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Tortona

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Tortona
Tortona - Il Duomo
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Tortona
Tortona
Sito istituzionale

Tortona è una città del Piemonte.

Da sapere[modifica]

Baluardo di un territorio di confine fin dalle sue origini liguri, per i Romani divenne, nell'età imperiale, il crocevia di grandi strade consolari: la via Fulvia, la via Postumia, la via Æmilia Scauri, la via Vercellina, che conferivano alla romana Derthona Julia il ruolo di nodo strategico militare e civile che poi conservò nelle epoche successive.

Nonostante l'avvicendarsi di padroni diversi, il popolo tortonese conservò una straordinaria identità municipale. Ne fanno fede gli Statuti cittadini che, definitivamente convalidati nel 1354 da Galeazzo Visconti, guidarono fino alla fine del XVIII secolo l'evoluzione istituzionale della comunità tortonese. Il motto della città, da cui deriva il nome Tortona, e i suoi precedenti Dertona e Terdona è: Pro tribus donis similis Terdona leonis: Tortona è simile a un leone in virtù di tre doni; questo motto alluderebbe al prestigio che accompagna la città sin dai tempi più antichi.

Cenni geografici[modifica]

Tortona, centro principale dell'area tortonese che dalla città prende il nome, si trova sulla sponda destra del fiume Scrivia, nella pianura padana piemontese ai piedi dei primi rilievi appenninici; si sviluppa nei pressi del confine con la Lombardia, più precisamente con l'Oltrepò Pavese il cui principale centro è Voghera, che dista 13 km; Alessandria è a 20 km, Milano 65, Genova ed il mare 70.

Cenni storici[modifica]

I ritrovamenti avvenuti nell'attuale area urbana testimoniano la frequentazione del territorio già durante il Neolitico. Fu un oppidum (villaggio fortificato) dei Liguri Statielli tra VIII e il V secolo a.C., con il nome di Dertona che si trovava nella zona del "Castello". Dopo la conquista romana del territorio, la città divenne colonia romana intorno al 120 a.C., trasformandosi in un fiorente centro agricolo e commerciale, all'incrocio di importanti vie di comunicazione: la via Postumia (che collegava Genova ad Aquileia), la via Fulvia (proveniente da Pollentia, oggi Pollenzo) e la via Æmilia Scauri (proveniente da Vada Sabatia, l'odierna Vado Ligure, attraverso Aquae Statiellae, l'odierna Acqui Terme). Eretta una seconda volta in colonia da Augusto (tra il 40 e il 30 a.C.) assunse il nome di Julia Dertona e fece parte della regione IX. Ebbe prosperità fino alla caduta dell'impero come dimostrano i numerosi ritrovamenti. Tortona è sede vescovile fin dall'epoca paleocristiana. A Tortona ebbe luogo la deposizione e l'uccisione dell'imperatore romano d'occidente Maggioriano, deposto dal suo generale di origini barbare Ricimero nel 461.

Tortona nell'alto Medioevo, anche a causa della decadenza dei centri vicini (Libarna, Iria e Forum Fulvii), rimase il centro principale della zona. Nell'877 l'Imperatore Carlo il Calvo si rifugiò a Tortona col Papa Giovanni VIII per sfuggire all'avversario Carlomanno di Baviera. Nel 951 divenne feudo dei Malaspina insieme a gran parte del territorio circostante, ma la nobile famiglia non riuscì a mantenere il controllo sulla zona in modo permanente. Nel 1122 si sottrasse al potere del vescovo ergendosi a libero comune, con il nome di Terdona. Grazie all'arricchimento della borghesia cittadina ci furono un incremento demografico e un notevole sviluppo economico, che determinarono un ampliamento della città e ne accrebbero il potere sui territori limitrofi, entrando così in contrasto con la vicina Pavia.

