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Potenza
Scorcio delle strade di Potenza
Appellativi
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
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Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
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Potenza
Sito istituzionale

Potenza (Puténzë in dialetto potentino) è il capoluogo della Basilicata.

Da sapere[modifica]

È nota come "Città verticale" per la sua particolare struttura urbanistica, che presenta il centro storico posto sull'altura più elevata e i restanti quartieri posti ad altitudini gradualmente inferiori. È nota anche come "Città delle cento scale" o "Città delle scale", per via del suo sistema di scale, antiche e moderne, che collega le varie parti del centro urbano: la città possiede, infatti, il sistema di scale mobili per il trasporto pubblico di maggior estensione in Europa ed il secondo al mondo dopo quello di Tokyo.

Il 30 settembre 2019 Potenza è stata nominata Città europea dello sport per l'anno 2021, insieme a Rieti, Siena e Terni.

Sebbene tradizionalmente il settore del turismo non sia quello preponderante della città, nella seconda metà degli anni 2010 si assiste ad un numero crescente di iniziative per promuoverne e valorizzarne il potenziale turistico nonché ad un incremento delle presenze turistiche sia a Potenza che nei comuni circostanti.

Cenni geografici[modifica]

Potenza è il capoluogo di regione situato alla quota più elevata in Italia ed è il secondo per altitudine tra i capoluoghi di provincia dopo Enna.

La città sorge nell'alta valle del Basento, lungo una dorsale appenninica a nord delle Dolomiti lucane racchiusa da vari monti più alti, tra i quali i Monti Li Foj, pertanto Potenza sorge in una zona ad alta sismicità.

I quartieri più moderni sorgono invece più in basso, sino a lambire il corso del fiume Basento, il cui alveo a partire dalla seconda metà del XX secolo è stato fortemente antropizzato.

Quando andare[modifica]

Il clima è mediterraneo e montano, quindi freddo e nevoso d'inverno, tiepido e secco d'estate. Gennaio è statisticamente il mese più freddo e la temperatura media è di +3,5 °C, mentre luglio e agosto sono i mesi più caldi e registrano una temperatura media di +20 °C.

Cenni storici[modifica]

L'origine della città è certamente antica, ma incerta. Il comprensorio della città risulta abitato sin dall'VII secolo a.C. dall'antico popolo indigeno dei Peuketiantes. Tra il V e il IV secolo a.C. avvenne l'insediamento dei Lucani nella zona, che gradualmente si affermarono come l'etnia dominante del territorio e che verosimilmente hanno fondato la città. I rapporti con Roma sono stati nei secoli fluttuanti da alleati a nemici, i quali comunque costruirono importanti vie di comunicazione tra le due città. Le prime chiese sorsero intorno al 500 d.C. Dopo il tramonto dell'impero romano si susseguirono molti saccheggiatori e conquistatori che ne hanno influenzato i costumi. Il periodo normanno ad esempio fu ricco per Potenza di importanti avvenimenti. Sin dai primi anni del XII secolo la città rivestiva particolare importanza come sede vescovile: era infatti sede di raccolta dei Crociati in partenza per il Medio Oriente. Potenza trovò una nuova continuità amministrativa solo con l'avvento dei re aragonesi sul trono del Regno di Napoli, con la nomina a conte di Innico de Guevara nel 1435. La dinastia dei Guevara governerà la città continuativamente per 160 anni, esprimendo sei conti di Potenza e dando vita ad un vasto programma di opere pubbliche militari, religiose e civili, oltre a stabilirvi la loro sede personale ed affettiva. Nel 1799, a seguito della conquista francese del Regno di Napoli da parte del generale Championnet, Potenza fu, dopo Napoli, la città del Regno dove la rivoluzione giacobina emerse con più forza. Dopo alcuni anni di restaurazione del regime borbonico, proprio il 1806 segnò una svolta nella storia della città e del Mezzogiorno d'Italia: le truppe francesi di Napoleone Bonaparte conquistarono nuovamente il Regno di Napoli, questa volta in maniera completa, ed i nuovi governanti diedero avvio ad un processo di modernizzazione civile, economica e sociale di tutto il territorio, che coinvolse anche Potenza in maniera incisiva. Nello stesso 1806, infatti, il nuovo governo di Giuseppe Bonaparte decise lo spostamento del capoluogo della provincia di Basilicata da Matera a Potenza, sia per motivi di riorganizzazione territoriale ed amministrativa dell'intera provincia, dato che il nuovo capoluogo era più vicino e meglio collegato a Napoli rendendo così meno periferico, e perciò meglio governabile. Potenza venne confermata città capoluogo della Basilicata anche alla fine del periodo napoleonico. Nel dopoguerra con la ricostruzione delle devastazioni apportate dal conflitto e l'affermazione del boom economico iniziava anche per Potenza la espansione urbana e la crescita di nuovi poli di sviluppo civile e sociale.

