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Haiti

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Haiti
Citadelle Laferrière situata sulla cima di una collina nella parte settentrionale di Haiti
Localizzazione
Haiti - Localizzazione
Stemma e Bandiera
Haiti - Stemma
Haiti - Bandiera
Capitale
Governo
Valuta
Superficie
Abitanti
Lingua
Religione
Elettricità
Prefisso
TLD
Fuso orario
Avviso di viaggio! ATTENZIONE: Le condizioni di sicurezza permangono precarie anche a causa dell’elevatissimo e diffuso livello di criminalità, frequenti sequestri di persona e il fenomeno delle bande giovanili armate è sempre presente, come anche l’uso di sostanze stupefacenti da parte dei loro membri. Inoltre nel paese sono quasi del tutto assenti strutture sanitarie e vi sono nel momento epidemie di virus chikungunya, dengue ed il colera. (Agosto 2014)

Haiti è uno stato dei Caraibi il cui territorio occupa la parte occidentale dell'isola di Hispaniola. Confina ad est con la Repubblica Dominicana, a nord con l'oceano Atlantico Settentrionale e a sud col mar dei Caraibi.

Da sapere[modifica]

Haiti è un paese con un passato travagliato, e il suo futuro resta ancora incerto. Decenni di povertà, degrado ambientale, la violenza, l'instabilità, la dittatura e colpi di stato, tra le altre cose, hanno lasciato la nazione più povera dell'emisfero occidentale.

Cenni geografici[modifica]

Prevalentemente montuoso, con una vasta pianura centrale a nord. Il punto più alto è Chaine de la Selle con i suoi 2777 m.

Quando andare[modifica]

Tropicale e semiarido, dove le montagne orientali tagliano fuori gli alisei. Haiti si trova nel mezzo della hurricane belt (area soggetta ad uragani) ed è soggetto a gravi tempeste da giugno a novembre. Si verificano occasionali inondazioni, terremoti e siccità.

Cenni storici[modifica]

L'isola di Hispaniola, di cui Haiti occupa la porzione più occidentale, era in origine abitata dagli indigeni taino e arauachi. Il 5 dicembre del 1492, la Santa Maria, comandata da Cristoforo Colombo, sbarcò dove oggi sorge Môle-Saint-Nicolas: l'intera isola fu subito rivendicata a favore della Spagna.

I francesi cominciarono a colonizzare l'isola nel 1625, ma fu solo nel 1664 che la Francia rivendicò il suo dominio sulla porzione occidentale di Hispaniola. Nel 1697, con il Trattato di Ryswick, la Spagna cedette ufficialmente la porzione più occidentale di Hispaniola alla Francia: la nuova colonia fu ribattezzata Côte française de Saint-Domingue.

Haiti è stata una delle prime nazioni delle Americhe a dichiarare la propria indipendenza. L'indipendenza dalla Francia è stata dichiarata il 1º gennaio 1804. Venne riconosciuta nel 1825 dalla Francia e nel 1863 dagli Stati Uniti.

Dall'inizio del 2004 Haiti è al centro di una rivolta popolare che ha causato disordini e violenza e ha portato il 29 febbraio alla partenza dall'isola del dimissionario presidente Jean-Bertrand Aristide.

L'isola, colpita nell'estate 2004 dall'uragano Jeanne e nel gennaio 2010 da un disastroso terremoto, vive in uno stato di emergenza umanitaria. Attualmente è in corso una missione internazionale di aiuto sotto l'egida dell'ONU, che vede la presenza di un contingente guidato dal Brasile.

Lingue parlate[modifica]

La lingua ufficiale è il francese che però, a causa dell'alto tasso di analfabetismo, è parlato in modo fluente solo da circa il 10% della popolazione. La quasi totalità degli haitiani si esprime invece nella vita quotidiana attraverso il creolo haitiano (kreyòl ayisyen), l'altra lingua ufficiale, evolutosi a partire dal francese modificato nell'uso dagli schiavi africani.

