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Matera
Matera: panorama sulla città
Stemma
Matera - Stemma
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Matera
Matera
Sito istituzionale

Matera è una città della Basilicata, nota per i suoi Sassi. I Sassi di Matera sono stati iscritti nella lista dei patrimoni dell'umanità dall'UNESCO nel 1993.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

I Sassi di Matera[modifica]

I Sassi di Matera sono un insediamento urbano derivante dalle varie forme di civilizzazione ed antropizzazione succedutesi nel tempo. Da quelle preistoriche dei villaggi trincerati del periodo neolitico, all'habitat della civiltà rupestre di matrice orientale (IX-XI secolo), che costituisce il sostrato urbanistico dei Sassi, con i suoi camminamenti, canalizzazioni, cisterne; dalla civitas di matrice occidentale normanno-sveva (XI-XIII secolo), con le sue fortificazioni, alle successive espansioni rinascimentali (XV-XVI secolo) e sistemazioni urbane barocche (XVII-XVIII secolo); ed infine dal degrado igienico-sociale del XIX e della prima metà del XX secolo allo sfollamento disposto con legge nazionale negli anni cinquanta, fino all'attuale recupero iniziato a partire dalla legge del 1986.

Cenni storici[modifica]

La storia di Matera ha origini nel Paleolitico, è perciò una città antichissima. Si pensa che la città sia entrata a contatto con le colonie della Magna Grecia. Nel periodo romano, viene ricostruita e fortificata, formando la Civita. Nell’Alto Medioevo, dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente e l’arrivo dei Longobardi, Matera assume le caratteristiche di città, venendo contesa più volte dagli stessi Longobardi, dai Bizantini e dai Saraceni. Nel VII secolo, si insediarono varie comunità religiose (tra cui monaci benedettini e bizantini) che costruirono numerose chiese rupestri (circa 150), monasteri e abitazioni. Nel 1663 Matera fu trasferita dalla terra d’Otranto alla Provincia di Basilicata e ne diventò capoluogo fino al 1806, quando il capoluogo fu trasferito a Potenza.

Grotte dove abitavano i primitivi

Dal 1800 Matera ha subito un periodo di abbandono. Fino al 1952 nei "Sassi", definiti una “vergogna nazionale”, vivevano 15.000 persone, ma una legge dello Stato obbligò tutti gli abitanti ad abbandonare queste abitazioni per motivi igienico-sanitari. Nel 1993 l'UNESCO dichiarò i Sassi di Matera Patrimonio dell'Umanità. Sono stati il primo sito iscritto dell'Italia meridionale. L'iscrizione è stata motivata dal fatto che essi rappresentano un ecosistema urbano straordinario, capace di perpetuare dal più lontano passato preistorico i modi di abitare nelle caverne fino alla modernità.

Il 17 ottobre 2014 Matera è stata designata, insieme a Plovdiv (Bulgaria), Capitale europea della cultura per il 2019 (v. Dossier 2014 per la candidatura).

Come orientarsi[modifica]

Dettaglio della cittadina

I Sassi si dispongono intorno e sul fondo di due solchi vallivi, plasmati dal passaggio dell'acqua, incanalata nei cosiddetti "grabiglioni" sul fondo delle stesse. Il Sasso Barisano, ubicato lungo la strada che uscendo dalla città proseguiva verso Bari, girato a nord-ovest, è il più ricco di portali scolpiti e fregi che ne nascondono il cuore sotterraneo. Il Sasso Caveoso, che guarda invece a sud, verso Montescaglioso, nel medioevo nota come Mons Caveosus (da cui probabilmente deriva il nome), è disposto proprio come la cavea di un teatro, con le case-grotte che scendono a gradoni. All'interno dei due Sassi vi sono poi vari quartieri, rioni e contrade dai nomi pittoreschi: u lammòrd, u parav's, u p'ndàf'c, u mòlv, u chianèdd, u casalnàv. A dividere le due valli sorge l'erta rupe della la Civita, che ospita la bellissima Cattedrale romanica. Ai piedi della Civita e al margine superiore dei Sassi giace il Piano, il centro storico post-medievale, oltre il quale si estende la Matera contemporanea. Ed infine di fronte, sul versante opposto della Gravina di Matera, l'altopiano della Murgia funge da magnifica quinta naturale a tale scenario, con le numerose chiese rupestri sparse lungo i pendii delle gravine protette dall'istituzione del Parco archeologico storico-naturale delle Chiese rupestri del Materano, detto anche Parco della Murgia Materana. Un paesaggio in parte invisibile e vertiginoso, in dedali di gallerie dentro la pietra giallo paglierino del dorso della collina, per secoli difesa naturale e ventre protettivo di una città che sembra uscita dal mistero di una fiaba orientale.

Quartieri[modifica]

  • 1 Sassi di Matera — Con il nome "Sassi" a Matera si intendono due grandi quartieri che costituiscono, insieme alla "Civita" e al "Piano", il centro storico della città di Matera. La declinazione al plurale, dunque, deriva da questa duplicità e non, come molti credono, dal fatto che un'abitazione o un locale all'interno di tali distretti si chiami "sasso".

Frazioni[modifica]

  • 2 La Martella
  • 3 Picciano A
  • 4 Picciano B
  • 5 Venusio
  • 6 Villaggio Timmari


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

L'aeroporto di Bari—Palese dista 60 km da Matera ed è collegato con la città tramite bus navetta.

In auto[modifica]

Interpretazione artistica dei Sassi

Dall'autostrada Bologna-Taranto uscire a Bari Nord e proseguire in direzione Altamura-Matera sulla SS 96-99.

