nel 1999 su disegno dello scultore-pittore Vindizio Nodari Pesenti.
  • 22 Monumento alla Croce, Via Battisti. Crocifissione in legno d'ulivo posta in prossimità del centro storico, in via Cesare Battisti. L'originale, in legno policromo del XV secolo, è collocato all'interno della chiesa prepositurale di Sant'Erasmo. Il monumento è stato inaugurato l'8 dicembre 1940.
  • 23 Monumento della Colonna con Pigna, Giardini Piazzale della Vittoria. Si tratta di un segnacolo funebre romano collocato su una colonna di marmo bianco, posto nei giardini pubblici di piazzale della Vittoria, chiamato La Pigna per la sua forma. In origine la colonna si trovava al quadrivio "Colonna" tra via Garibaldi, via Botturi e via Acerbi e sorreggeva il leone di san Marco, simbolo della dominazione veneta su Castel Goffredo. Rimase in questo luogo sino al 1827.
  • 24 Annunciazione, Via Roma (Visibile parzialmente su edificio privato). Bassorilievo in cotto del XV secolo, collocato nel passaggio tra Via Roma e Via don Aldo Moratti.
  • 25 Monumento ai Granatieri di Sardegna, Giardini pubblici di Piazzale della Vittoria. Monumento dedicato al corpo militare più antico d'Italia.
  • 26 Masso longilineo dell'era quaternaria, Giardini Piazzale della Vittoria.
  • 27 Cippo gromatico, Giardini Piazzale della Vittoria. Strumento utilizzato in epoca romana dai gromatici o mensores (geometri dell'epoca) come segno confinario nelle operazioni di suddivisione del territorio (centuriazioni).
  • 28 Cippi di confine austriaci, in via Vittorino da Feltre e in Piazza Castelvecchio. Segnali in marmo, sparsi su tutto il territorio comunale, che segnavano, a metà del Settecento, il confine tra due stati.
  • 29 Fontana in marmo bianco, Piazza Mazzini. Veniva utilizzata nell'800 per scopi potabili della popolazione.

Epigrafi aloysiane[modifica]

Il primo marchese Aloisio Gonzaga ha lasciato testimonianza del suo marchesato in alcune epigrafi presenti a Castel Goffredo. Due (vedi foto) si trovano murate sulla 41 torre civica ed erano murate in origine all'esterno del rivellino. Altre quattro, murate sul fianco della 42 chiesa di Sant'Erasmo, erano collocate esternamente alla chiesa di Santa Maria del Consorzio, mausoleo dei Gonzaga.

ALOYSIVS RODVLPHI FILIVS (posta sul rivellino)

Fuori dal centro storico[modifica]

