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Borgo Val di Taro

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Borgo Val di Taro
Veduta
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Posizione
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Borgo Val di Taro
Borgo Val di Taro
Sito istituzionale

Borgo Val di Taro è un centro dell'Emilia-Romagna.

Da sapere[modifica]

Borgo Val di Taro è il nome ufficiale di questo importante centro appenninico; nell'uso comune è invalsa però la forma Borgotaro con la quale ormai viene comunemente indicato.

Cenni geografici[modifica]

È situato sulle colline parmensi, di cui rappresenta il centro più popoloso, in alta Val di Taro al confine con la Toscana e non molto lontano dal confine ligure. Dista 65 km. da Parma, 71 da Chiavari.

Cenni storici[modifica]

Posto al confine di tre regioni, Liguria, Toscana, Emilia, Borgotaro fu terra di passaggio per mercanti, pellegrini, viaggiatori e non da ultimo eserciti che transitavano per i passi appenninici verso la Lunigiana ed il Genovesato. Molteplici furono i dominatori di questo centro appenninico strategico: Impero, Monastero di Bobbio, Comune di Piacenza, i Landi, il Papato, i Malaspina, i Visconti, i Fieschi, gli Sforza, i Doria, i Farnese, l'Austria, Napoleone, i Borbone.

L'originaria Turris fu insediamento militare bizantino, poi longobardo. I re Longobardi lo diedero al Monastero di San Colombano di Bobbio, che fu per lungo tempo ricco e potente centro di potere in questa fetta di Appennino fra la Val Trebbia e la Val di Taro. Il primitivo centro di Turris divenne poi Torresana; trasferitisi gli abitanti sull'attuale sito, diedero origine al Borgo Val di Taro che conosciamo; nel 1226 fu posta la prima pietra della chiesa di San Antonio, che fu il fulcro attorno al quale si sviluppò il centro.

Passato fra varie mani, il paese infine si diede ai Farnese di Parma, dopo essersi ribellato ai tirannici Landi. Con l'Impero napoleonico fu amministrativamente a Chiavari. Tornò quindi a Parma per seguirne le vicende fino all'Unità.

Durante la seconda guerra mondiale Borgotaro fu centro di battaglie e di azioni partigiane, tanto che nel 1985 ricevette la Medaglia d'Oro al Valor Militare.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Il suo esteso territorio conta numerosi centri e località abitati: Banca, Barca, Barzana di Sotto, Baselica, Belforte, Bissaio, Boceto, Bozzi, Brattesini, Brunelli, Caffaraccia, Cà Franchi, Caprendino, Case Maroni, Casembola, Case Scodellino, Case Vighen, Casoni, Ca' Valesi, Cavanna, Cianica, Colombaia, Corriago, Costadasi, Frasso, Galla, Ghiare, Giacopazzi, Grifola, Il Mulino, Il Poggio, La Costella, Laghina, Lavacchielli, Le Querciole, Le Spiagge, Magrano, Meda, Monticelli, Ostia Parmense, Poggio, Pontolo, Porcigatone, Pozzo, Roccamurata, Rovinaglia, San Martino, San Pietro, San Vincenzo, Tiedoli, Tolara, Tombone, Valdena, Valleto.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

  • Autostrada A15 Ha casello autostradale proprio (Borgo Val di Taro) sulla autostrada della Cisa Parma - La Spezia
  • Strada Statale 523 poi strada statale 523 della Val di Taro

In treno[modifica]

In autobus[modifica]

  • Italian traffic sign - fermata autobus.svg Autolinea da Parma - Linee TEP (orari)


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Il suo centro storico, un tempo circondato da mura, conserva un buon numero di palazzi di buona fattura e di notevole interesse storico architettonico, che abbracciano un arco temporale dal XVI al XVIII secolo: Palazzo Bertucci, Palazzo Boveri, Palazzo Manara, Palazzo Tardiati, Palazzo Picenardi, Casa Moglia, Casa Cassio.