Dalla costa tirrenica prendere l'autostrada Salerno-Reggio Calabria, seguire le indicazioni per Potenza e proseguire sulla SS 407 Basentana per Metaponto-Matera.

Dalla Calabria autostrada Reggio Calabria-Salerno con uscita a Sibari. Proseguire per Taranto sulla SS 106 Jonica e nei pressi di Metaponto prendere l'uscita per Matera.

In treno[modifica]

  • 7 Stazione di Matera Centrale. Matera non è servita dalle Ferrovie dello Stato, ma dalle ferrovie a scartamento ridotto F.A.L.. Il collegamento con Bari ha una durata di 1 ora e mezzo. Stazione di Matera Centrale su Wikipedia stazione di Matera Centrale (Q6786531) su Wikidata
  • 8 Stazione di Matera Sud. Stazione di Matera Sud su Wikipedia stazione di Matera Sud (Q3970069) su Wikidata
  • 9 Stazione di Matera Villa Longo. Stazione di Matera Villa Longo su Wikipedia stazione di Matera Villa Longo (Q28940998) su Wikidata
  • 10 Stazione di Matera Serra Rifusa. Stazione di Matera Serra Rifusa su Wikipedia stazione di Matera Serra Rifusa (Q29582883) su Wikidata
  • 11 Stazione di Venusio. Stazione di Venusio su Wikipedia stazione di Venusio (Q3971263) su Wikidata

Altro modo più comodo è arrivare alla stazione di Ferrandina a circa 40 km da Matera. Ci sono bus FS e privati che portano a Matera in circa 30 minuti. Gli eurostar che arrivano a Ferrandina prevedono sempre dei bus FS che portano a Matera città per un costo aggiuntivo di circa 2 euro e 50 centesimi.

In autobus[modifica]

Matera è collegata con Milano, Ancona, Bologna, Chianciano, Fiuggi, Napoli, Novara, Parma, Reggio nell'Emilia, Sassuolo ed Urbino con autobus della compagnia Marino.

Le autolinee Marozzi e Liscio effettuano collegamenti con Roma, Firenze, Pisa e Siena.

Come spostarsi[modifica]

La città è sufficientemente piccola per spostarsi a piedi, sebbene i saliscendi possono risultare impegnativi. Ci sono dei Bus navetta nei Sassi che accompagnano i visitatori nelle zone centrali della città di Matera.

Con mezzi pubblici[modifica]

Le autolinee Miccolis effettuano collegamenti all'interno della città.

In taxi[modifica]

Per chi non può muoversi a piedi c'è la possibilità di fare tour a bordo di un Ape Piaggio.


Cosa vedere[modifica]

Architetture religiose[modifica]

