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Chiese e oratori campestri di Castel Goffredo

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Castel Goffredo, Oratorio di Sant'Apollonio.

Chiese e oratori campestri di Castel Goffredo è un itinerario che si svolge attraverso il territorio del comune di Castel Goffredo, provincia di Mantova, in Lombardia.

Introduzione[modifica]

L'itinerario, interamente nella verde campagna ricca di corsi d'acqua, percorre i numerosi luoghi di culto, che vantano antiche tradizioni e sono il segno di una religiosità assai diffusa, sin dal XVI secolo.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Gli aeroporti più vicini sono:

  • Aeroporto di Bergamo-Orio al Serio
  • Aeroporto di Brescia-Montichiari. Solo Charter.
  • Aeroporto di Verona-Villafranca

In treno[modifica]

Le stazioni più vicine sono:

  • Stazione FS di Desenzano del Garda. Serviita da Frecciabianca per Milano Centrale, Torino Porta Susa, Trieste Centrale e Venezia Santa Lucia; da Frecciarossa per Brescia e Roma Termini e da regionali per Milano Centrale e Verona Porta Nuova.
  • Stazione FS di Mantova. Sulla direttrice Verona-Modena.
  • Stazione di Asola. Sulla direttrice Brescia-Parma.

In auto[modifica]

I caselli autostradali più vicini sono:

Come spostarsi[modifica]

L'itinerario è percorribile per intero su strade asfaltate, anche se strette in alcuni tratti. È tranquillamente utilizzabile anche in bicicletta.

Dove iniziarlo[modifica]

Castel Goffredo, Piazza Mazzini

Il percorso di visita inizia da 1 Piazza Mazzini, cuore della città di Castel Goffredo, nella quale sono situati i principali edifici storici.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi: Itinerario del centro di Castel Goffredo.

Tappe[modifica]

Medole, Convento dell'Annunciata, esterno
L'Oratorio di San Francesco immerso nella natura a nord di Castel Goffredo

Lasciata Piazza Mazzini, seguire le indicazioni per Medole. Imboccare via Martiri di Belfiore e poco dopo svoltare a destra, seguendo per la frazione Lodolo.

  • 2 Oratorio dell'Immacolata Concezione — In contrada Lodolo. Ricostruita agli inizi del Settecento, assieme al suo campanile.

Punto 2 - Deviazione dall'itinerario principale[modifica]

  • 1 Convento dell'Annunciata — In via dell'Annunciata del comune di Medole. Edificio religioso risalente al XV secolo. Costruito in luogo appartato, anticamente boschivo, il convento venne in passato spesso ricordato come eremo. Il complesso è costituito da tre fabbricati disposti attorno al giardino, comprendenti quattro sale a volto, il chiostro, un rustico e la piccola chiesa.

Dal punto 3 al punto 10[modifica]

