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Modena
Piazza Grande. A sinistra la fiancata del duomo e a destra il palazzo comunale
Bandiera
Modena - Bandiera
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Posizione
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Modena
Modena
Sito del turismo
Sito istituzionale

Modena è una città dell'Emilia-Romagna, capoluogo della provincia omonima.

Da sapere[modifica]

Modena (Mòdna in dialetto modenese, derivante dall'etrusco Mutna, mutato poi in Mutina dai romani), offre al turista monumenti e musei di grande pregio e importanza storico-artistica. Il Duomo, capolavoro dello stile romanico, la Torre Civica (c.d. Ghirlandina) e Piazza Grande, cuore della città, sono state dichiarate dall'UNESCO patrimonio mondiale dell'umanità.

Modena è conosciuta in tutto il mondo anche per la sua tradizione gastronomica, per la gustosità dei suoi piatti tipici e per la ricca offerta di prodotti semplici e genuini, dovuta alla sua fortunata posizione al centro della ricca Pianura Padana.

Un altro elemento caratteristico della città è la passione per i motori, tanto da rendere Modena la capitale mondiale dell'automobilismo sportivo e centro di attrazione degli appassionati delle quattro ruote di tutto il mondo. Città natale di Enzo Ferrari, famoso pilota automobilistico e fondatore della casa automobilistica che porta il suo nome, a Modena hanno sede molte industrie automobilistiche: oltre alla Ferrari (Maranello), la Maserati (in città), la De Tomaso (in periferia) e la Pagani a San Cesario Sul Panaro.

Cenni geografici[modifica]

La città è situata nella Val Padana ed è circondata da due fiumi, il Secchia e il Panaro, che tuttavia non l'attraversano. L'importanza dei due fiumi è testimoniata anche dalla Fontana dei due fiumi, realizzata dallo scultore modenese Giuseppe Graziosi, situata in largo Garibaldi.

L'area metropolitana della città è una delle più sviluppate d'Europa a livello economico, data la presenza di molte industrie alimentari, come quella del Parmigiano Reggiano, i produttori Fini e Grandi Salumifici Italiani; particolarmente fiorente anche l'industria metalmeccanica (Ferrari a Maranello, Maserati, De Tomaso, Pagani) e il tessile (in particolare nel carpigiano), oltre che l'industria della ceramica (Sassuolo).

Cenni storici[modifica]

Modena è stata dal 1598 e per diversi secoli capitale del ducato degli Este (fino all'annessione al Regno d'Italia nel 1859) ed è un'antica sede universitaria ed arcivescovile. Dal 1947 la città è anche sede dell'Accademia Militare dell'Esercito e dell'Arma dei Carabinieri.

Il Duomo, la Torre Civica (Ghirlandina) e la Piazza Grande della città sono state dichiarate patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Fino alla metà del XIX secolo, la città aveva due darsene: una interna alle mura, nell'attuale Corso Vittorio Emanuele, ed una esterna (il bacino) all'altezza del cavalcaferrovia della Sacca, interrata nel 1936. Dei canali di Modena rimane traccia nei nomi delle strade, in particolare nel Centro Storico: esistono infatti vie chiamate Canal Grande, Canal Chiaro, Canalino, Canaletto e così via.

Nel 1949 venne costruito, subito fuori delle mura, un Aerautodromo, con le funzioni di pista di volo per usi commerciali e pista di gare internazionali di auto e moto e di prova per le industrie automobilistiche locali di allora (Ferrari, Maserati e Stanguellini). Ancora oggi si svolgono gare automobilistiche e al suo posto ora c'è un parco dedicato ad Enzo Ferrari.

Come orientarsi[modifica]

  • Via Emilia costituisce il Cardo di epoca romana similmente ad altre città situate sul tracciato dell'antica strada consolare.
  • Piazza Grande si estende a sud: è il cuore della Modena medievale. Si apre sul fianco della cattedrale e vi si affaccia il palazzo comunale. È dominata dalla torre della Ghirlandina.
  • Corso Canal Grande
  • Corso Vittorio Emanuele (ex corso Estense)

Quartieri[modifica]

Il suo territorio comunale comprende anche i paesi di Albareto, Baggiovara, Bruciata, Ca' Fusara, Cittanova, Cognento, Collegara, Collegarola, Ganaceto, Lesignana, Marzaglia, Marzaglia Nuova, Navicello, Paganine, Portile, Saliceta San Giuliano, San Damaso, San Donnino, Tre Olmi, Vaciglio e Villanova.

Collage di Modena


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Gli aeroporti più vicini a Modena sono l'aeroporto "Guglielmo Marconi" di Bologna e l'aeroporto "Giuseppe Verdi" di Parma.

L’aeroporto di Bologna si trova a 6 km dalla stazione ferroviaria di Bologna e a 40 km dalla città di Modena. L’aeroporto è raggiungibile:

  • In auto: dall'autostrada A1 Milano–Bologna;
  • In treno: tramite la linea ferroviaria con frequenti collegamenti Modena–Bologna;
  • In autobus: attraverso un servizio di bus navetta gestito da Seta l'azienda dei trasporti modenese attivo in orario 05:15-21:30 da Modena per l'aeroporto e 6:15-22:30 in direzione opposta, impiegando meno di un'ora. Il costo della corsa singola è pari a € 15,00. È possibile acquistare il biglietto direttamente sull'autobus. I minorenni accompagnati da almeno due familiari viaggiano gratuitamente. Il trasporto dei bagagli è gratuito (tel. 840 000 216).

In auto[modifica]

Modena è ben servita dalle infrastrutture autostradali tramite la A1 (uscite Modena Nord e Modena Sud). A pochi chilometri da Modena c'è il casello di Campogalliano dove inizia la A22.

La città è raggiungibile per via autostradale, sulla A1 Milano-Napoli, con uscita al casello di Modena Nord (5 km dal centro città) o Modena Sud (10 km dal centro città). A pochi chilometri da Modena c'è il casello di Campogalliano dove inizia l'autostrada A22 del Brennero.

Area sosta Camper:

In treno[modifica]

Rete ferroviaria Emilia-Romagna

Modena è posizionata sulla linea convenzionale Piacenza-Parma-Modena-Bologna, che ha origine da Milano, pertanto è comodamente raggiungibile dalle più grandi città vicine. La stazione ferroviaria di Modena si trova poco distante dal centro; presso la stazione parte comunque una serie di corse di autobus, gestite da ATCM (azienda dei trasporti locale), con cui è possibile raggiungere comodamente tutte le zone della città o le località poco distanti.

  • Stazione ferroviaria di Modena, Piazza Dante, 14, +39 89 20 21 (Call center nazionale Trenitalia - servizio a pagamento), +39 199 303 060 (richiesta assistenza disabili - servizio a pagamento). Simple icon time.svg Biglietteria Lun-Dom 6:00-21:00, Call center Lun-Dom 00:00-24:00. In stazione sono presenti distributori self-service di biglietti regionali. Non è disponibile un servizio di deposito bagagli. Il call center nazionale fornisce informazioni e offre servizio di prenotazione.

In autobus[modifica]

Modena è raggiungibile anche attraverso la fitta rete di autobus extraurbani, che la collegano ai maggiori centri della provincia (Carpi, Sassuolo, Fiorano, Campogalliano, Correggio, Soliera, Vignola, Pavullo, Nonantola, Maranello e altre). L'azienda modenese del trasporto pubblico è SETA (Società Emiliana Trasporti Autofiloviari).

Il territorio della Provincia di Modena è suddiviso in 41 zone tariffarie nelle quali si viaggia con il concetto di validità temporale, intesa non come tempo complessivo del viaggio, ma come tempo utile entro il quale effettuare l'ultimo interscambio, con diritto a terminare la corsa validamente iniziata. La validità temporale differisce a seconda del numero di zone per le quali il titolo di viaggio è valido.


Come spostarsi[modifica]

La città è percorribile comodamente a piedi, nonostante si estenda per oltre 183.000 mq. Il centro è tutto raccolto in una sorta di pentagono nel quale si concentrano tutti gli edifici di maggior rilievo, e delimitato da una linea ideale, ove un tempo trovavano posto le mura della città.

La città è percorsa al suo interno da un'importantissima arteria, la via Emilia, storica strada romana che univa Modena agli altri grandi centri della regione, e a tutt'oggi uno dei principali assi del traffico a livello nazionale. La via taglia la città esattamente a metà, da est a ovest.

Con mezzi pubblici[modifica]

Mappa rete filoviaria

L'azienda che gestisce il trasporto pubblico è SETA (Società Emiliana Trasporti Autofiloviari).

In città è in servizio un'estesa rete filoviaria – una delle maggiori reti d'Italia – costituita oggi da 3 linee, e una rete di altri autobus. È possibile acquistare il biglietto direttamente a bordo dell'autobus tramite un'emettitrice automatica (non dà resto).

Le linee urbane diurne circolano in orario 6:00-21:00. La linea urbana notturna 7N circola in orario 20:30-22:30; quelle extraurbane coprono tutto il territorio provinciale organizzate in diversi orari e percorsi.