Duomo di matera
  • 1 Cattedrale di Matera (Cattedrale della Madonna della Bruna e di Sant'Eustachio), Piazza Duomo, +390835332908. Simple icon time.svg Lun-Ven 8:30 – 14:00 e 17:00 – 19:00, Sab 8:30 – 19:00, Dom 9:00 – 19:00. Edificio in stile romanico pugliese, fu costruita nel XIII secolo sullo sperone più alto della Civita che divide i due Sassi, sull'area dell'antico monastero benedettino di Sant'Eustachio, uno dei due santi protettori della città. All'esterno sono da notare il rosone a sedici raggi ed il campanile alto 52 metri; all'interno, degni di nota un affresco bizantino della Madonna della Bruna, un presepe cinquecentesco dello scultore Altobello Persio ed un affresco raffigurante il Giudizio finale. Cattedrale di Matera su Wikipedia cattedrale di Matera (Q2942710) su Wikidata
Chiesa di San Giovanni Battista
  • 2 Chiesa di San Giovanni Battista, Piazza San Giovanni. Costruita nel 1233, anch'essa in stile romanico. All'interno, a tre navate, vi è una grande volta a vele rifatta nel 1793, anno in cui furono effettuate diverse modifiche per preservare la staticità della chiesa, bei capitelli di tipo pugliese che ornano le colonne con figure antropomorfe, zoomorfe e vegetali, ed un'imponente abside. Chiesa di San Giovanni Battista (Matera) su Wikipedia chiesa di San Giovanni Battista (Q3581896) su Wikidata
Chiesa di San Pietro Caveoso
  • 3 Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Chiesa di San Pietro Caveoso), Piazza S. Pietro Caveoso, 1, +390835311510. Costruita nel 1218, è uno dei punti più caratteristici della città. Nel XVII secolo l'intera struttura subì numerose modifiche e ci fu l'aggiunta del campanile, tutto in stile barocco. All'interno sono presenti numerose tele settecentesche e affreschi di santi. Le numerose cappelle sono stuccate e presentano affreschi e polittici di legno. Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Matera) su Wikipedia chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Q3668371) su Wikidata
Chiesa di San Francesco d'Assisi
Chiesa di Santa Chiara
  • 4 Chiesa di San Francesco d'Assisi, Piazza S. Francesco. Ricostruita quasi completamente nel 1670 in stile barocco. Rilevanti sono la facciata esterna in stile tardo barocco, mentre al suo interno vi è l'antica cripta dei Santi Pietro e Paolo, che conserva un affresco raffigurante la visita a Matera del papa Urbano II nel 1093. Rimarchevoli, inoltre, sono i pannelli di un polittico smembrato di scuola veneta variamente attribuito a Bartolomeo Vivarini o a Lazzaro Bastiani. Chiesa di San Francesco d'Assisi (Matera) su Wikipedia chiesa di San Francesco d'Assisi (Q24694608) su Wikidata
Chiesa del Purgatorio
  • 5 Chiesa di Santa Chiara, Via Domenico Ridola. Fu costruita alla fine del XVII secolo insieme agli attigui locali che ospitarono dapprima l'ospedale, poi il convento delle clarisse ed infine i locali del museo archeologico nazionale "Domenico Ridola". La facciata, ricca di decori, presenta un lunettone nella parte superiore ed in basso il portale con ai lati due semicolonne e due nicchie con statue di santi. L'interno è a una navata.
  • 6 Chiesa del Purgatorio, Via Domenico Ridola. Costruita nel 1747 in stile tardo barocco, presenta una facciata con decorazioni sul tema della morte e della redenzione delle anime. Notevole il portale in legno diviso in 36 riquadri che riporta in alto i teschi di prelati e regnanti ed in basso quelli di comuni cittadini. All'interno, a croce greca, vi è una cupola ottagonale. Chiesa del Purgatorio (Matera) su Wikipedia chiesa del Purgatorio (Q24805969) su Wikidata
Chiesa di San Domenico
  • 7 Chiesa di San Domenico, Piazza Vittorio Veneto, +390835334182. Fu costruita insieme al convento a partire dal 1230 in stile romanico pugliese. Molto bello il rosone con intorno quattro figure a rilievo raffiguranti un telamone, due figurine ai lati, ed in alto l'Arcangelo Michele. Al centro del rosone un cane con la fiaccola in bocca, simbolo dei domenicani. L'interno, a tre navate con altari laterali e con una cupola emisferica a cassettoni, è stato rimodernato nel 1774; fra le opere conservate all'interno c'è la Crocifissione con san Domenico, realizzata dal Pietrafesa nel 1653. Chiesa di San Domenico (Matera) su Wikipedia chiesa di San Domenico (Q24805179) su Wikidata
Chiesa di Santa Lucia
Convento di Sant'Agostino
  • 8 Chiesa di Santa Lucia (Chiesa di Santa Lucia alla Fontana o chiesa di Santa Lucia e Sant'Agata alla Fontana), Rione Malve. La sua costruzione fu ultimata nel 1797, quando vi furono trasferite la chiesa ed il monastero delle benedettine, fino ad allora ospitate nel monastero di Santa Lucia alla Civita nei Sassi. Situata insieme all'attiguo monastero delle benedettine accanto alla fontana ferdinandea nella centrale piazza Vittorio Veneto, è composta da una navata. Chiesa di Santa Lucia (Matera) su Wikipedia convento delle Sante Lucia e Agata al Piano (Q28016679) su Wikidata
  • 9 Convento di Sant'Agostino, Via D'Addozio. Questo convento è un monumento nazionale italiano, situato nel Sasso Barisano e sorto nel 1593, insieme all'omonima chiesa, sull'antica cripta rupestre di San Giuliano risalente al XII secolo (sinora descritta come cripta di San Guglielmo a causa di un errore storico). Convento di Sant'Agostino (Matera) su Wikipedia convento di Sant'Agostino (Q3689590) su Wikidata

Chiese rupestri[modifica]

Le chiese rupestri di Matera, fondate principalmente nell'Alto Medioevo, sono edifici scavati nella roccia. Nel corso del tempo hanno subito diverse trasformazioni d'uso, diventando abitazioni o ricoveri per animali. Sono un'importante testimonianza della presenza di comunità di monaci benedettini, longobardi e bizantini. Talune chiese, inoltre, pur nella sostanziale impostazione latina, presentano elementi bizantini, o viceversa, chiese architettonicamente greche hanno spazi liturgici di tipo latino. Nel Medioevo piccole comunità di laici e monaci immigrati dalle zone della Cappadocia, Armenia, Siria ed Asia Minore, dopo aver perso le possibilità di culto, si rifugiarono in queste grotte che diventarono luoghi di preghiera. Una parte di queste chiese fanno parte di Matera mentre tante altre rientrano nei confini del Parco della Murgia Materana e sono riportate nell'articolo.

