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Innsbruck

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Innsbruck
Innsbruck - Un angolo della città sullo sfondo delle sue montagne
Stemma
Innsbruck - Stemma
Stato
Stato federato
Territorio
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Prefisso tel
CAP
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Innsbruck
Innsbruck
Sito istituzionale

Innsbruck è una città dell'Austria.

Da sapere[modifica]

Innsbruck (in dialetto tirolese Innschpruckh) è il capoluogo del Tirolo settentrionale e dello stato federato austriaco del Tirolo, nonché capitale della regione storica nota col nome di Principesca Contea del Tirolo. In italiano arcaico era nota come Enoponte o Ponténo (dal latino Oeniponte), da cui, gli abitanti, pontenési. Con Bolzano è sede congiunta della Convenzione delle Alpi.

Cenni geografici[modifica]

Situata a 574 m s.l.m. e con 126 851 abitanti, Innsbruck è la quinta città più grande dell'Austria (dopo Vienna, Graz, Linz e Salisburgo). È attraversata dal fiume Inn; il suo nome deriva da Inn e bruck e significa Ponte sull'Inn. A nord la città è delimitata dai Monti del Karwendel, a sud dal Patscherkofel uno dei monti principali delle Prealpi del Tux, a ovest dall’Altopiano di Mieming.

Quando andare[modifica]

Innsbruck ha un clima fortemente continentale, con parziale carattere alpino. Il Föhn è un fenomeno ventoso molto noto in città e spira dai quadranti meridionali o orientali. Questo vento di caduta, caldo e secco, può manifestarsi in qualsiasi stagione, ma con maggiore frequenza in autunno. La velocità del vento può toccare nell'area urbana i 120 km/h (200 km/h sul Patscherkofel). In inverno il Föhn arriva ad innalzare la temperatura fino a farle raggiungere punte sui +18 °C. Sempre in inverno sono frequenti le nevicate, anche abbondanti per via dello stau, ed a volte il termometro scende fin sotto i −15 °C. D'estate il caldo è raramente eccessivo e sono frequenti rovesci e temporali, spesso accompagnati da grandine.

Cenni storici[modifica]

La città di Innsbruck si è originata sul luogo di quello che fu l'antico castrum romano di Veldidena, i cui resti oggi fanno parte del quartiere di Wilten; rimase una località di confine per tutta l'epoca dell'Impero Romano. Le prime notizie sulla città successive al periodo romano risalgono al 1138 in un documento in cui il monastero praemonstratense di Wilten dona una zona della riva destra dell'Inn al conte di Andechs, zona in cui sorgerà quella che oggi è la città vecchia. In un documento del 1187 è citato un nuovo mercato chiamato Innsbruck nei possedimenti dei conti di Andechs i quali fecero poi costruire delle mura e torri difensive a protezione della zona dei commerci che si sviluppò molto rapidamente. Il 9 giugno 1239 il duca Ottone II conferi ad Innsbruck il rango di città.

Alla morte di Ottone II, nel 1248, non avendo eredi la città passò tra i domini dei conti del Tirolo, per poi essere ceduta assieme al territorio tirolese cis- e transalpino a Rodolfo IV d'Asburgo nel 1363. Fu capitale del Tirolo nel 1420, sostituendosi a Merano (che lo era stato fin lì). Divenuta residenza ufficiale dell'Imperatore Massimiliano I, la città conobbe un periodo di grande splendore e di incremento economico tra il XVI ed il XVII secolo. Nel 1669 fu aperta l'università di Innsbruck.

Con la Pace di Presburgo (1805) passò alla Baviera per poi tornare legittimamente all'Austria con il Congresso di Vienna nel 1815. Durante il periodo irredentista, anche a Innsbruck vi furono degli scontri, come ad esempio il pogrom antiitaliano scatenato da studenti pangermanisti del 1904, per protesta contro l'apertura di una facoltà in lingua italiana presso la locale università, che fu assalita e successivamente chiusa e che vide coinvolti gli allora studenti Cesare Battisti e Alcide De Gasperi. Nella storia contemporanea venne occupata temporaneamente dalle truppe italiane nel 1918 che vi rimasero fino al 1919. Alcuni gruppi organizzati di nazisti in abiti borghesi nel 1938 assassinarono quattro delle personalità maggiormente conosciute nella locale comunità ebraica: Richard Berger, Josef Adler, Richard Graubart e Wilhelm Bauer. Più di venti famiglie furono il bersaglio di pestaggi e saccheggi. Solamente nel dopoguerra e solo alcuni vennero condannati (con pene miti), mentre i mandanti non furono mai perseguitati, tra cui lo stesso Gauleiter.

