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Calvatone

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Calvatone
Calvatone-Chiesa parrocchiale
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
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Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
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Calvatone
Calvatone
Sito del turismo
Sito istituzionale

Calvatone è un centro della Lombardia.

Da sapere[modifica]

Centro agricolo della pianura lombarda, vanta importanti vestigia archeologiche.

Cenni geografici[modifica]

Nella fertile pianura padana, Calvatone fa parte dell'area interprovinciale Oglio Po casalasco viadanese. È centro agricolo con alcune attività artigianali. Vanta una importante area naturalistica protetta, che ingloba un'Oasi WWF (Riserva naturale Le Bine), e una notevole area archeologica, che interessa l'antica città romana di Bedriacum, molto citata dallo storico romano Tacito perché fu teatro di due famose battaglie nel 69 dopo Cristo durante le lotte intestine per la salita al trono imperiale. Dista 20 chilometri da Casalmaggiore; 27 chilometri da Cremona; 35 chilometri da Mantova.


Cenni storici[modifica]

Moneta aurea dell'imperatore Otone, 69 d.C
Papa Gregorio IV

Già interessato ad insediamenti preistorici, Calvatone conobbe il suo periodo di maggiore rigoglio in epoca romana. Calvatone è infatti il centro che affonda le proprie origini nella antica città romana di Bedriacum, importante centro commerciale posto sulla via Postumia, che collegava Genova ad Aquileia. Numerose campagne di scavi archeologici, iniziate fin dalla fine degli anni Cinquanta, hanno portato alla luce importanti reperti romani, i più noti dei quali sono sicuramente la Vittoria Alata e il Labirinto, rispettivamente una statua della dea della vittoria e un pavimento a mosaico di una abitazione romana. La posizione di Bedriacum sulla Postumia, accanto all'importante via d'acqua costituita dall'Oglio, favorì il suo sviluppo commerciale, che la rese fiorente per alcuni secoli.

Ricordata da Tacito per le due importanti battaglie svoltesi nel 69 d. C. fra le truppe di Otone e quelle di Vitellio durante le lotte per la salita al trono imperiale, la città iniziò la sua fase di declino a partire dal V secolo con le invasioni barbariche. La popolazione si rifugiò in un luogo più sicuro, riparato dagli acquitrini, nei pressi dell'antico accampamento di Otone (il castrum Othonis) a cui sarebbe legata la denominazione di Calvatone, che alcuni fanno anche derivare da cavea Othonis, la fossa (la sconfitta, la fine) di Otone.

Sotto il regno dei Longobardi parte della zona di Calvatone fu donata al monastero di San Salvatore, poi monastero di Santa Giulia di Brescia.

Nel XII secolo Calvatone contava quattro chiese (Santa Giulia, Santa Maria, San Biagio e San Bernardino, che si trovava nel cortile della chiesa contemporanea e fu la parrocchiale a partire dal '500 fino all'erezione dell'attuale) e un castello. Nel XIII e XIV secolo fu teatro di scontri armati fra le truppe di Cremona, Brescia e Mantova per il controllo dell'Oglio; risale a questi anni l'esistenza di ben tre castelli: il Castello, il Castelletto e il Castellazzo, modeste fortificazioni su di un terrapieno, che furono in seguito abbattute.

Sul finire del 1590 Calvatone ebbe la visita pastorale di Papa Gregorio IV.

Giunta infine la dominazione austriaca, il paese fu dato in feudo al comandante spagnolo Gian Battista Castaldi, ricordato con l'intitolazione a suo nome di un vicolo dell'abitato attuale. È del 1790 la deviazione del corso dell'Oglio, intervento che determinò la nascita dell'area delle Bine, che si trovarono così sulla sponda destra del fiume. Dopo la parentesi napoleonica, Calvatone seguì le sorti della Lombardia ed approdò nell'Italia unificata.

Come orientarsi[modifica]


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

  • Autostrada A22 Italia.svg Casello autostradale più vicino a Mantova sull'autostrada del Brennero
  • Strada Statale 10 Italia.svg È a fianco della ex strada statale 10 Mantova - Cremona

In treno[modifica]

Italian traffic signs - icona stazione fs.svg Stazione a Piadena:

In autobus[modifica]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • Scavi archeologici di Bedriacum. L'area archeologica è poco discosta dall'abitato moderno. Gli scavi [1] sono condotti recentemente ogni anno dall'Università degli Studi di Milano. Il sito ha dato in passato due importanti reperti; la statua della Vittoria Alata ed il pavimento raffigurante un Labirinto.
La Vittoria Alata, uno dei pezzi più importanti dell'arte romana del genere nell'alta Italia, datata al secondo secolo dopo Cristo, raffigura una figura femminile su un globo con dedica agli Imperatori Lucio Vero e Marco Aurelio. L'originale, restaurato a Berlino e poi scomparso dopo gli eventi bellici, parrebbe essere esposto al Museo Puskin di Mosca, forse giunto là come bottino di guerra. Alcuni affermano invece che si tratta di una copia, come quella conservata presso il Museo di Piadena[2].
La Domus del Labirinto era una abitazione di notevole estensione, sviluppatasi tra il I secolo avanti Cristo e il I secolo dopo Cristo. Le pavimentazioni di questa domus erano realizzate con miscele di scaglie di marmi e tessere litiche. Il pavimento con la rappresentazione del Labirinto venne asportato nel 1959 ed è ad oggi conservato nel Museo di Piadena[3].
Le campagne di scavo, condotte annualmente dalla Università degli Studi di Milano, consentono di approfondire la conoscenza di questo centro romano che ha legato il suo nome a due importanti battaglie nell'anno 69 d.c. fra Otone e Vitellio durante le lotte per la conquista della carica imperiale.
Visite all' area archeologica
Il Visitors Centre presso il Municipio di Calvatone (via Umberto I, 112) sarà aperto al pubblico ogni mercoledì mattina dalle ore 10 alle ore 12 a cura della dott.ssa Nadia Agosti.
Presso il centro, sarà possibile visitare la mostra fotografica permanente "Polichne. Bedriacum piccola città della Cisalpina romana. La riscoperta delle origini di Calvatone" e assistere alla proiezione della ricostruzione virtuale (3D) della Domus del Labirinto.
Per visite in altre date e orari contattare la dott.ssa AGOSTI al seguente indirizzo email: bedriacumcentre@virgilio.it.
Visita al cantiere di scavo
Ogni anno, solitamente nel mese di maggio, si tiene una campagna di scavo dell'equipe dell'Università degli Studi di Milano a Bedriacum. Il cantiere di scavo viene aperto al pubblico in giorni ed orari che vengono resi noti per l'occasione.
Su richiesta, da inoltrare via mail, al Visitors Centre del Municipio di Calvatone (dott.ssa Nadia AGOSTI: bedriacumcentre@virgilio.it), è possibile organizzare, anche in altre date e orari, visite per gruppi di almeno 15 persone.

Da un punto di vista ambientale Calvatone offre:

Le Bine
Libellula
Airone
  • 1 Riserva naturale Le Bine - Oasi WWF. È un' area protetta ed è riserva naturale regionale istituita dalla Regione Lombardia nel 1987, ricompresa nel Parco Naturale Oglio Sud. Dal 1974 è Oasi WWF Italia.
Interessa un'area di circa 96 ettari, di cui 20 di riserva naturale e i rimanenti di area di rispetto.
L'area occupata dalla Riserva naturale Le Bine nasce alla fine del Settecento a seguito del raddrizzamento del corso del fiume Oglio, che ha portato all'abbandono di un ampio meandro, e al suo progressivo impaludamento. Il nome deriva prende spunto dalla caratteristica cascina che in lombardo viene chiamata "bina" cioè "riparo, palafitta e chiusa".
Il ramo del fiume abbandonato è alimentato da alcune risorgive sotterranee, ed è comunque in collegamento diretto con il corso principale del fiume. Tutt'attorno si estendono aree produttive, con coltivazioni agricole e arborifere.
La parte più importante dal punto di vista naturalistico è ovviamente quella palustre, che si estende a forma di ferro di cavallo ed è costituita da un vasto canneto attraversato da un canale che si allarga in alcuni punti fino a formare ampi slarghi, molto frequentati dagli uccelli acquatici. La Riserva delle Bine è ricchissima di specie animali, a cominciare dagli invertebrati: molluschi, insetti, crostacei e vistose libellule.
La fauna ittica di fiume annovera il luccio, la carpa, la tinca, l'alborella, il cobite comune, il pesce gatto e il persico sole. Numerose e importanti le specie di rettili e anfibi: in particolare, va ricordata la presenza della rana di Lataste, specie esclusiva della Pianura Padana e di pochi altri luoghi (nel casalasco è presente anche nelle zone protette golenali di Motta Baluffi e Torricella del Pizzo), simbolo della riserva. Per la fauna avicola sono da citare: anatre, limicoli, aironi, rapaci, passeriformi, che si possono facilmente ammirare in zona. Infine i mammiferi, tra cui spiccano specie interessanti come il piccolo mustiolo e il tasso.
L'oasi è attrezzata con un sentiero natura, un centro visite e un agriturismo.


