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Frignano

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Frignano
Castello di Montecuccoli
Stato
Regione
Capoluogo

Frignano è una regione dell'Italia.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Si stende fra la pianura modenese, il crinale appenninino tosco-emiliano, i monti reggiani e quelli porrettesi. Principali corsi d'acqua sono la Secchia e il Panaro; il Monte Cimone con i suoi 2165 metri di altitudine è la cima più alta, attorno alla quale si sono sviluppate stazioni turistiche e di sport invernali.

Quando andare[modifica]

Villeggiatura climatica estiva e sport invernali fanno sì che la zona sia frequentata tutto l'anno.

Cenni storici[modifica]

Dall'antico popolo dei Friniati, di ceppo ligure, prende il nome questa zona appenninica; poi Etruschi, Galli Boi, Celti ed infine Romani ne furono gli abitatori. Il Frignano rimase bizantino sino al 728 quando i Frignanesi insorsero contro l'Esarcato bizantino di Ravenna e per motivi religiosi accettarono il re longobardo Liutprando. Per molto tempo il Frignano costituì un'entità amministrativa autonoma sotto i Canossani. Anche durante il periodo estense del Ducato di Modena costituì una provincia; fu Circondario dopo l'Unità. Conserva ancora oggi un sentimento di unità e di omogeneità che deriva dalla sua passata storia di lunga autonomia.

Territori e mete turistiche[modifica]

Centri urbani[modifica]

  • Pavullo nel Frignano — Il centro principale dell'area del Frignano è stazione turistica estiva ed invernale. .
  • Montefiorino — Conserva il castello nella parte alta dell'abitato.
  • Pievepelago — Nella valle dello Scoltenna, è in prossimità della Foce delle Radici che immette nella Garfagnana in Toscana.
  • Sestola — Ora importante centro turistico, conserva poche tracce dell'antico abitato medievale, fra cui la Rocca.
  • Zocca — Centro di soggiorno estivo e di commerci; il suo mercato fu istituito dal Duca Borso d'Este nel 1465.

Altre destinazioni[modifica]

  • Centrale elettrica di Farneta — A Montefiorino in cui è allestito un museo di archeologia industriale inerente la produzione di energia Idroelettrica.
  • Parco della Resistenza del Monte Santa Giulia
  • Parco regionale dei Sassi di Roccamalatina[1] Prende il nome dalle formazioni rocciose che svettano come guglie nel paesaggio e vengono popolarmente chiamate Sassi. Il parco ha una estensione di 2300 ettari e comprende alcuni antichi borghi che appartenevano alla nobile famiglia dei Malatigni, oltre alla Pieve di Trebbio.
  • Riserva naturale orientata di Sassoguidano — A Pavullo nel Frignano.
  • Riserva naturale regionale delle Salse di Nirano — A Fiorano Modenese.
  • Parco del Frignano — È un parco regionale che protegge la maggior parte dell'Alto Appennino Modenese.

Laghi[modifica]

Nell'Appennino Modenese sono presenti alcuni laghi, relativamente piccoli e per la maggior parte di orgine glaciale. Il progressivo interramento di antichi bacini lacustri ha generato aree umide. Altri laghi, molto più simili a pozze, sono temporanee e/o fortemente dipendente dal regime delle precitazioni. Infine due laghi si sono formati per lo sdoppiamento del versante. Di seguito è riportata una breve lista dei laghi più significativi:

Lago della Ninfa
  • Invaso artificiale presso la diga di Fontanaluccia — A Frassinoro al confine con la Provincia di Reggio Emilia.
  • Invaso artificiale presso la diga di San Michele dei Mucchietti — A Sassuolo.
  • Lago Baccio
  • Lago Pratignano — Lago generato da uno sdoppiamento di versante.
  • Lago Santo — Piccolo bacino lacuale a 10 km da Pievepelago sulla strada della Valle delle Tagliole, a 1501 metri di altitudine in bella posizione, è punto di partenza per escursioni.
  • Lago Scaffaiolo — Lago generato da uno sdoppiamento di versante.
  • Lago Torbido
  • Lago Turchino
  • Lago della Ninfa — Al centro di una zona attrezzata per sport invernali, sulle sue rive si trovano baite che ospitano locali di ristoro dopo le attività sportive.

