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Suzzara

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Suzzara
Suzzara.jpg
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
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Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Suzzara
Suzzara
Sito istituzionale

Suzzara è una città dell'Oltrepò mantovano in Lombardia.

Da sapere[modifica]

È la città più popolosa della vasta zona lombarda a sud del Po che prende il nome di Oltrepò mantovano. Fu terra di confine fra Ducato di Modena, Ducato di Mantova, Ducato di Guastalla, appartenendo ora all'uno e ora all'altro, finché il suo destino si legò definitivamente al ducato dei Gonzaga mantovani. Fu terra di paludi e per un certo periodo isola fra Po e Zara, finché il Po non modificò il suo corso spostandosi a nord, e lo Zara che le diede il nome si ridusse fino a prosciugarsi. Fu terra fortificata, finché le difese non vennero abbattute lasciando a proprio ricordo la sola Torre. È ora centro di agricoltura e di commerci, di industria e di cultura, città che ha registrato un grande sviluppo abitativo ed un notevole incremento demografico, rivestendo un ruolo trainante per l'economia di questa fetta di pianura padana fra Lombardia ed Emila.

Cenni geografici[modifica]

In posizione eccentrica rispetto al suo territorio, sul confine orientale a ridosso bella bassa reggiana di Guastalla, dista 21 km da Mantova, 13 da Guastalla, 37 da Casalmaggiore e 41 da Reggio nell'Emilia.

Cenni storici[modifica]

Documentata nel nono secolo, Suzzara trae il nome dalla sua posizione sub Zara, sotto lo Zara, antico fiume che in seguito si prosciugò. Fece parte della Contea di Brescia; fu proprietà del Vescovo di Reggio, poi dei Canossa. Diventa un centro di un certo rilievo quando diventa terra di confine fra i Comuni di Mantova e Reggio nell'Emilia e si trova al centro di dispute e di conflitti armati fra Mantova e Reggio per il controllo dell'Oltrepò; risale infatti a questo periodo la costruzione del suo castello e delle relative fortificazioni, delle quali rimane solamente la Torre civica che raggiunge una altezza di 32 metri, spicca nel profilo della città e ne è diventata il simbolo. Con la nascita delle Signorie la città nel 1383 entra a far parte delle terre soggette ai Gonzaga, e vi rimane fino al 1710 quando il ducato di Mantova viene assorbito nei domini austriaci a seguito della caduta dei Duchi di Mantova.

Partecipa attivamente al movimento risorgimentale: esisteva infatti a Suzzara una organizzazione di impronta carbonara. Il Regno d'Italia vede a Suzzara le prime manifestazioni di protesta del ceto contadino e del proletariato. Dopo la seconda guerra mondiale la sua economia ha un notevole sviluppo industriale oltre che nel settore terziario, tanto che diventa il centro più industrializzato del territorio provinciale, caratteristica che ancora le appartiene.

Terremoto del 2012[modifica]

Nel gennaio 2012 e nel successivo mese di maggio 2012 forti scosse di terremoto hanno colpito una vasta area dell'Emilia danneggiando seriamente numerosi centri della Pianura padana emiliana fra l'autostrada del Sole e il corso del Po, nelle aree di Modena soprattutto e delle confinanti zone ferraresi e reggiane, interessando anche l'Oltrepò mantovano, appartenente alla Lombardia ma orograficamente parte dell'Emilia. Il sisma, che in Emilia è costato anche numerose vittime, nell'Oltrepò ha colpito i centri storici di numerose città causando crolli, cedimenti e lesioni in chiese e in antichi monumenti e lesionandone numerosi altri. I centri più colpiti sono stati Moglia, Pegognaga, San Giacomo delle Segnate, Poggio Rusco, Quistello, Gonzaga, San Giovanni del Dosso.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Sono centri del territorio di Suzzara i paesi di Brusatasso, Riva, Sailetto, San Prospero e Tabellano.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In treno[modifica]

Italian traffic signs - icona stazione fs.svg Ha stazione propria sulle linee:

e costituisce pertanto un importante nodo ferroviario per tutta la zona.


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • Torre civica.
  • Chiesa dell'Immacolata Concezione.
  • Chiesa di San Colombano (a Riva). La chiesa sorge su una antica costruzione realizzata dai monaci di Bobbio. Conserva numerosi importanti dipinti.
  • Villa Grassetti (Villa del Seminario) (a Sailetto). E' una imponente struttura di origini cinquecentesche.


