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Arco (Italia)

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Arco
Veduta di Arco
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Arco (Italia)
Arco
Sito istituzionale

Arco è una città del Trentino-Alto Adige.

Da sapere[modifica]

È per popolazione la quarta città del Trentino dopo Trento, Rovereto e Pergine Valsugana; a volte viene indicata anche con il nome di Arco di Trento.

Cenni geografici[modifica]

Si trova nell'area dell'Alto Garda e Ledro fra i rilievi alle spalle di Riva del Garda a poca distanza dal lago nella parte finale della valle del fiume Sarca che sfocia da qui nel Lago di Garda. La posizione protetta dalle montagne e la vicinanza del lago di Garda, permette a questa zona di mantenere un clima particolarmente mite, che fa di questa città una stazione di soggiorno nota da secoli. A nord di Arco si trova la grotta di Patone, una grotta orizzontale, facilmente visitabile.

Cenni storici[modifica]

Alcune testimonianze e studi sul territorio hanno potuto stabilire che durante il periodo del neolitico diverse popolazioni - di origine ancora sconosciute - abitarono le zone della piana del fiume Sarca, fondando nell'età del bronzo e in quella del ferro nuovi insediamenti abitativi.

Nel XII secolo subì l'occupazione di una signoria proveniente dalla Baviera che riuscì a conquistare il castello, quest'ultimo forse eretto dall'imperatore Teodorico, ottenendo in seguito l'ufficiale investitura feudale di Arco dal vescovo di Trento.

Arco fu quindi una delle località interessate dalle vicende umane e storiche che si svolsero tra il XI secolo e il XIII secolo e dalle numerose proprietà che videro protagonisti i vari componenti della famiglia degli Ezzelini. Proprietà che furono ampiamente accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta avvenuta nel 1260.

Nei secoli successivi il borgo - dopo essere stato più volte saccheggiato e incendiato - divenne dominio dei Visconti, degli Scaligeri e della Repubblica di Venezia. Seguì quindi l'annessione all'Impero austriaco e sarà solo dopo il termine della Prima guerra mondiale che entrerà a far parte del Regno d'Italia.

Come orientarsi[modifica]

Arco si affaccia sul Lago di Garda a sud, mentre a nord è attorniata dalle montagne. La città è conosciuta e frequentata come località di riposo e cure fin dal periodo asburgico; l’Arciduca Alberto d’Asburgo volle ad Arco la propria residenza invernale, la Villa Arciducale, che vanta un parco lussureggiante, l’Arboreto. Gli Asburgo abbellirono la città con parchi e giardini, ville liberty e palazzi, oltre al Castello che rappresenta uno dei migliori esempi del Trentino.

Quartieri[modifica]

Il suo territorio comunale abbraccia i paesi di Bolognano, Caneve, Ceole, Chiarano, La Grotta, Linfano, Massone, Moletta, Padaro, Pratosaiano, San Giorgio, San Martino, Varignano, Vigne e Vignole.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

  • 1 Aeroporto di Bolzano-Dolomiti (IATA: BZO, ICAO: LIPB) (6 km dal centro di Bolzano), +39 0471 255 255, fax: +39 0471 255 202. Simple icon time.svg apertura al pubblico: 05:30–23:00; apertura biglietteria: 06:00-19:00; il check-in per voli da Bolzano è possibile solo da 1 ora ad un massimo di 20 minuti prima della partenza. Piccolo scalo regionale con voli di linea da e per Lugano e Roma con Etihad Regional (by Darwin Air). In alcuni periodi dell'anno, la compagnia Lauda Air collega la città con Vienna una volta a settimana. Più numerosi invece i voli charter.
  • 2 Aeroporto di Verona (Catullo), Caselle di Sommacampagna, +39 045 8095666, @ contatti@aeroportoverona.it.
  • 3 Aeroporto di Brescia (D'Annunzio), Via Aeroporto 34, Montichiari (I collegamenti con l'aeroporto di Brescia sono garantiti dai trasporti pubblici tramite il bus/navetta. La fermata a Brescia città è situata alla stazione dei pullman (numero 23), mentre quella dell'aeroporto è al fronte terminale. Sono inoltre previsti collegamenti per la città di Verona attraverso la linea bus/navetta 1), +39 045 8095666, @ contatti@aeroportoverona.it. Solo Charter

In auto[modifica]

In treno[modifica]

  • Italian traffic signs - icona stazione fs.svg A Mori fermata ferroviaria sulla linea Verona - Innsbruck; stazione ferroviaria a Rovereto; da Rovereto ad Arco collegamento di pullman.

