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Emilia

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Emilia
Pianura padana emiliana
Stato
Regione
Capoluogo

Emilia è una regione storica dell'Italia.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

La regione di estende fra il Po che ne segna il confine a nord (eccetto il tratto in cui confina con il lombardo Oltrepò mantovano), il crinale degli Appennini a sud, l'Oltrepò Pavese a ovest e il mare Adriatico e la Romagna a est. Orograficamente si distingue in Pianura Padana nella fascia settentrionale, catena appenninica nella fascia meridionale, litorale adriatico a oriente.

La fertilissima pianura è intensamente coltivata; è ricca di acqua ed è solcata da innumerevoli fiumi e torrenti che nascono sull'Appennino e si gettano poi tutti nel Po, eccetto il Reno che si getta direttamente nell'Adriatico, al pari dei fiumi e torrenti romagnoli. Una grande zona paludosa, di notevole interesse ambientale ma anche produttivo per la pesca, è l'area denominata Valli di Comacchio fra la pianura e il litorale adriatico emiliano.

I monti dell'Appennino sono solcati da numerosi corsi d'acqua che percorrono altrettante valli; le vallate principali sono perpendicolari al crinale, dove troviamo le cime più alte che superano i 2000 metri di altitudine nel Frignano: sopra i mille metri nei Colli Piacentini e nell'Appennino parmense; le altre aree emiliane hanno rilievi più scarsi, sotto i mille metri.

Cenni storici[modifica]

Sono numerosi i ritrovamenti preistorici in tutta la regione, dove sono state localizzate parecchie terramare; importante è la civiltà chiamata dagli studiosi villanoviana. Gli etruschi popolarono l'area fino alla colonizzazione romana. Con la costruzione della via Emilia, che ancora attraversa tutta la regione, e la fondazione di numerose importanti città lungo il suo percorso l'Emilia fu profondamente romanizzata. Resti di epoca latina sono presenti un po' ovunque lungo il suo percorso. Furono città romane sulla via Emilia Piacenza, Fidenza, Parma, Reggio, Modena, Bologna; sui Colli Piacentini gli scavi archeologici ci hanno regalato le vestigia della città romana di Velleia, che qualcuno chiama con un po' di enfasi - in verità esagerando un po'- la Pompei del nord; il sito è comunque di molto interesse.

Alla caduta dell'Impero Romano le invasioni Longobarda (VI secolo) e Franca (VIII secolo) vedono la creazione di organismi statali quali i ducati in quasi tutta l'Emilia.

L'epoca dei Comuni vede nascere le città libere, destinate poi ad essere inglobate nei territori delle prime Signorie che si venivano costituendo. Parma e Piacenza vengono incorporate dai Visconti di Milano; Modena e Reggio dagli Estensi di Ferrara; Bologna, dopo i tentativi di signoria espletati dai Bentivoglio, diventa possedimento papale. L'evoluzione storica porta la regione a consolidarsi - per alcuni territori fino all'Unità - nei grandi Ducati di Parma e Piacenza; di Modena; di Ferrara, oltre ad alcuni piccoli principati nella bassa pianura (Carpi, Correggio, Mirandola) di minore fortuna. Bologna è territorio papale assieme alla Romagna.

Nei territori degli Stati emiliani preunitari si crea una notevole individualità, tanto che ancora oggi nelle città della regione che furono capitali si avverte ancora quel non so che del passato prestigio che le rende uniche, oltre che splendide per ricchezza di monumenti e per eleganza urbanistica. I moti rivoluzionari unirono i vari stati regionali al Piemonte, facendo confluire la loro storia nelle più ampie vicende italiane.

