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Bobbio

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Bobbio
scorcio di Bobbio dal ponte Gobbo
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Bobbio
Bobbio
Sito istituzionale

Bobbio è una città dell'Emilia-Romagna.

Da sapere[modifica]

Fa parte dei Borghi più belli d'Italia; è stato insignito della Bandiera arancione dal TCI. È località di soggiorno estivo ed invernale, quest'ultimo localizzato a Passo Penice dove esistono impianti sciistici per la stagione invernale da dicembre a marzo con innevamento artificiale. Il suo nome è legato soprattutto alla Abbazia di San Colombano, che ne fece in passato centro di spiritualità, di studi, di cultura ma anche di potere.

Cenni geografici[modifica]

Bobbio si trova sulle colline dell'Appennino piacentino a poca distanza dal confine lombardo dell'oltrepo pavese e dal confine ligure, nei pressi del passo del Penice. Dista 42 km. da Piacenza, 88 da Genova.

Cenni storici[modifica]

La zona fu abitata in età preistorica e successivamente da popolazioni di ceppo ligure, seguite dai Galli e poi dai Romani. L'anno che segna la storia di Bobbio è il 614, quando Colombano, monaco irlandese, giunge a prendere possesso del territorio di Bobbio che gli era stato donato dal re dei Longobardi, Agilulfo. A Bobbio Colombano, futuro Santo, restaura la piccola chiesa di San Pietro, dove viene seppellito nel 615. Intorno a questo nucleo si sviluppa l'organizzazione conventuale che si sviluppa rapidamente, tanto da contare 150 monaci dopo solo pochi decenni. L'Abbazia stimola lo sviluppo abitativo di Bobbio; lo Scriptorium e le scuole del convento diventano un polo importante per la cultura dell'epoca, e i possedimenti che man mano vengono devoluti ai frati ne fanno una ricca Abbazia e una potenza politica tale da influenzare il regno longobardo. La sua posizione sulla strada del sale, in situazione di controllo di questa antica direttrice dei commerci medievali, la pone in un ruolo dominante. Contemporaneamente la produzione dei suoi codici miniati raggiunge un grande livello; opere dei suoi amanuensi sono ora conservate nelle biblioteche Ambrosiana, Vaticana, Nazionale a Torino, oltre che a Parigi, Berlino, Madrid.

Lo splendore dell'Abbazia porta vantaggi anche a Bobbio che ottiene nel 1014 la creazione della Diocesi e la conseguente elevazione a Città. Nel primo periodo la carica vescovile fu esercitata dall'Abate; quando venne scissa, le lotte di potere fra Abate e Vescovo indebolirono la città, che venne occupata da Piacenza nel 1230, fino alla dominazione viscontea.

Divenne feudo dei Dal Verme nel 1387 e rimase quasi ininterrottamente in loro possesso fino a metà del Settecento quando tutta la zona divenne savoiarda e piemontese. Con i Savoia la città svolge il ruolo di capoluogo di provincia del territorio ligure fino all'Unità, quando diventa parte del territorio provinciale di Pavia, e quindi lombarda; nel 1923 passa a Piacenza cambiando per la quarta volta Regione e diventando emiliana.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Il territorio di Bobbio racchiude un elevato numero di centri abitati: Altarelli,Area o Areglia, Aregli, Arelli sopra e inferiore, Avegni, Barberino, Bardughina, Bargo, Barostro, Bellocchi, Bertuzzi, Bocché, Bracciocarella, Brada, Brignerato, Brodo, Bronzini, Brugnoni, Buffalora, Ca' di Sopra, Cadelmonte, Cadonica, Caldarola, Callegari, Caminata, Campi, Campore, Canneto, Casarone, Casone, Cassolo, Casteghino, Cavarelli, Ceci, Cento Merli, Cerignale, Cernaglia inferiore, Cernaglia superiore, Cognolo, Colbara, Colombara, Costa Tamborlani, Croce, Degara, Dezza, Embrici o Embresi, Erta, Fasso, Fognano, Fontanini, Fornacioni, Fosseri, Freddezza, Gazzola, Gerbidi, Gobbi, Gorazze, Gorra, La Colletta di Monte Gazzolo, La Residenza,Lagobisione, Le Rocche, Levratti, Longarini, Mezzano Scotti, Moglia dei Larbani, Moglia, Mogliazze, Nosia, Passo Penice, Passo Scaparina, Pianazze, Piancasale, Pianella, Pianelli, Poggio d'Areglia, Poggio di Santa Maria, Ravannara, San Cristoforo, Ponte, San Martino, San Martino, San Salvatore, Santa Maria, Sassi Neri, Schiavi, Scrocchi, Spessa, Squera, Tamborlani, Telecchio, Terme di Bobbio, Vaccarezza, Valle, Verneto, Zanacchi, Zucconi.

