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Epiro
Il ponte sul fiume Aoos nei pressi di Konitsa
Localizzazione
Epiro - Localizzazione
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Regione
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Abitanti
Sito del turismo
Sito istituzionale

Epiro (Ìpiros, Ήπειρος) è una regione della Grecia settentrionale.

Da sapere[modifica]

L'Epiro è una regione storico-geografica della Grecia. Scarsamente abitata, il suo territorio è attraversato dalla catena montuosa del Pindo che funge da confine con le regioni di Macedonia e Tessaglia.

Il turismo si accentra lungo la costa dove si incontrano i centri balneari di Parga, Prevesa, Syvota. L'entroterra è meno visitato sebbene offra paesaggi singolari e paesini dalle tradizionali case in pietra dei quali i più noti sono quelli della regione di Zagori.

Nelle pagine dell'ente del turismo locale, l'Epiro è reclamizzato come una regione di ponti, costruiti in maggior parte durante il dominio ottomano sopra i numerosi fiumi che attraversano la regione, il cui letto, purtroppo, appare spesso asciutto nei mesi più caldi dell'anno.

Molte delle località dell'Epiro costituiscono classiche mete fuori dal sentiero battuto, nonostante la facilità di comunicazioni marittime con i porti italiani dell'Adriatico.

Cenni geografici[modifica]

Bagni estivi nelle acque del fiume Acheronte

L'Epiro confina a nord con l'Albania e a sud con l'Etolia-Acarnania dalla quale è separato dal golfo Ambracico, un vasto golfo chiuso che comunica con il mar Ionio tramite uno stretto passaggio.

A est la catena del Pindo separa l'Epiro dalla Tessaglia e dalla Macedonia Occidentale. Con la sua vetta di 2.637 m s.l.m. il 1 massiccio dello Smolikas è il monte più elevato dell'Epiro, secondo di Grecia dopo il monte Olimpo.

Al confine con l' Albania si elevano i 2 monti Grammos la cui vetta più alta raggiunge i 2.520 m.

Il suolo dell'Epiro è prevalentemente montuoso con diverse catene che hanno in genere un andamento parallelo alla costa. La morfologia del terreno ha contribuito a fare dell'Epiro una regione isolata fino al completamento della autostrada A2 (via Egnazia) agli inizi del XXI secolo. Il versante occidentale del Pindo è ricoperto da foreste, principalmente di conifere. È stato istituito a a parco nazionale ma ancora oggi poco attrezzato. La fauna locale è ancora costituita da grandi mammiferi come l'orso bruno e in più lupi, volpi, cervi e linci.

Il più famoso dei fiumi dell'Epiro è l'Acheronte, ritenuto nell'antichità l'ingresso dell'Ade, il mondo degli inferi. Altri fiumi famosi sono l'Aoos che forma le gole di Viko insieme al suo affluente Voidomatis e l'Arachthos che sfocia nel golfo Ambracico dopo aver attraversato la città di Arta. Tra i laghi va menzionato il Pamvotida, sulle cui rive sorge la storica città di Giannina e il piccolo lago Ziros di interesse paesaggistico.

Quando andare[modifica]

Il clima dell'Epiro è tipicamente mediterraneo lungo la costa del mar Ionio. Man mano che si procede verso l'interno le escursioni termiche annuali si fanno più accentuate.

La maggior parte dell'Epiro si trova sul lato sopravvento del Pindo e i venti dominanti provenienti dal Mar Ionio fanno della regione la più piovosa della Grecia continentale.

Cenni storici[modifica]

Il presunto santuario sotterraneo del Necromanteion (Oracolo dei morti).

Sin dal Neolitico l'Epiro appare abitato da popolazioni di lingua greca che avevano l'usanza di seppellire i loro morti in tombe a tumulo simili a quelle di Micene.

In età classica l'Epiro appare organizzato su un ordinamento tribale e non applicò mai il concetto di città-stato. L'Epiro aveva però una grande influenza a livello panellenico grazie all'oracolo di Dodona, secondo per importanza solo a quello di Delfi e all'altro detto Necromanteion (oracolo dei morti) sul fiume Acheronte.

Nel 359 a.C. la principessa Olimpiade, nipote di Aribba, capotribù dei Molossi sposò re Filippo II di Macedonia cui diede in figlio Alessandro Magno. Uno dei più famosi sovrani d'Epiro in età ellenistica fu Pirro per le sue campagne in Italia meridionale contro i romani.

