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Pietrapertosa

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Pietrapertosa
Pietrapertosa-a.jpg
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
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Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
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Pietrapertosa
Pietrapertosa
Sito istituzionale

Pietrapertosa è una città della Basilicata.

Da sapere[modifica]

Panorama cittadino

Pietrapertosa fortilizio saraceno acquistò importanza con i Normanni. Nel XVII secolo fu feudo dei Carafa e in seguito di altri signori feudali. Vi nacque lo storico Francesco Torraca (1853-1938). A Pietrapertosa e a Castelmezzano è stato girato nel 2016 il film Un paese quasi perfetto. Sia Pietrapertosa che Castelmezzano sono due tra i borghi più belli d'Italia.

Cenni geografici[modifica]

Pietrapertosa è un piccolo paese di montagna a sud-est del capoluogo di regione della Basilicata a 1088 metri di altitudine sul livello del mare. Si trova all'interno del Parco di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane ed è circondato da rocce arenarie dalle forme fantastiche. Il clima è prevalentemente appenninico con inverni freddi (la temperatura media più bassa si riscontra nel mese di gennaio con 3,8°) ed estati temperate (la temperatura media è di 21,5° nei mesi di luglio ed agosto). Confina con i paesi di Accettura, Albano di Lucania, Cirigliano, Campomaggiore, Corleto Perticara, Castelmezzano, Laurenzana e Gorgoglione. La sismicità è abbastanza elevata infatti in questa zona si possono verificare forti terremoti.

Quando andare[modifica]

I visitatori possono recarsi in qualsiasi periodo dell'anno, ma soprattutto in primavera, estate e in occasione delle grandi feste religiose nazionali per i vari eventi che vengono organizzati in paese.

Cenni storici[modifica]

Le origini di questo paese, l'antica Pietraperciata, ovvero pietra forata, per una grande rupe sfondata da parte a parte, si perdono nei secoli. Pare sia sorto nel secolo VIII ad opera dei Pelasgi che scesero in Lucania e sfruttarono boschi, rocce ed acqua per poterci abitare. Costruirono le loro prime abitazioni nella parte bassa del paese per difendersi dagli attacchi nemici. Poi per vivere tranquilli innalzarono sulle rocce delle costruzioni fatte di blocchi sovrapposti, che alcuni decenni fa si potevano notare ancora nella roccia chiamata "Ostiello". In seguito il paese fu abitato dai Greci. Tracce della dominazione ellenica si riscontrano nella forma ad anfiteatro dell'abitato. Al tempo delle invasioni di Annibale giunsero i Romani, scacciarono i Greci e fecero di Pietrapertosa la loro Curtis ed il loro Oppidum. Poi vennero i popoli del nord come Goti, Bizantini, Longobardi, Saraceni, Normanni e Svevi che lasciarono la propria impronta. Durante l'epoca feudale Pietrapertosa fu venduta da un signore all'altro. Il paese subì anche la dominazione francese prima e spagnola dopo. Tra il 1820 e 1821 prese parte ai moti carbonari per l'indipendenza della regione. In questo spettacolare paese nacque Francesco Torraca, uomo di straordinaria cultura e dantista di fama mondiale. I primi anni del 1900 Pietrapertosa subì un forte spopolamento a causa dell'emigrazione negli USA e della malaria. Le due guerre mondiali sottrassero al paese molti giovani che morirono al fronte. Nel dopoguerra la mancanza di lavoro e di cibo spinse nuovamente tanti giovani ad abbandonare il paese. Oggi conta 1063 abitanti ed è un paese a vocazione turistica.