Terremoto del 2012[modifica]

Distruzioni alla Rocca di Finale Emilia

Nel gennaio 2012 e poi nel maggio 2012 forti scosse di terremoto hanno colpito una vasta area della Regione, danneggiando seriamente numerosi centri della pianura padana emiliana fra l'autostrada del Sole e il corso del Po, nelle aree di Modena soprattutto e delle confinanti zone ferraresi e reggiane, interessando anche l'Oltrepò mantovano appartenente alla Lombardia ma orograficamente parte dell'Emilia. Il sisma, che è costato anche numerose vittime, ha colpito i centri storici di numerose città causando la perdita di antichi monumenti e lesionandone numerosi altri. I centri della pianura Modenese più colpiti sono stati Finale Emilia, Novi di Modena, San Felice sul Panaro, Medolla, Cavezzo, Mirandola, Concordia sulla Secchia, San Possidonio, Carpi, San Prospero.

Nel Ferrarese i danni maggiori si sono registrati a Bondeno, Cento, Vigarano Mainarda, Poggio Renatico. Molti anche i centri con gravi crolli nell'Oltrepò mantovano.

Cultura e tradizioni[modifica]


Territori e mete turistiche[modifica]

Mappa divisa per regioni
      Sponda emiliana del Po — La Bassa dell'Emilia è zona di fertili terreni che si affacciano sul Po e dal Po e dai suoi affluenti traggono la ricchezza d'acqua che li rendono ubertosi. È una campagna di grandi e sconfinati orizzonti, disseminata di centinaia e centinaia di cascine, molte delle quali sono oggi disabitate. Piacenza è la città maggiore; gli altri centri, non industrializzati, di dimensioni minori, hanno tuttavia una rilevante importanza artistica, lascito del loro passato di piccole capitali. È zona soprattutto di castelli, legati al ricordo delle famiglie che ne fecero delle raffinate corti: i Rossi, i Pallavicino, i Torelli, i Meli Lupi, i Sanvitale, che ci hanno lasciato le loro residenze e le loro piccole città: Soragna, San Secondo Parmense, Sissa, Fontanellato, Roccabianca, Polesine Parmense, Busseto, Colorno e, dopo Piacenza, l'altra città ducale di Guastalla.
      Pianura padana emiliana — Questa enorme distesa pianeggiante, che primeggia per produzione agroalimentare - da queste campagne provengono il parmigiano reggiano, i salumi, il lambrusco, il fortana, - annovera la presenza di importanti città, per la maggior parte situate lungo il grande asse stradale della via Emilia: le capitali Parma e Modena, oltre a Piacenza sulla sponda del Po, il capoluogo regionale Bologna ma anche Fidenza e Reggio Emilia. Più isolata, a nord est, la ducale Ferrara che si fregia del titolo di Patrimonio mondiale dell'Umanità quale mirabile città rinascimentale. E poi, sul confine con il lombardo Oltrepò mantovano, ancora capitali di Principati padani: Carpi, Correggio, Novellara, Reggiolo, Rolo, Mirandola.
      Appennino emiliano — Zona di soggiorni climatici estivi, di sport invernali, di raccolta di funghi, di caccia, annovera anche località e città di buon interesse paesaggistico e storico. Bobbio sui Colli Piacentini fu un importantissimo centro culturale medievale con la sua Abbazia di San Colombano; Bardi, Torrechiara, Corniglio, conservano i loro castelli - come tanti altri centri dell'Appennino parmense; Pievepelago, Porretta Terme, Sestola sono centri di turismo del Frignano e del Porrettese.
      Valli e lidi di Comacchio — È terra d'acque questa pianura di Comacchio delimitata a nord dai rami meridionali del Delta del Po, ad est dal Mare Adriatico con i suoi centri balneari: Lido di Volano, Lido di Spina, Lido degli Estensi, Porto Garibaldi, Lido degli Scacchi, Lido di Pomposa, Lido delle Nazioni; nella pianura interna le Valli di Comacchio, paludi teatro di una intensa attività peschereccia. Comacchio con le sue atmosfere lagunari e Pomposa con la sua Abbazia sono i suoi centri d'arte.

