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Sponda emiliana del Po

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Sponda emiliana del Po
Il Po a Piacenza
Stato
Regione

Sponda emiliana del Po è una regione dell'Emilia.

Da sapere[modifica]

La pianura padana emiliana, là dove costeggia il corso del fiume Po sulla sua sponda destra, viene comunemente chiamata Bassa: una denominazione questa che è usata in tutte le regioni attraversate dal Po, sull'una e sull'altra sponda, con le sole eccezioni dell'Oltrepò Pavese, l'Oltrepò mantovano, il Polesine di Rovigo nel Veneto e il Delta.

Solo Piacenza ha avuto uno sviluppo industriale. Il resto del territorio è rimasto legato alla tradizionale coltivazione dei campi e all'allevamento. All'agricoltura si devono le attività produttive di trasformazione che hanno raggiunto livelli di eccellenza nel settore caseario (il formaggio Parmigiano Reggiano viene qui prodotto in numerosi caselli disseminati nella campagna) e nella produzione di salumi di grandissima rinomanza grazie alla loro elevata qualità: la coppa piacentina, il culatello di Zibello, la spalla cotta di San Secondo Parmense.

È terra di isolati casolari in mezzo a sterminate campagne, ma anche di piccole città feudali con i loro incantevoli castelli; è zona di nebbie padane e di lunghi crepuscoli che si allungano sulle acque del Po, dove un tempo proliferavano la pesca (ora scomparsa), i mulini galleggianti sul fiume - anch'essi sopravvissuti solo su ingiallite fotografie di fine Ottocento, primi Novecento -, e l'estrazione della sabbia, attività che assicuravano il pane alle famiglie che non facevano i contadini come la maggioranza degli abitanti.

È il Mondo Piccolo di Guareschi, dove sono ambientate e dove sono nate le storie di Peppone e Don Camillo, il cui ricordo viene qui riproposto un po' dovunque, nelle insegne dei locali, nei percorsi ambientali, nelle chiacchiere della gente. È la terra che ha ispirato le immortali arie di Giuseppe Verdi, che qui è fatto oggetto di un culto smisurato e di una vera e propria venerazione.

Cenni geografici[modifica]

Il suo confine naturale è il letto del Po a nord, Piacenza e il suo territorio immediatamente contermine a ovest, Guastalla a est; grosso modo l'autostrada del Sole a sud per Bassa piacentina e Bassa parmense; per il Guastallese l'area dell'antico Ducato.

Cenni storici[modifica]

Il Comune di Piacenza, il Comune di Parma, il Comune di Cremona, il Comune di Reggio ne ebbero il possesso prima delle Signorie. In seguito i Visconti, poi lo Stato Pallavicino, il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla ne dominarono le varie zone in periodi storici differenti, fino all'Unità.


Territori e mete turistiche[modifica]

Mappa divisa per regioni
      Bassa piacentinaPiacenza è la città dominante dell'area per dimensione demografica, storia, ricchezza monumentale. L'industrializzazione della città non ha comunque stravolto la campagna del suo circondario, che vive ancora del lavoro dei campi, e della produzione agricola e alimentare.Monticelli d'Ongina e Castelvetro Piacentino hanno sviluppato una fortissima vocazione commerciale. Nel territorio di questi due centri si è registrato un abnorme sviluppo di strutture commerciali della grande distribuzione, che si avvantaggiano della vicinanza di Cremona, situata subito di là del Po, che costituisce un buon bacino di utenza. A Sant'Agata si conserva la Villa Verdi, dimora di Giuseppe Verdi.
      Bassa parmense — È terra di castelli, di eccellenze alimentari, di Verdi e di Guareschi, di piccole corti e di grandi feudi. La sua nebbia contribuisce a far maturare e ad ammorbidire il re dei salumi, il culatello di Zibello.
      GuastalleseGuastalla con Brescello, Boretto, Gualtieri e Luzzara sono i centri di questa terra litoranea del Po, la bassa reggiana che partecipa delle invernali atmosfere nebbiose e delle arroventate calure estive dell'area fluviale. Ha interessanti emergenze architettoniche nella città ducale di Guastalla e in Gualtieri.

