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Montescaglioso

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Montescaglioso
Panorama del centro storico di Montescaglioso
Appellativi
Stato
Regione
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Montescaglioso
Montescaglioso
Sito del turismo
Sito istituzionale

Montescaglioso è una città della Basilicata nota principalmente per la sua Abbazia Benedettina.

Da sapere[modifica]

Montescaglioso è detta Città dei Monasteri per la presenza di quattro complessi Monastici, tra i quali spicca l'Abbazia San Michele Arcangelo. Il suo territorio insieme a quello di Matera fa parte del Parco della Murgia Materana. Inoltre la cittadina organizza un Carnevale di tutto rilievo nella regione, la cui attestazione prima ufficiale risale al 7 febbraio 1638. Nel Febbraio 2012 è stata insignita del titolo "Città Gioello d'Italia".

Nell'alto medioevo era chiamata Civitas Severiana, come riportato da alcuni diplomi, probabilmente perché venne edificata da Alessandro Severo. Successivamente mutò in Mons Scabiosus, traducibile come "Monte Scabbioso", in riferimento all'aspetto brullo e aspro del territorio, oppure in Mons Caveosus, traducibile come "Monte Caveoso", ricco di caverne.

Cenni geografici[modifica]

Confina a nord-est con Matera (18 km), a est con Ginosa (TA) (13 km), a sud-ovest con Pomarico (17 km) e Miglionico (25 km) a sud con Pisticci (43 km) e sud-est con Bernalda (24 km). Dista dal capoluogo di regione 97 km.

Quando andare[modifica]

 Clima gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic
 
Massime (°C) 9 10 13 17 22 27 31 31 27 20 15 12
Minime (°C) 3 3 5 8 12 16 18 19 16 12 8 5

Cenni storici[modifica]

I primi insediamenti nel territorio di Montescaglioso risalgono al VII secolo a.C., come testimoniamo gli importanti reperti archeologici (tombe e vasi attici e apuli) ritrovati sulle colline circostanti il fiume Bradano e precisamente a Cozzo Presepe, Difesa S. Biagio, Contrada Pagliarone.

L'insediamento più vasto e importante corrisponde, però, all'attuale centro abitato di Montescaglioso ove lentamente, dopo i secoli IV e III a.C., si trasferirono le popolazioni precedentemente insediatesi negli altri piccoli centri.

Divenuta roccaforte bizantina, dopo il 1000 fu conquistata dai Normanni e accolse un'importante comunità benedettina con il conte normanno Rodolfo Maccabeo.

Montescaglioso Street a Paterson, nel New Jersey


Come orientarsi[modifica]

Una vista di Montescaglioso
Centro Storico

L'impianto urbanistico si presenta con una particolare forma a farfalla in cui è possibile individuare tre distinte aree che convergono sulla piazza centrale (Piazza Roma) che rappresenta il limite netto tra il centro storico e il resto del paese.

Il primo nucleo del paese, l'attuale centro storico, è dirupato sulla gravina di Matera e si è sviluppato intorno all'Abbazia. Esso è caratterizzato da un importante patrimonio di chiese e monumenti. La parte nuova del paese si è sviluppata a partire dalla "Porta Maggiore" (la porta d'ingresso da Piazza Roma) lungo l'attuale Via Garibaldi.

Anche se non esistono effettivamente dei quartieri ben definiti, è possibile individuare alcune distinte aree urbane attraverso le quali è facile definire quale sia stato lo sviluppo urbanistico della città. L'osservatore può comunque notare due zone ben distinte dell'abitato, differenti sia dal punto di vista architettonico che urbanistico: il centro storico e la parte nuova del paese. La netta linea di confine tra queste due aree è identificabile nelle zone di via Cavour, via Fiume e via Garibaldi dove la vecchia zona lascia definitivamente spazio alle strutture più nuove.

Al momento non è ancora possibile stabilire con precisione il confine esterno della zona nuova, in quanto l'abitato, ancora in forte espansione, tende a sfumare dalla zone del campo sportivo a quella della "Carrera", per perdersi definitivamente in contrada S. Agata. La contrada "Capo Jazzo"; già sede di un'intensa attività agricola, negli ultimi anni sta assistendo al sorgere di una piccola zona artigianale che si dipana fino alla Strada statale 175 della Valle del Bradano, unico collegamento tra il capoluogo materano e la fiorente zona agricola del metapontino.