Nella terza guerra macedone (171-168 a.C.) gli Epiroti si schierarono dalla parte dei Macedoni, ad eccezione della tribù dei Tesproti che sostennero i Romani. I Molossi si arresero ai Romani nel 167 a.C. e 150.000 di loro furono ridotti in schiavitù. L'area fu così pesantemente saccheggiata dai Romani che ci vollero 500 anni prima che la vita tornasse in Epiro.

Dopo la vittoria romana l'Epiro fu incorporato nella vasta provincia della Macedonia fino al 27 a.C. quando entrò a far parte per circa un secolo della neo costituita provincia romana dell'Acaia. Nel 48-45 a.C. Cesare fondò nel territorio dell'antico Epiro due colonie, Vouthroto (odierna Butrinto) e Photiki (odierna Paramythia), il cui territorio si estendeva a tutto il litorale della Tesprozia.

Dopo la battaglia navale di Azio del 31 a.C. il vittorioso Ottaviano Augusto fondò nei pressi dell'attuale Prevesa una grande città cui diede il nome di Nikopolis (Città della Vittoria).

La regione conobbe un periodo di grande prosperità al tempo dell'imperatore Traiano (98-117 d.C.), che istituì la provincia autonoma dell'Epiro con Nikopolis come capoluogo. La prosperità fdurò meno di un secolo e mezzo e finì intorno al 235 d.C. a causa delle invasioni barbariche che misero in crisi l'impero. La ripresa si ebbe con Diocleziano grazie alle sue riforme amministrative e all'istituzione della tetrarchia. Sotto l'imperatore illirico l'Epiro fu diviso in due province, la "Vecchia Epiro" (Epirus Vetus) e la "Nuova Epiro" (Epirus Nova) o Illiria greca (Illyria Graeca)

Sia la Nuova Epiro con Durazzo come capitale che la "Vecchia Epiro" con Nicopolis come capitale, erano parte della diocesi della Macedonia.

Con la divisione dell'Impero Romano in una parte orientale e in una parte occidentale l'Epiro fu assegnato alla prima e istituito a despotato con capoluogo Arta. Nel 1348 l'area fu occupata temporaneamente dai serbi, sotto la guida di Stefan Dusan, e in seguito fu controllato dalla famiglia italiana dei Toccani. Nonostante l'alternanza di vari conquistatori, le città dell'Epiro mantennero una popolazione prevalentemente greca. Durante il dominio ottomano la terra arabile fu data ai musulmani e gli Epiroti di lingua greca furono costretti a rifugiarsi nelle aree montane più impervie per sfuggire alle vessazioni del nuovo dominatore. Alcune aree isolate sulla costa (Prevesa, Parga, ecc.) rimasero sotto il dominio veneziano fino alla fine del XV secolo.

Tomba del pascià Ali a Giannina

Nel XVIII secolo, con il graduale declino dell'Impero Ottomano, il pascià Ali di Tepeleni riuscì a ritagliarsi un vasto stato personale che abbracciava gran parte dell'Albania e della Grecia occidentale ma nel 1822 dovette cedere alla riscossa del sultano che ne ordinò la decapitazione.

Il trattato di Berlino del 1881 conferì alla Grecia l'area di Arta e con le guerre balcaniche del 1912-13 il resto dell'Epiro fu annessa. Tuttavia, alla fine, le aree di Korytsa e Argyrokastro, cioè l'Epiro settentrionale, furono assegnate all'allora neonata Albania su pressione speciale dei diplomatici italiani. Con il ritiro forzato dell'esercito greco dall'Epiro settentrionale nel 1914, gli Epiroti del Nord formarono un proprio governo ed esercito autonomo, che resistette con successo agli attacchi della gendarmeria albanese e dei rivoltosi albanesi, fino a quando il governo albanese fu costretto a firmare il protocollo. con il quale ha riconosciuto l'autonomia della regione e i diritti politici e religiosi dei suoi abitanti. Quando scoppiò la prima guerra mondiale, l'esercito greco rientrò nell'Epiro settentrionale, ma a causa della divisione nazionale fu occupato nel 1916 dagli italiani. Sebbene la Conferenza di pace di Parigi nel 1919 assegnasse la regione alla Grecia, le macchinazioni diplomatiche, principalmente dell'Italia, così come la guerra greco-turca del 1919-1922, contribuirono all'annessione dell'Epiro settentrionale all'Albania nel 1924.

