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Sesto
Panorama di Sesto
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Sesto
Sito istituzionale

Sesto (Sexten in tedesco) è un centro del Trentino-Alto Adige.

Da sapere[modifica]

Sesto è situato al di là dello spartiacque alpino; il rio Sesto dopo aver attraversato la Val di Sesto confluisce nella Drava, affluente del Danubio che sfocia nel Mar Nero. È il comune più orientale della regione Trentino-Alto Adige. La sua popolazione è per la quasi totalità di madrelingua tedesca (95,37%); italiana il 4,36%; ladina lo 0,07%.

Cenni storici[modifica]

Durante la prima guerra mondiale il paese di Sesto si è trovato nel mezzo del conflitto. L'esercito italiano e quello austro-ungarico si fronteggiarono per il dominio delle vette principali, come la Croda Rossa di Sesto, il monte Covolo, le Tre Cime di Lavaredo e il monte Paterno. Quando la guerra scoppiò a difendere il paese di Sesto si trovava solamente una compagnia di riservisti. Durante il conflitto molte furono le persone che si distinsero, come ad esempio la guida alpina Sepp Innerkofler, che assieme alla sua pattuglia volante complicò le cose alle truppe italiane. L'abitato fu evacuato dalla popolazione civile e risulta il solo di lingua tedesca sul confine italiano che ebbe questa sorte.

Alla fine del conflitto il paese fu quello che subì maggiori danni in Alto Adige, oltre al paese quasi completamente distrutto, vi furono 54 persone decedute, il 4% della popolazione del paese. Solo nel novembre 1918 gli italiani riuscirono ad entrare nel paese di Sesto, scendendo dal passo Monte Croce di Comelico. Quando nel settembre 1919 e ancora nell'ottobre 1920 si sollevò la questione altoatesina, Sesto, pur trovandosi al di là dello spartiacque, fu annesso all'Italia.

Anche Sesto, come molti comuni dell'Alto Adige situati verso il confine, è stato oggetto di fortificazioni durante il periodo del fascismo. Al passo di Monte Croce di Comelico sono presenti molteplici bunker, facenti parte del Vallo Alpino in Alto Adige, soprattutto al Creston Popera. Queste opere vanno a formare lo sbarramento passo monte Croce Comelico.

Come orientarsi[modifica]

La Val di Sesto (Sextental in tedesco) è una piccola valle che collega la val Pusteria al Cadore, attraverso il Passo di Monte Croce di Comelico. Dal punto di vista orografico la Val di Sesto separa le Dolomiti (a sud-ovest) dalle Alpi Carniche (a nord-est). La valle è abbastanza ampia, con un confine poco marcato tra gli insediamenti rurali e quelli di fondovalle. I due paesi che vi sorgono, Sesto e Moso sono cresciuti allungandosi al bordo della strada principale e formando un continuum in cui sono oramai indistinguibili le piccole frazioni: Ferrara, San Vito, Waldheim.

Alle loro spalle si estendono i prati verdi, i masi e i fienili. Al di là del rio Sesto, verso sud le case lasciano spazio ai lariceti e ai pascoli che si estendono fino ai contrafforti dolomitici. La corona di cime della Val Fiscalina e gli avancorpi settentrionali del gruppo Tre Scarperi si impongono, disegnando un lungo panorama di creste, pareti e pinnacoli. Tanto che i valligiani hanno dato alle montagne toponimi numerici progressivi: Cima Nove, Cima Dieci (più conosciuta come Croda Rossa di Sesto), Cima Undici, Cima Dodici (più conosciuta come Croda dei Toni) e Cima Una. Queste cime vanno a creare la Meridiana di Sesto, un gigantesco orologio naturale; seguendo la posizione del sole sulle vette delle Dolomiti di Sesto è possibile conoscere l'ora esatta.

Quartieri[modifica]

Il suo territorio comunale comprende anche i paesi di Ferrara (Schmieden), Monte di Mezzo (Mitterberg), Moso (Moos), Quiniga (Kiniger), San Giuseppe (Außerbaurschaft) e San Vito (St. Veit).