Come arrivare[modifica]

In auto[modifica]

Posizione geografica

La città si colloca in una posizione strategica dal punto di vista geografico, in quanto dista solo 25 km da Metaponto e circa 18 km da Matera. Risulta inoltre facilmente raggiungibile sia da Taranto (via SS 106) che da Bari (SS99 e Sp 380) e Potenza.

  • Strada Statale 175 della Valle del Bradano, attraversa il territorio di Montescaglioso, e collega Matera a Metaponto
  • Strada statale 380 dei Tre Confini, è un tratto di strada di circa 25 km che collega Matera a Montescaglioso.
  • Strada Provinciale Montescaglioso-Ginosa
  • Strada Provinciale Montescaglioso-Matera
  • Strada Provinciale Montescaglioso-Pomarico

In autobus[modifica]

Da Montescaglioso è inoltre possibile raggiungere Matera, Bernalda, Ginosa via Autobus Regionali (Fal, Sita).

Da alcuni anni la società Marino Bus copre anche l'area di Montescaglioso per alcune destinazioni nazionali: Bologna, Parma, Milano.

Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Architetture religiose[modifica]

Chiesa madre
Vista primo cortile dell'abbazia
Esterno della chiesa dell'Abbazia
Porta S.Angelo
Chiesa di San Rocco, sita in piazza Roma
Chiesa del monastero della SS. Concezione
Statua di Padre Pio
Chiesa della Madonna delle Grazie, già Santa Maria in Platea
Il santuario della Madonna della Murgia
Chiesa di Santa Lucia
  • Chiesa madre. La chiesa madre è intitolata a san Pietro e san Paolo. Dell'originaria fondazione medioevale non resta traccia in quanto fu riedificata a partire dal 1776 e rifatta in stile tardo barocco. Si accede da un grande portale e si presenta a tre navate. Mostra uno splendido ed imponente altare barocco e una balaustra in marmo donati dal Capitolo di Siena durante l'epoca napoleonica. Anche gli altri altari sono in marmi policromi. La cupola del presbiterio è decorata con altorilievi in stucchi dei quattro evangelisti. Custodisce nelle navate laterali quattro tele di Mattia Preti: Nozze di Cana, cena in casa Levi, adorazione dei magi, Natività. I dipinti furono acquistati a Napoli e donati dal marchese Ferdinando Cattaneo alla chiesa parrocchiale agli inizi dell'Ottocento. Le altre tele custodite sono firmate da Giovanni Donadio, di scuola veneziana.
Fanno parte dell'arredo artistico della chiesa un organo della fine del Settecento, proveniente dal monastero benedettino femminile, e la cantoria, di inizio Ottocento, in legno decorato e dipinto raffigurante lo stemma del Comune. Ci sono pure due acquasantiere in marmo policromo ad intarsio, finemente scolpite. Il battistero e il lavabo provengono dall'abbazia benedettina di San Michele Arcangelo. Nella sacrestia è conservata una piccola tela che raffigura la Madonna col Bambino risalente al Quattrocento. È la prima parrocchia della città montese.
  • Abbazia benedettina di San Michele Arcangelo. L'abbazia, risalente al XII secolo, è dedicata a san Michele Arcangelo. L'immenso portale della chiesa e quelli del monastero sono stati realizzati da Altobello ed Aurelio Persio. Il campanile, di stile normanno, presenta due bifore per ogni lato, ed a fianco il tiburio cilindrico con sovrapposta lanterna. Nel pronao ci sono resti dell'antica costruzione. Fu trasformata a partire dal 1590: le navate laterali diventarono quattro cappelle per lato. Presenta una cupola cilindrica completata nel 1650 e soffitti a botte. Sulle pareti stanno emergendo affreschi del Seicento della scuola del Donadio. Il coro ligneo e il maestoso altare maggiore in marmo, che un tempo adornavano la chiesa, ora si trovano rispettivamente nella chiesa del Gesù a Lecce e nella cattedrale di Matera.
  • Chiesa di San Rocco. La chiesa, risalente al XVI secolo, è dedicata a San Rocco. Si trova in Piazza Roma, in un'area in cui furono ritrovate già nel XVIII secolo antiche tombe greche: a quel tempo, infatti, l'edificio si trovava all'esterno del nucleo abitato, e si può quindi supporre che i terreni circostanti venissero utilizzati come cimiteri. È a pianta rettangolare e la facciata è coronata da un campanile. Conserva la statua di San Rocco proclamato patrono di Montescaglioso nel 1684. È stata costruita agli inizi del XVI secolo ed era usata per le sepolture. Fu danneggiata dal terremoto del 1827 e restaurata successivamente con la costruzione delle volte in pietra e di una nuova facciata. Custodisce dipinti ad olio del Seicento e del Settecento.
  • Convento di Sant'Agostino. Il convento è dedicato a Sant'Agostino e risale al XIV secolo. Tre archi permettono di accedere al portico della chiesa eretta nel Quattrocento in cui si era insediata una piccola comunità monastica. Il complesso, di grandi dimensioni, è suddiviso in tre livelli: un piano interrato organizzato come una grande cantina per la lavorazione dell'uva e per la raccolta dell'acqua in grandi cisterne, un piano terra dove, oltre alla chiesa, erano collocati il refettorio, la cucina con un grande camino a camera ed i depositi, ed infine al piano superiore c'erano la biblioteca ed i dormitori. Nella chiesa tra le svariate opere d'arte conservate meritano una particolare menzione una tela San Giovanni Battista datata al 1493, altare in marmo policromo, organo e cantoria barocca. L'arredo interno è in stile settecentesco.
  • Chiesa Santa Lucia. Costruita in stile moderno è la seconda Parrocchia della Città. Presenta due statue la Vergine Siracusana sulla parte posteriore e la statua raffigurante il cappuccino Pio da Pietrelcina. Appartengono alla Parrocchia circa 6.000 persone della città Montese. Fa parte della Parrocchia di Santa Lucia anche il Convento dei Cappuccini.
  • Chiese rupestri. Particolare rilevanza storica e culturale meritano gli insediamenti rupestri presenti sul territorio all'interno del Parco della Murgia Materana. Il santuario della Madonna della Murgia rappresenta la chiesa più importante del patrimonio rupestre di Montescaglioso. Si caratterizza per i due altari, il maggiore contraddistinto da un grande crocifisso, il minore da un bellissimo affresco raffigurante la Vergine con il Bambino. Esternamente intorno all'area su cui fu costruita la chiesa, è possibile vedere ancora oggi le tracce di un'antica necropoli scavata nel tufo, La necropoli altomedievale della Loe.
Numerose le cripte, dislocate tra Murgia S. Andrea e l'insediamento rupestre dell'Aloe: cripta Scaletta, cripta S. Andrea, cripta Canarino, tutte risalenti al IX-X secolo, e le recenti cripte di Cozzo S.Angelo (datata tra metà dell'XI secolo e i primi decenni del XII secolo) e del Paratiello .

