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Appennino molisano

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Appennino molisano
Tipico paesaggio appenninico molisano: un paese (Guardiaregia) sullo sfondo di un monte.
Stato
Regione

Appennino molisano è una regione dell'Italia.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

L'area montuosa e collinare dell'Appennino molisano confina ad ovest con il Lazio, a nord con l'Abruzzo, a sud con la Campania, a sud est con la Puglia, ad est con la Costa molisana.

Lingue parlate[modifica]

Nell'area appenninica del Molise centrale, verso la zona litoranea, esistono isole linguistiche albanesi e croate.


Territori e mete turistiche[modifica]

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      Venafrano — La parte di regione che fa capo a Venafro conserva ancora un forte legame con la confinante Campania. Venafro e altri centri della zona facevano parte un tempo della provincia di Terra di Lavoro (conosciuta anche con il nome di Liburia), e quindi della regione Campania, con la quale il territorio presenta tuttora affinità linguistico-culturali. Nel 1863 avvenne l'annessione all'attuale Molise. Venafro riveste una grande importanza socio-economica nel panorama molisano, grazie allo sviluppo del vicino nucleo industriale che costituisce il quarto polo industriale della regione. Il Venafrano confina a nord con l'Isernino. ad est e a sud con la Campania, ad ovest con il Lazio.
      Isernino — È la parte di territorio più strettamente legata ad Isernia, seconda città del Molise per importanza amministrativa, terza per popolazione dopo Campobasso e Termoli. L'Isernino confina a nord con Alto Molise e Abruzzo, a sud con Venafrano e Campania, a ovest con il Lazio e ad est con il Molise centrale. I gruppi montuosi dei Monti della Meta e delle Mainarde ne segnano il paesaggio al confine nord ovest con Abruzzo e Lazio.
      Alto MoliseAgnone ne è il centro principale. Fino al 1811 per circa 600 anni Agnone e il suo circondario sono sempre stati parte integrante del Giustizierato d'Abruzzo e dell'Abruzzo Citra, nel distretto di Lanciano. Aggregato al Molise, costituisce con i comuni dell'area il comprensorio dell'Alto Molise. Confina a nord, nord est e nord ovest con l'Abruzzo, a sud e sud ovest con l'Isernino, a sud est con il Molise centrale.
      Molise centrale — L'area centrale della regione, delimitata a sud dal Massiccio del Matese al confine con la Campania, si spinge a nord fino all'Abruzzo e alla Costa molisana, ad est confina con la Puglia, a sud con la Campania, ad ovest con Isernino e Alto Molise. Il paesaggio, abbandonando le cime più rilevanti della sua parte occidentale, si stempera in un dolce continuo declivio di rilievi arrotondati, spesso occupati da paesi in posizione dominante, e va via via digradando verso est fino alla Costa molisana che riunisce il litorale adriatico della regione e i primi rilievi appenninici. Tutta quest'area risente fortemente dell'attrazione del capoluogo regionale Campobasso. Altri centri di grande importanza storica sono Bojano e Trivento, centri di potere in epoca sannitica, poi romana, infine medievale; sono antichissime città vescovili.

Centri urbani[modifica]

  • Campobasso — La città vecchia si sviluppa su un colle attorno al castello in posizione dominante. La città moderna si è sviluppata nel piano. È il centro più popoloso del Molise, di cui è capoluogo regionale.
  • Agnone — Antica città sannita, conosciuta a livello mondiale per la tradizionale e plurisecolare costruzione artigianale delle campane, ha un interessante centro storico e una dotazione di infrastrutture turistiche in espansione.
  • Bojano — Fu potente città sannita, poi centro romano. Nel medioevo divenne sede episcopale. Conserva un bel centro storico ricco di chiese, oltre alla cattedrale.
  • Isernia — Tra i primi insediamenti paleolitici documentati d'Europa, fu poi fiorente città sannita, capitale della Lega Italica, in seguito Municipium romano. Il suo millenario passato le ha lasciato un importante patrimonio monumentale che si estende fino all'epoca preromana, oltre ad importantissimi reperti della preistoria.
  • Trivento — Antica sede vescovile, nella sua cattedrale si conserva la cripta di particolare valore storico-architettonico risalente all'XI-XII secolo.
  • Venafro — Affiora nella parlata e nelle tradizioni la sua lunga appartenenza alla Campania. Città dei Sanniti, poi colonia romana, alle vestigia dell'impero affianca un importante patrimonio urbano medievale, in cui spiccano le numerosissime chiese, purtroppo in gran numero ammalorate.