  • 1 Area Camper Bobbio, +39 0523 962815. Ecb copyright.svg €. 10,00 per sosta di 24 ore. La nuovissima area comunale di Bobbio attrezzata per i Camper dotata di carico e scarico acqua con parcheggio, servizi, giardini, area verde, area relax e giochi
Area di sosta autocaravan

Si arriva all'area di sosta per camper percorrendo la SS 45, segnalato sulla destra per chi viene da Genova, sulla sinistra per chi viene da Piacenza, come "P"; si scende sulla riva del fiume Trebbia appena superato il Ponte Gobbo. Acqua da fontanella. Telefono (Ufficio Comunale) +39 0523/962811

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

L'aeroporto più vicino è quello di Parma; a Bologna si trova l'altro aeroporto emiliano. La zona, essendo di confine con la Lombardia, è facilmente raggiungibile anche dagli aeroporti lombardi. Inoltre la Val Trebbia passa per Bobbio e arriva fino alla Liguria ed a Genova.

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

  • Autostrada A1 Italia.svg - Autostrada del Sole - casello di Piacenza sud - Strada Statale 45 Italia.svg Strada statale 45
  • Autostrada A21 Italia.svg - Autostrada Torino - Brescia - casello di Piacenza ovest - Strada Statale 45 Italia.svg Strada statale 45
  • Autostrada A7 Italia.svg - Autostrada Genova - Milano - casello di Busalla (GE) - Strada Statale 226 Italia.svg Strada statale 226 da Busalla a Torriglia (GE) in Val Trebbia - Strada Statale 45 Italia.svg Strada statale 45
  • Autostrada A12 Italia.svg - Autostrada A12 che collega dalla Toscana, La Spezia, Chiavari (GE) e Genova - casello di Genova - Strada Statale 45 Italia.svg Strada statale 45
  • Strada Statale 45 Italia.svg Strada statale 45 della Val Trebbia che collega Genova a Piacenza
  • Strada Statale 461 Italia.svg Strada statale 461 del Passo del Penice, che da Voghera conduce attraverso il Passo del Penice a Bobbio
  • Strada Statale 225 Italia.svg Strada statale 225 della Fontanabuona da Chiavari (GE) a Carasco - Strada Statale 586 Italia.svg Strada statale 586 della Valle dell'Aveto da Carasco a Marsaglia di Corte Brugnatella(PC) in Val Trebbia a pochi chilometri da Bobbio nella Strada Statale 45 Italia.svg Strada statale 45.

In treno[modifica]

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  • Stazione a Piacenza

In autobus[modifica]