Come orientarsi[modifica]

L'arabata
  • 1° ITINERARIO — Via Michele Torraca, Via Nazionale, Via Cavour, Monumento a Francesco Torraca, Via Roma, Chiesa e Convento di San Francesco d'Assisi, Piccolo Calvario Francescano, Monumento ai Caduti della I Guerra Mondiale.
  • 2° ITINERARIO — Via Roma, Via Garibaldi: Portale di casa Zottarelli, Cappella di San Rocco della famiglia Mona, Arco di Bastiano, Portale di Casa Manna, Cappella del Rosario della Manna, Portale di Casa Andriuoli, Portale di Casa Renna, Arco di Ettorre, Portale di Casa Garaguso
Piazza Garibaldi: Palazzo di Federico II, Via Vittorio Emanuele: Chiesa di San Giacomo Maggiore.
  • 3° ITINERARIO — Piazza Garibaldi, Scalinata dietro al Palazzo, Cappella di San Cataldo, Castello Normanno-Svevo, Rione Arabata, Belvedere Via Michele Torraca, Via Nazionale.

Quartieri[modifica]

L'Arabata è il quartiere più antico e suggestivo di Pietrapertosa. Il suo nome risale agli antichi dominatori gli Arabi, che guidati dal re Bomar qui si annidarono nell' 838 e ne fecero il loro fortilizio ai cui piedi costruirono le loro abitazioni, simili a vere e proprie fortezze. Avevano una forma rettangolare, con due sole aperture praticate nei lati più corti. Non avevano né camino né finestre. Un foro nel tetto fungeva da lucernaio. I muri in pietra erano senza intonaco e la copertura in lastre di pietra.

Piazze[modifica]

A Pietrapertosa sono presenti le seguenti piazze: 

  • Piazza Giuseppe Garibaldi
  • Piazza Plebiscito
  • Piazza Grande


Come arrivare[modifica]

Le Scalelle

In aereo[modifica]

  • Gli scali più vicini sono quelli di Napoli e di Bari

In auto[modifica]

  • dal versante tirrenico, percorrendo la A3 SA-RC imboccare la S.S. Basentana allo svincolo di Sicignano e proseguire fino all'uscita di Campomaggiore.
  • dal versante jonico percorrendo la S.S. 106 Taranto - Sibari allo svincolo di Metaponto imboccare la S.S. Basentana, direzione Potenza fino all'uscita Campomaggiore.
  • per chi viene da nord, percorrendo l'A14 BO-TA, l'itinerario consigliato lasciando l'autostrada allo svincolo di Foggia è quello di Candela, S.S. 93 Melfi-Potenza, S.S. 407 Basentana in direzione Metaponto fino all'uscita di Campomaggiore.
  • per chi viene da Bari, si consiglia di percorrere la S.S. 96 fino a Matera e la S.S. 7 fino all'innesto della Basentana, direzione Potenza fino all'uscita Campomaggiore.

In autobus[modifica]


Come spostarsi[modifica]

Il paese è tranquillamente visitabile a piedi o in auto.


Cosa vedere[modifica]