Durante la seconda guerra mondiale la città venne gravemente bombardata.

Come orientarsi[modifica]


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

A ovest della città si trova anche un aeroporto internazionale mediamente trafficato e di modeste dimensioni, l'aeroporto di Innsbruck-Kranebitten. Dispone di un solo terminale con servizi aeroportuali (ufficio di cambio, autonoleggio, taxi), e vi si trovano diversi autonoleggi. Il collegamento da e per l'aeroporto è previsto con autobus (Linea F: Aeroporto-Hauptbahnhof (stazione ferroviaria) di Innsbruck).

In auto[modifica]

Innsbruck è collegata tramite autostrada, strada e ferrovia attraverso il Passo del Brennero all'Italia, e verso valle al resto dell'Austria e alla Germania. Verso ovest si raggiunge per strada il Vorarlberg e poi la Svizzera.

In treno[modifica]

Ha collegamenti ferroviari con l'Italia attraverso il Brennero; con la Germania e il resto dell'Austria verso valle.

Come spostarsi[modifica]

Con mezzi pubblici[modifica]

In città il trasporto pubblico è composto da autobus e tram.

Cosa vedere[modifica]

Il Tettuccio d'Oro
  • Attrazione principale 1 Tettuccio d'oro (Goldenes Dachl). È il simbolo della città. Si tratta di un erker tardogotico che sorge sulla facciata del Neuer Hof, l'antico palazzo dei conti del Tirolo, il cui tetto è ricoperto di 2.657 scandole di rame dorate a fuoco.
Il Neuer Hof venne costruito intorno al 1420 per volere di Federico IV d'Asburgo come residenza dei conti del Tirolo. In ricorrenza dell'anno 1500 Massimiliano I d'Asburgo fece aggiungere dall'architetto Niklas Türing il Vecchio il celebre erker, che lo realizzò tra il 1494 e il 1496.
L'erker si sviluppa in due volumi sovrapposti sormontati dal celebre tetto dorato. La parte inferiore è incentrata su una finestra tardo-gotica poggiante su una serie di stemmi scolpiti (gli originali sono al Tiroler Landesmuseum) e inquadrata da due alfieri, a fresco, con gli stendardi dell'Austria e del Tirolo. Nella parte superiore sporge un balcone a loggia con rilievi figuranti scene della Danza della Moresca e affreschi che mostrano la vita di corte con Massimiliano I e le sue due spose, il cancelliere, il giullare. I bei rilievi sono opera di Gregor Türing, mentre gli affreschi si devono a Jörg Kölderer.
Nel 1996 nell'edificio fu costituito il Museum Maximilianeum e nel 2007 fu riaperto dopo lavori ampliamento e risanamento come Museum Goldenes Dachl (museo tettuccio d'oro).
Dal 2003 nell'edificio si trova un "segretariato permanente" della Convenzione delle Alpi.
Helblinghaus (Casa Helbling)
  • 2 Helblinghaus (Casa Helbling), Herzog Friedrich Straße. È una casa borghese della città, caratteristico edificio famoso per la bella facciata a stucchi rococò, sorge sulla via principale cittadina, di fronte al celebre Tettuccio d'oro.
L'edificio, alla base gotico, risale alla metà del XV secolo e si presenta alto quattro piani su portico terreno. Possiede due facciate, una principale, più stretta, dà sullo slargo del Tettuccio d'oro ed è inquadrata da due erker; l'altra sul lato destro, all'angolo della via, è più lunga.
Nel 1725 venne acquistato da Johan Fischer, Tesoriere della Zecca di Hall in Tirol, che qualche anno dopo diede l'incarico al maestro stuccatore bavarese Anton Gigl di decorare la facciata. Gigl, proveniente dalla grande Scuola di Wessobrunn, rivestì tutte le facciate della casa con un sublime apparato decorativo rococò di stucchi policromi. Tra il 1730 e il 1732 disegnò tutti i motivi decorativi costituiti da cornici, mascheroni, tralci floreali, putti, trofei, grappoli di frutta, conchiglie e volute.
Le finestre originariamente erano dotate di motivi tardogotici; dei resti sono emersi in un bovindo meridionale durante i restauri del 1932. La casa prende il nome da Sebastian Hölbling (Helbling), che la possedette fra il 1800 e il 1827.
Hofburg
Hofburg - Sala dei Giganti
  • 3 Hofburg. La Hofburg era la residenza ufficiale del governatore del Tirolo a Innsbruck, divenuta successivamente la residenza estiva della famiglia imperiale austriaca. La sua storia è molto antica in quanto il primo castello ivi costruito risale all'epoca medioevale quando l'arciduca Sigismondo d'Austria, conte del Tirolo, sentì la necessità di fortificare il borgo di Innsbruck. Il suo successore, re dei Germani e poi Imperatore Massimiliano I, costruì invece l'attuale sistema che si può ancora vedere. La struttura rimase inalterata sino all'epoca di Maria Teresa d'Austria quando ella diede ordine di ristrutturare il castello in stile rococò che è la forma con il quale esso ci è giunto.