Altre destinazioni[modifica]

  • Capracotta — I suoi impianti e le sue piste da sci ne fanno un polo di sport invernali frequentato da sciatori di Molise, Abruzzo, Lazio e Campania.
  • Pietrabbondante — I resti delle fortificazioni e dello spettacolare Teatro sannita di Monte Saraceno testimoniano la presenza umana sul territorio di Pietrabbondante sin da epoca remota. Nei pressi del centro abitato si trovano i resti dell'antico insediamento che fu il più importante santuario e centro politico dei Sanniti tra il II secolo a.C. e il 95 a.C.


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

La regione appenninica, come tutto il Molise, non è dotata di aeroporti. Quello più vicino è a Pescara. Altro aeroporto da prendere in considerazione è quello di Roma-Fiumicino. Le autolinee regionali ATM operano un collegamento con la stazione Tiburtina di Roma dove transitano i treni diretti all'aeroporto di Fiumicino e un altro per Pescara.

In treno[modifica]

La principale linea molisana è la Direttrice Adriatica, che attraversa la regione lungo il litorale. L'Appennino molisano è collegato a questa importante dorsale ferroviaria in particolare dalla:

L'area appenninica è attraversata inoltre da linee complementari:


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • Concattedrale di Santa Maria Assunta (a Venafro). Risalente al V secolo, fu costruita sotto il vescovo Costantino sul luogo in cui già da secoli si trovava un tempio pagano con materiali prelevati da altri monumenti di epoche precedenti, elementi romani e decorazioni cristiane, come il bassorilievo del vescovo Pietro di Ravenna, un rilievo che per il suo aspetto inconsueto viene chiamato dagli abitanti "Marzo Settecappotti". L'interno è a tre navate decorate da opere pittoriche del XIV secolo. Lavori di restauro risalenti agli anni sessanta-settanta hanno riportato la concattedrale delle antiche forme barocche, riportando il luogo sacro all'aspetto gotico-medievale precedente. Concattedrale di Santa Maria Assunta su Wikipedia concattedrale di Santa Maria Assunta (Q2942847) su Wikidata
  • Chiesa dell'Annunziata (a Venafro).
  • Chiesa e convento di San Francesco (a Agnone).
  • Cattedrale e Cripta di San Casto (nella Cattedrale di Trivento). Di particolare valore storico-architettonico è la cripta, risalente all'XI-XII secolo e dedicata a San Casto. Un'iscrizione romana alla base di un pilastro con la dedica a Diana fa supporre che la cripta sia stata edificata su un antico tempio romano dedicato a questa divinità. L'ambiente è suddiviso dalle colonne di spoglio in sette piccole navate; è inoltre arricchito dalla presenza di affreschi del XIII secolo, da una statua lignea della Madonna in trono e da un bassorilievo in pietra raffigurante la Trinità fra angeli e delfini, dello stesso periodo.
Scavi recenti hanno permesso di riportare alla luce resti di un battistero. Cattedrale dei Santi Nazario, Celso e Vittore su Wikipedia cattedrale dei Santi Nazario, Celso e Vittore (Q2942838) su Wikidata
  • Arco di San Pietro (a Isernia).
  • Fontana della Fraterna (a Isernia).
  • Castello Monforte (a Campobasso).
  • Cattedrale di San Bartolomeo (a Bojano). L'originaria costruzione romanica fu più volte ricostruita a seguito di terremoti, e da ultimo dopo i bombardamenti della guerra mondiale. Nella parete esterna di sud-est della cattedrale sono conservati alcuni importanti resti dell'antico edificio medievale, quali plutei del IX secolo e formelle del secolo XIII. Risalgono a quest'epoca il portale gotico ogivale ed il rosone. Altre testimonianze, di epoca sannita, romana e longobarda, sono disseminate nelle pareti esterne ed interne della chiesa, e alla base del campanile. Concattedrale di San Bartolomeo (Bojano) su Wikipedia concattedrale di San Bartolomeo (Q2942593) su Wikidata

Siti archeologici[modifica]

  • Area archeologica di Pietrabbondante (a Isernia).
  • Sito archeologico "La Pineta" (a Isernia).
  • Anfiteatro e teatro romani (a Venafro).

