Scarica il file GPX di questo articolo

Oceania > Micronesia > Nauru

Nauru

Da Wikivoyage.
Jump to navigation Jump to search

Nauru
Foto satellitare dell'isola
Localizzazione
Nauru - Localizzazione
Stemma e Bandiera
Nauru - Stemma
Nauru - Bandiera
Capitale
Governo
Valuta
Superficie
Abitanti
Lingua
Religione
Elettricità
Prefisso
TLD
Fuso orario
Sito web

Nauru (nominalmente Repubblica di Nauru, in inglese Republic of Nauru, in nauruano Ripublik Naoero) è un piccolo stato insulare dell'Oceania, sito nell'Oceano Pacifico, tra la Melanesia e la Micronesia.

Da sapere[modifica]

Nauru è, a livello mondiale, il meno esteso e meno popolato stato indipendente dotato di istituzioni repubblicane.

L'origine della parola "Nauru" non è nota. Nell'epoca contemporanea l'isola in lingua locale è chiamata "Naoero", ma ha avuto precedentemente molti nomi: i coloni inglesi, che l'avevano scoperta nel 1888, la chiamarono Pleasant Island o Gambo Island, mentre sotto la dominazione tedesca venne chiamata Nawodo o Onawero. La parola "Nauru" è stata coniata più tardi adattando la parola "Naoero" ai fonemi della lingua inglese.

Cenni geografici[modifica]

Il territorio nazionale nauruano consiste in un'unica isola, prevalentemente pianeggiante con alcuni rilievi di piccola entità (il più elevato culmina a 61 m s.l.m.) nell'entroterra. Per quanto riguarda l'idrografia, l'unica risorgiva d'acqua dolce è la laguna di Buada, mentre l'isola è bagnata su tutti i lati dall'oceano Pacifico Meridionale.

Anni e anni di sfruttamento intenso e sconsiderato del fosfato presente nel suolo hanno reso l'isola, originariamente coperta da una foresta lussureggiante, una colossale miniera a cielo aperto dall'aspetto arido e lunare: flora e fauna sono state pesantemente danneggiate. Attualmente il grosso della vegetazione è costituito da piante erbose/cespugliose (frangipani, iud, ibisco, gelsomino) e pochi alberi di scarse dimensioni (palma da cocco, mango, papaya, lime, albero del pane, guanabano, pandanus, tamarillo) concentrati lungo la costa e presso le acque interne (Buada e Anabar).

Gli animali più presenti sono di specie alloctona, soprattutto cani e gatti randagi (costituenti un pericolo in quanto potenzialmente aggressivi e vettori d'infezioni).

Quando andare[modifica]

Si consiglia di non recarsi sull'isola nella stagione dei cicloni, che si situa tra novembre e febbraio: anche qualora non si incontrassero forti precipitazioni durante il soggiorno, il clima risulterà molto umido e quasi sempre uggioso. Per il resto dell'anno, ogni periodo è adatto per recarsi a Nauru.

Il clima nauruano è di tipo equatoriale, caldo e umido. La temperatura oscilla in media tra una minima notturna di 23° C e una massima diurna di 33° C, con un tasso di umidità mediamente superiore all'80%. L'unica leggera flessione delle temperature si riscontra nella summenzionata stagione dei cicloni, complici temporali e venti. La scarsità di vegetazione e il terreno spesso sabbioso e roccioso rende il clima comunque mediamente meno umido piovoso di quello equatoriale "standard".

Cenni storici[modifica]

Nauru fu colonizzata da popolazioni micronesiane e polinesiane circa 3000 anni or sono. I "pionieri" si divisero via via in 12 clan (tuttora rappresentati sulla bandiera nazionale dalla stella a dodici punte). Per sostentarsi, gli abitanti iniziarono a catturare pesci marini ed acclimatarli all'acqua dolce della laguna di Buada, che fu trasformata in una sorta di allevamento ittico. La dieta era integrata da frutti di pandanus e noci di cocco.

Il comandante John Fearn, un cacciatore di balene britannico, fu il primo europeo a visitare l'isola, nel 1798, e la battezzò "Pleasant Island". Dal 1830 i nauruani strinsero contatti stabili con gli stranieri, che periodicamente provvedevano a far tappa sull'isola rifornendola di generi di prima necessità (specie acqua potabile). In questo periodo, alcuni disertori fuggiti da navi europee si stabilirono sull'isola, introducendovi alcolici e armi da fuoco, che donarono ai locali in cambio di cibo. Le armi da fuoco furono poi usate nella guerra tribale che devastò l'isola tra il 1878 e il 1888.