Cascate[modifica]

Le cascate più spettacolari dell'Appenino Modenese si trovano presso la località de I Taburri, non lontano dalla frazione di Fanano denominata Fellicarolo. Altre cascate degne di nota sono quelle del Bucamante, in comune di Serramazzoni. La particolare natura del substrato roccioso ha consentito alle acque di depositare importanti quantità di travertino. Sono accessibili da Monfestino oppure, più comodamente, da Granarolo. Infine, sono da segnalare le Cascate delle Borre poste non lontano da Varana (Comune di Serramazzoni).

Ponti[modifica]

Nel territorio dell'Appennino Modenese sono da segnalare tre ponti a schiena d'asino dall'origine molto antica.

  • Ponte della Fola — A Pievepelago.
  • Ponte di Cadignano lungo il Dolo — Al confine con la Provincia di Reggio Emilia di fronte alla località di Gova (frazione di Villa Minozzo).
  • Ponte di Olina

Altro ponte ormai in disuso degno di nota lo si trova alla confluenza del Torrente Rossenna con il Torrente Cervaro.

Geositi[modifica]

Il Frignano è un territorio ricco di geositi, molti dei quali di facile fruizione da parte di turisti non esperti in geologia. La Regione Emilia Romagna ha reso disponibile un portale in cui sono raccolti i geositi regionali [2]. Nel territorio del Frignano sono da segnalare i seguenti siti di interesse:

  • Forra del Torrente Dolo — A valle della diga di Fontanaluccia al confine con la Provincia di Reggio Emilia.
  • Forra del Torrente Scoltenna — A valle della diga di Pievepelago.
  • Fossili di bivalvi — Possono essere osservati lungo il Torrente Fossa nei pressi di Braidella.
  • Grotte — L'Appennino Modenese non presenta area carsiche significative in cui si sono sviluppate grotte significative. Tuttavia alcune cavità di origine tettonica sono presenti nei pressi di Sassoguidano, Samone ed i Sassi di Rocca Malatina. Inoltre una piccola mai interessante grotte si apre al di sotto del Castello di Pompeano (Comune di Serramazzoni).
  • Poggio Bianco Dragone — Affioramento ofiolitico in Comune di Palagano. La zona è stata soggetta ad attività estrattive per molti secoli; miniere in galleria sono presenti nell'area. Nell'area del Cinghio del Corvo una cava ha esposta splendidi lave a cuscini; sebbene l'area non sia accessibile, è comunque spettacolare osservare l'affioramento roccioso dalla strada che da Palagano conduce a Boccassuolo. Non lontano dal Poggio Bianco Dragone merita una visita il borgo di Boccassuolo: un curioso campanile, molto più basso rispetto a quelli normalmente presenti in Appennino, è posizionato in cima ad uno sperone roccioso ofiolitco.
  • Ponte d'Ercole — Monolite di arenaria in Comune di Lama Mocogno.
  • Sassi di Varana — Affioramento ofiolitico in Comune di Serramazzoni.
  • Sasso dei Carli — Affioramento ofiolitico noto per la ricchezza di minerali interessanti in località Castelluccio (Comune di Montese).
  • Vanga del Diavolo — Affioramento di flysch in Comune di Serramazzoni.


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg Sono aeroporti della regione:


Come spostarsi[modifica]

In auto[modifica]

L'auto rappresenta il mezzo decisamente più comodo per spostarsi.

In treno[modifica]

L'Appennino Modenese non è attraversato da alcuna rete ferroviaria. È possibile raggiungere in treno Sassuolo (da Modena e da Reggio Emilia) e Vignola (da Bologna). Entrambe queste località sono ai piedi delle prime colline.

In autobus[modifica]

In alternativa all'auto, i mezzi pubblici sono gestiti da SETA.