Come orientarsi[modifica]

L'intero pianoro del centro storico è attraversato dall'antica Via Pretoria, il cui nome e origine rimanderebbero secondo lo storico potentino Emmanuele Viggiano al tempo di Silla e delle guerre civili contro Mario, quando egli vinse quest'ultimo e ridusse a colonie militari romane sei delle città Lucane, tra cui Potenza. In ognuna di queste città Silla avrebbe stabilito il Pretorio e l'accampamento dei Pretoriani. Dunque doveva esistere un collegamento viario fra l'accampamento romano e il loro Comando, che secondo la tradizione romana venne chiamato via Pretoria.[127] Questa via, che fungeva di fatto da decumano maggiore, si estende per tutto il centro storico a partire dal Largo di Portasalza fino alla Torre Guevara.

Piazza Mario Pagano è la piazza principale della città, detta comunemente Piazza Prefettura poiché ospita l'ottocentesco palazzo della Prefettura, sede del Prefetto e degli uffici provinciali. I lavori per la realizzazione di Piazza Mario Pagano iniziarono nel 1839 per volontà dell'intendente Winspeare, con l'abbattimento delle casette con sottani abitate da contadini e artigiani, ma furono completati solo tra il 1842 e il 1847 a opera dell'intendente Francesco Benzo, duca della Verdura. In origine chiamata piazza del Mercato, poiché vi si svolgeva il mercato della domenica, fu detta ufficialmente piazza dell'Intendenza, dato che vi si affacciava il palazzo del governo, sede dell'intendente e piazza Prefettura dopo l'Unità d'Italia e la sostituzione dell'intendente con il prefetto. Intorno al 1870 fu intitolata a Mario Pagano ed è rimasta invariata fino alla ristrutturazione nel 2012 da parte dell'architetto Gae Aulenti.

Il centro cittadino, situato su un lungo e stretto pianoro a 819 metri di altitudine, gravita intorno a Piazza Matteotti, sulla quale si affacciano alcune della case palazziate di maggior interesse architettonico della città. Piazza Matteotti, che era anticamente denominata piazza Sedile, prese il nome di piazza del Fascio durante il ventennio fascista ed il nome attuale dopo il 1944. Probabilmente risalente nel suo impianto originario all'epoca Angioina, ospitava il seggio dell'Università dove si riuniva il popolo in occasione delle assemblee. Sulla piazza si affacciavano botteghe e taverne e per decreto regio del 1810 vi si svolgeva il mercato alimentare. Sul lato meridionale, dove sorge il tempietto di San Gerardo, c'erano la cappella di San Domenico con la vicina torre, i locali della neviera per la raccolta della neve, la Porta e il vicolo della Beccheria, dove avveniva la macellazione degli animali e la vendita delle carni. In occasione della festa del patrono della città nella piazza veniva innalzata la cassa armonica per le esibizioni della banda musicale.

Come arrivare[modifica]

Rete tangenziale della città di Potenza

In auto[modifica]

L'area urbana di Potenza è servita da due principali arterie: il raccordo autostradale Potenza-Sicignano, che collega la città con l'autostrada del Mediterraneo, e la SS 658 che collega Potenza e Melfi. Gli ultimi chilometri del raccordo autostradale fungono anche da tangenziale per la città nella zona Sud, con le uscite Potenza Ovest, Laurenzana, Potenza Centro, Bucaletto e Potenza Est. La Tangenziale Nord collega invece la zona ospedaliera di Macchia Romana alla zona di Tiera, con innesto sulla Potenza-Melfi.