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  • Autolinea da Piacenza


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

San Colombano
San Colombano - interno
  • Attrazione principale 1 Abbazia di San Colombano. Intorno alla basilica di San Pietro, che si trovava dove ora c'è il Castello, esisteva un antico monastero; l'abate Agilulfo decise, verso la fine del IX secolo, di trasferire tutto il complesso nel sito attuale. Dell'antica basilica protoromanica che vi venne costruita rimane attualmente una piccola porzione di abside oltre a parte della torre campanaria. Il resto dell'attuale complesso è il risultato dei lavori che lo riedificarono e lo trasformarono fra il 1456 ed il 1522.
Lo stile architettonico è quello di passaggio fra il gusto gotico e la nuova architettura rinascimentale; la semplicità delle decorazioni non impedisce alla Basilica di mostrare la propria grandiosità. La decorazione pittorica della navata centrale è di Bernardino Lanzani da San Colombano al Lambro e risale al 1426-1430. Dai lati dell'altare maggiore si scende nella cripta al cui centro è custodito il corpo di San Colombano racchiuso in un sarcofago che riporta scolpiti gli eventi principali della sua vita. Gli sono a fianco le tombe di San Attala e di San Bertulfo che furono il secondo ed il terzo abate di Bobbio.
Sempre nella cripta è visibile un mosaico della prima metà del Dodicesimo secolo, venuto alla luce durante lavori nel 1910. Il mosaico, che è reliquia dell'antica basilica monastica, è composto con ciottoli del fiume Trebbia e con inserti di marmo per gli abiti dei personaggi più importanti che vi sono rappresentati. Il tema della narrazione musiva è l'eterna lotta fra il Bene e il Male ed il Calendario; aveva scopo didattico per il popolo che vi poteva apprendere episodi della narrazione biblica ma anche insegnamenti più pratici per la vita di tutti i giorni, quali la struttura dei mesi dell'anno e le stagioni.
Castello Malaspina
Castello Malaspina
  • 2 Castello Malaspina. Ecb copyright.svg Biglietto d'ingresso al Mastio Centrale (piani terra e primo) € 2,00, ridotto € 1,00, over 65 entrata gratuita purché muniti di documento identificativo. Simple icon time.svg Orario di apertura: da martedì a venerdì : 11.00-17.00 sabato, domenica e festivi: 10.00 - 13.00 e 15.30 - 18.30

Chiuso il lunedì. Fu Corradino Malaspina a volerne la costruzione; passata Bobbio sotto la dominazione viscontea il castello fu residenza del Podestà. Divenne dei Dal Verme quando ebbero il feudo della città. Dopo di loro passò per le mani di varie famiglie nobili che lo trasformarono in residenza sfarzosa, per divenire infine proprietà dello stato dal 1956.

Della originaria struttura oggi non rimane che il mastio centrale a pianta rettangolare; è un bel punto panoramico dal quale si può ammirare la città e tutta la vallata che la contorna.

