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Rivarolo del Re

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Rivarolo del Re
Rivarolo del Re - Chiesa Parrocchiale di San Zeno.JPG
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Rivarolo del Re
Rivarolo del Re
Sito istituzionale

Rivarolo del Re è un centro della Lombardia.

Da sapere[modifica]

Rivarolo perché situato sulla riva di un ramo poi scomparso dell'Oglio; del Re perché in territorio di Casalmaggiore, nel Ducato di Milano, soggetto al Re di Spagna; il nome lo distingueva dal dirimpettaio Rivarolo Fuori, (fuori del Ducato di Milano), ora Rivarolo Mantovano. Dopo il suo distacco nel secondo decennio del Novecento da Casalmaggiore, cui era stato da sempre soggetto, il suo territorio comunale prese il nome di Rivarolo del Re ed Uniti, per sancire la pari dignità fra le comunità componenti la nuova aggregazione comunale: Rivarolo del Re, Villanova, Brugnolo, Breda Azzolini.

Cenni geografici[modifica]

Nella Bassa pianura Padana, nella zona casalasca (sud est della provincia di Cremona) che costituisce con il confinante Viadanese l'area interprovinciale Casalasco Viadanese -Oglio Po-. Dista da Casalmaggiore 5 chilometri; da Viadana 11 chilometri.

Cenni storici[modifica]

Rivarolo del Re fu sempre soggetto a Casalmaggiore, di cui costituiva una delle ville del suo territorio, incuneato al confine fra il Ducato di Milano, il Ducato di Mantova, il Ducato di Parma. Ne seguì il destino, contraddistinto da innumerevoli passaggi di dominatori italiani e stranieri, fino all'ingresso nel Regno d'Italia. Finché nei primi anni del 1900 fra i rivarolesi, e in genere fra gli abitanti delle ville del comune di Casalmaggiore prese corpo un profondo sdegno per il disinteresse dimostrato dalla città capoluogo verso i centri agricoli del proprio territorio, a loro dire lasciati nell'incuria, senza interventi di miglioramento e soprattutto senza interventi di bonifica.

Si formò così un comitato di liberazione, che ebbe alla testa fra gli altri i nobili Antonio Longari Ponzone e Ippolito Longari Ponzone, famiglia da molto tempo padrona del paese, che portò alla presentazione alla Camera dei Deputati di una petizione per il distacco di Rivarolo dal Comune di Casalmaggiore, e la sua costituzione in Comune autonomo.

Dapprima bocciata (cosa che provocò tumulti e disordini in paese, con conseguente intervento dell' esercito), la proposta venne ripresentata ed ottenne l'approvazione del Parlamento; il 1 aprile 1915 la Legge numero 447 sancisce la nascita del nuovo Comune di Rivarolo del Re ed Uniti, laddove uniti sta ad indicare gli altri centri di Villanova, Brugnolo e Breda Azzolini, pure separatisti da Casalmaggiore.

Nello stemma del Comune di Rivarolo del Re ed Uniti il cane che vi è raffigurato ha la catena spezzata ed è in atteggiamento festoso per sottolineare la gioia del distacco da Casalmaggiore, i cui colori (azzurro e argento) vengono tuttavia riportati nello stemma a ricordo dell' antica unità.

Con l'avvento della Repubblica di Salò con decreto del 30 marzo 1944 il nome del comune fu mutato in Rivarolo Cremonese; il 25 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale ripristino' la denominazione di Rivarolo del Re ed uniti. Il 28 settembre 1947, dopo l'istituzione della Repubblica, l'amministrazione comunale chiese di poter ripristinare il nome di Rivarolo Cremonese, ma l'autorizzazione non venne mai concessa. Pertanto la denominazione del Comune continua ad essere Rivarolo del Re ed Uniti, a ricordo di quando in questo lembo di pianura padana dominava un Re, non quello di Casa Savoia, ma quello di Spagna.

