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Voghera

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Voghera
Il Duomo
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Sito istituzionale

Voghera è una città della Lombardia, capoluogo dell'Oltrepò Pavese.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Il territorio di Voghera è situato nella parte sud-occidentale della Lombardia, a sud del fiume Po. Sorge sulle rive del torrente Staffora nel lembo iniziale della pianura padana, a pochi chilometri dall'inizio della prima fascia collinare. La città si trova all'altezza del 45º parallelo che è segnalato, sull'autostrada A21 Torino-Piacenza, nei pressi di Voghera da un cartellone che sovrasta le due carreggiate autostradali. Confina con il Piemonte, è la città più importante dell'Oltrepò Pavese e rappresenta un importante nodo ferroviario e stradale nonché un rinomato centro vinicolo e industriale.


Cenni storici[modifica]

La presenza umana in zona è documentata già nel Neolitico. In epoca storica l'antica Voghera viene riconosciuta nella romana Iria, erede di un precedente villaggio abitato da popolazioni iberiche, celtiche e da Liguri Iriati (da cui ebbe origine il toponimo). Alla fine del VI secolo il nome si modifica, dando origine a quello attuale: “Vicus Iriae” poi volgarizzato in “Vicus Eira” e quindi “Viqueria”. Il borgo medioevale viene edificato sui resti dell'antica colonia romana. Durante il VII e l'VIII secolo il nucleo urbano, a causa dei benefici della vicinanza della capitale longobarda (Pavia), si sviluppa sul vecchio “castrum” e vede sorgere le prime opere di fortificazione. Da Voghera transitava l'antica via Postumia, che collegava Genova ad Aquileia.

Nel 774 con la sottomissione del Regno Longobardo a Carlo Magno il borgo di Viqueria viene annesso alla diocesi di Tortona. È in questo periodo che Voghera, oltre a divenire un centro di intensi scambi commerciali, sede di mercati settimanali e di almeno due fiere annuali, vede accrescere la sua importanza come luogo di transito e di sosta per i pellegrini diretti in Terra Santa e a Roma. Ne sono prova la presenza di molti ospedali, di ricoveri per viandanti e la morte di San Bovo, avvenuta nel 986 di ritorno da un pellegrinaggio a Roma. Per Voghera transitava la via del sale lombarda controllata dai Malaspina, percorsa da colonne di muli che partendo da Pavia percorrendo la valle Staffora raggiungevano Genova attraverso il passo del Giovà e il monte Antola.

Sotto il regno di Arrigo VI (figlio del Barbarossa) il borgo si emancipa dal potere vescovile, aumentando così la sua autonomia. Nel 1271 la comunità di Voghera ottiene il diritto di eleggersi il podestà (ed i consoli di giustizia), con decorrenza dal 1º gennaio 1272. diritto. Dal 1358 Voghera passa sotto il dominio dei Visconti;, fa eccezione il periodo maggio 1363 – luglio 1364, nel quale viene occupata dal marchese di Monferrato. Nel 1361 i Visconti fortificano il borgo, circondandolo di mura e fossato e dando inizio alla costruzione del castello, con imposizione ai comuni di Casteggio, Broni, Casei, Montebello Della Battaglia, Rovescala, Nazzano, Oliva, Pietra, Fortunago, Montalto, Mondondone, Santa Giuletta, Gerola e Sale di contribuire all'esecuzione di quelle opere.

Infeudata nel 1436 da Filippo Maria Visconti alla famiglia Dal Verme conti di Bobbio e di Voghera, e poi dal 1516 marchesato di Bobbio, rimane terra del Ducato di Milano anche con gli Sforza e con Filippo II re di Spagna (1598). Con il decadere della sovranità spagnola passa sotto quella austriaca fino al 1743 quando, in forza del trattato di Worms (1743), entra a far parte del Regno di Sardegna, sotto Carlo Emanuele III, che eleva nel 1748 Voghera a capoluogo della provincia vogherese comprendente parte dell'Oltrepò e il Siccomario, provincia che resterà tale dal 1748 fino al 1859. L'8 giugno 1770, con Patente Reale 112 – reg. 43 –, il Re di Sardegna, riordinando amministrativamente lo Stato, eleva Voghera da borgo a città. Con l'occupazione francese (1796) Voghera, come capoluogo di circondario, appartiene prima al dipartimento di Marengo e poi a quello di Genova. Il 22 giugno 1815, a seguito della restaurazione sabauda, ritorna al Piemonte e riacquista il rango di capoluogo di Provincia.

