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Asti

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Asti
Cattedrale di Santa Maria Assunta
Stemma e Bandiera
Asti - Stemma
Asti - Bandiera
Stato
Regione
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Asti
Asti
Sito istituzionale

Asti (Ast in piemontese) è una città del Piemonte.

Da sapere[modifica]

Ricca di monumenti del periodo medioevale, posta lungo la Via Francigena, Asti è la città natale di Vittorio Alfieri. È conosciuta in tutto il mondo per i suoi vini, in particolare i rossi come la Barbera, nonché per l'Asti spumante. Ogni anno, a settembre, si svolge ad Asti una serie di eventi che costituisce il cuore dell'identità storica della città e del suo legame con il territorio: la Douja d'Or, uno dei concorsi enologici più importanti d'Italia, il Festival delle Sagre, "grande ristorante" a cielo aperto in cui le cooperative dei vari paesi limitrofi servono i piatti della tradizione astigiana, e il Palio, manifestazione tra le più antiche d'Italia che, dopo una ricca sfilata in costumi medioevali, culmina con una corsa di cavalli montati "a pelo" (senza sella).

A partire da giugno 2014, i paesaggi vitivinicoli del Monferrato astigiano sono stati iscritti, insieme al resto del Monferrato e alle regioni di Langhe e Roero, nella lista del Patrimonio dell'Umanità Unesco, divenendo così il 50° sito Unesco in Italia. Asti ospita inoltre la sede dell'istituzione destinata a monitorare il sito Unesco, la Associazione Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.

Cenni geografici[modifica]

Situata a 123 m sul livello del mare (altezza min 110 m - max 295 m), Asti si trova a circa 60 chilometri a sud-est di Torino, nella media valle del Tanaro, presso la confluenza con il torrente Borbore, a metà fra Monferrato settentrionale e meridionale. Poco più di 100 km la separano da Milano e da Genova. La città sorge in mezzo a celebri colline, il Monferrato astigiano, la Langa astigiana e il Roero, note in tutto il mondo per i loro vini e incluse il 22 giugno 2014, durante la 38ª sessione del comitato UNESCO a Doha, nella lista dei beni del Patrimonio dell'Umanità.

Quando andare[modifica]

Le stagioni migliori per visitare la città e i suoi dintorni sono senza dubbio la primavera e l'autunno per via degli spettacoli offerti dalla natura e per la ricchezza delle manifestazioni organizzate in questi periodi.

La temperatura media generale annuale è 13 °C: il mese più caldo è luglio (+24 °C), mentre quello più freddo è gennaio (+1 °C). I mesi più piovosi sono aprile e novembre, mentre quelli più secchi sono gennaio e agosto (talvolta luglio).

Reperto Museo Sant'Anastasio

Cenni storici[modifica]

La città, di origini liguri, fu edificata dai romani con il nome di Hasta Pompeia. Di quest'epoca, Asti presenta resti di un certo rilievo, risalenti per lo più al I° sec. d.C: alcuni tratti delle mura, la torre Rossa o torre di San Secondo, la Domus romana di Via Varrone, i resti dell'anfiteatro romano in V. Massimo d'Azeglio, nonché un'area pavimentata con lastre di pietra rettangolari, riferibile al foro di Asti. Quest'ultimo ritrovamento è visitabile nel Museo di S. Anastasio, insieme ad altri elementi del museo: oltre a vari altri materiali di recupero presenti nella cattedrale, si segnala l'interessante lapide funeraria di Lucio Campio, che presenta un coniglio (lepre) nell'atto di rosicchiare un grappolo d'uva, dettaglio che rimanda alla lunga affinità storica fra questa regione e la coltura della vite.

L'aspetto predominante di una visita riguarda però il periodo medioevale della città. Le chiese, le torri, le caseforti raccontano di un passato glorioso: la città era nota come "città delle cento torri", numero addirittura superato nella realtà, dal momento che la documentazione ha permesso di ricostruire l'esistenza di 120 torri. Nel Medioevo, Asti è conosciuta a livello europeo come realtà mercantile e finanziaria di notevole rilievo. Risalgono a questo periodo le casane astigiane, istituti di credito su pegno. Nel Medioevo, le famiglie nobili si scontrarono spesso tra loro a causa della lotta tra guelfi e ghibellini. La fazione guelfa astigiana era capeggiata dai potentissimi Solaro, appoggiati dalle famiglie dei Malabayla, Garretti, Troja, Falletti, Ricci, Damiani. La fazione ghibellina, capeggiata dai Guttuari, Turco e Isnardi che insieme formavano il Consorzio dei De Castello, era sostenuta dagli Alfieri, Coppa, Scarampi, Catena, Buneo, Cacherano. Le famiglie dei Roero e dei Pelletta erano addirittura divise internamente. Nel 1312 il Comune di Asti si sottomise spontaneamente alla protezione del re di Napoli Roberto d'Angiò, passando nel 1379 sotto il controllo di Giangaleazzo Visconti, il quale la costituì in contea e nel 1387 la cedette ai duchi d'Orleans, quale dote per sua figlia Valentina Visconti.

Nel 1531 la Contea di Asti venne ceduta ai Savoia dall'Imperatore Carlo V. Da allora Asti seguì il destino del Ducato di Savoia, che divenne "Regno di Sardegna" nel 1720. Del periodo barocco restano numerosi edifici progettati da Benedetto Alfieri, prima consigliere e poi sindaco della città dal 1726 al 1730. Lungo la ex Via Maestra, oggi Corso Alfieri, si fanno notare per la loro imponenza Palazzo Mazzetti, Palazzo Ottolenghi, Palazzo Alfieri, e nei pressi di Piazza Catena l'ex Convento della Consolata e il Seminario vescovile.

Nel luglio del 1797 Asti fu teatro della "Rivoluzione Astese", violenta sommossa causata dall'aumento dei prezzi del grano, e fu proclamata la Repubblica Astese da Secondo Arò, Felice Berruti, Gian Secondo Berruti e Gioachino Testa. La Repubblica ebbe tuttavia solo tre giorni di vita e gli insorti furono fucilati.

Dal 1800 al 1805 Asti divenne capoluogo del dipartimento francese del Tanaro.

Sotto il Fascismo, nel 1935 Asti fu riconosciuta capoluogo di provincia, staccandosi da Alessandria. Al periodo fascista risalgono molti edifici tuttora visibili: la Casa del Fascio (1934-35) sopra Piazza Campo del Palio, il Monumento ai caduti (1930) di Piazza I Maggio, la Stazione ferroviaria, il Mercato coperto (1925) di Piazza Libertà, il Palazzo I.N.A di Piazza San Secondo, l'edificio della Camera di Commercio di Piazza Medici.

Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, Asti e il Monferrato vissero in pieno la guerra di resistenza, i bombardamenti anglo-americani, la guerriglia partigiana, la persecuzione degli ebrei, le deportazioni e i rastrellamenti.

L'alluvione del 4 settembre 1948 colpì gravemente la città e fu causata dall'esondazione del Borbore, del Tinella e del Tanaro a seguito di violenti nubifragi.

Negli anni del boom economico, Asti ha conosciuto il fenomeno dell'immigrazione dal Sud Italia, legata all'industria automobilistica in pieno sviluppo, in seguito al quale la città si è accresciuta notevolmente verso le zone periferiche.

L' alluvione del 6 novembre 1994 ha nuovamente messo in ginocchio la città, che ha però saputo prontamente riprendersi.


Come orientarsi[modifica]

La stazione ferroviaria è situata a sud del centro storico, a poche centinaia di metri da esso. Usciti dalla stazione, andando diritti lungo la piazza antistante, Piazza Marconi, si arriva in Via Cavour che conduce in Piazza San Secondo, zona pedonale, dove sorgono la Chiesa del patrono della città e il Municipio. Svoltando a destra in Via Garibaldi, si arriva in Piazza Alfieri. Esattamente di fronte, sotto i portici del più moderno Palazzo della Provincia, si trova l'ufficio del turismo (tel:+390141530357). Se invece si attraversa Piazza San Secondo, percorrendo poi Via Palazzo di Città o Via Gobetti si giunge in Corso Alfieri: la più importante e conosciuta via della città, la Contrada Maestra, già decumano massimo dell'epoca romana, che la attraversa da est a ovest. Di qui, andando a destra si giunge in Piazza Alfieri e proseguendo lungo il corso si arriva, dopo circa 800 m, percorribili in una decina di minuti, al Complesso del Battistero di San Pietro. Se invece si attraversa il corso e si imbocca Via Della Valle, si giunge dopo appena 50 m in Piazza Medici, dove sorge la Torre Troyana. Svoltando invece a sinistra lungo il corso, dopo circa 300 m si arriva in Piazza Roma. Poco più avanti, sulla destra si incontra Palazzo Mazzetti, che ospita la Pinacoteca. Dopo una cinquantina di metri, sul lato opposto del corso c'è Palazzo Ottolenghi, sede del Museo del Risorgimento, e proseguendo, dopo altri 150 m, si arriva alla casa natale di Vittorio Alfieri, situata all'angolo con Piazza Cairoli, da cui parte Via Caracciolo che sbocca in Piazza della Cattedrale. Continuando ancora lungo Corso Alfieri si arriva alla Torre Rossa, che segnava l'antico limite occidentale della città romana.

Quartieri[modifica]

La città è divisa in 6 "Rioni" - i quartieri all'interno della prima cerchia delle antiche mura duecentesche detta "recinto dei nobili" - e in 8 "Borghi", compresi in origine all'interno della seconda cerchia delle mura trecentesche detta "cinta dei borghigiani". Queste 14 entità, ognuna con un proprio statuto ed ordinamento, partecipano alla vita sociale e religiosa della città che culmina nei festeggiamenti patronali di san Secondo e nella corsa dell'antico Palio.

Parcheggi[modifica]

Italian traffic signs - parcheggio.svg

  • 1 Piazza Campo del Palio (Utilizzabile in parte il mercoledì e il sabato per mercato settimanale. Non utilizzabile, a inizio maggio, il giorno della della Fiera di Asti, la seconda domenica di settembre per il Festival delle Sagre e in caso di altre manifestazioni.). Ecb copyright.svg libero.
  • 2 Piazza Alfieri (Non utilizzabile il mercoledì e il sabato per mercato settimanale, nel periodo del Palio per allestimento pista e tribune e in caso di altre manifestazioni.). Ecb copyright.svg a pagamento.
  • 3 Ex Caserma "Colli di Felizzano"Corso Alfieri (Comodo per la visita al Complesso del Battistero di San Pietro. Davanti alla sede dell'Università.). Ecb copyright.svg A pagamento, e in parte libero. Ingressi da Corso Alfieri, Via Bocca e Via Arò.
  • 4 Babilanovicino a Piazza Leonardo Da Vinci. Ecb copyright.svg parcheggio libero/ e a disco orario.
  • 5 Piazza d'ArmiViale Pilone. Ecb copyright.svg parcheggio libero.
  • 6 ex area Way AssautoCorso Pietro Chiesa. Ecb copyright.svg parcheggio libero.
  • 7 Piazza San Giuseppe e zone limitrofe. Ecb copyright.svg parcheggio a pagamento.
  • 8 Parcheggio Piscina ComunaleVia Gerbi. Ecb copyright.svg parcheggio libero.
  • 9 Cimitero UrbanoViale Don Bianco. Ecb copyright.svg parcheggio libero.
  • 10 Supermercato LidlCorso Venezia 93. Ecb copyright.svg parcheggio libero.
  • 11 Supermercato PamCorso Torino 30. Ecb copyright.svg parcheggio libero.
  • 12 Supermercato EsselungaCorso Ivrea. Ecb copyright.svg parcheggio libero.
  • 13 Supermercato EsselungaCorso Casale 333. Ecb copyright.svg parcheggio libero.


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

Dagli areoporti si può raggiungere la città noleggiando un'auto, utile poi per visitare la campagna astigiana, o tramite navette e treno.

In auto[modifica]

Italian traffic signs - icona auto.svg

  • Autostrada A21 Italia.svg Lungo l'autostrada Torino - Brescia uscite Asti Est e Asti Ovest.
  • strada statale 231 da Ventimiglia, Cuneo, Bra e Alba.
  • strada statale 457 da Vercelli e Casale Monferrato.
  • strada statale 458 da Ivrea e Chivasso.
  • strada statale 10 da Torino e Alessandria.


In treno[modifica]

Italian traffic signs - icona stazione fs.svg

La stazione FS di Asti si trova sulla linea Torino-Alessandria-Genova. I collegamenti con Torino ed Alessandria sono frequenti, ogni 30 minuti, quelli con Genova ogni 60 minuti.

Da Milano occorre cambiare ad Alessandria o Voghera. In occasione dell'Expo sono previste navette che collegheranno direttamente le due città.