Cosa vedere[modifica]

Chiese[modifica]

Le chiese degne di note sono numerose. In molte di esse rimangono in varia misura resti dell'antico impianto romanico. Fra di esse vale la pena citare:

  • Pieve di Renno (Località Renno in Comune di Pavullo).
  • Pieve di Rubbiano (Località Rubbiano in Comune di Montefiorino).
  • Pieve di Trebbio (Comune di Guiglia).
  • Pieve di Santa Maria Assunta (Rocca Santa Maria in Comune di Serramazzoni).

Castelli e torri[modifica]

I castelli e le torri sono numerossisimi anche se il loro stato di conservazione e l'accessibilità ai turisti sono molto variabili. Fra i castelli vale la pena di segnalare:

Torri degne di nota sono:

  • Torre del Poggiolo (Comune di Fanano).
  • Torre dell'Orologio (Comune di Fanano).
  • Torre di Montecenere (Comune di Lama Mocogno).
  • Torre di Fogliano (Comune di Maranello).
  • Torre di Denzano (Comune di Marano).
  • Torre de La Salata (Località Festà in Comune di Marano).
  • Torre del Castellaccio (Località Costrignano in Comune di Palagano).
  • Torre di Gaiato (Comune di Pavullo).
  • Torre di Montebonello (Comune di Pavullo).
  • Torre di Iddiano (Comune di Pavullo).
  • Torre di Lavacchio (Comune di Pavullo). Al di là della torre, il borgo è famoso per i murales dipinti sulle pareti delle case
  • Torre di Castagneto (Comune di Pavullo).
  • Torre della Bastiglia (Locaclità Ligorzano Comune di Serramazzoni).

Sono interessanti anche ruderi di antichi fortilizi o i resti di fortificazioni inglobate in altri edifici come ad esempio:

  • Castello di Monteorsello (Comune di Guiglia).
  • Castello di Marano (Comune di Marano).
  • Festà (Località Festà in Comune di Marano). Diversi resti di fortificazioni
  • Castello di Montecreto (Comune di Montecreto).
  • Castello di Montebaranzone (Comune di Prignano).
  • Castello di Montalbano (Comune di Zocca).

Borghi di particolare interesse sono:

  • Castello di Montecorone (Comune di Zocca).

Musei e centri visita delle aree protette[modifica]

  • Ca' Tassi (Comune di Fiorano Modenense). Centro visita Riserva naturale regionale delle Salse di Nirano. Ingresso libero.
  • Eco-museo Ca' Rossa (Comune di Fiorano Modenense). Si trova all'interno Riserva naturale regionale delle Salse di Nirano. E' un piccolo museo relativo alla cività contadina e alle produzioni agricole tipiche delle prime colline modenesi. Ingresso libero.
  • Centro Visita Cà Silvestro (Comune di Fiumabo). E' uno dei due centri visita del Parco del Frignano
  • Centro Visita Due Ponti (Comune di Pievepelago). E' uno dei due centri visita del Parco del Frignano

Altro[modifica]

L'Appennino Modenese ha una flora ricchissima, tenendo conto al posizione a cavallo fra l'area mediterranea e l'area alpina. La varietà è stata anche favorita dalla presenza di relitti glaciali. Anche ad un escursionista poco attento salta all'occhio l'intensa ceduazione dei boschi condotta fino a pochi decenni or sono. Di conseguenza sono rari i boschi ad alto fusto. L'influenza della ceduazione è ben evidente nei pressi del crinale appenninico: la faggeta, presente alle quote più elevate, mostra una quasi assenza di sottobosco e sono presenti numerose piazzole impiegate per la produzione di carbone di legna. Di contro numerosi rimboschimenti a conifere sono ben evidenti in diverse aree, soprattutto durante l'inverno quando le latifoglie sono prive di fogliame. Alle quote più basse è osservabile il pino silvestre: il suo areale difficilmente si spinge a latitudini più meridionali. Alcune aree di particolare interesse sono le seguenti:

  • Orto botanico. Liberamente accessibile presso i Sassi di Varana, piccolo affioramento ofiolitico in Comune di Serramazzoni

Itinerari[modifica]

Alcuni tratti stradali sono particolarmente panoramici. Fra di essi vale la pena di segnale la strada che congiunge Lugo (in provincia di Reggio Emilia) con Palagano, che consente di ammirare vaste aree dell'Appennino Modenese e Reggiano.