Il XIX secolo, anche a seguito del grande aumento demografico, vede il rinnovamento, l'ammodernamento e l'ampliamento della città. Pertanto vengono abbattute le mura (1821 – 1830) sul cui tracciato si costruisce l'attuale circonvallazione interna. Nel 1858 viene inaugurata la stazione ferroviaria. L'anno successivo, al termine della seconda guerra di indipendenza, Voghera, insieme con le limitrofe province di Lomellina e di Bobbio, entra a far parte, come circondario, della nuova Provincia di Pavia. La città, a causa della sua posizione all'incrocio tra le direttrici Milano-Genova e Torino-Bologna, è duramente colpita dai bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale. Voghera è anche un importante centro della Resistenza al nazifascismo e al termine del conflitto tre vogheresi, caduti per la libertà, vengono insigniti della medaglia d'oro al valor militare. Nel dopoguerra Voghera vive un nuovo sviluppo architettonico e demografico, si rinnova e si arricchisce di grandi opere strutturali e viarie e consolida il suo ruolo di principale centro e capitale dell'Oltrepò Pavese.

Come orientarsi[modifica]

  • Piazza Duomo

Rappresenta il cuore della città e su di essa si affacciano l'imponente Duomo, il palazzo municipale (Palazzo Gounela) e Casa Nava; caratterizzata da una pianta trapezoidale di grandi dimensioni, è una piazza porticata su tre lati e su di essa convergono le vie principali del centro storico cittadino.

  • Piazza della Liberazione

È una delle aree principali della città, sulla quale si affaccia il Castello Visconteo e per questo comunemente chiamata "Piazza Castello" dalla popolazione locale; è caratterizzata da una pianta quadrangolare decorata con giardini all'italiana.

  • Piazza Meardi

È un'importante piazza aperta al traffico veicolare ed è un punto nevralgico della città; è caratterizzata da una fontana e da un' ampia rotatoria dove convergono alcune delle maggiori vie di comunicazione della città; confina con i Giardini Pubblici Sandro Pertini, che uniti all'area verde circondante la fontana rappresentano la maggiore area verde a ridosso del centro cittadino; confina inoltre con la ex Caserma di Cavalleria Vittorio Emanuele II.

  • Via Emilia

Ha origine da Piazza Meardi e rappresenta la via principale del centro cittadino; risulta quasi interamente adibita ad area pedonale e su di essa si aprono numerose attività commerciali e si trovano alcuni tra i palazzi più significativi della città.

Quartieri[modifica]

Nel suo territorio comunale si trovano anche i centri abitati di Campoferro, Medassino, Oriolo, Torremenapace, Valle.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

  • Autostrada A21 Italia.svg Ha uscita autostradale propria sulla A21 Torino - Brescia

In treno[modifica]

  • Italian traffic signs - icona stazione fs.svg La Stazione ferroviaria di Voghera è un importante nodo di comunicazione su strada ferrata dove si incrociano le direttrici per Genova, Torino, Alessandria, Asti, Milano, Piacenza; da quest'ultima stazione le linee ferroviarie proseguono per tutte le più importanti località del centro e del meridione.

In autobus[modifica]

  • Italian traffic sign - fermata autobus.svg I collegamenti automobilistici extraurbani, principalmente per Pavia e per le località minori dell'Oltrepò Pavese e della Lomellina, sono gestiti da ARFEA[1].

Esistono ulteriori collegamenti extraurbani gestiti da altre società.

Come spostarsi[modifica]

Con mezzi pubblici[modifica]

Esiste un servizio di trasporto pubblico urbano composto da due linee automobilistiche (curiosamente numerate diversamente per i percorsi di andata e ritorno), gestito dalla ditta SAPO (Società Autolinee Pubbliche Oltrepò).

