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San Martino del Lago

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San Martino del Lago
Chiesa parrocchiale di Sant'Agata
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
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San Martino del Lago
San Martino del Lago
Sito istituzionale

San Martino del Lago è un centro della Lombardia.

Da sapere[modifica]

Paese eminentemente agricolo, si è dotato recentemente (luglio 2012) di un grande autodromo [1], un impianto sportivo fra i più grandi, secondo in Lombardia e quinto in Italia, in fregio alla strada provinciale Giuseppina Cremona - Casalmaggiore.

Cenni geografici[modifica]

San Martino del Lago si trova nella pianura padana lombarda, nel Comprensorio Oglio Po casalasco viadanese, a 15 chilometri da Casalmaggiore, 26 da Cremona, 25 da Viadana,45 da Mantova. Il suo territorio è bagnato dal canale Cingia e dal Dugale Navarolo, che rendono particolarmente agevole la coltivazione della sua fertile campagna.


Cenni storici[modifica]

Il paese, posto su uno dei terrazzi alluvionali del Po, sorge su territorio interessato dalal cultura delle terramare (ritrovamenti nella vicina Piadena e San Giovanni in Croce, visibili al Museo di Piadena) già interessata dall'influenza etrusca poi celtica. A partire dal II sec. a.c. il suo territorio fu interessato da proprietà agrarie romane, oggetto di centuriazione in epoca repubblicana ma riassegnato ai reduci di Ottaviano dopo il 40 a.c. (Episodio citato da Virgilio nei suoi scritti). San Martino al Lago deve il nome alla presenza in passato dei monaci Martiniani, che vi eressero un monastero nell'ottavo secolo, anche se la dedicazione a Sant'Agata presuppone la presenza di elementi di origine germanica, che per molti secoli rimasero fedeli al culto ariano, come segno di specificità culturale e indipendenza. L'aggiunta del Lago tramanda il ricordo dell'esistenza del lago Delmona, che un tempo interessava gran parte del suo territorio attraversato dal Navarolo, corso d'acqua interrato nel 1927 con un impianto di sollevamento delle acque e bonifica ancora oggi esistente nella vicina Castelponzone. Secondo alcuni storici, come Ugo Gualazzini e prima di lui Don Parazzi da Viadana, il canale scomparso in epoca medioevale (dopo la costruzione della Muzza da parte dei Lodigiani) potrebbe essere quel ramo dell'Adda citato a più riprese da Tacito nelle sue Storie, fonte di primaria importanza per lo studio dei luoghi. San Martino al Lago venne sicuramente interessato, così come il vicino centro romano di Bedriacum (Calvatone, località S. Andrea) dagli scontri tra legioni che si succedettero nel 69 d.c. nella sanguinosa lotta per la conquista del potere tra Otone, Vitellio e Galba che provocò la distruzione e il saccheggio di Cremona e la deportazione di quasi tutti i suoi abitanti come bottino di guerra. In epoca Longobarda San Martino fu chiesa battesimale dell'agro cremonese, e rimase per secoli sotto l'influenza del Ducato di Brescia, così come testimoniano svariati atti di permuta e pergamene medioevali conservati nell'archivio di stato di Cremona e negli archivi di San Pietroburgo, dove giunsero in circostanze non del tutto chiarite dopo la fine della seconda guerra mondiale. L'occupazione Longobarda che seguiva quella di Alamanni e Goti, utilizzati come mercenari in epoca tardo romana, lasciò molte tracce sia nei costumi, che nelle usanze, nei cibi (i lessi, l'uso del burro) e nel particolare dialetto parlato dalla gente della zona. Interessata a più riprese dal passaggio di truppe provenienti dall'area germanica (Federico Barbarossa e le sue truppe avevano nei cremonesi i loro più fidati vassalli nel nord Italia), sulla direttrice naturale Brennero-Verona- passaggi sul Po. Percorso utilizzato dalle truppe tedesche in ritirata sino al maggio del 1945. Nel corso del Medioevo, così come molti centri vicini, divenne parte del Feudo della famiglia Ponzone, che aveva il proprio centro principale nel vicino Castelponzone, pregevole borgo in cui si conservano molte delle strutture medioevali dell'antico castello del 1300 distrutto durante il 1600 dai Francesi in lotta contro il predominio spagnolo nell'area. Nel tredicesimo secolo San Martino fu esentato dalle gabelle dovute al Comune di Cremona; divenne poi veneziano nel 1524, quando la Serenissima si impadronì di queste terre fra Oglio e Po. Interessata marginalmente dall'invasione delle truppe dei Gonzaga che strapparono ai cremonesi nel corso del XIV e del XV secolo molti territori sulla sponda sinistra dell'Oglio ancora oggi facenti parte della Diocesi Cremonese (Rivarolo, Viadana, Sabbioneta), tornò nell'orbita milanese durante il 1600, nel Lombardo Veneto e infine nell'Italia riunificata.