Rete sentieristica[modifica]

La rete sentieristica è molto estesa. La maggior parte dei sentieri sono curati dal Club Alpino Italiano (CAI); una frazione dei sentieri è a cura delle amministrazioni locali. Una mappa interattiva molto valida, purtroppo non completa, è a cura della Regione Emilia Romagna [3]. Il territorio dell'Appennino Modenese è attraversato da alcuni sentieri da percorrere a tappe in più giorni. Essi ricalcano almeno in parte sentieri impiegati a partire dell'epoca romana. Fra di essi vale la pena di segnalare:

  • Via Bibulca —Lunga ca. 30 km parte dalla località La Piana (Comune di Montefiorino), alla confluenza dei torrenti Dolo e Dragone e arriva a San Pellegrino in Alpe, località appena oltre il crinale appennico in territorio toscano. L'itinerario può essere diviso in due tappe: 1) da La Piana a Frassinoro; 2) da Frassinoro a San Pellegrino in Alpe.
  • Via Romea-Nonantolana — L'itinerario collega Nonantola, centro abitato della pianura modenese, con il Lago Scaffaiolo, posto sul crinale appenninico. Il percorso può essere diviso in diverse tappe.
  • Via Vandelli — La via collegava originariamente Modena e Massa. Il tratto turisticamente più interessante parte dalla Località di La Santona ed arriva a San Pellegrino in Alpe. La via interseca numerose strade accessibili in auto per cui è possibile percorre a piedi o in mountain bike solo alcuni tratti.
  • Sentiero Matilde — Il percorso entra in territorio modenese nei pressi del Ponte di Cadignano (Comune di Frassinoro) e prosegue fino a San Pellegrino in Alpe, località appena oltre il crinale appennico in territorio toscano.

Altri itinerari degni di nota sono:

  • Sentiero di crinale — Il percorso corre lungo la linea di spartiacque fra Emilia Romagna e Toscana. Il percorso è siglato 00 dal Club Alpino Italiano e fa parte di percorsi che attraversano l'Italia e l'Europa quali la Grande Escursione Appenninica (GEA), il Sentiero Italia e il Sentiero Europea E1. Il crinale modenese può essere diviso in tre tappe: 1) Passo delle Radici - Lago Santo; 2) Lago Santo - Passo dell'Abetone; 3) Passo dell'Abetone - Lago Scaffaiolo. Il Passo dell'Abetone si trova lungo sa Strada Statale 12, per cui è raggiungibile in auto; l'itinerario può quindi essere accorciato. Il percorso è molto panoramico: nelle giornate con maggior visibilità è possibile osservare molto bene l'arco alpino così come le isole dell'Arcipelago Toscano ed il Golfo di La Spezia.
  • Percorso Natura lungo il Fiume Panaro — Percoso ciclo-pedonale lungo poco più di 11 km che da Vignola arriva a Casona di Marano seguendo il percorso del Foume Panaro.
  • Percorso Natura lunga il Fiume Secchia — Percoso ciclo-pedonale ad anello che si snoda fra Sassuolo e la località denominata Pescale, posta fra a monte di San Michele dei Mucchietti (Sassuolo) seguendo il percorso del Foume Secchia lungo circa 12 km.


Cosa fare[modifica]


A tavola[modifica]