Villa Beffa
  • 30 Villa Beffa, Via Beffa (privata e non visitabile). Se le condizioni meteo sono favorevoli e volete fare una lunga passeggiata, a 2 km. dal centro città troverete questa elegante villa rinascimentale. Va annotato che la villa, essendo privata, non è visitabile dall'interno. Il nome si deve alla famiglia Beffa, che dal XIV secolo risiedette a Castel Goffredo. Alcuni studiosi sostengono una certa somiglianza tra questa villa e altre presenti a Gazoldo degli Ippoliti, altro centro gonzaghesco della provincia mantovana. Chissà che non possa stimolare in voi un itinerario improvvisato alla ricerca delle testimonianze poco battute dell'arte dei signori Gonzaga. Villa Beffa su Wikipedia Q4011795 su Wikidata
Oratorio di San Michele
  • 31 Oratorio di San Michele Arcangelo, Via Casaloldo (aperto saltuariamente). Tutta l'area periferica di Castel Goffredo è stata importante, per quanto riguarda la presenza di oratori campestri, sin dal XVI secolo. Questo di San Michele è un esempio. Sul sito di questo oratorio giaceva sin dal Medioevo una chiesa antecedente (appartenuta alla diocesi di Brescia). L'oratorio fu rimaneggiato pesantemente sia nel '400 che nel '700. A quest'ultimo rifacimento risale l'attuale stile neoclassico con lesene. Oggi, purtroppo, non è più accessibile al turista, a meno che non ne facciate apposita richiesta. Non lontano si trova il già citato, palazzo Riva in campagna. Oratorio di San Michele Arcangelo (Castel Goffredo) su Wikipedia Q3884709 su Wikidata
Palazzo Riva nel 1990
  • 32 Palazzo Riva in campagna, Via Molino Nuovo (privato e non visitabile). Se chiederete alla gente del posto di indicarvi Èl Palàs vi mostreranno questo magnifico edificio del XVIII secolo. La funzione originaria era quella di dimora rurale della nobile famiglia Riva. L'interno è - a quanto si dice - impreziosito da stucchi e affreschi. Nel palazzo sito in Piazza Mazzini nel XIX secolo Bartolomeo Riva, allora proprietario, ricevette Vittorio Emanuele II, il Re galantuomo nonché primo Re d'Italia all'indomani dell'unificazione. Oggi purtroppo, il palazzo è in disuso e non è visitabile. Palazzo Riva di Castel Goffredo su Wikipedia Q3890769 su Wikidata
Corte Palazzina
  • 33 Corte Palazzina, Via Castiglione (privata e non visitabile). Un tempo chiamata anche "Palazzo Tosani", venne edificata probabilmente nella prima metà del Cinquecento ed è situata alle porte della città provenendo da nord, immersa nella campagna. Proprietario della corte fu Giuseppe Acerbi, esploratore e console in Egitto, che verso il 1820 impiantò nella tenuta a scopi scientifici circa 1.500 tipi di vite, riscoprendo le sue doti di botanico e naturalista. Nel 1832 fece pervenire dall'antica città di Siene, in Egitto, due leontocefale di sienite, che vennero poste ad ornamento della porta di ingresso dell'edificio. Intorno al 1840 iniziò assieme alle nipoti Marianna ed Annunziata, figlie di Francesco Acerbi, anche la coltura del baco da seta su scala industriale, Questa iniziativa, in competizione con quella iniziata nello stesso periodo da Bartolomeo Riva, fu l'embrione del futuro distretto tessile, che ha reso Castel Goffredo famosa nel mondo come la “città della calza”. Corte Palazzina su Wikipedia Q3694679 su Wikidata
  • 34 Villa Maddalena, Via Ospedale (privata e non visitabile). Edificata tra il 1925 ed il 1927 in stile liberty, sorge a breve distanza da Villa Beffa.


Fuori città[modifica]

Corte Gambaredolo
  • 35 Corte Gambaredolo, Via Ceresara (privata e non visitabile). La corte o villa Gambaredolo risale al XVI secolo; era la residenza estiva dei "Gonzaga di Castel Goffredo". Qui, il 6 maggio 1592, venne assassinato Alfonso Gonzaga, secondo marchese di Castel Goffredo, da sicari del nipote Rodolfo di Castiglione (lo stesso che pagherà con la vita questo gesto nel 1593 sul sagrato della chiesa di Sant'Erasmo a Castel Goffredo). Più tardi e precisamente nel 1617 Caterina, figlia dell'Alfonso qui assassinato, fece costruire l'Oratorio di San Carlo ancora presente, oggi di proprietà della diocesi di Mantova. Il complesso versa oggi in stato di abbandono. Corte Gambaredolo su Wikipedia Q3694674 su Wikidata


Edicole sacre e Chiese e oratori campestri di Castel Goffredo[modifica]

Numerose sono anche le edicole sacre sparse sul territorio comunale che costituiscono un vero e proprio luogo di culto, vantano antiche tradizioni e sono il segno di una religiosità assai diffusa.

Lungo Tartaro

Aree naturali[modifica]

  • 36 Lungo Tartaro, Via Monteverdi, Via Ubertini. Simple icon time.svg Aperto tutto l'anno. Percorso ciclopedonale e pedonale che permette di passeggiare nei pressi del torrente Tartaro, a contatto con la vegetazione fluviale e la fauna costituita da anatre, oche selvatiche e gallinelle.
  • 37 Zona delle risorgive, Frazione Perosso Sopra. Interessante per il microambiente, ricca di vegetazione, permette la vita di gamberidi fiume e la sopravvivenza di numerosi uccelli acquatici. La presenza delle risorgive crea le condizioni ambientali idonee allo sviluppo di una vegetazione di piante acquatiche quali il crescione d'acqua, l'iris selvatico, le ninfee, il ranuncolo d'acqua e la lenticchia d'acqua chiamata ranina, che riveste il fondo del fontanile. Per la fauna avicola nidificano qui le anitre selvatiche, i germani reali e le gallinelle d'acqua. La zona è servita da ciclopedonale.
  • 38 Alberi monumentali. Il censimento degli alberi monumentali effettuato dalla provincia di Mantova nel 2005 ha riconosciuto la presenza nel territorio di Castel Goffredo di 5 piante: una magnolia in frazione Bocchere, un pioppo bianco in località Pellizzario, un pioppo nero, un gelso bianco e un olmo campestre, tutti in frazione Casalpoglio.