Cosa vedere[modifica]

Il Duomo - Collegiata di San Lorenzo
  • 1 Duomo (Collegiata di San Lorenzo). Dedicato a san Lorenzo ed eretto dove già in tempi precedenti sorgeva una chiesa parrocchiale, è accessibile da via Cavour e visibile nella piazza principale della città. Dell'antica chiesa è sopravvissuta soltanto la base del campanile.
Fu ricostruito a partire dal 1605 e riprogettato da Antonio Maria Corbetta che si ispirò all'impianto bramantesco del duomo di Pavia. La facciata, per mancanza di fondi rimase incompiuta per molti anni. Finalmente tra il 1874 e il 1881 su progetto dell'architetto Carlo Maciachini si costruì un'ultima campata all'interno dell'edificio e si realizzò la facciata definitiva con due spazi laterali rispetto all'ingresso maggiore, gestiti come cappelle: a destra la cappella di Maria Bambina e della Madonna Immacolata ed a sinistra la cappella del fonte battesimale. L'interno è costituito da una navata centrale e due laterali. Nella navata centrale troviamo un affresco della Madonna del Soccorso, mentre conservato in un altare del Collegio Notarile è un dipinto raffigurante la visita di Scipione Crespi (XVI-XVII secolo).
Nel centro della chiesa si innalza una cupola semisferica, alta più di 47 metri, poggiante su quattro piloni, in ciascuno dei quali è ricavata una nicchia dov'è possibile ammirare una statua colossale di Evangelista con alla base lo stemma della città e l'aquila romana. La cupola, sormontata da una lanterna e arricchita da un tiburio ottagonale, è stata progettata dall'architetto Corbetta e affrescata tra il 1906 e il 1908 dal torinese Luigi Morgari e da Rodolfo Gambini. Esternamente il tiburio, di forma ottagonale, è il simbolo più caratteristico del profilo urbanistico vogherese.
La navata sinistra presenta tre altari: l'altare di sant'Antonio Abate, originariamente in cotto e successivamente ricostruito nel 1953 in marmo e legno dorato, l'altare del Collegio notarile e della Visitazione di Maria a sant'Elisabetta anch'esso in marmo e con impostazione rinascimentale e l'altare del Crocifisso detto anche altare del Suffragio, realizzato in marmi policromi nella seconda metà del Settecento. Nella navata di destra sono presenti tre altari: l'altare di santa Caterina da Siena, l'altare della Madonna del soccorso e l'altare di san Michele arcangelo. Tutti sono stati realizzati in marmo policromo e risalgono alla fine dell'Ottocento. Raffigurano tutti e tre delle scene religiose: nel primo è raffigurata santa Caterina a piedi nudi in abito monacale, nel secondo san Taddeo con la Vergine e nel terzo il trionfo di san Michele.
Il tesoro del Duomo
Una delle più antiche opere che testimonia gli splendori del passato è un piccolo reliquiario contenente un frammento della Sacra Spina. :Si tratta della spina della corona di Cristo depositata in cassaforte e custodita a Voghera da circa 700 anni; oggi proprietà della parrocchia e riconducibile all'oreficeria gotica d'Oltralpe. Si dice che la reliquia sia giunta a Voghera con i Cavalieri crociati, in seguito alle guerre in Terra Santa, attraverso un marchingegno sofisticato, un carrello elevatore chiamato la "Nuvola" e spinto a mano da una lunga serie d'ingranaggi. Sul basamento del reliquiario visconteo un dipinto ricorda la figura di san Giovanni, patrono del Sovrano militare ordine ospitaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta. Durante la festa di san Bovo veniva mostrata al popolo dal Vescovo e migliaia di persone si inginocchiavano per ottenere una benedizione.
Antifonari
