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Larino

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Larino
Larino: Veduta aerea del centro storico della città, che si caratterizza come borgo di crinale sopra un colle.
Stato
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Larino
Larino
Sito del turismo
Sito istituzionale

Larino è una città del Molise.

Da sapere[modifica]

È centro di servizi; costituisce, dopo Termoli, il secondo polo attrattivo della Costa molisana ed è punto di riferimento per molti paesi all'intorno.

Cenni geografici[modifica]

Situata tra le prime colline della Costa molisana, la città si affaccia su una vasta zona pianeggiante (Piane di Larino) che si protrae verso la costa Adriatica. Nei pressi di Larino numerosi sono i campi di olivo, che costituisce la coltura prevalente del territorio e dal quale si ottiene un olio di ottima qualità (dall'oliva autoctona Gentile di Larino). Altre coltivazioni tipiche sono la vite, i cereali e gli ortaggi.

Dista 26 km da Termoli e da Campomarino, 19 da Guardialfiera, 53 da Campobasso.

Quando andare[modifica]

A Larino il clima è mite di tipo mediterraneo data la sua posizione in collina e la vicinanza alla costa. D'inverno è tendenzialmente freddo con sporadiche nevicate, mentre d'estate le temperature spesso superano i 30 gradi.

Cenni storici[modifica]

Urbs princeps frentanorum la denominarono gli antichi a sottolineare l'importanza avuta nel passato da quest'importante città che era uno dei centri principali del territorio dei Frentani. La sua fondazione è databile con molta probabilità intorno al XII secolo a.C. per mano del popolo Italico degli Osci, i quali le diedero il nome di Frenter. Successivamente la città venne distrutta e ricostruita col nome di Ladinod, così come trascritto su numerose monete antiche rinvenute in territorio larinate. Con il passare dei secoli questo termine subì modifiche tramutandosi nel nome latino Larinum, deformandosi successivamente in Larina ,quindi in Alarino,per raggiungere nel XIX secolo l'attuale forma di Larino.

A seguito delle guerre sannitiche la città venne conquistata dalla Repubblica Romana (319 a.C.) e divenne una res publica, mantenendo una propria autonomia rispetto alle altre città frentane. Il nome fu modificato nel latino Larinum, ossia il luogo dove i Frentani ebbero i Lari. Durante la Seconda guerra punica (217-201 a.c) fu teatro di battaglie tra l'esercito di Annibale, accampato nella vicina Gerione, e Fabio Massimo, dittatore a Larinum.

Dopo la caduta dell' Impero Romano, la dominazione dell'Italia meridionale ad opera dei Longobardi (VI - X secolo d.C.) influenzò la vita di Larino, che divenne parte integrante del Ducato di Benevento, conservando una certa autonomia giuridica garantita dalla presenza di un Conte. Infatti essa era a capo di una delle 34 contee in cui era suddiviso il Ducato di Benevento. La data tradizionale dell' 842, associata alla memoria della traslazione delle reliquie del patrono S.Pardo dalla città di Lucera a Larino, sancisce l'esodo definitivo dall'antica città romana, posta sulla collina e facilmente raggiungibile dalle incursioni Saracene ed Ungare provenienti dalla costa, verso la vallata sottostante più nascosta e posta su uno sperone roccioso difeso naturalmente. Nel nuovo nucleo, sotto la successiva influenza del Regno di Napoli, a partire dal XIII sec. d.C., la città recuperò tutta la sua importanza e la presenza di un'importante fortezza, successivamente adibita a residenza dei regnanti dell'epoca (Palazzo Ducale), ne è la testimonianza insieme alla costruzione della nuova Cattedrale in onore del Patrono San Pardo (consacrata il 31 luglio 1319). Il 26 gennaio del 1564, il vescovo Belisario Balduino, reduce dal Concilio di Trento, aprì a Larino il primo seminario Diocesano nel mondo Cattolico.

Con il riordinamento amministrativo nel Regno di Napoli (1806), Larino passò dalla Capitanata al nuovo Distretto di Molise e riacquistò un ruolo istituzionale determinante, divenendo capoluogo di Distretto.

Con decreto del presidente della Repubblica del 1° gennaio 2000 Larino fu elevata al rango di città.

Sisma del 2002[modifica]

Larino nel terremoto del Molise avvenuto tra il 31 ottobre ed il 2 novembre del 2002 è stato uno dei centri più colpiti. Alcuni dei monumenti più importanti sono stati danneggiati provocando disagi alla popolazione frentana. Tra questi il Palazzo Ducale, che è tornato sede del Comune di Larino nel gennaio del 2009 dopo i lavori parziali di restauro, le chiese di S. Francesco, S. Stefano e S. Maria, che sono tuttora in fase di ricostruzione, il liceo "F. D'ovidio" e la scuola elementare "Novelli".