Centri urbani[modifica]

  • Bologna — Bologna la Dotta, perché sede della più antica e per molto tempo più prestigiosa Università d'Europa; ma anche Bologna la grassa, perché la fame non è buona alleata dello studio. Ecco che allora la rinomanza della sua mortadella e dei suoi tortellini va di pari passo con le sue tradizioni culturali, la bellezza dei suoi portici e delle sue vie monumentali, di San Petronio e della Madonna di San Luca che dall'alto di una collina domina e veglia sulla città.
  • Bobbio — Fu centro di cultura e di potere con la sua celebre Abbazia di San Colombano; terra di confine, fu piemontese, lombarda, ligure ed ora emiliana. Conserva un centro storico di tutto rispetto. È ora città di turismo culturale, di soggiorno estivo e di sport invernali con impianti sportivi nella zona del Passo del Penice.
  • Carpi — La città moderna è un importante centro industriale nel settore della maglieria, oltre che piazza commerciale. La città antica fu capitale dei Pio, nobile famiglia che dal Trecento ai primi decenni del Cinquecento ne fecero il proprio Stato, lasciandoci la bellezza del suo impianto urbanistico con la grande piazza dominata dal castello, una delle più scenografiche piazze non solo dell'Emilia ma di tutta l'Italia settentrionale.
  • Comacchio — Si estende su 13 isolette, fra un intrico di canali e di ponti che le dà un'aria lagunare e veneziana. Ha bei monumenti, e nelle sue vicinanze vanta l'insediamento antico di Spina, città greco-etrusca i cui scavi hanno dato numerosissimo materiale archeologico ora custodito nel Museo di Ferrara, e la celebre Abbazia di Pomposa.
  • Ferrara — La città e gli Estensi sono un binomio inscindibile. La casa d'Este ebbe Ferrara dai primi del Duecento fino alla fine del Cinquecento, quando ritornò nei possedimenti papali. Tale e tanta fu l'impronta datale dagli Este, che del pur lungo periodo papale non si fa menzione, se non per indicarlo come periodo del suo declino. Qualche industria e molta produzione agricola sono le fonti della sua economia; buona è anche l'attività turistica in questa città d'arte che sconta un po' la sua posizione periferica.
  • Fidenza — Seconda città del parmense per popolazione e per importanza economica, che le proviene soprattutto dalle attività agricole, commerciali e industriali, l'antico Borgo San Donnino lega la sua fama soprattutto alla sua cattedrale romanica che è uno degli edifici sacri più belli ed artisticamente importanti della regione. .
  • Guastalla — Il Ducato di Parma nel periodo finale della sua esistenza era ufficialmente denominato Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla. La terza capitale era però offuscata dalla dominante Parma, così come accadeva a Piacenza. Guastalla però Capitale la fu per davvero, di un Ducato tutto suo governato da un ramo cadetto della famiglia Gonzaga, che ne fecero una città rinascimentale di tutto rispetto, dotata di bei monumenti e di una cinta muraria stellata, con poderosi bastioni che vennero distrutti nel Seicento. Il tracciato stellare delle mura si riconosce ancora nella pianta della città. .
  • Modena — Fu capitale del Ducato quando gli Este vi si trasferirono dopo aver perso Ferrara. Importante nodo stradale e ferroviario, è città di industria fra i fiumi Secchia e Panaro. Il suo Duomo è una magnifica opera d'arte romanica citata in tutti i manuali di storia dell'arte. Della sua ricca gastronomia è conosciuto a livello nazionale il famoso zampone di Modena. .
  • Parma — La città del prosciutto crudo e della violetta di Parma, di Maria Luigia e di Verdi, del parmigiano reggiano e dell'Università, del bellissimo Duomo romanico e del Correggio, dei Farnese e del Parmigianino, dei Borbone e della Certosa di Parma di stendhaliana memoria: sono tante le eccellenze e le bellezze, il fascino e i miti di questa città che vive ancora come se fosse sempre una Capitale.
  • Piacenza — Sorella minore nel Ducato di Parma e Piacenza, ne fu per breve periodo la prima capitale. Ai margini orientali della regione, guarda più a Milano che a Bologna, è emiliana ma anche un po' lombarda. Nodo stradale e ferroviario, sulla sponda destra del Po, conserva un bel centro storico con considerevoli monumenti e un impianto urbanistico signorile.
  • Reggio Emilia — Fu città di fondazione romana lungo la via Emilia. Libero Comune, fece poi parte fino all'Unità del Ducato di Modena. Fu centro di fervente attività risorgimentale, che la portò ad essere culla del Tricolore. Ha una solida economia fondata sui commerci agricoli e su una buona struttura industriale. Il suo centro storico ha impianto urbanistico medievale. .
  • Sassuolo — Ha avuto un vertiginoso sviluppo moderno legato al fiorire dell'industria della ceramica - piastrelle da pavimenti e da rivestimenti. Del suo passato conserva un imponente Palazzo Ducale o Palazzo Estense, ora sede dell'Accademia militare di Modena, con sale riccamente affrescate.