Musei[modifica]

Museo e Chiesa Prepositurale di Sant'Erasmo.
  • 39 Tesoro di Sant’Erasmo, Piazza Mazzini (Nel battistero della Chiesa Prepositurale di Sant'Erasmo), +39 0376 781218. Ecb copyright.svg 3 €. Simple icon time.svg Ogni prima domenica del mese: ore 14,30 (mese di luglio ore 21); negli altri giorni: ore 15,30. Raccoglie alcune sculture lignee quattrocentesche, codici miniati e reliquiari donati dal duca di Mantova Vincenzo I Gonzaga.
  • 40 MAST Castel Goffredo (Museo - Arte - Storia - Territorio), Via Andrea Botturi 3 (In centro storico), @ info@grupposanlucaonlus.it. Simple icon time.svg Verrà inaugurato il 14 ottobre 2017. Centro culturale comprendente il Museo Ecclesiastico Corsini Tosani, l'Archivio Storico Parrocchiale della Parrocchia di Sant'Erasmo, l'Antica Libreria del Clero di Castel Goffredo, la Biblioteca di Storia dell’Arte, il Tesoro della Chiesa Prepositurale di Sant'Erasmo.


Parchi e giardini[modifica]

Tra le numerose aree verdi presenti nel territorio comunale si evidenziano:

Giardini pubblici
Parco La Fontanella
  • 41 Giardini pubblici, Piazzale Marconi e Piazzale della Vittoria. Simple icon time.svg Aperti tutto l'anno. Qui sono collocati diversi monumenti: Monumento ai Caduti, opera di Timo Bortolotti; Monumento a Giovanni Acerbi, patriota; Monumento ai Granatieri di Sardegna; La Pigna, segnacolo funebre di epoca romana; Cippo gromatico, di epoca romana; masso longilineo dell'era quaternaria. Giardini pubblici (Castel Goffredo) su Wikipedia Q3763830 su Wikidata
  • 42 Parco La Fontanella, Piazzale Martiri della Liberazione (In prossimità del centro storico). Ecb copyright.svg Ingresso libero ad accezione di eventi particolari segnalati in loco. Simple icon time.svg Aperto nella stagione estiva con punto di ristoro. Sorge a fianco dell'antico Torrione di Sant'Antonio, l'unico rimasto (ricostruito) dei sette che erano utilizzati a controllo e difesa della città fortezza. È ancora visibile verso il torrente Fuga un lungo tratto delle "mura aloysiane" medievali che cingevano la città. Parco La Fontanella su Wikipedia Q3895409 su Wikidata
  • 43 Tenuta S. Apollonio, Via S. Apollonio 6 (Dal centro di Castel Goffredo seguire le indicazioni per Casalpoglio), +39 0376 781314, fax: +39 0376 772672, @ info@parcosantapollonio.com. Simple icon time.svg Aperta da aprile ad ottobre. Il parco giardino, realizzato nel 1973, si estende su una superficie di 70.000 mq.


Eventi e feste[modifica]

Trattori in piazza Mazzini il 17 gennaio (Sant'Antonio Abate) per la tradizionale benedizione.

Gennaio[modifica]

  • 43 Falò della vecchia, In alcune corti contadine, tra cui in frazione Sant'Anna. Simple icon time.svg 6 gennaio. È diffusa la tradizione di salutare la fine dell'inverno o del carnevale bruciando la “vecchia”, detta ècia, un fantoccio appositamente preparato.
  • 44 Festa di Sant'Antonio Abate, Piazza Mazzini. Simple icon time.svg 17 gennaio. Festività durante la quale un tempo venivano schierati sul sagrato in attesa delle benedizione gli animali protetti dal santo. Ogni anno in piazza Mazzini viene impartita la benedizione dei trattori e distribuita gratuitamente la focaccia (chisöla).
Re Gnocco 1964
Carnevale di Re Gnocco

Febbraio[modifica]