Da Potenza la SS407 Basentana collega a Matera in poco più di un'ora.

In treno[modifica]

Potenza è servita dal collegamento Frecciarossa Milano-Taranto oltre che dalle linee regionali Salerno-Taranto e Foggia-Potenza gestite da RFI. La città è anche servita dalle ferrovie Appulo Lucane con la linea Altamura-Avigliano-Potenza, che funge da collegamento con la provincia di Bari e con i comuni a nord-est del capoluogo.

Le stazioni gestite da RFI presenti in città sono:

  • Stazione di Potenza Centrale, Piazzale Guglielmo Marconi.
  • Stazione di Potenza Università, Via La Marmora (Nei pressi dell'Ateneo Lucano).
  • Stazione di Potenza Superiore, Piazzale Istria.
  • Stazione di Potenza Macchia Romana, Viale dell'Ateneo Lucano (Nei pressi dell'Ospedale San Carlo).


Come spostarsi[modifica]

Con mezzi pubblici[modifica]

Il trasporto pubblico urbano serve tramite linee di autobus sia il centro che i quartieri periferici, oltre a fungere da collegamento con le campagne e le contrade situate all'esterno del nucleo urbano principale, attraverso le linee rurali.


Cosa vedere[modifica]

Architetture religiose[modifica]

Il centro storico di Potenza è ricco di edifici di culto risalenti principalmente all'epoca medievale, alcuni di essi sorti verosimilmente su preesistenti chiese paleocristiane. Di seguito la lista delle principali costruzioni religiose di interesse storico, artistico e architettonico presenti nella parte antica della città.