Centri urbani[modifica]

  • Brescello — La romana Brixellum fu un importante centro dell'Impero romano, nodo di traffici e commerci, più volte citato dagli autori storici latini. Ai nostri giorni la sua fama è però legata più all'essere stato set cinematografico dei film della serie Don Camillo che alla sua nobile origine.
  • Busseto — La città di Giuseppe Verdi ebbe come Signori i componenti della famiglia Pallavicino dal X al XVI secolo, cioè fino a quando se ne appropriarono i Farnese, al momento della creazione del Ducato di Parma e Piacenza. Fu a lungo capitale dello Stato Pallavicino che si estendeva dal Po all'Appennino fino a Varsi. Nell'anno 1533, Carlo V elevò Busseto al rango di Città.
  • Colorno — La Versailles della Bassa parmense fu Corte dei Sanseverino, poi dei Farnese, poi di Maria Luigia d'Austria, infine dei Borbone; Colorno però non è solo Reggia e parco della Reggia, ma è anche Cappella Ducale di San Liborio, Duomo di Santa Margherita, Torre delle Acque, Corte di Sanguigna: un insieme di monumenti che ne fecero un piccolo elegante centro per la nobiltà parmense.
  • Cortemaggiore — La notorietà della città moderna è legata ai giacimenti petroliferi e metaniferi, quando nel dopoguerra la benzina venduta dall'ENI si chiamava Cortemaggiore e Supercortemaggiore. La sua importanza nel passato le deriva invece dall'essere una città di nuova fondazione, costruita secondo i principi urbanistici della città ideale, tema caro al Rinascimento; fu capitale dello Stato Pallavicino dopo Busseto.
  • Fontanellato — Fra Seicento e Ottocento i Sanvitale, nel Settecento i Farnese hanno nobilitato questo centro padano con il Castello e con il suo famoso Santuario, oltre alla elegante sobrietà urbanistica del suo centro storico. Vero capolavoro del castello sono sicuramente gli affreschi del Parmigianino, opera del 1524 che tratta le Storie di Diana e Atteone. .
  • Gualtieri — Stupisce la grande scenografica piazza porticata in cui spicca il maestoso palazzo Bentivoglio, rinascimentale, i cui portici si allungano sugli altri lati come ad abbracciare questo spazio di mirabile eleganza su cui troneggia la Torre civica.
  • Guastalla — Nominalmente capitale del Ducato di Parma assieme a Piacenza, ebbe un passato gonzaghesco di autonomia ducale che le ha lasciato un importante centro storico con bei monumenti e tracce del poderoso impianto difensivo di città murata.
  • Piacenza — Fondata dai Romani sulla riva destra del Po per colonizzare le terre galliche, al pari della quasi gemella Cremona sulla sponda sinistra lombarda, la città rivela nell'ordito del suo centro storico l'ordinato scacchiere dell'urbanistica romana. Capitale del ducato dei Farnese con Parma, al confine con la Lombardia, Piacenza unisce alla sua emilianità afflati lombardi. Il suo centro storico ampiamente medievale, ha una atmosfera severa; offre anche numerosi monumenti rinascimentali.
  • Roccabianca — Uno dei tanti centri che la potente famiglia Rossi ha dotato di fortificazioni e di castello. La Rocca fu voluta da Pier Maria Rossi, Signore del luogo, in onore dell’amata Bianca Pellegrini; il castello e la donna, fondendo i loro nomi, hanno formato il toponimo del paese che ha soppiantato l’antica denominazione di Rezinoldo o Arzenolto (Argine alto). .
  • San Secondo Parmense — Il suo castello ricorda l'appartenenza della città al dominio dei Rossi, che comandavano un vasto territorio dalle sponde del Po a Roccabianca fino a Torrechiara e più sù negli Appennini a Berceto e a Corniglio. Molto più conosciuto è il suo nome a motivo della produzione della notissima spalla cotta di San Secondo che rientra fra i prodotti alimentari che fanno grande la tradizione gastronomica italiana.
  • Soragna — La città lega da sempre il suo nome ai Meli Lupi, principi che ancora possiedono la Rocca che sorge nel centro dell'abitato. La nobile famiglia ha saputo nei secoli salvaguardare l'integrità dei propri possedimenti e soprattutto del castello che non subì mai l'onta di occupazioni né tantomeno di saccheggi. Nel tempo l'antico ruolo difensivo ha lasciato spazio alla sua trasformazione in elegante dimora principesca. .
  • Zibello — Ha un bel centro storico, con bei monumenti e spaziose piazze, ma la sua fama è soprattutto legata alla preziosa produzione del famoso culatello di Zibello conosciuto ben oltre i confini regionali e vera eccellenza gastronomica italiana.