Come spostarsi[modifica]

Nel centro storico è consigliabile spostarsi a piedi o con la navetta gratuita "Centro Storico" con passaggi alle diverse fermate ogni 12 minuti. Per informazioni: ASP

Con mezzi pubblici[modifica]

Il trasporto pubblico urbano è gestito dall'azienda ASP. Le linee degli autobus sono 7 e raggiungono le diverse parti della città e le frazioni. Il servizio inizia alle 6,30 e termina alle 20,30, seguendo l'orario invernale e l'orario estivo. Il biglietto di corsa semplice costa 1 € e ha la durata di 1 ora. E' possibile acquistare un carnet di 10 biglietti al costo di 8 €. E' altresì possibile acquistare al costo di 5 € un buono giornaliero Park & Ride che consente il parcheggio, nelle aree a pagamento per l'intera giornata, e dà un biglietto bus giornaliero. Per orari e linee si faccia riferimento al sito dell'ASP. Esiste una rete di autobus extra urbani che collega la città ai paesi della provincia. La partenza è da Piazza Medaglie d'Oro, nei pressi della stazione ferroviaria.

In taxi[modifica]

I taxi si trovano fuori dalla stazione ferroviaria, in Piazza Guglielmo Marconi 8, prenotabili tramite il numero telefonico +39 0141 592722.


Cosa vedere[modifica]

Asti presenta numerosi monumenti di interesse storico-artistico di epoche diverse e vari itinerari possibili, in città e nella natura. La cucina locale, basata sui piatti della tradizione, e i vini del territorio rendono ancora più piacevole il soggiorno, che può durare solo una giornata, per chi ha poco tempo, o più giorni per conoscere meglio ciò che il territorio ha da offrire e rilassarsi in uno dei tanti agriturismi della campagna astigiana.

Chiese[modifica]

Cattedrale di Santa Maria Assunta
  • 1 Cattedrale di Santa Maria Assunta, +39 0141 592924. Ecb copyright.svg Ingresso gratuito. Simple icon time.svg 8:30-12:00 e 15:00-17:30. La Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Gottardo è il principale luogo di culto cattolico di Asti, situata in Piazza Cattedrale. Una delle più grandi chiese del Piemonte, costituisce la massima espressione dell'architettura gotica della regione ed è uno dei più significativi esempi di gotico lombardo di tutto il nord Italia. È probabile che la sua prima costruzione risalga al V-VI secolo. Nel 1095, a seguito dell'incendio del 1070 che causò il crollo dell'edificio, fu consacrata da papa Urbano II la nuova cattedrale, in stile romanico-lombardo. Tra il XIII e il XIV secolo la costruzione fu ampliata e completata arricchendola di varie opere, tra cui il grandioso portale laterale in stile gotico fiorito. Nei secoli successivi l'edificio subì vari rimaneggiamenti, legati alle mode stilistiche del momento, che hanno alterato la purezza dello stile gotico. All'interno si trovano l'altare centrale di Benedetto Alfieri (XV-XVI secolo), varie opere di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo (XVI-XVII sec) e di Gandolfino da Roreto, tra cui la Madonna del "Banchiere" e lo Sposalizio della Vergine (XVI secolo).
Chiesa di Santa Caterina
  • 2 Chiesa di Santa CaterinaCorso Alfieri 424, +39 0141 592428. Ecb copyright.svg ingresso gratuito.. L'attuale costruzione della Chiesa di Santa Caterina, sorta al posto della chiesa romanica di San Secondo della Torre Rossa, risale al XVIII sec. ed è dedicata al culto di S. Caterina di Alessandria. In stile barocco, con elementi neoclassici, presenta una facciata in cotto e intonaco di calce, con un timpano triangolare sostenuto da colonne corinzie. Dalla pianta ovale si dipartono a raggiera quattro cappelle. Pregevole è il grande dipinto raffigurante Santa Caterina, San Secondo e i sette santi fondatori dell'Ordine Servita al cospetto della Vergine. Al centro s'innalza la cupola ed il cupolino, che arriva ad un'altezza di 35 metri. Chiesa di Santa Caterina (Asti) su Wikipedia Q3672899 su Wikidata
Facciata Chiesa San Paolo
  • 3 Chiesa di San PaoloVia XX Settembre (vicino a Via Cavour), +39 0141 53477. Ecb copyright.svg ingresso gratuito. La Chiesa di San Paolo sorge in Via XX Settembre, antica Contrada Carrera, nel rione omonimo. In stile barocco, fu edificata dai Padri Filippini alla fine del 1700 nei pressi di un'antica chiesa del XIII sec., già dedicata a San Paolo. La facciata è in cotto e presenta un timpano sorretto da quattro paraste. L'interno, ad un'unica navata, è arricchito da un affresco della fine del ‘700 di Carlo Gorzio di Moncalvo raffigurante la conversione di San Paolo, dalla tela della Vergine del Rosario, probabile opera della scuola del Moncalvo, dal gruppo ligneo scultoreo di Sant'Anna e Maria bambina attribuito a Giovan Battista Bonzanigo, nonché dal gruppo scultoreo di Gesù crocifisso, con Maria e San Giovanni, del XVI sec., proveniente dall'antica Chiesa. Chiesa di San Paolo (Asti) su Wikipedia Q3671533 su Wikidata
Facciata Chiesa San Martino
  • 4 Chiesa di San MartinoPiazza San Martino, +39 0141 557185. Ecb copyright.svg ingresso libero. La chiesa parrocchiale intitolata a S. Martino, vescovo di Tours, sorge sull'omonima piazza, uno degli spazi barocchi più belli della città. Già citata in una permuta di beni nel 886 d.C., era considerata per importanza la terza chiesa di Asti, dopo la Cattedrale e la Collegiata di San Secondo. Nei secoli ha subito vari passaggi tra ordini religiosi e numerose modifiche, fino ad arrivare alla fine del 1600, quando la costruzione trecentesca, a tre navate, fu demolita e ricostruita in stile barocco con un'unica navata, un' ampia zona presbiteriale e numerose cappelle laterali. All'interno sono degni di nota gli affreschi di Giovanni Carlo Aliberti, il bel crocefisso settecentesco in legno sull'altare maggiore, probabile opera della bottega astigiana del Bonzanigo, e la pregevole sagrestia con arredi in noce del settecento, opera di Antonio Manzone. La torre campanaria del XIV sec, unica costruzione rimanente dell'antica chiesa, è stata innalzata di un piano nella seconda metà del 1700. Chiesa di San Martino (Asti) su Wikipedia Q3671017 su Wikidata
M. Pittatore Santa Zita
  • 5 Chiesa di San SilvestroVia F. Morelli 13 (vicino a Piazza Medici), +39 0141 530760. Ecb copyright.svg ingresso libero. La Chiesa di San Silvestro sorge nel rione omonimo, uno dei più antichi della città. Le sue origini risalgono ai primi decenni dell'XI secolo ed è intitolata a San Silvestro Papa. Nel corso dei secoli ha subito numerose modifiche, fino alla ricostruzione della seconda metà dell'ottocento, in stile barocco, che l'hanno portata ad essere come la vediamo oggi. Al suo interno è possibile ammirare molti affreschi, fra i quali si segnalano quelli di Michelangelo Pittatore. Chiesa di San Silvestro (Asti) su Wikipedia Q3672049 su Wikidata
Chiesa di San Rocco
  • 6 Chiesa di San Rocco. La Chiesa di San Rocco sorge nel borgo omonimo, a sinistra della vecchia porta di San Martino, al posto di una più piccola chiesa dell'antica contrada dei filanti. L'attuale edificio, risalente al 1720, fu realizzato su progetto dell'architetto Carlo Giulio Quadri ed è in stile barocco. L'interno presenta un'unica grande navata con cupola e cappelle laterali che ospitano numerose opere tra le quali il Cristo alla Colonna di C.G. Plura, statua lignea a grandezza d'uomo. Nei secoli la Chiesa ha subito vari danneggiamenti e restauri: nel 1793 fu scelta come luogo per ospitare i soldati francesi prigionieri, nel 1800 fu usata dalle truppe austriache, mentre nel 1943 e nel 1994 è stata colpita da due alluvioni. La chiesa era la sede della confraternita dei Battuti Verdi. Chiesa di San Rocco (Asti) su Wikipedia Q3671861 su Wikidata
Chiesa SS.Trinità
  • 7 Chiesa confraternita della SS. Trinità e Sant'EvasioVia Cavour. Ecb copyright.svg ingresso libero. La chiesa della Confraternita della Santissima Trinità e Sant'Evasio sorge su una preesistente costruzione medioevale e l'aspetto attuale risale alle modifiche barocche della seconda metà del 1700 e ai rimaneggiamenti del 1851. L'interno, a una sola navata, con soffitto a botte e con due cappelle laterali, presenta numerosi affreschi del XVIII secolo, mentre fra le statue si segnala quella del Redentore del Bonzanigo. La chiesa è tuttora la sede della Confraternita dei Battuti Rossi, l'unica ancora attiva ad Asti. Nata prima del 1570, la confraternita si occupava anche dell'attiguo ospedale dei Pellegrini di Sant'Evasio. A ricordo dell'antica tradizione paliofila della confraternita, documentata al 1648, nel periodo del Palio (terza domenica di settembre), viene esposto un quadro ex voto datato 1677, che rappresenta la più antica raffigurazione iconografica della "corsa alla lunga", cioè del Palio che si svolgeva lungo la Contrada Maestra, l'attuale Corso Alfieri. Chiesa della Confraternita della Santissima Trinità e Sant'Evasio su Wikipedia Q3667850 su Wikidata
Chiesa Consolata e Monastero
  • 8 Chiesa della ConsolataV. Orfanotrofio all'angolo con V. Hope. Ecb copyright.svg ingresso libero. La chiesa di San Teobaldo, detta della Consolata, sorge a poca distanza dalla chiesa di S. Silvestro, accanto all'ex monastero cistercense, divenuto nel 1803 casa delle orfane e sede oggi di una scuola dell'infanzia. Documenti del 1801 di S.G. Incisa parlano del complesso esistente nel XVII sec. Nella prima metà del 1700, il monastero fu ricostruito in stile barocco e l'interno, che ancora conserva lo scalone settecentesco che porta ai piani superiori, fu totalmente modificato nel XIX sec. Anche la Chiesa ha subito nel settecento dei rimaneggiamenti, acquistando la facciata neoclassica attualmente visibile, mentre al 1995 data il restauro dell'edificio e del campanile. L'interno ad una sola navata, con soffitto a botte e due cappelle laterali, presenta un pregevole altare in stile rococò. Chiesa e monastero della Consolata su Wikipedia Q3674399 su Wikidata
Collegiata di San Secondo
  • 9 Collegiata di San SecondoPiazza San Secondo, +39 0141 530066. Simple icon time.svg Lun-Dom 10:45-12:00 e 15:30-17:30. La Collegiata di San Secondo è uno degli esempi romanico-gotici più importanti di tutto il Piemonte. Situata nell'omonima piazza nel cuore della città. la basilica è dedicata a San Secondo, il patrono della città, le cui ossa sono contenute nel reliquiario cinquecentesco situato all'interno della cripta. Il 25 settembre del 1993 fu visitata da Giovanni Paolo II. La facciata si presenta austera, in linea con l'architettura medievale, anche se la sua costruzione risale al XV secolo. Suggestivi sono i pinnacoli e la croce in ferro battuto, testimonianza dei restauri ottocenteschi. L'interno si presenta come un ambiente unitario e privo di aggiunte stilistiche ulteriori. Di particolar pregio sono alcuni dipinti di Gandolfino d'Asti (l'adorazione dei magi) e il crocifisso ligneo posto sull'altare, opera di Giuseppe Badarello. Si segnala inoltre una Madonna del rosario di scuola del Moncalvo. Di grande pregio è il coro, i cui stalli sono in noce intagliato del XVII secolo (opera firmata dal Bonzanigo e datata 1702). L'ultimo restauro risale al 1980 da parte della famiglia Mascioni. Collegiata di San Secondo su Wikipedia Q3682905 su Wikidata

Edifici laici[modifica]

Edifici medievali[modifica]