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg Sono aeroporti della regione:

In auto[modifica]

L'Emilia è collegata tramite:


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

L'Emilia ha, per ciascun periodo della storia del'arte, notevoli eccellenze, fra le quali possono essere citate:

Epoca preromana[modifica]

  • Scavi di Marzabotto (a Marzabotto). resti di un'antica città etrusca, forse Misa.

Epoca romana[modifica]

  • Scavi di Velleia. Simple icon time.svg dalle 9 a un'ora prima del tramonto.. Il borgo, situato nell'Appennino Piacentino, è noto per i suoi Scavi Archeologici che nel 1747 portarono alla luce importanti reperti dell'antica Veleia di epoca romana. Fu municipium romano a capo di una vasta zona appenninica; fiorente nel I secolo d.C:, fu abitata fino al V secolo.

Arte romanica[modifica]

  • Cattedrale di Modena (a Modena).
  • Cattedrale di Parma (a Parma).
  • Cattedrale di Fidenza (a Fidenza).
  • Cattedrale di Piacenza (a Piacenza).

Arte gotica[modifica]

  • Chiesa di S. Francesco (a Bologna).
  • Chiesa di San Petronio (a Bologna).
  • Palazzo Comunale (detto appunto Il Gotico) (a Piacenza).
  • Cattedrale di Ferrara (a Ferrara).

Arte del Rinascimento[modifica]

  • Palazzo dei Diamanti (a Ferrara).
  • Palazzo Schifanoia (a Ferrara).
  • Palazzo di Lodovico il Moro (a Ferrara).

Altri monumenti[modifica]

  • 1 Palazzo Ducale di Sassuolo, Piazzale della Rosa, 41049 Sassuolo Modena (In auto Uscita autostradale: Modena Nord - A1, tangenziale, seguendo le indicazioni per Sassuolo. In treno Da Modena: dalla Stazione Centrale FFSS. Da Reggio Emilia: dalla Stazione Centrale FFSS. Info: FER, tel. 800 915 030 In pullman I collegamenti sono assicurati da mezzi pubblici con più corse giornaliere. Info: ATCM Modena, tel. 840 000 216; ACT Reggio Emilia, tel. 0522 442200), +39 0536 184 4853. Ecb copyright.svg Intero: Euro 4,00 Ridotto: Euro 2,00 Biglietto cumulativo con Galleria Estense: Euro 6,00 Riduzione e gratuità come previsto dalle norme per i musei statali. La "delizia" estense di Sassuolo, residenza estiva dei duchi ferraresi.

Itinerari[modifica]

  • Castelli del Ducato di Parma e Piacenza — Disseminati sull’appennino parmense e piacentino, ma presenti anche nella pianura a sorvegliare il confine naturale del Po, i numerosi castelli dell’antico Ducato di Parma e Piacenza caratterizzano tutta l’area. Baluardi militari in origine, molti di essi hanno mantenuto l’aspetto di rocca inaccessibile, molti hanno via via trasformato la loro natura bellica in raffinata dimora nobiliare; tutti perpetuano nel tempo l’atmosfera di avventura, di favola e di leggenda che da sempre è legata ai castelli, in molti dei quali si narra della presenza di spiriti e fantasmi.


Cosa fare[modifica]


A tavola[modifica]


Sicurezza[modifica]


Altri progetti

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