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Casalmaggiore

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Casalmaggiore
Palazzo Municipale e Piazza Garibaldi
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Casalmaggiore
Casalmaggiore
Sito del turismo
Sito istituzionale

Casalmaggiore è una città della Lombardia.

Da sapere[modifica]

Importante centro della Bassa lombarda, ha sviluppato su una tradizionale vocazione agricola un buon tessuto artigianale, industriale, commerciale e del settore terziario. Riveste da sempre il ruolo di piccola capitale, centro di servizi, di commercio e di occupazione per i comuni vicini, che costituiscono il territorio Casalasco. È omogeneo con la vicina Viadana e il suo territorio (Viadanese), con cui forma l'area comprensoriale Oglio Po casalasco viadanese, abbracciata dai due fiumi che le danno il nome.

Cenni geografici[modifica]

Il Po in piena

La città si trova al centro della Pianura Padana, sulla sponda sinistra del fiume Po, e si sviluppa lungo i poderosi argini che imbrigliano il corso del fiume. È uno dei pochi centri urbani che si affacciano direttamente sul Po, senza terreno golenale fra il fiume e l'abitato. Dista 45 chilometri da Cremona, 40 da Mantova, 20 da Parma, città con la quale ha maggiori affinità.

Quando andare[modifica]

Le stagioni climatiche migliori sono sicuramente la primavera e il primo autunno. L'autunno inoltrato è spesso nebbioso, l'inverno è rigido, l'estate afosa; insomma un clima continentale.

Cenni storici[modifica]

Stemma della città

Il territorio di Casalmaggiore ha restituito reperti dell'Età del Bronzo localizzati in due siti archeologici, presso il Santuario della Madonna della Fontana, e presso l'argine del Po e la Chiesa della frazione di Fossacaprara. Ciò testimonia che la zona, pur paludosa, era abitata nelle aree più elevate. I ritrovamenti di epoca romana, che pure si sono avuti nelle epoche passate, non sono stati tali da poter affermare con certezza che esistesse un insediamento urbano organizzato, anche se la zona fu sicuramente interessata quantomeno ad insediamenti militari romani. La testimonianza più antica ricordata dagli storici è una iscrizione datata 585 che si trovava nella perduta chiesa di San Giovanni Battista, che sorgeva nell'isolato ora chiamato Isolabella, e che fu la prima chiesa parrocchiale della città. Casalmaggiore compare per la prima volta in un documento scritto, una permuta di terreni, nell'anno 878. Intorno al Mille Casalmaggiore è dominato dagli Estensi, che in considerazione della sua posizione strategica sul Po lo fortificano: il solo ricordo che ne rimane è il Torrione Estense.

Dopo la dominazione di Matilde di Canossa, poi dell'imperatore Enrico V, Casalmaggiore e il suo territorio passano alternativamente dai Milanesi ai Veneziani, ai Gonzaga, con cacciate e ritorni dei vari dominatori. La città tuttavia si crea una buona autonomia, sancita nel '400 da tutta una serie di privilegi che la porteranno all'indipendenza da Cremona, in quanto Terra Separata (1427) dello Stato di Milano. La comunità era inoltre dotata di propri Statuti, autorizzati di volta in volta dagli Stati dominanti (Venezia, Milano), redatti in forma scritta nel 1424, riproducenti leggi e consuetudini di tradizione orale che venivano applicate anche in passato. Il territorio soggetto alla giurisdizione di Casalmaggiore comprendeva le ville di: Agoiolo, Vicobellignano, Vicoboneghisio, Camminata, Cappella, Gambalone, Motta San Fermo, Villanova, Breda Azzolini, Brugnolo, Rivarolo del Re, Vicomoscano, Fossacaprara, Roncadello, Casalbellotto, Quattrocase e Valle.

Le infeudazioni del '500 (ad Arturo Goffier, Gran Maestro di Francia da parte di Francesco I re di Francia; al marchese Ludovico Gonzaga dall'imperatore Massimiliano I; al marchese Tommaso Giovanni Marini; alla casa d'Avalos di Aragona) e del '600 alla Casa Salvaterra da parte della Camera Regia di Milano (1649 - 1717) furono sempre avversate dalla Municipalità e dal Consiglio dei decurioni, che promossero svariate cause contro le infeudazioni, lesive dei privilegi concessi nel tempo dalle varie dominazioni, fino ad ottenere il riscatto dalle infeudazioni dietro esborso di ingenti somme di denaro.

Negli ultimi anni del 1600 Giovanni Luca Spinola, Grande di Spagna e Duca di San Pietro instaurò una trattativa con la Corte di Spagna per ottenere la Signoria di Casalmaggiore e del suo territorio; si sarebbe insomma costituito uno Stato casalasco. Casalmaggiore offrì alla Corte di Madrid il pagamento di una elevatissima somma per evitare di essere sottoposto ad un Signore, perdendo così la propria autonomia amministrativa; la Corte spagnola accettò l'offerta e il progetto non fu mai realizzato.

La Provincia di Casalmaggiore - 1787 - 1797[modifica]

Giuseppe II
Maria Teresa d'Austria
Antiche province lombarde

Il punto più elevato di autonomia e di riconoscimenti fu toccato durante la dominazione austriaca in Lombardia. Nel 1754 Maria Teresa d'Austria concesse a Casalmaggiore il titolo e il rango di Città, Giuseppe II il titolo di Città Regia, infine il ruolo di Capoluogo di Provincia nel 1787- Nella Lombardia Austriaca i capoluoghi di provincia erano otto: Milano, Como, Varese, Pavia, Lodi, Cremona, Casalmaggiore, Mantova. Provincia di Casalmaggiore Con l'invasione napoleonica Casalmaggiore perse il rango di capoluogo provinciale, entrando nella provincia di Cremona, di cui fa ancora parte. Con l'unità d'Italia fu capoluogo di Circondario e sede di Sottoprefettura, fino all'abolizione di tale istituzione in tutto il territorio nazionale.

Gonfalone della città


Ruolo sovra-comunale ed interprovinciale attuale[modifica]

La città di Casalmaggiore all'interno della sua provincia, dopo Cremona e Crema, è il terzo comune più popolato ed è il centro principale della zona sud orientale della stessa, che prende il nome di Casalasco.

Le altre zone in cui si suddivide tradizionalmente la provincia sono: nella parte centrale il Cremonese propriamente detto, che fa capo al capoluogo Cremona; nella parte nord occidentale il Cremasco, che ha come capoluogo Crema. Il Casalasco presenta inoltre notevole omogeneità ed affinità con il confinante territorio Viadanese appartenente alla provincia di Mantova, che ha Viadana come centro principale, con il quale divide servizi importanti, storia, tradizioni, assetto socio economico e affinità linguistica (dialetto casalasco viadanese, classificato come lingua di ceppo emiliano), tanto da formare un 'unicum' comunemente denominato Casalasco - Viadanese, ed ultimamente OGLIO PO.

Quest'ambito interprovinciale si è dotato di sovrastrutture di programmazione territoriale e di sviluppo economico e sociale sovra-comunale (condivide per esempio l'Ospedale Oglio - Po; il Consorzio di Bonifica Navarolo; il Distretto del Legno; il GALOglio PoTerre d'acqua [1] - Gruppo di Azione Locale Oglio Po terre d'acqua), e si propone di neutralizzare l'handicap del confine provinciale che lo divide a metà, ed ostacola una gestione organica e omogenea del territorio.

Come orientarsi[modifica]

Cuore pulsante della città e punto di partenza per la visita ai suoi monumenti può essere Piazza Garibaldi, dove si può parcheggiare a pagamento, come pure nelle adiacenti vie centrali. Un capiente parcheggio libero si trova al Lido Po, a cinque minuti a piedi dalla Piazza, nella golena attrezzata che fronteggia il centro cittadino. I punti di interesse si possono comodamente raggiungere tutti a piedi. Solamente il Santuario della Madonna della Fontana e la chiesa di Santa Maria dell'Argine necessitano dell'uso dell'auto. Tuttavia se non si è pressati dal tempo a disposizione, soprattutto in primavera o in una bella giornata d'autunno può risultare molto piacevole recarvisi a piedi con una passeggiata di non più di mezz'ora lungo un viale alberato per il Santuario e sull'argine del Po per Santa Maria.