In taxi[modifica]

Sono presenti due servizi di radiotaxi, attivi 24 ore su 24

  • Co.Ta.Mo (COnsorzio TAssisti MOdenesi), +39 059 37 42 42, +39 335 1838555 (via sms), @ . Disponibile anche per viaggi in ambito regionale e nazionale. Il servizio offre anche un sistema di prenotazione tramite cellulare, inviando un sms con l'indicazione del comune, della via e del numero civico dove si desidera far arrivare il taxi. Disponibile anche un servizio per disabili.
  • Area Taxi Modena, +39 059 212100, @ . Disponibile anche per viaggi in ambito regionale e nazionale. Il servizio offre anche un sistema di prenotazione online previa registrazione.

In auto[modifica]

Il centro storico di Modena è zona a traffico limitato (ZTL), il cui accesso è consentito in genere ai soli residenti, alle attività commerciali e artigianali munite di permesso, ai turisti che devono accedere alle strutture alberghiere. L'accesso è regolato attraverso Modena City Pass, un sistema che permette di controllare automaticamente l'accesso, perché collegato direttamente con la sede della polizia municipale. Le telecamere, poste in corrispondenza dei principali punti di ingresso, e attive 24 ore su 24, registrano il numero di targa di ogni veicolo in transito e lo inviano a un sistema di controllo automatico, che verifica se i mezzi sono autorizzati all'ingresso nella zona.

Nelle restanti aree il parcheggio è in parte libero (linea bianca), e in parte delimitato da strisce blu, ove è previsto il pagamento di un importo variabile a seconda della zona. Il pagamento della sosta si effettua attraverso i parchimetri a moneta distribuiti nelle vicinanze dei parcheggi, ed è obbligatorio nei giorni da lunedì a sabato non festivi; in alternativa, è possibile pagare tramite una tessera prepagata (20 €) acquistabile presso l'ACI e in alcune tabaccherie del centro. Da segnalare che molti parcheggi a pagamento sono liberi nelle ore notturne (generalmente 20:00-8:00).

Tra i parcheggi liberi adiacenti al centro vanno segnalati il parcheggio presso Piazzale Giovani di Tien An Men - Viale Monte Kosica, che contiene 462 posti; un altro ampio parcheggio si trova alle spalle della Stazione ferroviaria (parcheggio Porta Nord), mentre il parcheggio ex AMCM in viale Carlo Sigonio, pur ridotto a causa lavori ai fabbricati circostanti, conta ancora qualche decina di posti.

Tra i più capienti parcheggi a pagamento, vi sono il parcheggio interrato del parco Novi Sad (1.720 posti), il parcheggio di Viale Rimembranze / Viale Martiri della Libertà (334 posti), il parcheggio di Viale Vittorio Veneto (271 posti), il parcheggio di Piazza Roma (166 posti, davanti al Palazzo Ducale)e il parcheggio Bluparking La Civetta (Ex mercato ortofrutticolo) con entrata da via Borelli (140 posti).

Noleggio autoveicoli e furgoni[modifica]

Sono presenti più servizi di noleggio autovetture e furgoni, la maggior parte dei quali offre la possibilità di noleggio delle vetture direttamente presso l'aeroporto di Bologna.

In bicicletta[modifica]

È possibile noleggiare le biciclette presso i seguenti punti noleggio:

  • Parco Novi Sad, Viale Monte Kosica (Lato stadio, dietro le tribune). Simple icon time.svg Lun-Ven 7:00-19:00, Sab 7:00-12:00.
  • Policlinico, Largo del Pozzo (Presso il deposito biciclette, prima dell'ingresso del parcheggio a pagamento). Simple icon time.svg Lun-Ven 6:30-19:30, Sab 6:30-13:30.
  • Ciclofficina "La Dinamo", Via Riccoboni 26, +39 339 2304082. Simple icon time.svg Lun-Dom 8:30-20:00.

C'entro in bici[modifica]

Si tratta di un servizio gratuito di noleggio di biciclette comunali, accessibile a tutti i maggiorenni. Per potervi accedere, è necessario presentare l'iscrizione presso il Comune, depositando una cauzione di € 20. L’utente può usare tutti i mezzi disponibili, secondo le proprie esigenze, riportandoli al punto di prelievo originario. Il servizio è attivo in orario 7:00-24:00, ora entro la quale la bicicletta deve essere restituita in un punto di prelievo ai fini della manutenzione ordinaria effettuata dagli operatori comunali.

Servizio c'entro in bici riservato ai turisti: È possibile noleggiare la chiave codificata anche presso l'Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica di Modena situato in Piazza Grande n° 14. Il servizio è riservato a soli turisti ed è limitato per un massimo di 3 giorni. L'ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica è aperto: Lun - Sab 9:00-18:00, Dom e festivi dalle 9:30-18:00. Chiuso Pasqua e 25 Dicembre.

Documenti necessari: carta di identità in corso di validità e versare una cauzione di € 20.00 che verranno restituite al momento della restituzione della chiave codificata.

Per informazioni contattare l'Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica telefonando al +39 059 2032660 o inviando una mail a info@visitmodena.it

Cosa vedere[modifica]