Altre destinazioni[modifica]

  • Porto turistico fluviale regionale di Boretto[1] Il porto di Boretto ha una vasta area golenale attrezzata a ridosso dell'argine maestro che costituisce la Strada Statale 62 della Cisa che passa rasente all'abitato. Nell'area del Lido Po si svolgono numerose manifestazioni turistiche e folcloristiche; vengono effettuate anche mini crociere sul fiume. Sono presenti numerosi servizi per imbarcazioni: pontili per ormeggio imbarcazioni da diporto; pontili per attracco motonavi fino a 1.000 ton. di stazza lorda (V classe europea); gru per alaggio natanti portata 3 tonnellate; noleggio imbarcazioni; acqua potabile; energia elettrica; distribuzione carburante; assistenza meccanica; imbarcazione per assistenza; area di ampio parcheggio; campeggio libero; telefono pubblico; Ufficio Informazioni Turistiche; parco con annessa pista da ballo e bar estivo; ristorante con area e parco giochi; Centro federale Federazione Italiana Motonautica; Scuola Nautica per rilascio patenti; servizi igienici; stazione ecologica attrezzata di base per la raccolta e lo smaltimento di rifiuti urbani e speciali.
  • Riserva naturale orientata Parma Morta — a Mezzani.


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg Sono aeroporti dell'Emilia:


Come spostarsi[modifica]

In auto[modifica]

Le strade della Bassa emiliana sono in maggioranza comunali, poco ampie, con il caratteristico andamento a tornanti, in quanto ricalcano gli antichi tratturi che seguivano i confini dei campi, oppure si srotolano sul culmine degli argini. Viaggiare per queste arterie significa riscoprire un'altra dimensione, più tranquilla, in un paesaggio rilassante, spesso percorrendo lunghi tratti piantumati da entrambi i lati, così come era un tempo la maggioranza delle strade in questo angolo di pianura padana.

In nave[modifica]

A Boretto e a Polesine Parmense durante la bella stagione è possibile effettuare tratti di navigazione sul Po con battelli fluviali turistici.


Cosa vedere[modifica]

  • La Reggia (a Colorno).
  • Il Gotico (a Piacenza).
  • La Rocca (a Soragna).

Itinerari[modifica]


Cosa fare[modifica]


A tavola[modifica]

È terra di eccellenze gastronomiche, di salumi la cui fama va ben oltre i confini non solo locali, ma nazionali; prosciutto crudo e cotto, culatello, spalla cotta e cruda, salami. Uguale fama raggiungono le paste ripiene: anolini, tortelli d'erbetta e di zucca, tortelloni.

Bevande[modifica]

Il lambrusco, vino generosamente frizzante, accompagna efficacemente i salumi ed i primi piatti della zona, come pure il locale fortana, più delicato ma ugualmente frizzante, e lo spumeggiante malvasia.

Sicurezza[modifica]


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