  • 1 Cattedrale di San Gerardo. È la principale chiesa del centro storico; situata in Largo Duomo, è databile al XIII secolo e venne dapprima dedicata alla Vergine Assunta e poi a Gerardo della Porta che divenne patrono della città. La chiesa conserva infatti le spoglie del santo patrono, un'urna in argento e cristallo con le reliquie del santo, oltre alla statua del santo in legno del XV secolo. La cattedrale dovrebbe inoltre sorgere sul sito di una costruzione sacra precedente, visto che durante gli scavi archeologici condotti negli anni sessanta del Novecento sono stati scoperti dei resti sotterranei di frammenti musivi di pavimento policromo risalenti al IV o V secolo. Ricostruito da un allievo del Vanvitelli alla fine del XVIII secolo per volere del vescovo Andrea Serrao, il duomo cambiò radicalmente e passò da basilica romanica ad edificio di chiaro gusto neoclassico. Elementi di rilievo sono la facciata in pietra del Duecento, fatta riedificare tra il 1197 e il 1220 dal vescovo Bartolomeo, l'altare maggiore in marmo con intarsi policromi del Settecento e un crocifisso in legno quattrocentesco, oltre a una cappella in marmo dedicata al Santo Padre edificata nel XVII secolo. Cattedrale di San Gerardo su Wikipedia cattedrale di San Gerardo (Q2942757) su Wikidata
  • 2 Chiesa di San Michele Arcangelo. Ubicata nei pressi dell'estremità occidentale di via Pretoria, è un tipico esempio di chiesa in stile romanico. La sua presenza è attestata per la prima volta nel 1178, ma da rilevamenti archeologici l'impianto originale dell'edificio, appartenente a una precedente struttura di epoca tardo-romana, è databile al V secolo. Presenta un campanile e una struttura a tre navate, al suo interno sono conservate opere di pregevole valore artistico tra i quali spiccano il dipinto dell'Annunciazione del 1612 realizzato dal Pietrafesa, un affresco di Madonna col Bambino tra i santi Pietro e Paolo dell'artista fiammingo Dirk Hendricksz risalente al Cinquecento e un crocifisso ligneo del XVII secolo. Chiesa di San Michele Arcangelo (Potenza) su Wikipedia chiesa di San Michele Arcangelo (Q3671306) su Wikidata
  • 3 Chiesa della Santissima Trinità. Situata nei pressi di piazza Mario Pagano, in direzione del Duomo, è attestata dal 1178. Fu danneggiata dal terremoto del 1857 e venne riedificata con una planimetria diversa da quella originaria, con un'unica navata con varie cappelle, un'abside semicircolare e un soffitto cassettonato. Chiesa della Santissima Trinità (Potenza) su Wikipedia chiesa della Santissima Trinità (Q17624796) su Wikidata
  • 4 Chiesa e convento di San Francesco. Accanto al Palazzo della Prefettura è situata la chiesa di San Francesco con annesso convento, eretta nel 1274. Presenta un portale a imposte lignee trecentesche intagliate e un campanile edificato del Quattrocento. Nell'interno vi è il sepolcro di gusto rinascimentale del nobile Paride De Grassis, oltre a resti di un affresco con una Madonna di stile bizantineggiante del Duecento e La Pietà del Pietrafesa. Chiesa e convento di San Francesco (Potenza) su Wikipedia chiesa e convento di San Francesco (Q3674379) su Wikidata
  • 5 Cappella del beato Bonaventura, Vicolo Beato Bonaventura. Dedicata al frate francescano Bonaventura da Potenza beatificato nel 1775, è situata nel vicolo omonimo ed era in origine la casa natale del beato. Presenta un portale di notevole rilievo artistico in pietra calcarea, al cui centro troviamo due teste di cherubini sovrastate da uno stemma francescano. Al suo interno un unico locale diviso in due piccoli ambienti si trovano vari ritratti, fra i quali uno di Michele Busciolano del 1907 che rappresenta l'estasi del beato. Cappella del beato Bonaventura su Wikipedia Cappella del beato Bonaventura (Q3657421) su Wikidata
  • 6 Chiesa di Santa Lucia. Si trova al limitare nord del centro storico e venne costruita prima del 1200; è costituita da un'unica navata e custodisce una statua seicentesca di Santa Lucia, alcuni quadri del XVI e XVII secolo e un'acquasantiera del Quattrocento proveniente dalla chiesa di Santa Maria del Sepolcro. Chiesa di Santa Lucia (Potenza) su Wikipedia chiesa di Santa Lucia (Q3673114) su Wikidata
  • 7 Monastero di San Luca. Ospita attualmente la caserma dei carabinieri ed è sito alla fine di via Pretoria in direzione della Torre Guevara. In principio affidato alle suore cisternine dell'ordine delle benedettine, era l'unico monastero di sole donne in città e successivamente passò alle suore clarisse. Monastero di San Luca su Wikipedia monastero di San Luca (Q3860496) su Wikidata
  • 8 Chiesa di Maria Santissima Annunziata di Loreto. La chiesa dedicata alla Madonna di Loreto è situata fuori dal perimetro dell'antica cinta muraria, appena dopo Porta San Giovanni. Presenta dimensioni ridotte e una struttura rimasta invariata nei secoli, ma caratterizzata dai molti restauri a causa dei molti terremoti. Nella chiesa si trova un dipinto del 1824 del pittore potentino Buonadonna che ritrae l'Annunciazione. Chiesa di Maria Santissima Annunziata di Loreto su Wikipedia Chiesa di Maria Santissima Annunziata di Loreto (Q3667897) su Wikidata

In minor numero, sono presenti chiese di rilevanza storica e artistica anche al di fuori del centro cittadino, elencate di seguito