Modena — Il Duomo
  • Attrazione principale1 Duomo. Simple icon time.svg Lun-Dom 7:00-12:30 e 15:30-19:00. Capolavoro dello stile romanico, la cattedrale è stata edificata dall'architetto Lanfranco nel sito del sepolcro di san Geminiano, patrono di Modena, dove in precedenza, a partire dal V secolo, erano state già erette due chiese. Nella cripta del duomo si trovano le reliquie del santo. È una testimonianza rara e incredibilmente ben conservata in stile romanico in generale, sia all'esterno che all'interno.
Il Duomo, con la Torre Civica e la Piazza Grande della città, è stato inserito lista dei siti italiani patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.
Il Duomo di Modena è la prima chiesa della città e dell'Arcidiocesi di Modena-Nonantola. Considerato uno dei massimi capolavori dello stile romanico grazie alla struttura architettonica di Lanfranco e al contributo scultoreo di Wiligelmo, è il monumento più importante della città ed è tuttora il centro della vita religiosa modenese.
È stato edificato a partire dal 1099 nel sito del sepolcro di san Geminiano, patrono di Modena, ove in precedenza, dal V secolo, erano state già erette due chiese.
In facciata si apre il portale maggiore scolpito da Wiligelmo, autore anche delle quattro formelle di pietra con storie del libro della Genesi. Sul lato meridionale si aprono la Porta dei Principi, opera del c.d. Maestro di San Geminiano e di altri seguaci di Wiligelmo, e la Porta Regia, in marmo rosso veronese. Sul lato settentrionale si trova invece la Porta della Pescheria, testimonianza dell'influenza borgognona.
All'interno del Duomo di possono ammirare il pregevole pontile con rilievi di Anselmo da Campione (1160-1180 circa) e il Presepe in terracotta del modenese Antonio Begarelli (1527). Nella cripta sono conservate le reliquie del santo, poste in una semplice urna del IV secolo ricoperta da una lastra di pietra e sorretta da colonne di spoglio. Il sarcofago, custodito entro una teca di cristallo, viene aperto ogni anno in occasione della festa del santo stesso (31 gennaio) e le spoglie del santo, rivestite degli abiti vescovili con accanto il pastorale, vengono esposte alla devozione dei fedeli. La cripta ospita anche il Presepe in terracotta policroma (opera detta anche Madonna della pappa) di Guido Mazzoni. Duomo di Modena su Wikipedia duomo di Modena (Q753721) su Wikidata
  • Piazza Grande (Sul lato sud del Duomo). Splendidamente incorniciata dal Duomo, dalla Torre Civica (o Ghirlandina) e dal porticato del Palazzo Comunale, simboli storici della comunità e del potere civile e religioso.
La forte vocazione civile della Piazza è ancora oggi testimoniata dalla presenza della Preda ringadora, grosso masso rettangolare di marmo collocato a pochi metri dal porticato di Palazzo Comunale. In origine probabilmente apparteneva a un antico edificio romano; successivamente, in epoca medievale, la Preda era utilizzata come palco per gli oratori, ma anche come luogo dove eseguire le sentenze di morte ed esporre i corpi degli annegati, in attesa di riconoscimento. I debitori insolventi venivano pubblicamente umiliati facendoli sedere tre volte a natiche scoperte sulla pietra coperta di trementina.
Di fronte, nell'abside del Duomo, sono ancora incise le misure della pertica, del braccio, della tegola, del mattone, a garanzia dell'onestà dei commerci in piazza: ciò sta a testimoniare come la piazza fosse veramente il cuore della città, luogo di grande rilevanza economica dove, fino al 1931, si svolgeva anche il mercato. A garanzia della correttezza degli scambi commerciali nel Medioevo esisteva un "Ufficio della Buona Stima", il cui simbolo pare fosse una statuetta del XIII secolo raffigurante una donna, detta dai modenesi "La Bunessma" cioè "Bonissima", ancora oggi presente in un angolo della piazza; la tradizione popolare preferisce vedere invece in questa scultura la raffigurazione di una dama ricca e caritatevole, che nei periodi di carestia andava di casa in casa a elargire elemosina.
Piazza Grande è a tutt'oggi il cuore pulsante della città, centro della vita modenese. Centinaia di persone la gremiscono in occasione della festa di San Geminiano, patrono della città (31 gennaio), e nel pomeriggio del giovedì grasso, quando la maschera modenese Sandrone pronuncia dal balcone del palazzo municipale, nel dialetto locale, il tradizionale “sproloquio” ai concittadini, ricco di commenti arguti sulla vita della città e bonarie critiche all'amministrazione locale.
Torre Ghirlandina
  • 2 Torre Ghirlandina. La Ghirlandina è la torre campanaria del Duomo di Modena. Alta 86,12 metri, ben visibile al viaggiatore che arrivi in città da qualunque punto cardinale, la torre è il vero simbolo di Modena.
La Torre Civica, con il duomo e la Piazza Grande della città, è stata inserita dal 1997 nella lista dei siti italiani patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.
L'originale Torre di San Geminiano, di pianta quadrata, innalzata su cinque piani entro il 1179, fu poi rialzata nei due secoli successivi (anche per motivi di rivalità con le torri bolognesi) con l'introduzione della caratteristica punta ottagonale, secondo un disegno di Arrigo da Campione, uno dei tanti ‘Maestri campionesi' che tra Duecento e Quattrocento aggiornarono lo stile della cattedrale al nuovo gusto gotico. La punta è ornata da due ghirlande, vale a dire due ringhiere di marmo, da cui il nome.
All'interno la Sala della Secchia (con affreschi del Quattrocento), custodisce una copia della celebre secchia rapita: testimonianza di quando la torre era sede dei forzieri e dei ‘trofei' del comune modenese.
Alla fine dell'Ottocento alla torre furono fatti diversi lavori. Nel 1890 fu riparata la parte piramidale superiore esterna e nel 1893 dopo aver impiantato una grande armatura tutta intorno fu eseguito il rivestimento in marmo di Verona. I lavori terminarono nel 1897 e dopo il collaudo dell'ingegnere Giacomo Gallina del Regio Genio Civile la Ghirlandina tornò allo stupore dei modenesi e non, più bella che mai.
Assolutamente unico il panorama che si gode dalla lanterna, sulle tegole rosse dei tetti di Modena.
Nella piccola Piazza Torre che si affaccia su via Emilia è collocato il Monumento ad Alessandro Tassoni, il più celebre dei poeti modenesi, autore del poema eroicomico La secchia rapita, in cui con suprema ironia si narrano le contese medievali tra modenesi e bolognesi. L'arguzia del personaggio è ben rappresentata nella posa della statua, realizzata nel 1860 dallo scultore modenese Alessandro Cavazza.
Le cinque campane, in accordo di Do maggiore, risalgono all'epoca rinascimentale
Degni di nota anche i capitelli scolpiti della Stanza dei Torresani, al quinto piano.
Capitello di Davide: due figure incoronate suonano degli strumenti circondati di danzatrici.
Capitello dei Giudici': il significato delle scene raffigurate non è chiaro: a sinistra un re con un libro in mano sembra ascoltare le suppliche di due donne; sulla destra un personaggio si dispera mentre alle sue spalle due esseri alati si allontanano.
Gli altri capitelli non pongono problemi interpretativi in quanto sono puramente decorativi. Ghirlandina su Wikipedia Torre della Ghirlandina (Q569767) su Wikidata
Modena — Palazzo ducale
  • 3 Palazzo Ducale, @ . Simple icon time.svg Sab-Dom solo su prenotazione. È stato sede della Corte Estense tra Seicento e Ottocento; successivamente, dall'unità d'Italia, il Palazzo ospita la prestigiosa Accademia Militare di Modena.
L'edificio, uno dei più importanti palazzi principeschi del Seicento, è stato edificato a partire dal 1634 sul sito dell'antico castello estense, che nel medioevo era posto ai limiti della città: soltanto in seguito all'ampliamento della cinta muraria voluto dal duca Ercole il castello veniva a occupare una posizione simbolica, tra il centro medievale del comune e i nuovi quartieri rettilinei della capitale ducale. I lavori, dapprima affidati all'architetto Gaspare Vigarani, furono in seguito portati avanti da Bartolomeo Avanzini; ma pare che il progetto abbia subito la supervisione di Gian Lorenzo Bernini: il grande architetto sembra aver partecipato alla realizzazione di un'opera che rivela comunque uno stile unitario, un barocco solenne ed elegante.
Il Palazzo, ospita il Museo Storico dell'Accademia ed una preziosa Biblioteca (consultabile su domanda da presentare al Comando dell'Accademia militare).
La maestosa facciata, alleggerita dal gioco cromatico dei marmi, è stata recentemente restaurata. Dalla porta centrale si accede all'elegante Cortile d'onore, sede delle cerimonie militari, e al suggestivo Scalone d'onore. Nel Salone centrale è degno di nota il soffitto, affrescato nel Settecento da Marco Antonio Franceschini con l’incoronazione di Bradamante, capostipite degli Este, già celebrata da Ariosto nell'Orlando furioso. Suggestiva testimonianza dello sfarzo della piccola corte modenese nel Settecento è il Salottino d'oro, il gabinetto di lavoro del duca Francesco III, che nel 1756 lo fece rivestire e decorare con pannelli rivestiti di oro zecchino. Una curiosità: i pannelli erano smontabili, il che ha permesso ai modenesi di conservare il salottino, smontato e nascosto nei sotterranei, malgrado le occupazioni e i saccheggi.
Monumento a Ciro Menotti
Di fronte alla facciata del Palazzo, in Piazza Roma (già “Piazza Ducale” e poi “Reale”) è possibile osservare il Monumento a Ciro Menotti, eretto nel 1879 da Cesare Sighinolfi, in memoria del patriota che organizzò un'insurrezione liberale a Modena e in provincia nel 1831 e fu arrestato e giustiziato. La statua tiene in mano la bandiera e sembra guardare la finestra del Palazzo in cui il duca Francesco IV firmò la sua condanna a morte. Palazzo Ducale (Modena) su Wikipedia Palazzo Ducale di Modena (Q1054370) su Wikidata
Palazzo comunale
  • 4 Palazzo Comunale. Il palazzo comunale chiude con il suo porticato il lato orientale e settentrionale di Piazza Grande ed è tuttora sede del Comune di Modena.
Non si tratta in realtà di un unico palazzo, ma del risultato della ristrutturazione sei-settecentesca di numerose costruzioni sorte a partire dal 1046, tutte con la medesima funzione di edifici amministrativi e di rappresentanza. L'antica Torre civica (oggi Torre Mozza) crollò nel 1671 in seguito a un terremoto. Interessante nell'ala nord è la Sala delle Bifore, ambiente in cui è tornata alla luce parte della precedente facciata medievale, arretrata di alcuni metri rispetto alla precedente.
La Sala del Fuoco
All'interno è degno di nota il fregio della Sala del Fuoco, una serie di dipinti eseguiti da Nicolò dell'Abate nel 1546, raffiguranti gli episodi dell'assedio di Modena del 44 a.C.: un'occasione per raffigurare i personaggi della storia romana (Marco Antonio, Bruto, Augusto) in uno sfondo tipicamente ‘emiliano' in cui appare anche qualche veduta della città. Nella sala del fuoco era sempre attivo un braciere dal quale il popolo poteva prelevare le braci per attivare il proprio fuoco domestico. Si trattava di un servizio pubblico ovviamente molto apprezzato da tutti i modenesi.
La Secchia Rapita
Nel Camerino dei Confirmati è custodita uno dei simboli della città: la Secchia rapita, un normale secchio di legno che ricorda ai modenesi la gloriosa vittoria ottenuta contro i bolognesi nel 1325 nella battaglia di Zappolino. Secondo un'antica cronaca, ritrovata nel Seicento e che espirò il poema eroicomico di Alessandro Tassoni, La secchia rapita, i modenesi sottrassero la secchia a un pozzo bolognese, e la riportarono in città come trofeo.
La Preda Ringadora
La secchia è una testimonianza diretta della vita medievale nella città: possiamo accostarla alla Preda Ringadora, un grosso masso rettangolare di marmo collocato a pochi metri dal porticato del Palazzo, che probabilmente apparteneva in origine a un antico edificio romano. In epoca medievale la Preda era utilizzata come palco per gli oratori, ma anche come luogo dove eseguire le sentenze di morte ed esporre cadaveri (affinché qualcuno potesse identificarli).
La Bonissima