  • 45 Carnevale con Re Gnocco, Piazza Mazzini e Piazza Martiri della Liberazione, @ info@regnocco.it. Simple icon time.svg Ultimo venerdì di carnevale (ogni 4 anni). Il venerdì antecedente l'ultimo giorno di carnevale si organizza nella rinascimentale piazza Mazzini una sfilata di carri allegorici con distribuzione gratuita degli gnocchi e vino. Lo storico castellano Carlo Gozzi fa riferimento ad un carnovale a Castel Goffredo già il 18 febbraio 1817. La maschera di Re Gnocco I risale al 1872, mentre la prima documentazione relativa alla incoronazione di Re Gnocco III è ricordata in un manifesto di grande formato datato 30 gennaio 1875. Il popolo di Castel Goffredo iniziò dunque a festeggiare il suo carnevale alla fine dell'Ottocento creando il “Re Gnoccolaro” con la sua corte, quasi per simpatia con la maschera veronese di "Papà del Gnoco", col quale è gemellato dal 1980. Il re viene scelto tra il popolo e la sua elezione rimane segreta sino al venerdì (venerdì gnoccolaro appunto), giorno in cui si presenta alla piazza in festa. Carnevale di Castel Goffredo su Wikipedia Q3660432 su Wikidata

Marzo[modifica]

  • 46 Fiera di San Giuseppe, Centro storico. Simple icon time.svg Terza domenica di marzo.

Maggio[modifica]

Giugno[modifica]

  • 48 Festa di Sant'Erasmo e della Città, Centro storico. Simple icon time.svg Ogni anno il 2 giugno. Messa solenne, concerti e assegnazione "Erasmo d'oro" da parte dell'Amministrazione comunale.
  • 49 Notte Fucsia, Vie del centro storico. Simple icon time.svg Metà giugno di ogni anno. Serata dedicata alla moda.
  • 50 Festa del Tortello amaro di Castel Goffredo, Parco La Fontanella, @ info@prolococastelgoffredo.com. Simple icon time.svg Metà giugno di ogni anno.
Via Mantova, preparativi per la "Notte Fucsia"
Giuseppe Acerbi, a cui è dedicato l'omonimo Premio letterario

Luglio[modifica]

  • 51 Premio letterario Giuseppe Acerbi, Piazza Matteotti 7, +39 0376 780161, fax: +39 0376 777227, @ info@premioacerbi.com. Simple icon time.svg A luglio la proclamazione del vincitore. Premio letterario dedicato a Giuseppe Acerbi (1773-1846), esploratore, scrittore, archeologo e musicista di Castel Goffredo, dove viene organizzato dall'anno 1993. Ogni edizione rende omaggio ad una diversa letteratura nazionale premiandone uno scrittore e una sua opera letteraria.

Ottobre[modifica]

  • 52 Antica Fiera di San Luca 1457, Centro storico. Simple icon time.svg Ogni anno il 18 ottobre. Antica fiera istituita, assieme al mercato del giovedì, con decreto del 1º luglio 1457 da Alessandro Gonzaga, marchese di Castel Goffredo.

Dicembre[modifica]

  • 53 Santa Lucia, Vie del centro storico. Simple icon time.svg 13 dicembre. A Castel Goffredo rimane viva ancora oggi la leggenda di Santa Lucia, che la sera del 12 dicembre, così si racconta ai più piccoli, porta i doni in una cesta sulla groppa d'un asino, al quale vengono preparati acqua e fieno. Per le vie del centro storico Santa Lucia incontra i bambini.
  • 54 Shopping day, Vie del centro storico. Simple icon time.svg 23 dicembre di ogni anno. Serata dedicata agli acquisti di Natale.

Tutti i mesi[modifica]


Cosa fare[modifica]

Palasport
Piscina coperta
Stadio comunale

Impianti sportivi[modifica]


Acquisti[modifica]

Mercato settimanale del giovedì
Mercato contadino in piazza Mazzini

Outlet[modifica]

Supermercati[modifica]

Mercati[modifica]

  • 8 Mercato settimanale del giovedì, piazza Martiri della Liberazione e vie adiacenti (ogni giovedì mattina). Simple icon time.svg 7.30-13.00.
  • 9 Mercato contadino, Piazza Mazzini (ogni domenica mattina). Simple icon time.svg 8.00-12.30.


Come divertirsi[modifica]

Via Botturi

Spettacoli[modifica]

  • 1 Parco La Fontanella, Piazza Martiri della Liberazione. Simple icon time.svg Bar all'aperto nella stagione estiva. Parco La Fontanella su Wikipedia Q3895409 su Wikidata

Ritrovi per giovani[modifica]

Cinema[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Tortelli di zucca
Gnocchi di patate
Tortello amaro di Castel Goffredo
Salame cotto
Sùgolo
Frittelle di carnevale
Schiacciatina mantovana

La cucina di Castel Goffredo è tipica dell'arte culinaria mantovana, profondamente legata ad antiche tradizioni contadine e al forte legame con le zone vicine, soprattutto l'Emilia-Romagna.