Come orientarsi[modifica]


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

  • Aeroporto Verdi di Parma
  • Aeroporto Catullo di Verona
  • Aeroporto D'Annunzio di Montichiari (BS)
  • Aeroporto Caravaggio di Orio al Serio (BG)

In auto[modifica]

Vicino alla provinciale Giuseppina Cremona - Casalmaggiore, sulla quale ha un proprio svincolo, è raggiungibile da sud anche dalla provinciale Bassa di Casalmaggiore, attraverso Scandolara Ravara e Castelponzone.

Il casello autostradale più vicino è quello di Parma sulla autostrada del Sole

In treno[modifica]

In autobus[modifica]

  • Linea di pullman Casalmaggiore - Cremona


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Affreschi di Madonne
Cristo alla colonna
Madonna con Bambino
Madonna col Bambino - Santi
Cristo Agnello di Dio
Madonna del Latte, di tradizione casalasca
Interno del Santuario
Il Santuario - facciata
Affreasco ex-voto con committente
Madonne su colonna
  • 1 Santuario di Caruberto. Questa chiesa santuario spicca nel verde della campagna, discosta dal nucleo abitato di Caruberto, nel territorio di San Martino del Lago. La sua struttura gotico padana, comune all'architettura casalasca della metà del Quattrocento di tanti edifici religiosi, troppo grande in rapporto alla pochezza degli abitanti del villaggio, ci testimonia della grande devozione della gente della zona. Il coro è coperto da volta, come nel piccolo locale ad uso di sacrestia, che presenta un volto a crociera, con costoloni. L'unica navata è invece a soffitto piatto, sostenuto da travetti che fungono da rinforzo ma anche da decorazione. La soffittatura è opera settecentesca, che copre la travatura a vista originaria. In quell'epoca venne chiuso il rosone della facciata, tagliato dalla nuova soffittatura, e venne aperta al suo posto una finestra per dare luce all' interno. La torre campanaria è una aggiunta del 1847, costruita su un portico adiacente all' edificio, ed è alta circa quindici metri. La facciata è a capanna, con una tipica decorazione di archetti pensili che corre lungo tutta la parte superiore.
La chiesa è intitolata a Santa Maria Nascente, e rivela a sorpresa nel suo interno numerosi affreschi, circa quaranta, quasi tutti di ispirazione mariana e di autori sconosciuti e differenti, commissionati probabilmente come ex voto. Alcuni studiosi li collocano verso la fine del Quattrocento; altri ne danno una datazione di molto anteriore. L'insieme porta alla memoria le pitture della Chiesa Vecchia di Scandolara Ravara, che sorge a poca distanza (2 chilometri).
Gli affreschi, che coprivano tutte le pareti della chiesa, fino al pavimento, furono coperti da una totale imbiancatura, quasi sicuramente a seguito di qualche pestilenza, come era costume. Furono riscoperte e riportate alla luce negli anni fra il 1920 e il 1930, con un lavoro di recupero condotto spesso in maniera inadeguata, di modo che molto si è salvato, ma molto si è deteriorato. Si aggiunga l'usura dovuta inoltre all'umidità dell'ambiente, che fortunatamente in anni recenti viene periodicamente arieggiato proprio per mantenere asciutte le pareti e le pitture.
Ai danni del tempo e del clima si devono sommare gli scellerati interventi effettuati nella prima metà del Novecento, quando furono create delle nicchie lungo le pareti per ospitare statue dli santi, nicchie che hanno distrutto ampie superfici di affreschi.
La raffigurazione della Madonna segue quasi interamente il medesimo schema: la Vergine seduta con il Bambino in grembo che carezza il volto della Madre o succhia il latte: iconografia quest'ultima che trova molte altre rappresentazioni nella zona casalasca, oltre che nel santuario mariano più importante, la Madonna della Fontana di Casalmaggiore. Da notare che in parecchie di queste figure mariane le mani della Madonna richiamano molto la caratteristica delle cosiddette mani a forchetta, di sapore bizantineggiante. Un affresco ritrae un pellegrino, un altro un santo. Di notevole interesse e di buona fattura un Cristo alla colonna, che ci narra del supplizio di Gesù. Molto importante è il pozzo che sorge nella casa a fianco del Santuario, in mattoni, elemento che si ripete in varie località sacre dell'area, legato al culto delle acque e delle fonti di origine pre-cristiana. (Santuario di Santa Maria della Fontana, Casalmaggiore). Culto che sopravvive in epoca Longobarda associato a una divinità femminile protettrice delle acque, alle sorgenti e alla nascita, alla quale i Longobardi erano molto legati, a cui verrà più tardi associata la figura di Santa Lucia. Non a caso Caruberto, così come il territorio di San Martino ad Lacus sorge sulle direttrici delle due centuriazioni romane che interessano la zona, posta a poca distanza dalla importante via Postumia costruita in epoca repubblicana che collegava Genova con Aquileia, formidabile presidio romano contro i Celti Insubri. Il territorio cremonese fu infatti il primo presidio romano a nord del Po con a capo Cremona, città romana sorta nel 218 a.c. Nel territorio di San Martino al Lago è presente inoltre anche Villa Talamazzi, oggi poco più di una cascina, il cui nome rimanda alla presenza di rematori dal greco Talamos. Secondo l'eminente storico cremonese Ugo Gualazzini, l'etimo indica la presenza di strutture confinarie di età romano-barbarica, momento cruciale della storia di tutta l'area padana. Qui infatti doveva passare sia il confine tra Goti e Bizantini, durante le vicende della Guerra Gotica del V° secolo d.c. che quello relativo alla successiva invasione Longobarda. Cremona, ed altri presidi romano-bizantini sul Po, resistettero ai barbari per mezzo secolo sino al 603, quando il Re Agigulfo aiutato da truppe Turco-Avare, dopo due mesi di assedio, pose fine per sempre al più occidentale dei presidi bizantini, consegnando il territorio cremonese orientale al ducato longobardo di Brixia.
Molto interessante nelle vicinanze è la cascina di San Faustino e Jovita, in territorio di Castelponzone, posta su un decumano romano. Qui una leggenda molto presente nelle fonti orali degli anziani della zona ricorda la fuga notturna dei due sacerdoti romani Faustino e Jovita (da seguace di Giove, quindi ex sacerdote pagano) martiri sotto l'imperatore Decio, durante le terribili persecuzioni cristiane del III° sec. d.c. Giunti nella località cremonese in fuga da Brescia durante la notte, avrebbero trovato le porte chiuse dagli spaventati abitanti. Proprio in questa zona vennero catturati dai soldati romani che li ricondussero a Brescia dove vennero martirizzati. San Faustino è l'attuale santo di Brescia e la porta così denominata è proprio quella che dava verso sud, in direzione di San Martino del Lago.
  • 2 Chiesa Parrocchiale di Sant'Agata. Costruita nel tardo Settecento su progetto dell' architetto Luigi Voghera, fu finanziata con un cospicuo lascito. Al suo interno conta quattro cappelle laterali, con decorazioni di fine Settecento del pittore Giovanni Motta. Custodisce anche una tela sempre settecentesca di Giacomo Guerini raffigurante Sant'Agata, oltre ad uno crocefisso e un reliquiario lignei che risalgono ai secoli XVI e XVIII.
  • La Villa - cascina a Ca' de' Soresini.