Monumenti[modifica]

  • Obelisco di san Rocco.
  • Statua della Madonna del Cammino su Monte Vetere.
  • Statua in bronzo in onore a Giuseppe Novello.
  • Busto in onore di Salvo D'Acquisto.
  • Monumento ai caduti a piazza del Popolo.
  • Statua in onore di Padre Pio.

Architetture militari[modifica]

  • Castello normanno. Eretta dai Maccabeo sul finire dell'XI secolo a controllo di Porta Maggiore, la roccaforte è organizzata attorno ad un cortile al quale si accede da un portale affiancato da due torri delle quali ne esiste ancora una. Nell'ala est si conserva la torre più alta, a pianta quadrangolare, resa irriconoscibile da trasformazioni recenti. Al castello è annessa la chiesa di Santa Caterina. Al piano terra si conservano cisterne, depositi, un giardino pensile, le stalle ed un portico, attualmente chiuso. L'edificio è restaurato e le volte delle ampie camere del piano superiore sono affrescate. Nel 1857 viene demolito il braccio che collega l'edificio a Porta Maggiore e la facciata sul Corso viene ricostruita in stile neomedievale, con merli e garrite. Tra il 1960 e 1964, è demolita tutta l'ala meridionale ed una delle due torri dell'ingresso.
  • Cinta normanna. La cinta normanna rimarrà invariata fino alla metà del XIX secolo, quando avrà inizio la demolizione delle mura. Le porte erano sei. La più importante porta Maggiore fu demolita nel 1868.
  • Torre. Attaccata al castello, era unita ad una grande torre nei secoli XIV-XV, ancora esistente e visibile solo da via Pitagora. Verso est, un altro varco era porta Schiavoni affiancata da una torre merlata. Travolta da una frana nel 1693, crollò definitivamente nel 1882. C'era poi porta Carrera, molto piccola ed aperta dai monaci nelle fortificazioni dell'abbazia.
  • Porta S. Angelo. A nord Porta S. Angelo (l'unica ancora esistente) che si apriva sulla piazza antistante l'Abbazia. Ad ovest Porta Pescara, dal nome della contrada sottostante. L'ultimo varco era la Portella, presso il convento di Sant'Agostino, demolita intorno al 1880.