In autobus[modifica]

  • Italian traffic sign - fermata autobus.svg Collegamenti tramite le linee di pullman della Trentino Trasporti [1].


Come spostarsi[modifica]

Con mezzi pubblici[modifica]

Il trasporto pubblico unisce i Comuni di Arco, Riva del Garda e Nago-Torbole. È distribuito su quattro linee: le linee circolari 1 e 2 che collegano Arco e Riva del Garda e le rispettive frazioni; la linea 3 che collega Arco, Riva del Garda e Nago-torbole e la linea 4 interna all'abitato di Riva del Garda. Gli orari sono disponibili sul sito di Trentino trasporti [2] che gestisce il servizio.

Cosa vedere[modifica]

  • 1 Santuario di Santa Maria delle Grazie, via Dante Alighieri 9, +39 0464 519800. Il santuario e l'adiacente convento furono eretti tra il 1475 e il 1492 per volere del conte locale. Nei secoli successivi l'edificio subì diversi interventi di ristrutturazione, ma ancora sono ben visibili nel chiostro le arcate a sesto ribassato e alcune colonne con capitelli lisci databili alla primaria costruzione quattrocentesca.
All'interno del santuario è conservata una statua in legno raffigurante la Vergine Maria risalente molto probabilmente al XV secolo.
  • 2 Chiesa di Sant'Anna. Si trova vicino alla Collegiata dell'Assunta. È stata consacrata nel 1652 da un vescovo albanese e nel 1900 è stata, oltre ad un luogo di culto, anche un centro di cura invernale. Il campanile è stato danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. :I dipinti che si trovano in sacrestia rappresentano Sant'Andrea e altri santi e tutta la chiesa è stata dipinta dal pittore locale Antonio Zanoni.
  • 3 Collegiata dell'Assunta, Piazza 3 Novembre. I lavori di edificazione furono intrapresi nel 1613 sui resti di un'antica e precedente chiesa di origine romanica la cui fondazione si colloca tra il IV e il IX secolo e che viene menzionata per la prima volta in un documento del 1144. Nulla si è conservato dell'antico edificio medievale, che fu appunto demolito nel 1613 per far posto all'attuale fabbrica progettata dall'architetto imperiale Giovanni Maria Filippi da Dasindo. I lavori, finanziati anche dalle diverse comunità della zona, si protrassero per alcuni decenni fino al 1630 quando dovettero essere interrotti a causa della violenta epidemia di peste che decimò - quasi tremila vittime - la comunità arcense; fu infine ufficialmente consacrata il 15 maggio del 1671.
All'interno della collegiata - ad unica navata - è presente una statua marmorea dedicata all'Assunta, forse opera dello scultore Gabriele Cagliari di Verona. Tra gli altari presenti cinque sono opera di Domenico Rossi, il quarto sulla destra è intitolato al Santissimo Sacramento - chiuso da una cancellata in ferro ed ottone - mentre il secondo altare di sinistra è dedicato alla Maria Maddalena scolpito dai fratelli Cristoforo e Sebastiano Benedetti di Castione.
Sopra il primo altare di sinistra è presente una pala raffigurante la Madonna con il Bambino Gesù, due angeli e san Michele Arcangelo di Felice Brusasorzi. La cantoria in legno è opera di Giacomo Benedetti di Desenzano del Garda, ultimata nel 1731.
Adiacente al presbiterio sono collocati i due ingressi nel pavimento che conducono ad un sepolcro sotterraneo dove in passato venivano sepolti i canonici della collegiata e i conti locali. Negli ultimi anni del XIX secolo qui fu sepolta - provvisoriamente - la salma di Francesco II delle Due Sicilie, l'ultimo monarca del Regno di Napoli, morto ad Arco nel 1894.
Chiesa della Santissima Trinità
  • Chiesa della Santissima Trinità. Chiesa tedesca della Comunità Evangelica Luterana di Merano. Fu eretta dalla comunità evangelica di Arco nel 1903 e nel primo dopoguerra affidata alla chiesa Collegiata di Arco; fu dedicata a S. Teresa di Gesù Bambino e benedetta nel 1934. Dal 1970 usata e gestita dalla Comunità evangelica con sede a Merano. È un pregevole edificio neogotico, dal ripido tetto embriciato.
  • Chiesa di sant'Apollinare (a Prabi). La chiesetta è di origine romanica ed è situata nella frazione di Prabi. La facciata e gli esterni furono affrescati tra il XV e il XVI secolo, mentre l'interno accoglie pregevoli affreschi del Trecento.
  • Chiesa di san Martino, Viale S. Francesco, 3, +39 0464 516184. Situata in località San Martino la chiesa fu completamente ricostruita nel corso del Cinquecento e al suo interno sono presente diversi cicli di affreschi del periodo rinascimentale italiano.
  • Chiesa di San Rocco. Sita nella frazione di Caneve la sua costruzione è risalente al XIV secolo.