Cappella del Purgatorio
Cappella di San Cataldo
Monumento a Francesco Torraca
Commemorazione dei defunti
  • Cappella del Purgatorio, Via Nazionale. In una piccola cappella custodisce una scultura lignea del XVII secolo raffigurante la Madonna con il bambino in braccio. L'esterno presenta un portale in pietra e sopra una finestra quadrata con una piccola campana appesa. Fu fatta costruire per voto da un esattore appartenente alla famiglia Zottarelli.
  • Cappella di San Cataldo (Ai piedi del castello Normanno-Svevo). Un piccolo edificio sacro del XII secolo, costruito a mattoni rossi con tetto a capanna. All'interno è possibile ammirare il quadro della "Madonna della vita" e i busti di San Giacomo e di san Cataldo. Il 10 Maggio, giorno della festa di San Cataldo, la chiesetta si anima di canti e di preghiere quando le statue dei Santi vengono portate in processione dalla Chiesa Madre e il giorno dell'Ascensione quando tornano, attraverso le stradine dell'Arabata, alla chiesa di partenza.
Torre del castello
Castello Normanno Svevo
  • Castello Normanno-Svevo. Quello che era il fortilizio del re Bomar diventò il castello Normanno-Svevo, dominante dall'alto delle rocce. Nei suoi ruderi, ancor oggi a distanza dei secoli, si ammira il "Trono della regina" scavato nel sasso a cui si accede per mezzo di una scaletta ripida, ma ben conservata. Costanza (la regina) era solita sedere e ricevere i suoi fidi.Le mura diroccate, la porta, ancor conservata nella sua forma ad arco, i vari piani, la torretta e le celle dei prigionieri stanno a dimostrare l'intelligenza e l'astuzia di chi fece costruire il castello.
Chiesa di San Giacomo Maggiore
  • Chiesa di San Giacomo Maggiore. Nella parte alta del paese, sorge la Chiesa di San Giacomo Maggiore o Chiesa Madre. Fu costruita nel 1400. Attualmente l'edificio è a due navate, ha un sacrato e una torre campanaria con un grande orologio. All'interno della Chiesa si possono ammirare le opere dipinte da Pietro Antonio Ferro (1606-1626) come la Decollazione del Battista (presbiterio), l'Eterno (stallo centrale del coro cinquecentesco) e la Madonna col Bambino e i Ss. Giovanni e Francesco (navata centrale) e quelle di Lorenzo De Caro: l'Addolorata e il S. Rocco sul secondo altare della navata sinistra. La Chiesa è stata riaperta al culto il 15 dicembre 2001 dopo la ristrutturazione per i danni subiti dal sisma del 1980.
  • Cappella Madonna del Rosario, Via Garibaldi (In prossimità di piazza Plebiscito). Apparteneva alla famiglia Verri. Il prospetto principale presenta un portale cinquecentesco e una finestra a forma di fiore. All'interno è conservata la statua della Madonna del Rosario.
  • Cappella di San Rocco, Via Garibaldi (Sulla sommità di una gradinata). Conserva la statua di San Rocco. L'interno, a impianto quadrato, si raccorda alla cupola decorata sui toni del celeste e del giallo. Sull'architrave del portale appare il nome della famiglia di appartenenza: Mona.
  • Chiesa del Convento di San Francesco. La chiesa di San Francesco sorge a ridosso del lato occidentale del convento, fondato nel 1474, per volontà di Papa Sisto IV. Al piano superiore viene accolta la cantoria con un coro ligneo del XIV secolo, mentre al piano inferiore gli ambienti sono affrescati con motivi floreali. La navata è coperta da capriate lignee terminante in un presbiterio a pianta quadrata. La chiesa custodisce affreschi seicenteschi e le tele di Giovanni De Gregorio detto il Pietrafesa e Francesca Guma, due dei maggiori pittori seicenteschi lucani. E poi un polittico di Giovanni Luce da Eboli risalente al 1530, raffigurante l'Eterno Padre e il Cristo di pietà insieme con l'Annunziata e varie figure di santi.
  • Portali. Salendo lungo via Garibaldi si possono trovare i portali di antiche case signorili, stanno a ricordare scomparse nobiltà, gusto per il bello e modo di vivere dei secoli passati. Tra i portali possiamo citare: il portale di casa Zottarelli, di casa Manna, di casa Renna e Andriuoli.
  • Monumento a Francesco Torraca. Il monumento fu eretto nel 1968. Il busto bronzeo è opera del Piscitelli; il basamento è stato progettato da uno scalpellino artista locale: Vito Nardi.
  • Piccolo Calvario. Una colonna di pietra sormontata da una croce annerita dai secoli del 1474, si eleva su una scalinata scavata nel masso roccioso.
  • Monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale. Il monumento ai Caduti della Guerra del 1915-1918 fu innalzato dai Pietrapertosani residenti in America, su progetto di un illustre compaesano, l'ingegnere Camillo Sacco. Alla sommità della stele, sulle cui facce sono incisi i nomi dei Caduti, un'aquila reale ad ali spiegate, simbolo della vittoria, sta a dire che la libertà è scaturita dalla morte.
  • Orologio Solare, Piazza del Plebiscito. Sulla facciata di un edificio scolastico, è collocato il bellissimo Orologio Solare, la meridiana di Pietrapertosa, sul cui quadrante è riportato, in forma stilizzata, uno scorcio del vecchio panorama.
  • Le scalelle. Le scalelle rappresentano l'anima di Pietrapertosa in quanto esemplificano la simbiosi tra il paese, i suoi abitanti e le sue rocce. Queste viuzze scavate nella roccia, questi gradini inseriti nella pietra non rappresentano la violenza dell'uomo sulla natura, ma, al contrario, il simbolo di una coesistenza e l'esplicazione di un modo di vivere il proprio territorio che non può fare a meno della presenza così massiccia della natura. Le scalelle rappresentano un pezzo di struttura urbanistica fondamentale per il paese.