Nel 1888 la Germania annetté Nauru al suo protettorato del Pacifico. I tedeschi pacificarono l'isola, inviarono dei loro rappresentanti amministrativi e nominarono un re tra i locali. Nello stesso anno sbarcarono a Nauru dei missionari cristiani dalle isole Gilbert. L'isola assunse il nome di Nawodo o Onawero. Il dominio tedesco durò un trentennio.

Nel 1900 il cercatore d'oro britannico Albert Fuller Ellis si accorse che il suolo dell'isola era ricchissimo di fosfato. La britannica Pacific Phosphate Company iniziò a cavare il materiale nel 1906, d'accordo con la Germania. Nel 1914, appena scoppiata la Prima Guerra Mondiale, Nauru fu invasa da truppe australiane. Nel 1919 Australia, Nuova Zelanda e Regno Unito firmarono un trattato, con il quale si suddivisero la responsabilità dell'estrazione del fosfato.

Nel 1920 sull'isola scoppiò un'epidemia di influenza, che portò il tasso di mortalità al 18%. Nel 1923 la Società delle Nazioni diede Nauru in amministrazione fiduciaria all'Australia, in collaborazione con Nuova Zelanda e Regno Unito. Tra il 6 e il 7 dicembre 1940 gli incrociatori tedeschi Komet e Orion affondarono cinque cargo nei pressi di Nauru. Il Komet poi bombardò le miniere di fosfato dell'isola, i depositi di carburante e le strutture portuali.

Il 25 agosto 1942 l'isola fu occupata dai giapponesi, che iniziarono a trasformarla in un avamposto militare fortificato e a costruirvi un aeroporto. In aggiunta, 1200 nauruani furono deportati ai lavori forzati sulle isole di Chuuk. Gli americani risposero a queste manovre bombardando l'isola il 25 marzo 1943. Il 13 settembre 1945 l'isola fu attaccata dalle truppe australiane, che costrinsero il luogotenente giapponese Hisayaki Soeda a consegnare la resa, nelle mani del comandante J. R. Stevenson, a bordo della nave HMAS Diamantina. I 737 nauruani che erano sopravvissuti alla deportazione su Chuuk furono rimpatriati nel gennaio 1946. Nel 1947 le nazioni unite riaffidarono l'isola all'amministrazione fiduciaria australiana, britannica e neozelandese.

Nel gennaio 1966 Nauru iniziò ad autogovernarsi, per poi diventare definitivamente indipendente nel 1968 sotto la presidenza di Hammer DeRoburt. Nel 1967, il governo rilevò l'estrazione del fosfato dalla British Phosphate Commissioners e nel 1970 fu fondata la Nauru Phosphate Corporation. Grazie ai proventi dell'estrazione del fosfato, l'isola raggiunse uno dei tenori di vita più elevati di tutto il Pacifico. Nel 1989, Nauru citò in giudizio l'Australia presso la Corte di Giustizia dell'Aia, accusandola di aver sfruttato troppo intensivamente le riserve di fosfato, causando danni ecologici all'isola. Il contenzioso si risolse allorché il governo di Canberra accettò di collaborare al recupero ambientale dell'isola.

Ai primi anni 1990 i giacimenti di fosfato andarono via via esaurendosi e gli investimenti immobiliari all'estero si rivelarono infruttuosi; ciò, unito alla corruzione dilagante, vuotò le casse dello Stato. L'isola attraversò numerose crisi politiche: i governi si succedettero molto rapidamente, tentando invano di ripianare il deficit, che invece si aggravò. Data l'assenza di altre risorse naturali, il governo decise di trasformare il paese in un paradiso fiscale, cercando poi di guadagnare altro denaro vendendo la cittadinanza nauruana a chiunque ne facesse richiesta, nonché autorizzando l'Australia a confinare sull'isola i migranti cui era stato precluso l'accesso al proprio territorio (ulteriori dettagli più in basso, al paragrafo Sicurezza), e - dopo avervi aderito nel 1999 - "vendendo" i propri voti all'assemblea generale dell'ONU. Nel 2004 si insediò tuttavia una nuova maggioranza, che revocò le disposizioni che rendevano Nauru un paradiso fiscale e si sforzò di varare piani meglio congegnati per rilanciare l'economia locale.

La situazione dell'isola, finora incapace di "ricalibrare" la propria vita socio-economica prescindendo dal prezioso fosfato, è tuttora abbastanza complessa. A ciò contribuisce anche il sistema politico locale, nominalmente multipartitico, ma nel quale in realtà ogni personaggio agisce in totale autonomia ed indipendenza: i "cambi di casacca" sono all'ordine del giorno e l'instabilità di governo e presidenza è massima.