Duomo
Duomo
  • 3 Duomo di Santa Maria Assunta. La costruzione della Cattedrale risale al 1075, ma la struttura dell'edificio ha subito parecchi rimaneggiamenti e non presenta più la facciata originaria, bensì quella risalente al rifacimento del 1463. Anche le sue torri che la affiancano conservano di originale solamente la parte inferiore. La torre di sinistra fu trasformata in torre campanaria nel 1532.
L'interno della chiesa è a croce latina, e si trova al di sotto del livello della strada; l'accesso avviene tramite una scalinata. Le antiche decorazioni delle tre navate sono state soppiantate da opere moderne. La decorazione di gusto bizantineggiante è del 1896 e risulta piuttosto pesante. Il presbiterio e la cupola del transetto hanno decori settecenteschi.
Solamente la cappella di San Giovanni, accessibile dal transetto di destra, conserva un pregevole affresco più antico, datato alla seconda metà del Quattrocento, rappresentante l'Annunciazione. Quest'opera è stata fortunatamente ritrovata e riportata alla luce durante lavori di restauro effettuati nel 1980.
La leggenda
Nella cattedrale si conserva un dipinto dell'Ultima Cena nel quale l'apostolo Giovanni viene raffigurato addormentato e con sembianze tali da far pensare trattarsi di una donna. Per questo motivo la cattedrale di Bobbio è annoverata negli itinerari del mistero, poiché i cultori delle leggende legate al sacro Graal citano quest'opera come un indizio che ribadirebbe la credenza secondo la quale la persona raffigurata non sarebbe Giovanni, bensì la Maddalena. Il quadro rappresenta uno degli esempi di Ultime Cene sparse in varie chiese che vorrebbero velatamente rivelare questa verità nascosta che ha trovato in passato e trova ancora oggi parecchi seguaci.
San Lorenzo
San Lorenzo
  • Chiesa di San Lorenzo. Non si conosce nulla della sua costruzione né tantomeno dell'artefice. È documentata nel 1144 e alla fine del Duecento era in uso alla Confraternita dei Disciplinati, detta anche dei Battuti, che aveva come scopo la cura degli infermi. Ampliata e consacrata nel 1694 dopo un periodo di abbandono, l'edificio ha perso gran parte della sua struttura iniziale. Il campanile fu rimaneggiato nel 1779.
Le pareti in sasso caratterizzano la costruzione, La facciata è suddivisa in due parti da un marcapiano aggettante e culmina con un timpano triangolare pure sottolineato da cornici sporgenti. Due antiche lapidi del 1290 incassate sulla facciata provengono dalla chiesa originaria. L'interno a una sola navata conserva un coro ligneo del Seicento.
  • Palazzo Trecentesco (Palazzo Alcarini). Risale al Trecento il Palazzo di abitazione civile più antico di Bobbio; viene attribuito alla famiglia Alcarini che dà il nome alla contrada in cui si trova, poco lontano dalla cattedrale. Il piano terreno ha un porticato ad archi gotici, mentre il piano superiore appare rimaneggiato. La costruzione della facciata principale è in laterizio; il portico ha grandi pilastri cilindrici con capitelli in arenaria ed ospita ancora un'antica bottega che conserva le tipiche caratteristiche medievali. Il Palazzo viene comunemente chiamato Casa di Teodolinda, attribuzione leggendaria che non trova conferma dalle caratteristiche architettoniche ben posteriori alla regina longobarda.
San Francesco
San Francesco
  • 4 Chiesa e Convento di San Francesco. Il complesso monastico della chiesa e del convento di San Francesco risale al 1230 e si trova fuori dalle mura della città. La chiesa ebbe poi notevoli ed evidenti modifiche all'inizio del Settecento sia in facciata sia nel corpo dell'edificio.
Gli interventi effettuati nel convento, ora divenuto abitazioni private, hanno invece lasciato la struttura esterna originaria. Bello il chiostro del Quattrocento, con pilastri su tre lati e campate con volte a crociera, sormontate da una loggia con soffittatura in legno e colonnine con capitelli medievali.
  • Palazzo Olmi. L'aspetto attuale del palazzo è quello della ristrutturazione di fine Settecento, operata su edifici preesistenti di origine tre-quattrocentesca che vennero accorpati. Un elegante scalone del 1791 in arenaria dà accesso alle sale del piano superiore. Il palazzo ha internamente, secondo lo stile delle case patrizie dell'epoca a Bobbio, un cortiletto porticato.
Madonna dell'Aiuto
Madonna dell'Aiuto
  • Santuario della Madonna dell'Aiuto. Fu costruito nel Seicento per custodire una immagine della Madonna che il popolo tradizionalmente riteneva miracolosa. La chiesa è ad una sola navata ed ha cappelle laterali su entrambi i lati. Come il complesso monastico di San Francesco sorge fuori delle mura.
Gli affreschi dell'interno sono opere recenti del 1912. Nelle cappelle laterali dei transetti si custodiscono invece opere del Seicento di Salvatore Pozzo.
La facciata della chiesa è animata da un portico con sei colonne, ornate con scanalature, che percorrono tutta l'altezza della facciata e formano un portico passante ai lati e costituito frontalmente da cinque arcate, più alta quella centrale contrapposta al portale di accesso alla chiesa.
Superiormente in cinque nicchie distribuite in corrispondenza dei volti del portico, in una fascia immediatamente sotto il timpano, sono collocate statue di santi, separate dalla parte sottostante da un marcapiano aggettante.
BobbioPonteGobbo.JPG
The Devil's Bridge, Bobbio, Italy.jpg
  • 5 Ponte Vecchio (Ponte Gobbo, Ponte del diavolo). La sua esistenza è documentata dal 1196, quando già il ponte era oggetto di manutenzione. Gli storici ritengono che la sua costruzione risalga più indietro nel tempo, forse a prima di San Colombano. La sponda destra del fiume Trebbia era interessata da insediamenti produttivi, quali le saline longobarde o la fornace del rio Gambado del V secolo, che necessitavano di collegamento con il centro abitato.
Fino al Cinquecento era composto da poche campate, che crebbero di numero successivamente per giungere a undici nel Seicento. Chiamato Ponte vecchio per ovvi motivi, è noto anche come Ponte gobbo per la sua struttura irregolare.