I piatti caratteristici sono i primi piatti di pasta ripiena, tortelli e agnoli in testa.

  • Primi piatti
    • Tortello amaro di Castel Goffredo – è il piatto tipico locale, risalente ai tempi dei Gonzaga. Questa specialità di pasta ripiena viene cucinata utilizzando l'erba amara (o erba di San Pietro) tipica della zona, infine viene condita con abbondante burro fuso. In onore di questo piatto tipico ogni anno, nella terza settimana di giugno, si tiene la tradizionale festa.
    • Agnolini - piatto tradizionale del giorno di Natale, consumati in brodo di carne.
    • Beèr en vì – nome dialettale del Bere in vino, è una minestra in brodo di carne alla quale viene aggiunto il vino rosso.
    • Tortelli di zucca – piatto tradizionale per la sera della vigilia di Natale, fatto con la sfoglia d'uovo e farcita da un impasto di zucca bollita, amaretti, mostarda, formaggio grana e noce moscata. Sono conditi con burro fuso e una spolverata di grana grattugiato.
    • Gnocchi di patate – vengono preparati con patate lesse, farina, pane secco e conditi con ragù di carne o pomodoro. Piatto tipico del Carnevale di Castel Goffredo, cucinato in onore di Re Gnocco, viene distribuito gratuitamente in piazza l'ultimo venerdì di carnevale.
    • Panàda - piatto unico di umili origini ma molto sostanzioso preparato con pane raffermo, olio di oliva, formaggio grana, brodo.
    • Tridarì – nome dialettale di Pasta trita, è un composto di pasta all'uovo e farina bianca che, fatto seccare, viene tritato e servito in minestra di brodo di carne.
  • Secondi piatti
    • Gallina ripiena - viene preparata utilizzando una gallina al cui interno è aggiunto un impasto costituito da pane grattugiato, sale, amaretti dolci, verdure, cipolla, carne tritata, mortadella. Viene lessata in acqua e servita calda.
    • Salame cotto - piatto insaccato di carne suina a grana medio-fine e sottoposto a cottura in acqua bollente.
    • Luccio in bianco - è un piatto a base di pesce d'acqua dolce dei torrenti locali lessato in acqua e pulito dalle lische. Si può gustare anche con una salsa composta da capperi, prezzemolo,acciughe sotto sale, aglio e cipolla.
    • Polenta all'erba amara - preparata con farina di mais, burro, erba di San Pietro e grana grattugiato.
    • Frittata – a base di uova e formaggio, viene aromatizzata con erba amara, germogli di luppolo, pesciolini di acqua dolce (in dialetto bòs) o con le rane.
  • Dolci
    • Chisœl - è una focaccia preparata con farina, zucchero, burro, mandorle dolci, pinoli, uovo, scorza di limone e cotta al forno. Si può gustare intingendola nel vino bianco secco.
    • Bisulà - è una ciambella preparata con di farina bianca, zucchero, burro, uova, latte, aromi e lievito.
    • Sügol - nome dialettale di Budino di mosto d'uva, preparato durante la vendemmia con mosto di uva rossa e farina.
    • Polenta doce dolce fritta – preparata con farina di cereali, acqua e sale. Viene fritta nell'olio e spolverata di zucchero.
    • Torta del buonumore - preparata con uova, zucchero, burro, erba amara, farina e fecola. Ha acquisito lo stato di "De.C.O." (Denominazione comunale d'origine).

Tipici sono anche i dolci fritti preparati in occasione del carnevale: Frittelle (Frètule in dialetto), Castagnole (Castagnòcc in dialetto) e Lattughe (Latüghe in dialetto).

Prezzi medi[modifica]

Ristoranti e pizzerie[modifica]

Pasticcerie[modifica]

Gelaterie[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]

Cittadella della sanità
Via Mantova

In città è attivo un sistema di videosorveglianza del centro cittadino e delle zone di maggior passaggio.