Nel 1155, quando l'imperatore Federico Barbarossa discese in Italia, la città rimase fedele all'alleanza con Milano e si scontrò con i Pavesi, alleati con l'imperatore. Nella battaglia la città fu sconfitta, saccheggiata e distrutta dai pavesi. Ricostruita velocemente in seguito con l'aiuto dei milanesi, Tortona aderì alla Lega Lombarda e partecipò alle lotte comunali, cambiando spesso schieramento, a causa dei contrasti interni tra guelfi e ghibellini. Tra il 1248 e la metà del XIV secolo la città ebbe il diritto di battere moneta e fu coniato il "grosso tortonese". Fu conquistata da Luchino Visconti nel 1347 e seguì le sorti del ducato di Milano, sotto il dominio dei Visconti prima e degli Sforza poi, fino al XVI secolo. In questi anni vennero rielaborati gli "Statuta Civitatis Derthonae".

La città di Tortona nel 1535 fu data in dote a Cristina di Danimarca, moglie dell'ultimo duca di Milano Francesco II Sforza; la principessa, alla morte del marito, si risposò e divenne duchessa di Lorena. Nel 1535 Tortona passò in mano agli spagnoli insieme al Ducato di Milano, in questo periodo fu fortificata ed elevata a baluardo difensivo ai confini meridionali del ducato di Milano. All'inizio del XVII secolo la parte più bella della città, ossia quella sul Castello, fu distrutta dall'esplosione della polvere da sparo che gli spagnoli avevano depositato nel campanile distruggendo così la cattedrale.

Dopo essere stata teatro di scontri durante la guerra di successione spagnola, nel 1706 passò con Milano sotto il dominio austriaco, sebbene per un breve periodo. Nel 1738 venne annessa ai domini sabaudi da Carlo Emanuele III in seguito alla guerra di successione polacca. Il suo successore, Vittorio Amedeo III di Savoia fece ricostruire il forte di Tortona tra il 1773 e il 1778. Nel 1796, con la discesa di Napoleone in Italia, il castello fu ceduto ai francesi dall'armistizio di Cherasco. Arresasi agli austro-russi di Suvorov dopo la battaglia di Novi (1799), ripassò in mano ai francesi che nel suo territorio stabilirono il loro quartier generale in occasione della battaglia di Marengo (14 giugno 1800). In seguito agli accordi presi con lo zar di Russia, Napoleone ordinò lo smantellamento delle fortificazioni (1801) e la distruzione del castello e Tortona fu annessa all'Impero Francese nel 1802. A seguito della caduta di Napoleone, con la Restaurazione tornò sotto i Savoia nel 1814 e conobbe un periodo di grande splendore, in cui furono edificati il teatro civico (1838), la caserma dei Carabinieri e i portici di via Emilia.

La seconda metà del XIX secolo rappresentò per la città un periodo di floridezza, testimoniato dal profondo rinnovamento urbanistico del periodo e parecchi cittadini tortonesi parteciparono alle iniziative del Risorgimento. Durante il XX secolo continua il periodo di sviluppo economico, grazie alla nascita di molte industrie e vengono riammodernate parti consistenti del centro cittadino. Nel 1931 fu costruito il Santuario della Madonna della Guardia per iniziativa di Luigi Orione. Durante la seconda guerra mondiale fu bombardata e parzialmente distrutta e nel marzo del 1944 sul Castello furono fucilati 10 partigiani per rappresaglia. Nel dopoguerra, contestualmente al boom economico degli anni sessanta, a Tortona si svilupparono parecchie industrie che portarono alla città ricchezza e benessere; come conseguenza ci fu un incremento demografico dovuto anche all'immigrazione di lavoratori dal Mezzogiorno e Tortona si espanse edificando le periferie a nord, a ovest e a sud della città.

La leggenda del Sacro Graal a Tortona[modifica]

I Templari furono presenti a Tortona dal 1249 fino al 1310 e, secondo la leggenda, in quel periodo custodirono nella medesima città il Sacro Graal. I templari inoltre possedevano un vasto territorio in Tortona e nei dintorni (un esempio è la località denominata Calventia, tra Tortona e Casei Gerola, che era di loro proprietà ): se ne ha la prova in un documento dell'Agosto 1249 e in uno del 7 Ottobre 1252. Secondo la tradizione popolare all'interno della chiesa di San Matteo sarebbe collocato il Mausoleo di Maiorano ( un cubo di calcestruzzo risalente all'epoca della dominazione romana). La morte dell'imperatore è collegata strettamente (dalla tradizione) alla sacra coppa. Nella storia di Tortona si tramanda che la chiesa di San Giacomo apparteneva ai Templari ed era la loro sede, ma dell'antica chiesa oggi non resta niente, poiché nel 1770 venne rasa al suolo per lasciare il posto alla nuova chiesa barocca.