Al medioevo risale anche la statua detta della Bonissima, una misteriosa figura femminile eretta nel 1268 in Piazza Grande e poi successivamente posta sopra il portico del Palazzo Comunale, all'angolo con via Castellaro. La tradizione racconta di una generosa nobildonna modenese, Bona, che si distinse nella generosità nei confronti dei poveri. Più probabilmente la figura femminile (che forse reggeva nella mano una bilancia, oggi perduta) è il simbolo della Buona stima (da cui in dialetto bona ésma e poi bonésma), vale a dire della precisione in fatto di misure e compravendite: ai piedi della statua vi erano infatti incise le antiche misure mercantili modenesi, documentate a partire dal 1547 sull'abside del Duomo. Palazzo Comunale (Modena) su Wikipedia Palazzo comunale di Modena (Q3889901) su Wikidata
Modena — Chiesa di S. Maria Pomposa
  • 5 Chiesa di Santa Maria della Pomposa (Aedes Muratoriana). È una delle chiese più antiche della città (se ne ha notizia dal 1153), ma l'edificio conserva ben poco della sua struttura originale: oltre alla muratura della metà inferiore della chiesa, nella facciata è possibile distinguere la traccia di un'antica porta romanica poi chiusa, di cui rimangono i semplicissimi capitelli in cotto e parte dell'arco a tutto sesto, ed inoltre tracce della decorazione a denti di sega del sottotetto sinistro e dell'oculo centrale, mentre la torre massiccia al fianco dell'edificio (che forse nel Medioevo faceva parte di un castello) è mozza a una certa altezza.
Più che per la sua rilevanza monumentale, l'importanza della chiesa è dovuta al fatto di essere stata la sede parrocchiale e la dimora di Ludovico Antonio Muratori, il grande storico modenese, che ne fu "prevosto" (parroco) dal 1716 al 1750. Per sua stessa volontà Muratori, al tempo già studioso e scrittore di fama, si fece assegnare "la cura delle anime" di quello che era uno dei quartieri più poveri e malmessi della città. La chiesa stessa, in pessime condizioni, fu ricostruita dalle fondamenta, e Muratori vi fece aggiungere il coro. All'interno si trova un ciclo di dipinti del Seicento e del Settecento su San Sebastiano, opera di Bernardino Cervi e Francesco Vellani.
La chiesa con annessa canonica (dove Muratori visse attendendo alle sue opere più celebri) costituisce oggi il complesso dell'Aedes Muratoriana ("Casa del Muratori"), sede della Deputazione di Storia patria e del Museo Muratoriano. Testimonianza di affetto dei modenesi per uno dei suoi cittadini più illustri è il monumento a L. A. Muratori, che sorge poco lontano, sull'omonimo Largo che si affaccia sulla via Emilia. Scolpito da Adeodato Malatesta, che non volle ricevere compenso, il monumento ritrae lo storico in un atteggiamento pensieroso, ma riesce anche a suggerirne la profonda umanità. Chiesa di Santa Maria della Pomposa su Wikipedia chiesa di Santa Maria della Pomposa (Q3673889) su Wikidata
Affresco trecentesco di Tommaso da Modena in Sant'Agostino
  • 6 Chiesa di Sant'Agostino. Di fianco al palazzo dei Musei si affaccia sul piazzale Sant'Agostino questa chiesa (chiamata anche Pantheon Atestinum, in quanto adornata con statue e busti di santi e beati della casa d'Este, o in qualche modo imparentati con essa). Eretta nel Trecento nel sito di una precedente "chiesa degli agostiniani" fondata nel 1245 e recante ancora sul fianco sinistro numerose tracce di quell'epoca, ha però attualmente una spiccata fisionomia seicentesca. Essa fu infatti profondamente modificata nel 1663 per volere della duchessa Laura Martinozzi, che volle che fossero qui celebrati i solenni funerali del duca Alfonso IV suo marito: la sobria struttura trecentesca è ornata da una ricca decorazione di stucchi e da un pregevole soffitto a cassettoni, sul quale più artisti dipinsero ritratti di nobili e santi. Spicca invece per intensità drammatica, nella prima cappella a destra, il gruppo scultoreo in terracotta della Deposizione della Croce (1476), capolavoro del modenese Antonio Begarelli. Altra traccia visibile dell'antica chiesa, conservata all'interno, è l'affresco trecentesco della Madonna della Consolazione di Tommaso da Modena: una Maria ritratta con delicata naturalezza nell'atto di allattare il Bambino. chiesa di Sant'Agostino (Q18640097) su Wikidata
Pala della Peste - chiesa del Voto
  • 7 Chiesa del Voto (Madonna della Ghiara). La chiesa sorge a poca distanza dal Duomo e prende il nome da un voto del Comune modenese e del duca Francesco I d'Este fatto nel 1630, quando la città fu investita da una gravissima epidemia di peste che, secondo un cronista, giunse a causare fino a duecento morti al giorno. Il voto del Comune fu appunto di costruire, se e quando fosse cessata l'epidemia, una chiesa che per interessamento del duca (durante la peste rifugiatosi con la corte sulle colline del Reggiano) fu dedicata alla Madonna della Ghiara, protettrice di Reggio (che, a differenza di Modena, fu soltanto sfiorata dall'epidemia).
Non appena questa finì, a mantenimento del voto, su disegno dell'architetto modenese Cristoforo Galaverna, nel 1634 s'iniziò la costruzione della chiesa in uno stile piuttosto ibrido e sormontata da una cupola. Fu commissionata anche al pittore Lodovico Lana una grande pala che si trova ancora all'interno assieme ad altri dipinti e rappresenta nella parte inferiore scene della peste e in quella superiore la Vergine col Bambino con santi, angeli e su un piatto è l'offerta della città riconoscibile dalle torri del duomo e del palazzo comunale. Chiesa del Voto su Wikipedia chiesa del Voto (Q16268504) su Wikidata
  • 8 San Francesco. I frati francescani arrivarono a Modena molto presto: si ha notizia di un convento fuori le mura già nel 1221, quando Francesco d'Assisi era ancora vivo. L'attuale chiesa fu costruita molto lentamente, a partire dal 1244, e due secoli dopo non era ancora terminata. L'esterno è di sobrio stile gotico , le cui tracce restano visibili sul fianco settentrionale ma principalmente nella facciata, che ha mantenuto pressoché integra la sua struttura anche se ciò è dovuto in parte a ristrutturazioni ottocentesche.
L'interno è piuttosto rimaneggiato ed ospita uno dei capolavori del Begarelli, la Deposizione del Cristo dalla Croce: un gruppo di tredici statue "fotografate" in un momento intensamente drammatico. :Fronteggia la facciata della chiesa una fontana con statua di San Francesco, opera di Giuseppe Graziosi (1920).
  • 9 San Pietro. La tradizione vuole che la chiesa sorga nel sito di un antichissimo tempio a Giove Capitolino. La chiesa attuale è stata però edificata a partire dal 1476 secondo un progetto dell'architetto Pietro Barabani di Carpi. Si tratta di un bell'esempio di architettura rinascimentale a Modena, oltre che di una delle più belle chiese in città, impreziosita all'interno da un organo cinquecentesco con intagli in legno dorato e portelli molto ben dipinti, da una Madonna attribuita a Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato, e soprattutto dalle numerose opere in terracotta realizzate dal Begarelli: i sei santi disposti intorno alla navata centrale, la Pietà e il cosiddetto Apogeo Begarelliano, un gruppo raffigurante l'Assunzione della Madonna tra i santi Pietro, Paolo, Benedetto e Geminiano. Il notevole campanile a vela fu eretto nel 1629.
Adiacente alla chiesa è presente un'antica abbazia abitata da una congregazione di monaci benedettini. In origine il monastero di san Pietro venne fondata fuori le mura della città nel 996 come fondazione vescovile.
  • Chiesa di San Carlo. Fu eretta a partire dal 1664 su disegno di Bartolomeo Avanzini; alla sua morte la progettazione fu affidata al capomastro muratore, il confratello Giovanni Pietro Piazza. Terminati i lavori, che durarono più di un secolo, fu infine consacrata nel 1766. La chiesa ripropone in dimensioni ridotte la chiesa di San Carlo ai Catinari di Roma (ad esclusione della cupola), ed era stata voluta per dare al Collegio San Carlo, o Collegio dei Nobili (fondato nel 1626) un degno luogo di culto. La facciata è costruita in laterizio con fregi marmorei e timpano triangolare che chiude il prospetto della facciata, mentre l'interno è a tre navate sorrette da arcate e delimitate da quattro grossi corpi centrali su cui si imposta la cupola. L'abside ospita l'altare maggiore in marmo rosso di Verona, datato 1828. La monumentale ornamentazione in stucco che orna l'abside è opera di Antonio Traeri detto Il Cestellino, e ospita una tela di Marcantonio Franceschini rappresentante la peste di Milano del 1576: la Madonna col Bambino siede in cielo, sotto di lei l'infuriare del morbo e San Carlo Borromeo tra altri personaggi che prega inginocchiato presso la Croce. A seguito di numerosi interventi di restauro, l'ultimo dei quali risale dal 1980, la chiesa, non più officiata, è stata infine adibita ad auditorium. La chiesa di San Carlo fa parte di una struttura più ampia denominata complesso di San Carlo, che comprende anche una cappella, un teatro, una biblioteca, oltre allo scenografico porticato. Il complesso ospita la Fondazione Collegio San Carlo (già "Collegio dei Nobili di San Carlo"), istituto privato di ricerca che svolge funzioni di rilevanza pubblica in ambito formativo e culturale con particolare attenzione alla filosofia, alle scienze umane e sociali e alle scienze religiose.
  • 10 San Vincenzo. Eretta nel 1617 su una chiesa precedente di cui si hanno notizie già dal Duecento. Attribuita erroneamente al grande architetto modenese Guarino Guarini, il quale nacque però sette anni più tardi. In realtà l'esecuzione della chiesa fu affidata a Paolo Reggiano e in seguito a Bernardo Castagnini, con cui il giovane Guarini forse collaborò. La chiesa è impreziosita dagli affreschi di Sigismondo Caula (con architetture dipinte di Sebastiano Sansone), raffiguranti le vite dei santi Vincenzo e Gaetano di Thiene, fondatore dell'ordine dei Teatini a cui la chiesa era stata affidata. La cupola, affrescata dallo stesso Caula e Tommaso Costa, è stata distrutta durante la guerra in un bombardamento. La chiesa ospitava nella prima cappella a sinistra anche una tela di Guercino che è stata rubata da ignoti nell'agosto 2014.
San Vincenzo è la sede dei monumenti funebri dei duchi estensi.
  • Chiesa di San Giovanni Battista, via Emilia/Piazza Matteotti. Unica chiesa antica modenese completamente isolata, ossia senza edifici sorti addosso ai suoi muri, se si eccettua il Duomo isolato agli inizi del novecento. Sorta sul luogo di una più antica chiesa dedicata a San Michele, fu ricostruita nel Cinquecento, ma rivela nei decori e nella struttura (la cupola ellittica e non circolare) le profonde modifiche subite nel Settecento. Notevole l'organo costruito dall'organaro Agostino Traeri.
Contiene tuttora il capolavoro dello scultore cinquecentesco modenese Guido Mazzoni, la Deposizione dalla croce (1476), un gruppo di statue in terracotta policrome particolarmente interessanti.
  • 11 Chiesa di San Bartolomeo. Sede della Compagnia del Gesù fin dal 1602, la chiesa risulta essere una delle più grandi dell'intero territorio modenese. L'attuale tempio fu eretto su disegno del gesuita padre Giorgio Soldati da Lugano nel luogo ove precedentemente sorgeva l'antica chiesa parrocchiale dedicata al medesimo santo. Demolito l'angusto e obsoleto edificio, nel 1607 i gesuiti iniziarono i lavori per la costruzione della nuova chiesa, terminati definitivamente nel 1629 compresa l'edificazione della torre campanaria.
L'imponente facciata dalle linee grandiose, che risente del barocco borrominiano, fu eretta su disegno del piacentino Andrea Galluzzi. La pianta dell'edificio è a croce latina con transetti poco sporgenti e termina con un'abside rettangolare. L'ambiente sacro è signorile, decorato ma privo di eccessi e presenta tre navate sorrette da pilastri ai quali sono addossate otto semicolonne che sorreggono quattro grandi archi a tutto sesto.
Il primo capolavoro da ammirare entrando nella chiesa è il grandioso affresco che ricopre l'intera volta a botte opera di padre Giuseppe Barbieri (1642-1733), discepolo di Andrea Pozzo. Il punto preciso in cui è possibile avere una corretta visione delle misure prospettiche è segnato dal disco nero presente all'inizio della navata centrale. Degne di nota sono anche le numerose tele che arricchiscono l'edificio, alcune delle quali di autori rinomati fra cui Jean Boulanger, Giacinto Brandi, Jacopino Consetti, Lorenzo Garbieri, Ludovico Lana, Aurelio Lomi, Piero Petruzzini e Giuseppe Romani.