  • 9 Chiesa di Santa Maria del Sepolcro. Ubicata nel rione Santa Maria, subito a valle del centro storico, fu costruita tra XIII e XVII secolo a opera dei Cavalieri dell'Ordine dei Templari su iniziativa del conte di Santa Sofia al ritorno della terza crociata nel 1191; sono in effetti riscontrabili molte affinità con la chiesa Madre di Ripacandida che porta lo stesso titolo. Il casale del Santo Sepolcro venne costruito in questa posizione a nord della città, proprio all'incrocio della vie Herculea e Appia, che erano percorse dai pellegrini diretti in Terra santa. La chiesa custodisce pregevoli tele e sulla parete destra è presente il monumentale altare barocco della reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo. Chiesa e convento di Santa Maria del Sepolcro su Wikipedia chiesa e convento di Santa Maria del Sepolcro (Q3674396) su Wikidata
  • 10 Chiesa di San Rocco. Edificio in stile neoclassico, localizzato nei pressi dell'antico cimitero, fu edificato nello stesso luogo della precedente chiesa dedicata allo stesso santo, che andò distrutta nel 1832. Presenta sia all'interno che all'esterno varie statue, tra cui anche due pregevoli manufatti in legno raffiguranti San Vito e San Rocco, intagliate a metà Ottocento da Michele Busciolano; nella chiesa è anche conservata una stele funeraria d'origine romana, datata tra il I ed il II secolo. Chiesa di San Rocco (Potenza) su Wikipedia chiesa di San Rocco (Q3671915) su Wikidata
  • 11 Chiesa di Sant'Antonio la Macchia. Edificio di culto che sorge nella contrada dedicata al santo omonimo, all'interno di un parco cittadino. Risalente al 1530, è stata interamente ricostruita nella seconda metà del XX secolo. Chiesa di Sant'Antonio la Macchia su Wikipedia chiesa di Sant'Antonio la Macchia (Q3672723) su Wikidata

Architetture militari[modifica]

Il centro storico della città, a partire dal medioevo, fu protetto da una cinta muraria, che comprendeva sei porte di accesso, e dalla presenza di un castello, che fungeva anche da punto di osservazione sulla sottostante valle del Basento. I resti di queste fortificazioni sono le rimanenti porte della città e la Torre Guevara.

  • Porte di Potenza. Facenti parte del sistema di fortificazioni della città, garantivano l'accesso alla parte antica di Potenza in epoca medievale. Delle sei antiche porte ne sono rimaste soltanto tre, ossia Porta San Giovanni in via Caserma Lucana, Porta San Luca in via Manhes e Porta San Gerardo in largo Duomo; le altre tre, ovvero Porta Salza, Porta Mendola e Porta Trinità, furono abbattute durante i lavori pubblici realizzati per la modernizzazione della città, che ebbero inizio nel 1806. Porte di Potenza su Wikipedia Porte di Potenza (Q3909023) su Wikidata
  • 12 Torre Guevara. In piazza Beato Bonaventura, all'estremità orientale del centro storico, si può ammirare l'unico resto dell'antico castello della città. L'edificio, di forma cilindrica, in posizione dominante rispetto alla valle del Basento, fu verosimilmente costruito prima del resto del castello, che venne edificato probabilmente dai Longobardi intorno all'anno 1000 e inglobò la Torre al suo interno. Gli ultimi proprietari, ovvero Carlo Loffredo e Beatrice Guevara, donarono ai frati cappuccini l'intero edificio ad eccezione della Torre stessa. In seguito il castello fu adibito a lazzaretto, con all'interno una cappella dedicata a San Carlo: divenne così la sede dell'ospedale omonimo fino al 1935, quando l'ospedale si trasferì in una struttura più moderna. Negli anni sessanta venne disposto l'abbattimento del castello per far posto ad un edificio scolastico, permettendo di salvare la sola torre. Torre Guevara su Wikipedia Torre Guevara (Q3995193) su Wikidata

Altro[modifica]