Cultura e tradizioni[modifica]

Molti haitiani praticano, spesso congiuntamente alla religione cristiana, il vodoun (meglio noto come vudù o voodoo), derivante dalla commistione tra le religioni tradizionali africane e il cattolicesimo.

Tasso di analfabetismo di Haiti è il più alto dell'emisfero occidentale, pari a circa il 49%.

Il tasso di disoccupazione di Haiti è il più alto dell'emisfero occidentale, pari a oltre l'80%.

Letture suggerite[modifica]

  • Madison Smartt Bell, Quando le anime si sollevano, Alet, 2004
  • Madison Smartt Bell, Il Signore dei crocevia, Alet, 2004
  • Madison Smartt Bell, Il Napoleone nero, Alet, 2008
  • C.L.R. James, I giacobini neri, Feltrinelli, 1968
  • Roberto Cagliero e Francesco Ronzon, Spettri di Haiti. Dal colonialismo francese all’imperialismo americano, Ombre Corte, 2002
  • Peter Linebaugh e Marcus Rediker, I ribelli dell'Atlantico, Feltrinelli, 2004
  • Isabelle Allende, L'isola sotto il mare, Feltrinelli, 2009


Territori e mete turistiche[modifica]

Haiti è divisa in 10 dipartimenti, ulteriormente suddivisi in 41 arrondissement e 133 comuni.

Mappa divisa per regioni
      Haiti centrale — Fulcro della popolazione di Haiti concentrata nel cuore del paese, l'area metropolitana che circonda la capitale, e le terre a nord.
      Haiti settentrionale — Comprende le più importanti città del paese (capitale esclusa), così come le spiagge preferite dai turisti stranieri vicino Cap-Haïtien.
      Haiti meridionale — Il lato caraibico del paese è la regione meno frenetica della nazione, con destinazioni frequentate da viaggiatori indipendenticom Jacmel, Port-Salut e Île-à-Vache.

Centri urbani[modifica]

  • Port-au-Prince — La grande e caotica capitale di Haiti.
  • Cap-Haïtien — La seconda città più grande del Paese, sulla costa atlantica vicino ad alcune bellissime spiagge e interessanti vecchie fortezze.
  • Jacmel — Una città tranquilla con un bel centro storico e la pretesa non facilmente sopita d'essere patrimonio artistico e culturale del paese, anche se in rovina dopo il terremoto.
  • Jérémie — Città occidentale e profondamente isolata dal resto di Haiti; è un posto piccolo ma affascinante.
  • Les Cayes — Il principale porto del sud di Haiti e un diffuso punto di partenza per raggiungere Île-à-Vache.
  • Les Gonaïves — Qui, il 1° gennaio 1804, Jean-Jacques Dessalines firmò l'atto di indipendenza di Haiti, stabilendo la prima "repubblica nera" del mondo.
  • Port-Salut — Città natale del presidente Aristide. Offre chilometri di bellissime e desrte spiagge di sabbia bianca.
  • Port-de-Paix — La città principale della costa per il contrabbando di droga ad Haiti, con la possibilità di prendere un traghetto per l'isola di Tortuga, paradiso tropicale virtualmente sconosciuto, anche se adeguatamente esplorato nei secoli da ogni pirata degno di questo nome e dai non pochi ricchi signori della droga.
  • Pétionville — Un sobborgo benestante e molto più sicuro di Port-au-Prince, dove si trova la maggior parte della vita notturna della capitale, i ristoranti, gli haitiani ricchi, e gli stranieri.


Come arrivare[modifica]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]


Cosa fare[modifica]


Valuta e acquisti[modifica]

La valuta nazionale è il Gourde haitiano (HTG). Qui di seguito i link per conoscere l'attuale cambio con le principali monete mondiali:

(EN) Con Google Finance: AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD
Con Yahoo! Finance: AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD
(EN) Con XE.com: AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD
(EN) Con OANDA.com: AUD CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD


A tavola[modifica]

Tavola imbandita con cibo haitiano

La cucina di Haiti si basa su una combinazione di elementi francesi e africani, con qualche influenza amerindia.