  • 10 Palazzo CatenaVia XX Settembre 16 (poco lontano dalla Chiesa di S. Paolo). Palazzo Catena è uno dei più antichi edifici di Asti: risale al periodo medioevale e si dice sia stato abitato da Iginia d'Asti, protagonista dell' omonima tragedia di Silvio Pellico. Gli storici astigiani non sono d'accordo sul succedersi dei vari proprietari : il canonico Incisa nel 1815 attribuisce la proprietà ai Solaro, mentre il Gabiani, nel 1900, parla di proprietà della famiglia Catena, da cui il nome dell'edificio, e infine ulteriori studi del 2004 indicano ancora altri proprietari. Dal punto di vista architettonico presenta due bracci ortogonali, quello più antico (XXIII sec) interno e quello parallelo a V. XX Settembre, ricavato da edifici preesistenti, uniti da una torre. La facciata presenta una tipica entrata "ogivale"con quattro cornici in "cotto" ed arenari alternati e un fastoso cornicione di formelle in cotto simulanti archetti trilobi, e recanti simboli zodiacali, astrologici e apotropaici, unico per la città. La torre corrispondente a circa un terzo della facciata sul lato est, verso la chiesa di S. Paolo, molto probabilmente presentava aperture a bifora, ma nel corso del XV sec, venne "abbassata" ed "uniformata" al resto della costruzione.
Attualmente al piano terra del palazzo si trova " La vie en rose", negozio di arredo ed oggettistica provenzale, con annesso locale ristoro (riservato a soci), dal quale è possibile ammirare particolari architettonici dell'epoca medioevale della costruzione.
Il palazzo è di proprietà privata. Palazzo Catena su Wikipedia Q3889820 su Wikidata
  • 11 Palazzo ZoyaVia Carducci 65. Il Palazzo Zoya è un bell'esempio di casaforte, appartenuto alla famiglia Zoya, che sviluppò l'attività casaniera nel ‘300, in Savoia e per questa attività subì un processo per usura nel 1356. L'edificio nacque dall'accorpamento, alla fine del ‘200, di altre costruzioni medioevali preesistenti, che vennero unite tra loro e innalzate di un piano. Furono costruite sei grandi finestre monofore, tre delle quali ornate in cotto e laterizi alternati. Nel ‘500 fu ristrutturato il piano nobile, con innalzamento delle volte e pittura dei soffitti lignei secondo i canoni rinascimentali e fu costruita, internamente, la loggia a doppio ordine di arcate. Il portale centrale è seicentesco mentre le aperture laterali più basse davano accesso nel medioevo al "fondaco", gli ampi locali seminterrati che nelle residenze mercantili fungevano da magazzini. Pregevole è il cornicione in cotto presente sulla facciata. Palazzo Zoya su Wikipedia Q3891126 su Wikidata
  • 12 Palazzo del Podestà (Palazzo del Comune), via Incisa angolo via dei Cappellai (presso piazza San Secondo, dopo il bar Lo Stregatto). Il Palazzo del Podestà è tra gli edifici medioevali più belli, il suo nome deriva erroneamente dal Gabiani che, documentatosi sugli scritti del canonico Incisa, considerò il palazzo come abitazione dei podestà in epoca comunale, che in realtà dimorarono o in case private o nella Casa del Popolo, a fianco della Collegiata di S. Secondo. Sorto nel XIII sec, probabilmente come terzo palazzo comunale, dopo quello costruito nei pressi della cattedrale e quello accanto alla Collegiata di S. Secondo, corrispondente all'attuale Palazzo Civico, fu utilizzato come magazzino del "mercato del santo" e sede di rappresentanza, quando molte delle funzioni della città vennero spostate presso l'odierna Piazza S. Secondo, allora anche piazza del mercato. Nei secoli XV e XVI fu sede del comune. Nel XVIII sec ospitò la segreteria del Collegio Notarile, da cui il nome Palazzo dei Notai. Dal 1810 cessò di essere proprietà comunale. Dal punto di vista architettonico, presenta la struttura tipica della casaforte, anche se l'aspetto attuale risente di numerose modifiche subite dalla costruzione medioevale iniziale. E' un massiccio quadrilatero a base trapezoidale con un piano interrato e tre sopraelevati di epoche diverse. L'ultimo, infatti, deriva dalla sopraelevazione della merlatura e della costruzione del tetto. Al pianterreno presenta finestre monofore, mentre al piano nobile sono bifore. Due ingressi a tutto sesto, con ghiera bicolore bianco-rossa, consentivano l'ingresso nel palazzo. All'interno, un robusto pilastro quadrato in laterizio funge da supporto alle volte a crociera. Il piano interrato, che secondo il Bera, doveve servire come magazzino del sale o del grano del comune, è oggi occupato da Ristorante Il Podestà. Palazzo del Podestà (Asti) su Wikipedia Q3891327 su Wikidata
  • 13 Palazzo Antichi TribunaliAll'angolo est tra Piazza San Secondo e Piazza Statuto. La sua costruzione si fa risalire alla prima metà del XIII secolo, anche se le informazioni storiche sono molto scarse. Il palazzo era sede dei processi nelle controversie giudiziarie e, molto probabilmente, anche delle prigioni. Costituiva, assieme al complesso del Comune sito di fronte, l'area dei palazzi istituzionali della città. Dell'originaria struttura restano il portico, sebbene molto rimaneggiato, e due piani con ampie finestre decorate in cotto e arenaria.
Palazzo Verasis Asinari
  • 14 Palazzo Verasis-AsinariVia Natta 22. Il palazzo risale al XIV secolo e faceva parte di un complesso edilizio più vasto di architettura gotica, comprendente le vie Cattedrale, Giobert, Natta e Milliavacca, del Recinto dei Nobili. La costruzione in arenaria e mattone presentava, a sinistra del portone, una torre, attualmente non più visibile. Al piano nobile si aprono finestre "crociate" rinascimentali, simili a quelle di Palazzo Mazzola, risalenti alla ristrutturazione avvenuta in tale periodo, che ha visto anche la creazione del porticato interno. Attualmente l'edificio è di proprietà del Comune di Asti che lo utilizza come sede dell'Istituto di musica "G. Verdi". Palazzo Verasis-Asinari su Wikipedia Q3891052 su Wikidata
  • 15 Casaforte dei Roero di CortanzeVia Quintino Sella 21, angolo Via San Martino. Sorge di fronte a Palazzo Gazelli ed apparteneva ad uno dei rami della potente famiglia dei Roero, le cui proprietà andavano dall'astigiano all'albese, nella zona che proprio dalla famiglia ha preso il nome di "Roero". L'antica casaforte, la cui costruzione risale alla prima metà del XIII secolo presenta due piani delimitati dal marcapiano, eleganti bifore con decorazioni in cotto e arenaria e colonnina centrale con capitello a foglie d'acanto. La massiccia torre angolare misura 7,50 m di lato e fu abbassata probabilmente nel XVIII sec. All'interno, di particolare interesse è un ambiente con volte a sesto acuto delimitate da costoloni cilindrici tipici dell'architettura medievale del duecento.
Torre dei Roero di Monteu
  • 16 Casaforte dei Roero di MonteuVia Roero, angolo Piazza San Martino. Il nucleo originale del complesso era costituito da tre edifici della metà del XIII sec,che avevano l'ingresso sul vicolo che li separava dalla Chiesa di San Martino, a quel tempo con la facciata rivolta verso i palazzi. La costruzione della torre di 7,50 m di lato, alta probabilmente 37 metri ,oggi abbassata al livello del palazzo, risale alla fine del XIII secolo. Al di sopra dell' un ingresso ad arco ogivale in cotto e arenaria, si aprivano delle finestre bifore, anch'esse decorate e con la lunetta superiore dipinta, delle quali oggi si conserva solo quella dell'ultimo piano. Pregevole è, all'interno dell'edificio, il bellissimo soffitto ligneo a cassettoni dipinto con scene di giostre aventi come protagonisti i cavalieri Roero. Nel periodo napoleonico il palazzo divenne sede della prefettura e nel 1804 ospitò Papa Pio VII in viaggio verso la Francia per incoronare Napoleone Bonaparte imperatore dei francesi.
Piazza Roma e Torre Comentina sullo sfondo
  • 17 Torre ComentinaPiazza Roma angolo Corso Alfieri. La torre arrivata intatta fino a noi, è situata nel rione San Martino-San Rocco. E' la seconda torre civica della città, misura alla base 3,32 metri per lato, mentre la sua altezza è di 38,55 metri. Essa termina con una terrazza con merlatura ghibellina a coda di rondine e presenta una decorazione sottostante con un doppio ordine di archetti in cotto e arenaria. Le finestre ogivali che si aprono sui quattro lati, all'ultimo ordine sono decorate con lo stesso motivo cromatico degli archetti sovrastanti. Per il tipo di struttura e di decorazione, la torre è datata alla seconda metà del XIII secolo. Il suo nome deriva dagli studi del Gabiani che ne attribuì la costruzione alla famiglia Comentina, mentre le ricerche più recenti del Bera la indicano come proprietà della potente famiglia ghibellina dei Gardino, che aveva nella zona la propria contrada. Torre Comentina su Wikipedia Q3995169 su Wikidata
Torre e Palazzo Gazelli
  • 18 Torre e Palazzo GazzelliVia Quintino Sella 46, angolo via San Martino (tra Piazza Statuto e Via Roero), +39-348-7152273. L'attuale complesso appartenuto ai "Ponte di Lombriasco", poi ai "Cotti di Ceres", poi dal 1840 ai "Gazelli di Rossana", ed ora di proprietà privata, comprende un insieme di immobili la cui origine medioevale è evidenziata dalla conformazione dei muri del piano terreno, dalle volte e dalla presenza della robusta torre duecentesca mozzata a base quadrata di 8 metri di lato, ora alta 24 m, ma in origine alta 38 m. Le origini dell'edificio sono però molto più antiche in considerazione delle tracce di muri romani presenti nelle cantine. Il complesso attualmente esistente si compone del palazzo ristrutturato a metà del ‘700 su disegno di Benedetto Alfieri e del palazzo attiguo, sempre di origine medioevale, modificato a metà dell'800 dall'arch. Valessina, secondo la tipologia edilizia della "casa da reddito", comprendente, nei cortili, le pertinenze rustiche. Infatti nel secondo cortile interno, il cortile di servizio, si trovano ampie cantine per la vinificazione, che qui è stata svolta fino alla metà del ‘900, le stalle, il granaio e le rimesse. Il piano nobile del palazzo presenta tre sale con "lambriggi", rivestimenti in legno con cornici e modanature dorate, tipiche dell'arredamento piemontese del XVIII secolo. Al centro dei lambriggi della seconda sala vi sono affreschi, molto importanti per la storia cittadina, risalenti al 1758, anno in cui il conte Cotti di Ceres era proprietario del cavallo che vinse il Palio per la Confraternita dell' Annunziata. Essi raffigurano i fuochi artificiali in Piazza San Secondo e scene del Palio. Per informazioni sull'orario delle visite e sulle manifestazioni che vengono organizzate servirsi del sito. Torre e Palazzo Gazzelli su Wikipedia Q3995650 su Wikidata
  • 19 Torre De RegibusVia Roero angolo Corso Alfieri. La torre di origini duecentesche sorge sull'area che era di proprietà della famiglia Re o De Regibus, nobile famiglia ghibellina dedita al prestito e al commercio a Metz, in Lorena e in Piemonte. Unico esempio di torre ottagonale esistente in città, originariamente alta 39 m, con merlatura ghibellina della cima, attualmente è alta 27 m, a seguito dell'abbattimento, nel ‘700, di tre dei nove piani originari. La torre faceva parte di un complesso difensivo formato da altre due torri: la torre Quartero e una più piccola, la "torretta". Per questo motivo ancora oggi la zona è nota come "angolo dei tre Re" Torre De Regibus su Wikipedia Q3995172 su Wikidata
  • 20 Torre GuttuariPiazza Statuto, angolo Via XX Settembre. La torre sorge sull'attuale piazza Statuto, uno dei più importanti poli mercatali cittadini del medioevo, denominata in origine Piazza dei porci o del fieno o del vino, divenuta Piazza delle Erbe o dell'Ortaglia verso la seconda metà del quattrocento, perché sede del mercato ortofrutticolo. Il Gabiani ne attribuisce la proprietà ai Guttuari, di qui il nome, ma secondo gli studi più recenti del Bera, la torre apparteneva alle famiglie Bertramenghi e Scarampi, già presenti nella zona all'arrivo dei Guttuari. Costruita tra il 1225 e il 1235, presenta una base quadrata di 5,80 m di lato esterno e 4 m di interno. La parte superiore e la merlatura ghibellina risalgono alla fine del XIX secolo, periodo in cui furono anche aperte le finestre rettangolari e fu creato a piano terra il negozio tuttora esistente. La torre ancora oggi è abitata. Torre Guttuari su Wikipedia Q3995194 su Wikidata
Torre Natta
  • 21 Torre e Palazzi Natta. La torre è situata in V. Natta all'angolo con V. Milliavacca, nel rione cattedrale, fu costruita probabilmente nel XI sec. con mattoni rossi e divenne proprietà dei Natta solo nel XVII sec. Lo stile della torre, sebbene mozzata e modificata nel tempo, è gotico ed assieme all'attiguo palazzo doveva essere una casa-forte molto solida . La pianta è un quadrato di 5 m di lato, la canna è liscia e chiusa, ornata da una doppia fascia di fregi a gocce. Il portone di V. Natta risale al rinascimento, mentre quello di V. Milliavacca, sormontato da un arco a conci e mattoni bianco-rosso, conserva le caratteristiche del medioevo astigiano.Atri palazzi della famiglia Natta, con caratteristiche medioevali si trovano in P. Statuto, all'angolo con V. Q. Sella, che nel ‘600 era denominata Contrada delli Signori Natta. In uno di questi palazzi, per 200 anni, prima dello spostamento in V. Testa, si trovavano le Carceri Regie. Torre e Palazzi Natta su Wikipedia Q3995646 su Wikidata
  • 22 Torre QuarteroVia Roero, angolo Corso Alfieri (Di fronte alla Torre De Regibus). Torre costruita nella prima metà del XIII sec, in stile gotico e a pianta quadrata, è un esempio di torre abitabile. Infatti, secondo gli studi del Bera, nel periodo medioevale era la dimora di da Uberto De Regibus. Deriva il suo nome da Lorenzo Quartero, proprietario della costruzione nel XVIII secolo, periodo in cui fu abbassata a livello dei tetti. Torre Quartero su Wikipedia Q3995254 su Wikidata
Torre Solaro
  • 23 Torre SolaroVia Giobert, angolo Via Carducci. In origine certamente più alta, è stata erroneamente attribuita dallo storico Gabiani alla potente famiglia guelfa dei Solaro, che in quella zona aveva alcune abitazioni. Al momento è impossibile risalire agli originari proprietari della torre in epoca medievale: secondo Bera, nel XVI sec. la torre e gli edifici adiacenti appartenevano alla famiglia Ponte. Dal punto di vista architettonico, la costruzione risale alla seconda metà del ‘200, in stile gotico. Alla base misura 8,10 metri di lato, presenta una canna quadrata liscia con ai piani superiori finestre monofore. Le due finestre bifore con archi ogivali derivano probabilmente dal restauro "ricostruttivo" del 1932. Torre Solaro su Wikipedia Q3995286 su Wikidata
Torre Troyana
  • 24 Torre Civica (Torre Troyana), Piazza Medici, +39 0141 399489. Ecb copyright.svg Biglietto intero 2.50 €, ridotto 1.10 €.. Simple icon time.svg da aprile a ottobre sabato e domenica 10:00-13:00 e 16:00-19:00 (in ottobre 16:00-18:). La torre Troyana o torre dell'Orologio è uno dei simboli di Asti e si trova nei pressi del Palazzo Ducale o Del Governatore, in Piazza Medici. La costruzione risale alla fine del XII sec. E nel ‘200 apparteneva alla famiglia Troya, ricca stirpe di banchieri. La torre è alta 44 m, perfettamente conservata, ed è la più alta torre medioevale del Piemonte. E' caratterizzata da tre ordini di eleganti bifore e decorazioni ad archetti in cotto e arenaria. Nel XV sec. divenne torre civica e fu installato l'orologio, presente nella torre comunale di Piazza S. Secondo, crollata nel 1680, che fu protetto con la costruzione del tetto a spiovente e con la guglia adibita a cella campanaria..All'interno, una scala di 190 gradini permette di salire al piano dei merli da cui si gode di una vista completa sulla città e sulle colline circostanti. La campana, che ancora oggi scandisce le ore, risale al XVI sec. ed è una delle più antiche del Piemonte. In passato suonava la chiusura delle botteghe, le punizioni sulla pubblica piazza e, nell'ottocento, la ritirata per la notte e l'apertura delle scuole. La torre, recentemente restaurata, è visitabile su prenotazione telefonica. Torre Troyana su Wikipedia Q3995307 su Wikidata
Torre Rossa
  • 25 Torre RossaCorso Alfieri 424 (Vicino alla Chiesa di Santa Caterina). E' una delle due torri che costituivano una delle antiche porte romane di accesso alla città. Le sue origini romane si evidenziano nella parte inferiore, realizzata in mattoni cotti, mentre la parte più in alto, composta dagli ultimi due ordini di finestre, è la parte medievale, riconoscibile anche dall'utilizzo alternato di cotto e arenaria, tipico del romanico piemontese. Secondo la tradizione la torre fu la prigione di San Secondo prima del martirio e per tale motivo, una volta persa la sua funzione di porta palatina, è sopravvissuta ed è stata utilizzata nell'XI secolo come torre campanaria della nuova chiesa di San Secondo, detta appunto della Torre Rossa. Risalgono a tale periodo le modifiche, effettuate secondo il gusto del tempo, che ne hanno determinato l'innalzamento: un primo piano, in cotto, probabilmente più antico, con finestre ad arco a tutto sesto e un secondo piano, risalente al XII - XIII secolo, in cotto e arenaria con 8 finestre, aventi all'interno un secondo arco che ne restringe l'apertura. I due piani terminano entrambi con un ordine di archetti. La torre presenta una leggera pendenza dovuta molto probabilmente all'eliminazione delle strutture romane e degli edifici che la circondavano fino agli anni '30. Torre Rossa su Wikipedia Q3995261 su Wikidata