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Il suo territorio comunale comprende anche le località di Farese, Lago Di Liscione, Romualdi, Travaglini, Vizzarri.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

  • Autostrada A14 Italia.svg Autostrada Adriatica A14, uscire al casello di Termoli, seguire la direzione Campobasso/Larino, prendere la SS 87 (strada statale Bifernina) seguendo indicazioni per Larino.
  • Autostrada A1 Italia.svg Autostrada A1: uscire a Caianello, svoltare in direzione di Benevento, seguire indicazioni per Campobasso, continuare sulla SS 647 e poi svoltare in direzione di Diga del Liscione, proseguire seguendo indicazioni per Larino (SP 80).
  • Da Termoli prendere la SS 87 (strada statale Bifernina) in direzione di Larino.
  • Da Campobasso prendere la Strada Statale 87, continuare sulla SS 647, svoltare in direzione di Diga del Liscione, proseguire seguendo indicazioni per Larino (SP 80).

In nave[modifica]

In treno[modifica]

In autobus[modifica]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

L'anfiteatro
  • Borgo medievale. Il centro storico è caratterizzato, oltre che dal Palazzo Ducale e dal Duomo, da alcuni monumenti di epoca medievale e rinascimentale. Le torri, le ville, le mura di cinta ed alcune chiese presenti nel borgo testimoniano una vita sociale alquanto evoluta nei secoli passati. Molti sono i palazzi delle famiglie storiche locali che hanno avuto peso nella vita di Larino.
  • 1 Anfiteatro romano. Realizzato alla fine del I secolo d.C. a seguito di lascito testamentario di un cittadino di Larinum di rango senatorio. Per realizzarlo fu modificato l'impianto viario dell'antica Larinum, rendendo necessario uno scavo nella roccia di più di sei metri sotto il piano stradale.
  • Ara Frentana. È un'area lungo la Statale Sannitica 87 riservata a giardino pubblico e all'esposizione di materiale archeologico, come reperti di monumenti funerari ed edifici pubblici dell' epoca romana.
Cattedrale di San Pardo
  • 2 Cattedrale di San Pardo (Duomo). Gli abitanti di Larino, perseguitati nell'alto medioevo dalle orde saracene ed ungare, furono costretti a costruire un nuovo abitato in una zona meglio difendibile, ma non molto lontano dalla città romana: del nuovo nucleo si compone l'attuale centro storico dove Larino recuperò presto tutta la sua importanza. Qui fu costruita una nuova cattedrale dedicata all'Assunta e a San Pardo. È una chiesa in stile gotico-romanico consacrata il 30 luglio 1319 su un edificio più antico: di essa si hanno notizie già nel IX secolo.
Tra le più belle del Molise, presenta un prospetto a coronamento orizzontale ed un portale gotico attribuito al lancianese Francesco Petrini. È ornato da colonnine ortili ad intreccio e nella lunetta ogivale vi è una rappresentazione del Cristo in croce fiancheggiato dalla Vergine e San Giovanni. In alto vi sono due bifore delimitate da una ricca cornice ed un gran rosone di tipo pugliese insolitamente a tredici raggi. L'interno è a tre alte navate spartite da arcate ogivali (cinque a sinistra e due a destra) poggiate su robusti pilastri cruciformi con elaborati capitelli. L'abside con snella monofora è a pianta quadrata con volta a crociera. Le pareti erano in origine coperte da affreschi del tardo Trecento e del pieno Quattrocento, dei quali restano alcuni brandelli rappresentanti Sant'Orsola e le compagne, San Michele Arcangelo e San Benedetto. Sul lato destro del portale si alza la rete campanaria dovuta a più mani: il basamento è opera di Giovanni da Casalbore del 1451, ma certamente è da considerare una ricostruzione su una struttura precedente; il primo piano, a pareti rivestite da mattoni a spina di pesce è opera del 1523.
Del 1532 è invece la cappella dell'Annunciazione dove una bella arcata è fiancheggiata da due eleganti paraste ornate con stemmi del vescovo di Larino Giacomo Sedani e della città. Tra le pareti è racchiusa un'Annunciazione in affresco. Della stessa epoca sono il tabernacolo e un rilievo raffigurante Cristo benedicente tra angeli e cornucopie posti sulla parete della navata sinistra. Al di sopra dei due rilievi lapidei c'è l'Immacolata Concezione, tela attribuita al Solimena.
Nella sagrestia ci sono l'altare maggiore barocco ed il trono vescovile in marmi policromi intarsiati, opere del napoletano Lorenzo Troccoli. Da segnalare due pannelli lignei rappresentanti l'ultima cena e l'ingresso del corpo di San Pardo in Larino, ornamenti di un confessionale oggi scomparso. L'arredo della concattedrale è completato da diverse tele tra cui quelle di Francesco Antonio Borzillo, realizzate a cavallo tra il Cinquecento ed il Seicento.
Palazzo ducale
  • 3 Palazzo Ducale. Edificato tra il 1100 ed il 1200 per volontà dei ricchi normanni, fu usato come dimora delle famiglie che reggevano le sorti di Larino e come prigione nella quale venivano rinchiusi banditi ed altri criminali. La sua collocazione era considerata strategica, in quanto era costruito tra la “Porta di Piano” e la “Porta da Basso” che fino alla metà dell'Ottocento erano gli unici ingressi alla cittadina frentana. Il Palazzo conservò la sua struttura di fortezza fino alla metà del Seicento e in esso vi erano due accessi. Entrambi portavano ad un cortile interno alla quale si accedeva ad una cantina per la conserva del vino, e ad un piano nobile dove erano collocate diverse stanze affrescate.
A metà Ottocento venne acquistato dal Decurionato della Municipalità di Larino.
Dalla sua costruzione ad oggi il palazzo subì numerose modifiche, con la distruzione di sue vecchie parti e la costruzione di nuove.
L'edificio è costituito da più piani, ed al suo accesso dopo una lunga scalinata presenta un atrio porticato sui quattro lati sui cui appoggia un loggiato con ampi archi a sesto acuto. Al primo piano è ubicato il Museo Civico, nella quale sono raccolti numerosi reperti del periodo romano, tra i quali anche diversi mosaici pregiati di età imperiale. In una delle innumerevoli stanze che compongono il palazzo è presente un affresco di inizio secolo, raffigurante l'ala su campo azzurro simbolo della città con ai quattro lati medaglioni con effigi di personaggi del periodo risorgimentale. La stanza è rifinita con motivi liberty. Il corridoio del cortile interno contiene una serie di iscrizioni e reperti antichi.