La cucina di Haiti presenta numerose analogie con le altre cucine caraibiche, sebbene alcune caratteristiche peculiari le garantiscano un'identità ben definita. Le verdure e le carni sono ampiamente utilizzate; tra le prime troviamo impiegati soprattutto i pomodori, i cavoli e i peperoni (rossi e verdi), tra le seconde le più diffuse sono quella di pollo, di capra, di manzo e, in minor misura, di maiale. I piatti vengono abbondantemente insaporiti con erbe aromatiche e peperoni, rendendo la cucina haitiana piuttosto speziata ma non eccessivamente piccante.

Il riso con i fagioli costituisce il piatto nazionale di Haiti, diffuso in tutte le zone della nazione. Esso viene consumato da solo o, più spesso, accompagnato da un po' di carne, soprattutto pollo, capra o manzo. Nelle zone più rurali è diffuso il mais moulu, accompagnato da sauce pois (salsa di fagioli) ed eventualmente da pesce.

Tra i piatti tipici di Haiti, oltre al già citato riso e fagioli, vi sono le bananes plésées (banane fritte), servite da sole come spuntino o come accompagnamento al tassot (manzo fritto) o al griot (maiale fritto). Tra gli stuzzichini celebri sono i Patés, fagottini di pasta ripieni di carne. Il bouillon è invece un ricco stufato a base di pomodori, patate e carne (capra o manzo) variamente speziato. Il pollo viene spesso cucinato facendolo marinare in succo di limone, pepe, aglio e cumino e poi bollendolo insieme a questa marinata. La salsa base della cucina haitiana è l'épis, a base di peperoni, aglio ed erbe aromatiche, usata per condire il riso con i fagioli ma anche zuppe e stufati.

Molti sono i dolci haitiani che impiegano la canna da zucchero e i suoi derivati. Tra di essi il fresco, una sorta di gelato fatto però di sciroppo di frutta e generalmente venduto dagli ambulanti lungo le strade. Tipico anche il pain patate, un pandolce a base di patate dolci, latte condensato e cannella.

Bevande[modifica]

Diffusi nell'isola sono i succhi di frutta, soprattutto ananas, mango, avocado, arancia e frutto della passione. Altre bevande analcoliche diffuse sono i frullati e la malta, a base di orzo non fermentato e melassa. Tra gli alcolici diffusa è la birra ma soprattutto il rum, per la cui distillazione Haiti è, parimenti alle altre Antille francesi, famosa in tutto il mondo. Il rum haitiano deve la sua fama e unicità al fatto che le distillerie locali lavorano direttamente il succo della canna da zucchero e non la melassa.

Infrastrutture turistiche[modifica]


Eventi e feste[modifica]


Sicurezza[modifica]

I furti e le rapine mano armata sono molto diffuse ovunque nello stato. Port-au-Prince è una città dove bisogna fare molta attenzione, assolutamente da evitare le baraccopoli che ricoprono gran parte del suo territorio, il centro della città è in ristrutturazione dal terremoto ed è totalmente insicuro.

Nel novembre del 2014 la situazione stà lentamente migliorando e specialmente nella capitale i furti e le rapine sono in diminuizione. E nelle baraccopoli la gente è civile e cordiale.

Situazione sanitaria[modifica]

Nel 2012 in seguito al terremoto è scoppiata un'epidemia di colera nella zona di Port-au-Prince che ha causato 4000 vittime. Le strutture sanitarie sono molto precarie e nella capitale le strutture pubbliche sono collassate o gravemente danneggiate durante il sisma. I centri allestiti dalle varie ONG internazionali, sono da considerarsi strutture di emergenza con tutti i limiti del caso, igienici inclusi. Questo ha esasperato i costi delle poche cliniche private con l'aggravio della scarsa reperibilità di medicinali. Ne consegue che è fortemente consigliato il portarsi appresso tutti i farmaci di cui si pensa di aver bisogno (repellenti inclusi), oltre che alla stipula di un'assicurazione medica che preveda il rimpatrio in caso di necessità. Infine è scoppiato nel momento un epidemia di virus chikungunya.

Rispettare le usanze[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


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