La Leggenda

C'è un racconto, di sapore quasi mitologico, che è stato tramandato oralmente fino ai nostri giorni. Quando il paese si trovava sulla sponda di un ramo dell'Adda (dell'oglio), che qui passava e lo divideva dall' altro Rivarolo (ora Mantovano) sulla sponda opposta, un bimbo che giocava lungo il fiume cadde nelle sue acque impetuose rischiando di annegare. Un pesce misterioso di nome Rolo lo caricò sul dorso e lo condusse sano e salvo sulla terraferma, incitato dalla gente giunta per dare soccorso: "Vieni a RIVA - ROLO !"

I Longari Ponzone

Questa nobile famiglia, che ha legato indissolubilmente il proprio nome alla storia del paese, nasce dalla fusione fra i Ponzone di Casalmaggiore, ramo cadetto dei Conti Ponzone di Cremona, insediatisi a Casalmaggiore nel Cinquecento, e i nobili Longari. Nel 1830 l'ultimo Ponzone, senza discendenza, adottò un Longari suo pronipote, figlio di una sorella; da qui inizia la famiglia Longari Ponzone che elesse la Villa di Rivarolo a sua residenza.

Il ceppo originario dei Ponzone di Cremona fu signore della città all'epoca delle Signorie; ebbe numerosi personaggi illustri, e diede origine a diverse Casate attraverso matrimoni e adozioni: gli Ala Ponzone (signori di Castelponzone) di cui si ricorda il prestigioso Palazzo Ala Ponzone a Cremona, oggi sede del Museo; i Vicenza Ponzone; i Longari Ponzone di Rivarolo del Re, che vantavano palazzi nobiliari e cariche Podestarili, Notarili e Decurionali anche a Casalmaggiore, oltre al possesso di vasti latifondi e cascine.

Come orientarsi[modifica]

I punti di interesse per una visita sono tutti tranquillamente raggiungibili a piedi, a breve distanza uno dall'altro. Il paese non presenta difficoltà di parcheggio né problemi di traffico. L'auto trova facile collocazione nel parcheggio della chiesa parrocchiale o nella piazza principale dove sorge il Municipio. È sconosciuta la sosta a pagamento o con disco orario.


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg Sono aeroporti lombardi:

L'area è interessata anche dagli scali di:


In auto[modifica]

  • Rivarolo del Re è lambito dalla strada Provinciale Sabbioneta - Bozzolo Strada Provinciale 66 Italia.svg; più distante la provinciale Casalmaggiore - Bozzolo Strada Provinciale 63 Italia.svg, che attraversa ad est la frazione di Villanova, dalla quale parte un raccordo stradale con la provinciale Sabbioneta - Bozzolo che costeggia Rivarolo.

In treno[modifica]

Italian traffic signs - icona stazione fs.svg


In autobus[modifica]

Italian traffic sign - fermata autobus.svg


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Di preminente interesse le dimore dei Longari Ponzone, nobile famiglia che in passato era proprietaria di quasi tutte le terre del paese, e che fu munifica nei confronti di questo centro casalasco; a loro si deve la sistemazione nelle attuali forme della monumentale Chiesa Parrocchiale di San Zenone.