  • 13 Villa romana di Malvaccaro, Via Parigi, 36, +39 0971 415866. La villa romana di Malvaccaro è un sito archeologico di rilevante interesse situato nel moderno quartiere di Poggio Tre Galli. Rinvenuta a metà degli anni ottanta del XX secolo, si tratta di un'antica villa databile all'età post-costantiniana, che comprende cinque ambienti con mosaici gravitanti intorno ad un'aula absidata, con arte musiva risalente almeno al III secolo. Della villa sono stati ritrovati i muri perimetrali a nord-ovest e a nord-est ed altre strutture in direzione sud.
  • Fattoria lucana. Nel 2008 è stato rinvenuto nei pressi di via del Gallitello un complesso abitativo, ubicato presso la confluenza del torrente omonimo con il fiume Basento, che risulta essere il più importante sito mai scoperto nell'ambito urbano di Potenza. Si tratterebbe di un'antica fattoria funzionale allo sfruttamento agricolo dell'area; l'esame dei manufatti ceramici e degli altri reperti rinvenuti fa ipotizzare una datazione tra la fine del IV e i primi decenni del III secolo a.C., quindi da mettere in relazione con il sistema insediativo dei Lucani in un momento precedente alla romanizzazione del territorio. Allo stato delle indagini questo insediamento sembrerebbe svilupparsi in almeno sei ambienti rettangolari, di cui si conservano parzialmente i muri perimetrali, occupando un'area di circa trecento metri quadrati. Il complesso è ancora in corso di scavo, sotto la direzione scientifica della soprintendenza per i beni archeologici della Basilicata.
  • 14 Villa comunale di Santa Maria. Uno dei parchi più importanti è la storica villa comunale che prende il nome dall'omonimo rione Santa Maria. Nacque come Orto agrario sperimentale nel 1823 a seguito del decreto di Gioacchino Murat del 1810, secondo il quale ogni provincia del Regno di Napoli doveva avere una Società di Agricoltura con relativo orto agrario, per incentivare lo studio e lo sviluppo del settore primario, in particolare della botanica. Le attività relative all'Orto sperimentale si arrestarono con l'unità d'Italia, a causa della chiusura della Società di Agricoltura e la struttura fu adibita a villa comunale. Attualmente l'area ospita varie specie di conifere, latifoglie, arbusti ornamentali e piccoli alberi, oltre ad impianti per la pratica di attività sportive all'aperto.
  • 15 Parco di Montereale, Via Emanuele Viggiani. Sorge sulla collina prospiciente il pianoro del centro cittadino ed è un altro parco di rilevante interesse storico: costruito nel 1934, è stato inserito nell'inventario generale del “Censimento dei giardini storici della Basilicata”. Al suo interno si trovano una piscina, un campo da bocce, una pista da ballo ed un attrezzato palazzetto dello sport. Al centro del parco è collocato un monumento ai caduti.
  • 16 Villa del Prefetto. Situata in pieno centro storico, è un'area verde annessa al Palazzo della Prefettura. Inizialmente appartenente al monastero dei padri conventuali di San Francesco, utilizzata nel Settecento per scopi puramente agricoli, la villa vera e propria venne edificata solo nell'Ottocento. Caratterizzata da terrazze collegate da camminamenti e scalinate balaustrate, con fitta e rigogliosa vegetazione, nel 1934 viene trasformata seguendo lo stile dei giardini rinascimentali all'italiana. Dopo anni di chiusura per manutenzione è stata riaperta nel 2017 grazie ad un'iniziativa promossa da alcune associazioni civiche.
  • 17 Parco fluviale del Basento, Via della Chimica. Area verde delimitata dal ponte di San Vito e dal ponte Musmeci, comprende al suo interno il lungofiume del Basento; è stata realizzata nel 2018 a seguito della riqualificazione dell'area vicina al corso d'acqua principale della città.