Servizi di pubblica utilità[modifica]

Farmacie[modifica]

Distributori di carburante[modifica]

  • 71 Stazione di servizio (In zona centrale), Viale Europa 1, +39 0376 779589.
  • 72 Stazione di servizio (In zona semicentrale), Via Brescia 20, +39 0376 779540.
  • 73 Stazione di servizio (In zona semicentrale), Via Martiri di Belfiore.
  • 74 Stazione di servizio (In periferia), Strada della calza 1871b, +39 0376 779840.


Come restare in contatto[modifica]

Biblioteca comunale

Poste[modifica]

Telefonia[modifica]

Il territorio di Castel Goffredo è coperto da tutte le reti 4G disponibili sul territorio italiano.

Postazioni telefoniche pubbliche[modifica]

  • 78 Postazione TIM giardini pubblici, Piazzale Marconi (In ingresso al centro storico da via Mantova).
  • 79 Postazione TIM Largo Salvo D'Acquisto, Largo Salvo D'Acquisto (A fianco stazione Carabinieri).

Internet[modifica]

Tenersi informati[modifica]

Scuole elementari
Mulino della Rassica

Quotidiani e riviste[modifica]

Televisioni[modifica]

  • 88 Tele Mantova, Via Pietro Verri, 27 - Mantova (Canali 19-619-690), +39 0376 254311. Televisione di Mantova e provincia.

Radio[modifica]

Social network[modifica]

Facebook[modifica]


Nei dintorni[modifica]

Nei pressi della città[modifica]

Comuni confinanti
Carpenedolo 9 km Castiglione delle Stiviere 12 km Medole 4 km
Acquafredda 4 km Rosa dei venti it 08p.svg Ceresara 6 km
Casalmoro 9 km Asola 12 km Casaloldo 4 km Piubega 14 km
Convento dell'Annunciata
  • 92 Convento dell'Annunciata, Via dell'Annunciata, 19 - Medole (Seguire indicazioni per frazione Lodolo), +39 338 3576378. Simple icon time.svg Visitabile su richiesta. Edificio religioso risalente al XV secolo, ricordato come eremo. Il complesso è costituito da tre fabbricati disposti attorno al giardino, comprendenti quattro sale a volto, il chiostro, un rustico e la piccola chiesa. Il convento ebbe origine da una donazione fatta da Guglielmo Luchino Venturella di Castel Goffredo di un oratorio privato, con casa ed orto contigui, assegnata agli Eremitani di Sant’Agostino con breve di Papa Callisto III del 1455. Nel 1467 i lavori erano probabilmente terminati o in stato avanzato, essendosi tenuto nel convento il Capitolo Generale della Congregazione di Lombardia degli Agostiniani. Nel 1499 il vescovo Leone dell’Ordine dei Minimi Osservanti, consacrò la chiesa oggi demolita. Durante il corso dei secoli seguenti, l’importanza del convento dell’Annunciata aumentò grazie alle munifiche donazioni della famiglia Gonzaga e dei comuni di Medole e Castel Goffredo. Dal 1467 al 1614 vi si tennero nove Capitoli Generali della Congregazione Lombarda dell'ordine agostiniano (Eremitani di Sant'Agostino). Il 28 giugno 1543 l’Imperatore Carlo V, giunto al Castello di Medole per un incontro politico con la famiglia Gonzaga, sostò al convento donando agli agostiniani un prezioso breviario rilegato in argento. Convento dell'Annunciata (Medole) su Wikipedia Q3689477 su Wikidata
Oratorio di San Vito
  • 93 Oratorio di San Vito, Via san Vito - Casaloldo. Edificio religioso risalente al XVI secolo, situato in una zona suggestiva. Nel 1566 era compreso nell'elenco degli oratori dipendenti dalla parrocchia di Castel Goffredo e fino al XVII secolo. L'oratorio di San Vito faceva forse parte di un ex lazzaretto. La facciata intonacata dalle linee semplici è coronata dal timpano e presenta un portale in marmo sovrastato da un rosone, al cui fianco si trova un campanile, snello ed elegante, con monofore balaustrate. L'interno dell'oratorio è a navata unica con soffitto a capanna; il presbiterio, a pianta rettangolare e più stretto della navata, è coperto da una volta a botte. L'interno della chiesetta conserva un altare in marmo con soasa lignea e dorata in stile barocco, una statua della Madonna in trono, una migliore nella piccola sagrestia del tardo Cinquecento, una copia – l'originale è stato trasferito nella chiesa parrocchiale di Casaloldo - di un quadro, antica pala d'altare, raffigurante la Madonna con i Santi Carlo Borromeo, Vito, Modesto, Crescenzia, del XVII secolo. Oratorio dei Santi Vito, Modesto, Crescenzia su Wikipedia Q3884441 su Wikidata
La torre di Solferino
Casatico (Marcaria), Corte Castiglioni
Gardaland