Eventi e feste[modifica]

  • Carnevale. Durante il periodo di Carnevale gruppi di bambini e non girano per il paese suonando il "cupa cupa" (tamburo a frizione) come accompagnamento ai canti che narrano vicende contadine ed avanzano richieste di dolciumi e di prelibate salsicce locali. Il martedì grasso si svolge il processo al Carnevale e la Sagra della Rafanata. Il tradizionale processo a "quel signore mangione" è una sorta di teatrino in dialetto il quale si correda di una sfilata in maschera per le strade principali del borgo.
Taglio del Mascio
  • Taglio del Mascio. Simple icon time.svg la domenica successiva al 13 Giugno. come devozione a Sant'Antonio di Padova si celebra la festa del "Mascio". Si tratta di un rito arboreo dedicato a Sant'Antonio da Padova, motivo per cui il taglio avviene il 13 Giugno, nel bosco di Montepiano. Si individua uno dei cerri più alti e dritti del bosco, il cui tronco sposerà la cima di un agrifoglio, anch'essa accuratamente scelta. Il taglio dell'albero è un'occasione di ritrovo e si è soliti consumare la pastorale (antica ricetta a base di carne di brodo di ortaggi). Poi i due alberi vengono trasportati con buoi in paese. Il giorno successivo al trasporto vengono innestati l'uno all'altro e innalzati al cielo in una sorta di sposalizio allegorico che congiunge cielo e terra. In mattinata si svolge la processione con la statua di sant'Antonio per le vie del paese, mentre nel pomeriggio ha luogo la scalata dell'albero.
  • Festival delle Dolomiti Lucane. Simple icon time.svg in luglio. Lo spettacolare scenario delle Dolomiti diviene un palcoscenico per solisti e gruppi internazionali. Una manifestazione che unisce le grandi passioni per la musica e la montagna, l'arte e l'ambiente.
Festa degli arabi
  • Sulle tracce degli Arabi. Simple icon time.svg 10 e 11 Agosto. Il Rione Arabata si veste d’oriente, offrendo al visitatore un’esperienza da vivere appieno, seguendo le luci orientali, assaporando pietanze e bevande arabe, respirando essenze e danzando ritmi travolgenti, e ancora… spettacoli da parte di fachiri, mangiafuoco ed incantatori di serpenti. 
  • Sapori d'autunno. Simple icon time.svg 31 Ottobre e 1 Novembre. Si offre al turista un soggiorno in uno scenario diverso delle Dolomiti Lucane profumate e dipinte d'autunno con i suoi colori spettacolari. È possibile riscoprire i sapori e i saperi di una terra antica, di vecchi mestieri, di arti e di prodotti tipici.
  • Sagra della "Cuccìa". Simple icon time.svg il 13 Dicembre, S. Lucia. Si cuoce in un calderone davanti alla Chiesa Madre la cuccia, piatto di fave, ceci, grano e cicerchie che viene poi benedetto e, alla fine della Messa, viene distribuito a tutti i fedeli.
  • Festa di San Cataldo. Simple icon time.svg 10 maggio. Molto caratteristica perché la cappella è situata ai piedi del Castello Normanno-Svevo; quest’ultima si anima di canti e preghiere. Le statue lignee dei Santi Cataldo (compatrono) e Giacomo (Patrono), vengono portati alla Cappella di San Cataldo, partendo dalla Chiesa Madre.
  • Festa patronale di San Giacomo. Simple icon time.svg 25 luglio. In mattinata si svolge un giro della banda per la questua e a conclusione viene celebrata la santa messa. Si snoda poi una processione solenne nell’abitato. I festeggiamenti civili in serata prevedono uno spettacolo musicale con fuochi d’artificio.
  • Festa di San Rocco. Simple icon time.svg domenica successiva al 16 Agosto. La festa inizia la mattina con il giro nell’abitato della banda locale per la raccolta delle offerte e a conclusione, viene celebrata la santa messa. La processione per le strade segue il rito religioso. In serata i festeggiamenti di piazza con spettacoli musicali e fuochi d’artificio.
  • Commemorazione dei defunti. Simple icon time.svg 2 Novembre. I credenti fin dal mattino si recano in chiesa per portare un po’ di grano “per i Morti”, ma in realtà è l’offerta per il sacerdote che celebra la messa in suffragio delle anime.