L'Italia di Mussolini occupò l'Albania nel 1939 e il 28 ottobre 1940 dichiarò guerra alla Grecia. Tuttavia, dopo l'avanzata vittoriosa dell'esercito greco, l'Epiro settentrionale fu liberato per la terza volta. La guerra greco-italiana è stata di grande importanza su scala globale in quanto è stata la prima vittoria sull'Asse nella seconda guerra mondiale. Tuttavia, con l'invasione tedesca nell'aprile 1941 attraverso la Jugoslavia, seguì la capitolazione della Grecia. L'Epiro durante l'occupazione appartenne alla zona di occupazione italiana e successivamente con la capitolazione dell'Italia agli Alleati (1943), alla zona tedesca.

Sulle montagne dell'Epiro furono combattute feroci battaglie nella guerra civile, tra ELAS ed EDES, anche prima che il ritiro tedesco dall'area fosse completato.

Dopo la guerra, l'Epiro era una delle aree economicamente più trascurate del paese, con molti Epiroti che partivano per l'estero per una migliore fortuna. Negli ultimi due decenni, il turismo nella regione è aumentato notevolmente, soprattutto in estate nelle zone costiere, ma anche in inverno in montagna (soprattutto a Zagori e Metsovo).

Lingue parlate[modifica]

Il greco è la lingua più diffusa.

  • "Vlachika" — Un dialetto neolatino, correlato al romeno ancora parlato nella zona di Metsovo. "Vlachas" (propriamente: "Valacco", abitante della Valacchia) in greco moderno è sinonimo di stupido.
  • "Arvanitika" — Un dialetto albanese di cui sussiste qualche traccia nelle zone di confine con Macedonia e Tessaglia. Era ed è ancora parlato da popolazioni nomadi di origine albanese che tra l'XI e il XVI secolo si installarono nella Grecia continentale. Lo stato greco si è sempre rifiutato di riconoscerli come minoranza preferendo convertirli alla cultura nazionale e alla vita sedentaria.


Territori e mete turistiche[modifica]

L'Epiro è abitualmente diviso in quattro regioni:

      Unità periferica di Ioannina — Il capoluogo regionale è romanticamente adagiato sulle sponde del lago Pamvotis. A una ventina di km da Giannina sta Dodoni, sede di un antico oracolo dedicato alla dea Dione e famosa per il suo antico teatro. Metsovo è un villaggio nei dintorni di Giannina. Molto reclamizzato nei depliant turistici, Metsovo è ancora abitato da alcuni anziani pastori che indossano il caratteristico costume locale. Konitsa, a 70 km da Giannina, lungo il tratto greco della strada europea "E90". Costituisce la base per escursioni al Parco nazionale Vikos-Aoos e al monte Smolikas.
      Unità periferica di Tesprozia — Un'antica regione famosa per il Necromanteion (oracolo dei morti) sulle rive del fiume Acheronte, ritenuto l'ingresso dell'Ade. Il suo capoluogo è Igoumenitsa, piccolo porto collegato tutto l'anno a quelli italiani dell'Adriatico. Syvota è un centro balneare poco più a sud di Igoumenitsa con molti alberghi.
      Unità periferica di Prevesa — Territorio costiero a sud di Igoumenitsa ove è situata Parga, il più importante centro balneare dell'Epiro, adatto più che a giovani dinamici a famiglie in cerca di relax. Prevesa, il piccolo capoluogo all'ingresso del golfo Ambracico dispone dli arenili nei suoi paraggi anch'essi prediletti da famiglie che non chiedono nient'altro che rilassarsi.
      Unità periferica di Arta — Arta è una cittadina di provincia lungo la strada Giannina-Patrasso, all'imbocco delle gole del fiume Louros. Nelle sue vicinanze sta un lago artificiale creato dallo sbarramento del fiume Arachthos.

Centri urbani[modifica]