  • 18 Parco Baden-Powell. Parco creato nel 1955 per volere della Direzione Sanitaria, che volle dotare di un'area verde lo spazio antistante la struttura ospedaliera che si trovava nella zona. Il 17 luglio del 2002 venne intitolato a Robert Baden-Powell, su iniziativa degli scout di Potenza. L'area ospita nel corso dell'anno eventi di varia natura tra cui manifestazioni culturali, sociali, sportive e ricreative. Con una superficie di circa 25.800 metri quadri è uno dei più grandi parchi a disposizione della cittadinanza.
  • 19 Parco del Seminario, Via G. Marconi, 104, +39 0971 53414, fax: +39 0971 53414, @ . Area verde adiacente al Seminario Pontificio Regionale, risalente al 1616. Venne ampliato e completato, nella seconda metà dello stesso secolo, dal vescovo conventuale Bonaventura Claverio.
  • 20 Parco Elisa Claps, Via delle Medaglie Olimpiche, 40. Dedicato alla memoria di Elisa Claps, adolescente potentina scomparsa il 12 settembre 1993, vittima di omicidio. Il parco è attrezzato per le attività ginniche all'aperto e comprende un percorso di trekking.
  • 21 Parco del Rossellino. Polmone verde situato nella località omonima alla periferia sud della città, all'interno del quale si trova il palazzetto dello sport Palapergola.
  • 22 Parco di Sant'Antonio La Macchia, Via Parco Sant'Antonio la Macchia, 25/A. Ubicato nella periferia orientale della città, prende il nome dalla presenza di una chiesa dedicata al santo omonimo. In passato ha ospitato anche un monastero dell'ordine dei Cappuccini, che vi si insediarono nel 1530.
  • 23 Parco dell'Europa Unita, Piazzale Bucarest, 17. Di recente costruzione, è compreso nel popoloso quartiere di Poggio Tre Galli. È dotato di una pista ciclabile e di un percorso pedonale accessibile a persone con ridotta mobilità.
  • 24 Parco Radici, Piazzale Budapest, 3. Area verde creata nel 2018 all'interno del moderno quartiere di Poggio Tre Galli, comprende un bike park ed un'area dedicata allo sgambamento cani.
  • Parco Tre Fontane. Parco realizzato nel 2009 nell'ambito di un progetto di riqualificazione urbana dei quartieri Lucania, Parco tre Fontane e Francioso.
  • 25 Museo archeologico nazionale della Basilicata (Museo Dinu Adamesteanu) (Nei locali di palazzo Loffredo), @ . È l'istituzione museale principale della città, dedicata alla memoria dell'archeologo Dinu Adameșteanu. Vi sono esposti reperti archeologici delle popolazioni italiche della Lucania preromana, nonché reperti provenienti dalle colonie romane di Potentia, Grumentum e Venusia. Museo archeologico nazionale della Basilicata su Wikipedia Museo archeologico nazionale della Basilicata (Q3867706) su Wikidata
  • 26 Museo archeologico provinciale, @ . Il secondo museo archeologico della città, custodisce reperti preistorici, protostorici e della prima età del ferro, oltre a una collezione di oggetti risalenti al periodo compreso tra l'VIII e il V secolo a.C. Museo archeologico provinciale di Potenza su Wikipedia Museo archeologico provinciale di Potenza (Q3867731) su Wikidata
  • 27 Pinacoteca provinciale. Ospita sculture e dipinti di proprietà dell'Amministrazione Provinciale, tra i cui si ricordano la Crocifissione e la Deposizione degli artisti Antonio e Costantino Stabile. Pinacoteca provinciale di Potenza su Wikipedia Pinacoteca provinciale di Potenza (Q3905135) su Wikidata
  • 28 Museo diocesano (Nel centro storico), @ . Custodisce reperti storici e artistici di proprietà della diocesi potentina, tra cui spiccano gli oggetti sacri realizzati da maestri artigiani napoletani tra XVI e XIX secolo. Museo diocesano (Potenza) su Wikipedia Museo diocesano (Potenza) (Q3868283) su Wikidata
  • 29 Museo d'arte figurativa contemporanea, Via della Chimica, 115, +39 097122586. Dedicato all'arte figurativa della prima metà del Novecento, custodisce circa 450 opere pittoriche e sculture di prestigiosi artisti lucani, italiani e stranieri. Le opere sono esposte, ciclicamente, nell'ambito di mostre temporanee a tema.