Edifici barocchi[modifica]

Palazzo Ottolenghi
  • 26 Palazzo OttolenghiCorso Vittorio Alfieri, 350, +39 0141 399050. L'attuale edificio è il risultato della ristrutturazione del 1754 ad opera di Benedetto Alfieri, che su incarico del Conte Giuseppe Antonio Gabutti unificò due palazzi contigui, uno già di proprietà della famiglia del Conte Carlo Gabutti di Bestagno e l'altra acquistata dalla famiglia Ramelli di Celle. Nel maggio del 1815, dopo la caduta di Napoleone Bonaparte fu ospite del palazzo Papa Pio VII. La camera in cui alloggiò è ancora oggi definita "camera papale". Il nome attuale dell'edificio si deve alla famiglia ebraica più ricca di Asti che ne entrò in possesso nel 1851 e rinnovò completamente il piano nobile, secondo il gusto ell'epoca,aggiungendo decori interni e sovraporte. Nel 1932 la famiglia Ottolenghi lo donò alla città di Asti, che lo destinò a sede della Prefettura. Palazzo Ottolenghi fu per anni la sede del palco delle autorità ed il punto di arrivo della storica Corsa del Palio alla lunga. Ora nel palazzo risiedono alcuni uffici comunali e il salone principale viene utilizzato per convegni e mostre durante manifestazioni culturali. Palazzo Ottolenghi su Wikipedia Q3890587 su Wikidata
Palazzo Civico
  • 27 Palazzo CivicoPiazza San Secondo. Il Palazzo di Città o Palazzo Civico è sede del consiglio comunale della città di Asti, degli uffici del sindaco e del Consiglio del Palio. Le sue origini risalgono al periodo medioevale, anche se oggi si presenta come un edificio barocco, a seguito della ristrutturazione del XVIII sec. ad opera di Benedetto Alfieri. La facciata del palazzo presenta tre ordini di aperture, in cui prevale il blocco centrale, timpani delle finestre con chiavi di volta a mensola provviste di gocciolatoio. Le decorazioni dello scalone risalgono al XX secolo e sono opera di Ottavio Baussano: nel soffitto sono rappresentate quattro personalità famose di Asti: l'architetto Benedetto Alfieri, il commediografo Giovan Giorgio Alione, l'ebanista Giuseppe Maria Bonzanigo e l'ingegnere matematico Alberto Castigliano. Sulle pareti sono riprodotte una carta di Asti tratta dal Theatrum Sabaudie del 1682, la pianta della città del 1929 e la rappresentazione della città nel XVII sec. con l'antico percorso del Palio alla lunga. Nella sala dei ricevimenti pregevole è il soffitto affrescato da Paolo Arri. Nell'atrio di ingresso si conserva la pietra di paragone per le misure lineari dei mattoni e dei coppi, in uso sul mercato astigiano fino al tardo medioevo. Palazzo di Città (Asti) su Wikipedia Q3891561 su Wikidata
San Michele
  • 28 Chiesa dell'ex Confraternita di San MichelePiazza San Martino 4, +39 0141 355699. La chiesa dell'ex Confraternita di San Michele è una chiesa barocca,di dimensioni modeste, ad un'unica navata. Sulla facciata settecentesca, sopra la porta, presenta un fregio raffigurante l'arcangelo Michele. Già luogo di culto cattolico, poi sconsacrata, alla fine del XX è stata restaurata e dal 2000 è diventata la sede dell'Associazione Diavolo Rosso, associazione nata senza scopo di lucro, che offre spettacoli, mostre d'arte, incontri letterari, eventi di raccolta fondi, appuntamenti enogastronomici, di degustazione e promozione di tipicità gastronomiche, destinando il ricavato ad attività e a progetti di solidarietà locali e internazionali. Diavolo Rosso era il nome di battaglia del celebre ciclista astigiano Giovanni Gerbi (1885-1954). La chiesa è aperta, alla sera, dal giovedì alla domenica, ma spesso anche in altri orari e giorni della settimana. Per informazioni e calendario eventi consultare il sito. Chiesa dell'ex Confraternita di San Michele su Wikipedia
  • 29 Centro Giraudi (ex chiesa di San Giuseppe), Piazza San Giuseppe 1, +39 0141 351874. Trova la sua collocazione nella Chiesa di San Giuseppe, edificio barocco del XVII-XVIII sec, ora sconsacrata. Il Centro organizza mostre, manifestazioni culturali, spettacoli musicali e teatrali. Attualmente è in progetto la realizzazione, in alcuni locali adiacenti, del Museo della Scenotecnica, unico in Italia, con l'obiettivo di insegnare e divulgare l'arte della scenotecnica teatrale. Ex chiesa di San Giuseppe su Wikipedia Q3735829 su Wikidata

Monumenti[modifica]

  • 30 Monumento a Vittorio AlfieriPiazza Alfieri. Risalente al 1862.
  • 31 Monumento ai cadutiPiazza I maggio. Risalente al 1930.
  • 32 Monumento a Federico Cotti di CeresPiazza S. Maria Nuova. Risalente al 1855.
  • 33 Fontana dell'Acquedotto di CantaranaPiazza Medici. Risalente al 1908.
  • 34 Monumento a Umberto IPiazza Cairoli. Asti fu la prima città ad erigere una statua equestre in bronzo ad Umberto I, assassinato a Monza circa una anno prima dell'inaugurazione del monumento, avvenuta il 4 ottobre del 1903. La piazza intitolata al re e successivamente ai fratelli Cairoli, ma nota a tutti come "Piazza del Cavallo", venne realizzata assieme al monumento per volere di un comitato presieduto dal conte Leonetti Ottolenghi, che ne pagò le spese. La statua è opera dello scultore Odoardo Tabacchi e fusa in bronzo da Corrado Betta.
  • 35 Monumento all'Unità d'ItaliaPiazza Roma. Risalente al 1898.
  • 36 Monumento a Vittorio Emanuele II (Giardini pubblici). Risalente al 1884.
  • 37 Monumento a Paolo Lugano - BersaglierePiazza Lugano. Risalente al 1986.

Musei[modifica]