I lavori furono prima affidati all'architetto locale Johann Martin Gumpp, tra il 1754 e il 1756, in seguito subentrò K. J. Walter, dal 1766 al 1773. All'interno si conservano le sontuose Punkräume, le "Sale di Gala", fra cui emerge la bella Riesensaal, la "Sala dei Giganti", usata come salone delle feste, dal soffitto affrescato con il Trionfo della Dinastia Asburgo-Lorena, dipinto nel 1775 dal tedesco Fran Anton Maupertsch. Alle pareti grandi ritratti degli Asburgo-Lorena.
Maria Teresa fece costruire anche un arco trionfale sull'attuale Maria-Theresien-Straße in ricordo di due sue visite alla città, una nel 1739 ed una nel 1765 in occasione del matrimonio di suo figlio Leopoldo, evento che venne in parte oscurato dalla morte di suo marito, l'imperatore Francesco Stefano di Lorena durante i festeggiamenti. La coppia imperiale alloggiava all'epoca proprio alla Hofburg di Innsbruck e Maria Teresa, che aveva una sfrenata ammirazione per il marito, diede ordine che la sua camera da letto fosse convertita in cappella per il palazzo.
Attualmente la Hofburg è di proprietà statale ed è sede di mostre e convegni.
Landhaus-Sala della Dieta
  • 4 Altes Landhaus. Il Landhaus, o Altes Landhaus (Antico Landhaus, per contraddistinguerlo dal Nuovo eretto nel 1939), è l'antico palazzo della Dieta regionale della città. Sorge sulla Maria-Theresiens-Straße, la via principale del centro cittadino, e rappresenta un notevole esempio dell'architettura tardobarocca in Austria.
Il palazzo, uno dei più grandiosi della città, venne costruito tra il 1725 e il 1728 dall'architetto Georg Anton Gumpp. Si erge su tre piani e presenta una monumentale facciata a timpano e paraste, riproposta nella corte d'onore, ornata di stucchi allegorici eseguiti nel 1728 da Francesco Serena. :Particolarmente degni di nota sono gli interni, a cui si accedono per lo Scalone d'onore, dove nelle nicchie sono vasi, busti e statue di divinità antiche opere di Nikolaus Moll, i soffitti sono decorati con stucchi. Al primo piano è la Landtagssaal, la "Sala della Dieta regionale", a forma di galleria italiana traversante tutto l'edificio. Le pareti e il soffitto recano importanti affreschi che raffigurano scene del Vecchio Testamento con riferimento al paesaggio tirolese, vennero eseguiti verso il 1734 dal maestro Cosmas Damian Asam. I sontuosi stucchi le statue di personaggi illustri, fra cui l'imperatore Leopoldo I e l'arciduca Leopoldo V d'Austria, sono di Moll. Splendide le porte intagliate.
Nella Corte d'onore si affaccia la cappella dedicata a San Giorgio, antico patrono del Tirolo. Venne eretta insieme al palazzo dallo stesso Gumpp, e decorata con begli stucchi bianchi su fondi dai colori pastello di rosa e giallo di Moll.
Castello di Ambras
Castello di Ambras - la sala spagnola
  • 5 Castello di Ambras. Il Castello di Ambras (in tedesco Schloss Ambras) è situato nelle colline presso la città di cui costituisce una delle più importanti attrazioni. La sua importanza storico-culturale è legata all'arciduca Ferdinando II.
Come molti edifici europei, il Castello porta una firma italiana, quella dell'architetto scaligero Giovanni Battista Guarienti. Originario di una delle più antiche famiglie della nobiltà veronese, il Guarienti era giunto alla corte dell'arciduca Ferdinando II, in Boemia, con la qualifica di sovrintendente dei palazzi che il figlio dell'imperatore possedeva nei paesi dell'Est europeo: Ungheria, Polonia, Cecoslovacchia.
Ferdinando II incaricò il Guarienti di trasformare in un palazzo il casino di caccia sulla collina che sovrastava Innsbruck. Il progetto affascinò il nobile architetto veronese che, ormai avanti con gli anni, aveva deciso che questo sarebbe stato l'ultimo lavoro al servizio dell'Asburgo, prima di fare ritorno in Italia. Ci mise un impegno tale che il palazzo divenne ben presto un castello degno del figlio dell'imperatore. L'influenza del Guarienti sull'architettura imperiale durò almeno per un'altra generazione attraverso il figlio Domenico, pittore, scultore e architetto anch'egli: a Domenico Guarienti si devono una monumentale fontana a Ohernberg e un'altra a Landeck. Partecipò inoltre a lavori come scultore a Innsbruck e come pittore e affrescatore a Hall, Ambras, Rotholz, Thurneg e al Castello Nuovo di Vienna.
Il castello di Ambras funge come "succursale" del Kunsthistorisches Museum (in italiano Museo di Storia dell'Arte). Notevoli sono la Camera dell'arte e delle curiosità, la galleria dei ritratti dei membri della casa d'Asburgo, che contiene oltre 200 ritratti di autori tra i quali spiccano Tiziano, Van Dyck e Velazquez, l'armeria e la sala spagnola. Qui d'estate vengono organizzati concerti. Da menzionare è anche il parco del castello in stile inglese.