Parcheggi[modifica]

Italian traffic signs - parcheggio.svg

  • 1 Piazza Garibaldi e vie limitrofe (strisce blu). Ecb copyright.svg a pagamento.
  • 2 Via Mentana (nel cortile delle ex scuole elementari, dietro il palazzo dei Vigili urbani). Ecb copyright.svg parcheggio a disco orario.
  • 3 Piazza San Martino e Solferino. Ecb copyright.svg parcheggio libero.
  • 4 Lido Po. Ecb copyright.svg parcheggio libero.
  • 5 Piazzale Conad, via Repubblica (alla rotatoria Via Repubblica/via Cavour). Ecb copyright.svg parcheggio libero.
  • 6 Via San Leonardo (ampia via - piazzale di fronte alla chiesa di San Leonardo). Ecb copyright.svg parcheggio libero.
  • 7 Viale Mazzini (ampio piazzale della stazione ferroviaria). Ecb copyright.svg parcheggio libero.
  • 8 Cimitero urbano (ampio parcheggio adiacente al cimitero). Ecb copyright.svg parcheggio libero.
  • 9 Parcheggio Baslenga (Centro sportivo baslenga - Stadio). Ecb copyright.svg parcheggio libero.

Quartieri[modifica]

Nel territorio di Casalmaggiore si trovano anche i seguenti centri abitati: Agoiolo, Camminata, Cappella, Casalbellotto, Fossacaprara, Motta San Fermo, Quattrocase, Roncadello, Valle, Vicobellignano, Vicoboneghisio, Vicomoscano.

La frazione di Vicobellignano si è ormai quasi completamente saldata alla città, diventandone perciò di fatto un quartiere occidentale.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg Sono aeroporti lombardi:

L'area è interessata anche dagli scali di:

Ponte stradale sul Po in piena
Il ponte ferroviario sul Po

In auto[modifica]

Avviso di viaggio! ATTENZIONE: Il ponte sul Po che collega la città a Parma e all'Emilia è stato completamente chiuso al traffico veicolare e ciclopedonale a seguito dell'accertamento di gravi lesioni in alcuni piloni portanti della struttura. Il traffico di collegamento da e per l'Emilia viene pertanto deviato sul vicino ponte di Viadana (circa 11 km), oppure su quello più lontano di San Daniele Po (circa 30 km) fino a data da destinarsi.

Su Casalmaggiore convergono le ex Statali:

  • ex strada statale 420 Sabbionetana (Casalmaggiore-Mantova)
  • ex strada statale 343 Asolana (Brescia-Parma)
  • ex strada statale 358 Castelnovese (Casalmaggiore-Reggio Emilia)

oltre alle Provinciali

  • Strada Provinciale 87 Giuseppina (Casalmaggiore-Cremona);
  • Strada Provinciale 85 Bassa di Casalmaggiore (Cremona - Casalmaggiore)

che la rendono un nodo stradale di un certo spessore.

  • Autostrada A1 Italia.svg Il casello autostradale di Parma, sulla A1, è a circa venti chilometri, raccordato alla Asolana.
  • Autostrada A22 Italia.svg Casello autostradale di Mantova nord sulla autostrada del Brennero
  • Autostrada A21 Italia.svg Casello autostradale di Cremona sull'autostrada Torino - Brescia

È in previsione inoltre la costruzione della bretella autostradale Tirreno - Brennero, per la quale sono state avviate le procedure per l'inizio dei lavori, che prevede un casello autostradale nei pressi della città.

Attracco sul Po per battelli turistici

In nave[modifica]

  • Italian traffic signs - icona porto turistico.svg Occasionalmente attraccano a Casalmaggiore battelli di navigazione turistica. Tuttavia non è ancora attivo un servizio turistico di trasporto fluviale per passeggeri, anche se non mancano progetti in tal senso.

La città è dotata di un attracco per imbarcazioni turistiche nei pressi del Lido Po, oltre agli attracchi per imbarcazioni sportive e motoscafi presso le due società Canottieri che hanno sede sul Po. Ha inoltre una banchina fluviale commerciale a valle dell'abitato, che tuttavia sta ancora attendendo un suo utilizzo, legato anche alla realizzazione del raccordo ferroviario con lo scalo merci della stazione ferroviaria e con alcune ditte locali.

Il ponte ferroviario sul Po

In treno[modifica]

  • Italian traffic signs - icona stazione fs.svg Casalmaggiore è dotato di una propria stazione ferroviaria sulla linea interregionale Parma - Brescia.

Alla stazione di Casalmaggiore fermavano anche i due convogli della linea Verona - Pisa ("Freccia della Versilia") : dal 2013 è solo Mantova-Piadena-Parma.

In autobus[modifica]

Italian traffic sign - fermata autobus.svg Linee autocorriere:


Come spostarsi[modifica]

In taxi[modifica]

In bici[modifica]

Un interessante percorso cicloturistico collega Casalmaggiore a San Benedetto Po.

Cosa vedere[modifica]

L'impianto urbanistico storico ha la forma di un arco teso (delineato dalle vie Baldesio, Favagrossa, Formis nell'antico Borgo Superiore da un lato; dalle vie Cairoli e Porzio nell'antico Borgo Inferiore dall'altro) con freccia (l'asse centrale Piazza Garibaldi, via Cavour, dove la Piazza Turati - Piazza Vecchia - dietro il Palazzo Municipale ne rappresenta in un certo modo la "punta"), addossato al poderoso Argine Maestro del fiume Po, inscindibile presenza nell'immagine della città.

La leggenda

È diceria popolare abbastanza diffusa che nel sottosuolo di Casalmaggiore si nasconderebbero camminamenti sotterranei che risalirebbero al Medioevo, quando Casalmaggiore era Castello, e che sarebbero stati in uso per qualche secolo, utilizzati anche dai Gonzaga, che addirittura li ampliarono. Queste strade sotterranee univano (si assicura) la precedente chiesa di Santo Stefano con la chiesa di San Rocco ai piedi dell'argine (ne restano le rovine) con la vicina Torre Estense e con il Santuario della Fontana per poi condurre al sicuro fin dentro le mura di Sabbioneta; una geniale via di fuga in caso di guerra.

I Monumenti, le Chiese, i Palazzi[modifica]