Secondo la tradizione la parte della vera croce di Cristo che è conservata in Duomo sarebbe stata portata lì dai cavalieri Templari, poiché erano i custodi della vera croce. Secondo la leggenda il Graal darebbe, alla città che lo custodisce, tre doni: il corpo, il sangue e lo spirito. Da questa leggenda deriverebbe il famoso motto:"pro tribus donis similis Terdona leonis" (in virtù dei tre doni Terdona è simile al leone, dove Terdona è il vecchio nome della città), che indicherebbe la presenza del Graal nella città. Secondo alcune teorie il Graal sarebbe conservato all'interno del Mausoleo dell'imperatore Maiorano, morto a Tortona nel 476 d.C.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Oltre alla città, il territorio comunale di Tortona comprende anche i paesi di Bettole di Tortona, Castellar Ponzano, Mombisaggio, Rivalta Scrivia, Torre Calderai, Torre Garofoli, Vho e Passalacqua.

Come arrivare[modifica]

Tortona è un importante nodo stradale e ferroviario, al centro delle comunicazioni fra il mar ligure e Genova con l'entroterra piemontese, lombardo e emiliano occidentale.

In auto[modifica]

  • Ha casello autostradale che le dà accesso alle autostrade A7 Autostrada A7 Milano - Genova e A21 Autostrada A21Torino - Brescia.
  • E' attraversata dalle strade statali 35 Strada Statale 35 dei Giovi e 10 Strada Statale 10Padana inferiore

In treno[modifica]

  • Italian traffic signs - icona stazione fs.svg 1 Stazione ferroviaria, Piazza Fiume. situata sulle linee ferroviarie Alessandria - Piacenza e Tortona - Genova


