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Castelleone

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Castelleone
Chiesa di S. Maria di Bressanoro
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
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Castelleone
Castelleone
Sito istituzionale

Castelleone è una città della Lombardia.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Castelleone si trova nella pianura padana lombarda, in territorio cremasco al confine con il cremonese. Dista 30 km. da Cremona, 13,7 km. da Crema, 53 km. da Brescia, 58 km. da Milano.

Cenni storici[modifica]

I Galli Insubri, i Celti, i Longobardi abitarono queste zone ed hanno lasciato tracce della loro presenza, raccolte nel Museo Civico; successivamente i Romani colonizzarono questo fertile territorio nel quale si trovava il Lago Gerundo, una grande distesa di acqua che pian piano, grazie alle bonifiche effettuate poi dai monaci Cistercensi nel Medioevo, si ridusse fino a scomparire; il suo ricordo però è stato conservato e tramandato fino ai giorni nostri.

La tradizione lega il nome di Castelleone al papa Leone, che avrebbe fortificato il centro abitato come difesa contro l'invasione degli Unni di Attila. Intorno al Mille nella zona sorgevano parecchie fortificazioni sparse, distrutte nel 1186 dalle milizie di Federico I Barbarossa assieme a Castel Manfredi, antica fortezza di Castelleone voluta da Manfredo, podestà di Cremona.

Successivamente il vescovo di Cremona Sicardo nel 1188 fece erigere un nuovo castello, dove un tempo esisteva la Corte di Bressanoro; è la nascita di Castelleone, il cui impianto urbanistico, quadrangolare suddiviso in quattro quartieri, è visibile ancora oggi. Fra il 1190 e il 1199 furono edificate una torre e la Chiesa Parrocchiale.

Castelleone fu borgo franco, poi Terra Separata, cioè non soggetta al dominio di una città, ma risentì pesantemente della sua collocazione fra Cremona Ghibellina e Crema guelfa (alleata di Milano). Per un decennio fece anche parte della Repubblica di Venezia, dal 1499 al 1509: pochi anni che lasciarono comunque tracce profonde anche nel linguaggio. Gli anni di invasioni e passaggi di truppe e saccheggi finirono con l'annessione ai domini austriaci nel Settecento. È in questo periodo che Castelleone perde il suo aspetto di borgo fortificato quando vengono smantellate le mura, con il conseguente ampliamento dell'area urbana edificata a partire dall'Ottocento. L'espandersi dell'abitato non ha però rovinato il centro storico, che mantiene ben conservate gran parte delle sue caratteristiche.

Come orientarsi[modifica]

Castelleone ha l'impostazione della città romana, con la Piazza del Comune al centro (sulla quale si affacciano il Municipio e la Chiesa Parrocchiale), e via Roma come cardo, via Garibaldi e via Fondulo come decumano. Tutte le vie del Centro storico sono a reticolo.

Quartieri[modifica]

Normalmente il centro abitato di Castelleone viene diviso in 4 zone:

  • Via Solferino;
  • Centro Storico;
  • Borgo Serio;
  • Santuario.

Il territorio comunale comprende inoltre le frazioni di Corte Madama, Le Valli, Pellegra, San Latino (che divide con Gombito), Guzzafame, Pradazzo e Valseresino.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

Strada Provinciale 415 Italia.svg È costeggiato dalla strada provinciale 415 Paullese Cremona - Milano

In treno[modifica]

Italian traffic signs - icona stazione fs.svg Ha stazione propria sulla linea Cremona - Treviglio

Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Santa Maria in Bressanoro
Portale
Castelleone - Chiesa di Santa Maria in Bressanoro - affreschi 14.JPG
  • 1 Chiesa di Santa Maria in Bressanoro, via Santa Maria (in località Le Valli), +39 0374 58704. Sorge isolata sopra un leggero rialzo del terreno in località Le Valli, a due chilometri fuori dall'abitato, imponente e maestosa. È costruita in mattoni ed ha decorazioni in terracotta che sottolineano gli elementi architettonici della chiesa anche all'interno, oltre che all'esterno a fare da cornice al portale. La grande massa di tonalità rossa spicca nel verde brillante della campagna, e costituisce uno dei più importanti esempi di architettura del primo periodo sforzesco.
Fu il francescano spagnolo Amedeo Menez de Silva a convincere Bianca Maria Visconti, duchessa di Milano e moglie di Francesco Sforza, a promuovere la costruzione in questo luogo di una grande chiesa e di un convento annesso nel quale trovassero ospitalità i frati della sua congregazione religiosa, che erano appunto gli Amadeiti. A metà Quattrocento partì dunque l'idea della costruzione, che vide l'inizio dei lavori nel 1465; il notevole impegno finanziario fece sì che i lavori si protraessero fino al 1470 ed oltre.
Non si conosce il nome dell'architetto a cui si deve questa pregevole costruzione. La chiesa, a croce greca, ha un corpo centrale quadrato a cui si collegano quattro vani minori pure quadrati a formare la croce greca. Questa modalità costruttiva venne poi ripresa in altri santuari dedicati alla Vergine, quali l'Incoronata di Lodi e Santa Maria della Croce a Crema. La grande cupola ottagonale, che si sviluppa su alte pareti, è attorniata dalle quattro cupolette laterali più basse e più piccole. All'esterno diventa un poderoso tiburio.
L'interno è ricco di affreschi che la rendono spettacolare. Le pareti del tiburio contano 29 affreschi che narrano episodi della vita di Cristo ed hanno per ogni episodio il titolo riportato in latino, con evidente intento didattico.
Il grande affresco della Crocifissione vede raffigurati Bianca Maria Visconti e Ippolita oltre ad altri personaggi della famiglia ducale e della Corte, fra i quali Ludovico il Moro giovinetto. L'intero ciclo è datato agli anni novanta del Quattrocento, e si suppone sia opera di più autori sotto la direzione di una medesima scuola di pittura, legata ancora a modelli tardo gotici.
Degli edifici dell'antico convento oggi non rimane nulla, dopo la loro distruzione a seguito della soppressione delle congregazioni religiose del 1810.
Santuario della Beata Vergine della Misericordia
CASTELLEONE - Santuario della Beata Vergine della Misericordia (5).JPG
  • 2 Santuario della Beata Vergine della Misericordia, via Villa Misericordia 1. Anche il Santuario della Beata Vergine della Misericordia ha origine nella seconda metà del Quattrocento, e come la chiesa di Santa Maria in Bressanoro ha un proprio patrocinatore. Infatti nel 1485 il nobile milanese Giovanni Birago dona ai Canonici Lateranensi un vasto fondo terriero da destinare alla costruzione di un monastero e di una chiesa. che avrebbe dovuto degnamente ospitare la Madonna della Passione, un affresco oggetto di particolare devozione. Subito l'anno successivo partono i lavori, sotto la direzione dell'ingegnere ducale Giovanni Battagio. Lo schema costruttivo segue un impianto di assoluto movimento: un vano centrale da cui si dipartono i bracci di una croce greca con quattro esedre.
La costruzione del Santuario porta a compimento il progetto di erigere una chiesa importante a ricordo della apparizione della Madonna a Domenica Zanenga, una povera donna del luogo; il nuovo tempio sostituisce una piccola chiesa precedente che era stata costruita con il medesimo scopo.
Nel 1530 Cristoforo Lombardo costruisce la cupola che misura 50 metro di altezza, oltre al monumentale tiburio ottagonale a due ordini sovraposti. È però con Martino Bassi che nel 1573 si aggiungono tre navate a le cappelle laterali, dando così alla chiesa una struttura longitudinale più aderente ai canoni della Controriforma. La facciata barocca infine fu costruita tra il 1692 e il 1729 su disegno di Giuseppe Rusnati.
L'interno custodisce affreschi cinquecenteschi del Dordoni ed opere di Pesenti, Maltempo, Bacchetta. Un quadro di autore ignoto raffigura la Madonna che appare a Domenica Zanenga; vi si può vedere una panoramica dell'antico castello.
Il Monastero venne in gran parte ricostruito fra Seicento e Settecento; ne sono rimasti pochi ambienti, fra cui la Sala Capitolare affrescata dal Bergognone. Nel 1807 l'ex convento diventa sede del Conservatorio di musica. Il chiostro quadrato, con portico su colonne toscane attribuito a Cristoforo Solari e ricostruito nel 1949-59, la Sala Piccola per la musica da camera, la Sala grande per la musica sinfonica e corale e la Biblioteca (dal 1816 archivio musicale della Lombardia) sono i resti del convento arrivati ai nostri giorni.
Castelleone - Chiesa parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo 06.JPG
Castelleone - Chiesa parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo 05.JPG
  • 3 Chiesa parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo, via Roma. La chiesa parrocchiale sorge dove esisteva un precedente tempio del 1199. Questo venne radicalmente trasformato su progetto dell'architetto Agostino Fondulo fra il 1517 e il 1551 fino a raggiungere le eleganti forme rinascimentali che vediamo, sottolineate da decorazioni in cotto. L'originario schema basilicale interno a tre navate è stato modificato da successivi ampliamenti e da raccordi con l'antica e la nuova sacrestia.
La facciata prospetta su via Roma, l'antica via porticata della città e corso principale, e ne risulta un po' sacrificata. Il lato destri invece delimita una parte della piazza, a fa bella mostra di sé con una doppia fila di finestroni rotondi a due ordini sovrapposti, che illeggiadriscono la volumetria della costruzione.
Su questo stesso lato esiste un ingresso laterale. Tre rosoni sono pure in facciata, uno sopra ogni ingresso, più grande quello del portale principale, più piccoli quelli delle navate laterali. Lesene e marcapiani aggiungono ulteriore movimento decorativo.
Conserva una importante quadreria con opere di Urbino, Campi, uno pseudo Bramantino, Genovesino, Gatti, Ferrario, Massarotti, Ghislina.
  • 4 Torre Isso (Torrazzo), piazza della Vittoria. La Torre Isso, chiamata indifferentemente anche Torrazzo, è alta 47 metri, è di forma quadrangolare, con accesso laterale, feritoie e merlatura a coda di rondine. È un resto dell'antica Castelleone, quando si chiamava Castel Manfredi. Era probabilmente collegato alle mura del Borgo Isso, delle quali restano alcune tracce inglobate nelle case.
Sopravvissuto alla distruzione del Barbarossa, il Torrazzo è diventato simbolo della città ricostruita dal vescovo Sicardo nel 1188. Secondo alcuni la sua costruzione risale al 29 a.C.; altri lo datano al 950; è comunque il monumento più antico che viene tutelato a ricordo del passato e he attualmente (2013) è interessato da importanti lavori di restauro, dopo che fu per anni usato come acquedotto.
Castelleone - Arco del Voghera.JPG
  • 5 Arco del Voghera. Su un lato della piazza centrale, interrompendo i portici medioevali di via Roma, l'Arco del Voghera (il Voltone) incornicia il viale che parte da qui per condurre al Santuario della Misericordia. Il viale fu aperto nel 1821, mentre il Voltone fu eretto nel 1828 su disegno dell'architetto cremonese Luigi Voghera; l'arco è sorretto da due coppie di colonne ioniche con due capitelli a grandi volute.
  • 6 Oratorio di San Rocco. Nel Borgo Serio, quartiere appena fuori le mura, fin dal 1478 è testimoniata la presenza di un oratorio dedicato a San Rocco. La chiesa venne riedificata nel 1603; nel 1612 si costruirono le cappelle laterali di San Carlo e della Madonna del Carmine; nel 1631 fu eretto il campanile sul lato destro della chiesa, ricostruito poi nel 1802 sul lato sinistro dopo il suo crollo a seguito di un terremoto.La statua lignea del Santo, posta sull'altare maggiore, è affiancata da quelle di San Biagio e Sant'Antonio.
  • 7 Chiesa della Beata Vergine al presepio. La realizzazione della chiesa si colloca tra il 1711 e il 1721. Lo stile della facciata (1742) è un connubio tra Rinascimento e Barocco: le linee architettoniche, le nervature, le lesene appartengono ad un sobrio Rinascimento; le cornici in cotto, con volute e terminali cavatappi, sono peculiarità barocche.
All'interno meritevole di attenzione è il paliotto dell'altare(1713), buona esecuzione in scagliola di Pietro Solari. L'affresco che fa da pala, rappresentante una natività, immagine miracolosa preesistente alla chiesa, è purtroppo nascosta da una tela del 1935.