  • Altes Rathaus. L'antico Municipio, complesso risalente al 1358, con la Torre Civica del XV-XVI secolo.
  • Palazzo Fugger. Edificio barocco.
  • Chiesa delle Orsoline (Ursulinenkirche).
Duomo di San Giacomo
Duomo di San Giacomo - Una volta a trompe-l'oeil
  • 6 Duomo di San Giacomo (Dom zu St. Jakob). Il Duomo di San Giacomo (in tedesco: Dom zu Sankt Jakob) è il principale luogo di culto cattolico della città e sede vescovile della diocesi omonima. Rappresenta anche uno dei maggiori esempi dell'architettura barocca in Austria.
Una prima chiesa sul luogo è documentata dal 1180, come appare su un documento con la citazione di ecclesia in foro. Al 1270 risale la prima menzione di una chiesa dedicata a san Giacomo Maggiore, posta lungo la via austriaca del Cammino di Santiago de Compostela, che insieme a Roma e Gerusalemme era il più importante luogo di pellegrinaggio del Medioevo. La prima raffigurazione dell'edificio invece risale al 1494, dove appare in forme gotiche. In seguito questa iconografia venne ripresa da Albrecht Dürer in un acquarello del 1556.
Nel 1643 la chiesa di san Giacomo diviene parrocchiale, acquistando l'indipendenza dalla potente abbazia di Wilten. Nel 1650 arriva la famosa immagine miracolosa della Madonna Ausiliatrice dipinta dal grande pittore tedesco Lucas Cranach il Vecchio nel 1520, che trasformerà la parrocchiale in un santuario mariano.
Nel 1689 un violento terremoto colpisce Innsbruck e devasta l'edificio. Tra il 1717 e il 1724 viene eretto un nuovo edificio, in stile barocco, su progetto di Johann Jakob Herkomer e Johann Georg Fischer, l'odierno. Nel 1904 da parrocchiale viene innalzata a Prepositurale. Nel 1944 la chiesa viene danneggiata dalle bombe alleate; e nel 1964, dopo esser stata restaurata, diviene cattedrale, sede della nuova Diocesi di Innsbruck creata nel 1921 dal territorio della diocesi di Bressanone in seguito al passaggio del Trentino-Alto Adige all'Italia.
L'edificio attuale venne eretto fra il 1717 e il 1724 su progetto degli architetti Johann Jakob Herkomer e Johann Georg Fischer. L'esterno della chiesa presenta una sobria facciata a pietra a vista, concava; essa è caratterizzata dalla presenza di grandi finestre su due ordini, a tutto sesto in quello inferiore e ovali in quello superiore. Il coronamento è costituito da una statua della Madonna col Bambino e, più in alto, di San Giorgio a cavallo. La facciata è stretta fra due poderose torri campanarie gemelle con copertura in rame. Quella nord custodisce, dal 1982, un carillon di 48 campane, il più grande d'Austria.
L'interno è a pianta a croce latina, a navata unica con volta composta da cupole piatte terminante con una vera cupola. L'insieme dell'ambiente è il risultato di una straordinaria fusione di colori, stucchi e volumi secondo le leggere e raffinate tendenze dello stile Barocco in transizione con il Rococò. La decorazione a stucchi pastello venne realizzata nel 1723 dal grande maestro stuccatore Egid Quirin Asam, mentre gli affreschi sono del fratello Cosmas Damian Asam, a cui lavorò fra il 1722 e il 1724. La cupola, insieme al pulpito e alla volta del presbiterio, colpita nel 1944 da una bomba durante la Seconda guerra mondiale furono scrupolosamente ricostruiti su documentazione storico-fotografica eseguita da Hans Andre.
I sette grandi altari marmorei, con colonne e statue, sono opera di Johann Georg Fischer, e le pale si devono Johann Georg Grasmayr e Egid Schor. Sull'altar maggiore, entro una fastosa cornice del 1789 di J. Schöpf, è Madonna Ausiliatrice di Lucas Cranach il Vecchio (1520). Sul pilastro di sinistra tra navata e crociera, si trova il pulpito, opera realizzata da Nikolaus Moll nel 1724. È sostenuto da putti allegorici delle tre Virtù teologali: la Fede (angelo con una croce), Carità (angelo con cuore), Speranza (angelo con ancora).
Nel braccio di sinistra del transetto si trova il Mausoleo dell'arciduca Massimiliano III d'Austria Gran Maestro dell'Ordine Teutonico dal 1590, Conte del Tirolo nel 1602-1618 e grande sostenitore della Controriforma. Il monumento venne progettato dallo scultore Caspar Gras nel 1620 e terminato da Heinrich Reinhart nel 1629. Si compone di quattro colonne tortili bronzee fastosamente decorate da tralci di viti, lumache, uccelli e cavallette. Sopra è la statua genuflessa dell'arciduca con il gruppo di San Giorgio e il drago.