Itinerari[modifica]


Cosa fare[modifica]


A tavola[modifica]

Stracciata molisana

Pietanze[modifica]

  • Pampanella Piatto di carne di maiale cotta al forno e abbondantemente speziata. La pietanza è originaria del paese di San Martino in Pensilis.
  • Panonta — Originaria del paese di Miranda, la Panonta è salsiccia fresca di maiale guarnita di peperoni, pecorino grattugiato, prezzemolo e aglio.
  • Pezzata — Originaria di Capracotta, la Pezzata è un piatto a base di carne di pecora messa a cucinare a fuoco lento in pentole di rame e condita con erbe aromatiche.
  • Cazzarielli con fagioli — Pasta fresca simile a gnocchetti conditi con fagioli borlotti soffritti insieme a guanciale, peperoncino e un trito di sedano cipolla, carota e poi lessati in abbondante salsa di pomodoro.
  • Cacio e uova — palline di formaggio e pan grattato cotte in un corposo sugo di pomodoro.
  • Torcinelli — budella d'agnello ripiene di animelle d'agnello. Solitamente, si consuma cotto sui carboni, ma a volte viene mangiato anche al ragù.
  • Pizza di rattatura — un pane pizza creato dagli scarti di farina del forno rimpastati, salati ed oliato a modo giusto, in genere si accompagna bene a sughi ed affettati. Tipico di Castelmauro.
  • Friarielli — peperoni verdi fritti.
  • Sfringioni — pastella fritta a forma di salsiccia.
  • Cavatelli — pasta fresca fatta a mano, condita solitamente al sugo.
  • Pizza e minestra — verdure campestri ed una pizza fatta con farina di granturco.

Dolci[modifica]

  • Caragnoli — Dolci tipici di forma elicoidale preparati in occasione del Natale e di Carnevale con un impasto a base di farina e uova che dopo essere stato fritto in olio d'oliva viene cosparso di miele.

Prodotti tipici[modifica]

  • Tartufo — Diffuso nei monti del Matese e nelle Mainarde. I paesi molisani più noti per la raccolta del tartufo sono Carovilli e San Pietro Avellana. Quest'ultimo è denominato "la Patria del Tartufo Bianco" (preparato per condire fettuccine)
  • Olio d'oliva — "La bella del molise" così viene chiamata l'oliva, nota in particolar modo a Larino, ma non solo, che produce un olio profumato e saporito unico in Italia.

Formaggi[modifica]

  • Stracciata — Un latticino di forma allungata, prodotto con latte vaccino.
  • Burrino — Formaggio tipico del sud Italia a pasta filata prodotto con latte vaccino, con un cuore di burro.
  • Pecorino di Capracotta — Formaggio a base di latte ovino aromatico e un po’ piccante se stagionato. Ha crosta dura color nocciola e pasta compatta con rare occhiature che lacrimano. La fase di stagionatura può durare da 3 mesi fino a 2 anni.
  • Scamorza Molisana — Prodotta con latte di mucche di razza bruna alpina allevate al pascolo brado, ha la caratteristica forma di pera con testina mozzata. Consumata fresca o dopo qualche giorno, è ottima alla brace.

Salumi e carni insaccate[modifica]

  • Salsiccia di Pietracatella — Prodotta con carne di maiale con abbondante quantità di grasso, sale, finocchietto selvatico, peperoncino dolce e piccante.
  • Soppressata molisana — Ottenuta da carne suina, leggermente affumicata, è consumata dopo la stagionatura oppure conservata sotto grasso in barattoli di vetro, ma anche in cassoni contenenti grano per mantenere il prodotto fragrante nel periodo estivo.

Ogni paese ha poi i propri prodotti tipici che seguono antiche tradizioni tramandate di generazione in generazione. Un consiglio a chi decidesse di visitare il Molise è di esplorare questi posti e i loro prodotti tipici, si può riscoprire una cucina semplice ma meravigliosa.

Bevande[modifica]

Vini[modifica]

  • Tintilia del Molise — Ricavato da un vitigno autoctono del Molise, la Tintilia è un vino DOC di colore rosso e rosato dal sapore intenso e dal colore deciso. Segue la tradizione molisana secondo cui il buon vino deve "macchiare" il bicchiere.
  • Vino Pentro di Isernia — È un vino bianco DOC di sapore intenso.
  • Biferno — Bianco, rosso e rosato, è un DOC fra i più prestigiosi della regione.


Sicurezza[modifica]


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