  • 3 Oratorio di San Francesco — In contrada Perosso. Ricostruito agli inizi del Settecento su una chiesa preesistente. All'interno una pala dei Seicento raffigurante San Francesco, Santa Chiara e San Domenico.
  • 4 Oratorio di Sant'Elena — In contrada Selvole. Piccolo oratorio ricostruito nella metà del Settecento.
  • 5 Oratorio di Santa Maddalena — In Contrada Poiano. Costruito agli inizi del Settecento.
  • 6 Chiesa di San Lorenzo — In frazione Casalpoglio. Edificata agli inizi del Settecento con a fianco un interessante campanile a cono, conserva al suo interno una pala raffigurante San Lorenzo.
  • 7 Oratorio di Sant'Apollonio — In strada Sant'Apollonio. Edificio di origine romanica, fu ricostruito a metà del Settecento.
  • 8 Oratorio di San Vito — In via San Vito. Il piccolo tempio, in muratura, si può far risalire al XV secolo o al XVI. Era già sicuramente esistente nel 1566. Storicamente, riguardo alla giurisdizione ecclesiastica, l'oratorio campestre di San Vito nel 1566 era compreso nell'elenco degli oratori dipendenti dalla parrocchia di Castel Goffredo, come nel 1603 e nel 1654; successivamente scompare dalle pertinenze della parrocchia di Castel Goffredo per apparire in quelle della parrocchia di Casaloldo. Sebbene la chiesetta sia intitolata a san Vito, a san Modesto e a santa Crescenzia, è nota soprattutto con il nome Madonna di San Vito: secondo la tradizione, infatti, la Madonna in questo luogo sarebbe apparsa ad una bambina sordomuta, guarendola. Quando infuriava la seconda guerra mondiale, soprattutto negli anni 1944 e 1945, l'oratorio era meta continua di visite, rifugio sicuro per tanta gente, luogo di preghiera e di speranza.
  • 9 Oratorio di San Michele Arcangelo — In strada Casaloldo. La facciata dell'oratorio è di impostazione neoclassica con quattro lesene che reggono il timpano. L'interno è a navata unica coperta da volta a botte. Sui fianchi della chiesa si aprono due cappelle. L'altare maggiore è in legno dorato e finemente lavorato, opera del castiglionese Giovanni Battista Barilli, del 1721. Sull'altare domina la statua dall'arcangelo Michele con lancia in atto di trafiggere il diavolo. Sempre sull'altare è collocata una statua lignea della Madonna di Caravaggio, di scuola bresciana del XVIII secolo. Nella cappella di sinistra si conserva la Madonna della Neve, affresco proveniente dall'antico oratorio di san Michele. Nel muro perimetrale è stato rinvenuto un marmo lavorato con cornici e stella esagonale di epoca longobarda. A poca distanza dall'oratorio sorge il complesso di edifici chiamato Palazzo Riva, risalente alla metà del XVII secolo.
  • 10 Oratorio di Santa Maria Formosa — In contrada Berenzi. Edificato agli inizi del Settecento, conserva al suo interno una pala d'altare del Seicento Visitazione di Maria a Santa Elisabetta.

Punto 10 - Deviazione dall'itinerario principale[modifica]

  • 11 Oratorio di San Pietro — In località San Pietro. La piccola chiesa, esistente già nel Cinquecento, è stata inglobata tra due edifici rurali situati in aperta campagna.

Dal punto 12 al punto 14[modifica]

  • 12 Oratorio di Sant'Anna — In contrada Sant'Anna. L'oratorio fu fatto costruire nel 1727 a spese del dottor Nicola Zaltieri e il 15 dicembre 1729 venne celebrata la prima messa da don Antonio Bronzi, delegato del vescovo di Mantova. La facciata è tripartita e quattro lesene sostengono il timpano. L'interno è a tre navate e volta a botte. Nell'abside è collocata un'importante tela del pittore mantovano Giuseppe Bazzani, Educazione della Vergine, del 1729 circa.
  • 13 Oratorio di San Carlo — In località Gambaredolo. La chiesa, dotata di piccolo campanile, è dedicata a san Carlo Borromeo ed è costruita a pianta semplice quadrata con struttura a croce latina. Edificata a ridosso della casa padronale, fa parte della Corte Gambaredolo, complesso di edifici rinascimentali fatti edificare dal marchese Aloisio Gonzaga di Castel Goffredo e destinati a luogo di villeggiatura dei “Gonzaga di Castel Goffredo”. Qui il 7 maggio 1592 venne assassinato il marchese Alfonso Gonzaga per motivi ereditari da otto sicari inviati dal nipote Rodolfo Gonzaga di Castiglione. Dopo la morte di Alfonso, nel 1610, il possesso della corte passò all'unica figlia Caterina che effettuò migliorie agli edifici e nel 1615 fece edificare l'oratorio, sul luogo dell'assassinio del padre. Nel 1657 l'oratorio di San Carlo e la corte vennero visitati dal cardinale Pietro Ottoboni, della diocesi di Brescia, alla quale la chiesa appartenne sino alla fine del Seicento. Passata sotto la diocesi di Mantova, nel 1777 la chiesa fu visitata dal vescovo Giovanni Battista de Pergen. All'interno della chiesa, ora sconsacrata, era custodita la Pala di San Carlo, dipinto del XVII secolo, conservata negli archivi della Parrocchia di Castel Goffredo.