  • 10 Cappella di Sant'Andrea (annessa alla Masseria Irene). La cappella si inserisce in un complesso rupestre formato da alcune cavità rocciose, da ambienti di servizio alla masseria quali, ad esempio, lo jazzo ed il dormitorio dei pastori. Cappella di Sant'Andrea (Matera) su Wikipedia cappella di Sant'Andrea (Q16536554) su Wikidata
  • 11 Chiesa della Madonna delle Grazie. L'ingresso è costituito da un campanile a vela. Esso comprende un bassorilievo in terracotta rappresentante la Madonna col Bambino. L'interno presenta solo dei rimaneggiamenti. Tra questi vi è un imponente altare barocco posto presso l'originaria iconostasi. Alle spalle dell'altare troviamo una parete in roccia con diverse aperture le quali immettono sulla sacrestia; un tempo lì vi era il presbiterio. Nel soffitto vi sono due cupolette scolpite e delle visibili arcate absidali. Sulla parete destra vi è una Crocifissione, ormai rovinata, sotto la quale vi è un affresco sbiadito. La figura del Cristo è accompagnata da due angeli e ai piedi di esso vi sono: la Madre e Giovanni. Su un'altra parete è rappresentato S. Francesco d'Assisi che riceve le stimmate. Nella zona di soffitto dietro l'altare sono raffigurati dei riquadri a cassettone con motivi ornamentali. La parete corrispondente, invece, mostra un dipinto di S.Lucia. Chiesa della Madonna delle Grazie (Matera) su Wikipedia chiesa della Madonna delle Grazie (Q16539937) su Wikidata
  • 12 Chiesa di San Martino dei Lombardi. La chiesa, oggi murata, è dedicata a San Martino e costituisce il tipico esempio di chiesa profanata e diventata abitazione. L'impianto, infatti, ha subito diverse trasformazioni a causa delle varie destinazioni d'uso a cui è stata sottoposta. Solo l'ingresso conserva ancora tracce significative del luogo di culto. Chiesa di San Martino dei Lombardi su Wikipedia chiesa di San Martino dei Lombardi (Q16540297) su Wikidata
  • 13 Chiesa di San Nicola de Cupa. Non si è in grado di definire la data di fondazione della Chiesa. Dalle fonti scritte si evince che, in occasione della visita pastorale di mons. Saraceno (1543-1544), la struttura era in buone condizioni. Resta molto poco dell'aspetto originario a causa delle numerose trasformazioni nel tempo. Chiesa di San Nicola de Cupa su Wikipedia chiesa di San Nicola de Cupa (Q16540338) su Wikidata
  • 14 Chiesa di San Potito (Santu Pietruddo (San Pietrino)). La chiesa è stata trasformata in un'abitazione privata, perdendo i segni architettonici e pittorici dell'antico luogo di culto. Chiesa di San Potito (Matera) su Wikipedia chiesa di San Potito (Q16540385) su Wikidata
  • 15 Chiesa di San Rocco. La chiesa di San Rocco è annessa al monastero dei Padri Riformati. I numerosi rimaneggiamenti nel corso dei secoli hanno alterato completamente la struttura, compresa la facciata. Chiesa di San Rocco (Matera) su Wikipedia chiesa di San Rocco (Q16540395) su Wikidata
Santa Lucia alle Malve
  • 16 Chiesa di Santa Lucia alle Malve (annessa ad un monastero femminile benedettino risalente all'XI secolo). Inizialmente la chiesa venne intitolata a Sant'Agata, per essere poi dedicata a Santa Lucia tra il 1217 e il 1267. Dopo il trasferimento nel 1525 delle suore dapprima al monastero di Santa Lucia alla Civita e e poi di Santa Lucia al Piano, la chiesa venne utilizzata come abitazione.
Tre calici scolpiti appartenenti ad epoche diverse sono posizionati sulla facciata e rimandano al martirio di Santa Lucia. Sulle pareti interne sono presenti pregevoli affreschi, molti dei quali sono stati ritrovati durante il restauro del 1977 e risalgono al XII secolo. In particolare spiccano l'Arcangelo Gabriele che calpesta un drago, segno del male e degli infedeli, datato 1250, quello della Madonna del Latte, del 1270, S. Nicola, San Benedetto, Giovanni Battista, Santa Scolastica e molti altri. Al di sopra della chiesa è situata una necropoli con tombe nella roccia. Chiesa di Santa Lucia alle Malve su Wikipedia chiesa di Santa Lucia alle Malve (Q24798546) su Wikidata
Chiesa Santa Maria De' Armeniis
  • 17 Chiesa di Santa Maria de Armenis. La chiesa, di cui si ha nozione documentaria già nel 1094, fa parte di un antico cenobio benedettino e sembra essere stata denominata così in seguito allo stanziamento di comunità armene a Matera. La facciata, in stile tardo romanico, è sormontata da alcuni archetti ciechi mentre sulla porta d'ingresso vi è un arco a tutto sesto dove è incisa l'epigrafe Santa Maria de Armenis.
L'interno è composto da tre navate absidate con arcate e pareti che conservano tracce di antichi affreschi, colonne a capitello trapezoidale, ed un cortile a cui si accede da un portale decorato dove si affacciano gli ambienti dell'antico monastero. Dal 1660 al 1774 ospitò la confraternita di San Francesco da Paola e successivamente fu accorpata al Seminario di Palazzo Lanfranchi. Chiesa di Santa Maria de Armenis su Wikipedia chiesa di Santa Maria de Armenis (Q16540692) su Wikidata