Chissà che proprio il turismo - per cui l'isola non è comunque ancora attrezzata a dovere - possa assurgere a nuova, decisiva fonte di sostentamento tale da risollevare l'economia nauruana.

Lingue parlate[modifica]

Il nauruano è la lingua ufficiale; ad essa si affianca l'inglese, ampiamente compreso, parlato ed utilizzato negli atti ufficiali, negli scambi commerciali e nella vita di tutti i giorni.

Cultura e tradizioni[modifica]

L'originaria cultura tradizionale nauruana è quasi scomparsa a seguito della colonizzazione dell'isola da parte di popolazioni europidi, i cui costumi hanno impregnato in profondità la vita comune, a maggior ragione negli anni del boom economico: oggigiorno, anche per gli abitanti più anziani, è finanche quasi impossibile comprendere i canti tradizionali trasmessi quotidianamente dalla radio nazionale.

Ciononostante, soprattutto in occasione dei giorni di festa, gli abitanti sono ancora soliti inscenare esibizioni di danze e canti tradizionali, indossando i costumi tipici (abbastanza simili a quelli delle altre isole micronesiane). Permane inoltre la produzione artigianale di abiti e sculture in legno, oggi divenute essenzialmente souvenir per i viaggiatori di passaggio.


Territori e mete turistiche[modifica]

Mappa di Nauru

Centri urbani[modifica]

Nauru è diviso in 14 distretti amministrativi, corrispondenti alle aree dei 14 centri abitati dell'isola. Qui di seguito le principali.

  • Yaren (in passato anche denominata Jarren, oppure Makwa o Moqua) — Sede delle istituzioni governative di Nauru, Yaren è la capitale de facto del Paese, che comunque non la considera formalmente come tale.
  • Aiwo — Secondo centro di Nauru per importanza.
  • Denigomodu — Vi si trova il centro ospedaliero dell'isola.


Come arrivare[modifica]

Requisiti d'ingresso[modifica]

Dall'Italia e da San Marino è necessario il passaporto con una validità residua di almeno sei mesi alla data di partenza, dalla Svizzera occorre il passaporto con validità residua di almeno tre mesi alla data di conclusione del soggiorno. In ogni caso al passaporto va aggiunto un visto d'ingresso, da richiedersi contattando l'Ufficio Visti nauruano (tel. +674 5573133) o la Missione nauruana presso le Nazioni Unite a New York (tel. +1 212 937 0074). In alternativa, mandare un e-mail agli indirizzi principal.immigration@naurugov.nr oppure visa@naurugov.nr. La procedura di ottenimento del visto può essere molto lunga e la conferma deve arrivare prima della partenza: è bene quindi inviare la domanda sufficientemente in anticipo. Ai viaggiatori potrebbe essere anche richiesta una tassa d'ingresso all'atto dell'arrivo nel paese.

I giornalisti, i fotoreporter o simili figure che volessero visitare il paese per svolgervi la loro attività, devono comunicarlo esplicitamente alle autorità locali. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito istituzionale http://naurugov.nr/about-nauru/visiting-nauru/visa-requirements.aspx

La domanda di visto, presentata mediante un'apposita scheda compilata dal richiedente e convalidata da un ufficiale governativo, dev'essere corredata da una copia del passaporto. All'arrivo a Nauru, inoltre, occorre completare la pratica pagando una tassa d'ingresso pari a 200 dollari australiani.

Talora per arrrivare sull'isola (o per andarsene) potrebbero rendersi necessari transiti nel territorio degli Stati Uniti d'America (come le isole Hawaii) o in dipendenze statunitensi (tipo Guam, Samoa Americane, Isole Marianne). In una tale eventualità, accertarsi di possedere uno di questi documenti:

  • passaporto a lettura ottica rilasciato entro il 26 ottobre 2005
  • passaporto con foto digitale rilasciato entro il 25 ottobre 2006
  • passaporto elettronico

Nel caso non si possiedano questi documenti e non li si possa richiedere, anche per un semplice transito in un aeroporto statunitense occorre il visto d’ingresso negli Stati Uniti d’America, da richiedere alle loro delegazioni consolari prima della partenza.

In aeroporto, le autorità doganali ritirano il passaporto del viaggiatore per registrarne i dati: la procedura dura una giornata. Al termine, il documento viene restituito.

Importazione di beni[modifica]

È permesso importare a Nauru (valori espressi per singolo viaggiatore):

  • 400 sigarette o 50 sigari o 450g di tabacco.
  • 3 bottiglie di superalcolici.
  • una piccola quantità di profumo per uso personale.
  • pochi prodotti audiovisivi per uso personale.