  • 1 Chiesa di Sant'Antonino, piazza XI Febbraio. L'antico edificio di Sant'Antonino fu costruito nel 1226, a tre navate delimitate da colonne, e triabsidata. Fu successivamente ristrutturata e poco dopo la metà del Seicento venne consacrata la nuova chiesa a croce latina. La facciata è frutto di un restauro del 1925.
Conserva pregevoli opere ed un organo Serassi del 1795.
L'altare del Crocifisso è di evidente impronta barocca in legno dorato realizzato da Lorenzo Aili a cavallo fra il Seicento ed il Settecento. Il presbiterio mostra una Annunciazione seicentesca di ottima fattura.
  • 2 Chiesa di San Domenico, piazza Squeri. La fondazione della chiesa, con il contiguo convento, risale alla fine del Quattrocento. Venne restaurata nel 1674 e da ultimo poco prima della seconda guerra mondiale. Lo stemma dei Boveri compare sul portale principale della chiesa, che è a tre navate con archi di stile gotico. Conserva opere pittoriche di buona fattura, fra le quali una Strage degli Innocenti e Il passaggio del mar Rosso.
Nella chiesa viene conservata anche una statua in legno dorato della Madonna del Rosario, risalente al XVI secolo, che annualmente viene portata in processione per la celebrazione della Madonna del Rosario.
  • 3 Palazzo Tardiani, piazza XI Febbraio. Fino a circa metà del Novecento fu sede dell'Ospedale, che un tempo era gestito dalla Confraternita dei Disciplinati. Fu venduto alla Parrocchia di Sant'Antonino per usare il ricavato per la costruzione del nuovo nosocomio. È ora sede dell Comunità Montana delle Valli del Taro e del Ceno.
  • 4 Municipio, via Nazionale. Il Palazzo del Pretorio, ora sede municipale, fu della famiglia dei marchesi Manara. È caratterizzato da un loggiato a pianoterra; fu costruito sui resti di un precedente palazzo medievale.
  • 5 Palazzo Boveri, via Nazionale/via San Domenico. Al palazzo è legato il ricordo della ospitalità data nel 1714 a Elisabetta Farnese, che divenne regina di Spagna.In vista del suo arrivo il palazzo fu deorato con fregi a stucco riproducenti gli stemmi di Borgotaro, dei Borbone, dei farnese; più in piccolo quelli delle famiglie Picenardi e Boveri. L'interno del palazzo non conserva quasi nulla degli antichi decori.
  • 6 Arco Bertucci, piazza Farnese. Fu eretto, imponente, all'entrata del centro storico dalla famiglia Bertucci, proprietaria dell'omonimo palazzo che si trova in salita Nazario Sauro.
  • 7 Riserva naturale regionale dei Ghirardi. È un'area regionale protetta della Regione Emilia-Romagna, istituita nel 2010. Occupa una superficie di 370 ettari tutti collocati nel parmense.
La Riserva naturale regionale dei Ghirardi è una delle aree naturali protette della regione Emilia-Romagna. La riserva naturale regionale è stata istituita nel 2010 e occupa una superficie di 370 ettari nella provincia di Parma. Riserva naturale regionale dei Ghirardi su Wikipedia Riserva naturale regionale dei Ghirardi (Q3936899) su Wikidata

A Tiedoli[modifica]

  • Chiesa di San Cristoforo, nella frazione Tiedoli. Viene ricordata come cappella dipendente dalla Pieve di San Giorgio in un documento del 1221. Si trova sulla strada che un tempo era usata come via alternativa alla via Francigena, da Bardi alla Lunigiana passando per il Brattello. Le sue origini risalgono al X secolo; interventi del Seicento e del Settecento ne hanno modificato l'aspetto come lo vediamo ora, con la costruzione dell'unica cappella laterale, del presbiterio a pianta quadrata e della facciata con paraste e timpano triangolare.
Il campanile è del 1833 e sorge sul fianco sinistro della facciata. Sostituisce il precedente che fino al Cinquecento sorgeva sul lato sinistro ed aveva una colonna interna di sostegno il cui basamento è stato scoperto a sinistra dell'ingresso; è visibile sotto una struttura vetrata, assieme alle antiche fondamenta semicircolari dell'abside antica.


Eventi e feste[modifica]

  • Fiera del Fungo di Borgotaro. Simple icon time.svg nel mese di settembre.
  • Carnevale borgotarese. con sfilata di carri allegorici mascherati


Cosa fare[modifica]

Il territorio di Borgotaro offre la possibilità di escursioni e camminate nei boschi della Riserva naturale regionale dei Ghirardi; è una delle aree naturali protette della regione Emilia-Romagna. La sua istituzione data al 2010 ed ha una superficie di 370 ettari formati da parte dei territori di Borgo Val di Taro e di Albareto.

Si può praticare la pesca sportiva (S.P.S. artico e Lago Willy), la canoa, la caccia, il deltaplano; esiste un maneggio.