Chiesa di Santa Maria di Idris
  • 18 Chiesa di Santa Maria di Idris (Santa Maria de Idris o Madonna de Idris) (È situata nella parte alta del Monterrone, una grossa rupe calcarea che si erge nel mezzo del Sasso Caveoso; vi si arriva attraverso una rampa di scale vicina alla chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve). Il nome Idris deriva dal greco Odigitria, colei che mostra la via, oppure dall'acqua che sgorgava da quella roccia. La chiesa rupestre presenta un avancorpo in muratura con a lato un piccolo campanile a vela; l'interno, a causa dei continui rimaneggiamenti subiti nel corso dei secoli, non presenta nulla dell'originaria struttura. Si compone di una navata irregolare con affreschi, posti sulla parete di retrofacciata della cripta, gran parte dei quali staccati per restauro essendo deteriorati a causa dell'umidità e conservati presso la Soprintendenza ai Beni Storici ed Artistici di Matera. Sull'altare vi è una Madonna con Bambino risalente al XVII secolo dipinta a tempera, a destra Sant'Eustachio, patrono della città ed altri affreschi sempre risalenti al XVII secolo ed ancora una crocifissione di fattura rozza con sfondo la sagoma della città di Matera. La chiesa di Santa Maria de Idris è collegata alla cripta rupestre di San Giovanni in Monterrone attraverso un cunicolo, ed in questa cripta si trovano numerosi e pregevoli affreschi che sono databili in un arco di tempo che va dal XII al XVII secolo.
Nel cunicolo di accesso vi è l'affresco raffigurante San Giovanni Battista; in una lunetta sovrastante un altare l'affresco risalente al XII secolo del Cristo Pantocratore benedicente alla latina, che con la mano sinistra sorregge un Vangelo aperto nel quale è inscritto un testo greco. Questo affresco rappresenta l'influenza della cultura iconografica bizantina. Più oltre, sulla spalla di un arco mozzo, vi è un monaco ignoto (San Francesco o San Leonardo?) con saio e cappuccio. Di fronte San Nicola (XIV secolo) in abiti vescovili, che benedice con la mano destra e regge il Vangelo con la sinistra. Uscendo dal corridoio si entra in un'aula più ampia, costituente la navata vera e propria della chiesa di San Giovanni in Monterrone, che termina in un presbiterio sopraelevato; sulla parete di fronte si trovano un affresco che raffigura la testa di Sant'Andrea e frammenti di una Madonna con Bambino nella tipologia iconografica della Glykophilousa, databili anch'essi verso la fine del XII secolo, e due santi ignoti. Sulla parete sinistra, posti in nicchiette decorate, altri due santi, uno dei quali individuato in San Pietro in base alle linee del volto, alla barba ed ai capelli, pur in mancanza delle chiavi, e di lato San Giacomo, risalente al XIII secolo. Chiesa di Santa Maria di Idris su Wikipedia chiesa di Santa Maria di Idris (Q3674049) su Wikidata
Convicinio di sant'Antonio
  • 19 Convicinio di Sant'Antonio (Si trova a fianco del torrente Gravina, nel rione Casalnuovo al civico 364). Viene fatto risalire a un periodo compreso tra l'XI e il XIII secolo, probabilmente al centro di un monastero di grandi dimensioni, ma nel corso dei secoli il suo uso è stato variato in favore di scopi più profani, tra cui quello di cantine nel XVIII secolo (come suggerito dai cannelli per il vino posizionati negli altari). È costituito da quattro chiese rupestri confinanti, che si affacciano su un unico atrio o cortile. Convicinio di Sant'Antonio su Wikipedia convicinio di Sant'Antonio (Q88952755) su Wikidata
  • Chiesa di San Leonardo. La cripta, oggi murata, prende il nome dall'affresco raffigurante il santo. Una volta sconsacrata è stata adibita, fino a qualche tempo fa, a forno. Gli elementi architettonici appartenenti al primo impianto sono: un pilastro centrale, diverse nicchie ed archeggiature sulle pareti. Al suo interno conserva solo qualche traccia di affreschi dealbati. Probabilmente, all'interno di una piccola edicola con intradosso a conchiglia era collocata l'immagine di San Leonardo. Chiesa di San Leonardo (Matera) su Wikipedia chiesa di San Leonardo (Q15907986) su Wikidata
  • 20 Chiesa di Santa Cesarea, vico Santa Cesarea 11-12. La cappella ipogea ora è un'abitazione con ingressi murati. Chiesa di Santa Cesarea su Wikipedia chiesa di Santa Cesarea (Q16540587) su Wikidata
  • 21 Cripta degli Evangelisti, Vico Cosenza (Situata in periferia). È una cappella a pianta rettangolare. Sui muri è interamente ricoperta di pitture risalenti al XVII secolo ben fatti e in buone condizioni. Sebbene l'uso cui è destinato l'interno della struttura (deposito di paglia) non consenta una perfetta analisi della struttura stessa, essa dispone di un ricco insieme di riquadri pittorici. Cripta degli Evangelisti su Wikipedia cripta degli Evangelisti (Q16545623) su Wikidata