La leggenda

Si narra che San Colombano, spinto dalla impazienza di evangelizzare le popolazioni al di là del fiume, abbia stipulato un patto con il Diavolo; in cambio della costruzione del ponte in una sola notte avrebbe donato al diavolo l'anima del primo essere vivente che lo avrebbe attraversato. Detto fatto, il ponte il mattino successivo era costruito. San Colombano tenne fede alla sua parola, facendo passare il primo essere vivente, un cane, gabbando pertanto il diavolo.

La leggenda spiega anche l'irregolarità dell'altezza delle campate: il motivo sta nella diversa statura dei diavoli che si sono prestati a sorreggere il ponte durante la sua costruzione. A causa della sua leggendaria origine il manufatto è chiamato anche Ponte del Diavolo.

Musei[modifica]

  • Museo della Città, Chiostro interno dell'Abbazia di San Colombano, @ info@cooltour.it. Ecb copyright.svg Biglietto d'ingresso € 1,50 Ridotto € 1,00 ( bambini, studenti e gruppi di almeno 10 persone). Simple icon time.svg Orario di apertura: da Novembre a Marzo: sabato: 15.00 - 17.00 domenica e festivi: 10.30 - 12.30 e 15.00 - 17.00 Aprile, Maggio, Giugno, Settembre, Ottobre: sabato 16.30 - 18.30 domenica e festivi 10.30 - 12.30 e 16.30 - 18.30 Luglio e Agosto; da mercoledì a sabato: 16.30 - 18.30 domenica e festivi 10.30 - 12.30 e 16.30 - 18.30 Reperibilità: mercoledì, sabato e domenica dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00 e tutti i giorni dalle 9,00 alle 19,00 per gruppi di almeno 10 persone con preavviso di almeno 48 ore, contattando CoolTour cell. 340/5578162 - 340/5492188. Il museo della Città, situato nei locali dell'ex refettorio e lavamani del Monastero di San Colombano, si propone come un percorso didattico introduttivo alle altre istituzioni museali e alla città intera. La prima sezione è dedicata alla vita e le opere di San Colombano, ai rapporti con la corte longobarda e ai legami con l'irlanda mentre nella seconda sala è descritto il complesso abbaziale da un punto di vista architettonico (su calcolatore è possibile visionare una ricostruzione tridimensionale del cenobio) e l'attività dello scriptorium che fece di Bobbio il maggior centro di diffusione della cultura in Italia settentrionale.
  • Museo dell'Abbazia, Abbazia di San Colombano. Ecb copyright.svg Biglietto intero : € 3,00 Biglietto ridotto : € 2,00 (over 65, ragazzi dai 7 ai 14 anni, gruppi di almeno 10 persone, soci TCI). Biglietto cumulativo: Museo dell'Abbazia + Museo della Città: intero : € 4,00 ridotto : € 2,50. Simple icon time.svg ORARI DI APERTURA: da Novembre a Marzo sabato : 15,00 - 17,00 domenica : 10,30 - 12,30 e 15,00 - 17,00 Aprile - Maggio - Giugno - Settembre - Ottobre sabato : 16,30 - 18,30 domenica : 10,30 - 12,30 e 16,30 - 18,30 Luglio e Agosto da mercoledì a sabato : 16,30 - 18,30 domenica : 10,30 - 12,30 e 16,30 - 18,30 Possibilità di aperture straordinarie per gruppi di almeno 10 persone. Si trova nei locali che si affacciano sul loggiato cinquecentesco dove un tempo aveva sede il famoso Scriptorium.
Ha reperti dal periodo romano a quella rinascimentale che si riferiscono alla vita artistica, religiosa e culturale di Bobbio.
Reperti di epoca romana: anfore e tubi in cotto dell'acquedotto che già in epoca tardo-romana alimentava le condotte idriche del luogo, arca sepolcrale della famiglia Cocceia (IV sec.), ara di Diana (III sec).