Acquisti[modifica]

Borgotaro è uno dei membri dell'associazione di promozione turistica gastronomica Strada del fungo porcino assieme a Albareto, Bedonia, Berceto, Compiano e Tornolo. Il fungo di Borgotaro è un prodotto I.G.P (Indicazione Geografica Protetta) che ha ricevuto nel 1993. Nel 1995 è stato costituito il Consorzio per la Tutela dell'I.G.P. "Fungo di Borgotaro" per garantire e promuovere il porcino.

Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

La cucina di Borgotaro ha, fra le varie delizie, alcune tipicità: funghi porcini soprattutto, ma anche funghi prugnoli che arricchiscono le tagliatelle fatte in casa e le frittate; il tartufo nero, del quale si sta diffondendo la raccolta; la selvaggina; le saporose trote del Taro.

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Ristorante Pizzeria La Bottega del Chisolino, via Torresana 4, +39 0525 90522.
  • 2 Il Rustico, Viale Martiri della Libertà 63, +39 0525 99100.
  • 3 Ristorante I Due Gatti, Via Piave, 2.
  • 4 Pizza Enjoy Zanza, via piave n 2, +39 0525 921206. Pizzeria paninoteca.
  • 5 Trattoria Vecchio Borgo, Via Cassio, 14, +39 0525 99503.
  • 6 Pizzeria "Dai Figiœ", Via Filippo Corridoni, 36.
  • 7 Ristorante Al Fondo, Salita Nazario Sauro, 1, +39 0525 97892.
  • 8 Ristorante Bar Pizzeria Tariz, Viale Vittorio Bottego, 39, +39 0525 916009.
  • 9 Ristorante Ustaria dal Merca', Viale Vittorio Bottego, 52, +39 0525 99516.


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

Campeggi[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacie

  • 3 Farmacia Cardinali, Viale Della Libertà, 18, +39 0525 97430.
  • 4 Farmacia Corbelletta, Via Cesare Battisti, 19, +39 0525 96785.


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 5 Poste italiane, via Cesare Battisti 3, +39 0525 921911, fax: +39 0525 921050.


Nei dintorni[modifica]

  • Berceto — Il suo imponente Duomo di antica fondazione romanica fu una delle tappe più importanti sulla via Francigena; del castello dei Rossi rimangono dei ruderi. La cittadina conserva un centro storico con antichi palazzetti di prestigio; è un importante centro di servizi, commerci e villeggiatura sulla strada del Passo della Cisa.
  • Fornovo di Taro — La sua antica Pieve fu un'importante tappa lungo il percorso della Via Francigena
  • Compiano — La sua struttura urbana ottimamente conservata attorno al suo massiccio castello ha valso al paese l'inserimento nel novero dei Borghi più belli d'Italia.
  • Bardone — La sua Pieve era una delle tappe della via Francigena; vi si conservano sculture di scuola antelamica.
  • Passo della Cisa — Uno dei più conosciuti e praticati valichi appenninici fin dall'antichità (da queste parti passava la Via Francigena), è frequentatissimo soprattutto per le scampagnate fuori porta. Il piccolo Santuario che vi sorge è dedicato a Nostra Signora della Guardia, nominata Patrona degli sportivi di tutto il mondo nel 1965.
  • Passo di Cento Croci

Itinerari[modifica]

  • La via degli Abati
È un antico percorso altomedievale utilizzato dal VII all'XI secolo che abati e religiosi del monastero di San Colombano di Bobbio percorrevano per raggiungere Roma. La via degli Abati si sviluppa per 125 chilometri e attraversa i centri di Coli, Farini, Bardi e Borgo Val di Taro e i quattro passi appenninici di Sella dei Generali, Linguadà, Santa Donna e Borgallo per arrivare a Pontremoli dove si congiunge alla via Francigena.
  • Castelli del Ducato di Parma e Piacenza — Disseminati sull’appennino parmense e piacentino, ma presenti anche nella pianura a sorvegliare il confine naturale del Po, i numerosi castelli dell’antico Ducato di Parma e Piacenza caratterizzano tutta l’area. Baluardi militari in origine, molti di essi hanno mantenuto l’aspetto di rocca inaccessibile, molti hanno via via trasformato la loro natura bellica in raffinata dimora nobiliare; tutti perpetuano nel tempo l’atmosfera di avventura, di favola e di leggenda che da sempre è legata ai castelli, in molti dei quali si narra della presenza di spiriti e fantasmi.


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