  • 1 Arta (Άρτα) — Situata sulla strada maestra, Arta è una cittadina di provincia con un ricco passato come testimoniato dai suoi monumenti tra i quali primeggia il ponte sul fiume Arachthos.
  • 2 Giannina (Ioannina, Ιωάννινα) — Capoluogo regionale, Giannina si distende sulle rive del lago Pamvotida e conserva ancora atmosfere romantiche descritte da Alexandre Dumas nel suo romanzo Il conte di Montecristo.
  • 3 Igoumenitsa (Ηγουμενίτσα) — Principale scalo marittimo dell'Epiro con frequenti collegamenti con Corfù e i porti italiani dell'Ádriatico.
  • 4 Konitsa (Κόνιτσα) — Borgo dalle caratteristiche case in pietra, Konitsa è località di villeggiatura estiva grazie anche alla sua vicinanza con aree di notevole interesse paesaggistico come le gole del fiume Vikos.
  • 5 Metsovo (Μέτσοβο) — Villaggio tradizionale ove un tempo si parlava l'arumeno, dialetto derivato dal latino e non dal greco.
  • 6 Parga (Πάργα) — Rinomato centro balneare adagiato su un golfo pittoresco.
  • 7 Prevesa (Πρέβεζα) — Situata all'ingresso del golfo ambracico dove avvenne la battaglia tra Ottaviano Augusto e Marco Antonio, Prevesa è una tipica cittadina di provincia con un lungo litorale sul mar Ionio pieno di villeggianti nei mesi estivi.
  • 8 Syvota (Σύβοτα) — Centro balneare sviluppatosi sul finire del XX secolo.
  • 9 Vovousa (Βοβούσα o Βωβούσα) — Il più remoto dei villaggi di Zagori, situato nei pressi delle sorgenti del fiume Aoos.

Altre destinazioni[modifica]

  • 1 Dodona (Δωδώνη) — Sito archeologico di un famoso oracolo dell'antichità.
  • 2 Kalarites (Καλαρρύτες Ιωαννίνων) — Paesino nella regione Tzoumerka, un tempo abitato da arumeni, provetti argentieri. Vi nacque Sotirio Bulgari (Σωτήριος Βούλγαρης) che nel 1884 fondò a Roma la famosa casa orafa Bulgari.
  • 3 Lago Ziros (Λίμνη Ζηρού)
  • 4 Parco nazionale Vikos-Aoos (Εθνικός Δρυμός Βίκου-Αώου) — Il punto più visitato del parco è il canyon del fiume Vikos, lungo una ventina di km e con una profondità che varia dai 120 ai 490 m.
  • Tzoumerka — Regione al confine con la Tessaglia, estesa sui monti Athamanika che separano le valli dei fiumi Arachthos a ovest e Achelòos a est. Sebbene non sia stata pubblicizzata come Zagori, Tzoumerka è una terra ancora autentica, apprezzata dai turisti, soprattutto per la possibilità di ridiscendere il corso dei due fiumi in barca e fermarsi in corrispondenza di cascate, spiagge, canyon altrimenti non raggiungibili via terra. Ad essere precisi La regione sulla riva occidentale dell'Arachthos è nota come "Katsanochoria" (i paesi di Katsano) costituita, come Zagori da villaggi dalle caratteristiche case in pietra. I villaggi erano abitati da arumeni e alcune case sono state restaurate per essere adibite ad alberghi come il Princess Lanassa, il più famoso (e il più caro) di tutti che non vi farà rimpiangere il mare.
  • Zagori — Una serie di villaggi tradizionali in pietra a nord di Giannina molto reclamizzati in passato dall'ufficio greco del turismo e dai prezzi un po' sostenuti.



Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Pista dell'aeroporto di Aktion (Prevesa)
  • 3 Aeroporto di Prevesa (IATA: PVK). Ufficialmente "Aeroporto statale di Aktion". Presenta un gran numero di voli, benché tutti stagionali, da diverse capitali e città europee. Al 2020 i voli da scali italiani erano effettuati dalle seguenti linee aeree:

Al 2020 i voli da scali italiani erano effettuati dalle seguenti linee aeree:

Sempre al 2020 i voli domestici erano eseguiti dalla compagnia Olympic Air e dalla low cost Sky Express. aeroporto di Aktion (Q1430743) su Wikidata
D'estate sono presenti voli da/per località scandinave. Aeroporto Nazionale di Giannina (Q3016766) su Wikidata

L'aeroporto internazionale più vicino con voli anche da scali italiani è quello di Corfù. Da lì bisognerà poi imbarcarsi su uno dei frequenti traghetti diretti a Igoumenitsa.

Altri aeroporti da poter prendere in considerazione sono quelli di Patrasso, Atene, Volos e Salonicco. Per raggiungere la propria destinazione in Epiro si dovrà far ricorso ad una delle autolinee regionali riportate nel paragrafo successivo.

In auto[modifica]

La via Egnazia nella regione di Giannina
  • Il porto di Igoumenitsa costituisce l'inizio della Via Egnazia, Autokinetodromos A2 number.svg una moderna autostrada che attraversa la catena montuosa del Pindo per poi raggiungere Salonicco e arrestarsi infine alla frontiera greco-turca.
  • Giannina costituisce il capolinea (provvisorio) dell'autostrada ionica Autokinetodromos A5 number.svg proveniente da Patrasso.