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Navata principale del Duomo
  • 1 Duomo. Il Duomo di Tortona, dedicato alla Vergine Maria Assunta e a San Lorenzo martire, è la cattedrale della diocesi di Tortona; venne edificato fra il 1574 e il 1592 sulla preesistente chiesa di San Quirino. La facciata di ispirazione neoclassica è opera dell'architetto Nicolò Bruno e risale alla seconda metà dell'Ottocento (1880-85). All'interno conserva opere di artisti quali Gian Mauro della Rovere detto il Fiammenghino, Aurelio Luini, Guglielmo Caccia detto il Moncalvo, Camillo Procaccini e Giuseppe Vermiglio. Le volte furono affrescate dal 1853 al 1856. Il 1º ottobre 1891 il chierico Luigi Orione fu nominato custode della cattedrale, con quest'incarico poté mantenersi agli studi in seminario.
Nella navata di sinistra si trovano i sepolcri di Lorenzo Perosi e di suo fratello, il cardinale Carlo Perosi. Conservate in urna posta sotto l'altare maggiore sono anche le reliquie di san Marziano, santo al quale, secondo la tradizione locale, si deve la conversione della città al cristianesimo. In un altare laterale è conservato anche un frammento della Vera Croce: essa dà origine a una delle più sentite feste cittadine, che ha luogo la seconda domenica di maggio (festività di Santa Croce).
  • 2 Museo Diocesano di Tortona, +39 0131816609, @ beniculturali@diocesitortona.it. Racconta la storia della diocesi e delle sue 133 parrocchie. Tra i pezzi più importanti, il trittico della Madonna con il Bambino, San Giovanni Battista e San Bernardo di Macrino d'Alba (1499, proveniente dall'abbazia di Lucedio presso Trino), una tela con la Madonna con il Bambino, Sant'Anna e Santa Margherita di Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo (1610, dalla chiesa di San Simone a Tortona) ed il Codex Purpureus Sarzanensis del V-VI sec., libro in pergamena completamente tinto di porpora e scrito in oro ed argento, proveniente dalla chiesa dei Santi Rufino e Venanzio a Sarezzano. Museo diocesano (Tortona) su Wikipedia "Museo diocesano (Tortona)" su Wikidata
  • Palazzo Vescovile. Edificato per volere del vescovo Cesare Gambara nel 1584, presenta un bel portale in marmo.
  • Chiesa di San Matteo. Già dei Padri Domenicani, vi sono una Madonna con Bambino di Barnaba da Modena (secolo XIV) e un crocifisso ligneo medioevale.
Chiesa di Santa Maria in Canale
  • 3 Chiesa di Santa Maria Canale. È la più antica della città (XI-XII secolo). Restaurata nel 1853 con l'aggiunta della facciata a capanna, conserva tracce di affreschi rinascimentali, sebbene l'interno sia stato nuovamente decorato da Rodolfo Gambini (1918). Interessanti i quadri del Cinquecento e Seicento.
  • 4 Santuario della Madonna della Guardia, via don Sparaglione. Sorge alla periferia della città, nel quartiere di San Bernardino. Voluta da DonLuigi Orione ed edificata nel 1931, conserva le spoglie mortali del santo di recente proclamazione. L'edificio è dotato di un'elevata torre su cui poggia una gigantesca statua in bronzo (14 m) della Madonna col Bambino collocata nel 1959.
  • 5 Convento dei frati Cappuccini, via Convento Cappuccini. Ricostruito tra gli anni cinquanta e sessanta, conserva interessanti dipinti dei secoli XVI-XIX e un Polittico di autore ignoto di rara bellezza.
  • Chiostro dell'Annunziata. È l'unico lato rimasto del convento dell'Annunziata, eretto nel XV secolo e parzialmente distrutto nel 1802. Esso si trova di fianco al Teatro Civico.
  • 6 Teatro Civico, Via Ammiraglio Mirabello, 3, +39 0131 820195. Risale al 1838 e fu realizzato su progetto di Pietro Pernigotti: i lavori cominciarono nel 1836. L'interno, decorato da fregi e stucchi, è a tre ordini di palchi più il loggione. Completamente restaurato negli anni ottanta, dal 1990 dopo la riapertura del 2 maggio ospita ogni anno una grande stagione di spettacoli.
  • Chiesa di San Giacomo, Via Lorenzo Perosi. Fu costruita durante il XII secolo e appartenne all'ordine dei Templari, fu poi fatta ristrutturare negli anni 1770 - 1773 dal cardinale Carlo Alberto Guidobono - Cavalchini - Garofoli. Presenta una facciata in stile tardo barocco.
  • Oratorio di San Rocco, Piazza Mazzini. Fu costruito tra il 1626 e il 1631 e divenne la sede della Confraternita della Misericordia. La facciata con il porticato fu costruita nel 1725 mentre l'altare maggiore nel 1756. All'interno si possono osservare due tele del XVII secolo: una Decollazione di San Giovanni, attribuita a Melchiorre Gherardini e un san Francesco da Paola (1631) attribuita a Giuseppe Badaracco.
  • Chiesa del Sacro Cuore. Costruita alla fine degli anni ottanta su disegno del famoso architetto padre francescano Costantino Ruggeri.
  • 7 Palazzo Guidobono, piazza Arzano. Risalente al XV secolo, ma rimaneggiato e parzialmente ricostruito nel 1939, presenta una facciata in stile gotico ed è oggi sede delle raccolte civiche. Il palazzo è situato lungo la via Emilia, in una piazzetta dominata dalla Torre Guidobono di origine medioevale pure ricostruita nel 1939.
  • 8 Museo Orsi, Via Emilia, 446, +39 0131 864297. È stato realizzato in alcuni locali dell'omonima fabbrica di macchine agricole che aveva sede a Tortona e riforniva operatori in tutta Italia e in tutto il mondo. Utilizzato per esposizioni di vario tipo, contiene anche esemplari dei macchinari prodotti in passato.