Cosa fare[modifica]

Varie sono le attività di svago, di sport e di vita a contatto con la natura come passeggiate, trekking, cicloturismo, turismo equestre, arrampicata sportiva sulle rocce con pareti attrezzate, escursionismo con percorsi attrezzati, raccolta di funghi in autunno.

Percorso delle sette pietre
  • Percorso delle Sette Pietre. Un antico sentiero contadino, che congiunge i comuni di Pietrapertosa e Castelmezzano da percorrere in circa novanta minuti. Il Percorso delle Sette Pietre è un viaggio nella fantasia e nella tradizione, che si snoda in sette tappe recuperando una storia tratta dal testo "Vito ballava con le streghe" del giornalista lucano Mimmo Sammartino e traducendo in forme visive, sonore, evocative i temi e le immagini della narrazione Ogni tappa prevede uno spazio allestito e propone una parola chiave che restituisce il senso del racconto: destini, incanto, sortilegio, volo, ballo, delirio. Nella tappa centrale, quelle delle "streghe", il visitatore apprende l'intera storia, attraverso elementi di suggestione scenografica e sonora. Il percorso è gratuito. mentre nella quarta pietra viene evocato l'intero racconto attraverso sculture, voci, luci, musica, effetti multimediale che evocano gli immaginari tramandati fra le generazioni.
Il volo dell'Angelo
  • Volo dell'Angelo. Un'attrazione turistica unica in Italia, più alto e più lungo in Europa. Ogni volo consente di percorrere due linee, imbracati in tutta sicurezza si scorre su cavi d'acciaio sospesi a 400 metri di altezza. Con la linea "San Martino" si parte da Castelmezzano e si arriva a Pietrapertosa è lunga 1550 m. ha un dislivello di 131 m. la partenza è a quota 1019 m. e l'arrivo è a quota 888 m. Con la linea "Peschiera" si parte da Pietrapertosa e si arriva a Castelmezzano è lunga 1378 m. ha un dislivello di 161 m. la partenza è a quota 1020 m. e l'arrivo a quota 859 m. Si parte e si arriva sempre nel borgo da dove sei partito. L'esperienza regala emozioni uniche, con l'ebbrezza della velocità (si raggiunge una velocità massima di circa 120 Km/h). Possono fare il Volo dell'Angelo tutti coloro che abbiano superato i 16 anni ed un peso compreso tra i 35 e i 120 Kg. Si consiglia un abbigliamento comodo.


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]

Varie sono le attività di svago, di sport e di vita a contatto con la natura come passeggiate, trekking, cicloturismo, turismo equestre, arrampicata sportiva sulle rocce con pareti attrezzate, escursionismo con percorsi attrezzati, raccolta di funghi in autunno.