Torrione Estense
  • 1 Torrione Estense, via Vaghi. Resto delle antiche fortificazioni (intorno al Mille), è l'unico ricordo del nucleo primitivo di fortificazioni della città - Il Castelvecchio. Fino a circa la metà del 1900 fu Carcere Mandamentale. Poi, per alcuni anni, sede e laboratorio del Centro Casalasco di Studi Paletnologici (attivo a cavallo degli anni Sessanta - Settanta ed ora sciolto), al quale si devono due importanti campagne di scavo che hanno portato alla luce numerosi reperti fittili, strumenti in ossidiana, punte di frecce, ossa di animali, monili, un forno, risalenti all'età del Bronzo. I due siti archeologici sono stati scoperti nella frazione di Fossacaprara e nei pressi del Santuario della Madonna della Fontana. Da anni si progetta un intervento di recupero restaurativo di questo importante monumento, per il quale si ipotizza un utilizzo esclusivamente culturale - museale, per esempio come sede del Museo Archeologico, che esistette negli anni Settanta nel ridotto del Teatro Comunale e che esponeva i reperti preistorici locali sopra ricordati. Attualmente il materiale, per alterne vicende, è conservato nei depositi della Sovrintendenza.
Chiesa di Santa Chiara
  • 2 Chiesa e convento di Santa Chiara (XVI secolo), via Favagrossa (di fianco al Duomo). Di forma ottagonale, a pianta centrale, di fondazione risalente al 1531; il campanile è del '600. L'interno, restaurato dal pittore Aroldi nel 1903, conserva buone tele, fra cui una Natività del parmigiano Rondani, un Crocefisso in legno del 1500, l'Annunciazione con gloria d'Angeli del Malosso e due begli altari in marmo intarsiato. L'esterno è illeggiadrito da due ordini di logge a pilastri semplici del tipo umiliati. È collegata tramite una grata alla chiesa monastica interna, nella quale sono stati scoperti e portati alla luce resti di affreschi cinquecenteschi facenti parte di un ciclo pittorico probabilmente dedicato a Santa Chiara. L'atmosfera suggestiva della chiesa nascosta si conserva anche nella chiesa "pubblica", raccolta e intima, che conserva decorazioni del Settecento e qualche traccia più antica, ma nell'insieme prevalgono gli interventi di sistemazione dei primi del secolo scorso.
Su cantoria collocata sopra la bussola della porta d'ingresso è collocato il più antico organo della provincia di Cremona, costruito nei primi decenni del XVII secolo probabilmente dal musicista e sacerdote cremonese Cristoforo Falletti.
Accanto alla chiesa. l'esteso complesso monastico dell'ordine delle Clarisse, che raggiunse una notevole floridezza, testimoniata dalla consistenza degli edifici, che si sviluppano intorno a cinque cortili.
Nel 1786 gli austriaci decretarono la chiusura del convento. La chiesa divenne dipendente del vicino Santo Stefano, con il quale forma un complesso monumentale di buon impatto visivo. La sua vicinanza al Duomo e la sua forma ottagonale traggono molti in inganno, poiché viene considerata erroneamente il Battistero del Duomo di Santo Stefano.
Gli edifici del monastero furono in seguito adibiti, ancora con la gestione di suore, a Orfanotrofio maschile e femminile, fino alla metà del 1900, quando fu definitivamente chiuso poiché per le cambiate condizioni sociali era quasi completamente scomparso il fenomeno dell'abbandono dei neonati.
Nel vasto complesso monastico trova ora sede l'omonima Fondazione Santa Chiara (Corsi universitari, professionali, foresteria, centro congressi ecc.).
Il Campanile del Duomo
Duomo di Santo Stefano
Pala d'altare La Vergine, Santo Stefano e San Giovanni - Parmigianino - Dresda
  • 3 Duomo di Santo Stefano Protomartire, via Favagrossa/piazza Monsignor Marini. È la Chiesa matrice della città, Collegiata, Abbazia Mitrata, costruita sul luogo del preesistente tempio che si vuole risalisse all'epoca matildica. Eretto a partire dal 1840 su progetto dell'architetto Fermo Zuccari di origini casalasche, il Duomo fu consacrato nel 1861. Di forme neoclassiche, gli conferisce elevazione un'ampia scalinata che conduce ad un pronao ad archi dal quale si entra nel tempio a croce greca, e presenta ad ogni lato un ordine di colonne corinzie. Il presbiterio è sopraelevato per consentire la costruzione della sottostante cripta. Fra gli arredi provenienti dalla precedente chiesa. oltre ai quadri, un maestoso organo Serassi adattato nella nuova sede Bossi, e un ampio coro collocato dietro l'altare maggiore, con scanni del Seicento
Di dimensioni imponenti (lungh. 70 m.; largh. 52 m.; altezza della Cupola circa 55 metri), fu così concepito per sottolineare l'importanza raggiunta dopo l'elevazione a Città Regia e con la non celata speranza che si realizzasse la promessa papale (poi mai concretizzata) di erigere la chiesa principale di Casalmaggiore a Cattedra Vescovile, a capo di una propria Diocesi indipendente e affrancata da Cremona.
Conserva opere pittoriche di Giovan Battista Trotti detto il Malosso - L'Ultima Cena - operante nel '500, di Francesco Chiozzi del '700, di Cristoforo Agosta, artista locale allievo del Malosso - L'Adorazione dei Magi -, di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo, dei primi '600: - La Prudenza, La Giustizia, La Fortezza e La Temperanza-.

Vicino all'altare maggiore si conserva una copia settecentesca, eseguita da Marco Antonio Ghislina della Madonna e Santo Stefano, conosciuta anche come La Madonna di Casalmaggiore opera del 1540 di Francesco Mazzola. il Parmigianino, eseguita per la preesistente chiesa di S.Stefano. La tavola entrò a far parte della quadreria del Duca di Modena Francesco I d'Este, per passare, dopo alterne vicende, alla Gemaldegalerie di Dresda dove si trova tuttora. Fu una delle ultime opere del Parmigianino, che morì a Casalmaggiore nel 1540, trovando sepoltura nel Santuario della Madonna della Fontana, poco fuori città.