Parte non molto conosciuta e di sicuro grande interesse artistico e culturale in possesso del duomo di Voghera sono gli Antifonari medioevali. Si tratta di grossi libri conservati all'interno del Duomo e contenenti le partiture del contro canto alla voce principale, riservata al celebrante durante le messe cantate. I capilettera degli antifonari del duomo di Voghera sono attribuiti al famoso Maestro delle Vitae Imperatorum che ha operato negli anni trenta del XV secolo e donati al duomo di Voghera dalla famiglia Visconti di Milano. :All'inizio dei versi di questi canti vi sono queste raffigurazioni, dette capilettera, nelle quali è presente la rappresentazione di un tema relativo ai vangeli, o alla vita dei santi(ad esempio rappresentazione di profeti o degli apostoli). Le miniature dei capilettera, sebbene resi più realistici dalla presenza di barbe e rughe, mantengono in tutti i volti la stessa espressione immutata anche al variare del personaggio e del tema trattato. Come in tutti gli altri dipinti dell'Oltrepò Pavese è interessante notare che negli antifonari del Duomo di Voghera si preferisce utilizzare colori accesi, vivaci e non realistici, non solo nel realizzare sfondi o architetture per gli affreschi, ma anche per i motivi decorativi e in questo caso per i volti dai colori molto forti ma con un effetto di chiaroscuro abbastanza efficace. Purtroppo dei capilettera sono rimasti soltanto una piccola parte degli originali, poiché molti furono rubati durante la seconda guerra mondiale, probabilmente da un ufficiale tedesco, intento a reperire tutto ciò che avesse un minimo di valore, come per esempio, gli sfondi oro delle miniature.
Castello visconteo di Voghera
  • 2 Castello. Imponente struttura difensiva in mattoni, eretta tra il 1335 e il 1372 per volontà di Gian Galeazzo Visconti, presenta una pianta quadrata con quattro massicce torri poste agli angoli di ogni lato. La facciata nord, che è quella maggiormente conservata nel corso dei secoli, presenta l'ingresso principale alla struttura dall'antistante Piazza della Liberazione, una delle principali della città. Recentemente ristrutturato, al suo interno presenta nell'ala est alcuni affreschi di gran pregio eseguiti da Bartolomeo Suardi, detto il Bramantino, raffiguranti la Madonna con il Bambino e Muse
Tempio della Cavalleria - Sant'Ilario e Giorgio
  • 3 Tempio Sacrario della Cavalleria Italiana (Sant'Ilario e Giorgio). Pregevole esempio di architettura romanica del XII secolo, è la chiesa più antica della città, intitolata a Sant'Ilario e Giorgio e dal punto di vista storico rappresenta uno dei principali monumenti cittadini. A causa del colore dei mattoni usati per la sua costruzione è nota anche con il nome di Chiesa Rossa. La Cavalleria Italiana nel 1956, la elesse ufficialmente Tempio Sacrario e l'edificio al suo interno, conserva tutti gli stemmi appartenenti ai reggimenti dell'Arma.
Destinata in epoca moderna ad usi civili (nell'Ottocento fu magazzino), deteriorata e stravolta da lavori di adattamento per tale utilizzo, si arrivò perfino a discutere del suo abbattimento. Solo nel Novecento si intraprese fortunatamente la strada della salvaguardia e del recupero.
Alla chiesa, oggi tempio sacrario della Cavalleria Italiana, anticamente dedicata a sant'Ilario, si può giungere da via Verdi o via Garibaldi, imboccando la strada trasversale che deriva il proprio nome dall'intitolazione moderna dell'edificio. La Chiesa Rossa si presenta come un tetto che si intravede oltre le siepi e gli alberi di un giardino pubblico. Avvicinandosi si possono vedere una porzione del lato sud e la parte superiore della facciata. Essa si trova infatti per circa un terzo della sua altezza al di sotto del livello della strada attuale. Solo scendendo i gradini del moderno sagrato possiamo esaminare con attenzione la facciata nella sua interezza: due contrafforti di sezione rettangolare, in grandi blocchi di pietra, che sporgono solo lievemente dal piano di facciata, si legano senza soluzione di continuità alla fascia di coronamento ad archetti pensili, che segue l'andamento del tetto, ed in cui sono contenuti bacini ceramici di restauro, collocati secondo una scansione che rispetta quella originaria. Sopra questi una fascia a dente di sega, contenuta entro due cornici piane, di cui l'inferiore è sostenuta da mensoline, sottolinea i due spioventi. Il partito decorativo attua così un inquadramento della facciata, ed il suo valore di "cornice" è ribadito fortemente proprio dal legame diretto dell'ultimo archetto di ogni lato con il margine interno dei contrafforti, oltre che dall'ovvia coincidenza della fine della fascia a dente di sega con il loro margine esterno. Inoltre una zoccolatura modanata in arenaria delimita alla base l'intero prospetto.