Locali notturni[modifica]

I ristoranti e i bar restano aperti fino a tardi. Le serate migliori sono quelle del fine settimana.


Dove mangiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • B&B La casa di Penelope e Cirene, Via Garibaldi, 32, +39 338 3132196. Struttura accogliente e familiare dotata di appartamenti comodissimi e calorosi.
  • B&B Le Costellazioni, Via Stazione, 1, +39 0971 1746699. Ecb copyright.svg 75 €. L'alloggio è davvero tipico e ben riscaldato con una sala costruita in stile antico.
  • Hotel Ristorante Il Frantoio, Via M. Torraca, 15/17, +39 0971 983190.
  • B&B Dragone, Via Umberto I, 108, +39 0971 983301. Molto carino accogliente e spazioso con vista spettacolare sulle Dolomiti Lucane.


Sicurezza[modifica]

In caso di pericolo è possibile contattare la stazione del Corpo dei Carabinieri. In paese non si registrano furti ed è possibile girare da soli anche di notte.

Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • Poste Italiane, Via Garibaldi, 85, +39 0971 983369, fax: +39 0971 983003. Dispone di un banco posta.



Nei dintorni[modifica]

  • Castello di Brindisi — Antica roccaforte medievale fu feudo dei Sanseverino in età aragonese. Nel 1478 e nel 1534 accolse colonie di profughi albanesi. Il castello agli inizi del 1900 fu donato al Comune dagli eredi Fittipaldi.
  • Parco della Grancia — Nella foresta Grancia ha sede il parco storico rurale e ambientale della Basilicata dove d'estate prende vita il cinespettacolo "La storia bandita", ovvero la più grande rappresentazione spettacolare di teatro popolare diretta da Emmanuel Lavallé ed ha come figura centrale quella di Carmine Crocco (a cui presta la voce l'attore Michele Placido). Un autentico salto nel passato, negli anni delle insorgenze fra il 1799 e il 1861, quando le foreste brulicavano di briganti, gendarmi francesi e piemontesi, contadini stanchi di subire l'oppressore di turno. Una grande narrazione eroica del brigantaggio, troppo spesso liquidato come episodio criminale, in realtà ribellione alla secolare oppressione subita.
  • Lucania Outdoor Park — Immerso in uno dei boschi più belli del circondario, caratterizzato da cerri alti anche più di venti metri, è il Parco Avventura Lucania Outdoor Park. Si tratta di un parco acrobatico sospeso nell'aria dove si possono sperimentare, in tutta libertà e immersi nella natura, grandi emozioni e divertimento. Il parco propone diversi percorsi che si snodano secondo tre livelli di difficoltà, adatti anche ai bambini, costellati di ponti tibetani, passerelle, scale, teleferiche, liane di Tarzan, reti di corda. Presente anche un percorso di pratica nel quale vengono insegnate da un istruttore le tecniche elementari necessarie per poter poi passare ai percorsi veri e propri. Adiacente al percorso avventura anche un campo per il tiro con l'arco e un'area pic-nic molto ben attrezzata.
  • Borgo fantasma di Campomaggiore Vecchio — Abbandonato nel 1885 in seguito ad una frana sorge a 4 chilometri a nord-est del nuovo centro abitato. Nell'ampia piazza, opera di un allievo del Vanvitelli, affacciano il Palazzo Baronale e la Chiesa. Di qui si dipartono larghe strade ortogonali su cui sorgono le case contadine. Sul retro del Palazzo vi è un raro esemplare di sequoia, conifera originaria del Nord-America importata dal conte Cutinelli-Rendina.
  • Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane — È una riserva naturale di rara bellezza, comprende due importanti foreste di Gallipoli e il bosco di Montepiano, dove si alternano fusti maestosi di cerri centenari, odorosi tigli, peri e meli selvatici, aceri e il raro agrifoglio. Il parco offre una fitta rete di sentieri ben segnalati e adatti sia a principianti che ad escursionisti esperti.


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