Edifici civili e militari[modifica]

Palazzo dell'Annunziata
  • 22 Casa Cisterna, Ponte S. Pietro Caveoso, 39, +393481743135. Abitazione tipica dei Sassi di Matera con cisterna sotterranea. Arredi tipici dell'epoca.
Palazzo del sedile
  • 23 Palazzo dell'Annunziata, piazza Vittorio Veneto. Palazzo del 1735, dopo il 1861 viene requisito all'autorità ecclesiastica per diventare Tribunale e degli uffici giudiziari e in parte sede della scuola media. Dopo un periodo di degrado a seguito dei danni del terremoto del 1980 oggi è sede della Biblioteca Provinciale "Tommaso Stigliani". Palazzo dell'Annunziata su Wikipedia Palazzo dell'Annunziata (Q3891391) su Wikidata
  • 24 Palazzo del Sedile, Piazza del Sedile. Rappresenta il fulcro della vita culturale e amministrativa della città. Il nome deriva dal nome con cui si nominavano le riunioni delle Curie e delle Fratrie, ossia il Parlamento comunale. Il grande arco d'ingresso è tipicamente rinascimentale ed è fiancheggiato da due torri caratterizzate dalla presenza di un orologio e una meridiana. Nell'androne sulla destra è possibile ammirare un affresco raffigurante Carlo III a cavallo e sulla volta dei dipinti celebrativi delle bellezze del Regno di Napoli. Oggi è sede del Conservatorio di musica di Matera. Palazzo del Sedile (Matera) su Wikipedia palazzo del Sedile (Q27989502) su Wikidata
  • 25 Palazzo Bernardini (Palazzo Ferraù o Giudicepietro), Arco del Sedile, 9, +393473204507. È un edificio storico che domina il Sasso Caveoso di Matera. Oggi è utilizzato come b&b e sala ricevimenti. Palazzo Bernardini (Matera) su Wikipedia Palazzo Bernardini (Matera) (Q60758648) su Wikidata
Palazzo Malvinni Malvezzi
  • 26 Palazzo Gattini, Piazza Duomo, 13, +390835334358. È un palazzo signorile del XVIII secolo, in cui risiedeva una delle famiglie emergenti della nobiltà materana: i conti Gattini. L'edificio oggi è un hotel di lusso. Palazzo Gattini su Wikipedia Palazzo Gattini (Q63457452) su Wikidata
Palazzo Bronzini
  • 27 Palazzo Malvinni-Malvezzi, Piazza Duomo, 14. Prende il nome dalla famiglia che lo abitò dal '400 fino agli anni sessanta del secolo scorso. Attualmente è di proprietà dell'Amministrazione provinciale di Matera. Palazzo Malvinni-Malvezzi su Wikipedia Palazzo Malvinni-Malvezzi (Q62006870) su Wikidata
Palazzo Ridola
  • 28 Palazzo Bronzini, all'angolo tra Piazza Sedile e Via Duomo. Edificio del XVIII secolo. Il Palazzo consta di tre livelli: al piano terra si trovavano le cantine, il bucataio e alcune botteghe di cui una utilizzata come ufficio postale, al primo piano si trovava l'appartamento padronale, al terzo piano le soffitte. L'iniziativa e l'intervento del Comune, il programma e le realizzazioni di alcuni architetti hanno permesso a Matera di creare una struttura con fini culturali che ha consentito lo svolgimento delle attività del Conservatorio. Palazzo Bronzini su Wikipedia Palazzo Bronzini (Q27989503) su Wikidata
  • 29 Palazzo Ridola, Via Duomo (di fronte alla torre divenuta palazzo Vizziello). Edificio nobiliare oggi di proprietà del Comune di Matera. Palazzo Ridola su Wikipedia Palazzo Ridola (Q27989504) su Wikidata
  • Palazzo di Castro Vetere, vico campanile. L'antico palazzo, nonostante i diversi passaggi di proprietà avvenuti nel corso degli anni conserva ancora tutta la sua antica struttura di vico campanile dove è situato assieme alla vecchia chiesa di San Nicola in Castiglione. Importante è notare lo stemma vicino alle scale probabilmente appartenente alla famiglia Palmieri che ha tenuto il vescovado di Matera dal 1483 al 1530.
  • 30 Palazzo Venusio, via S. Potito. Palazzo nobiliare adibito a struttura alberghiera. Palazzo Venusio (Matera) su Wikipedia Palazzo Venusio (Q63457433) su Wikidata
Fontana ferdinandea
  • 31 Ipogei di piazza Vittorio Veneto. Situati sotto la piazza principale della città e tornati alla luce da pochi anni, contengono oltre a numerosi ambienti ipogei anche un'antica cisterna, detta il Palombaro lungo, e una torre facente parte delle mura che anticamente dovevano essere a ridosso del Castello Tramontano.
  • 32 Fontana ferdinandea, Piazza Vittorio Veneto. Restaurata dal re Ferdinando II di Borbone nel 1832, era originariamente posta ai piedi della collina del castello e raccoglieva le acque provenienti da quella collina. Dopo la seconda guerra mondiale, esaurita la sua funzione di approvvigionamento, fu trasferita all'interno della villa comunale. Nel mese di aprile 2009, dopo lavori di restauro, è stata riposta nel suo luogo originario. fontana Ferdinandea (Q27994804) su Wikidata
Castello Tramontano
  • Villa Longo. Dimora del XIX secolo della nobile famiglia materana di antiche origini napoletane.
  • 33 Castello Tramontano, Via del Castello (sulla collina di Lapillo, sovrastante il centro storico della città). Simple icon time.svg Non visitabile. Nato come residenza normanna era originariamente costituito da otto torri quadrate ed un ponte. In stile aragonese, il castello, con un maschio centrale e due torri laterali più basse, l'uno e le altre rotonde, smerlate e dotate di feritoie, fu fatto costruire a partire dal 1501 dal conte Giovan Carlo Tramontano, feudatario di Matera. Oggi le due torri, collegate da un ponte, hanno subìto delle modifiche in quanto il ponte è stato distrutto. Dal 2008 è interessato, insieme al parco circostante, da lavori di restauro ancora in corso. Castello Tramontano su Wikipedia Castello Tramontano (Q2968007) su Wikidata
  • 34 Torre Metellana, Via S. Nicola del sole (ubicata nel Sasso Barisano). Faceva parte della cinta muraria a difesa della "Civita".

Musei[modifica]