In nave[modifica]

Igoumenitsa costituisce lo scalo dei traghetti provenienti da Corfù e dai porti italiani dell'Adriatico.

A Parga fanno scalo alcune imbarcazioni provenienti dall'Isola di Passo.

In autobus[modifica]

È possibile raggiungere le varie località dell'Epiro da qualsiasi altra città o isola greca con le corriere dei vari consorzi regionali (KTEL) elencati di seguito.

Le corse più frequenti sono da/per Patrasso, Atene, Salonicco. Come regola generale le corse sono limitate di sabato e annullate le domeniche e festivi.

Come spostarsi[modifica]

Tunnel sottomarino di Azio (Aktium) della Tabliczka E55.svg

In Epiro non esistono strade ferrate e di conseguenza ci si sposta o in auto o con le corriere del consorzio KTEL elencate precedentemente.

L'itinerario più battuto dai turisti è la strada statale (Ethniki Odos) GR-EO-18.svg da Igoumenitsa a Prevesa (96 km), tratto della strada europea Tabliczka E55.svg che tocca anche l centri balneari di Parga e Syvota. Dopo Prevesa la E55 attraversa un tunnel sotto lo stretto di Azio e prosegue in Etolia-Acarnania consentendo facili collegamenti con l'isola di Leucade e gli altri centri balneari sulla costa della terraferma.

Cosa vedere[modifica]

Rovine di Nicopoli
Monumento di Zalongo
  • 1 Nicopoli d'Epiro. Rovine della città fondata da Ottaviano Augusto per celebrare la sua vittoria riportata nella battaglia navale di Azio contro Antonio e Cleopatra. Nicopoli d'Epiro su Wikipedia Nicopoli d'Epiro (Q943637) su Wikidata
  • 3 Monumento di Zalongo. Eretto sul ciglio di un precipizio in ricordo delle vergini che, piuttosto che cadere nelle mani dei turchi, preferirono il suicidio, lanciandosi nel burrone. Monument of Zalongo (Q18391110) su Wikidata

Ponti dell'Epiro[modifica]

Ponte di Plaka sull'Arachtos
  • 4 Ponte di Misiou. Zagori.
  • 5 Ponte Kokori.
  • 6 Ponte Plaka. Sul fiume Arachtos, a metà strada tra Giannina e Arta. Plaka Bridge (Q18926506) su Wikidata
  • 7 Ponte di Politsas (Γεφύρι Πολιτσάς).
  • 8 Ponte Kalogeriko (Ponte Plakidas).
  • 9 Ponte di Kleidonia.

Itinerari[modifica]


Cosa fare[modifica]

Rafting sul fiume Arachtos
Guado a cavallo del fiume Acheronte
  • Balneazione — Associati in genere al "dolce far niente", i bagni di mare possono essere praticati a Parga e sulle spiagge nei dintorni di Igoumenitsa e Prevesa.
  • Escursioni in montagna — Possono essere praticati sul monte Smolikas e nel parco nazionale Vikos-Aoos.
  • Rafting e canyoning — Possono essere praticati a 6 Glykì in corrispondenza delle sorgenti dell'Acheronte o sull'Arachtos all'altezza del ponte di Politsas elencato nella sezione "cosa vedere". Quest'ultimo è un percorso di circa 10 km, facile d'estate ma non a primavera.


A tavola[modifica]

Metsovone

La cucina tradizionale epirotica (in greco: Ηπειρώτικη Κουζίνα) si basa principalmente su prodotti lattiero-caseari; burro e formaggi vari:

  • Anthotyros
  • Feta
  • Galotyri
  • Kaskavali
  • Kefalograviera
  • Kefalotyri
  • Metsovone, Foumarino, Boukovela e Metsovela sono formaggi prodotti a Metsovo.
  • Tyrogliata
  • Vasilotyri
  • Ourda
Specialità
  • Molti tipi di "pites" (torte) tra cui Kasiopita (Kikitsopita), Kothropita, Kimadopita, Pepéki, Kasiata e Blatsariá
  • Hilopite
  • Contosouvli
  • Loukaniko
  • Trahanas
Dessert
  • Amygdalopita
  • Dolce del cucchiaio (Γλυκό του κουταλιού)
  • Klostari
  • Flogera (specialità di Metsovo)


Sicurezza[modifica]


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