Sulla cantoria in controfacciata, vi è l'organo a canne costruito negli anni 1998-2000 dalla ditta Pirchner di Steinach am Brenner e situato all'interno della ricca cassa barocca del 1721-1724. Lo strumento è a trasmissione integralmente meccanica, con tre tastiere e pedaliera, e conta 57 registri per un totale di 3729 canne.
Interno della chiesa di Corte con le statue bronzee
  • 7 Chiesa di Corte (Hofkirche). È una chiesa gotica costruita dal 1553 al 1563 dall'imperatore Ferdinando I in memoria di suo nonno Massimiliano I d’Asburgo, del quale ospita il monumento funebre nella navata. Nella chiesa si trova anche la tomba di Andreas Hofer, patriota tirolese.
Durante la sua vita Massimiliano I si fece erigere numerosi monumenti. In particolare lo impegnava l'idea del suo monumento funebre. Lui non ebbe una sede stabile di governo ma viaggiava nei luoghi dove era necessaria la sua presenza. Innsbruck era uno dei suoi luoghi preferiti.
Sul letto di morte nel 1519 nella città di Wels Massimiliano decise dove doveva essere eretto il suo sepolcro: nella cappella di San Giorgio nel Castello di Wiener Neustadt. Il suo desiderio venne accolto, però le statue bronzee erano troppo pesanti per la cappella. Suo nipote Ferdinando I fece costruire a Innsbruck una chiesa in suo onore con un cenotafio e con le statue bronzee che lo circondano. Il sarcofago di Massimiliano è decorato da 24 rilievi in marmo che illustrano scene della vita dell'imperatore. Ai lati del cenotafio sono allineate 28 statue in bronzo di grandezza superiore al naturale, rappresentanti parenti e antenati, reali o mitici, dell'imperatore.
La chiesa inoltre custodisce un pregevole organo monumentale.
  • Chiesa dei Gesuiti (Jesuitenkirche). Grande edificio barocco eretto nel 1627-40.
  • Abbazia di Wilten (Stift Wilten).
Basilica di Wilten
Basilica di Wilten - interno
  • 8 Basilica di Wilten (Wiltener Basilika). La basilica di Nostra Signora sotto le Quattro Colonne o semplicemente basilica di Wilten (in tedesco Unserer Lieben Frau unter den vier Säulen o Wiltener Basilika) è una chiesa parrocchiale e un importante santuario mariano dedicato all'Immacolata Concezione. Sorge nel quartiere meridionale di Wilten, lungo la strada per il Brennero, e rappresenta uno dei capolavori dell'architettura barocco-rococò dell'Austria.
Secondo la leggenda in questo luogo vi era già un'effigie dedicata alla Vergine venerata dai legionari romani del forte di Valdidena. Infatti sotto la chiesa degli scavi hanno rinvenuto i resti di una chiesa paleocristiana del V secolo. Nel 1140 il possedimento di Wilten venne acquisito dai Premostratensi, che la ricostruirono nel 1259 elevandola a parrocchiale e dando inizio all'importante movimento di pellegrinaggi. Nei secoli la chiesa venne ricostruita più volte, e cadde in abbandono nel XVII-XVIII secolo. L'edificio attuale è la sua ultima ricostruzione, effettuata dal parroco-architetto Franz de Paula Penz tra il 1751 e il 1756, quando se ne decise la riedificazione in seguito al grave stato di degrado dell'edificio precedente. Il progetto è opera del bavarese Joseph Stapf da Pfronten, che concepì un grande edificio in stile rococò. Stapfl ne disegnò anche tutte le sculture.
Poiché Wilten era la più antica parrocchia della regione, è anche parrocchia madre della città di Innsbruck; nel 1957 venne elevata a Basilica minore da Papa Pio XII. Oggi è una delle attrazioni più visitate della città.
La basilica si presenta come una serrata massa dal caratteristico intonaco bianco-giallo, incentrato sulla facciata a torri gemelle e leggermente convessa. L'interno è a navata unica coperta da due grandi volte cupolate e coro. Una fastosa decorazione rococò riveste l'ambiente. I leggeri stucchi a colori pastello si devono al maestro della prestigiosa Scuola di Wessobrunn Franz Xaver Feuchtmayr con l'aiuto di Anton Gigl. Gli affreschi prospettici delle volte sono mirabile opera di Matthäus Günther e mostrano Scene della Vita della Vergine nel coro, e di Ester e di Giuditta nella navata.
Sull'altare maggiore è la venerata statua della Vergine col Bambino, scolpita in pietra arenaria nella prima metà del XIV secolo; sovrasta il tutto un sontuoso baldacchino su quattro colonne marmoree sormontato da una grande corona, da cui il nome alla chiesa. Le pale dei quattro altari laterali vennero dipinte fra il 1764 e il 1776 da Johann Georg Grasmair da Bressanone e Michelangelo Unterperger. La grande mostra d'organo, in controfacciata, risale al 1758. L'organo a 24 registri è stato realizzato nel 1894 da Franz Reinisch da Steinach am Brenner.