Non è invece permesso introdurre nel paese:

  • Sostanze stupefacenti, esplosivi o armi, materiale pornografico.

In aereo[modifica]

L'aeroporto di Nauru
  • 1 Aeroporto di Nauru, Yaren district (lungo la Island Ring Road, strada principale dell'isola.). L'aeroporto di Nauru è situato tra i distretti di Yaren e Boe. Dispone di un'unica pista di decollo, adatta ad aerei di medio raggio.

L'unica aviosuperficie dell'isola è servita con voli di linea solo dalla compagnia di bandiera Nauru Airlines (nota fino al 2005 come Air Nauru e poi fino al 2014 come Our Airline), il cui range di destinazioni comprende l'Australia, le Isole Salomone e le Figi. Nauru Airlines opera anche servizi cargo per rifornire l'isola di generi di prima necessità. Il resto del traffico aereo è costituito da sporadici servizi charter e dall'aviazione generale.

Nauru Airline ha due sedi operative:

  • 2 Nauru Airlines - sede di Nauru, Ground Floor - Airport Building, Yaren, Republic of Nauru (lungo la Island Ring Road, strada principale dell'isola.), +674 5577001.
  • 3 Nauru Airlines - sede di Brisbane, Level 3, 99 Creek Street - Brisbane QLD 4000 - Australia, +61 732296455, fax: +61 732296344.

Biglietterie e desk della compagnia sono presenti presso gli aeroporti di Suva, Nadi, Tarawa, Honiara, Los Angeles e Sydney.

In nave[modifica]

Nauru non dispone di porti marittimi dedicati espressamente al traffico passeggeri: le strutture di Aiwo ed Anibare servono quasi esclusivamente ad accogliere i pescherecci degli abitanti e le navi cargo che vengono a caricare il fosfato e/o riforniscono l'isola di beni di prima necessità. In entrambi i casi, i fondali sono poco profondi, e le navi di grande stazza sono costrette ad ancorarsi al largo. Non esiste più da anni un servizio navale stabile dedicato al trasporto di persone; in precedenza, per scaricare i viaggiatori si usavano piccole barche che facevano la spola tra la nave (ancorata al largo) e la costa.

Nessuno dei due porti è in grado di accogliere yacht.

Come spostarsi[modifica]

A Nauru non esiste un sistema di trasporto pubblico: l'unica alternativa all'andare in giro a piedi (che col caldo soffocante del sole equatoriale può essere davvero faticoso) è il noleggio di un mezzo di trasporto. Autovetture, scooter, biciclette sono disponibili allo scopo: informarsi presso gli alberghi sulla possibilità di locare uno di questi mezzi (nei periodi di penuria di carburante ciò potrebbe risultare più difficile).

In auto[modifica]

Appena arrivati, l'hotel dove avete prenotato potrebbe essere o non essere disposto a mandare un'auto a prendervi all'aeroporto; nel caso "peggiore", dovrete fare il percorso a piedi o in autostop.

Vi è una strada che corre lungo il perimetro dell'isola detta Island Ring Road, lunga circa 20 km ed asfaltata. Per condurre un autoveicolo occorre la patente di guida internazionale. La circolazione è a sinistra e gli autoveicoli locali hanno la guida a destra ("all'inglese").

Il traffico non è mai particolarmente intenso (a maggior ragione quando il carburante scarseggia) e la circolazione è generalmente fluida: ciò anche complice il fatto che in tutta l'isola si trova un solo semaforo, ubicato all'incrocio tra la Island Ring Road e i raccordi d'accesso alla pista dell'aeroporto, che viene attivato solo quando c'è un aereo in manovra.

Le condizioni del manto stradale sono variabili: le strade costiere (che toccano i centri abitati) sono asfaltate, mentre nell'entroterra abbondano le carrarecce sterrate, che richiedono una maggiore attenzione nella guida.

In nave[modifica]

Vi sono due porti marittimi: il primo ad Aiwo, il secondo ad Anibare.

In treno[modifica]

Sull'isola è operativa una piccola linea ferroviaria a trazione termica e scartamento ridotto, il cui unico scopo è trasferire il fosfato cavato nell'entroterra al porto di Aiwo, ove delle grandi navi verranno a caricarlo. Non dovrebbe quindi fungere da servizio passeggeri; non è tuttavia raro vedere delle persone "scroccare" un passaggio aggrappate ai vagoni.

In autobus[modifica]

A Nauru non circolano autobus.