Villa Longari Ponzone
Villa Longari Ponzone
Villa Longari Ponzone
Villa Longari Ponzone - ingresso
  • 1 Villa Longari Ponzone. Strana è la pianta di questa Villa dei Longari Ponzone, nobile famiglia casalasca che produsse numerosi Decurioni nel Corpo Municipale della Terra Separata di Casalmaggiore, di cui Rivarolo del Re ha sempre fatto parte fino all'inizio del 1900. Il suo schema è infatti a Z, con un fabbricato lineare in pietra a vista che delimita la via e fungeva da scuderia. Sulla sinistra, entrando dal portico di questo corpo di fabbrica, si estende un giardino di gusto ottocentesco, con ponticello, grotta, laghetto e animali in libertà.
La casa padronale ha finestre rattangolari con architrave diritto, e al piano terreno un bugnato liscio. L'ingresso è incorniciato da un portichetto a colonne doriche.
Volumetricamente irregolare, la sua originalità nello schema è sicuramente da attribuire al rimaneggiamento dell'edificio in epoche diverse, con interventi su corpi di fabbrica differenti e preesistenti. L'insieme, databile nel suo aspetto finale al XVIII secolo, non risponde perciò ad un unico canone stilistico e architettonico. La facciata della villa si mostra in uno stile sobrio e classicheggiante.
Oltre ai locali di servizio e a quelli adibiti alla servitù la Villa conta circa venticinque ambienti che conservano arredi, suppellettili e decorazioni pregevoli; una ricca Biblioteca con circa tremila volumi che spaziano dal Seicento all' Ottocento; una sala da biliardo; un lampadario settecentesco di Murano; un prezioso pianoforte; il cartone del Giuramento di Pontida (1846) del pittore Giuseppe Diotti di Casalmaggiore (fu poi Direttore dell' Accademia Carrara di Bergamo), che godette del mecenatismo di Giovanni Vicenza Ponzone durante le sue prime attività artistiche nel Casalasco.
La Todeschina
La Todeschina - Portale del corpo rustico
La Todeschina
  • 2 La Todeschina. Questa villa, le cui vicende architettoniche spaziano da un antico nucleo collocabile nel XV secolo algli ultimi abbellimenti del XVIII secolo, fu dei Negri, poi passò ai Longari Ponzone. Sulla via si prospetta una lunga costruzione in pietre a vista, con un portale centrale sopraelevato rispetto alla parete muraria, che costituisce un lato del grande parallelepipedo adibito a rustico della casa padronale e a ricovero attrezzi e scuderie; al lato opposto del portale di ingresso una cancellata immette nel cortile posteriore della Villa.
Questa si sviluppa su un andamento orizzontale, con mezzanino, e raggiunge notevoli dimensioni. La facciata lineare presenta un corpo centrale sottolineato da bugne angolari, con portale centrale e finestre laterali architravate. Il corpo dell' edificio trova contrasto nello slancio di un torrione forse Quattrocentesco che parrebbe sopravvissuto ad una struttura difensiva. Tutt'attorno alla villa una grande estensione di terreno contribuisce a dare risalto all'intero complesso, che annovera nella costruzione su un lato del cortile posteriore anche una torre dell'orologio con portico passante.
  • Villa Longari Ponzone - Brunelli Bonetti. A subito dopo la metà del Settecento si può attribuire la costruzione di questa residenza, che presenta una facciata con caratteristiche decorative molto varie. È in buono stato di conservazione.
  • Villa Negri - Longari Ponzone - Letizia. Costruita verso la fine del Settecento, presenta importanti aggiunte del successivo Ottocento, soprattutto nel portico e nella terrazza che lo sormonta. È in buono stato di conservazione.


Interno di San Zenone
La chiesa di San Zenone
  • 3 Chiesa Parrocchiale. La chiesa parrocchiale, Arcipretale, è intitolata a San Zenone. La sua storia affonda le radici nel Trecento; fu ricostruita nel decennio 1750 - 1760. La navata centrale, slanciata e ariosa, e l'alta cupola svettante paiono voler testimoniare la ricchezza e la potenza economica dei Longari Ponzone, famiglia padrona del paese e grande committente nei lavori dell' edificio. L'ultimo intervento risale ai primi del Novecento, quando il tempio venne prolungato per fargli assumere la forma di croce latina.
Maestosa nella facciata, presenta tre ordini, ulteriormente ampliati da portichetti laterali, uno per parte. Sulla sommità è affrescato il titolare San Zenone. L'alto campanile è costruzione del 1818 dell' architetto casalasco Canuti. All' interno del tempio un antico quadro raffigurante la Beata Vergine del Rosario ci parla della preesistente vetusta chiesa.
  • 4 La Cascina Torretta. Un qualche interesse può rivestire nella frazione Breda Azzolini, lungo la Provinciale che da Rivarolo del Re va in direzione di Bozzolo, la Cascina Torretta, costruzione di fine Ottocento; l'edificio, di pianta a croce greca, è un esempio di come le caratteristiche della tipologia della più raffinata villa vengono adattate in certa misura al corpo padronale della cascina.