Interno Sinagoga
  • 38 Museo EbraicoVia Ottolenghi, 8 (Vicino a Piazza Roma), +39 0141 399489, +39 0141 399466, +39 0141 399508, +39 0141 590003, fax: +39 0141 558338, @ . Simple icon time.svg Visite su prenotazione. La Sinagoga risale al 1600, ma fu ampliata e ristrutturata nel XIX sec, quando la comunità ebraica presente ad Asti ebbe un notevole ruolo nello sviluppo economico e culturale della città. Nel Museo, allestito nel tempietto invernale, sono conservati argenti, tessuti, oggetti di uso cultuale e non, arredi, libri di preghiera, fotografie, manoscritti e altre testimonianze della presenza ebraica ad Asti. Sinagoga e museo ebraico di Asti su Wikipedia Q962344 su Wikidata
Palazzo Alfieri
  • 39 Museo AlfierianoCorso Alfieri, 375, +39 0141 399489. Il museo ha sede nella casa natale di Vittorio Alfieri (1749-1803), un edificio di origini medioevali, ma ristrutturato in stile barocco dal cugino e tutore del poeta, Benedetto Alfieri. Il museo comprende l'appartamento dello scrittore, con i mobili originali, molti documenti sulla sua attività, incisioni e litografie del XVIII e XIX secolo. Nel palazzo si trovano anche il Centro nazionale di Studi alfieriani e la Fondazione Eugenio Guglielminetti Centro studi teatrali e d'arte figurativa che ospita mostre temporanee. Attualmente il museo non è visitabile per restauri che dovrebbero concludersi entro la fine dell'anno. Palazzo Alfieri su Wikipedia Q3889525 su Wikidata
Cripta di Sant'Anastasio
  • 40 Cripta e museo di Sant'AnastasioCorso Alfieri 365/A, +39 0141 437454. Simple icon time.svg Novembre-marzo Mar-Dom: 10:00-13:00;15:00-18:00.Aprile-ottobre Mar-Dom: 10:00-13:00;16:00-19:00. Il complesso si presenta nella duplice veste di sito archeologico e sede museale. Le testimonianze archeologiche, presenti nella parte ovest del museo vanno dal I-II secolo d.C. fino all'inizio del '900. Sono infatti visibili resti di pavimentazione del foro romano,tracce di abitazioni del periodo tardo-antico, tombe risalenti al VII-X secolo, il muro di fondazione della prima chiesa altomedievale di Sant'Anastasio (VII sec), resti della successiva chiesa romanica(XI secolo) ed una parte del muro perimetrale della chiesa seicentesca barocca demolita nel 1907. La chiesa di Sant'Anastasio faceva parte dell'omonimo monastero femminile benedettino documentato già nel 1008, ma di probabile origine longobarda, che fu per secoli non solo centro di spiritualità, ma potenza economica e politica per suoi vasti possedimenti fondiari e per legami con l'aristocrazia astigiana, da cui provenivano di solito le sue badesse. Nel periodo napoleonico, fu privatizzato e acquistato dai conti Cotti Ceres, che lo donarono, nel 1835, al comune di Asti che lo utilizzò per attività didattiche fino alla demolizione del 1907, quando fu costruito il nuovo liceo classico. Molto suggestiva è la cripta della chiesa risalente al XI-XII sec, a pianta basilicale con tre navate con volte a crociera, in cui si possono ammirare colonne e capitelli di recupero di età romana e altomedievale. Nella parte est del museo sono conservati elementi lapidei appartenenti al sito di S. Anastasio, pietre cantonali e stemmi provenienti da caseforti e palazzi signorili della città ed altri reperti risalenti prevalentemente al periodo tra VIII e XVI secolo. Cripta e museo di Sant'Anastasio su Wikipedia Q3697254 su Wikidata
Palazzo Mazzetti
  • 41 Palazzo Mazzetti e Pinacoteca CivicaCorso Vittorio Alfieri, 357, +39 0141 530403, fax: +39 0141 599678, @ . Ecb copyright.svg variabile a seconda delle mostre. Simple icon time.svg mar - dom, 10.30 – 18.30 (ultimo ingresso ore 17.30). Palazzo Mazzetti deriva il suo nome dalla famiglia Mazzetti di nobili origini, proveniente da Chieri, stabilitasi ad Asti dopo l'acquisto della casaforte dei Turco nel 1442, arricchitasi con l'attività mercantile e di presta denaro e con il diritto di battere moneta, privilegio che mantenne fino 1614. Il palazzo è il risultato dell'accorpamento, a partire dalla fine del XVII sec, di costruzioni attigue, acquistate via via dalla famiglia. A metà del XVIII sec. l'edificio fu rinnovato da Benedetto Alfieri che realizzò gli ambienti di rappresentanza, la facciata, l'atrio e lo scalone. Attualmente è di proprietà della Cassa di Risparmio di Asti ed ospita il Museo e la Pinacoteca Civica. Al piano cantinato si possono visitare le dispense, la ghiacciaia e l'esposizione archeologica permanente "Souvenir m'en doit". Palazzo Mazzetti su Wikipedia Q3890462 su Wikidata
Museo Risorgimento
  • 42 Museo del RisorgimentoCorso Alfieri 350 (Presso Palazzo Ottolenghi), +39 0141 353072 (Comune Ufficio Musei), +39 0141 399489 (prenotazione). Simple icon time.svg Sab-Dom 10:00-13:00 e 16:00-19:00. Lun-Ven su prenotazione. L'origine del Museo risale al 1898, quando in occasione delle celebrazioni per il cinquantenario dello Statuto Albertino, il conte Leonetto Ottolenghi commissionò ai migliori pittori di quel periodo quadri raffiguranti avvenimenti e personaggi risorgimentali. L'esposizione venne allestita presso l'Alla del Foro Boario in piazza Alfieri, un edificio abbattuto negli anni ‘60 per far posto al palazzo della provincia. Al termine dell'esposizione, i reperti vennero trasferiti nel Palazzo Alfieri, e di qui, dopo la costituzione del Centro Studi Alfieriani, furono spostati presso Palazzo Mazzetti dove rimasero esposti fino al 1984. Dopo anni di archiviazione, in corrispondenza con le celebrazioni per il centocinquantenario dell'Unità d'Italia il 23 marzo 2012 il museo è stato inaugurato, nella sede attuale, con l'alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano. Il Museo presenta opere pittoriche di Pontremoli, Morgari, Cerruti Bauduc, Pittatore, Arri, Badoni, che raffigurano personaggi storici e battaglie dell'epopea risorgimentale, cimeli, collezioni di armi, monete del periodo tra il 1797, anno della repubblica astese, e il 1870, frutto di donazioni di famiglie astigiane. Dalle sale risorgimentali del piano terreno, si scende nel rifugio antiaereo della II Guerra Mondiale dove una coinvolgente proiezione illustra la storia dei rifugi antiaerei e le vicende astigiane del periodo. Nelle sale del primo piano interrato, una serie di pannelli didattici e di vetrine completano la storia della Città nella prima e seconda guerra mondiale. L'allestimento del Museo rivolge una particolare attenzione ai visitatori con disabilità: grazie ad una postazione multimediale e due visivo-tattili viene loro illustrato tutto quanto è visibile ai piani interrati. Museo del Risorgimento (Asti) su Wikipedia Q3867921 su Wikidata
  • 43 Museo paleontologico TerritorialeCorso Alfieri, 381 (presso il Palazzo del Michelerio, vicino a Palazzo Alfieri.), +39 0141 592091, @ . Simple icon time.svg Lun-Giov 10:00-16:00. Domenica 10:00-13:00; 15:00-18:00 ora solare,10:00-13:00 16:00-19:00 ora legale. Chiuso venerdì e sabato. Il Museo offre due percorsi: uno che riguarda la paleontologia generale e territoriale inerente agli eventi geologici degli ultimi 25 milioni di anni e un altro che presenta resti scheletrici fossili di cetacei astigiani, balene e delfini, risalenti al Pliocene, tra 5 e 2 milioni di anni fa, quando tutta la Pianura Padana era occupata dal mare. Vi sono reperti sono molto importanti: la Balenottera di Valmontasca (Vigliano d'Asti), la Balena di Portacomaro, la balena "Tersilla" di S. Marzanotto d'Asti e i delfinidi di Belangero e Settime.
  • 44 Museo archeo-paleontologicoCorso Alfieri 2 (Presso il battistero di San Pietro in Consavia), +39 0141 353072, +39 0141 399489 (Ufficio Musei e prenotazioni), +39 0141 399466 (Ufficio Musei e prenotazioni), +39 0141 399508 (Ufficio Musei e prenotazioni), @ . Simple icon time.svg Sono possibili solo visite su prenotazione per scolaresche e gruppi. Il Museo è ospitato su due piani. Al piano terreno sono esposti vari fossili, provenienti soprattutto dall'astigiano: conchiglie e resti animali fossilizzati. Al secondo piano vi sono i reperti archeologici: metalli pre-romani, ceramiche greche, magno-greche ed etrusche e molti resti romani, quali vasi e lucerne in terracotta, urne cinerarie, vetri e bronzi. Tra i materiali di provenienza egizia sono esposte due mummie con i relativi sarcofagi e vari oggetti di carattere religioso-funerario.
Museo Diocesano San Giovanni
  • 45 Museo diocesano San Giovanni, +39 0141 592176 ext 56, fax: +39 0141 326941, @ . Il museo, tuttora in costruzione, sorge in V. Natta 36, sugli spazi del complesso della cattedrale. Il progetto prevede il restauro dei Chiostri dei Canonici, in cui verranno conservati i tesori della cattedrale, il restauro già ultimato della chiesa di San Giovanni, spazio versatile atto ad assolvere varie funzioni, il restauro della torre di Santo Stefano, la valorizzazione dei reperti archeologici emersi nella fase di scavo, la formazione di una ripa, contenente uno spazio che oltre a divenire sito archeologico fungerà da collegamento degli spazi museali. La costruzione della prima soletta di copertura degli spazi ipogei ha consentito la protezione delle strutture archeologiche emerse durante gli scavi e la realizzazione di una prima parte di museo. Gli spazi aperti al pubblico, pari a 700 mq, comprendono l'aula dell'ex chiesa di San Giovanni, la bella cripta sottostante dell'VIII sec e permettono di vedere una parte del tesoro della Cattedrale e lo splendido coro ligneo di Baldino di Surso (1477). Consistenti ragioni storiche inducono ad affermare che la chiesa di San Giovanni sia stata la prima Cattedrale paleocristiana della diocesi di Asti, risalente al V-VI secolo, ricostruita a tre navate nel IX sec, probabilmente distrutta nell'incendio del 1070, quando tutta la città fu messa a ferro e fuoco dalla contessa Adelaide di Susa. La Chiesa di San Giovanni subì forti rimaneggiamenti nel XV secolo, con l' abbattimento dell'abside e di parte della cripta dell'VIII secolo e la costruzione dell'attuale facciata con ingresso a est. La navata nord della chiesa (insistente sull'attuale via Natta) era crollata già nel XIII secolo, mentre la navata sud fu adibita ad abitazione dei canonici e poi abbattuta nel XVIII secolo. La superstite navata centrale del San Giovanni fu coperta con volte a crociera e decorata poi alla metà del XIX secolo. Quanto rimase della cattedrale di San Giovanni negli ultimi secoli fu adibito a chiesa parrocchiale e poi a teatrino fino ai recenti restauri. Museo diocesano San Giovanni (Asti) su Wikipedia Q20967109 su Wikidata
Mosaico Domus Romana
  • 46 Domus romana dei Varroni, +39 0141 437454, +39 0141 399489. Si trova al piano seminterrato della casa per anziani "Canuto Borelli" di proprietà comunale, in V. Varrone 30, circa 80 metri a nord rispetto alla porta urbica occidentale, ovvero la Torre Rossa, nella zona del castello dei Varroni. La Domus Romana, risalente alla seconda metà del I sec d.C, all'epoca costituiva un'abitazione privata, solitamente ad un solo piano, utilizzata dalle famiglie benestanti. Nella pavimentazione in cocciopesto bianco, è presente un pregevole mosaico costruito con la tecnica dell'opus tesselatum abbinato all'opus sectile delimitato da una cornice a spina di pesce più interna ed un'altra, più esterna, con motivo a treccia. Il mosaico a tessere bianche e nere è decorato da figure geometriche in marmo colorato alternate a figure zoomorfe e piante acquatiche. A pochissima distanza si trova anche l'imboccatura di un forno che alimentava il riscaldamento domestico per mezzo di intercapedini nei pavimenti (detto riscaldamento ad "ipocausto"). Su una piccola superficie di muro si vedono tracce dell'antica decorazione che doveva essere molto ricca. L'orientamento dei muri è perpendicolare alla via Fulvia, l'attuale corso Alfieri (l'antico decumano massimo). Altri resti di "domus romane" sono venuti alla luce negli ultimi anni: ad est della domus di via Varrone, sempre in corrispondenza di corso Alfieri, nei locali sotterranei del Palazzo della Rovere di Via Giobert e ancora più ad est, nella zona di via Carducci, presso la torre del Vescovado. Domus romana (Asti) su Wikipedia Q3713404 su Wikidata
Palazzo Mazzola
  • 47 Palazzo Mazzola (Archivio Storico del Comune di Asti). Il palazzo è uno dei pochi esempi di architettura rinascimentale ad Asti. Di origini medioevali (XIII sec), come evidenziano le fondazioni e le tre finestre ogivali che si affacciano in via Buon Pastore), deve il suo attuale aspetto ai lavori compiuti nel 1500. Nel 1710 Filippo Mazzola donò il palazzo all'Opera pia "Buon Pastore", istituto che ospitava bambini e ragazzi abbandonati o in situazioni di povertà e degrado. Dal 1979, con la soppressione dell'Opera pia, il palazzo è diventato sede dell'archivio storico del Comune e conserva importanti documenti del periodo medioevale, il più antico dei quali risale al 947. Sono inoltre presenti documenti relativi al periodo di dominio sabaudo, al periodo napoleonico e alla Restaurazione, oltre a testimonianze di feste, fiere, manifestazioni, censimenti, statistiche varie e gli archivi dei comuni soppressi entrati a far parte del comune di Asti tra la fine del secolo scorso ed il 1929. Palazzo Mazzola su Wikipedia Q3890461 su Wikidata
Complesso di San Pietro in Consavia
  • 48 Chiesa di San Pietro in ConsaviaCorso Alfieri 2, +39 0141 353072, fax: +39 0141 399507, @ . Ecb copyright.svg ingresso gratuito. Simple icon time.svg Novembre-Marzo: Mar-Dom 10:00-13:00; 15:00-18:00. Aprile-Ottobre Mar-Dom 10:00-13:00; 16:00-19:00. La chiesa di San Pietro in Consavia, o Complesso del Battistero di San Pietro]] risale al XII sec. e fu sede del Priorato Gerosolimitano di Lombardia fino al 1798. Si compone di quattro edifici. La parte più antica è la Rotonda del Santo Sepolcro, copia del luogo santo, nata per rispondere alle esigenze spirituali dei pellegrini che non potevano permettersi un pellegrinaggio in Terra Santa. L' edificio in mattoni e arenaria, esternamente ha un perimetro poligonale, mentre all'interno è a pianta circolare, con un vano centrale circoscritto da otto colonne, con capitelli cubici ad angoli smussati, collegate tra loro da archi a tutto sesto. Fu adibito a battistero solo alla fine del XIII sec: al centro della Rotonda vi è un fonte battesimale marmoreo di fattura cinquecentesca. A questo primo edificio, si aggiunse tra XIII e XIV, una chiesa composta da tre corpi di fabbrica, disposti ad "U" a formare un chiostro interno, suddiviso in Ospedale dei Pellegrini e Casa Priorale. Nel XV sec vi fu un nuovo ampliamento con l'aggiunta di un edificio a pianta quadrata sul lato orientale, la cappella di San Pietro in Consavia, detta anche cappella Valperga dal nome del committente, con volta a crociera decorata da un complesso apparato di formelle figurate in cotto, il più ricco esempio di questa tecnica ornamentale conservato ad Asti. Chiesa di San Pietro in Consavia su Wikipedia Q3671783 su Wikidata
  • Museo degli arazzi Scassa (Presso l'Arazzeria Scassa alla Certosa di Valmanera). Arazzeria Scassa su Wikipedia Q3621316 su Wikidata

Gallerie d'arte[modifica]

Eventi e feste[modifica]

Ad Asti vengono organizzati eventi nell'arco di tutto l'anno, alcuni destinati ad una più ampia platea di pubblico, altri più di nicchia, ma comunque vi sono manifestazioni in tutte le stagioni.