Eventi e feste[modifica]

  • Festa di San Giuseppe. Simple icon time.svg 19 marzo. Si fa un falò nella piazza del Torrazzo.
  • Festa del Santuario. Simple icon time.svg 11, 12, 13 e 14 maggio. In ricordo dell'appazione della Vergine.
  • Festa di San Rocco. Simple icon time.svg 16 agosto. Si svolge nel quartiere di Borgo Serio e nella chiesa di San Rocco.
  • Sagra. Simple icon time.svg Seconda domenica di ottobre.
  • Mercatino dell'antiquariato. Simple icon time.svg Ogni seconda domenica del mese, eccetto agosto.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

Prezzi elevati[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacie


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]


Nei dintorni[modifica]

  • Crema — La sua Cattedrale e la chiesa di Santa Maria della Croce sono i maggiori motivi di interesse; la città fu per quattrocento anni in possesso della Serenissima, periodo del quale conserva molti influssi architettonici e parte delle  mura venete.
  • Pandino — Il castello mirabilmente conservato, ricco di affreschi per i quali è un esempio quasi unico in Lombardia, fa di Pandino una importante meta turistica del Cremasco e di tutta la regione.
  • Palazzo Pignano — Da vedere la Pieve protoromanica di San Martino costruita sopra i resti di una basilica paleocristiana del V secolo d. C.
  • Pizzighettone — La cinta muraria è una delle poche rimaste intatte in Lombardia e fa del paese un mirabile esempio di città fortificata; la Torre del Guado (prigione di Francesco I), il quartiere antico di Gera contribuiscono con le mura al fascino antico del luogo.
  • Lodi — Il centro monumentale in città e la Basilica di San Bassiano a Lodi Vecchio sono i principali punti di interesse.
  • Cremona — Ha un centro storico monumentale - Duomo, Battistero, Palazzo comunale - fra i più insigni della Lombardia. Fu città romana. Fu potente all'epoca dei Comuni e rivaleggiò con Milano, che infine la sottomise. I suoi violini (Stradivari e Amati), il suo Torrazzo e ancor più il suo torrone, sono noti ovunque.

Itinerari[modifica]


Altri progetti

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