Facilmente raggiungibili[modifica]

  • Alto Mantovano — Terra di confine del Ducato di Mantova, che inseguì il sogno di ottenere uno sbocco sul lago di Garda senza mai realizzarlo, sviluppò le corti di rami cadetti della famiglia Gonzaga. Castel Goffredo, Castiglione delle Stiviere, Carpenedolo conservano l’impianto urbano ed i monumenti di quell’epoca. Il dopoguerra ha registrato un buon sviluppo occupazionale, con un conseguente incremento di benessere e di popolazione.
  • Mantova — (a 36 km). Città ricca di importanti tesori d'arte, Mantova è universalmente conosciuta come la città dei Gonzaga, che per quattro secoli la governarono tenendovi una delle corti più sfarzose d'Europa e ne fecero una delle più belle città del Rinascimento. Per la testimonianza eccezionale di realizzazione urbana, architettonica e artistica del Rinascimento, collegate tra loro attraverso le idee e le ambizioni della famiglia regnante, i Gonzaga, Mantova assieme a Sabbioneta, nel 2008, sono state dichiarate dall'UNESCO Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Mantova è stata nominata Capitale italiana della cultura per il 2016.
  • Cremona — (a 46 km). Ha un centro storico monumentale - Duomo, Battistero, Palazzo comunale - fra i più insigni della Lombardia. Fu città romana. Fu potente all'epoca dei Comuni e rivaleggiò con Milano, che infine la sottomise. I suoi violini (Stradivari e Amati), il suo Torrazzo e ancor più il suo torrone, sono noti ovunque.
  • Lago di Garda — (a 25 km). È uno dei grandi laghi lombardi; la sponda orientale è veneta, la punta a nord è trentina. Meta di turismo climatico fin dall'Ottocento, ogni paese rivierasco vive e si sviluppa con il turismo. Mete principali sono Sirmione (Grotte di Catullo), Desenzano del Garda, Salò, Gardone Riviera, Riva del Garda, Malcesine, Garda, Peschiera del Garda.
  • Castiglione delle Stiviere — (a 12 km). Città della Croce Rossa e di San Luigi Gonzaga, protagonista nelle guerre del Risorgimento, fu centro gonzaghesco; conserva un bel nucleo storico che si espande sulle colline moreniche a sud del Lago di Garda. Nel dopoguerra ha vissuto una forte espansione economica che ha favorito una importante crescita demografica, facendone il centro di riferimento dell'Alto Mantovano.
  • Solferino — (a 12 km). La famosa battaglia risorgimentale del 24 giugno 1859, che vide gli austriaci sconfitti, consegnò alla storia il nome del paese, al pari del vicino centro di San Martino. Il Museo risorgimentale ricorda l'epopea di quegli anni, assieme all'Ossario che custodisce le ossa di 7.000 caduti di quella carneficina. Il paese conserva anche una rocca ed un castello gonzagheschi.
  • San Martino della Battaglia — (a 23 km). Contemporanea a quella di Solferino, la battaglia risorgimentale legata nel toponimo al paese vide la sconfitta degli Austriaci durante la seconda guerra d'Indipendenza. Sul colle dello scontro si eleva una torre commemorativa; un ossario custodisce migliaia di resti di caduti degli eserciti contrapposti.
  • Casatico (Marcaria) — (a 25 km). È la patria del famoso letterato Baldassarre Castiglione, che qui nacque il 6 dicembre 1478. Interessante Corte Castiglioni, eretta nel XV secolo e rimaneggiata nel Cinquecento e Settecento.
  • Gardaland — (a 34 km). Parco di divertimenti situato in località Ronchi nel comune di Castelnuovo del Garda, in provincia di Verona. È adiacente al Lago di Garda pur non affacciandosi su di esso. L'intero complesso si estende su una superficie di 445.000 metri quadrati. Al suo interno ospita attrazioni meccaniche ed acquatiche tematizzate. Ogni anno è visitato da circa 2 milioni e 880 mila persone.
  • Canevaworld — (a 45 km). Polo d'intrattenimento che si compone di quattro aree indipendenti (Movieland Park, Caneva Aquapark, Medieval Times, Rock Star Restaurant) situato a Lazise, in provincia di Verona.