Spicca il maestoso altare in finissimo marmo eseguito nel 1620 ad opera di Giovanni Battista Bassoli, Cecilio Bezi, Giovanni Battista Censori e Antonio Traeri.
Di grande effetto sono le due cantorie gemelle intagliate e dorate con le relative casse d'organo di dimensioni imponenti. La cantoria di sinistra è originale del XVII secolo mentre quella di destra è stata realizzata nel 1902 in sostituzione della precedente bruciata in un incendio nel quale andò distrutto anche il prezioso strumento opera del gesuita Willem Hermans. L'attuale strumento è opera dei fratelli Rieger e risale al 1903.
Gioiello dell'arte barocca grazie alle numerose tele, al complesso degli affreschi, al monumentale altare in marmo, agli stucchi finemente lavorati e agli altri arredi di eccellente fattura, è sicuramente uno degli edifici più affascinanti della città. Chiesa di San Bartolomeo a Modena su Wikipedia chiesa di San Bartolomeo a Modena (Q3669546) su Wikidata
  • Chiesa di San Giorgio (Santuario della Beata Vergine Ausiliatrice del Popolo modenese). La Beata Vergine Ausiliatrice è naturalmente l'immagine della Madonna presente sull'altare maggiore, che anticamente era posta all'esterno del santuario affinché i modenesi del tempo potessero venerarla. L'altare maggiore della chiesa fu realizzato in marmi policromi da Antonio Loraghi (1666).
La chiesa è degna di nota per la sua pianta a croce greca (cioè composta di quattro bracci della stessa dimensione). Fu realizzata a partire dal 1647 da un progetto di Gaspare Vigarani e Cristoforo Malagola detto il Galaverna.
  • 12 Chiesa di San Biagio. La chiesa vide le origini nel 1319 assieme al monastero in cui si stabilirono i frati Carmelitani, ad opera della famiglia modenese dei Sadoleto in onore della Beata Vergine del Carmine. Fu in seguito ricostruita tra il 1646 ed il 1658, durante il governo di Francesco I. All'interno la chiesa presenta una sola navata; presso le sei arcate (una per ogni lato) si trovano degli altari. Il coro e l'imponente cupola furono affrescati da Mattia Preti, allievo del Guercino. Accanto alla chiesa è presente un chiostro ove è stata rinvenuta, a seguito di restauro, una lunetta affrescata del Trecento raffigurante la Madonna col Bambino, San Martino e due offerenti.
  • 13 Chiesa di San Domenico. La chiesa è situata nel luogo dove nel 1243 i frati Predicatori eressero una prima chiesa, orientata liturgicamente con facciata ad ovest. All'arrivo degli Este a Modena iniziata l'edificazione del nuovo Palazzo Ducale, la chiesa risultava molto vicina e disarmonica rispetto alla residenza estense; per questo nel 1707-1708 ne fu decisa la demolizione e l'edificazione di un nuovo tempio, con facciata allineata a quella del Palazzo. All'interno la chiesa conserva un pregevole plastico di Antonio Begarelli, opera di forte realismo, che raffigura Gesù in casa di Marta.
  • Chiesa di Sant'Eufemia (Chiesa dell'Adorazione). Secondo la tradizione la chiesa di Sant'Eufemia e l'attiguo (ex) monastero sorgono nel posto ove nel 681 era stato fondato, da una pia vedova avente sette figlie, un ospizio per donne riunite sotto la regola di San Benedetto. La chiesa ha pianta ottagonale con lati disuguali, molti dei quali ospitano il presbiterio, due cappelle laterali e la porta. Nel presbiterio di fronte all'entrata si trovano l'altar maggiore in marmo bianco e un dipinto che raffigura la Pietà del XVII secolo. :Esternamente nelle cornici a stucco sono dipinte figure simboliche risalenti al Novecento, ad opera di Secondo Grandi; vi sono rappresentati San Pietro che predica il Vangelo, il martirio di Sant'Eufemia e quello di San Pietro.
  • Chiesa di Santa Maria delle Asse (SS. Trinità), corso Canalgrande. È una delle chiese più antiche della città e deve la sua denominazione alla presenza di un ponte di legno, situato ove sorge oggi la chiesa, che permetteva l'attraversamento del canale. L'edificio risale al 1599; l'interno è ad una sola navata con sei cappelle laterali riccamente decorate.
  • Chiesa di San Barnaba. La chiesa è stata ricostruita nel 1660 ma completata solo successivamente. Al suo interno dipinti e arredi del XVIII secolo. La volta porta i dipinti di Jacopo Antonio Manini, autore anche delle parti architettoniche e dell'ornato con prospettive di mensole e festoni a chiaroscuro. I sei medaglioni che raffigurano temi allegorici e gli scudetti a chiaroscuro furono realizzati da Sigismondo Caula.
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Documentata sino dal XV secolo, la chiesa risale al Settecento. L'interno è ad una sola navata con abside semicircolare; a lato sono presenti quattro cappelle e due cappellette. La volta fu dipinta da Fermo Forti nel XIX secolo. Sull'altar maggiore si ammira un'icona seicentesca che raffigura la Madonna con santi, opera di Francesco Vellani.
  • Chiesa di Gesù Redentore, Viale Leonardo da Vinci, 270. È opera dell'architetto Mauro Galantino, vincitore di un concorso indetto dalla Conferenza Episcopale Italiana. Consacrata nel 2008, la sua architettura modernissima ha suscitato ampio e vivace dibattito nella cittadinanza per le soluzioni innovative nell'articolazione degli spazi liturgici. Si inserisce in modo armonico nel tessuto urbano periferico, in rottura e allo stesso tempo in continuità con la tradizione più antica degli edifici religiosi modenesi.
Tempio israelitico di Modena
  • 14 Sinagoga. L'edificio è a pianta ellittica iscritta in un'area rettangolare; le dodici colonne che sorreggono il matroneo rappresentano le dodici tribù di Israele; le decorazioni dipinte all'interno sono tutte rigorosamente non figurative, come prescrive la legge ebraica.
Oggi la facciata della Sinagoga è ben visibile nella zona più centrale della città, ma nel passato le cose erano ben diverse. Quando fu costruito infatti il tempio era totalmente nascosto alla visuale dai fabbricati che sorgevano nell'area dell'attuale Piazza Mazzini: questi edifici furono demoliti nel 1904. La Sinagoga sorgeva in effetti al centro del ghetto degli ebrei, voluto da Francesco I d'Este nel 1638: il quartiere, dal quale gli Ebrei non potevano uscire durante le ore notturne, era chiuso con due cancelli in via Blasia e in via Coltellini. Qui viveva almeno un migliaio di ebrei nel 1861, quando con l'annessione di Modena al Regno d'Italia il ghetto fu chiuso.
Con l'apertura di Piazza Mazzini la Sinagoga cambia facciata (in precedenza infatti essa si trovava sul lato di Via Coltellini), e si trova ad occupare una posizione centralissima, a poche decine di metri dal Palazzo Comunale, dal Duomo e dalla Ghirlandina. In epoca fascista la facciata fu parzialmente nascosta dalle chiome degli alberi piantati nella piazza. Tempio israelitico di Modena su Wikipedia Tempio israelitico di Modena (Q3983296) su Wikidata
  • Complesso di Sant'Agostino. Si estende per 25.000 m² circa ed è situato alle porte del centro storico della città. Originariamente l'edificio ospitava un ospedale, il Grande Spedale degli Infermi che il duca Francesco III volle verso la metà del XVIII secolo. Poco più tardi l'ospedale venne ampliato raddoppiando il fronte su via Emilia per ospitare anche l'infermeria militare. Nonostante la nascita del Policlinico l'ospedale è rimasto in funzione fino al 2005, dopodiché il personale e l'attività sanitaria sono stati trasferiti nel nuovo ospedale di Baggiovara. Tra il 2005 e il 2008 l'intero edificio è stato acquisito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, che ha manifestato l'intenzione di trasformarlo nel nuovo polo della cultura, comprendente un polo bibliotecario, un centro linguistico per l'internazionalizzazione, un centro per la fotografia e per l'immagine, un polo espositivo, un centro di varie attività complementari ed economiche. Il progetto, che è stato curato dallo studio dell'architetto Gae Aulenti, scaturisce da un protocollo d'intesa firmato nel 2007 tra Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Ministero per i Beni Culturali, Comune di Modena.
  • Palazzo Santa Margherita, Corso Canalgrande, 103. In pieno centro storico, nel sito dove trovava posto anticamente una chiesa dedicata a Santa Margherita. Utilizzato nel XII secolo come convento, è divenuto poi caserma; successivamente dal 1874 è stato sede del Patronato dei Figli del Popolo. Ora ospita la Galleria Civica, la Biblioteca Delfini, il Museo della Figurina e l'Istituto Musicale Orazio Vecchi. Gli spazi dedicati alla Galleria Civica comprendono la Sala Grande, che ospita le attività principali della Galleria; le sale al piano superiore, aperte nel 2004; un laboratorio didattico, gestito con il supporto dell'Assessorato all'Istruzione del Comune di Modena; un bookshop. Al primo piano è ubicata la sala grande, al secondo piano le sale superiori inugurate nel 2004, mentre al piano terra, subito dopo l'ingresso a Palazzo, si percorre un suggestivo corridoio che circonda il chiostro. Grazie ai suoi spazi ampi e ben articolati il Palazzo si presta per mostre dedicate prevalentemente al disegno e alla fotografia, piccole personali monografiche, cicli espositivi e ricognizioni sulle ricerche condotte da artisti dell'ultima generazione.
  • Foro Boario. È un impianto di notevole interesse architettonico e urbanistico, poiché costruzione unica nel panorama negli interventi di architettura ducale per dimensioni, tipologia e collocazione. È costituito da un lunghissimo edificio (circa 250 metri) perfettamente bifronte, con quattro facciate, uguali a due a due. Nel corpo centrale, che si estende per circa 45 metri, è presente nel fastigio un orologio e panoplia, opera di Luigi Righi, che vi ha raffigurato le Allegorie delle Armi, della Fertilità, delle Arti e del Tempo. Fu costruito nella prima metà dell'Ottocento per volontà di Francesco IV d'Austria d'Este (duca di Modena, Reggio e Mirandola dal 1815) che ne affidò la progettazione all'architetto Francesco Vandelli, autore di numerosi altri edifici pubblici e privati della città. A tutt'oggi sul lato che costeggia il versante sinistro di viale Berengario è presente una lapide voluta dal duca stesso, che riporta la data di edificazione (1831) e la dedica agli agricoltori (Honori et comodo fidelium agricolarum) impegnati nella costruzione del complesso. La struttura era inizialmente destinata al mercato bovino e all'immagazzinamento di prodotti agricoli, ma dopo poco più di un decennio l'edificio fu trasformato in caserma. In seguito i cittadini ne rivendicarono l'uso (secondo ciò che peraltro il duca stesso aveva voluto) durante il regno di Umberto I. Nel 1989 vi iniziarono i lavori di restauro e riuso per la nuova sede della Facoltà di Economia e Commercio dell'Università di Modena, inaugurata nel 1994 presso i piani superiori dell'edificio. A piano terra si trovano ora nell'ala est la biblioteca della Facoltà e nella parte ovest l'area adibita ad esposizioni temporanee. Dal 2002 la struttura ospita le mostre promosse dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
Cimitero di San Cataldo
  • Cimitero di San Cataldo. Poco fuori dal centro storico si trova il cimitero monumentale di San Cataldo, cimitero della città. È composto da due parti, una antica e una recente. La prima porta il nome dell'architetto Cesare Costa ed è stata realizzata tra il 1858 e il 1876; vi si trovano numerose opere d'arte di notevole valore artistico. Tra i defunti seppelliti in questa parte si trova anche Enzo Ferrari, in una tomba a fianco di quella del figlio Dino; nonché Alberto Braglia (atleta) e Virginia Reiter attrice che visse molti anni a Modena.
La parte recente, il cimitero monumentale "Aldo Rossi", è costruita in base al progetto dell'architetto Aldo Rossi. La costruzione del cimitero è oggi parzialmente completata ed è articolata in modo da limitare gli ampi spazi verdi contrassegnati da sentieri di croci riservati ai pedoni. All'interno del cimitero ha sede la chiesa.