Eventi e feste[modifica]

  • Premio Suzzara (Rassegna d'arte contemporanea).


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]

  • Mantova — Capitale dei Gonzaga, emana ancora il suo sottile fascino di grande città d'arte per la quale la nomina a Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO è stata non tanto un riconoscimento, quanto una doverosa presa d'atto. Ineguagliabili le sue atmosfere antiche, i profili dei palazzi e delle cupole che si stagliano nella foschia padana avvolti dallo specchio dei suoi laghi, la sua sterminata reggia gonzaghesca che ingloba numerosi edifici nel centro città.
  • Sabbioneta — Città di fondazione, Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO, mantiene la cerchia muraria entro la quale è rimasta intatta la magia dell'urbanistica ideale realizzata da Vespasiano Gonzaga; il Teatro all'Antica, il Palazzo Ducale, la Galleria, la chiesa dell'Incoronata sono alcuni dei suoi monumenti che spiccano in un contesto che si è mirabilmente conservato.
  • Guastalla — Fu capitale del Ducato con Parma e Piacenza; lo era stata anche prima con i Gonzaga e poi con i Torelli. Il suo centro storico, con tracce degli antichi baluardi, conserva un importante tono urbanistico.
  • San Benedetto Po — L'Abbazia del Polirone perpetua il ricordo di Matilde di Canossa, la Gran Contessa che legò alla sua fama il nome del paese. La maestosità e la bellezza della chiesa e delle strutture conventuali, unite all'ampio respiro della piazza, ne fanno una meta di grande interesse.
  • Colorno — La sua Reggia fu dei Sanseverino, poi dei Farnese, di Maria Luigia d'Austria, dei Borbone; è il monumento di gran lunga più importante di questa piccola Versailles parmense, che offre anche un centro storico piccolo ma bello, a ridosso del torrente Lorno che gli dà il nome e del Parma, poco lontano dal Po.
  • Pomponesco — Città di fondazione, deve a Giulio Cesare Gonzaga la sua struttura urbanistica cinquecentesca in cui spicca la scenografica piazza porticata, che si collega con una scalinata all'argine del Po, sulla quale prospettano su due lati la chiesa arcipretale ed il palazzo civico; sul quarto lato rimangono purtroppo solo poche tracce del castello.
  • Viadana — capoluogo del Viadanese, il suo vasto centro storico, di buon interesse, vive di atmosfere padane e gonzaghesche. I viali di circonvallazione segnano il percorso delle antiche mura scomparse; le vie porticate del centro contraddistinguono la città con lo stile urbanistico gonzaghesco.
  • Casalmaggiore — Capoluogo del Casalasco, protetta da poderosi argini, la città si sviluppa parallelamente al letto del Po. L'ampio respiro della piazza principale, l'innegabile maestosità del Palazzo municipale e del Duomo rivelano il suo carattere di importante centro della Bassa. Il Santuario della Madonna della Fontana, la chiesa di Santa Chiara, la chiesa dell'Ospedale sono fra i suoi monumenti di spicco.
  • Parma — Città d'arte fra le maggiori dell'Emilia, mantiene con grande evidenza aspetto, signorilità e modi di vita da Capitale, come lo fu per secoli. La reggia Farnese della Pilotta, la Cattedrale romanica, la chiesa della Steccata sono alcune delle emergenze monumentali che caratterizzano la città; di gran fama il suo Teatro, la sua tradizione musicale (Giuseppe Verdi), la sua scuola di pittura (Correggio, Parmigianino), il suo amore per la buona tavola (prosciutto crudo di Parma, salumi, parmigiano reggiano, lambrusco).

Itinerari[modifica]

  • Nelle terre dei Gonzaga — Un itinerario attraverso i centri, grandi e piccoli, che furono capitali dei rami Gonzaga cadetti: principati, marchesati, ducati che, all'interno della compagine statale mantovana, godevano di una vera e propria indipendenza, spesso battevano moneta e tenevano corti raffinate che rivaleggiavano con quella mantovana, abbellivano i propri centri urbani dotandoli di eleganti architetture – chiese, piazze, palazzi, mura, torri - e di caratteristici scorci urbani come i tipici portici gonzagheschi.
  • Strada del riso — L'itinerario - da effettuare in particolare da maggio a settembre - percorre, tra fiumi e canali, il territorio mantovano dedito alla coltivazione del riso.


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