Lo svettante campanile, fra la chiesa e il Palazzo Abbaziale, poté essere costruito solamente alcuni decenni dopo la consacrazione del tempio, nel 1898, quando furono reperite le necessarie risorse economiche. È dotato di un concerto di otto campane, che è stato recentemente restaurato. Alto circa settanta metri, è divenuto a ragione uno dei simboli della città più noti ed una delle torri maggiori in provincia.
Sono sue chiese sussidiarie: Santa Chiara; San Francesco; San Sebastiano; Santuario della Madonna della Fontana; San Fermo nella frazione di Motta San Fermo.
Dal 2013 forma una unità pastorale con San Leonardo; le due chiese mantengono però personalità giuridica separata. Duomo di Casalmaggiore su Wikipedia Q24940246 su Wikidata
  • 4 Palazzo Abbaziale, piazza Monsignor Marini (Di fianco al Duomo, in Piazza Monsignor Marini). Austero nelle pareti esterne in scuri mattoni a vista, Seicentesco, rivela un'antica nobiltà ed un aspetto scenografico quasi berniniano, almeno nella parte che ancora rimane dell'edificio. È stato oggetto di un recentissimo restauro (2012).
Palazzo Mina-Tentolini
  • 5 Palazzo Mina - Tentolini, via Favagrossa. Già palazzo dei Conti Favagrossa, di stile neo classico, poderoso e signorile, in via Favagrossa adiacente al Duomo, mostra due ingressi, finestre con metope decorative e timpano con bassorilievo allegorico; giardino con cancellata, cintato da muraglia con obelischi. Il tutto forma uno scenario solenne di tipo canoviano. All'interno bei saloni con dipinti del Natali, dell'Alleati ecc. Gli stucchi della facciata pare si debbano al Bossi e a Giocondo Albertolli.
Le cronache locali ricordano che ospitò Filippo V di Spagna (1702) durante un passaggio per i suoi Stati, Carlo Emanuele di Sardegna (1733); Isabella di Borbone (1760); Amalia d'Austria (1769). Contende a Palazzo Manganelli l'onore di avere ospitato San Carlo Borromeo.
Nel 1862 Giuseppe Garibaldi; una lapide sulla facciata, al centro del balcone, ricorda la visita di Giuseppe Garibaldi alla città nel 1862 e l'arringa che rivolse al popolo per raccogliere volontari per la sua impresa, al grido di Roma o morte.
A cavallo fra '800 e '900 fu sede di un Collegio - Convitto. Ora è una residenza privata.
  • 6 Palazzo Camozzi, via Favagrossa. Dirimpetto a Palazzo Mina - Tentolini in via Favagrossa, poderoso e sobriamente signorile, fa scenograficamente da cornice con quest'ultimo alla veduta della svettante mole del Duomo e del suo campanile.
  • 7 Palazzo Chiozzi, via Cavour. Nella centrale via Cavour il palazzo e' del XVII secolo. Fu acquistato nel 1933 dall' Opera Pia Asilo Chiozzi ed ha ospitato l'omonima scuola fino al 1995. A pianta quadrata, si raccoglie attorno ad un cortile di belle proporzioni a cui si accede da un ampio atrio colonnato. Nella parte posteriore e' presente un vasto giardino.
Chiesa di San Francesco - L'antico campanile
San Francesco
  • 8 Chiesa di San Francesco, via Cavour/via Guerrazzi. La chiesa e convento di San Francesco, che fu una delle prime erette in onore di questo Santo, nel suo aspetto attuale è una riedificazione ed un rifacimento in nuove forme della preesistente chiesa, andata distrutta durante la prima guerra mondiale, quando un furioso incendio divampò al suo interno, utilizzato come magazzino per le truppe.
Della precedente costruzione ecclesiale, risalente al XIV secolo, rimangono il campanile e l'abside, che nel nuovo edificio ne costituisce un transetto. La parte inferiore del campanile superstite risale alla prima edificazione della chiesa; la parte superiore ci parla di rifacimenti effettuati in epoche successive. Accanto alla chiesa, il convento dei Minori Conventuali di San Francesco risalente alla seconda metà del XIII secolo, poche decenni dopo la morte di San Francesco. Nel 1713 fu ricostruito a cura dei padri guardiani casalaschi Giovanni Battista Favagrossa e Angelo Molossi, poiché minacciava rovina.
La chiesa attuale, costruita su progetto dell'architetto Boattini, conserva un bassorilievo in terracotta anticamente collocato nella cappella dell'Annunciata. Sono di nuovo ospitate nella chiesa le opere d'arte che erano presenti nel vecchio tempio:L'Immacolata del Malosso; San Francesco del Monti; B. Bonaventura del Muzzi; Crocifissione e Sant'Anna con Maria ss.ma e s. Gioacchino del Chiozzi; Transito di San Francesco e Le Stimmate del Mastelletta; affreschi decorativi dello Zaist; un affresco di fattura trecentesca Sant'Anna, Maria Vergine e il Bambino; una statua del Cristo morto:; l'antico fonte battesimale della perduta chiesa di San Giovanni Battista, prima parrocchiale di Casalmaggiore.
Chiesa di San Sebastiano - La cupola
San Sebastiano - Statua lignea del Santo
San Sebastiano
  • 9 Chiesa di San Sebastiano, via Romani. Sussidiaria del Duomo, la chiesetta di San Sebastiano fu costruita negli anni 1712 - 1729 su progetto del sacerdote Giovanni Andrea Molossi. Sorge in via Romani, sul lato opposto di Palazzo Porcelli. A croce greca, è sormontata da una cupola quadrilatera. Mostra sulla facciata, nell'arco sopra l'ingresso, un affresco raffigurante San Sebastiano, in condizioni di degrado.
Conta due cappelle, una per braccio laterale,che presentano nella semicupola resti di affreschi purtroppo molto rovinati dal tempo (ed anche dall'incuria) in cui si indovinano figure di Santi ed elementi architettonici (colonne, forse un loggiato) che disegnano una apertura contro il cielo. Uguali raffigurazioni si ripropongono nella semicupola della cantoria, sopra la porta di ingresso, dove si nota un piccolo organo in disfacimento. Nei due altari laterali, ciascuna in una nicchia, due statue lignee di Santi, femminile a destra, maschile a sinistra.
L'altare maggiore, sopraelevato di alcuni scalini rispetto al piano della chiesa, mostra in una nicchia nella parete dell'abside una statua lignea di San Sebastiano trafitto da frecce. La cupola centrale, grazie all'illusione ottica degli affreschi, ha un insospettato slancio verticale che si conclude con la raffigurazione nell'alto del cielo della colomba raffigurante lo Spirito Santo in gloria.
Il piccolo edificio è sovente chiamato chiesa di Santa Lucia forse perché in passato vi furono trasferiti arredi dalla antichissima chiesa di Santa Lucia, posta nel Castelvecchio quando questa fu soppressa. Anticamente officiata, viene usata ora solamente per la recita del Rosario nel mese di maggio.
Fra la chiesa e l'argine poco discosto esisteva l'antico cimitero, che divenne impraticabile e fonte di pericolo sanitario a seguito delle continue infiltrazioni d'acqua causate dal carattere paludoso della zona, all'epoca soggetta a fenomeni frequenti di sorgive e di impaludamento. Fino al Settecento si ricorda nei pressi un bodrio, ossia una zona allagata di acqua stagnante del Po, rimanenza di quello che nei secoli precedenti si diceva fosse quasi un vero e proprio lago. Verso la fine dell'Ottocento il cimitero venne smantellato, ed entrò in funzione il nuovo Camposanto costruito lungo la strada che conduce al Santuario della Madonna della Fontana.
Teatro Comunale
Teatro - Scorcio dell' interno
  • 10 Teatro Comunale (fine '700), via Cairoli. Eretto nel 1783 il Teatro Sociale, così chiamato perché fatto costruire da una società di dodici nobili cittadini di Casalmaggiore, fu progettato dall'architetto casalasco Andrea Mones. Ha un'elegante sala a ferro di cavallo, tre ordini di palchi e loggione. Addossata all'edificio, l'ampia sala del Ridotto del Teatro, che in epoche passate serviva per l'organizzazione di feste popolari (da cui deriva il termine locale per indicarlo : La Fastàssa), utilizzata attualmente come sala di esposizione per mostre. Il complesso teatrale fu costruito dove sorgeva l'antica posta dei cavalli. La cronaca locale ricorda la presenza di Ferdinando I, Duca di Parma, e della sua Corte ad alcune rappresentazioni.
Il Teatro fu sede delle riunioni del'Accademia arcadica Eridania, e in seguito di circoli patriottici che si formarono in città durante il Risorgimento. Sempre nel Teatro si riunivano durante la dominazione napoleonica gli adepti di una società filo-francese casalasca.
Acquisito dal Comune, vide l'organizzazione di stagioni teatrali nei primi del Novecento. Servì poi come sala cinematografica, fino alla chiusura e al suo abbandono che ne determinò un notevole degrado. Nel ridotto del teatro, al piano superiore, esistette intorno agli anni Settanta il Museo Civico Archeologico, nato in seguito al lavoro di un gruppo di appassionati di archeologia preistorica locale, poi scioltosi.
Finalmente un globale lavoro di restauro ne consentì il pieno recupero. Ora il Teatro è funzionante, e annualmente propone Stagioni Teatrali che spesso trovano eco anche nella stampa nazionale. Localmente il teatro fornisce una degna cornice alle rappresentazioni di numerose compagnie teatrali dialettali della città e dei comuni contermini, che vivacizzano il panorama culturale locale.
Chiesa di San Leonardo
San Leonardo - Interno
  • 11 Chiesa di San Leonardo, via San Leonardo. Chiesa di stile romanico lombardo, è stata ristrutturata nel 1806 in veste neoclassica dall'architetto cremonese Luigi Bianzani. È da sempre la chiesa parrocchiale del Borgo, un tempo Borgo Inferiore o Borgo di Sotto. Dell'antica chiesa, che era a pianta basilicale ravennate, con protiro, rimangono l'abside, la torre campanaria e la sacrestia. Collegata alla chiesa, la canonica, rimaneggiamento della precedente casa del rettore. Porta in facciata, inserito nel timpano, un Leone di San Marco non alato che al tempo della dominazione veneziana era collocato nella Loggia, costruzione mercantile situata dove ora si erge il Palazzo Municipale; fu in seguito trasferito all'interno della chiesa, come base per un'acquasantiera, infine sul timpano, perenne ricordo del periodo di dominazione veneziana sulla città. Nel cortile interno una iscrizione tombale con tracce di alfabeto bizantino ne rivela una antica origine. Su un lato dell'abside esiste ancora l'arco di ingresso al cimitero anticamente contiguo alla chiesa. Al suo interno si conservano: un affresco della seconda metà del '400, Madonna orante col bambino in posa regale ; tele di Paolo Araldi: I Santi Genesio e San Francesco da Paola; Vincenzo II Pesenti (1670 circa), della famiglia di pittori Pesenti di Sabbioneta L'Ultima Cena; Jacopo Guerrini (1751) La sposa del Cantico e Mosè al Mar Rosso; una tela di profeta. Sotto l'altare maggiore una Statua del Cristo Morto acquistata nel 1670. Sono sue chiese sussidiarie: Chiesa della Santissima Annunciata (Chiesa dell'Ospedale); Oratorio della Madonna del Morotto.
Chiesa dell'Ospedale
  • 12 Chiesa della Santissima Annunciata, via Cairoli/via XX Settembre. Comunemente conosciuta come Chiesa dell'Ospedale di fine XVI secolo. Addossata al vasto complesso edilizio dell'ex Ospedale, ora dismesso dopo l'apertura del nuovo nosocomio interprovinciale Oglio Po, in frazione Vicomoscano, che ha riunito i precedenti ospedali di Casalmaggiore, Viadana (MN) e Bozzolo (MN), la chiesa intitolata ufficialmente alla Santissima Annunciata non viene mai chiamata così ma appunto Chiesa dell'Ospedale, o al massimo Santa Maria del Popolo, dalla titolazione del suo altare maggiore che viene estesa a tutto l'edificio.
La chiesa venne eretta nel 1577 quale oratorio della Confraternita della Morte, che reggeva il vicino Ospedale. Restaurata nel 1659 dopo le devastazioni subite nel corso di eventi bellici di quegli anni, fu infine portata al suo aspetto attuale con i lavori eseguiti nel 1727, quando si curò il rifacimento dell'interno e si riedificò la torre campanaria. La forma esterna della chiesa è quadrangolare, La facciata, ora sacrificata da un piccolo piazzale, prospettava anticamente sulla Contrada della Croce, così chiamata per l'esistenza in quel tempo di una grande croce di ferro sull'argine del Po, sostenuta da una colonna di marmo.
L'interno della chiesa, di forma ottagonale, è sorprendentemente ricco di affreschi. La sua decorazione pittorica si deve all'artista casalasco Marco Antonio Ghislina, al quale va attribuita pure parte della quadreria. L'attico è sormontato da una cupola di elegante forma, dotata di otto costoloni che partono dagli angoli dell'ottagono, e terminante in un lanternino. Fino al 1775 la chiesa fu curata dalla Confraternita della Morte; alla sua soppressione la disponibilità fu trasmessa al parroco di San Leonardo, chiesa della quale è rimasta tuttora sussidiaria.
  • 13 Madonna del Morotto, via Porzio. Oratorio sussidiario della chiesa di San Leonardo, è costruzione settecentesca (1777) con mattoni a vista. È aperta al pubblico ad opera di un privato che la custodisce. Fu costruita per ringraziamento alla Madonna, che avrebbe miracolosamente salvato un fanciullo dalle insidiose acque del Po.
Palazzo Manganelli
Portici di Palazzo Manganelli
  • 14 Palazzo Manganelli, Via Baldesio. Il palazzo, in via Baldesio, fu dei Gonzaga nel XV e nel XVI secolo. Fino a metà del secolo scorso era conosciuto anche come casa del Cristo per una modesta raffigurazione del Calvario (ora completamente scomparsa per i danni atmosferici e per incuria) affrescata sotto i portici, sorretti da pilastri in laterizi sferici. La facciata è notevolissima per le finestre adorne di terrecotte (purtroppo molto deteriorate) e per un fregio pure in terracotta con putti sostenenti una coroncina attorno ad uno stemma.