Cosa vedere[modifica]

La laguna di Buada
Il palazzo del Parlamento
  • 1 Baia di Anibare, Anibare district (lungo la Island Ring Road, strada principale dell'isola)). Ad Anibare si trova la più bella spiaggia dell'isola, in sabbia bianca fine e circondata da palmeti.
  • 2 Porto di Aiwo, Aiwo district (lungo la Island Ring Road, strada principale dell'isola)). Nel grande porto di Aiwo, dotato di lunghi nastri trasportatori montati su tralicci metallici protesi verso il mare, sostano le grandi navi fosfatifere e le imbarcazioni atte al rifornimento di beni di prima necessità.
  • 3 Porto di Anibare, Anibare district (lungo la Island Ring Road, strada principale dell'isola)). Piccolo porto ove trovano ricovero i pescherecci dell'isola. Costruito nel 2001 con l'ausilio di capitali giapponesi, è altresì zona balneabile.
  • 4 Palazzi del Governo, Yaren district (nella striscia di terra tra l'aeroporto e la costa.). Il governo di Nauru ha sede in alcuni palazzi del distretto di Yaren. Le sedute del Parlamento sono pubbliche ed è in genere possibile assistervi senza particolari difficoltà.
  • 5 Laguna di Buada, Buada district (uscire dalla Island Ring Road (la strada principale dell'isola) all'altezza dell'Od-N-Aiwo hotel, all'incrocio successivo voltare a sinistra). Unico specchio d'acqua dolce dell'isola, formato da una risorgiva nell'entroterra, circondata da una rigogliosa vegetazione (fatto inconsueto per l'isola). L'acqua è troppo sporca per essere balneabile, ma qui si possono scattare belle foto e fare piacevoli passeggiate.


Cosa fare[modifica]

Una guardiola giapponese risalente alla Seconda Guerra Mondiale
Partita di football australiano al Linkbelt Oval
  • Girare l'intero stato. In macchina ci vogliono circa 25 minuti senza fare fermate. Se si adopera una bicicletta, ci si impiegheranno 2-3 ore e a piedi 6 ore. L'itinerario (soprattutto lungo la Island Ring Road) consente di ammirare le bellezze della costa, ove aguzzi scogli di roccia corallina di color bianco/giallastro si stagliano sulla superficie dell'Oceano. A metà della suddetta strada, provenendo da entrambi gli hotel dell'isola, il supermercato Capelle & Partner, nel distretto di Ewa, è un buon posto ove fare una pausa.
  • Esplorare i retaggi della Seconda Guerra Mondiale, come le installazioni militari giapponesi (guardiole, santebarbare e cannoni).
  • Scalare il Command Ridge, il punto più alto dell'isola, con i suoi 61 m s.l.m.
  • Guardare le esibizioni folkloristiche della popolazione locale, che nei giorni di festa è solita indossare i costumi tipici ed inscenare spettacoli di danza e musica.
  • Assistere alle partite del campionato nazionale di football australiano (sport più popolare dell'isola, insieme al sollevamento pesi), che si disputano in uno dei cinque campi di Nauru (l'Aida Oval, il Denig Stadium di Denigomodu, il Linkbelt Oval di Aiwo, il Menen Stadium di Meneng e il National Stadium di Yaren), oppure ad altre manifestazioni sportive: le discipline più popolari dell'isola sono il sollevamento pesi, il judo, il softball e - in misura minore - il calcio.
  • Pescare in mare aperto: la pesca è un'importante fonte di sostentamento per la popolazione locale, che la pratica sia con la comune tecnica "a canna" che con l'ausilio di fregate (uccelli autoctoni dell'isola) addestrate.
  • Fare acquisti da Capelle & Partner, il negozio più simile ad un supermercato in tutta Nauru, o in una delle botteghe artigiane.
  • Fare il bagno nella baia di Anibare o presso il porto limitrofo.
  • Immergersi nell'Oceano, ammirando la bellezza della barriera corallina e i relitti della Seconda Guerra Mondiale (imbarcazioni ed aerei affondati sono una presenza costante).
  • Osservare gli aerei in partenza e arrivo all'aeroporto di Nauru: il traffico non è molto intenso, ma la pista è scarsamente protetta ed è possibile avvicinarvisi (facendo attenzione a non essere investiti dal getto dei motori). Gli appassionati di fotografia aerea qui avranno pane per i loro denti.