Interno della Casa-grotta
  • 35 Casagrotta, Vico Solitario, 11, +39 0835 310118. Ecb copyright.svg 1,50€. Simple icon time.svg Lun-Dom 9:30-20:00. Con all'interno ancora tutti i mobili e oggetti che venivano usati in passato.
Museo-Laboratorio della Civiltà Contadina
Una sala del MUSMA
  • 37 Museo-Laboratorio della Civiltà Contadina, Via San Giovanni Vecchio, 60, +39 0835344057, +39 3286113454, +39 3271470440. Simple icon time.svg Lun-Dom 9:00-13:00 e 16:00-19:00. È un museo etno-antropologico costituito da una serie di abitazioni, collegate per esigenze espositive. Il primo ambiente riproduce un “lamione soppalcato”, unico vano costruito (XVI sec) che prolunga il volume di una grotta preesistente (casa grotta): consentiva al nucleo familiare di separarsi, durante la notte, dalle bestie. L'allestimento delle sale espositive è stato preceduto da anni di raccolta mirata di oggetti di uso quotidiano e di attrezzi di vari mestieri che erano alla base della vita economica e sociale della città dei Sassi. Museo-laboratorio della civiltà contadina su Wikipedia Museo-laboratorio della civiltà contadina (Q3867565) su Wikidata
Museo archeologico nazionale Domenico Ridola
  • 38 Museo della Scultura Contemporanea (MUSMA), Via San Giacomo (Presso Palazzo Pomarici). Ecb copyright.svg Intero 7€, ridotto 4€. Simple icon time.svg dal 1° ottobre al 31 marzo 10:00-18:00, dal 1° aprile al 30 settembre 10:00-20:00 A causa dell'emergenza Coronavirus e delle conseguenti perdite economiche, il MUSMA rimarrà chiuso fino al reperimento delle risorse necessarie per la messa in sicurezza del sito. Questo museo ospita circa 270 opere di 200 artisti diversi, tra i quali Kengiro Azuma, Duilio Cambellotti, Pietro Consagra, Pericle Fazzini, Luigi Guerricchio, Emilio Isgrò, Giacomo Manzù, José Ortega e Arnaldo Pomodoro. MUSMA su Wikipedia MUSMA (Q3841681) su Wikidata
  • 39 Museo archeologico nazionale Domenico Ridola, Via Ridola 24, @ . Ecb copyright.svg Intero: 2,50 € Ridotto: 2,00 € (giu 2020). Simple icon time.svg Lun 14:00-20:00, Mar-Dom 9:00-20:00. È il più antico museo della Basilicata. Istituito il 9 febbraio 1911 per volontà del senatore e medico Domenico Ridola, che donò allo Stato le sue importanti collezioni archeologiche, presenta le numerose testimonianze rinvenute nel territorio della provincia materana e delle Murge. Il Museo è ospitato nei locali del seicentesco convento di Santa Chiara e raccoglie materiali dall'epoca preistorica fino al III secolo a.C. Museo archeologico nazionale Domenico Ridola su Wikipedia Museo archeologico nazionale Domenico Ridola (Q3867699) su Wikidata
Palazzo Lanfranchi
  • 40 Museo nazionale d'arte medievale e moderna della Basilicata (Palazzo Lanfranchi), Piazzetta Giovanni Pascoli, 1, @ . Ecb copyright.svg 3€ intero, 2€ ridotto (giu 2020). Simple icon time.svg Gio-Mar 9:00-19:30, Mer 11:00-19:30. L'edificio è stato edificato nel 1668 da frate Francesco da Copertino su richiesta dell'arcivescovo con il fine di ospitare il seminario diocesano. Nel 1864, dopo l'Unità d'Italia, il Palazzo Lanfranchi ospitò fino al 1967 il liceo ginnasio statale Emanuele Duni, dove insegnò anche Pascoli dal 1882 al 1884. A partire dagli anni ottanta l'edificio ha dato spazio agli uffici della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici della Basilicata e, a partire dal 6 maggio 2003, è diventato la sede del museo nazionale d'arte medievale e moderna della Basilicata. Davanti al portone è posta la scultura "La Goccia" di Kengiro Azuma.
Il museo è suddiviso in quattro sezioni:
  1. Arte Sacra, che contiene capolavori di scultura, pittura e di arte decorativa della Basilicata dal Medioevo al Settecento.
  2. Collezionismo, che ospita dipinti del Seicento e del Settecento. È conservato anche il dipinto di Luca Giordano, Il giuramento di Bruto dopo il suicidio di Lucrezia.
  3. Arte Contemporanea, che espone la collezione di Carlo Levi.
  4. Sezione Demoetnoantropologica, con oggetti della cultura materiale e del vivere quotidiano raccolti nel territorio lucano. Museo nazionale d'arte medievale e moderna della Basilicata su Wikipedia Museo nazionale d'arte medievale e moderna della Basilicata (Q3868416) su Wikidata

Parchi[modifica]

  • 45 Parco Scultura La Palomba, Contrada Pedale della Palomba, SS7.
  • Parco del Castello, via Castello. Parco attorno al castello Tramontano.
  • 46 Parco Giovanni Paolo II, via Lucana angolo via Gramsci.
  • 47 Villa dell'Unità d'Italia, via XX Settembre angolo via Tommaso Stigliani.
  • Parco Centrale.
  • 48 Parco Giovanni Falcone, via IV Novembre.
  • 49 Parco bosco Serra Venerdì, Via dei Normanni.
  • 50 Parco dei Quattro Evangelisti, Via dei Mestieri.
  • 51 Parco Lanera, Viale della Quercia.

Altro[modifica]

  • 52 Ponte Tibetano della Gravina, Via Madonna delle Virtù, 27.