La tradizione vuole che nel palazzo abbia dormito San Carlo Borromeo, ora patrono della città, durante una sua visita,

Tutto il palazzo abbisognerebbe di un radicale restauro per essere riportato al primitivo splendore.
Palazzo Melzi - Lato dal giardino
  • 15 Palazzo Porcelli, via Baldesio. Costruzione della fine del XVII secolo, in via Baldesio dirimpetto a Palazzo Manganelli, con nobile facciata in mattoni a vista, dalle linee sobrie ma eleganti e ben equilibrate. L'edificio si estende anche su via Romani.
  • 16 Palazzo Melzi, via Baldesio. Il robusto palazzo Melzi, pure in via Baldesio, antica via del Borgo Superiore della città che presenta lunghi tratti porticati, offre sul giardino un interessante prospetto di due ordini di logge (a colonne il superiore e a pilastri rustici l'inferiore, è una sapiente soluzione del problema derivante dal dislivello tra la strada e il piano sottostante.
  • 17 Palazzo Porcelli, via Marconi. In via Marconi, massiccio, in pietra a vista con sobrio ed elegante bugnato, un altro palazzo della nobile famiglia Porcelli.
Palazzo dei Barnabiti
  • 18 Palazzo dei Barnabiti - Collegio Santa Croce, via Marconi. In via Marconi si erge la gran mole seicentesca, maestosa, solenne e compatta del Palazzo costruito dai Barnabiti quando vennero chiamati dalla Municipalità per gestire l'educazione dei giovani, così come soleva fare in parecchie città quell'ordine religioso. Fanno corpo con l'edificio l'ex Chiesa di Santa Croce (che diede nome al Collegio situato nel Palazzo), che prospetta su Piazza Garibaldi, e la sua sacrestia, ora sede della Pro Loco. Il tempio, di dimensioni ragguardevoli, fu fondato sopra le fosse del Castel Vecchio.. Al primo piano della chiesa, dismessa in epoche passate e ridotta prima a palestra, poi divenuta sede di un bar, poi della Farmacia Comunale che ne occupa tuttora i locali, ha trovato collocazione l'Auditorium, una vasta Sala Civica che l'amministrazione comunale utilizza per concerti, mostre ed eventi culturali. Il Palazzo Barnabiti - Santa Croce, dopo essere stato fino ai primissimi anni Settanta sede delle Scuole Superiori, ospita ora la Biblioteca Comunale Mortara, ricca di volumi e dotata di un pregevole fondo antico derivante dai preziosi volumi delle numerose biblioteche degli ordini religiosi presenti in città sfuggiti alle requisizioni fatte dai governi centrali dopo la loro soppressione, soprattutto a favore di Brera a Milano. Dal lato del palazzo che prospetta su via Porzio si accede al Museo del Bijou, che non ha uguali nel suo genere in Italia: raccoglie i manufatti in placcato oro (l'oro matto di Casalmaggiore) prodotti in città da una fabbrica ancora esistente, ma che si è convertita ad altra produzione, che esportò bijoux in tutto il mondo.
  • 19 Palazzo Martinelli, via Cairoli. Ex Casa Vaini, in via Cairoli, è una preziosa costruzione Quattrocentesca con facciata in mattoni a vista, che mostra una semplice porta bramantesca bellissima; alle finestre invece terracotte assai ricche di ornamenti. Anche all'interno conserva nella scala, nei soffitti e nelle porte le caratteristiche degli edifici di quell'epoca. Fu l'abitazione di Don Ferdinando Francesco Ferrante D'Avalos, marchese di Pescara, consorte di Vittoria Colonna, quando Filippo II gli concesse il feudo di Casalmaggiore. Il Palazzo è stato in epoca contemporanea lungamente sede della Scuola Bottoli di formazione professionale con corsi serali. Bisognoso da molto tempo di restauri per essere riportato al primitivo splendore, finalmente i lavori sono iniziati (gennaio 2013). A restauro terminato la città potrà così godere di un prezioso contenitore per eventi e organismi culturali.
Palazzo ex Pretura
  • 20 Palazzo ex Pretura, via Saffi. Di sobrie forme in pietra a vista, in via Saffi, iniziato nel 1754 per ospitare un presidio di frontiera del Ducato di Milano, fu in seguito sede degli uffici giudiziari della Pretura Mandamentale di Casalmaggiore, che funzionò fino agli anni '80 del Novecento, quando venne soppressa ed aggregata alla Pretura del capoluogo provinciale in seguito alla legge di riforma della amministrazione giudiziaria. Aveva giurisdizione su Casalmaggiore e sui comuni casalaschi di Ca' d'Andrea, Calvatone, Casteldidone, Drizzona, Gussola, Martignana di Po, Piadena, Rivarolo del Re ed Uniti, San Giovanni in Croce, San Martino del Lago, Scandolara Ravara, Solarolo Rainerio, Spineda, Tornata, Torricella del Pizzo, Voltido. Attualmente (2013) è sede del'Ufficio del Giudice di Pace e del Comando della Polizia Municipale. La sopravvivenza del Giudice di Pace, del quale una nuova legge di riforma dell'organizzazione territoriale degli uffici giudiziari prevede la soppressione, dovrebbe essere garantita dall'alleanza con la vicina Viadana, per chiedere l'istituzione di una unica sede casalasco - viadanese, i cui costi sarebbero a carico della comunità interprovinciale, nell'ottica della creazione di una realtà sovracomunale che si sta sempre più delineando e consolidando: l'Oglio Po, naturale prosecuzione dell'ambito Casalasco Viadanese che ormai da decenni interessa il territorio di confine fra le province di Cremona e Mantova, racchiuso appunto fra i due fiumi che gli danno il nome.
Abside e campanile di Santa Maria dell'Argine in inverno
Scorcio della facciata di Santa Maria dell'Argine
  • 21 Chiesa di Santa Maria dell'Argine. Stupendo esempio di stile romanico - gotico lombardo, fu la chiesa parrocchiale di Vicobellignano, frazione di Casalmaggiore ormai inglobata nella città. Le continue inondazioni del Po e la continua erosione della sponde indussero la popolazione di quella zona a ritirarsi verso l'interno, dove venne edificato il nuovo centro. Sconsacrata e ridotta a magazzino agricolo, risale a prima del 1200, ma fu sopraelevata ed ampliata con aggiunta di cappelle laterali nel 1682. Anche la facciata, in cotto con eleganti nicchie e cornicioni, è del 1682, epoca in cui il Po aveva distrutto la chiesa nella sua parte anteriore. Nel suo interno fino al 1956 vi erano sulle pareti avanzi interessantissimi di affreschi. Furono fatti strappare dal parroco di Vicobellignano dell'epoca, con benestare della Soprintendenza, per essere custoditi nella casa parrocchiale. Si tratta di otto frammenti di dipinti del xv - xvi secolo per una superficie complessiva di cinque metri quadrati. Notevoli la Torre e il portale. Isolata come si trova fra il verde dei campi, addossata all'argine maestro del fiume, in pietra a vista, essa forma con il suo campanile dalla bella cuspide, appoggiato all'abside, un insieme alquanto suggestivo. Nel Casalasco sono numerose le chiese che si sono trovate a ridosso dell'argine maestro del Po in seguito agli spostamenti del fiume. A Casalmaggiore, oltre a questa antica parrocchiale di Vicobellignano, ricordiamo la chiesa di San Rocco, di cui rimangono i resti in città nei pressi dell'antico idrometro e della Rocca Estense e più a valle la chiesa parrocchiale di Fossacaprara; nei paesi limitrofi, la chiesa di San Benedetto a [Gussola], la chiesa di San Serafino a Martignana di Po.
Santuario della Fontana - Antico affresco della Madonna
Santuario della Madonna della Fontana