Pietre longobarde e carolinge, riccamente lavorate con motivi floreali e geometrici, artistici capitelli, colonnine di marmo e arenaria che facevano parte dell'arredo liturgico dell'antica basilica.
Numerosi frammenti lapidei che documentano la presenza e la permanenza della cultura longobarda nell'area dell'Italia settentrionale.
Uno dei pezzi più noti e studiati del Museo è la lapide sepolcrale di Cumiano (VIII sec.), donata all'abate di Bobbio dal re longobardo Liutprando.
In una vetrina è conservata la preziosa teca d'avorio (III -IV sec.) di area siriaco-palestinese, nella cui decorazione è rappresentato Orfeo, personaggio della mitologia greca, intento a suonare la lira attorniato da una moltitudine di animali reali e fantastici; la grande idria di alabastro (III-IV) donata al monastero probabilmente dal papa Onorio I.
Oggetti devozionali, le ampolle palestinesi (VI sec.) riccamente istoriate, con le quali i pellegrini portavano in Occidente l'olio della Terrasanta, e le eulogie (VI-IX sec.), rinvenute insieme al mosaico pavimentale della basilica di San Colombano, durante i lavori di risistemazione della cripta nel 1911.
Un'intera sezione del museo è occupata da reliquari e suppellettili, tra questi il coltello, la coppa e il cucchiaio ritenuti dalla tradizione appartenenti a San Colombano.
Nella pinacoteca, tra i pezzi più importanti sicuramente il grande Polittico di Bernardino Luini del 1522, che rappresenta uno degli esempi più compiuti di influssi rinascimentali a Bobbio, e una tela di Bernardino Lanzani che raffigura la Natività.


A Passo Penice[modifica]

  • Impianti sportivi
Il Monte Penice
Monumento di Passo Penice

Passo Penice, località del territorio di Bobbio al confine fra l'Emilia e la Lombardia dell'Oltrepò Pavese, è una stazione sciistica dell'Appennino a 1149 metri di altitudine, da cui si può ammirare un vasto panorama che spazia dai declivi appenninici fino alla pianura padana e alle lontane Alpi a nord, e all'Appennino ligure a sud.

La località offre numerosi percorsi escursionistici da percorre a piedi o in mountain bike nella bella stagione; nel periodo invernale offre impianti per gli sport invernali, in funzione da dicembre a marzo grazie all'innevamento artificiale. Le due piste e il campo scuola, serviti da uno skilift e una manovia, sono completamente coperte da innevamento programmato e illuminate per lo sci in notturna. Lo snow park con illuminazione notturna propone piste a vari livelli di difficoltà, 3 jump in sequenza e tante strutture (box-rail-rainbow-gunner).

A soli 9 km. da Passo Penice, in località Ceci Le Vallette, è possibile praticare lo sci di fondo su un tracciato ad anelli che si estende per circa 10 km. Il percorso è disponibile anche per escursioni a piedi, con le ciaspole (noleggiabili sul posto), in mountain-bike. Si presta inoltre per lo sci nordico e il nordic walking. Lo Sci Club Bobbio organizza anche corsi e gare. Da Passo Penice parte anche la strada che porta verso la vetta del monte, dove si trova l'antico Santuario di Santa Maria (1461 mslm) e imponenti ripetitori televisivi tra cui quello storico della Rai con il più alto bacino d’utenza di tutta Italia.