I piatti della cucina tipica dell'Appennino Modenese sono numerosi; in larga parte non si discostano dalla tradizione culinaria emiliana o, per essere più precisi, modenese. Sicuramente i piatti tipici più caratteristici sono le crescentine, lo gnocco fritto ed i borlenghi. L'aceto balsamico tradizionale è prodotto in apprezzabili quantità nella zona più settentrionale, a ridosso della pianura modenese. La zona di Vignala e Marano è nota per le ciliege ed i duroni. Le castagne ed i marroni sono coltivati un po' ovunque; a tal proposito sono da segnalare i marroni di Zocca. A parte i tradizionali prodotti del sottobosco quali i funghi, sono da segnalare la possibilità di raccolta dell'asparago selvativo e, nelle zone di crinale, dei mirtilli. Va tenuto presente che la raccolta è regolamentata ed è buona norma rispettare le proprietà private e la natura: non ha alcun senso eseguire sovrasfruttare ciò che la natura ci fornisce. Infine, sono coltivate, seppure in modesta quantità, specie tipicamente mediterranee, in particolare nella fasce delle prime colline in cui le condizioni climatiche sono più favorevoli. In particolaresono da segnalare la coltivazione dell'olivo, dell cappero e dell carciofo; la produzione locale di olio è molto modesta ma in crescita. Risulta molto difficile fornire indicazioni puntuali relativamente a ristoranti e punti di ristoro in genere, data la vastità del territorio e la pluralità dell'offerta. Alcuni siti web specializzati possono senz'altro essere di aiuto [4]. A parte i rifugi descritti poco oltre, vale la pena di segnalare:

  • Albergo Lunardi (Passo delle Radici in Cumune di Chiozza (Lucca)). Si trova in corrispondenza del Passo delle Radici. Anche se geogaficamente di trova in provincia di Lucca, è un ottimo punto di partenza per escursioni lungo il crinale modenese e reggiano.
  • Albergo Bar Ristorante Mazzieri (Località Le Piane in Comune di Lama Mocogno).
  • Trattoria La Siberia (Località di Torre Maina in Comune di Maranello).
  • Ristorante Balugola (Località Valle in Comune di Serramazzoni).

Bevande[modifica]

Il vino tipico della zona è il Lambrusco, vino rosso frizzante.

Infrastrutture turistiche[modifica]

  • Impianti sciistici nei centri attorno al Monte Cimone, che fronteggia l'omologa zona dell'Abetone sull'opposto versante toscano, e nei pressi del Passo delle Radici.
  • Strutture per lo sci di fondo nei pressi dei Prati di San Geminiano in Comune di Frassinoro.
  • Alcune brevi vie di arrampicata sono state tracciate e chiodate presso i Sassi di Varana, piccolo affioramento ofiolitico in Comune di Serramazzoni.
  • A Pavullo è presente un piccolo aeroporto, noto per il volo con alianti.

L'offerta alberghiera è molto ampia. Fra le diverse soluzioni vale la pena di segnalare:

È possibile pernottare in alcuni rifugi e bivacchi:

  • Rifugio Duca degli Abruzzi (Presso il Lago Scaffaiolo).
  • Capanno Tassoni (Fanano). Facilmente raggiungibile in auto.
  • Rifugio Tullio Marchetti (Presso il Lago Santo). Facilmente raggiungibile in auto.
  • Rifugio alpino Vittoria (Presso il Lago Santo). Facilmente raggiungibile in auto.
  • Rifugio Gran Mogol (Taburri, nelle vicinanze di Fellicarolo, frazione di Fanano).
  • Rifugio Calvanella (Pian del Falco frazione di Sestola, nei pressi delle piste da sci del comprensorio del Monte Cimone).
  • Rifugio Prati Fiorentini (San Geminiano frazione di Frassinoro). Raggiungibile in auto. Nei pressi si trovano piste per lo sci di fondo.


Sicurezza[modifica]

A parte i normali rischi derivanti dall'attività all'aria aperta in ambiente montano/collinare, nell'Appennino Modenese la vipera e la zecca sono gli unici due animali potenzialmente pericolosi. La caccia è praticabile in vaste aree del territorio. Sebbene i rischi siano associati è importante prestare attenzione nel caso della caccia al cinghiale per il calibro delle munizioni usate; le aree in cui è praticata questo tipo di caccia sono comunque segnalate. Infine la presenza di opera idrauliche rende le aree dei torrenti a monte a a valle potenzialmente pericolose per il rilascio di importanti quantità di acque dagli invasi senza alcun preavviso; i tratti di fiumi interessati da questo rischio sono di segnalati da appositi cartelli.

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