Itinerari[modifica]

Centro storico di Castel Goffredo[modifica]

Porta Picaloca
Vicolo Carlo V

Un percorso di visita a piedi nel centro storico inizia da 94 Porta Picaloca, unica rimasta delle quattro porte della fortezza cinquecentesca.

  1. Si percorre via Mantova, lasciando sulla destra l'Ospedale Vecchio.
  2. All'incirca a metà di via Mantova si incrocia (a destra) vicolo Remoto, che conduce all'antico quartiere ebraico del paese, con la sinagoga, di cui purtroppo non restano tracce.
  3. Piazza Mazzini, cuore della città, con il Torrazzo e il Palazzo Gonzaga-Acerbi (da sempre sede dei governanti), la Torre civica, simbolo della città, il Palazzo Municipale con la sua loggia, sede del Comune. A fianco del palazzo scorrono i caratteristici portici quattrocenteschi con le botteghe dei commercianti. Chiude la piazza la cinquecenrtesca Chiesa prepositurale di Sant'Erasmo, al suo interno il Tesoro di Sant'Erasmo.
  4. Fiancheggiando la chiesa prepositurale si imbocca via Andrea Botturi, politico Castellano e si giunge, all'incrocio, alla Chiesa di San Giuseppe, in stile barocco, originariamente adibita a scuderia dei Gonzaga.
  5. Svoltando a destra per via don Aldo Moratti e percorrendola per tutta la lunghezza si giunge in via Disciplini; svoltando a sinistra si giunge alla rinascimentale Chiesa dei Disciplini, con il bel campanile seicentesco.
  6. Imboccata via Montello, quindi via Poncarali e via Italia, si arriva al Parco della Fontanella, dentro il quale sono ancora visibili un antico tratto di mura quattrocentesche (verso il torrente Fuga) e la base del Torrione di Sant'Antonio, uno dei sette a difesa della città murata, sul quale è stata ricostruita una rotonda adibita a bar estivo.
  7. Da piazza Martiri della Liberazione, percorrendola a destra, si giunge al primo incrocio, a destra del quale si entra in Piazza Castelvecchio, la più antica di Castel Goffredo con le sue case basse medievali.
  8. Vicolo Carlo V ricorda la visita dell'imperatore nel 1543. Alla fine, incrociando via Manzoni, troviamo ciò che rimane della Chiesa di Santa Maria del Consorzio, con abside affrescato e il campanile quattrocentesco. Venne fondata alla fine del Duecento e, alla fine del Quattrocento, divenne il Mausoleo dei Gonzaga di Castel Goffredo. Fu abbattuta nel 1986.
  9. Alla fine di via Manzoni, uscendo dal centro, in Largo Salvo D'Acquisto è possibile vedere ancora un tratto di mura integro, così come è visibile un altro tratto delle prime mura con redondone in marmo in via Monte Grappa, all'altezza del civico 25.

Nel territorio comunale[modifica]

  • Chiese e oratori campestri di Castel Goffredo — L'itinerario, interamente nella verde campagna ricca di corsi d'acqua, percorre i numerosi luoghi di culto, che vantano antiche tradizioni e sono il segno di una religiosità assai diffusa, sin dal XVI secolo.

Altri itinerari[modifica]

Colline moreniche del lago di Garda
Strade che passano per Castel Goffredo
Casaloldo  S Strada Provinciale 8 Italia.svg N  MedolePozzolengo
Acquafredda  O Strada Provinciale 6 Italia.svg E  CeresaraGazoldo degli Ippoliti
Carpenedolo  N Strada Provinciale 105 Italia.svg S  → '

Informazioni utili[modifica]

Pista ciclabile nei pressi di Palazzo Riva

Informazioni turistiche[modifica]

Banche[modifica]

Oggetti smarriti[modifica]

  • 99 Ufficio oggetti smarriti (Presso vigili urbani), Piazza Martiri della Liberazione, +39 0376 770437. Simple icon time.svg Martedì / Giovedì POMERIGGIO dalle 16.00 alle 18.00 - Mercoledì / Sabato MATTINO dalle 10.00 alle 12.00. A fianco Farmacia Comunale.

Collegamenti esterni[modifica]

Altri progetti

3-4 star.svg Guida: l'articolo rispetta le caratteristiche di un articolo usabile ma in più contiene molte informazioni e consente senza problemi una visita alla città. L'articolo contiene un adeguato numero di immagini, un discreto numero di listing. Non sono presenti errori di stile.