Valuta e acquisti[modifica]

La valuta nazionale è il Dollaro australiano (AUD). Qui di seguito i link per conoscere l'attuale cambio con le principali monete mondiali:

(EN) Con Google Finance: CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD
Con Yahoo! Finance: CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD
(EN) Con XE.com: CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD
(EN) Con OANDA.com: CAD CHF EUR GBP HKD JPY USD

Sull'isola vi è un solo istituto di credito, la Bank of Nauru, versante ormai da tempo in gravi difficoltà economiche. Di riflesso gli sportelli saranno molto probabilmente chiusi. Non vi sono uffici di cambiavalute, né si accettano le carte di credito ed è molto difficile che vengano accettati pagamenti in valute estere, ancorché forti (dollari USA, sterline, franchi svizzeri, euro ecc...). È quindi consigliato recarsi sull'isola con una quantità di dollari australiani sufficiente (o ragionevolmente superiore) a coprire la previsione di spesa del soggiorno.

Considerare che, complici le difficoltà economiche in cui versa l'isola e il suo isolamento, il costo della vita è piuttosto alto.

A Nauru non si usa contrattare il prezzo degli acquisti, né dare mance.

A tavola[modifica]

Una pizzeria nel distretto di Aiwo

Il cibo che si consuma a Nauru è quasi totalmente importato dall'Australia via mare o via aereo; i rifornimenti arrivano circa ogni sei settimane.

Girando per l'isola si troveranno varie "tavole calde" che vendono cibo locale e spesso cinese, oltre ad un piccolo fast food presso il supermercato Capelle & Partner.

Nauru è un'isola, quindi i frutti di mare sono il "pezzo forte" delle tavole locali. Anche la carne, cotta alla brace o affumicata, è molto "gettonata". In sostanza si può dire che l'attuale cucina nauruana sia un misto tra tradizioni locali e quelle di Germania, Australia, Cina e Regno Unito. I pasti sono tendenzialmente molto leggeri, dato il clima torrido.

Tra i ristoranti migliori si segnala Reynaldo's, specializzato in cucina cinese.

Bevande[modifica]

Il Reef Bar, sito presso il Menen Hotel, è l'unico bar di Nauru. Si trova a 30 minuti di cammino dall'altro albergo, l'Od-N-Aiwo. Qui si possono acquistare birra australiana e i principali liquori internazionali. La sala interna è dotata di TV satellitare. È molto frequentato nei finesettimana, dato che i nauruani vengono pagati di venerdì e tendono a non uscire nei giorni feriali.

Data la monotonia della vita sull'isola, ogni nuova faccia è accolta con entusiasmo e lunghe chiacchierate.

Il bar ha un minimo di dress code: non vi si può entrare con le ciabatte aperte (quelle chiuse vanno bene) e gli uomini devono portare il colletto (quindi una camicia o una polo).

Infrastrutture turistiche[modifica]

Alberghi[modifica]

Sull'isola sono presenti tre strutture ricettive di livello variabile: nessuna di esse raggiunge comunque standard di eccellenza. È bene tenere a mente che, se si paga il conto dall'estero, non è detto che l'hotel riesca effettivamente a incassare la somma. Per evitare di dover pagare nuovamente al momento, è consigliabile contattare l'hotel prima della partenza.

  • 1 Menen Hotel, PO Box 298, Aiwo District, +674 444 3300. Ecb copyright.svg 80 dollari USA a notte. Sito sull'omonimo promontorio, è il più capiente hotel dell'isola: dispone di 119 camere, una sala conferenze da 200 posti, due ristoranti ed accoglie l'unica discoteca e l'unico bar di tutta l'isola. La struttura è di proprietà statale, e in quanto tale non esattamente in piena efficienza. Del resto l'albergo, costruito in piena epoca di boom economico "dopato" dalle estrazioni di fosfato, è sovradimensionato rispetto al numero di viaggiatori che annualmente soggiorna a Nauru. Ormai da tempo la struttura è fatiscente e non riceve un'adeguata manutenzione: si segnalano vari disservizi quali mancanza di acqua calda ai rubinetti, guasti allo sciacquone dei servizi igienici, all'aria condizionata e ai televisori. In aggiunta, il livello del servizio è alquanto basso: tra le varie problematiche, la biancheria dei letti non sempre viene cambiata puntualmente, la ristorazione talora chiude senza motivo e il bar tiene la musica ad alto volume fino a tarda ora.
  • 2 Od'N Aiwo Hotel, PO Box 299, Aiwo District, +674 444 3701. Ecb copyright.svg 40 dollari USA a notte. Più economico del Menen hotel, l'Od'N Aiwo è tuttavia più spartano e soffre anch'esso di vari problemi legati alla scarsa manutenzione. La struttura è a gestione familiare.
  • 3 Capelle&Partner - Ewa Lodge, Ronave, Ewa district, +674 5571001, @ . Da pochi anni presso il supermercato Capelle&Partner sono disponibili alcune stanze dotate di aria condizionata, TV satellitare con lettore DVD, bagno privato, frigobar, lavanderia e cucina in comune. La struttura è descritta dai viaggiatori come pulita ed ordinata. Tra le strutture ricettive questa è la più distante dall'aeroporto, ma ha dalla propria il vantaggio della contiguità col supermercato (l'unico dell'isola).