Madonna della Fontana - Il Portale
Santuario Madonna della Fontana - Affresco Cappella dei Francesi- a sinistra di profilo Giovanna d'Arco
  • 22 Santuario della Beata Vergine della Fontana (XV secolo) e convento. Simple icon time.svg Lun-dom 7:00-12:00 14:30-19:00. Sorto sul luogo in cui esisteva da tempo immemorabile una fonte, ritenuta miracolosa, il Santuario della Madonna della Fontana secondo gli storici locali nasce nel 1463, quando la comunità volle rendere omaggio alla Vergine della quale si annoveravano intercessioni miracolose (la tradizione ricorda ad esempio il miracolo di un cieco che nel 1360 riacquistò la vista; nei secoli successivi alla Madonna della Fontana si attribuì la fine delle pestilenze, in particolare di quella manzoniana.
Fra le nobili famiglie che contribuirono alla sua edificazione si annoverano i Gonzaga, dei quali esiste al suo interno una cappella riportante il loro stemma gentilizio.
La chiesa, con tre navate, ha sotto l'altare maggiore, sopraelevato, la cripta dove si trova il fonte dell acqua ritenuta miracolosa e il dipinto della Madonna col Bambino risalente al XIV secolo, con rimaneggiamenti successivi.
L'edificio sacro ha linee armoniche e ben proporzionate. A destra del portale, entrando, si trova un affresco attribuito a Filippo Mazzola, padre del Parmigianino. Quest'ultimo morì a Casalmaggiore,dove si era rifugiato da Parma in una cascina posta fra il Santuario e la città, e fu sepolto nella chiesa; lo ricorda in una cappella laterale un monumento funebre.
Nella Cappella dei Francesi resti di affreschi; una Giovanna d'Arco in vesti guerriere offre alla Madonna il mantello ricevuto in dono dal re Carlo VI, raffigurato in basso, di dimensioni modeste come segno di umiltà.
Questo affresco costituisce la prima iconografia italiana della santa francese, eseguito secondo alcuni dai Pesenti di Sabbioneta, secondo altri dal Montagna, che nel XVI secolo fu allievo del Mantegna. Altri resti di affreschi decorano la medesima cappella: San Rocco, una Annunciazione, una Santa Martire, la Sacra Famiglia, San Lorenzo Martire, una Madonnina con Bambino in una piccola nicchia..
Di pregio sono pure i paliotti che ornano l'altare maggiore e sei altari delle cappelle laterali, realizzati in scagliola ed attribuiti al sacerdote Giovanni Massa, nato a Carpi nel 1659. Nel carpigiano sono numerosi gli esempi di questa produzione artistica, che imita perfettamente la tarsia marmorea utilizzando uno stucco ottenuto dalla mescolanza di gesso cotto con sostanze leganti e coloranti, sostituendo così marmi o pietre pregiate in zone che non disponevano di cave nel proprio territorio. Rappresentano i Misteri o i Santi relativi a ciascun altare.
Addossato e comunicante con il Santuario, il Convento che fu dei Serviti, poi dei Cappuccini che tuttora lo reggono.
Portici del Palazzo Municipale
Lo scalone
  • 23 Palazzo Comunale. L'antico Palazzo Pubblico, iniziato nel 1720 nella stessa posizione in cui sorgeva una loggia che serviva durante la dominazione veneziana da magazzino per le vettovaglie che qui giungevano via Po per essere poi commerciate nell'entroterra lombardo, non servì mai allo scopo, in quanto il terreno circostante cedette.Esso rimase pericolante finché nel 1891 si costruì il Palazzo attuale, neogotico,per merito del casalsco nobile Leopoldo Molossi che morendo a Milano nel 1891 lasciò la città erede universale; legò inoltre centomila lire alla riedificazione del Palazzo Pubblico pericolante.
Il nuovo edificio fu costruito seguendo il progetto denominato Italia dell'architetto Giacomo Misuraca di Palermo, cui si aggiunsero modifiche apportate dagli ingegneri casalaschi Cesare Valenti e Cavour Beduschi. La spesa complessiva fu di 161.643,90 lire. Il nuovo Municipio ancora impone la sua presenza nella centrale piazza Garibaldi, ed è diventato l'indiscusso simbolo della città. Fu inaugurato il 24 novembre 1895.
Sala Consiliare
Al suo interno si custodiscono armature antiche nel corridoio del piano nobile, dove spicca la Sala del Consiglio, con soffitto a cassettoni in legno e la grande tela del Giuramento di Pontida del Diotti; medaglioni di uomini celebri della città; quadro di Giovanni Baldesio del secolo XVII; Deposizione e Santa Elisabetta di Giustina Ghislina (XVIII) secolo; La Prudenza e La Giustizia.
Il "Listone" in piazza Garibaldi
  • 24 Piazza Garibaldi. La mole del Palazzo Comunale separa in due spazi l'ampia area ellittica che nel Seicento la Comunità acquistò dalla Camera Regia e ridusse a Piazza interrando i fossati del Castelvecchio e bonificando la zona dalle acque che antichi manoscritti ricordano putride e stagnanti.
La parte maggiore, l'antica Piazza Grande, è l'attuale Piazza Garibaldi. Tutt'intorno all'area centrale sono sistemate colonne e panchine in marmo; una striscia di marmo che corre da una parte all'altra dell'ellisse costituisce il Listone, luogo di incontro, passeggio e salotto cittadino, di reminiscenze venete. Dietro il Palazzo Municipale, la piazza Turati, piccola e tranquilla, quasi a contatto con l'argine maestro del fiume Po, comunemente chiamata Piazza Vecchia.
Palazzo della Congregazione di Carità
  • 25 Palazzo della Congregazione di Carità, piazza Garibaldi. Prospetta sulla piazza Garibaldi, nel lato opposto al Palazzo Municipale. È un corpo di fabbrica quadrato, con cortile interno a cui si accede da due ampi ed alti portoni, uno sulla piazza e l'altro su via Cavour. L'edificio, in mattoni a vista, è il risultato della trasformazione del complesso seicentesco che era formato in origine dalla chiesa della SS. Trinità e dall'annesso Orfanotrofio Maschile, effettuata dall'architetto Carlo Visioli nel 1872.
Fu costruito per ospitare la Congregazione di Carità che amministrava le Opere Pie del Comune, che divenne poi Ente Comunale di Assistenza, fino a quando questo Istituto venne assorbito dai Servizi sociali comunali. Attualmente il complesso ospita uffici di servizi comunali e di gestori di servizi pubblici.
Cimitero Monumentale
Cimitero Monumentale - Sepolcro Barabani
  • 26 Cimitero Monumentale, viale del Santuario. Il cimitero della città, posto subito al di là del tracciato della ferrovia, è stato edificato sul finire dell'Ottocento e collaudato nel 1879, sulla strada che conduce al Santuario della Madonna della Fontana.
Sostituisce il precedente, che si trovava fra la chiesa di San Sebastiano e l'argine, ed era stato costruito per ottemperare alle disposizioni di Maria Teresa d'Austria, quando furono soppresse le aree cimiteriali che si trovavano nelle immediate adiacenze delle chiese parrocchiali.
Nel 2011 è stato dichiarato Monumentale dalla Soprintendenza, in considerazione delle pregevoli opere di arte funeraria che conserva. Notevole il gruppo scultoreo del Sepolcro Barabani. Di pregio l'artistica ed imponente cancellata in ferro battuto.
  • Famedio. Adiacente alla Cappella Cimiteriale, il recinto dei benemeriti Casalesi ai quali sono stati riconosciuti gli onori del Famedio: l'Abate Giovanni Romani; il pittore Giuseppe Diotti; il nobile Ippolito Longari Ponzone; il dottor Luigi Boina. I busti raffiguranti questi personaggi illustri della città furono scoperti il 2 giugno 1886.