Punto di arrivo[modifica]

  • 14 Chiesa di Santa Margherita — In frazione Bocchere. Venne edificato alla fine del Seicento. Al suo interno una pala raffigurante Santa Margherita, della metà del Seicento.
Ritorno

Rientro a Castel Goffredo per la strada provinciale 6 Ceresara-Castel Goffredo-Acquafredda.

Galleria d'immagini[modifica]

Nei dintorni[modifica]

Escursioni[modifica]

  • Lago di Garda — È uno dei grandi laghi lombardi; la sponda orientale è veneta, la punta a nord è trentina. Meta di turismo climatico fin dall'Ottocento, ogni paese rivierasco vive e si sviluppa con il turismo. Mete principali sono Sirmione, Desenzano del Garda, Salò, Riva del Garda, Garda, Peschiera del Garda.
  • Mantova — Città ricca di importanti tesori d'arte, Mantova è universalmente conosciuta come la città dei Gonzaga, che per quattro secoli la governarono tenendovi una delle corti più sfarzose d'Europa e ne fecero una delle più belle città del Rinascimento. Per la testimonianza eccezionale di realizzazione urbana, architettonica e artistica del Rinascimento, collegate tra loro attraverso le idee e le ambizioni della famiglia regnante, i Gonzaga, Mantova assieme a Sabbioneta, nel 2008, sono state dichiarate dall'UNESCO Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Mantova è stata nominata Capitale italiana della cultura per il 2016.
  • Cremona — Ha un centro storico monumentale - Duomo, Battistero, Palazzo comunale - fra i più insigni della Lombardia. Fu città romana. Fu potente all'epoca dei Comuni e rivaleggiò con Milano, che infine la sottomise. I suoi violini (Stradivari e Amati), il suo Torrazzo e ancor più il suo torrone, sono noti ovunque.
  • Casatico (Marcaria) — È la patria del famoso letterato Baldassarre Castiglione, che qui nacque il 6 dicembre 1478. Interessante Corte Castiglioni, eretta nel XV secolo e rimaneggiata nel Cinquecento e Settecento.

Itinerari[modifica]

Centro storico di Castel Goffredo[modifica]

Altri itinerari[modifica]

Colline moreniche del lago di Garda
  • Nelle terre dei Gonzaga — Un itinerario attraverso i centri, grandi e piccoli, che furono capitali dei rami Gonzaga cadetti: principati, marchesati, ducati che, all'interno della compagine statale mantovana, godevano di una vera e propria indipendenza, spesso battevano moneta e tenevano corti raffinate che rivaleggiavano con quella mantovana, abbellivano i propri centri urbani dotandoli di eleganti architetture – chiese, piazze, palazzi, mura, torri - e di caratteristici scorci urbani come i tipici portici gonzagheschi.
  • Colline moreniche del lago di Garda — Sui primi corrugamenti della pianura padana che si fa collina, là dove ha inizio il grande bacino lacuale del Lago di Garda, il percorso tocca paesi e città che furono dominio gonzaghesco, veneziano, scaligero, e divennero poi teatro delle sanguinose battaglie risorgimentali che furono il preludio dell'Unità d'Italia. All'importanza turistica, storica e naturalistica la zona unisce un interesse enologico in quanto area di produzione dei vini dei colli, tokai, merlot e chiaretto.
  • Luoghi della battaglia di Solferino e San Martino — L'itinerario percorre i luoghi nei quali si svolse, il 24 giugno 1859, la storica battaglia di Solferino e San Martino.

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