Musei[modifica]

Palazzo dei Musei
  • 15 Palazzo dei Musei, piazza Sant'Agostino. Simple icon time.svg Lun-Ven 7:30-19:30, Sab 8:00-19:30, Dom 9:45-19.30. I principali musei della città sono raccolti presso il Palazzo dei musei. Il piazzale Sant'Agostino, posto a ridosso dell'omonima porta (abbattuta nel XIX secolo), è un esempio di urbanistica del Settecento. Qui Francesco III d'Este fece costruire due grandi edifici con finalità sociali: nel lato settentrionale l'ospedale (sede di uno degli ospedali modenesi sostituito oggi da un moderno ospedale nella frazione di Baggiovara) e di fronte l'albergo dei poveri, inaugurato nel 1771, che un secolo più tardi fu trasformato dal comune di Modena nell'odierno Palazzo dei Musei. La piazza era completata dal grande monumento equestre di Francesco III realizzato dall'abate carrarese Giovanni Antonio Cybei inaugurato nel 1774 e poi atterrato nei moti rivoluzionari del 1797.
Al piano terra del palazzo sono aperti i servizi di accoglienza: nel cortile nord sono dislocati la reception e il punto informativo, dove è possibile trovare informazioni utili alla visita degli istituti cittadini e sulle iniziative culturali e didattiche promosse nei nuovi spazi.
All'interno del palazzo si trovano: il Museo Lapidario Estense, il Lapidario Romano dei Musei Civici, la Gipsoteca Graziosi e il Consorzio Festival Filosofia (piano terra), l'Archivio Storico Comunale e la Biblioteca di Storia dell'Arte "Luigi Poletti" (primo piano), la biblioteca Estense e Universitaria (secondo piano), i musei civici, composti da Museo Archeologico Etnologico e Museo d'Arte (terzo piano), la Galleria Estense (quarto piano).
  • Biblioteca Estense (Al secondo piano del Palazzo dei Musei), +39 059 222248. Conserva libri a stampa, incunaboli, cinquecentine e numerosi codici miniati dal XIV al XVI secolo. Il testo più prezioso è la celebre Bibbia di Borso d'Este, capolavoro della miniatura ferrarese (XV secolo).
  • 16 Galleria Estense. Una tra le più importanti collezioni italiane e riflette gli interessi degli Estensi per la pittura e la scultura, ma anche per l'archeologia e le arti minori. Pregevoli il busto marmoreo di Francesco I d'Este del Bernini, il ritratto di Francesco I del Velasquez, il Sant'Antonio da Padova di Cosmè Tura, la Madonna col Bambino del Correggio, un trittico di El Greco, un Crocefisso di Guido Reni. Cospicuo il nucleo della pittura padana dal Trecento al Settecento. Galleria Estense su Wikipedia Galleria Estense (Q774128) su Wikidata
  • 17 Museo lapidario estense, +39 059 4396969, @ . Ecb copyright.svg Per entrambi i musei del Duomo: adulti 4 €, ridotto 3 €, scolaresche 1,5 €/pax. Simple icon time.svg Aprile-settembre Mar-Dom 9:30-12:30 e 15:30-18:30, ottobre-marzo Mar-Dom 9:30-12:30 e 15:00-18:00. Insieme al Museo del Duomo, fa parte dei musei del Duomo. Museo lapidario estense su Wikipedia Museo lapidario estense (Q3868397) su Wikidata
  • Museo del Duomo, +39 059 4396969, @ . Ecb copyright.svg Per entrambi i musei del Duomo: adulti 4 €, ridotto 3 €, scolaresche 1,5 €/pax. Simple icon time.svg Aprile-settembre Mar-Dom 9:30-12:30 e 15:30-18:30, ottobre-marzo Mar-Dom 9:30-12:30 e 15:00-18:00. Insieme al Museo lapidario, fa parte dei musei del Duomo. Il museo raccoglie un ricco patrimonio costituito da opere d'arte, parati e suppellettili liturgiche, testimonianza della vitalità della chiesa di Modena nei secoli. Vi si trovano anche molte lapidi di varie epoche, ritrovate o tolte dalle pareti dei Duomo durante i secoli, così come gli originali delle Metope, lastre scolpite con immagini mostruose e bizzarre poste ai lati dei contrafforti del tetto (sostituite da copie nel 1948).
  • Museo del volley.
  • 18 Museo Enzo Ferrari. Museo casa Enzo Ferrari su Wikipedia Casa-museo Enzo Ferrari (Q3329137) su Wikidata
  • Museo della Figurina. Museo della figurina su Wikipedia Museo della figurina (Q3868091) su Wikidata
  • Casa Museo Luciano Pavarotti, Stradello Nava 6, +39 059 460778, @ . Simple icon time.svg Lun-Dom 10:00-19:00. La Fondazione Luciano Pavarotti in occasione di EXPO 2015 apre straordinariamente le porte di Casa Pavarotti, trasformata in Casa Museo grazie all'allestimento di un percorso che permetterà di conoscere l’uomo e l’artista Luciano Pavarotti. Offre la possibilità di scoprire e condividere la quotidianità del grande Maestro, entrando poco a poco nella parte più intima della sua vita e ripercorrendo le tappe della sua straordinaria carriera professionale.
  • Musei universitari.
  • Galleria Civica (Le sedi espositive della Galleria Civica sono due: Palazzo Santa Margherita e Palazzina dei Giardini). Ecb copyright.svg Ingresso gratuito. Sorta nel 1959 su iniziativa dell'Amministrazione Comunale, la Galleria Civica di Modena è oggi uno dei centri di produzione culturale più autorevoli nel panorama nazionale. Attraverso mostre temporanee dedicate all'arte contemporanea e alla fotografia e grazie alle numerose collaborazioni con prestigiosi musei, associazioni e gallerie di tutto il mondo, ha raggiunto, soprattutto negli ultimi anni, un alto riconoscimento anche a livello internazionale.
  • Palazzina dei Giardini, Corso Canalgrande, 103 (Nel Palazzo Santa Margherita). Simple icon time.svg Mer-Ven 10:30-13:30 e 16:00-19:30, Sab, Dom e festivi 10:30-19:30. Edificio seicentesco, luogo suggestivo per mostre monografiche e retrospettive. La galleria possiede inoltre alcune raccolte permanenti:
  • la Raccolta del Disegno Contemporaneo
  • la Raccolta della Fotografia Contemporanea
  • la Raccolta della Grafica Don Bettelli
  • il Museo della Figurina: nato dalla passione collezionistica di Giuseppe Panini, fondatore, nel 1961, dell'omonima azienda assieme ai suoi fratelli. La raccolta riunisce accanto alle figurine propriamente dette, materiali affini per tecnica e funzione (piccole stampe, scatole di fiammiferi, bolli chiudilettera, menu, calendari).