I Musei[modifica]

Ingresso Museo del Bijou - Fondaco di Palazzo Barnabiti
  • 27 Museo del Bijou, via Porzio (Nel Palazzo dei Barnabiti (Santa Croce)). Collocato nel seminterrato, questo Museo raccoglie i gioielli in placcato oro che furono prodotti in una fabbrica di Casalmaggiore, nata negli anni ottanta dell' Ottocento, che raggiunse negli anni Venti del secolo successivo una espansione notevole, diventando una grande esportatrice a livello mondiale in tutto il mondo, e collocandosi fra le principali aziende del settore in Europa.
Oltre a migliaia di oggetti, il museo raccoglie anche i macchinari d'epoca, che consentono di fornire dimostrazioni didattiche particolarmente utili per le scuole.
Il museo è unico nel suo genere in Italia.
Palazzo e Museo Diotti
  • 28 Museo Diotti, via Formis (Palazzo Diotti). Il Palazzo Diotti è un edificio risalente al XV secolo, acquistato nel 1837 dal pittore locale Giuseppe Diotti (che divenne direttore dell'Accademia Carrara di Bergamo), e venne ristrutturato dall'architetto casalasco Fermo Zuccari (a cui si deve il Duomo di Santo Stefano) che ne ha ridisegnato la facciata in stile neoclassico.
Nel successivo Novecento vi hanno avuto sede l'Asilo Chiozzi, il Collegio Don Bosco, l'Istituto Professionale di Stato per l' Agricoltura, la Biblioteca Civica. Dal 2007 è sede del Museo Diotti, a ricordo dell'illustre artista casalese, ed ospita la Pinacoteca cittadina con opere a partire dal Settecento fino a tutto il Novecento. Vi si tengono spesso mostre temporanee. Museo Diotti su Wikipedia Q16580530 su Wikidata

L'ambiente[modifica]

Di enorme interesse turistico naturalistico, oltre allo stesso fiume Po, la vastissima area verde golenale attrezzata che lo costeggia, il Parco Golena del Po a nord est e a sud ovest del nucleo urbano di Casalmaggiore. Imperdibili i tramonti rosso fuoco sul Po, gli scorci sul fiume, il panorama della città dal Po e gli ambienti naturalistici nelle zone umide della golena.

Eventi e feste[modifica]

Fuochi di Piazza Spagna
  • I Rami del Grande Fiume (Mostra mercato del naturale). Simple icon time.svg Aprile.
  • Casalmaggiore Jazz Day (Teatro Comunale). Simple icon time.svg 30 aprile. Il jazz è stato dichiarato dall'UNESCO del patrimonio dell’umanità in quanto forma d'arte musicale, ed il 30 aprile cade la giornata mondiale del jazz. A Casalmaggiore, come in molte altre città del mondo, si tiene dal 2012 questo incontro-spettacolo dedicato al jazz, organizzato da appassionati locali, che di anno in anno richiama sempre maggior partecipazione di artisti e di pubblico.
  • Fiera di Piazza Spagna. Simple icon time.svg Prima metà di luglio.
  • Casalmaggiore International Festival. Simple icon time.svg Luglio. Il programma è visibile sul sito web.
  • Fiera mercato di San Carlo. Simple icon time.svg 4 novembre - fine ottobre/inizio novembre.
  • Sagra del cotechino e del tortello di zucca. Simple icon time.svg In occasione della Fiera di San Carlo.
  • Stagione teatrale. Simple icon time.svg Da novembre a maggio.


Cosa fare[modifica]

  • 1 Centro Sportivo Baslenga, strada Baslenga. Centro sportivo con piste di atletica, volley, basket, palestra, campo di calcio. La squadra femminile di pallavolo Pomì Casalmaggiore ha vinto lo scudetto del campionato nazionale A1 di volley nel 2015 battendo la squadra della Igor Gorgonzola Novara regalando a Casalmaggiore il titolo di Campione d'Italia della Pallavolo femminile. Nel 2016 ha inoltre vinto la Champions League femminile di Pallavolo battendo 3-0 (25-23, 25-23, 25-22) la Vakifbank Instanbul.
  • 2 Polisportiva Amici del Po, Lido Po, +39 0375 43619. Centro con piscina, campi da tennis, attività di canottaggio ecc.
  • 3 Canottieri Eridanea, strada Baslenga. Centro di sport fluviali e acquatici con piscina, campi da tennis, attività natatorie e di canottaggio. La società Eridanea è assurta ai massimi vertici del canottaggio mondiale, guadagnando con due suoi atleti la medaglia d'oro alle Olimpiadi nelle gare di canottaggio: Gianluca Farina: 1) medaglia d’oro a squadre (con Agostino Abbagnale, Piero Poli e Davide Tizzano) a Seoul nel 1988; 2) medaglia di argento a Barcellona nel 1992 nel quattro di coppia. Simone Raineri: 1) medaglia d'oro a Sydney 2000 nel 4 di coppia con Agostino Abbagnale, Rossano Galtarossa e Alessio Sartori; 2) medaglia d'argento a Pechino 2008 nel 4 di coppia con Rossano Galtarossa, Simone Venier e Luca Agamennoni. Entrambi detengono inoltre importanti titoli europei e mondiali.


Acquisti[modifica]

Il centro storico ha una buona presenza di negozi di ogni categoria merceologica. Nutrita la presenza di supermercati collocati prevalente lungo il tratto urbano della statale Asolana (via della Repubblica - via Beduschi). Lungo la statale Sabbionetana , fra la statale e la zona industriale, esiste un Centro Commerciale.

  • 1 Mercato settimanale, Piazza Garibaldi. Si tiene nella piazza principale della città ogni sabato mattina
  • 2 Mercato contadino, Piazza Garibaldi. Si tiene ogni giovedì mattina e commercializza prodotti agricoli venduti direttamente dai produttori.
  • 3 Supermercato Conad, Via della Repubblica 2, +39 0375 200222.
  • 4 Supermercato Famila, Via Beduschi 19, +39 0375 200238.
  • 5 Penny Market, Via Beduschi.
  • 6 Supermercato U2, Via Della Repubblica 84, +39 0375 40058.
  • 7 Centro Commerciale Padano, Via Volta 49, +39 0375 43299.


Come divertirsi[modifica]