Al limite superiore di ciò che resta del portale, una cornice marcapiano ripartisce orizzontalmente la facciata in due parti. Quella superiore è divisa in tre parti uguali da due piccoli salienti di sezione grosso modo semicircolare, dei quali uno ha perduto il suo coronamento, l'altro conserva le tracce di un capitellino. La porzione centrale così individuata è quella su cui più hanno pesato gli interventi di restauro svoltisi dagli anni trenta fino alla metà del XX secolo, che vi hanno realizzato una piccola apertura a croce greca e una bifora; una fonte della metà del XVIII secolo, nel descrivere l'edificio, parla invece di una trifora proprio in quella posizione. :L'abside, semicircolare, scandita da due semicolonnine laterizie, è stata ricostruita sulla base dei pochi resti di quella antica.
L'interno è ad aula unica con copertura a capriate; nel settore superiore della parete sono murate due file di grosse formelle in ceramica, raffiguranti gli stemmi dei reggimenti di cavalleria. Meritano di essere osservati, inoltre, i lacerti di affreschi nell'intradosso dell'arcata trionfale (prima metà del XIII secolo), unici resti di una decorazione pittorica di cui non siamo in grado di precisare l'estensione originaria. I tre frammenti più significativi si trovano nel sottarco dell'arcata trionfale, uno verso il lato nord e due poco più in alto delle reni. Nel primo si riconosce il volto di un santo vescovo, forse sant'Ilario, circondato da un'ampia aureola rossa con una sottile fascia di contorno bianca.
Santa Maria delle Grazie
  • 4 Chiesa di Santa Maria delle Grazie, Piazza Santa Maria delle Grazie. È una delle chiese più importanti e antiche di Voghera, esempio di stile gotico lombardo e fu completata, dopo varie ristrutturazioni nel 1505; inizialmente sorta come monastero di monaci benedettini, ricostruita come luogo di culto e convento domenicano, appartiene ora all'ordine francescano, insediatosi nel 1820.
Fu riconsacrata nel 1927, dopo essere rimasta chiusa durante il periodo napoleonico e venne affidata ai Padri Francescani. È chiamata anche chiesa del Rosario e custodisce al suo interno un importante affresco quattrocentesco che raffigura la Madonna delle Grazie.
Ha un orientamento singolare: l'ingresso è rivolto a nord-est, verso la città, anziché ad ovest come impone un'antica e radicata simbologia liturgica. L'edificio ecclesiale espone solo il fianco sinistro, inglobando nel convento l'abside e l'altro lato. È edificato secondo uno stile gotico - lombardo evidente soprattutto nella facciata che, presentando un partito decorativo in cotto, fa presumere una sua realizzazione nella prima metà del XV secolo. Questa è scandita da quattro contrafforti, dei quali i due centrali non corrispondono ad un'effettiva scansione interna, ma sembrano avere il compito di contenere, anche dal punto di vista visivo, il rosone e il portale.
Il portale di facciata pare, in pietra, non apparterrebbe all'originaria struttura della chiesa, con la quale sarebbe stato più coerente un portale in laterizio a profilo arcuato e strombo. Si tratterebbe pertanto di un elemento estraneo, di un'opera destinata inizialmente ad altra chiesa, qui trasportato e riassemblato in epoca successiva.
L'interno è costituito da un'unica navata scandita da ampie arcate a sesto acuto che si aprono a loro volta sulle 15 cappelle, sette per lato, più il presbiterio, che ricordano i quindici misteri del rosario, in coerenza con l'originaria dedicazione della chiesa. Entrando lo sguardo è colpito dall'affresco sull'arcata trionfale, realizzato da C. Secchi nel 1941, che fa da cornice all'altare maggiore, il quale in forme di aspra essenzialità, richiama le figure del pane spezzato e della lucerna. L'organo posto sulla controfacciata fu costruito nel 1927, con le sue 1500 canne e 25 registri reali.
Immagine di Santa Maria della Grazie