Eventi e feste[modifica]

  • Festa patronale di Sant'Agata. Simple icon time.svg il 5 febbraio.
  • Sagra di San Pietro. Simple icon time.svg a fine aprile.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]

Da maggio 2012 è in funzione il grande impianto sportivo del Circuito di San Martino[2], pista per auto, moto, kart; si tratta di un nuovo impianto di grandi dimensioni, con annesse notevoli strutture commerciali, oltre che sportive. L'Autodromo di San Martino del Lago è una struttura polifunzionale, con un tracciato da quasi quattro chilometri e una pista da kart. È il secondo autodromo della Lombardia e quinto in Italia per lunghezza dopo Mugello, Monza, Misano e Vallelunga.


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]


Tenersi informati[modifica]

  • Oglio Po news. Quotidiano informatico dell'Oglio Po.
  • L'Inviato. Quotidiano on-line della provincia - Cronaca di Casalmaggiore.
  • La Provincia, Via Pozzi, 15, +39 0375 200493, fax: +39 0375 201466. Giornale quotidiano - Redazione di Casalmaggiore.


Nei dintorni[modifica]

  • Castelponzone — Il paese dei cordai, a cui è dedicato il locale museo, ha mantenuto la propria fisionomia di vecchio centro padano porticato; nella sua urbanistica si intuisce il disegno delle fortificazioni che ebbe un tempo, quando fu feudo e Castello dei Ponzone. Fa parte dei Borghi più belli d'Italia.
  • Scandolara Ravara — La Chiesa vecchia, di origine romanica, isolata in fondo al paese nei pressi del cimitero, racchiude un sorprendente tesoro di affreschi e costituisce uno dei più importanti esempi del periodo nell’area dell’Oglio Po.
  • San Giovanni in Croce — Villa Medici del Vascello è il castello della Dama dell’ermellino del famoso dipinto di Leonardo da Vinci. Fu proprio Cecilia Gallerani, la Dama del ritratto, ad iniziare la sua trasformazione da struttura militare a residenza signorile, illeggiadrendone l’aspetto guerresco della sua primitiva fondazione quattrocentesca. La Villa è circondata da un vasto parco e da un’alta muraglia che non impedisce di scorgerne l’elegante bellezza.
  • Casteldidone — Villa Mina della Scala è un’ affascinante costruzione castellana che racchiude in sé l’imponenza del castello e l’eleganza della villa. Costruito nel Cinquecento, rimaneggiato nel Seicento e poi nel Settecento, il Castello divenuto Palazzo e Villa si presenta ancora maestoso e affascinante nella campagna di Casteldidone, a poca distanza dall’altra splendida villa – castello di San Giovanni in Croce. 
  • Casalmaggiore — Capoluogo del Casalasco, protetta da poderosi argini, la città si sviluppa parallelamente al letto del Po. L'ampio respiro della piazza principale, l'innegabile maestosità del Palazzo municipale e del Duomo rivelano il suo carattere di importante centro della Bassa. Il Santuario della Madonna della Fontana, la chiesa di Santa Chiara, la chiesa dell'Ospedale sono fra i suoi monumenti di spicco.



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