Eventi e feste[modifica]

Festività nazionali[modifica]

La repubblica celebra tre feste nazionali: il Giorno dell'Indipendenza (il 31 gennaio), il Giorno della Costituzione (il 17 maggio) e il Giorno del Ritorno a Casa (o Angam, il 26 ottobre). Essendo uno stato a maggioranza cristiana, celebra anche il Natale e la Pasqua.

Sicurezza[modifica]

Nauru è un'isola tranquilla e sicura praticamente sotto ogni aspetto: la popolazione locale è estremamente mite e pacifica e gli atti criminali sono una rarità.

Come molte altre isole del Pacifico, Nauru è circondata da barriera corallina; alcune porzioni sono state rimosse per consentire il transito alle imbarcazioni. Se si naviga, fare attenzione a non passare sopra il reef, per non correre il rischio di incagliarsi. Se invece ci si immerge o semplicemente si fa il bagno in mare, fare attenzione agli animali pericolosi che popolano il fondale marino (sono presenti squali, pesci e molluschi velenosi). Un altro grave pericolo sono le correnti marine, che possono essere localmente di forte intensità e trascinare con sé uomini e imbarcazioni. In ogni caso è bene entrare in acqua sempre accompagnati da persone esperte, che sappiano consigliare i comportamenti più adeguati ed eventualmente intervenire in caso di necessità.

La legge nauruana punisce severamente il traffico di sostanze stupefacenti, leggere o pesanti che siano, e prevede severe pene detentive per abusi sessuali o violenze contro i minori.

Gli atti di natura omosessuale sono stati legalizzati da maggio 2016, è comunque un bene evitarli in pubblico poiché possono offendere la sensibilità di alcuni abitanti del posto.

I numeri telefonici da chiamare in caso di emergenza sono il 118 e il 117. La centrale di polizia dell'isola si trova vicino all'aeroporto.

Campo per rifugiati[modifica]

Un cenno specifico merita il campo per rifugiati (Nauru Regional Processing Centre) aperto nel 2001 vicino a Ibwenape, non lontano dal triplo confine tra i distretti di Meneng, Yaren e Buada. La struttura rientra nella strategia nota come "soluzione del Pacifico", adottata dalle istituzioni di Canberra allo scopo di impedire l'accesso di richiedenti asilo al territorio australiano: ospita diverse centinaia di migranti provenienti da vari paesi. Le istituzioni nauruane ne hanno accettato la presenza anche e soprattutto a seguito del pagamento di un ricco canone da parte dell'Australia, di vitale importanza per contenere il dissesto del bilancio pubblico isolano.

Il centro, sebbene ben sorvegliato da forze dell'ordine locali e militari australiani, costituisce un fattore di rischio per la sicurezza: esso è infatti costantemente sovraffollato e versante in condizioni igienico-sanitarie molto degradate, con poche persone (essenzialmente volontari di ONG internazionali) adibite a gestire le necessità primarie degli individui. Amnesty International lo ha definito "una catastrofe per i diritti umani, un mix tossico di incertezze, detenzione illegale e condizioni disumane".

La popolazione del centro, di riflesso, è instabile: frequenti sono i tentativi di suicidio e atti di protesta come l'auto-cucitura delle labbra. Il 19 luglio 2013 una rivolta scoppiata tra gli occupanti causò la distruzione di alcuni edifici e danni pari a circa 60 milioni di dollari australiani. Sono inoltri segnalati atti di violenza sessuale (anche commessi da membri del personale e dalle guardie) e traffico di sostanze stupefacenti.

Nel 2015 la decisione di concedere ai reclusi libertà di movimento all'interno dell'isola causò la reazione violenta di alcuni abitanti (la popolazione nauruana non ha del resto mai approvato la presenza del campo): si segnalarono varie aggressioni ai danni dei rifugiati, tra le quali tre stupri ai danni di altrettante donne.

Ai viaggiatori si raccomanda di evitare di bazzicare l'area circostante il campo (che è inoltre tassativamente vietato fotografare) e di non immischiarsi per nessun motivo in eventuali assembramenti, zuffe e risse tra autoctoni e reclusi.