Musei automobilistici[modifica]

La città è da sempre legata all'automobilismo: come tutta l'Emilia-Romagna, anche Modena è una terra di motori, dove la passione per la meccanica ha una lunga tradizione ed il mito della velocità è parte integrante della sua cultura. Nel raggio di pochi chilometri vi sono diversi musei e collezioni private dedicati ai motori.

  • Museo Ferrari, Via Alfredo Dino Ferrari 43 (Maranello - a 25 km da Modena). A pochi passi dallo stabilimento della Ferrari, il grande museo che ospita la storia delle rosse di Maranello e del loro fondatore Enzo Ferrari. Vi si trovano le auto che hanno partecipato ai Grand Prix degli ultimi 50 anni, a cui fanno da cornice proiezioni video e trofei vinti; un'intera sezione della galleria è dedicata all'atmosfera delle gare di Formula Uno.
  • Museo "Enzo Ferrari", Via Paolo Ferrari 85 ((a 3 km dal centro)). Inaugurato il 10 marzo 2012 il museo è collocato presso la casa natale di Enzo Ferrari, il famoso pilota di auto da corsa, nonché imprenditore, fondatore della casa automobilistica che porta il suo nome. Nella casa natale sono documentate le fasi storiche della vita di Enzo Ferrari; al suo fianco ha trovato posto una nuova galleria espositiva, un edificio monumentale caratterizzato da una grande copertura in pannelli d'alluminio di colore giallo (il colore della città), le cui aperture per la luce ricordano le prese d'aria di un'auto da corsa. Il museo organizza mostre tematiche che cambiano ogni 6 mesi circa.
  • Museo dell'auto storica Stanguellini, Via Emilia Est 756 (a 4 km dal centro). Nasce nel 1996 per volontà del figlio di Vittorio Stanguellini, fondatore dell'attività, e si è andato via via arricchendo di prestigiosi pezzi rari che hanno ampliato ed impreziosito la collezione, con oltre una trentina di auto tra vetture da corsa e coupè sportive. La collezione offre un'ampia panoramica sulla cultura automobilistica della città, presentando i modelli più significativi delle vetture modenesi vincitrici delle principali gare di auto.
  • Museo dell'auto e moto d'epoca "Umberto Panini", Strada Corletto Sud 320 (a 16 km dal centro). Vi sono esposti vari modelli di auto e moto d'epoca, tra cui la prestigiosa collezione Maserati, nonché biciclette, motori, esemplari di mezzi militari, e prototipi di modelli mai realizzati. La collezione si trova presso l'azienda Agricola Hombre che produce Parmigiano Reggiano.
  • Raccolta d'auto d'epoca collezione privata Righini, Via Nino Bixio 12 (Panzano - a 15 km da Modena). Nel castello di Panzano (a Campogalliano in provincia di Modena) sono conservate molte tra le più belle auto d'epoca, e i modelli più esclusivi dei nostri giorni. Tra i pezzi più famosi vi sono la Autoavio, prima vettura costruita da Enzo Ferrari nel 1940, la Chiribiri che nel 1915 batté il record di velocità su strada, l'Alfa Romeo appartenuta a Tazio Nuvolari, la Cadillac di Giovanni XXIII.
  • Museo Horacio Pagani, Via Dell'Industria, 26 (San Cesario sul Panaro - a 16 km da Modena), @ . Simple icon time.svg Visite alla fabbrica solo su prenotazione. Una collezione esclusiva delle edizioni limitate che hanno fatto la storia del marchio, dai primi bozzetti agli ultimi modelli di Zonda e Huayra.

Altro[modifica]

  • 4 Madonne Caseificio dell'Emilia, Strada Lesignana 130 (Lesignana) - a 7 km da Modena. Simple icon time.svg Su prenotazione. Assistere alla produzione del Parmigiano Reggiano dove ogni giorno è possibile assistere alla produzione del Re dei formaggi, visitare le varie sale di lavorazione del caseificio, il magazzino di stagionatura contenente oltre 33.000 forme di Parmigiano Reggiano e infine assaggiarlo in varie stagionature.


Eventi e feste[modifica]

  • Fiera di Sant'Antonio. Simple icon time.svg il 17 gennaio.
  • Fiera di San Geminiano. Simple icon time.svg il 31 gennaio. Patrono della città, durante la quale in duomo viene scoperta la salma e si dà ai fedeli la possibilità di baciare il braccio del santo, conservato in un'urna di medesime forme.
  • Modenantiquaria (Petra), via Virgilio, 70 (Quartiere fieristico), +39 059 848380, @ . Simple icon time.svg A febbraio. Mostra mercato dell'antiquariato, comprende le Serate Estensi, rievocazione storica dei fasti del Ducato Estense (giugno, centro storico e parco Novi Sad) e la fiera di san Geminiano, ovvero la celebrazione della festa del patrono della città (31 gennaio).
  • Mak Π 100. Simple icon time.svg nel mese di maggio. Saggio ginnico degli allievi dell'Accademia militare di Modena e gran ballo delle debuttanti cento giorni prima della promozione a ufficiale degli allievi del secondo anno.
  • Festival filosofia (festivalfilosofia) (Ha luogo nelle tre città di Modena, Carpi e Sassuolo). Ecb copyright.svg gratuito. Simple icon time.svg Nel mese di settembre. Lezioni magistrali mostre d'arte, concerti, spettacoli, iniziative per bambini ed eventi culturali legati alla filosofia. Vi partecipano nomi illustri e docenti universitari di primo piano. Ogni edizione è dedicata ad uno specifico tema conduttore.
  • Mercato dell'antiquariato, presso il parco Novi Sad. Simple icon time.svg ogni quarto sabato e domenica del mese. È la più grande fiera antiquaria della regione Emilia-Romagna.
  • Eventi gastronomici e commerciali, in Centro Storico. Mercatino internazionale, Modena in fiore (alcune vie del centro si rivestono completamente di fiori, quasi si trattasse di giardini all'aperto), Stuzzicagente (una giornata di degustazioni a tappe nel centro storico di Modena, normalmente due edizioni all'anno in primavera e in autunno).
  • Modena Organ Festival. Simple icon time.svg nei mesi giugno - settembre. Costituisce una serie di appuntamenti nelle chiese più importanti della città ove si esibiscono validi organisti di fama internazionale.
  • Motor Valley Fest. Simple icon time.svg A maggio. Kermesse italiana dedicata alla passione per i motori, che prevede una serie di appuntamenti per gli amanti delle due e quattro ruote.
  • Carnevale. Simple icon time.svg il giovedì grasso. con la presenza della maschera cittadina, Sandrone e la famiglia Pavironica.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]

Spettacoli[modifica]

Teatri[modifica]

In città sono presenti più teatri, che offrono vari tipi di rappresentazioni. Il teatro comunale “Luciano Pavarotti”, che fa capo all'omonima fondazione, ospita balletti, opere liriche, concerti di musica classica; il teatro Storchi rappresenta la prosa; il teatro delle Passioni rappresenta perlopiù esibizioni contemporanee, il cinema-teatro Raffaello lirica e opere.