Eventi e feste[modifica]

  • Parata dei turchi. Simple icon time.svg 29/30 maggio. Parata in costume in cui si rappresenta il leggendario intervento di San Gerardo per salvare la città dall'invasione dei Turchi, evento privo di veridicità storica ma che fa parte del folclore locale. Nella parata generalmente, oltre ad essere rappresentati San Gerardo, gli invasori Turchi ed i soldati medievali difensori della città, sfilano anche dei figuranti che rappresentano il popolo potentino dei secoli XII, XVI e XIX, indossando i vestiti e i costumi tradizionali di quei periodi storici. Il 30 maggio i festeggiamenti in onore del santo si concludono con una processione religiosa che percorre le strade del centro storico. Parata dei turchi su Wikipedia Sfilata dei turchi (Q3958683) su Wikidata
  • Maggio potentino. Simple icon time.svg A maggio. Questo mese a Potenza è tradizionalmente dedicato all'organizzazione, da parte dell'amministrazione comunale e delle associazioni culturali del luogo, di manifestazioni ed eventi a tema culturale, enogastronomico e ludico legati alla tradizione cittadina, che culminano il 29 maggio con la storica parata dei turchi.
  • Festival nazionale di arte pirotecnica "Fuochi sul Basento". Competizione di fuochi pirotecnici organizzata annualmente dal 1989 agli inizi di settembre nella periferia est di Potenza, alla quale partecipano ditte del settore provenienti da gran parte d'Italia.
  • Città delle cento scale festival. Rassegna internazionale di danza urbana e arti performative nei paesaggi urbani nata nel 2008 in collaborazione con le istituzioni culturali della città quali il Polo Museale Regionale, l'Università, istituti scolastici e realtà artistiche e professionali che ha come scopo la valorizzazione delle aree urbane dismesse o abbandonate tramite iniziative culturali e artistiche; si tiene generalmente nel mese di settembre.
  • WoodyGroove Festival. Simple icon time.svg A giugno e luglio. Festival musicale diventato negli anni uno degli eventi principali nel panorama della musica indipendente del Sud Italia.
  • Presepe vivente di Contrada Cavalieri. Presepe vivente organizzato a partire dal 1987 nell'omonima contrada, ha assunto rilevanza crescente nel corso degli anni fino ad arrivare a contare la partecipazione di 120 figuranti che, oltre a rappresentare la natività, rievocano in appositi spazi gli antichi mestieri della tradizione contadina e artigianale della città.
  • Mercatini di Natale (Nel centro storico). Simple icon time.svg A dicembre e gennaio. Organizzati dall'amministrazione comunale dal 2010.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]

Spettacoli[modifica]

  • 1 Teatro Francesco Stabile. Uno dei punti di riferimento culturali della città e della regione: è l'unico teatro lirico della Basilicata, edificato alla fine dell'Ottocento e dichiarato nel 2014 teatro storico lucano. Teatro Francesco Stabile su Wikipedia Teatro Francesco Stabile (Q3981986) su Wikidata
  • 2 Cineteatro Don Bosco, Piazza don Bosco, 11bis, +39 0971 445921, @ . Edificato nei primi anni ottanta all'interno dell'Opera salesiana di Potenza, con i suoi 604 posti a sedere è la struttura teatrale più capiente della provincia di Potenza.


Dove mangiare[modifica]

La cucina potentina ha origine dalla tradizione contadina ed è famosa per i suoi primi piatti a base di pasta, tra cui si ricordano gli strascinati, i fusilli, le orecchiette, i maccheroni ed i ravioli alla potentina, oltre alle lagane, tipica pasta simile alle tagliatelle ma di lunghezza minore, solitamente accompagnate da fagioli o altri legumi; è rinomato anche il tipico ragù alla potentina, altrimenti detto 'ndruppeche nel dialetto locale, utilizzato per condire i primi.

Per quanto riguarda i prodotti da forno salati, la focaccia tipica è detta u' rucc'l', ed esiste in varie versioni a seconda del condimento: alla cipolla, ai peperoni, alle melanzane, all'origano.

La ciambotta è invece un piatto a base di verdure, così come la minestra maritata, che nella versione tradizionale prevede l'aggiunta di carne di maiale ed è per questo detta minestra maritata ricca.

Il baccalà alla potentina è l'unico piatto della cucina tipica a base di pesce, che esiste anche nella versione a ciauredda, ovvero a mo' di zuppa; il pollo alla potentina è invece una delle preparazioni tipiche a base di carne.


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]

L'area metropolitana di Potenza comprende i comuni di Pignola, Tito, Picerno, Vaglio di Basilicata, Avigliano, Ruoti, Brindisi di Montagna e Pietragalla (comuni contigui); e i comuni di Abriola, Albano di Lucania, Anzi, Baragiano, Bella, Campomaggiore, Cancellara, Castelmezzano, Filiano, Laurenzana, Oppido Lucano, Pietrapertosa, San Chirico Nuovo, Satriano di Lucania, Savoia di Lucania, Tolve, Tricarico, Trivigno e Vietri di Potenza.


Altri progetti

2-4 star.svg Usabile: l'articolo rispetta le caratteristiche di una bozza ma in più contiene abbastanza informazioni per consentire una breve visita alla città. Utilizza correttamente i listing (la giusta tipologia nelle giuste sezioni).