  • Santuario Madonna di Laghel. Costruito nel 1700 in stile barocco sorge in cima alla ripida Via Crucis. Un "Gesù morto", opera dell'artista gardenense Josef Moroder-Lusenberg fu collocato nel sepolcro dopo il restauro del santuario il 19 marzo del 1896.
  • Via Crucis di Laghel. Capitelli con rilievi in legno della Passione di Cristo di Josef Moroder Lusenberg. La Via Crucis di Laghel già verso il 1690 fu eretta e dotata di 14 capitelli dal conte Gianbattista d'Arco lungo il muro di cinta delle sue proprietà nell'attuale via dei Capitelli ad Arco.
  • Palazzo Marchetti. L'edificio, originariamente denominato Palazzo di San Pietro, è risalente al Cinquecento ed è situato sul lato est della Collegiata dell'Assunta. Il palazzo fu di proprietà dei conti di Arco fino alla metà del XIX secolo quando fu ceduto a Saverio Marchetti, giudice originario di Bolbeno.
All'interno del palazzo sono presenti diversi cicli di affreschi di epoche e pittori differenti, mentre all'ingresso sud dell'edificio nobiliare è ben visibile un portale attribuito al pittore e scultore Giulio Romano di Roma.
  • 4 Palazzo dei Panni. La costruzione è risalente agli ultimi decenni del XVII secolo e la sua edificazione fu voluta dal conte Gianbattista d'Arco; la forte testimonianza della nobile famiglia arcense è ancora visibile sul portale dove campeggia lo stemma nobiliare del ramo di Andrea.
Verso la fine del XVIII secolo l'edificio fu acquistato da Giovanni Battista Marosi, sacerdote di Bolognano, che trasformò la struttura in un lanificio da cui trarrebbe la denominazione dei Panni. La scelta di convertire il palazzo nobiliare in una piccola industria della lana fu voluta dal sacerdote per fronteggiare la forte crisi della disoccupazione e della miseria che imperversava nel paese.
Il lanificio fu in attività per alcuni anni e una volta chiuso divenne, per tutto l'Ottocento, sede negli anni a seguire di diversi enti comunali quali caserma dei pompieri, asilo infantile e teatro cittadino. Agli inizi del XX secolo lo stabile ospitò diversi ragazzi dell'Istituto della Provvidenza e con l'avvento del Fascismo mutò la denominazione in Palazzo del Littorio.
Il palazzo - che ha assunto l'antica denominazione - è sede della Biblioteca Civica Bruno Emmert, bibliofilo di Arco, e dell'Atelier Giovanni Segantini. Proprio al Segantini è dedicata la scultura nel cortile interno del palazzo ad opera dello scultore locale Renato Ischia. Le sale dell'atelier vengono adibite dal Comune di Arco come sede per convegni culturali e mostre di interesse artistiche e storiche.
Il Palazzo inoltre ospita la sede arcense del MAG Museo Alto Garda
  • 5 Galleria Civica "G. Segantini", Via Segantini - Palazzo Panni, +39 0464 583656, fax: +39 0464 583615, @ galleriacivica@comune.arco.tn.it. Simple icon time.svg Dal Lun-Ven 8:30-12:30; Mar-Gio 14:30-16:30. La Galleria Segantini ospita opere di Giovanni Segantini ed offre esposizioni permanenti e mostre che si tengono anche presso la galleria "Il Transito" e altre sedi temporanee.
Castello - affreschi
Castello
  • 6 Castello. La città si sviluppa alle pendici di una rupe rocciosa dalla quale il magnifico castello medievale domina l'intera valle dell'Alto Garda. Originariamente il castello fu in pratica un borgo fortificato difeso da possenti mura e da un buon sistema di avvistamento grazie alle torri presenti ai vari lati del nucleo. L'intero complesso era costituito dalle due torri Renghera, posta nella parte più alta della rupe, e Grande nonché diversi edifici quali il rondello delle prigioni, il laboratorio del fabbro, la cantina, il molino e tre cisterne.
Secondo alcune fonti la sua costruzione ebbe origine nel medioevo, eretto dagli stessi abitanti di Arco e solo in seguito divenne proprietà della nobile famiglia arcense che dominò queste terre. Il castello fu abbandonato nel corso del Settecento anche a seguito dell'assedio delle truppe francesi nell'estate del 1703 comandate dal generale d'oltralpe Luigi Giuseppe di Borbone-Vendôme.
Un accurato restauro nel 1986 e altri negli anni successivi, commissionati ed eseguiti dalla provincia autonoma di Trento e dal Comune di Arco, hanno permesso la scoperta e il recupero di alcuni cicli di affreschi raffiguranti cavalieri e dame di corte dell'epoca medievale.
Il castello di Arco richiama ogni anno migliaia di visitatori offrendo un panorama incantevole della zona e una visita tra suggestive rovine. Le abitazioni del centro storico, disposte appunto ad arco attorno alla rupe dell'antico castello danno secondo alcuni il nome alla cittadina, un'altra corrente di pensiero dice che il nome deriva dal latino Arx, arcis la rocca, appunto per la presenza di questa importante opera di fortificazione.