In Primavera[modifica]

  • Fiera di PrimaveraVia Cavour, Piazza San Secondo, Via Garibaldi, Piazza Alfieri, Viale alla Vittoria e Corso Alfieri, tra via Rossini e Piazza Alfieri. Simple icon time.svg Dalle 7:00 alle 19:00. In una domenica d'inizio primavera, tra la fine di marzo e la prima settimana di aprile, più di 200 bancherelle invadono le strade del centro proponendo merci di vario genere: abbigliamento, calzature, articoli per la casa e d'arredo, giochi per i bambini e tante prelibatezze gastronomiche sia astigiane che provenienti da diverse regioni d'Italia. Una sezione della Fiera, tra Piazza Statuto, Piazza San Secondo, Via Garibaldi e il primo tratto di Via Cavour è dedicata ai prodotti a km 0 delle aziende agricole della Coldiretti. Nei giardini pubblici, in parallelo, si svolge Asti Florum dedicata alle piante, ai fiori e all'arredamento da giardino.
  • Fiera Carolingia. Attorno alle Piazze Alfieri e del Palio ad Asti, ogni anno, il primo mercoledì di maggio, in occasione dei festeggiamenti patronali di San Secondo, si tiene la Fiera Carolingia, la più antica, la più conosciuta e la più grande delle Fiere Astigiane.Per un'intera giornata tutte le vie e le piazze del centro di Asti sono invase da oltre 600 bancarelle di ogni genere con tanti tipi di merci e prodotti tipici che riescono sempre ad incontrare i gusti dei visitatori.
  • 14 VinissageCorso Felice Cavallotti 45. Ecb copyright.svg 10€ con tasca, calice, degustazioni libere e buono sconto di 5€ sull'acquisto dei prodotti esposti. Ridotto 5€ per iscritti ONAV; FISAR e SLOW FOOD.. Simple icon time.svg Sab 15:00-20:30; Dom 10:30-19:00. Mostra-mercato di vini provenienti da agricoltura biologica e biodinamica, prodotti , cantina nel rispetto della naturalità dell'uva, senza l'uso di sostanze chimiche. Scopo della manifestazione è promuovere la viticultura consapevole: incontrando piccoli produttori provenienti da tutta Italia, è possibile dialogare, confrontarsi con loro e assaggiare le loro produzioni. Accanto ai vini vengono proposti altri prodotti biologici: conserve, marmellate, formaggi, salumi, oli, biscotti.

Altre iniziative accompagnano tale manifestazione: Bio Wine Street tasting, organizzata da CreATive: il venerdì sera e il sabato sera nei ristoranti e nei bar del centro della città si possono degustare i vini biologici accompagnandoli con piatti tipici. Il sabato pomeriggio si svolgono la camminata di Nordic Walking e la caccia al tesoro; la domenica si può andare alla scoperta di Asti, visitando luoghi solitamente non aperti al pubblico o partecipare al tour delle Colline patrimonio Unesco.

  • L’Europa in FestaPiazza Campo del Palio. Manifestazione organizzata dalla Confesercenti con il Comune, vede la partecipazione di operatori provenienti da tutta Europa che, per 5-6 giorni alla fine di maggio, propongono i prodotti caratteristici delle diverse nazioni: dalle birre, alla paella, dai prodotti di artigianato ai profumi e alle spezie.
  • GustadomRione Cattedrale. Simple icon time.svg Primo fine settimana di giugno: venerdì sera, sabato sera, intera giornata di domenica. E' una passeggiata enogastronomica nelle vie del rione cattedrale: piatti della tradizione piemontese, abbinati a vini DOC e DOCG vengono distribuiti nei punti ristoro allestiti nelle storiche piazze e palazzi del rione, coniugando le proposte gastronomiche con quelle artistiche e culturali. Sono proposti anche alcuni piatti senza glutine per dar modo a tutti di gustare le eccellenze della cucina locale. Nella giornata di domenica, in Piazza Cattedrale si svolge il Mercà dij Busiard, mercatino dell'antiquariato, accompagnato dal gran fritto misto alla piemontese. Parte del ricavato della manifestazione viene devoluto alla Croce Rossa per assistere persone indigenti della città.

In Estate[modifica]

  • 15 Passepartout FestivalCortile del Palazzo di Collegio, Via Carducci 64. Ecb copyright.svg ingresso gratuito. Il Festival Passepartout organizzato dalla Fondazione Biblioteca Astense Giorgio Faletti, si svolge nella prima metà di giugno. Ospiti illustri tengono conferenze su un tema specifico, scelto di anno in anno. Il titolo della rassegna del 2015 è “1945-2015 La guerra è finita?”
  • 16 Asti MusicaPiazza Cattedrale. Ecb copyright.svg Alcuni concerti sono gratuiti, altri hanno un prezzo variabile a seconda degli artisti che si esibiscono. Si tratta di una serie di concerti, di genere musicale diverso che si tengono in Piazza Cattedrale nel mese di luglio. Per il programma dettagliato: comune di Asti
  • 17 Cinema CinemaCorso Alfieri 381. Rassegna di spettacoli cinematografici all'aperto, con sede nel Palazzo del Michelerio.
  • 18 Douja d'OrCorso Felice Cavallotti, +39 0141 535211, @ . La Douja d'Or è un concorso enologico a livello nazionale che si svolge nel Palazzo dell'Enofila, dal secondo al terzo week-end di Settembre. Deve il suo nome, che si pronuncia "dùja", al termine dialettale con cui si indica un antico e panciuto boccale piemontese. La manifestazione è nata nel 1967 per promuovere la conoscenza delle migliori produzioni vitivinicole italiane, educando al giusto bere. Esperti e tecnici ONAV premiano con il bollino "Douja d'Or" i vini D.O.C. e D.O.C.G. che hanno raggiunto il punteggio di 85/100 e assegnano l'Oscar della Douja a quelli che superano i 90/100 punti. La manifestazione non è soltanto una vetrina di vini prestigiosi da degustare e da acquistare, ma è un importante appuntamento con mostre, eventi, incontri, concerti e con i raffinati menù della cucina d'autore piemontese. Negli ultimi anni, per valorizzare i prodotti del territorio, parallelamente al concorso si svolgono la Douja della Barbera e la Douja dell'Asti.
Particolare della sfilata
  • Il Festival delle SagrePiazza Campo del Palio, +39 0141 535211, @ . Il Festival delle Sagre si colloca nello stesso periodo del salone enologico Douja d'or, durante il secondo fine settimana di settembre e costituisce "la più vera rappresentazione di vita contadina astigiana" di un tempo. Oltre 40 proloco della provincia di Asti, il sabato sera, dalle 18:30, e dalle 11:30 alle 22:00 di domenica, propongono le loro specialità gastronomiche, dagli antipasti ai dolci, accompagnate da vini DOC astigiani in un grande ristorante all'aperto che occupa l'intera piazza del Palio. Il menù, costituito da più di 80 proposte, presenta tutto il patrimonio della gastronomia povera e borghese dell'Astigiano e del Monferrato. Evento simbolico delle Sagre è la suggestiva sfilata che domenica mattina, a partire dalle 9:15 si snoda per tutta la città, animata da più di tremila figuranti in autentici abiti d'epoca, trattori e arnesi del mestiere che rievocano i vari momenti della vita contadina dei paesi locali tra Ottocento e Novecento e mostrano il gusto delle cose semplici di un tempo.

N.B.: Visto il grande afflusso di gente, si consiglia, se possibile, di raggiungere la città con il treno. Nell'occasione vengono effettuate corse speciali da/ e per Torino. In caso di utilizzo di mezzo proprio si consigliano i parcheggi alla periferia della città: Piscina Asti Lido di Corso Torino, nei pressi del casello di uscita autostradale ASTI OVEST, e Piazza d'Armi (zona Pilone), nei pressi dell'uscita ASTI EST. Bus navetta gratuiti, ogni mezz'ora, sia il sabato che la domenica, collegano tali parcheggi con il centro cittadino.

In Autunno[modifica]

Il Palio di Asti
  • Palio di Asti. Festa annuale di Asti che cade la terza domenica di settembre.È una festa tradizionale che ha radici medievali, nata nell'ambito delle celebrazioni patronali di San Secondo e culmina con una corsa di cavalli montati a pelo, ovvero senza sella. Prevede la partecipazione di 14 rioni e 7 borghi, ognuno con un cavallo e un fantino. La gara si svolge in piazza Alfieri e prevede tre batterie più una finale; in tutte le fasi si devono fare tre giri di pista. Per qualificarsi alla finale, si deve arrivare almeno nelle prime tre posizioni di una batteria. Quando si conclude la finale, si danno diversi premi: al primo classificato si da il palio (uno stendardo), al secondo una borsa con delle monete d'argento, al terzo gli speroni, al quarto il "gallo vivo", al quinto una coccarda e all'ultimo l'acciuga con l'insalata (tradizionalmente, è considerata una presa in giro). Palio di Asti su Wikipedia Q1134207 su Wikidata
  • Palio degli sbandieratori. Il Palio degli Sbandieratori, chiamato anche "Paliotto", ha lo scopo di perpetrare, attraverso i tempi, il secolare gioco della bandiera, in tutte le sue espressioni storiche, culturali e tradizionali. I musici e gli sbandieratori dei diversi rioni si esibiscono il giovedì sera immediatamente precedente il Palio (terza domenica di settembre), in Piazza San Secondo, davanti ad una giuria di esperti nell'arte della bandiera, sotto la supervisione del Capitano del Palio. E' una vera e propria esplosione di suoni e di colori. Il rione vincitore viene premiato con il "paliotto", drappo con le insegne della città, e si aggiudica il diritto di partecipare alle più importanti manifestazioni nazionali
  • Fiera d'Autunno. Dopo la fiera di Primavera e la Carolingia, in una domenica della prima quindicina di Ottobre, torna un'altro dei tradizionali eventi che coinvolgono tutto il centro storico della città. Più di 250 operatori, propongono prodotti di vario genere: dagli alimentari all'abbigliamento, dall'artigianato agli accessori. L'edizione del 2015 avrà luogo in data 11 ottobre.
  • Cucina e Cantina e Fiera Regionale del TartufoCentro Storico, +39 0141 399486. La Fiera regionale del tartufo si svolge nel week-end di metà novembre nel centro storico della città. I “trifolau” (cercatori di tartufi) offrono, sulle loro piccole, ma preziosissime e profumatissime bancarelle, le trifule da affettare sottilmente sulla carne cruda, sui tajarin o sulla fonduta. Molte iniziative collaterali (convegni, degustazioni, spettacoli musicali....) fanno da corollario alla manifestazione. Su tutte “Cucina e cantina”, grandiosa kermesse dedicata al buon bere e al buon mangiare, proposta dai ristoranti della città, ovviamente con piatti a base di tartufo. Per il 2015 la fiera si svolgerà il 14 e 15 novembre.

In Inverno[modifica]

  • Mercatini di NatalePortici di Piazza Alfieri. Vengono proposti oggetti natalizi di produzione artigianale e prodotti enogastronomici da regalare in occasione delle festività.
  • 19 Passepartout en hiverCasa del teatro, via Goltieri 3. Ecb copyright.svg ingresso gratuito. Organizzato dalla Biblioteca Astense e dalla CNA Asti, si articola in una serie di incontri che si svolgono la domenica pomeriggio dalla metà di gennaio alla metà di marzo E’ un “salotto culturale” in cui vengono illustrate e discusse tematiche diverse.


Cosa fare[modifica]

Non c'è che l'imbarazzo della scelta: andare alla scoperta dei monumenti e dei musei della città, fare shopping, sedersi a tavola ad assaporare la cucina locale, degustare uno dei vini del territorio, visitare una mostra d'arte, rilassarsi nel verde o fare sport.

Sport[modifica]

Bowling[modifica]



Acquisti[modifica]

Le principali vie in cui fare acquisti sono Corso Alfieri, Via Cavour, Piazza San Secondo, Piazza Alfieri dove si trovano le più famose catene di negozi. Nel centro della città vi sono molti spazi commerciali in cui è possibile trovare uno dei prodotti che hanno ottenuto la denominazione comunale di qualità (Deco), marchio di garanzia creato per legare il prodotto al suo luogo di produzione. Sei sono le Deco certificate finora ad Asti: l'agnolotto gobbo, la pesca limonina, il pom marcon (la mela marcon), il pomodoro Cerrato, il sedano dorato e il torrone d'Asti. Altri prodotti della terra meritano particolare attenzione: il cardo gobbo di Nizza Monferrato, il peperone quadrato di Motta, gli asparagi saraceni di Vinchio, le mele di San Marzano e le nocciole della varietà "tonda e gentile". Decisamente apprezzate sono le produzioni locali di salumi, in particolar modo il salame cotto monferrino ricco di spezie, e quelle di formaggi quali la robiola dop di Roccaverano, di latte caprino e quella di Cocconato di latte vaccino. Impossibile poi non parlare dei dolci: gli amaretti di Mombaruzzo, i canestrelli di Cinaglio, le torte di nocciola, la polentina d'Asti. In autunno l'acquisto"principe" è il tartufo bianco da gustare, finemente affettato, sulla carne cruda, sui tajarin (tagliolini), nel risotto e sull'uovo. Per gli amanti del buon bere, in modo saggio, è possibile acquistare, in una delle enoteche della città, i vini DOC (denominazione origine controllata) e i vini DOCG (denominazione origine controllata e garantita): barbera, freisa, grignolino, ruchè, dolcetto, malvasia, moscato e il famoso Asti Spumante, per citarne alcuni.