Ambasciate e consolati[modifica]

A Nauru hanno sede due delegazioni diplomatiche:

Per ottenere assistenza in lingua italiana si può invece contattare:

  • Ambasciata d'Italia a Canberra, 12 Grey Street, Deakin - Canberra - ACT 2600, Australia, +61 2 62733333, fax: +61 2 62734223, @ . L'ambasciata italiana in Australia è competente ad agire anche a Nauru per conto di cittadini italiani, sammarinesi, vaticani o di paesi membri dell'Unione Europea. Qualora si incontrassero difficoltà sul posto è possibile contattarla. Per le emergenze il numero telefonico dedicato è +61 418 266349

I cittadini svizzeri possono invece contattare:


Situazione sanitaria[modifica]

I tassi di morte, nascita e crescita sono abbastanza vicini a quelli dei paesi sviluppati, la mortalità infantile è molto bassa. Nauru soffre tuttavia di un grave problema di obesità: il 94,5% della popolazione autoctona è sovrappeso.

La situazione sanitaria del paese è tuttavia meno buona rispetto ai paesi più sviluppati: i due ospedali dell'isola (entrambi siti nel distretto di Denigomodu, sono il Nauru General Hospital - tel. +674 555 4302 - e il RON Hospital) hanno strumentazioni limitate (anche se vi sono bravi medici cubani) ed è preferibile, se la situazione è minimamente grave, far trasferire il malato in Australia, ove per l'accesso occorre richiedere un visto di ingresso e non c'è garanzia che si potranno utilizzare i servizi sanitari australiani. È pertanto molto opportuno stipulare un'adeguata assicurazione, comprensiva anche di rimborsi sanitari ed eventuale trasferimento aereo del malato all'estero.

Un aspetto di criticità è costituito dal già citato campo di rifugiati: la scarsa igiene che v'impera costituisce terreno fertile per la propagazione di malattie. Un motivo in più per evitare di avventurarvisi.

La vaccinazione consigliata è quella contro l'epatite B.

Chi proviene da una regione in cui la febbre gialla è endemica (o via ha soggiornato negli ultimi 6 giorni), deve obbligatoriamente vaccinarsi.

Fare attenzione a proteggersi contro le punture di zanzare: si può contrarre la dengue (nota come febbre spaccaossa). Evitare di bere l'acqua del rubinetto, che è perlopiù piovana (raccolta in grandi cisterne) o acqua marina desalinizzata, molto probabilmente non depurata a dovere.

Rispettare le usanze[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

Sull'isola vi sono degli uffici postali ove è possibile inviare corrispondenza all'estero.

Telefonia[modifica]

L'isola dispone di telefoni pubblici a scheda prepagata e di una rete telefonica mobile; tuttavia per un turista di altri continenti sarà molto probabilmente impossibile usare il proprio telefono cellulare con la propria SIM. La soluzione è acquistare una SIM dell'operatore locale Digicel.

Internet[modifica]

L'unico provider internet dell'isola è CenpacNet inc., che si occupa anche di gestire la registrazione di siti web con dominio .nr

CenpacNet gestisce l'unico internet café dell'isola, sito presso il Civic Centre del distretto di Aiwo:

  • 4 Cenpac's internet café, Civic Centre, Aiwo district, Republic of Nauru (lungo la Island Ring Road che è la strada principale dell'isola).

Generalmente gli alberghi offrono proprie postazioni ove è possibile connettersi alla Rete. Informarsi sempre preventivamente sulle tariffe.

Tenersi informati[modifica]

Sull'isola si pubblicano tre periodici d'informazione in nauruano e inglese: il Nasero Bulletin, il Central Star News e il Nauru Chronicle. A Nauru è praticamente impossibile trovare giornali e riviste straniere; per tenersi informati ci si può servire di internet e della radiotelevisione via satellite. In loco trasmettono un canale radio e uno televisivo, operati dalla struttura pubblica Nauru Broadcasting Service, i quali tuttavia dispongono di budget ristretti e propongono quindi soprattutto produzioni estere di scarso interesse, oltre a programmi d'informazione quasi unicamente focalizzati sulla realtà locale (che a ridosso delle elezioni tendono a diventare strumenti di propaganda a beneficio dei governanti in carica).

Informazioni utili[modifica]

Presa di corrente di tipo australiano

L'esportazione di manufatti nauruani è consentita solo su autorizzazione doganale.

La corrente elettrica a Nauru è a 240 volt per 50 Hz, con prese di tipo australiano (vedere foto a lato). Per utilizzare apparecchiature elettriche europee occorre quindi munirsi di un adattatore.

Altri progetti