Siti di interesse naturalistico[modifica]

  • 7 Arboreto. L'arboreto è un'area inserita nel precedente Parco Arciducale voluto dall'Arciduca Alberto d'Asburgo, quest'ultimo cugino di Francesco Giuseppe I d'Asburgo e che stabilì la propria residenza ad Arco nel 1872 erigendo la Villa Arciducale, ed esteso per un ettaro.
Il progetto per la realizzazione dell'orto botanico fu affidato negli anni sessanta del Novecento a Walter Larcher, professore di botanica dell'Università di Innsbruck.
L'arboreto, ricco di specie arboree e arbustive, accrebbe maggiormente il proprio valore culturale e scientifico dopo il 1992 quando il "Museo Tridentino di Scienza Naturali" di Trento avviò diversi progetti di rivalutazione dell'intera area botanica; i lavori vengono avviati nel 1993 a cura del Servizio Ripristino e Valorizzazione Ambientale della provincia autonoma di Trento. Sempre nello stesso anno nuovi accordi tra il Comune di Arco e il museo di Trento fanno sì che l'arboreto diventi sede distaccata del museo stesso.
Le specie vegetali conservate sono all'incirca 150 e provenienti da diverse zone geografiche quali Europa meridionale e centrale, Asia orientale, Americhe e regioni africane.
Ingresso della grotta
Uno stretto passaggio all'interno della grotta
  • 8 Grotta di Patone (Bus del Diaol; bus del Nigol; caverna alla 1ª Gana; grotta di Ceniga; grotta di Arco). È una grotta orizzontale, ovvero con un dislivello limitato, ma con un'estensione per il lungo di circa 800 metri. La si raggiunge dalla strada statale 45 bis Gardesana Occidentale, a nord di Arco, in località La Molletta, nei pressi di San Martino a Patone ad una altezza di 225 metri. Lungo la strada, nei pressi del maso delle Giare, si trova una cava di ghiaia. Parcheggiato, si intraprende un sentiero non comodo, ripido e franoso, che termina risalendo il letto di un ex-torrente (canyon), dopo mezz'ora si arriva all'ingresso della grotta (circa 300 metri s.l.m.).
Per visitarla è consigliato essere accompagnati da qualche speleologo, o comunque avere una certa esperienza di grotte. La visita dura 2-3 ore, più le ore di tempo per liberare il sifone (generalmente 2-3).
L'ingresso sul fianco occidentale del monte Stivo è molto ampio, molto simile ad una gigantesca bocca aperta, per alcuni simile a quella del diavolo, e si sviluppa interamente nei calcari del Lias.
La grotta ha 5 sifoni, che la suddividono in due tronconi, di cui il secondo è accessibile solamente dopo aver liberato il 3º sifone dalla sabbia. La nascita della grotta è dovuta al fatto che da essa fuoriusciva un torrente, ora asciutto.