Nel 1445 il comune di Voghera ottenne dal capitolo di San Lorenzo la chiesa di San Michele in Albofassio, nei dintorni dell'ex-manicomio, ed il terreno circostante per fondarvi il convento dei frati minori dell'Osservanza. I frati dimorarono in questo luogo dal 1459 al 1802 e qui ebbe la sua prima sede l'immagine che oggi possiamo venerare nel coro della chiesa. La tradizione vuole che si tratti di un'immagine miracolosa e sacra che, quando nel 1876 iniziarono gli scavi per la costruzione del manicomio provinciale, siano state le suppliche e le lacrime di un'umile donna, figlia dell'ortolano di Santa Maria, a salvare l'immagine sacra dalla distruzione, garantendo che venisse trasferita in un altro edificio religioso. Nella chiesa attuale l'immagine si trova dal 1927.
  • Teatro Sociale. La sua costruzione avvenne tra gli anni 1842 e 1845. Dotato di una facciata in stile neoclassico e di seicento posti a sedere, fu adibito a opere liriche, operette, rappresentazioni teatrali, sede di conferenze e cinema. Fu chiuso per problemi relativi alla sicurezza nel 1986, mentre ora è in fase di ristrutturazione avanzata.
Caserma di Cavalleria
  • 5 Ex Caserma di Cavalleria Vittorio Emanuele II. Complesso monumentale di origine militare, edificato tra il 1857 e il 1864 e ampliato nel corso degli anni fino a raggiungere una superficie di 45000 mq. Attualmente ospita, nelle parti ristrutturate, uffici comunali, la Civica Biblioteca Ricottiana, il Museo di scienze naturali e il Museo Storico.
  • Chiesa di San Giuseppe Calasanzio. Costruita nel Settecento in stile barocco dai Padri Scolopi, al suo interno presenta alcune importanti opere del pittore vogherese Paolo Borroni.
  • Chiesa di Santa Maria Assunta o del Carmine. Presenta caratteristiche proprie dello stile barocco e rinascimentale. Fu fondata dalla Confraternita dei Raccomandati nel Trecento, ma venne ricostruita nel diciassettesimo secolo. Recentemente ristrutturata, è caratterizzata da un'interessante cupola, affrescata nel 1655 dal pittore Gian Battista Cane e presenta l'importante opera, anch'essa restaurata, del Transito di San Giuseppe, creata dal pittore Paolo Borroni.
  • Chiesa di San Giovanni. Fu costruita nel Seicento sui resti dell'omonimo oratorio. Al suo interno conserva una grande tela creata dal pittore Carlo Francesco Nuvolone, che raffigura la natività di San Giovanni Battista.
  • Chiesa di San Sebastiano. Venne edificata tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo, ma la facciata venne ricostruita nel 1844 in stile neoclassico. Al suo interno sono custoditi i resti del pittore Paolo Borroni.
  • 6 Chiesa di San Rocco. Costruita tra il 1525 e il 1578 grazie alla Confraternita del SS Nome di Gesù, custodisce al suo interno un braccio e due falangi di San Rocco
Palazzo Gounela (Municipio)
  • 7 Palazzo Gounela (Municipio), piazza del Duomo. Costruito tra il 1844 e il 1847 in stile neoclassico, è sede del Municipio cittadino. Al suo interno presenta un affresco del pittore Paolo Emilio Morgari raffigurante la cerimonia di proclamazione di Voghera a città.
  • Teatro Sociale. La sua costruzione avvenne tra gli anni 1842 e 1845. Dotato di una facciata in stile neoclassico e di seicento posti a sedere, fu adibito a opere liriche, operette, rappresentazioni teatrali, sede di conferenze e cinema. Fu chiuso per problemi relativi alla sicurezza nel 1986, mentre ora è in fase di ristrutturazione avanzata.
  • Palazzo Beltrami. Ristrutturato in stile neoclassico nel 1854, è sede di numerose conferenze, locate nel suo Salone del Millenario e di un quotidiano locale, il Giornale di Voghera.
Casa Nava
  • 8 Casa Nava. Ricostruita nel 1903 in stile tardo medievale, presenta un pregevole porticato sulla Piazza del Duomo.
  • Palazzo della Tela. Costruito dai Conti Della Tela nel XVII secolo venne restaurato nel secolo successivo.
  • Palazzo ex Banca d'ltalia. Realizzato dal 1906 al 1911, è un ottimo esempio di edificio in stile Liberty. Attualmente è sede dell'Archivio storico e di alcuni uffici comunali.
  • Palazzo Dattili della Torre. Realizzato nel Settecento e restaurato nel secolo successivo in stile neoclassico, ha ospitato personaggi famosi come Napoleone Bonaparte, Papa Pio VII e Napoleone III.
  • Quartier Grande. Costruito nel 1749 e ampliato nel XIX secolo, ospitava fino a quattrocento cavalli e quattro compagnie di fanti. Attualmente ospita gli uffici del Giudice di pace.