Santuario del Penice
Santuario del Penice
  • Santuario di Santa Maria in Monte Penice. Simple icon time.svg Il santuario della Madonna del Monte Penice apre per il giorno di Pasqua. Da maggio fino a settembre le messe sono celebrate ogni domenica e festivi alle ore 11, 16 e 17. Da luglio si celebra la messa del sabato e degli altri giorni prefestivi alle ore 17. In agosto la messa delle 17 viene effettuata ogni giorno.

Il giorno della festa annuale le messe sono celebrate ogni ora dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18. Alla fine di settembre il santuario chiude per l'inverno. Nel periodo invernale e nei giorni in cui non ci sono celebrazioni di messe il Santuario è chiuso, come pure l'attiguo punto di ristoro.. La chiesetta che sorge isolata sulla vetta del Monte Penice, poco discosta da Passo Penice ma molto più in alto (1461 metri) fu fatta erigere dalla regina Teodolinda nel VII secolo sui resti di un tempio pagano celtico ligure; il luogo infatti ha dato reperti del I - II secolo. Teodolinda con il marito Agilulfo, re longobardo, accolsero e protessero San Colombano al suo arrivo in queste terre da Milano. Furono loro a donare a San Colombano il territorio di Bobbio dove costruire il centro monastico che sarebbe poi diventato uno dei più importanti del Nord Italia.

La chiesa nella sua più che millenaria esistenza ha avuto numerosissimi interventi di restauro a partire dal 1073 fino al Novecento, quando venne costruito il portico antistante e fu innalzata la nuova torre campanaria nel 1967. La strada carrozzabile lunga tre chilometri che porta alla vetta partendo da Passo Penice è stata ultimata nel 1927.
All'interno si conserva una statua lignea della Vergine con il Bambino che viene datata a cavallo fra Cinquecento e Seicento; di un certo interesse anche la statua settecentesca di San Bartolomeo.
  • Ricorrenze

- La festa del santuario e della Madonna del Penice si tiene per antica tradizione la seconda domenica di settembre. - A Ferragosto si svolge la processione notturna con fiaccole che parte da Passo Penice per giungere al Santuario sulla vetta, con successivo picnic e campeggio sui prati intorno.

La leggenda

Nei paraggi del Santuario la Cascata del Carlone crea un laghetto termale. Si narra che nel Medioevo, quando scoppiò una epidemia di peste, i monaci si salvarono poiché usavano la sua acqua per bere, cucinare e lavarsi; oltre ai monaci e agli abitanti di Bobbio scamparono al flagello anche i pellegrini che percorrevano questo tratto di via francigena e usavano di quest'acqua.

Eventi e feste[modifica]

Nel Comune di Bobbio, nel corso dell'anno, vengono organizzate numerose feste, sagre, mostre, rassegne, ecc. Da citare il famoso carnevale con carri allegorici; il festival di musica Irlandese denominato Irlanda in musica; il festival del cinema diretto da Marco Bellocchio; il palio delle contrade; la mostra del fungo,tartufo e dell'uva; la sagra della lumaca. Date e programma annuale delle manifestazioni sono reperibili sul sito del Comune di Bobbio alla voce Turismo [1].

Cosa fare[modifica]

  • Sport invernali a Monte Penice


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

  • 1 Ristorante Il Vecchio Mulino, Via Genova, 32, +39 0523 932395.
  • 2 Ristorante Lo Scarpone, Loc.Passo Penice (al Passo del Penice), +39 0523 933204.
  • 3 Bar trattoria Gold, Via Garibaldi 20, +39 334 8497280.
  • 4 Pizzeria Punto Verde, Piazza XXV Aprile, 16, +39 0523 936914.
  • 5 Bar pizzeria Carola, Piazza San Francesco, 9, +39 392 7464338.
  • 6 Pizzeria Rolling Stones, Piazza San Francesco, 20, +39 0523 963041.
  • 7 Pizzeria Co' del Ponte, via Ponte Vecchio 13, +39 320 3747116.
  • 8 Ristorante Pizzeria Cristal, via Nobile (in località Santa maria), +39 0523 933299.
  • 9 Pizzeria Nikita, Loc. Nosia di Mezzano Scotti (a Mezzano Scotti), +39 331 8829988.