Per entrare bisogna subito scendere un masso di 2 metri, magari utilizzando una scaletta, e poco oltre oltrepassare il primo sifone, quasi sempre aperto. Qui andando avanti si raggiunge un cancelletto. Il primo troncone ha una lunghezza di 350 metri, e termina con il 3º sifone, generalmente ostacolato dalla presenza di sabbia, a meno che qualche visitatore non vi sia già passato di recente. Questo sifone si trova ad una quota di -21 metri dall'ingresso, il punto più basso dell'intera grotta.
Per arrivare all'inizio del secondo troncone, è quindi possibile rimuovere la sabbia accumulatasi, utilizzando gli attrezzi che si trovano sul posto (pale e secchi), con un lavoro in media di 2-3 orette.
Una volta che si è riaperto uno stretto varco, ci si può infilare nel secondo troncone, che è molto più affascinante del primo. Questo troncone ha uno sviluppo di circa 500 metri e termina nel 5º sifone ricoperto totalmente da sabbia. In passato il gruppo grotte della SAT di Arco ha fatto sondaggi e scavato per cercare di scoprire dove andasse a finire la grotta ma senza risultato. Sembra infatti che questo 5º sifone sia particolarmente lungo e dalle voci degli esperti potrebbe finire in un grande salone finora inesplorato.
L'anno della scoperta della grotta non è noto, e neanche il suo primo scopritore. Storicamente è soltanto annotato in una scritto di Vincenzo Zucchelli, il quale visitò assieme ad alcuni amici la grotta il 27 dicembre 1885. Sono anche datate altre esplorazioni negli anni successivi, fino a che anche alcuni studiosi, tra cui Battisti e Trenner, alla fine dell'800 se ne interessarono. Dagli studi si passò anche a guide turistiche, fino al suo primo rilievo nel periodo tra il 1925 e il 1938.


Eventi e feste[modifica]

  • Rock Master Festival. Simple icon time.svg nel mese di agosto. Competizione mondiale di arrampicata sportiva


Cosa fare[modifica]

  • Il free-climbing trova in Arco il suo centro principale; qui infatti ogni anno si tiene il Rock Master, competizione sportiva mondiale di arrampicata che richiama atleti da tutto il mondo.
  • Una pista ciclabile parte da Arco e conduce al Lido di Arco sul Lago di Garda; la località offre una spiaggia libera attrezzata. Vi ha sede inoltre il Centro vela e windsurf.


Acquisti[modifica]

Nel suo territorio si produce un ottimo olio di oliva; Arco fa parte dell'Associazione nazionale Città dell'olio.

Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

  • 1 Albergo Cattoi, Viale Rovereto 64 Arco, +39 0464517070. Una stella

Prezzi medi[modifica]

Campeggi[modifica]


Sicurezza[modifica]

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacie


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 8 Poste italiane, piazzale Schotten, +39 0464 588949, fax: +39 0464 588940.


Nei dintorni[modifica]


Altri progetti

2-4 star.svg Usabile: l'articolo rispetta le caratteristiche di una bozza ma in più contiene abbastanza informazioni per consentire una breve visita alla città. Utilizza correttamente i listing (la giusta tipologia nelle giuste sezioni).