Musei[modifica]

  • Museo di scienze naturali. È composto da quattro sezioni: Zoologia, Paleontologia, Mineralogia, Botanica.
  • Museo storico Giuseppe Beccari. Conserva, tra i vari cimeli, l'A112 del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e l'arma che uccise Benito Mussolini. Più in generale, la datazione dei reperti va dall'età napoleonica ad oggi. Le collezioni comprendono divise militari, medaglie, armi e documenti.


Eventi e feste[modifica]

  • Fiera dell'Ascensione (la Sensia). Tutti gli anni, dalla fine del XIV secolo, è organizzata in città la Fiera dell'Ascensione, comunemente chiamata, da vogheresi e non, "la Sensia".


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]

  • Mercato settimanale, piazza Duomo. Ogni martedì e venerdì si tiene il tradizionale mercato nella centrale Piazza Duomo.


Come divertirsi[modifica]

  • 1 Cowboyland, via T.Morato 18, +39 0383 364631, fax: +39 0383 364635. Si tratta di un parco di divertimenti in ambiente western. Cowboyland su Wikipedia "Cowboyland" su Wikidata


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

  • 1 Hotel Merli, Corso XXVII Marzo , 2, +39 0383 212180.
  • 2 Hotel Gemok, Via Ricotti, 5, +39 0383 61821.
  • 3 Cowboys' Guest Ranch, Via Tullio Morato 18, +39 0383 364631.
  • 4 Hotel Ristorante Zenit, Via Piacenza 8, +39 0383 43189.
  • 5 Corte Delle Rose, Via Covini 6, +39 0383 45686.
  • 6 Corona, Corso Fratelli Rosselli 11, +39 0383 46238.


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacie


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 15 Poste italiane, Corso XXVII Marzo, 79, +39 0383 43600.
  • 16 Poste italiane, Via XX Settembre 34, +39 0383 338511, fax: +39 0383 47273.
  • 17 Poste italiane, Via Furini 49, +39 0383 43920, fax: +39 0383 368290.


Nei dintorni[modifica]

  • Salice Terme — Un grande Hotel delle Terme, in stile liberty, circondato da un grande parco piantumato, celebrò il successo che la stazione di cura ebbe negli anni venti-trenta-quaranta del Novecento. L'Hotel è ora chiuso; le terme invece continuano proficuamente l'attività, che ha fatto da volano allo sviluppo edilizio di Salice che si è dotato di alberghi, ristoranti, piscina ad uso del turismo curativo di cui è diventato meta.
  • Rivanazzano Terme — Forma quasi una conurbazione con la vicina Salice; il suo centro termale nasce nel 1913 con la scoperta delle sorgenti nella zona di San Francesco. Sta recentemente valorizzando le proprie strutture nel tentativo di raggiungere la notorietà del vicino.
  • Varzi — Capoluogo dell'alta Valle Staffora, ha un bel centro storico. Fu punto nevralgico nelle antiche vie commerciali. La sua fama recente è legata al turismo climatico e al salame di Varzi che costituisce l'eccellenza della sua produzione alimentare.
  • Volpedo — Conserva una pregevole Pieve romanica, oltre a molti ricordi del pittore Pellizza da Volpedo.
  • Tortona — Città di antichissima origine, fu da sempre crocevia di traffici e commerci. Il suo centro storico ha l'eleganza e la sobrietà delle città piemontesi con influenze lombarde.
  • Alessandria — Prende il nome dal papa Alessandro III e fu un caposaldo della lotta contro l'Impero. Libero Comune, fu per secoli roccaforte militare. Ha un vasto centro storico di impronta inequivocabilmente sabauda.
  • Passo del Penice — Al confine fra Emilia e Lombardia, poco lontano da Piemonte e Liguria, fu un importante valico di comunicazione e commercio. Ora è soprattutto conosciuto come luogo di sport invernali ma anche di soggiorno estivo.

Itinerari[modifica]


Altri progetti

2-4 star.svg Usabile: l'articolo rispetta le caratteristiche di una bozza ma in più contiene abbastanza informazioni per consentire una breve visita alla città. Utilizza correttamente i listing (la giusta tipologia nelle giuste sezioni).