Eventi e feste[modifica]

  • Festa del pomodoro. Simple icon time.svg A metà luglio.
  • Sagra a Brugnolo. Simple icon time.svg Prima domenica di settembre.
  • Fiera settembrina e Gran Premio di ciclismo per dilettanti. Simple icon time.svg A metà settembre.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Ristorante pizzeria La Maddalena, strada Maddalena (a Villanova), +39 0375 776339.
  • 2 Ristorante Corte Bondeno - agriturismo, via Mezzana Loria, +39 345 8012912.


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacia


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 5 Poste italiane, via Papa Giovanni XXIII, 5, +39 0375 535259.

Tenersi informati[modifica]

  • Oglio Po news. Quotidiano informatico dell'Oglio Po.
  • L'Inviato. Quotidiano on-line della provincia - Cronaca di Casalmaggiore.
  • La Provincia, Via Pozzi, 15, +39 0375 200493, fax: +39 0375 201466. Giornale quotidiano - Redazione di Casalmaggiore.


Nei dintorni[modifica]

  • Mantova — Capitale dei Gonzaga, emana ancora il suo sottile fascino di grande città d'arte per la quale la nomina a Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO è stata non tanto un riconoscimento, quanto una doverosa presa d'atto. Ineguagliabili le sue atmosfere antiche, i profili dei palazzi e delle cupole che si stagliano nella foschia padana avvolti dallo specchio dei suoi laghi, la sua sterminata reggia gonzaghesca che ingloba numerosi edifici nel centro città.
  • Parma — Città d'arte fra le maggiori dell'Emilia, mantiene con grande evidenza aspetto, signorilità e modi di vita da Capitale, come lo fu per secoli. La reggia Farnese della Pilotta, la Cattedrale romanica, la chiesa della Steccata sono alcune delle emergenze monumentali che caratterizzano la città; di gran fama il suo Teatro, la sua tradizione musicale (Giuseppe Verdi), la sua scuola di pittura (Correggio, Parmigianino), il suo amore per la buona tavola (prosciutto crudo di Parma, salumi, parmigiano reggiano, lambrusco).
  • Sabbioneta — Città di fondazione, Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO, mantiene la cerchia muraria entro la quale è rimasta intatta la magia dell'urbanistica ideale realizzata da Vespasiano Gonzaga; il Teatro all'Antica, il Palazzo Ducale, la Galleria, la chiesa dell'Incoronata sono alcuni dei suoi monumenti che spiccano in un contesto che si è mirabilmente conservato.
  • Colorno — La sua Reggia fu dei Sanseverino, poi dei Farnese, di Maria Luigia d'Austria, dei Borbone; è il monumento di gran lunga più importante di questa piccola Versailles parmense, che offre anche un centro storico piccolo ma bello, a ridosso del torrente Lorno che gli dà il nome e del Parma, poco lontano dal Po.
  • Rivarolo Mantovano — La piazza gonzaghesca porticata è il fulcro di Rivarolo Mantovano che deve la sua fisionomia a Vespasiano Gonzaga, che qui sperimentò l'edificazione della Città Ideale  portata poi a compimento con la vicina Sabbioneta. La sua pianta urbanistica, a scacchiera, le sue porte urbiche, il giro delle mura per la parte rimasta, i palazzi, gli scorci ne fanno un centro fuori dal tempo.
  • Casalmaggiore — Capoluogo del Casalasco, protetta da poderosi argini, la città si sviluppa parallelamente al letto del Po. L'ampio respiro della piazza principale, l'innegabile maestosità del Palazzo municipale e del Duomo rivelano il suo carattere di importante centro della Bassa. Il Santuario della Madonna della Fontana, la chiesa di Santa Chiara, la chiesa dell'Ospedale sono fra i suoi monumenti di spicco.

Itinerari[modifica]


Altri progetti

2-4 star.svg Usabile: l'articolo rispetta le caratteristiche di una bozza ma in più contiene abbastanza informazioni per consentire una breve visita alla città. Utilizza correttamente i listing (la giusta tipologia nelle giuste sezioni).