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Zagori (Epiro)

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Zagori (Epiro)
Zagori Dragonlake and Gamila summit.jpg
Localizzazione
Zagori (Epiro) - Localizzazione
Stato
Regione
Sito istituzionale

Zagori (Ζαγόρι in greco) è una subregione nella prefettura di Giannina.

Da sapere[modifica]

Gole di Vikos
Il ponte di Kokoris, vicino al villaggio di Kipi

Zagori è il nome di una regione dell'Epiro a nord di Giannina, punteggiata da innumerevoli villaggi in stile tradizionale. La parola è di origine slava e significa "Al di là dei monti". La regione è occupata da un massiccio montuoso, il Monte Tymfa ed è percorsa dai fiumi Aoos e Voidomatis. Quest'ultimo forma le celebri gole di Vikos. Una caratteristica di Zagori sono i numerosi ponti ad un solo arco che scavalcano il corso dei fiumi. Risalgono tutti ad epoca ottomana. È una destinazione adatta agli amanti dell'eco-turismo.


Quando andare[modifica]

Ognuna della quattro stagioni è adatta per una visita alla regione di Zagori. L'inverno, pur essendo caratterizzato da tempo inclemente, per certi versi molto simile a quello di alcune regioni interne dell'Italia centrale, permette di godere dello spettacolo dei villaggi ammantati di neve, conferendo loro un'atmosfera da fiaba e fuori del tempo. Passeggiando per i vicoli in pietra si percepirà l'odore pungente del legno che brucia nei camini di case e taverne dove si riuniscono i locali e i rari turisti in convivi giovali accompagnati da fiumi di vino e spesso di tsipuro, un liquore più forte dell'ouzo ma dal sapore meno aromatico, a metà strada tra la nostra grappa e la nostra anisetta. Già a fine febbraio il termometro si attesta su valori di un pugno di gradi sopra lo zero, sufficiente perché la neve si sciolga. Particolarmente piacevoli sono in questo breve periodo le passeggiate lungo il corso di fiumi e ruscelli dove l'acqua torna a scorrere impetuosa, inframezzata a pezzetti di ghiaccio. L'estate è, come ovunque in Europa, la stagione che vede un maggior afflusso di turisti, fatto che contribuisce in parte a deprimere la magia dei villaggi di Zagori. I visitatori non sono comunque così numerosi; sarà sufficiente scegliersi l'alloggio in uno dei villaggi appena fuori dal sentiero battuto per ritrovarsi completamenti da soli a contatto con la natura. L'autunno è infine la stagione più propizia per una visita, almeno secondo il giudizio dei più. Il motivo è semplice da intuire ed è da attribuire al fogliame che assume colori molto accesi tra il rosso rame e il vermiglio. Con l'avanzare dell'autunno le foglie improrogabilmente cadono ricoprendo i sentieri di uno spesso tappeto multicolore.

Cenni storici[modifica]

Sparsi resti di mura ciclopiche testimoniano la presenza umana nella regione sin dai tempi preistorici. Il territorio fu abitato in epoca micenea dai Parorei ("Παροραίοι" in greco), una tribù dei Molossi attestati ovunque in Epiro e al tempo del dominio bizantino subì, come tutta la Grecia, fino alle estreme propaggini del Peloponneso, l'invasione massiccia di popoli slavi, solo in parte contrastata dalla successiva riscossa dell'imperatore Flavio Maurizio Tiberio. Di quelle invasioni è rimasta traccia nei toponimi incluso lo stesso termine Zagori che significa propriamente dietro, oltre ("za") i monti ("gori").

Lo sviluppo economico della regione iniziò in epoca ottomana, e precisamente nell 1430, anno in cui una delegazione di rappresentanti dei 14 villaggi di Zagori offrì spontaneamente la propria sottomissione al sultano Murad in cambio del privilegio dell'autonomia nell'amministrazione interna. I commerci fiorirono soprattutto al tempo del pascià Alì in concomitanza del risveglio economico che pervase tutta la Grecia e continuò fino al 1868, anno in cui la Sublime Porta revocò i privilegi precedentemente concessi.

La decadenza dei villaggi si accentuò nel secolo successivo e proseguì anche dopo l'unione con il Regno di Grecia avvenuta nel corso delle guerra balcaniche. I villaggi non seppero dotarsi di adeguata struttura industriale e i suoi abitanti preferirono la strada dell'emigrazione. Particolarmente duro fu il triennio della guerra civile (1946-1949) allorché i partigiani finanziati da Stalin spodestarono le truppe governative prendendo diretto controllo del territorio e e vessando la popolazione nel peggiore dei modi possibili. A testimonianza della brutalità subita dagli abitanti di Zagori fu realizzato nel 1985 il film drammatico e piuttosto commovente dal titolo "Eleni" con protagonista John Malkovich.

La "resurrezione" dei villaggi di Zagori data dalla fine degli anni '60 del XX secolo grazie alla sapiente opera pubblicitaria dell'EOT, (sigla dell'ufficio nazionale del turismo greco). Tuttora il turismo rappresenta l'unica risorsa della regione.

Territori e mete turistiche[modifica]

Centri urbani[modifica]

  • Aristi — La maggiore attrazione del villaggio di "Aristi" è la "Madonna della Grotta" (Panaghia Spiliotissa), una chiesetta vicino a un ponte di epoca ottomana sul fiume Voidomati che forma le gole di Vikos. La chiesa sorge vicino all'ingresso di una grotta.
  • Kipì — Al centro della regione di Zagori, Kipi è un bel villaggio a 30 km da Giannina (Ioannina). Si erge sulla cima di una collina rocciosa. Ha un museo folcloristico e uno dei ponti più fotografati della regione, quello di Kokori, illustrato a fianco.
  • Monodendri — Un altro simpatico villaggio a quota 1060 m. Il vicino monastero di Aghia Paraskevì, costruito sul ciglio di un burrone, offre belle viste sui monti circostanti e il fiume Voidomatis. Monodendri costituisce la base per escursioni alle gole di Vikos, annoverate nel libro dei primati Guinness.
  • Papingo — Il più noto dei villaggi della regione si raggiunge tramite una stretta e tortuosa strada che si distacca a destra da quella principale per Konitsa, poco dopo aver oltrepassato il bivio per il valico di frontiera di Kakkavia, sulla linea di confine con l'Albania. Papingo è divisa in una parte alta e una bassa. Le sue case sono in pietra così come le sue chiesette, poco più che cappelle, che si affacciano su strade lastricate. Vi si trova una piscina naturale formata da uno dei tanti ruscelli che attraversano l'abitato. Il rifugio del monte Tymfi e il laghetto di Drakolimni, illustrato nella foto a fianco, sono a 3 ore di marcia da Papingo.
  • Vovousa — All'estremità orientale della regione, Vovousa dista 70 km da Giannina. Si raggiunge tramite una traversa della E92. È bagnata dal fiume Aoos ed è circondata da boschi che lambiscono il parco nazionale del Pindo, esteso in maggior parte nel territorio della confinante prefettura di Grevena.


Come arrivare[modifica]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • Gole di Vikou.
  • Gefyres.
  • Ponte Kaloyeriko (Ponte Plakida).
  • {{see

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  • Ponte Kontodimos (Ponte Lazaridia).
  • Ponte dell'agha Kamper.
  • Ponte Tsipiani.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

Prezzi elevati[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]


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