Dove acquistare[modifica]

  • Al mercoledì e al sabato, dal mattino alla sera, c'è il mercato di generi non alimentari in Piazza Alfieri e Piazza Campo del Palio.
  • Nelle stesse giornate, in Piazza Campo del Palio ha luogo, solo in orario mattutino, il mercato della frutta e verdura, presente, seppure in forma ridotta, anche in tutti gli altri giorni della settimana.
  • Al venerdì mattina, dalle 8:00 alle 13:00 in Piazza Statuto c'è il mercatino di frutta, verdura, formaggi provenienti da aziende agricole di giovani produttori locali.
  • La 2° domenica di ogni mese la rassegna agroalimentare "Asti, prodotti, gusti e sapori" propone sotto i portici Anfossi e in Piazza Libertà vini, salumi, formaggi, miele delle aziende locali.
  • Il 2° sabato in Piazza San Secondo si svolge il mercatino "Agro Arte" dei prodotti biologici e artigianato ecocompatibile.
  • La 4° domenica di ogni mese nel centro storico si svolge il Mercatino dell'Antiquariato con più di 150 espositori.
  • 1 Mercato copertoPiazza Libertà. Simple icon time.svg chiuso domenica e giovedì pomeriggio. vendita di frutta, verdura, carni, pesce, vino
  • 2 EatalyVia C. L. Grandi 3 (vicino a Piazza Alfieri). Simple icon time.svg Mar-Dom 10:00-22:00. Selezione di prodotti d'eccellenza locali e nazionali.
  • 3 Fucci formaggiPiazza Statuto 9 (vicino a Piazza San Secondo), +39 0141 556343, @ . Ricchissima selezione di formaggi locali, nazionali e internazionali, mostarde e altri prodotti tipici locali in vetro, vini e salumi.
  • 4 Pasticceria GiordaninoCorso V. Alfieri 254, +39 0141 593802. Fondata nel 1912, ha conservato gli arredi Liberty. Offre biscotti, pasticcini, meringhe con panna e torrone, la Polentina d'Asti, morbida torta con granella di mandorle, uvetta e maraschino, la Torta del Palio, la Torta Cabiria a base di cioccolato, arancia candita e mandorle pralinate (in onore del grande regista Giovanni Pastrone), e l'Alfierino, cioccolatino su cui è impressa l'effigie della città.
  • 5 Pasticceria GNBVia Malta 24, +39 0141 557291, fax: +39 0141 557291, @ . Laboratorio artigianale che prepara sotto gli occhi dei clienti dolci tipici con ricette storiche: golose torte, polentine, bignè, torrone, finocchini, amaretti alla mandorla e alla nocciola, "astigiani" (grossi cioccolatini con ripieno alla nocciola, al liquore)
  • 6 Pasticceria MighettoCorso Alessandria 3 (vicino a Piazza I Maggio), +39 0141 33280, fax: +39 0141 33280. Simple icon time.svg Mar-Dom 8:00-13:00; 15:30-20:00. Vasto assortimento di pasticceria fresca, torte personalizzate, dolci di ogni tipo e specialità salate.
  • 7 Pasticceria Barbero VincenzoCorso Torino 231 (vicino a Piazza I Maggio), +39 0141 211897, fax: +39 0141 33280. Simple icon time.svg Mar-Dom 8:00-13:00; 15:30-20:00. Produzione artigianale di pasticceria fresca e da forno, pasticceria salata, gelati e semifreddi, cioccolato, torte.
  • 8 Cioccolateria Torroneria Davide BarberoVia Brofferio 84, +39 0141 594004, fax: +39 0141 599281, @ . Nata nel 1883, produce cioccolato e torrone "Friabile Piemontese" secondo la ricetta tradizionale Astigiana e ha ricevuto il marchio DE.C.O. (Denominazione comunale di origine).
  • 9 Enoteca BoeroPiazza Astesano 17, +39 0141 593365. Simple icon time.svg Mar-Sab 9:30-12:30; 15:00-19:30. Chiuso lunedì mattina. Selezione di vini italiani ed esteri, degustazioni gratuite per i clienti.
  • 10 Enoteca La CantinaVia Pallio 13 (poco lontano da Piazza I Maggio), +39 0141 530217, @ . Simple icon time.svg Lun-Sab 8:00-12:30; 15:30-19:30. Chiuso giovedì pomeriggio. Vendita vini, prodotti locali in vasetto, grappe e distillati del Piemonte
  • 11 Enoteca Pompa MagnaVia Aliberti 65 (vicino a Piazza Roma), +39 0141 324402. Simple icon time.svg Mar-Dom 9:00-15:00; 18:00-24:00. Ricca selezione di vini e cucina.
  • 12 Cesteria VarenniVia Aliberti 16 (vicino a Piazza San Secondo), +39 0141 595364. Oggetti in vimini e ricca collezione di presepi provenienti da tutto il mondo.
  • 13 Ricami d'arteCorso Alfieri 306, +39 0141 352540. Biancheria per la casa ricamata.
  • 14 Oreficeria Bordino SimoneVia Aliberti 47, +39 0141 355278, @ . Laboratorio orafo, produzione gioelli anche su disegno del cliente.


Come divertirsi[modifica]

Spettacoli[modifica]

  • 1 CinelandiaCorso Alessandria 250, +39 0141480175, @ . Ecb copyright.svg variabile; prenotazione possibile anche online al costo di 1€ con ritiro biglietti almeno 30 minuti prima dell'inizio del film. Simple icon time.svg Lun-Ven dalle 19:00; Sab e Dom dalle 14:00. Possibilità di prenotazione sala per feste di compleanno; 7 sale; 3D; poltone VIP; ampi parcheggi; area ristoro; posti disabili
  • LumièreCorso Dante 188, +39 0141413630. Ecb copyright.svg intero 6.50€; ridotto 5€ per famiglie, isegnanti, studenti, ASL, over 60. Simple icon time.svg Lun, Mar, Gio, Ven dalle 21:15; Sab 19:15, 21:30; Dom 17:00, 19:15, 21:30.
  • 2 Sala Pastrone - Teatro AlfieriVia al Teatro Alfieri 2, +39 0141399057, +39 0141399032. Ecb copyright.svg intero 6.50€; ridotto 5€.
  • 3 SplendorVia Carlo Vassallo 4, +39 0141595040. Ecb copyright.svg intero 7€; ridotto 5€ per minorenni, universitari, over 60, iscritti all'utea, associati crasl, tesserati circolo C.G.S. o "mi zai dojo" o circolo boschetto C.N.A.; Mar 5€. Simple icon time.svg Mar-Ven 21:15; Sab e Dom 16:45, 19:00, 21:15.

Locali notturni[modifica]

Discoteche[modifica]

Bar[modifica]

  • 5 CocchiPiazza Vittorio Alfieri 64, +39 0141321752.
  • 6 Old RiverPiazza Astesano 22, +39 0141594036.
  • San CarloVia Cavour 2, +39 014134755.
  • 7 Busters CoffeePiazza S. Secondo 14, +39 0141353791.
  • 8 Il Caffè degli artistiVia Teatro Alfieri 1, +39 0141437211.
  • 9 Tuit eatalyVia Carlo Leone Grandi 3, +39 0141095813.
  • 10 Lo StregattoVia dei Cappellai 1, +39 0141530368.
  • 11 Hard CafeVia dei Cappellai 9, +39 0141599011.
  • Voglia mattaVia Della Valle Federico 6, +39 3293655607.
  • GaribaldiVia Garibaldi, +39 3888911131.
  • 12 Caffetteri MazzettiCorso Vittorio Alfieri 357, +39 014130890.

Pub[modifica]

  • Jamaica Happy Pub AstiVia Gorello 7, +39 3923020479. Simple icon time.svg 20:00-3:00.
  • 13 Irish PubCorso Felice Cavallotti 64, +39 0141595660. Simple icon time.svg 21:00-2.


Dove mangiare[modifica]

Agnolotti astigiani
La "trìfula" (il tartufo) è un piatto autunnale tipico di Asti

Le ricette della tradizione astigiana traggono la loro origine da una cucina contadina, legata ai prodotti della terra e dell'allevamento, che ha saputo anche trasformare materie prime povere in grandi piatti. E' nata così una cucina molto ricca che va dagli antipasti a dolci.

Tra gli antipasti, per ricordarne alcuni, si può scegliere la carne cruda di razza bovina "piemontese" battuta (tritata fine) al coltello e condita con olio, sale e limone; le acciughe con il "bagnèt verd" (bagnetto a base di prezzemolo, aglio, olio); il vitello tonnato (sottili fette di carne lessata ricoperte da una salsa a base di tonno, capperi, acciughe e tuorlo d'uovo sodo o maionese); l'insalata russa di verdure in maionese; i peperoni scottati alla fiamma con la "bagna cauda" (salsa a base di olio, aglio e acciughe) o le numerose torte salate, diverse a seconda delle stagioni.

Tra i primi piatti meritano senz'altro attenzione gli agnolotti: agnolotti gobbi (De.Co astigiana), pasta fresca con un ripieno composto da arrosto di vitello, di maiale e di coniglio, salciccia, scarola, uova e parmigiano; gli agnolotti "del plin" (pizzicotto dato per chiudere la pasta); gli agnolotti d'asino, tutti quanti conditi con il sugo di arrosto, con burro e salvia o serviti "alla curdunà", cioè sconditi e serviti sul tovagliolo. Non meno buoni sono i "tajarin" (piccole tagliatelle ricche di uova), conditi con sughi a base di carne, di funghi e in autunno con il tartufo.

I secondi della tradizione sono: il fritto misto (di cervella, polmone, animella, fegato, cotoletta di vitello, mela, amaretto, semolino, salsiccia,carote), accompagnato da un bagnetto verde cotto, il bollito misto (con vari tagli di carne bovina piemontese compresa la testina, più la gallina e il cotechino), servito con "bagnèt verd" e "bagnèt russ"; gli arrosti, il brasato e la finanziera, antico piatto povero, a base di cervella, animelle, fesa e filetto di vitello o manzo, creste e fegatini di pollo, funghi, aceto e marsala.

Chi non ama la carne può scegliere i formaggi vaccini o caprini di produzione locale e accompagnarli con la "cugnà", una salsa ottenuta cuocendo a lungo il mosto d'uva insieme a noci, fichi, pere e nocciole.

Ed infine i dolci: il "bunet", dolce a base di uova, latte, zucchero, liquore, cacao e amaretti, lo zabaglione al Moscato, da accompagnare con i finocchini di Refrancore, o con la torta di nocciole; le pesche al forno con ripieno di amaretti e cacao; le pere cotte al vino rosso; gli amaretti di Mombaruzzo; i canestrelli di Cinaglio, da gustare con vino rosso o bianco dolce.


Chi non ha tempo per un buon pranzo o una ricca cena, può optare per una "Merenda sinoira": una usanza che può essere oggi considerata come l'antenata dell'"apericena" o "happy hour", ma che nella tradizione contadina locale era un pasto veloce, consumato nei mesi primaverili ed estivi nel tardo pomeriggio, dopo una dura giornata di lavoro nei campi, per recuperare le energie prima dei lavori serali nella terra o nella stalla e della frugale cena.

Adatti alla "merenda sinoira" sono i vini locali da abbinare a taglieri di formaggi e salumi: tra i salumi, oltre a quelli tradizionali, vi sono quelli a base di carni d´asino, quelli aromatizzati al vino e al tartufo, prodotti in piccoli laboratori artigianali locali.


In alcuni periodi dell'anno, specialmente nell'autunno-inverno i ristoranti locali offrono menù a tema:

la bagna cauda da accompagnare al cardo gobbo di Nizza e ad altre verdure cotte e crude, il bollito misto di bue grasso, il ricco fitto misto e i piatti a base di tartufo.