Spettacoli[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Al Piccolo Paradiso - Pizzeria, via Molossi 47 (Sulla statale per Cremona, a Vicobellignano), +39 0375 201312.
  • 2 La Braceria - Ristorante, via Delle Industrie 2 (Presso il Centro Commerciale Padano), +39 0375 200466.
  • 3 La Favorita - Trattoria, via Provinciale Bassa 40 (Sulla Provinciale Bassa di Casalmaggiore in direzione Cremona), +39 0375 42480. Cucina casalinga, porzioni abbondanti, servizio cordiale.
  • 4 La Tavernetta - Ristorante Pizzeria, via Federici 15 (Nella frazione di Casalbellotto, sulla strada statale Castelnovese in direzione Viadana), +39 0375 59331.
  • 5 Osteria Dal Campanèr, via Cantù 4 (Nella frazione di Fossacaprara; con la Castelnovese in direzione Viadana; a Vicomoscano, a destra della chiesa, seguire indicazione Fossacaprara), +39 0375 41868. Locale tradizionale con piatti tipici fatti in casa, regno di marobini, blisgoni (tortelli di zucca), stracotto d'asino, pesce di fiume, lambrusco.
  • 6 Osteria della Bassa, Via Dante Alighieri, 66 (a Vicobellignano vicino alla chiesa), +39 0375 40987. Cucina nostrana a buon prezzo-
  • 7 Piàsa Vècia, Piazza Turati, 16, +39 340 7104893. Ristorante in pieno centro, dietro il palazzo municipale, con frequentazione prevalentemente giovane. Ha caratteristico dehors sulla piazza, chamata popolarmente Piàsa Vècia, da cui il nome del locale.
  • 8 Ristobifi - Ristorante, s.s. Sabbionetana - località Rotonda (Alla rotonda del ponte sul Po, uscita Sabbioneta), +39 0375 201244.
  • 9 Rugantino - Ristorante, via Pellico (A Casalbellotto, con la statale Castelnovese in direzione Viadana), +39 0375 59115.
  • 10 Sconosciuta Compagnia, via Molossi 1 (a Vicobellignano), +39 0375 203000. Cucina tradizionale
  • 11 Secondo Piano - Ristorante Pizzeria, via Beduschi 8 (Nel palazzo della Posta), +39 0375 40033.
  • 12 Trattobene - Trattoria, via Molossi 29 (A Vicobellignano, sulla statale per Cremona), +39 0375 42112. Cucina nostrana con un tocco di raffinatezza, ottimo rapporto qualità-prezzo.
  • 13 Valle - Trattoria, via Valle 11 (A Valle: direzione Mantova/Sabbioneta(SS420). Dopo aver passato Sabbioneta, dopo circa 2km, girare e destra ed entrare nel paese Villa Pasquali (in via Naviglio), proseguire per 2 km circa e troverete Valle. Oppure con la Castelnovese (direzione Viadana) fino alla rotonda prima di Casalbellotto, a sinistra per Sabbioneta, imboccare alla seguente rotonda la direzione Quattrocase e proseguire fino a Valle.), +39 0375 254000. Locale tradizionale immerso nella campagna; piatti tipici - stracotto d'asino, marobini, torta fritta con salumi, lambrusco.
  • 14 Vecchia Roma da Enzo - Pizzeria, via Bixio 34 (in centro), +39 0375 43291.
  • 15 La Picara Pizzeria ristorante, via della Repubblica 1, +39 0375 201271.
  • 16 Ristorante cinese Xinhua, Via Porzio, 62, +39 0375 200327.


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]

  • 16 Carabinieri - Comando Compagnia, via Cavour 68, +39 0375 42000.
  • 17 Carabinieri - Comando Stazione, via Cavour, +39 0375 42019.
  • 18 Polizia Stradale - Distaccamento, Via Porzio 148, +39 0375 42288.
  • 19 Polizia Locale - Vigili Urbani, via Saffi, +39 0375 40540.
  • 20 Ospedale Oglio - Po, via Staffolo (a Vicomoscano), +39 0375 2811.
  • 21 Ambulanza AVIS Casalasca, via Porzio, +39 0375 41371.
  • 22 Croce Rossa Italiana, via Formis 3.

Farmacie[modifica]

  • 23 Comunale n. 1, Piazza Giuseppe Garibaldi, 9, +39 0375 200542.
  • 24 Comunale n. 2, Via Silvio Pellico, 36 (a Casalbellotto), +39 0375 59114.
  • 25 Comunale n. 3, Via D'Azeglio,1/A (a Vicobellignano).
  • 26 Bonisoli Alquati, Via della Repubblica 2/2 (di fianco al Conad), +39 0375 42551.
  • 27 Zanella, Via Cairoli, 2, +39 0375 42322.

Parafarmacie[modifica]

  • 28 Centro Milarepa, Via Giovanni Baldesio, +39 0375 200845.
  • 29 Erboristeria Il Quadrifoglio, Via Volta, 49 (presso il Centro Commerciale Padano), +39 0375 200188.
  • 30 Erboristeria Lorenne St Just, Via Alighieri 123 (a Vicobellignano), +39 0375 200762.

Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

Telefonia[modifica]

Internet[modifica]

Dal mese di novembre 2014 è attiva un'area Wi Fi gratuita nella zona centrale, segnatamente in piazza Garibaldi. Per usufruirne, una volta rilevata la connessione bisogna inserire il proprio numero di telefono cellulare nell’apposito campo e, tramite sms, il sistema invierà all’utente il codice d’accesso alla rete.

Tenersi informati[modifica]

  • Oglio Po news. Quotidiano informatico dell'Oglio Po.
  • L'Inviato. Quotidiano on-line della provincia - Cronaca di Casalmaggiore.
  • La Provincia, Via Pozzi, 15, +39 0375 200493, fax: +39 0375 201466. Giornale quotidiano - Redazione di Casalmaggiore.


Nei dintorni[modifica]

  • Sabbioneta — Città di fondazione, Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO, mantiene la cerchia muraria entro la quale è rimasta intatta la magia dell'urbanistica ideale realizzata da Vespasiano Gonzaga; il Teatro all'Antica, il Palazzo Ducale, la Galleria, la chiesa dell'Incoronata sono alcuni dei suoi monumenti che spiccano in un contesto che si è mirabilmente conservato.
  • Colorno — La sua Reggia fu dei Sanseverino, poi dei Farnese, di Maria Luigia d'Austria, dei Borbone; è il monumento di gran lunga più importante di questa piccola Versailles parmense, che offre anche un centro storico piccolo ma bello, a ridosso del torrente Lorno che gli dà il nome e del Parma, poco lontano dal Po.
  • Riserva naturale orientata Parma Morta — Riserva naturale nella Bassa parmense, sulla sponda destra del Po in comune di Mezzani, ambiente tipico di flora, fauna e zone umide del Po.
  • Parma — Città d'arte fra le maggiori dell'Emilia, mantiene con grande evidenza aspetto, signorilità e modi di vita da Capitale, come lo fu per secoli. La reggia Farnese della Pilotta, la Cattedrale romanica, la chiesa della Steccata sono alcune delle emergenze monumentali che caratterizzano la città; di gran fama il suo Teatro, la sua tradizione musicale (Giuseppe Verdi), la sua scuola di pittura (Correggio, Parmigianino), il suo amore per la buona tavola (prosciutto crudo di Parma, salumi, parmigiano reggiano, lambrusco).
  • Mantova — Capitale dei Gonzaga, emana ancora il suo sottile fascino di grande città d'arte per la quale la nomina a Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO è stata non tanto un riconoscimento, quanto una doverosa presa d'atto. Ineguagliabili le sue atmosfere antiche, i profili dei palazzi e delle cupole che si stagliano nella foschia padana avvolti dallo specchio dei suoi laghi, la sua sterminata reggia gonzaghesca che ingloba numerosi edifici nel centro città.

A Fossacaprara[modifica]

Fossacaprara - Chiesa di San Lorenzo
  • 40 Chiesa parrocchiale di San Lorenzo (nella frazione di Fossacaprara, deviazione dalla statale per Viadana a Vicomoscano). Intitolata a San Lorenzo, la chiesa di Fossacaprara, frazione di Casalmaggiore a valle del capoluogo a cinque chilometri dalla città, si raggiunge percorrendo l'argine in direzione Viadana, così da avere un buon panorama della zona golenale per lo più coltivata a pioppi.
Anch'essa addossata all'alto argine maestro del Po, è isolata come la chiesa di Santa Maria dell'Argine a Vicobellignano, a causa delle continue esondazioni del Po e della corrosione della sponda, che costrinse gli abitanti a costruire le proprie case sempre più discoste dal letto del fiume. Rimaneggiato nel '500 e ancora a fine '800, il tempio è di gran lunga più antico, come testimoniano i resti di affreschi che si possono vedere nel presbiterio.
L'Annunciazione e la figura del Profeta sono databili al XII secolo, una pittura romanica di modi bizantini, che ne fa la pittura sacra più antica del Casalasco ed anche della provincia cremonese.
Altri frammenti di affreschi sul lato opposto sono da ritenere più tardi (XII - XV secolo). Alla prima metà del XIII secolo è da collocare la parte inferiore della torre campanaria, che venne ricostruita e rialzata nella parte superiore in epoca successiva.
Ad ulteriore riprova dell'antichità dell'insediamento del paese, sono da ricordare la scoperta di un villaggio dell'Età del Bronzo proprio nei pressi della chiesa; nel corso degli scavi sono emersi numerosissimi reperti fittili, ornamenti, attrezzi, oltre ad un forno per la produzione della ceramica.
Di fianco alla chiesa sono state scoperte anche tombe medioevali con copertura fittile a capanna.

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