Eventi e feste[modifica]

  • Festa di San Pardo (Carrese di San Pardo). Simple icon time.svg 25-26-27 maggio. Le origini di questa festa (considerata una delle più belle che si celebrano in Italia) sono datate all'anno 842, quando alcuni abitanti sopravvissuti all'invasione dei Saraceni trovarono il sepolcro che racchiudeva il corpo del Santo. Considerandolo come un ritrovamento miracoloso, i larinesi elessero il Santo come loro protettore, caricarono le sue spoglie su un carro rivestito di fiori e lo portarono in città, seguiti da una trionfante processione.
L'allestimento dei carri (oggi se ne contano circa 130) è un'operazione che richiede tempo e impegno. I carri sono trainati da pecore, vitelli, mucche e buoi, artisticamente addobbati e ricoperti di fiori di carta crespa lavorati a mano dagli abitanti del paese.
Il Carro rappresenta il simbolo della famiglia tramandato di generazione in generazione, in segno di continuità e della tradizione. Ciascun carro è contraddistinto da un numero progressivo, attribuitogli a seconda della data di fondazione; i numeri più bassi corrispondono a quelli più antichi, quelli più alti sono di origine recente.
  • Fiera d'Ottobre. Simple icon time.svg Seconda settimana di ottobre. Fiera campionaria di origini contadine che nei secoli scorsi era punto di passaggio per tutti coloro che, attraverso i tratturi, effettuavano la transumanza verso la vicina Puglia. Si vendevano soprattutto animali da fattoria, salumi e formaggi. La prima edizione risale al XVIII secolo. Ancora oggi vede riunirsi centinaia di commercianti di tutto il centro Italia; alla fiera ci sono prodotti per la pelle, abbigliamento, ma anche salumi, formaggi ed elettrodomestici per la casa.
La fiera d'Ottobre è composta da una parte esterna ed una interna, in quella esterna ci sono dei piccoli medi e grandi trattori o utensili per le campagne all'interno appunto salumi, formaggi, cosmetici per la pelle materassi ecc.
  • Carnevale Larinese. Ogni anno, solitamente durante il weekend che precede il Martedì Grasso, si svolge la sfilata dei "giganti di cartapesta", carri allegorici costruiti da gruppi di giovani del posto che raggiungono i 6 metri di altezza. La manifestazione, tra le più importanti del Molise, si svolge dal 1976 e negli ultimi anni ha visto uno sviluppo notevole della tecnica utilizzata dai mastri cartapestai, tanto che i manufatti vengono paragonati a quelli del vicino Carnevale di Putignano.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]

Nel suo territorio si produce un ottimo olio di oliva; Larino fa parte dell'Associazione nazionale Città dell'olio.

Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacie

  • 1 Caradonio, Piazza dei Frentani, 17. Simple icon time.svg +39 0874 822263.
  • 2 Del Gennaro, Piazza del Popolo, 1-4.
  • 3 Ricci, Piazza Duomo, +39 0874 822224.


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 4 Poste italiane, via Opllaco 10, +39 0874 829549.
  • 5 Poste italiane Larino 1, via Cluenzio 76, +39 0874 822264.


Nei dintorni[modifica]

  • Termoli — È il centro principale della costa molisana e seconda città della Regione per numero di abitanti. Il suo nucleo antico, con la cattedrale e le fortificazioni, sorge su un promontorio sul mare.
  • Campomarino — Gli insediamenti balneari sul litorale formano una conurbazione con Termoli; il centro antico è più discosto verso le colline. È uno dei quattro comuni molisani la cui popolazione discende dagli Albanesi in fuga dal dominio ottomano e conserva tradizioni, usi, costumi e lingua d'origine, l'arbëreshë, ossia l' albanese molisano.
  • Guardialfiera — Sorge a poca distanza dal lago omonimo, nato a seguito della creazione di una diga che ha prodotto così lo specchio d'acqua, completamente in territorio molisano, più grande della regione.


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