Musei[modifica]

  • 9 Riesenrundgemälde. Il Riesenrundgemälde di Innsbruck è una raffigurazione panoramica. Su una superficie di 1.000 m² la pittura gigante visualizza la terza battaglia del Monte Isel, avvenuta presso l'omonimo colle poco sopra la città di Innsbrucke durante la quale i tirolesi sconfissero le truppe francesi e bavaresi. L’ordine di creare questo pittura lo ha dato Michael Zeno Diemar, il quale inoltre è stato supportato da Franz von Defregger.
Il dipinto gigante è composto da una piattaforma elevata, sulla quale i visitatori si possono muovere. :Il faux terrain, un paesaggio artificiale, dà l’impressione che gli avvenimenti sul quadro siano reali. :Il dipinto è stato realizzato su una tavola di lino curvo, nel modo che lo spettatore vede il dipinto in un’illusione tridimensionale.
Nel 1906 il Riesenrundgemälde è stato spostato a Londra ed esposto presso il "Royal Austrian Exhibition". Solo durante la prima guerra mondiale il dipinto è ritornato in Austria, a Vienna.
Nel settembre 2010 il dipinto fu spostato nel nuovo museo Das Tirol Panorama, appositamente costruito per ospitarlo, situato sul Monte Isel.
  • Castello di Ambras.
  • Museo del Tirolo (Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum).
  • Museo dell'arte popolare (Tiroler Volkskunstmuseum).
  • Museo civico (Stadtmuseum).
  • Zeughaus.
  • Museo dei tram e treni locali (Tiroler Museums Bahnen).
  • Museo dei kaiserjäger tirolesi (Tiroler Kaiserjägermuseum).
  • Museo del club alpino (Alpenvereinsmuseum).
  • Museo anatomico (Anatomisches Museum Innsbruck).
  • Museo delle campane (Glockenmuseum Grassmayr).
  • Museo Swarovski.