Prezzi modici[modifica]

  • 1 Pizzeria Ristorante La PiolaCorso Alessandria, 150 (zona est della città), +39 0141 219892. Simple icon time.svg chiuso il lunedì. Pizzeria e ristorante anche per celiaci.
  • Pizzeria Osteria Pic NicVia Ospedale, 7 (vicino a Piazza Alfieri), +39 0141 556228. Simple icon time.svg chiuso il martedì. Pizzeria e osteria con discreta selezione di birre e vini.
  • Pizzeria Ristorante Monna LauraVia Cavour,30, +39 0141 594159.
  • 2 Enoteca Il CicchettoVia Garetti,11/13 (nella zona pedonale, vicina a Piazza San Secondo), +39 0141 320225. Possibilità di apericena con buona selezione di vini.
  • 3 Osteria del PalioPiazza Alfieri, 28, +39 0141 590401. Simple icon time.svg chiuso il lunedì. Cucina piemontese.
  • 4 Pizzeria Ristorante Tre RECorso Alfieri, 378 (vicino a Palazzo Ottolenghi e alla cripta di Sant'Anastasio), +39 0141 592753. Simple icon time.svg chiuso il martedì. Accetta ticket.
  • 5 Ristorante Le Oche RosaVia Carducci,42 (zona Piazza Catena), +39 342 9730322. Simple icon time.svg chiuso la domenica. Piatti ben presentati della cucina italiana e piemontese con accostamenti innovativi.
  • 6 Hai OuCorso Alfieri 381 (Vicino alla Torre Rossa), +39 0141 593638. Cucina cinese

Prezzi medi[modifica]

  • 7 Taste VinVia Vassallo 2 (Piccolo vicolo vicino alla Torre Rossa), +39 0141 320017. Simple icon time.svg 12:00-14:30; 18:30-01:00. Chiuso martedi tutto il giorno, sabato e domenica a pranzo.. Vineria, ristorante con cucina della tradizione e prodotti di eccellenza italiani. Possibilità di acquisto dei prodotti.
  • 8 Enoteca Pompa MagnaVia Aliberti 65 (Vicino a Piazza Roma), +39 0141 324402. Simple icon time.svg Mar-Dom 9:00-15:00; 18:00-24:00. Chiuso lunedì.. Ricca selezione di vini. Cucina della tradizione, cucina italiana e di pesce
  • 9 CampanaròCorso Alfieri 36 (Vicino al Complesso del Battistero di San Pietro), +39 0141 33252, @ . Cucina piemontese. Ristorante per celiaci (associato AIC).


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

Prezzi medi[modifica]

Prezzi elevati[modifica]


Sicurezza[modifica]

Pronto soccorso
  • Ospedale Civile di Asti Cardinal MassaiaCorso Dante 222, +39 041 481111.
  • Guardia Medica, 800700707. Attivo dalle ore 20:00 alle 8:00 dei giorni feriali e dalle 10:00 del giorno prefestivo all 8:00 del giorno successivo al festivo.
  • 20 Croce RossaVia Foscolo 7, +39 041 417711, @ . Servizio autoambulanze.
  • 21 Croce VerdeCorso Genova 26, +39 041 593345. Servizio autoambulanze.
polizia
Carabinieri
  • Carabinieri (Comando Provinciale), Via delle Corse, +39 0141 3581.
polizia municipale
Vigili del fuoco
  • 23 Comando Provinciale VV.F. di Asti (Vigili del fuoco), Via Marello 7, +39 0141 413711.
Guardia di finanza
  • Guardia di Finanza (Comando Provinciale Asti), Via Arò 37, +39 0141 593232.
  • 24 Corpo Forestale (Comando Provinciale), Via Allende 30, +39 0141 210907.


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 25 Poste ItalianeCorso Galileo Ferraris 68 (poco lontano da Piazza Campo del Palio), +39 0141 357811, fax: +39 0141 355913. Simple icon time.svg Lun- Ven. 8:20 -13:35; Sab. 8:20- 12:35; Domenica: chiuso.
  • Poste ItalianeCorso Giacomo Matteotti 34 (vicino alla stazione ferroviaria), +39 0141 599932, fax: +39 0141 437379. Simple icon time.svg Lun- Ven. 8:20 -13:35; Sab. 8:20- 12:35; Domenica: chiuso.
  • Poste ItalianeCorso Dante 55 (poco lontano da Piazza Alfieri.), +39 0141 357252, fax: +39 0141 357201. Simple icon time.svg Lun- Ven. 8:20 -19:05; Sab. 8:20- 12:35; Domenica: chiuso.
  • 26 Poste ItalianeCorso Casale 6 (zona est della città), +39 0141 274104, fax: +39 0141 274219. Simple icon time.svg Lun- Ven. 8:20 -13:35; Sab. 8:20- 12:35; Domenica: chiuso.
  • 27 Poste ItalianeVia Ottolenghi14/18 (adiacente a Piazza Roma), +39 0141 591731, fax: +39 0141 557303. Simple icon time.svg Lun- Ven. 8:20 -13:35; Sab. 8:20- 12:35; Domenica: chiuso.
  • 28 Poste ItalianeVia Buozzi 47 (zona ovest della città, vicina a Corso Torino), +39 0141 414211, fax: +39 0141 215001. Simple icon time.svg Lun- Mer. 8:20 -13:35; Gio. e Ven. 8:20- 19:05; Sab. 8:20-12:35. Domenica: chiuso.
  • 29 Poste ItalianeVia Gozzano 9 (zona nord della città), +39 0141 212735, fax: +39 0141 218386. Simple icon time.svg Lun- Ven. 8:20 -13:35; Sab. 8:20- 12:35; Domenica: chiuso.
  • Poste ItalianeCorso Savona 287 (zona sud della città), +39 0141 390711, fax: +39 0141 595990. Simple icon time.svg Lun- Ven. 8:20 -13:35; Sab. 8:20- 12:35; Domenica: chiuso.

Internet[modifica]

Il Comune di Asti offre il collegamento internet wi-fi gratuito nelle aree della città indicate da apposita segnaletica: Piazza Alfieri, Piazza San Secondo, Piazza Statuto, Piazza Libertà, Piazza Campo del Palio, Piazza Catena, Piazza Medici, Piazza Roma, Piazza del Tribunale, zona Movicentro (vicino alla stazione), Parco Lungo Tanaro. Per la connessione occorre selezionare la rete: "cittàdiasti", e la prima volta eseguire una iscrizione fornendo i dati richiesti, dopodichè verrà fornita, tramite SMS, la password per effettuare l'accesso. La durata della connessione è di due ore giornaliere anche non consecutive. Per maggiori dettagli sulle wi-fi zone Comune di Asti

Tenersi informati[modifica]

Le principali emittenti radio-televisive sono Primaradio, Radio Asti Europa e GRP Televisione, mentre i principali giornali d'informazione sono:


Nei dintorni[modifica]

Chiesa di Santa Maria di Viatosto

La chiesa di Santa Maria Ausiliatrice di Viatosto sorge a circa 3 km dal centro di Asti. E' raggiungibile in auto o con una bella passeggiata nel verde. Di origini romaniche risalenti al XII sec. fu ampliata verso la metà del 1300 con una decisa impronta gotica. L'esterno è in mattoni a vista e il portale presenta cordonature bianco-rosse in cotto e arenaria. L'interno, privo di transetto, è a tre navate, suddivise da due ordini di pilastri. Le pareti laterali della chiesa sono ricche di affreschi del Tre-Quattrocento, recentemente restaurati. Dall'ampio piazzale antistante la chiesa si ha una bella visuale della città.

Riserve e parchi naturali[modifica]

  • 30 Riserva naturale speciale della Valle Andona, Valle Botto e Val GrandeLocalità Valleandona 12 (Dopo il casello di uscita Asti Ovest della A21, proseguire lungo la statale per Torino per circa 7 km fino al cartello per la frazione di Valleandona), +39 0141 295288, +39 0141 592091, @ . Simple icon time.svg Accesso per l'intero anno, libero al parco, solo su prenotazione al percorso paleontologico. La riserva, istituita nel 1985, con un'estensione di più di 900 ettari, si colloca nella parte nord occidentale del comune di Asti ed è nata per salvaguardare il ricco patrimonio fossilifero, conchiglie, coralli, resti di vertebrati marini e altri reperti fossili risalenti al periodo pliocenico, quando la zona era ricoperta dal mare. Oltre all'importante patrimonio paleontologico, l'area protetta offre lo spunto per interessanti osservazioni naturalistiche per la ricchezza della vegetazione e delle numerose specie animali presenti. All'interno della riserva è possibile effettuare visite guidate, seguendo i percorsi a tema geologico e paleontologico, o seguire liberamente i percorsi pedonali o per mountain bike ed effettuare passeggiate a cavallo. La Riserva è inoltre dotata di un museo paleontologico e un laboratorio, ricavati dalla ex scuola elementare della frazione, di un'area attrezzata e un centro visite per l'accoglienza turistica e per lo svolgimento di attività didattiche.
  • 31 Riserva e Oasi WWF di Villa PaolinaLoc. Valmanera 94, +39 0141 470269, fax: +39 0141 471626, @ . Il Centro di educazione ambientale, nato nel 1995 si colloca in un parco di circa 10 ettari , di prati e boschi, e si propone la diffusione della cultura ambientale, dell'integrazione tra uomo e natura. Il centro realizza attività educative e didattiche, organizza centri estivi per bambini dai 5 ai 13 anni e offre ospitalità presso la casa per ferie.
  • Parco Naturale Regionale di Rocchetta TanaroVia Salie, 19, fax: +39 0141 644714, @ . Il Parco, istituito nel 1980, ha un'estensione di 123 ettari, presenta zone pianeggianti, nella parte alta, dislivelli nella parte inferiore delle colline e un fondovalle solcato da rii, piuttosto umido. Una parte del parco è ricoperta dal bosco di roveri, farnie, carpini, roverelle e cerri. Su tutti spicca il "grande faggio", il "Faggio Emilio" della Val du Gè (Valle del Gelo), esemplare ultrasecolare, alto più di 25 metri, con un diametro della chioma intorno ai 20 metri, che rappresenta un ricordo delle faggete diffuse su tutta la zona al termine dell'ultimo periodo glaciale. Il sottobosco è ricco di orchidee, mughetti, lilioasfodeli, gigli di San Giovanni e campanellini. Numerose specie faunistiche popolano il bosco: cinghiali, volpi, scoiattoli, ricci, tassi ( simbolo del parco), picchi, aironi e numerosi rapaci diurni e notturni. Nei due rii del fondovalle vivono gamberi di fiume che testimoniano la buona qualità delle acque. All'interno del parco si snodano sentieri percorribili a piedi, in mountain bike o a cavallo e sono presenti due aree attrezzate per disabili e un percorso per non vedenti. Il chiosco presente all'ingresso del Parco offre, principalmente nei week-end un servizio informativo e di ristoro basato sulla cucina tipica piemontese e una selezione di vini dei produttori locali. L'ostello Pacha Mama, nel cuore del Parco naturale offre servizio di bed & breakfast e piccola ristorazione oltre a varie attività.
  • Riserva naturale della Val Sarmassalat=, +39 0141 592091. La Riserva Naturale Regionale Val Sarmassa comprende un'area collinare di oltre 200 ettari che si estende tra i Comuni di Vinchio, Incisa Scapaccino e Vaglio Serra. L'area è interessante dal punto di vista paleontologico, naturalistico e storico-letterario. Le conchiglie di risalenti al Pliocene, affermano la presenza nella zona del mare, da cui il nome "le colline del mare". E' presente una notevole ricchezza di specie vegetali , che hanno in buona parte soppiantato le vigne e su tutte spicca la "Rù", la grande quercia, resa magica da Davide Laiolo. Altri elementi di interesse sono il Lago Blu, allo sbocco della Val Sarmassa; il Casotto di Ulisse (nome da partigiano di Davide Laiolo) a Monte del Mare, base per i Partigiani di Vinchio nel periodo della Resistenza; il Bricco dei Tre Vescovi, dove si trova la pietra che in passato segnava il punto di intersezione tra le giurisdizioni delle Diocesi di Asti, Alessandria e Acqui. All'interno della Riserva vi sono aree attrezzate con tavoli, panche e bacheche illustrative. I diversi itinerari possono essere affrontati a piedi, in bicicletta oppure a cavallo. Tra questi è particolarmente interessante il percorso ginnico guidato che dà la possibilità di praticare attività sportiva a contatto con la natura utilizzando gli attrezzi posti lungo il sentiero.

Nel Monferrato, a nord-est di Asti[modifica]

  • Montemagno dista 20 km da Asti. Da vedere la chiesa romanica di San Vittore, la Chiesa parrocchiale dei Santi Martino e Stefano in stile barocco del XVIII secolo preceduta da una imponente scalinata e il castello. Manifestazioni: "Pane al pane", elogio al pane del Monferrato". Si svolge nell'ultimo week-end di maggio.

Nel Monferrato, a sud di Asti[modifica]

  • Nizza Monferrato dista 28 km da Asti. Da vedere l'antica torre campanaria del Municipio, "el Campanon" ("il Campanone").

Nel Monferrato, a ovest di Asti[modifica]

  • Ferrere dista 22 km da Asti.Particolare per i suoi sette colli, proprio come Roma, da ammirare è il Castelvecchio ora sede del comune, e il Castel Rosso, in passato proprietà di Emanuele Montalcini, ora casa di riposo.


Altri progetti

3-4 star.svg Guida: l'articolo rispetta le caratteristiche di un articolo usabile ma in più contiene molte informazioni e consente senza problemi una visita alla città. L'articolo contiene un adeguato numero di immagini, un discreto numero di listing. Non sono presenti errori di stile.