Eventi e feste[modifica]

  • Sagra di San Biagio. Simple icon time.svg 3 febbraio.
  • Fiera di Primavera. Simple icon time.svg ultimo week end di marzo.
  • Sagra Autunnale. Simple icon time.svg prima domenica di ottobre.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]

  • 1 Mercato, Piazza Donatore del Sangue. Simple icon time.svg Il lunedì mattina.


Come divertirsi[modifica]

Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Ristorante Pizzeria Magna Magna, piazza Donatori del Sangue 13 (in paese), +39 0375 97566.
  • 2 Agriturismo Le Bine, Strada Bine 1424 (all' interno dell' Oasi WWF Le Bine), +39 3483850901.
  • 3 All' Attico, via Umberto I, 6 (in paese), +39 0375 97086, fax: +39 0375 97086.
  • 4 Bar Pizzeria La Cuccia e il Nido, ex strada statale n. 10 Padana Inferiore km 256+185, +39 331 4469125.


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacie


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 2 Poste Italiane, via Umberto I, 1, +39 0375 97571.


Tenersi informati[modifica]

  • Oglio Po news. Quotidiano informatico dell'Oglio Po.
  • L'Inviato. Quotidiano on-line della provincia - Cronaca di Casalmaggiore.
  • La Provincia, Via Pozzi, 15, +39 0375 200493, fax: +39 0375 201466. Giornale quotidiano - Redazione di Casalmaggiore.


Nei dintorni[modifica]

  • Acquanegra sul Chiese — L'abbazia di San Tommaso Apostolo conserva, in un maestoso interno, importanti resti di affreschi romanici dei primi anni del XII secolo. Apparteneva un tempo al convento benedettino ora perduto.
  • Bozzolo — Città gonzaghesca, fu capitale di un ducato di un ramo collaterale dei Gonzaga. Vespasiano vi operò urbanisticamente prima di metter mano al suo capolavoro: Sabbioneta; con Giulio Cesare e Scipione definisce il proprio elegante aspetto urbano che risponde agli ideali cinquecenteschi. Delle antiche mura rimane invece solamente un breve tratto gravemente danneggiato da crolli ed incuria.
  • Sabbioneta — Città di fondazione, Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO, mantiene la cerchia muraria entro la quale è rimasta intatta la magia dell'urbanistica ideale realizzata da Vespasiano Gonzaga; il Teatro all'Antica, il Palazzo Ducale, la Galleria, la chiesa dell'Incoronata sono alcuni dei suoi monumenti che spiccano in un contesto che si è mirabilmente conservato.
  • Mantova — Capitale dei Gonzaga, emana ancora il suo sottile fascino di grande città d'arte per la quale la nomina a Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO è stata non tanto un riconoscimento, quanto una doverosa presa d'atto. Ineguagliabili le sue atmosfere antiche, i profili dei palazzi e delle cupole che si stagliano nella foschia padana avvolti dallo specchio dei suoi laghi, la sua sterminata reggia gonzaghesca che ingloba numerosi edifici nel centro città.
  • Casalmaggiore — Capoluogo del Casalasco, protetta da poderosi argini, la città si sviluppa parallelamente al letto del Po. L'ampio respiro della piazza principale, l'innegabile maestosità del Palazzo municipale e del Duomo rivelano il suo carattere di importante centro della Bassa. Il Santuario della Madonna della Fontana, la chiesa di Santa Chiara, la chiesa dell'Ospedale sono fra i suoi monumenti di spicco.

Itinerari[modifica]

  • Nelle terre dei Gonzaga — Un itinerario attraverso i centri, grandi e piccoli, che furono capitali dei rami Gonzaga cadetti: principati, marchesati, ducati che, all'interno della compagine statale mantovana, godevano di una vera e propria indipendenza, spesso battevano moneta e tenevano corti raffinate che rivaleggiavano con quella mantovana, abbellivano i propri centri urbani dotandoli di eleganti architetture – chiese, piazze, palazzi, mura, torri - e di caratteristici scorci urbani come i tipici portici gonzagheschi.


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2-4 star.svg Usabile: l'articolo rispetta le caratteristiche di una bozza ma in più contiene abbastanza informazioni per consentire una breve visita alla città. Utilizza correttamente i listing (la giusta tipologia nelle giuste sezioni).