In totale Innsbruck ha 20 musei.

Parchi[modifica]

Hofgarten - Padiglione del parco
Hofgarten - Veduta del parco
  • 10 Hofgarten. L'Hofgarten è un parco pubblico storico protetto di Innsbruck. È situato nel centro storico, adiacente all'Hofburg (palazzo Imperiale), al Palazzo dei Congressi e al Landestheater. Nell'arco dei suoi 600 anni di vita il giardino (grande 10 ha) ha conosciuto una trasformazione continua. Da zona ripariale è diventato giardino rinascimentale, giardino barocco e infine da 150 anni giardino all'inglese. Nel parco crescono ancora alberi che sono stati piantati personalmente dall'imperatrice Maria Teresa d'Austria. L'ultima trasformazione, progettata da Friedrich Ludwig von Sckell, fu eseguita da un maestro sconosciuto solo quattro decenni dopo il progetto, con notevole differenza dalle intenzioni di Sckell.
L'Hofgarten di Innsbruck è gestito dai Österreichische Bundesgärten, un dipartimento subordinato al ministero dell'ambiente, e costituisce un'area ricreativa al centro della città con una interessante varietà di alberi, uno stagno, un moderno parco giochi, una serra e un popolare ristorante con giardino.
Nel centro del parco c'è un padiglione costruito nel 1733, dove si svolgono molti eventi (soprattutto concerti). Su due scacchiere sovradimensionate vengono tenuti tornei di scacchi.
La serra contiene circa 1.700 specie di piante che si possono ammirare nei giorni feriali. Durante le mostre di quadri e sculture tenute nei mesi estivi, la serra è aperta anche nei giorni festivi.
  • Alpenzoo.
  • Giardino botanico.
  • Rapoldipark.


Eventi e feste[modifica]

A Innsbruck sono ricorrenti i seguenti eventi:

  • Festival dei sogni (Festival der Träume).
  • Capodanno tra le montagne.
  • World Music Festival.
  • New Orleans Festival.
  • Innsbrucker Sonnwend.
  • Festival internazionale del cinema (Internationales Film Festival Innsbruck).
  • Tiroler Dramatikerfestival.
  • Tournée dei quattro trampolini.
  • Innsbrucker Tanzsommer.
  • Alpenländischer Volksmusikwettbewerb.
  • AfroMeeting.
  • Mercatino di Natale.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]

  • Wattens — Sede della famosa fabbrica Swarovski
  • Merano — Importante centro alla confluenza di Val Venosta, Val Passiria, Val d'Adige e Val d'Ultimo, la città fu fino al Quattrocento il capoluogo del Tirolo, quando la capitale fu trasferita a Innsbruck. Mantiene tuttora forti legami con il mondo germanico e vanta un bel centro storico.
  • Vipiteno — È uno dei Borghi più belli d'Italia. Il suo nucleo storico è rimasto quasi intatto nella sua conformazione del XII secolo. Solo della cinta muraria rimangono pochi tratti. Caratteristiche sono le case dotate dei particolari bovindi o Erker, balconi aggettanti coperti e chiusi.
  • Bressanone — Città con un importante centro storico racchiuso da mura e porte. La Cattedrale, il suo chiostro con preziosi affreschi, il Palazzo vescovile danno un'elegante impronta alla città vecchia, con caratteristici piccoli borghi che si contrappongono a slarghi urbanistici di ampio respiro.


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