Teatro Comunale di Modena
  • 1 Teatro Comunale Luciano Pavarotti, Corso Canalgrande, 85, +39 059 2033010, fax: +39 059 2033011, @ . È il principale teatro lirico della città; progettato nel 1838 e inaugurato il 2 ottobre 1841, fu realizzato da Francesco Vandelli, architetto della corte del duca Francesco IV. Il nome originario, Teatro dell'Illustrissima Comunità, mutò successivamente in Teatro comunale. Nel 2007 è stato intitolato al tenore modenese Luciano Pavarotti.
Il teatro fu costruito su iniziativa del podestà di Modena (il marchese Ippolito Livizzani) e con il contributo del duca Francesco IV. :L'architetto Francesco Vandelli lo progettò su un'area cittadina di oltre duemila metri quadri, ottenuta acquisendo e demolendo alcune abitazioni. Fu inaugurato tre anni dopo, il 2 ottobre 1841, con il nome di "Teatro dell'Illustrissima Comunità". Per l'inaugurazione venne appositamente composto da Alessandro Gandini il melodramma Adelaide di Borgogna al Castello di Canossa, su libretto di Carlo Malmusi.
Dal 1915 al 1923 fu requisito dalle autorità militari. Dopo la seconda guerra mondiale, accanto al teatro d'opera, tenne in programma prosa, concerti e balletti. Negli anni '70 la sua gestione passò alla amministrazione comunale. Nel 1984 iniziarono i lavori di restauro del teatro, che due anni più tardi viene riaperto al pubblico. Nel 2001 è diventato fondazione, con la partecipazione di soggetti privati.
Il 6 dicembre 2007 il teatro è stato dedicato, a tre mesi dalla scomparsa del tenore modenese, a Luciano Pavarotti
Elementi caratteristici del teatro sono la facciata in stile neoclassico, con un portico a colonne doriche, corrispondenti a nove arcate. Le volte dei tre archi centrali sono decorate con rosoni in rilievo. Le finestre sopra il portico sono sormontate da bassorilievi a tema tragico, realizzati da Luigi Righi, autore anche di una statua posta sul culmine, al fastigio, che rappresenta Il genio di Modena nella forma di un giovane alato. L'atrio è ovale, decorato con affreschi e bassorilievi. La platea è di forma ellittica, con quattro ordini di palchi e il loggione. Il sipario storico è opera di Adeodato Malatesta. Teatro comunale Luciano Pavarotti su Wikipedia Teatro comunale Luciano Pavarotti (Q3982235) su Wikidata
  • Teatro Storchi, Largo Garibaldi, 15, +39 059 2136021 (biglietteria), fax: +39 059 211426, @ . Simple icon time.svg Biglietteria telefonica Lun-Ven 9:00-13:00. Il teatro prende il nome da Gaetano Storchi, un ricco commerciante modenese che ne finanziò la costruzione. Sorge su un terreno della nuova area edificabile ricavata con la costruzione della barriera Garibaldi (1884), a seguito dell'abbattimento di porta Bologna (1882). L'ubicazione del teatro influenzò la singolare originale struttura dell'edificio, che presenta una doppia facciata: a settentrione si trova la facciata principale, che guarda su piazza Garibaldi, mentre quella da lato ovest si affaccia su viale Martiri della Libertà, un tempo il passeggio delle mura, ed è opera dell'architetto Maestri. L'edificio è nato sulla base di un progetto particolarmente ricercato, che prevedeva locali di servizio, ridotto, fumoir, caffè; tuttavia, la realizzazione avvenne in economia, su un terreno che apparve instabile fin dall'inizio, e soprattutto con l'impiego di materiali scadenti che ne compromisero ben presto la stabilità. A ciò si devono i numerosi successivi interventi di ristrutturazione e recupero dell'edificio. Tra i più rilevanti, si ricordano il rifacimento della copertura e la modifica della curvatura della sala ad opera dell'ingegnere Luigi Sfondrini di Milano; il restauro dell'esterno con rifacimento dell'intonaco e delle cornici del 1929, e un successivo intervento sulla sala nel 1931.
  • Teatro delle Passioni, Viale Carlo Sigonio, 382, +39 059 301880 (nelle sere di spettacolo), @ .
  • Teatro Michelangelo, Via Pietro Giardini 255, +39 059 343662, fax: +39 059 341709, @ .

Cinema[modifica]

Locali notturni[modifica]

La vita mondana della città si concentra in poche zone del centro: via Taglio, via Gallucci e piazza della Pomposa. Qui si trovano una varietà di locali che spaziano dal tradizionale bar, alla birreria-pub, l'enoteca con preziose etichette, il brunch-cafè. Tra i locali che offrono anche serate di programmazione musicale e serate con eventi culturali e mondani è da segnalare il Caffè Concerto, moderno bar-ristorante che si affaccia su piazza Grande e che offre caffetteria, spazio mostre, books corner, sala incontri, live club. Un secondo locale, appena fuori dal centro storico, è il Baluardo della Cittadella, che ospita diverse attività culturali tra cui concerti e performance, con particolare riguardo ai caffè letterari e agli incontri per conferenze e presentazioni; le aree esterne ospitano percorsi d'arte e momenti di incontro. È presente anche un ristorante.

Dove mangiare[modifica]

La città di Modena, come tutta la regione Emilia-Romagna, è rinomata per la sua cucina e i prodotti di gastronomia. In particolare, conosciuti e molto apprezzati in tutto il mondo sono i piatti a base di maiale, con il quale vengono prodotti lo zampone e il cotechino, prodotti tipici della zona. Altri piatti locali sono i tortellini, lo gnocco fritto, la tigella (o crescentina). A questi si aggiunge il Parmigiano-Reggiano (la provincia di Modena è una delle zone ove viene prodotto il celebre formaggio DOP) e, immancabili, l'aceto balsamico, condimento pregiato a base di mosto d'uva, e il lambrusco, vino rosso frizzante che ben si accompagna ai ricchi piatti locali.

I posti migliori ove assaggiare la cucina tipica sono le trattorie, di gestione familiare, ancora presenti in città; tuttavia, Modena offre anche locali di alta classe.

Prezzi modici[modifica]

  • Burger King, Via Nuova Estense 103, +39 059 5964337. Simple icon time.svg Lun-Dom: 12:00-22:00. I servizi in questo ristorante sono : Parcheggio, Ristorante, King Drive, Wifi, Feste di Compleanno.

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]

È consigliabile, specialmente a tarda sera e di notte, evitare le zone in prossimità della Stazione dei treni (in particolare la parte opposta al centro storico), la zona di via Canaletto, via Attiraglio, viale Gramsci in quanto zone di spaccio e aggressioni ed il Parco Enzo Ferrari (all'interno e in zona viale Italia in prossimità delle palazzine Windsor Park). È bene in generale mantenere le classiche precauzioni da turista, quindi borse/oggetti di valore ben stretti o poco visibili.

Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • Ufficio postale principale, Via Emilia Centro, 86, +39 059 2053337. Simple icon time.svg Lun-Ven 8:00-18:30, Sab 8:00-12:30.

In città sono presenti un'altra trentina di uffici postali il cui orario di massima è Lun-Gio 8:00-12:30, Ven 8:00-13:30.

Internet[modifica]

Presso alcune aree cittadine è disponibile il collegamento wireless. Per accedere al servizio è necessario un account e una password personali, che possono essere richiesti previo pagamento di 2 € presso:

  • Ufficio Relazioni con il Pubblico - Informagiovani, Piazza Grande, 17, +39 059 20312.
  • Biblioteca Civica Antonio Delfini, Corso Canalgrande, 103, +39 059 2032940.
  • Punto informativo Palazzo dei Musei, Viale Vittorio Veneto, 5, +39 059 2033125.

Tenersi informati[modifica]


Nei dintorni[modifica]

Tra i centri più interessanti del territorio di Modena sono Carpi (a 19 km), Sassuolo (a 23 km) e Mirandola (a 34 km)

L'abbazia di Nonantola è a 10 km del centro sulla strada nonantolana (SP 255).

Itinerari[modifica]

  • Via Carolingia — Itinerario europeo che attraversa i luoghi percorsi dalla corte di Carlo Magno tra l'VIII e il IX secolo per recarsi da Aquisgrana a Roma, dove papa Leone III incoronò il sovrano carolingio imperatore del Sacro Romano Impero nella notte di Natale dell'800.


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