Eventi e feste[modifica]

  • Festa della Bruna (Festa patronale). Simple icon time.svg 2 luglio. Si festeggia maria santissima della Bruna, patrona della città. Dalle 05:00 del mattino comincia una processione, chiamata la processione dei pastori, per le vie della città dei Sassi. La festa dura una intera giornata e finisce a notte fonda con i fuochi d'artificio sul Parco delle Chiese Rupestri. Le strade della città sono ricche di luminarie che alla sera brillano tra i vicoli antichi del centro storico. Attrazione principale della festa è il Carro Trionfale, un'opera realizzata in carta pesta e ricostruita ogni anno. Numerosi cavalieri scortano il carro in giro per la città con la statua della Madonna della Bruna. Un tripudio di visitatori affolla le strade per assistere alla grandiosa sfilata. Alla sera la Madonna viene riposta in Cattedrale e il carro portato nella piazza centrale materana. Il momento più atteso è lo strappo, cioè quando il carro arriva in piazza e viene assaltato e distrutto dalla popolazione, come vuole la tradizione.
  • Sant'Eustachio. Festa del Santo Patrono Eustachio, si celebra il 20 settembre di ogni anno.
  • Materadio (Festa di Radio 3). Musica e spettacoli dal vivo di teatro e arte il secondo o terzo weekend di settembre. Una rassegna culturale di 3 giorni con ospiti nazionali ed internazionali.
  • Presepe Vivente. Uno dei più grandi presepi viventi d'Italia. Si svolge nei rioni Sassi lungo un percorso di circa 2 km.
  • Natale è Presepe. Mostra concorso dei presepi nel periodo natalizio.
  • Capodanno in piazza. A Matera, nella splendida cornice dei Sassi, il primo dell'anno si celebra in musica il Capodanno in piazza Vittorio Veneto.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]

Nel suo territorio si produce un ottimo olio di oliva; Matera fa parte dell'Associazione nazionale Città dell'olio.

Il Pane di Matera.


Come divertirsi[modifica]

Spettacoli[modifica]

  • 1 Cineteatro Duni, Via Roma 10. Cineteatro Duni su Wikipedia Cineteatro Duni (Q3677223) su Wikidata

Locali notturni[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Vista sui Sassi

Prezzi modici[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Hotel Residence San Giorgio, Via Fiorentini, 289, +39 0835 334583, fax: +39 0835 339846, @ . Ecb copyright.svg 60/140 €. Check-in: 14:00, check-out: 10:00. Splendide suite nel cuore dei sassi di Matera.
  • 2 La Corte dei Pastori, Via Bruno Buozzi. Camere tipiche scavate in grotta, con panorama sui Sassi. Comfort ed eleganza per dormire a Matera.
  • 3 Lamia Affittacamere. Con suite in grotta. Stanze scavate nel tufo e location ricercata. Posto auto nei dintorni.
  • 4 Il Follia, Recinto Castelvecchio, 5 (Nel rione Civita vicino alla Cattedrale medievale). Appartamenti indipendenti con cucina e tutti i comfort.
  • 5 Peccato Originale, Via Santo Stefano, 60 (Sasso Barisano, vicino alla piazza centrale della città), +393200360878. Camere confortevoli con vista sul Parco della Murgia Materana.
  • 6 Hotel Il Belvedere, Via Casalnuovo, 133, +390835311702, @ . Ecb copyright.svg €129,00 (2018). Check-in: 15:00 - 23:00, check-out: 7:00 - 11:00. Hotel con terrazzino panoramico sui Sassi e camere caratteristiche in grotta.
  • 7 B&B Casastella (B&B Matera Casastella), Via Casalnuovo 257 (unica strada di accesso ai Sassi di Matera.), +39 0835310272, @ . B&B a Matera con camere caratteristiche dei Sassi e bagni in grotte e cisterne, colazione abbondante sempre inclusa nella tariffa, posizione ottima del bed & breakfast rispetto ai Sassi di Matera.

Prezzi elevati[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]

  • 12 Centro di geodesia spaziale Giuseppe Colombo. Centro di geodesia spaziale Giuseppe Colombo su Wikipedia Centro di Geodesia Spaziale Giuseppe Colombo (Q3664812) su Wikidata
  • 13 Santuario della Madonna di Picciano, via Santuario di Picciano, (sulla sommità dell'omonimo colle a 15 km dalla città), +390835302890. Simple icon time.svg Lun-Dom 7:00-20:00. Santuario meta di pellegrinaggi. La leggenda narra che la Madonna apparve sui rami di una quercia ad alcuni pastori abruzzesi che percorrevano quei luoghi per la transumanza. A partire dal XIII secolo si insediò una comunità monastica benedettina, e nei secoli successivi Picciano appartenne ai templari prima ed ai cavalieri di Malta poi, che ampliarono la chiesa ed i locali annessi. All'interno della chiesa, sopra l'altare maggiore, vi è l'immagine della Madonna, databile al XV secolo, e nella cappella alle spalle dell'altare la statua della Madonna che viene portata in processione. Oggi il Santuario ed il monastero sono custoditi dai monaci benedettini olivetani.
  • 14 Chiesa di San Francesco a Chiancalata. Tre gradini conducono all'interno della chiesa a pianta rettangolare sulla cui parete sinistra in prossimità dell'ingresso è ricavato un nicchione a pianta rettangolare e voltato a botte. Due pilastri, sui quali insiste un arco a sesto ribassato, sono ricavati al centro delle pareti laterali. Tra questi e la parete di fondo sono presenti due sedili. Sulla parete di fondo si trova l'altare contenuto in una piccola abside. Sono presenti degli affreschi di San Nicola del XIII secolo e San Francesco del XIV secolo. Chiesa di San Francesco a Chiancalata su Wikipedia chiesa di San Francesco a Chiancalata (Q16540111) su Wikidata
  • Miglionico
  • Montescaglioso
  • Riserva regionale San Giuliano
  • Grassano
  • Aliano
  • Craco
  • Metaponto
  • Irsina
  • Pietrapertosa
  • Castelmezzano
  • Valsinni


Informazioni utili[modifica]


Altri progetti

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