Eventi e feste[modifica]

  • Festa di San Marziano. Simple icon time.svg il 6 marzo. Festa del patrono della città e della diocesi. Le sue spoglie, conservate in un'urna sotto l'altare maggiore del Duomo, vengono esposte alla venerazione.
  • Fiera di Santa Croce. Simple icon time.svg Seconda domenica di maggio. Ricorrenza legata alla reliquia della Croce venerata in Duomo (primo altare della navata destra) e al reliquiario seicentesco della Santa Fascia della Vergine. Per tre giorni il centro storico ospita numerose bancarelle con prodotti anche locali. In piazza Allende funziona un parco divertimenti con giostre e giochi vari.
  • Festa della Madonna della Guardia. Simple icon time.svg il 29 agosto. Solenne processione, voluta da don Orione, durante la quale la statua della Madonna viene portata a spalla fino in Duomo. La notte precedente, dopo la Santa Messa, viene offerto agli uomini il cosiddetto caffè di don Orione, tradizione da lui introdotta nel 1931 al momento dell'inaugurazione del Santuario. Uno spettacolo pirotecnico chiude i festeggiamenti in onore della Madonna della Guardia.
  • Cantarà e Catanaj. Simple icon time.svg le ultime domeniche di aprile-settembre-novembre. Mercatino dell'antiquariato che si tiene tre volte l'anno nelle vie e nelle piazze del centro storico. Nel dialetto tortonese "cantarà" è la madia e "catanaj" è un insieme di cose vecchie di scarso valore.
  • Baracche di luglio. Una serie di spettacoli di burattini che si riallacciano alla tradizione di burattinai locali.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Albergo Ristorante Villa Viola, Strada Privata Sergio Devani, +39 0131 811462. Tre stelle
  • 2 B&B Casa Cuniolo Guest House, Viale Giovanni Amendola 6, +39 0131 861035.
  • 3 Pensione Albergo Ada, Piazzetta Santa Maria Canale, 5, +39 0131 862677.
  • 4 Residence Perosi, Via Lorenzo Perosi, 42, +39 0131 861035.
  • 5 Hotel Il Cavallino, Corso Giuseppe Romita, 83, +39 0131 862308.
  • 6 Albergo Oasi, Strada Statale per Voghera, 10, +39 0131 861356. Tre stelle

Prezzi elevati[modifica]

  • 7 Hotel Villa Giulia, Corso per Alessandria, 7, +39 0131 862396. Quattro stelle


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacia

  • 2 Farmacia 1, Corso Don Orione, 51/E, +39 0131 862630.
  • 3 Farmacia 2 Meardi, Sarra, Frau, Strada Provinciale Per Viguzzolo, 2, +39 0131 861264.
  • 4 Antica Farmacia Bidone, Via Emilia, 130, +39 0131 815731.
  • 5 Farmacia Centrale, Via Emilia, 163, +39 0131 861403.
  • 6 Farmacia De Stefanis, Via Emilia, 39, +39 0131 862008.
  • 7 Farmacia Maggi, Strada Pozzolo Formigaro, 53 (in località Rivalta Scrivia), +39 0131 817146.
  • 8 Farmacia Zerba, Via Emilia, 228, +39 0131 861971.


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 9 Poste italiane, via Ugone Visconti 1/a, +39 0131 866351, fax: +39 0131 821718.


Nei dintorni[modifica]

  • Alessandria — Prende il nome dal papa Alessandro III e fu un caposaldo della lotta contro l'Impero. Libero Comune, fu per secoli roccaforte militare. Ha un vasto centro storico di impronta inequivocabilmente sabauda.
  • Voghera — Centro principale non solo della Val Staffora, ma capoluogo di tutto l'Oltrepò Pavese, la città ricorda con il suo signorile impianto urbano, dalla sobria architettura piemontese, la sua lunga appartenenza sabauda
  • Volpedo — Conserva una pregevole Pieve romanica, oltre a molti ricordi del pittore Pellizza da Volpedo.
  • Novi Ligure — Città di antica origine, con un passato di appartenenza alla Repubblica di Genova, ha un patrimonio urbanistico elegante e considerevole, lasciatole dalla nobiltà genovese che qui villeggiava.


Altri progetti

2-4 star.svg Usabile: l'articolo rispetta le caratteristiche di una bozza ma in più contiene abbastanza informazioni per consentire una breve visita alla città. Utilizza correttamente i listing (la giusta tipologia nelle giuste sezioni).