Dove alloggiare[modifica]

  • 1 Cacciatori, Contrada di Porta Agazza, 7, +39 0523 936267. Ecb copyright.svg camera singola euro 50,00 - camera doppia euro 65,00.
  • 2 Piacentino, Piazza San Francesco, 19/A, +39 0523 936266. Ecb copyright.svg camera singola euro 54,00 - camera doppia euro 75,00.
  • 3 Ridella, Loc. Santa Maria (a Santa Maria), +39 0523 933130.
  • 4 Filietto, Loc. Costa di Mezzano Scotti (a Costa di Mezzano Scotti), +39 0523 937104. Ecb copyright.svg camera singola euro 45,00 - camera doppia euro 65,00.
  • 5 Albergo Ranella, Loc.Mezzano Scotti (a Mezzano Scotti), +39 0523 937126. Ecb copyright.svg pernottamento e prima colazione: singola euro 35,00 doppia euro 60,00. Anche ristorante pizzeria.
  • 6 Giardino, Piazza San Francesco, 12, +39 0523 936247. Ecb copyright.svg camera singola euro 35,00/45,00 - camera doppia euro 60,00/65,00.
  • 7 Ex Chalet della Volpe, Loc. Sassi Neri (ai Sassi Neri), +39 0523 933404. Ecb copyright.svg camera doppia euro 50,00. Anche ristorante


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacie

  • 2 Farmacia Garilli, Piazza S. Francesco, 17, +39 0523 936781.
  • 3 Farmacia Reposi, Contrada dell'Ospedale, 3, +39 0523 936281.


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • Poste italiane, piazza San Francesco 13, +39 0523 960711, fax: +39 0523 936995.



Nei dintorni[modifica]

  • Varzi — Capoluogo dell'alta Valle Staffora, ha un bel centro storico. Fu punto nevralgico nelle antiche vie commerciali. La sua fama recente è legata al turismo climatico e al salame di Varzi che costituisce l'eccellenza della sua produzione alimentare.
  • Piacenza — Emiliana ma anche un po' lombarda, nodo stradale e ferroviario sulla sponda destra del Po, conserva un bel centro storico con considerevoli monumenti - il Palazzo comunale (il Gotico), il Duomo - e un impianto urbanistico signorile. Fu co-capitale del Ducato di Parma e Piacenza.

Itinerari[modifica]

  • Castelli del Ducato di Parma e Piacenza — Disseminati sull’appennino parmense e piacentino, ma presenti anche nella pianura a sorvegliare il confine naturale del Po, i numerosi castelli dell’antico Ducato di Parma e Piacenza caratterizzano tutta l’area. Baluardi militari in origine, molti di essi hanno mantenuto l’aspetto di rocca inaccessibile, molti hanno via via trasformato la loro natura bellica in raffinata dimora nobiliare; tutti perpetuano nel tempo l’atmosfera di avventura, di favola e di leggenda che da sempre è legata ai castelli, in molti dei quali si narra della presenza di spiriti e fantasmi.
  • La via degli Abati. È un antico percorso altomedievale utilizzato dal VII all'XI secolo che abati e religiosi del monastero di San Colombano di Bobbio percorrevano per raggiungere Roma. La via degli Abati si sviluppa per 125 chilometri e attraversa i centri di Coli, Farini, Bardi e Borgo Val di Taro e i quattro passi appenninici di Sella dei Generali, Linguadà, Santa Donna e Borgallo per arrivare a Pontremoli dove si congiunge alla via Francigena.


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