Altro[modifica]

  • Museo della Civiltà Contadina. Ubicato in alcuni locali dell'Abbazia.


Eventi e feste[modifica]

Il Carnevalone
  • Notte dei Cucibocca. Simple icon time.svg 5 gennaio.
  • Festa di San Giuseppe. Simple icon time.svg 19 marzo.
  • Festa della Madonna della Nuova. Simple icon time.svg Pasquetta. Nell'antichità le famiglie in questo giorno di festa trascorrevano l'intera mattinata "Abbasc A madonna nov" (Giù alla Madonna della Nuova). Trattandosi del giorno successivo a Pasqua, segnava la fine del tempo di festa e l'inizio alle attività ordinarie prima del raccolto estivo. Attualmente, la mattina si svolge una lunga processione che parte dalla Chiesa della Madonna della Nuova (dislocata in periferia) e termina alla Chiesa di Santa Lucia.
La sera dopo le celebrazioni con i fuochi pirotecnici e la banda musicale, la statua della Madonna viene riportata nella sua Chiesa di appartenenza.
  • Festa Patronale di San Rocco. Simple icon time.svg 18-19-20 agosto. È la festa religiosa principale.
  • Carnevalone. Simple icon time.svg Carnevale. Il Carnevalone rappresenta l'espressione dell'identità locale, con figure giunteci quasi intatte dal passato e comuni anche ad altre manifestazioni analoghe. Il Carnevale celebra i riti propiziatori della fertilità e del risveglio della natura e le figure tradizionali dell'evento rimandano a simboli antichi provenienti dal mondo greco-romano e medievale. Nel corso degli anni il corteo di Carnevale si è evoluto, conservando, però, la memoria di figure ben codificate che ogni generazione consegna alla successiva.
  • Slalom delle Chiese Rupestri. Simple icon time.svg Settembre.
  • Marcia e corri Monte. Simple icon time.svg Settembre.
  • Sagra delle pettole. Simple icon time.svg Sabato e domenica precedenti il Natale.
  • Cavalcata del Borbone. Simple icon time.svg Prima domenica d'agosto.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]

Spettacoli[modifica]

  • Cine-Teatro N.Andrisani.


Dove mangiare[modifica]

La cucina montese è tradizionalmente semplice come nel resto della regione. Si fa, infatti, largo uso di verdure e legumi (fave, lenticchie, ceci e in minor quantità di circerchie). Il tipico piatto contadino è a' "cialledd" a base di pane bagnato fatto a pezzi e condito con olio, pomodori e aglio. Tra i primi piatti tipici, troviamo "l'rcchtedd" (le orecchiette) o "l'maccarun" (maccheroni) e cavatelli fatti a mano e conditi con ragù d'agnello, o vitello, o le classiche tagliatelle ai ceci, senza dimenticare il tradizionale "fafett' e ciucuer'" (fave e cicorie). Tra i piatti a base di carne troviamo l'gnummuriedd, involtini di interiora (soprattutto di agnello) insaporiti con spezie di vario genere, e cotti alla brace o al forno ed infine fiore all'occhiello della tradizione culinaria montese sono "l'brasciol d' cavadd" (involtini di cavallo) carne ricchissima di ferro. I dolci tipici, di tradizione comune anche in altre zone lucane e pugliesi, sono le famose pettole, "l'cartagghiat" (cartellate), "l'prciedd", e "l'struffl", frittelle fatte in casa e zuccherate a piacere.


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]


Altri progetti

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