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

  • 1 Aeroporto di Bolzano-Dolomiti (IATA: BZO) (6 km dal centro di Bolzano), +39 0471 255 255, fax: +39 0471 255 202. Simple icon time.svg apertura al pubblico: 05:30–23:00; apertura biglietteria: 06:00-19:00; il check-in per voli da Bolzano è possibile solo da 1 ora ad un massimo di 20 minuti prima della partenza. Piccolo scalo regionale con voli di linea da e per Lugano e Roma con Etihad Regional (by Darwin Air). In alcuni periodi dell'anno, la compagnia Lauda Air collega la città con Vienna una volta a settimana. Più numerosi invece i voli charter.
  • 2 Aeroporto di Verona (Catullo), Caselle di Sommacampagna, +39 045 8095666, @ .
  • 3 Aeroporto di Brescia (D'Annunzio), Via Aeroporto 34, Montichiari (I collegamenti con l'aeroporto di Brescia sono garantiti dai trasporti pubblici tramite il bus/navetta. La fermata a Brescia città è situata alla stazione dei pullman (numero 23), mentre quella dell'aeroporto è al fronte terminale. Sono inoltre previsti collegamenti per la città di Verona attraverso la linea bus/navetta 1), +39 045 8095666, @ . Solo Charter

In auto[modifica]

  • A27 Da Bressanone con l'autostrada del Brennero
  • A27 Da Belluno con l' autostrada d'Alemagna

In autobus[modifica]

  • Italian traffic sign - fermata autobus.svg I servizi di trasporto pubblico con pullman in Alto Adige sono gestiti da SAD [1]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • 1 Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo. Venne costruita alla fine del Duecento, ma di questa edificazione non è rimasta traccia. Più volte ricostruita, appare oggi nella versione del 1824. Di gusto moderatamente neo-barocco all'esterno, la chiesa offre all'interno due pale d'altare del veneziano Cosroe Drusi. Gli affreschi sono di Albert Stolz.
  • Cimitero. Il cimitero circonda la chiesa parrocchiale ospita le tombe di celebri alpinisti locali come Sepp Innerkofler, ed è ricco di croci in ferro battuto, statue di legno e affreschi della famiglia Stolz.
Di Rudolf Stolz è la suggestiva Danza Macabra che adorna le pareti della cappella rotonda che fa da ingresso al cimitero, e che raffigura la morte a braccetto di diversi personaggi.
  • Chiesa di San Giuseppe (a Moso). È la chiesa della frazione Moso e si trova al centro del piccolo abitato. Fu eretta nel 1717.
  • Cappella del bosco. Dopo lo scoppio della prima guerra mondiale la chiesa del paese fu gravemente danneggiata, e quindi la popolazione decise di costruire appositamente una piccola cappella nel bosco poco sopra l'abitato.
Dalla prima domenica dell'agosto 1917 e fino alla primavera il parroco Schwainghofer celebrava ogni domenica e nei giorni di festa in questa chiesa la Santa Messa.
  • Bagni di Moso (Bad Moos). Sorgono presso l'omonima frazione, alle porte della Val Fiscalina. Dispongono di sorgenti minerali contenenti solfato di magnesio, solfato di calcio e carbonato di calcio. Conosciuti fin dal '500, vennero citati per la prima volta nel 1650 dal Conte Brandis nella sua opera sul Tirolo. I Bagni di Moso subirono successive edificazioni fino alla costruzione di uno stabilimento termale nei primi decenni dell'Ottocento, che disponeva di 45 posti letto. Successivamente rimodernati a più riprese, i Bagni di Moso fanno oggi parte dell'omonimo Sport-Kur-Spa, che offre un'ampia gamma di trattamenti idroterapici.
Un bunker presso il passo di Monte Croce
  • Forte Mitterberg. Presso il paese furono edificati due forti ai lati della Val di Sesto: il forte Mitterberg sul versante nord e il forte Heideck sul versante sud, collegati tra di loro e anche con altre fortificazioni della linea di difesa dell'Impero Austro-ungarico, attraverso un telegrafo ottico ed un telefono.
I forti avevano la funzione di impedire la discesa delle truppe italiane, nel caso in cui le difese del passo di monte Croce di Comelico avessero ceduto, in modo quindi da difendere Sesto e l'accesso alla val Pusteria. Tra i due forti all'inizio della guerra fu sistemata una tagliata con filo spinato.
I due forti erano già obsoleti all'inizio del conflitto e quindi con la loro scarsa efficacia furono soltanto un facile bersaglio per le artiglierie italiane.
Infatti il Forte di Heideck è andato distrutto; invece il Forte Mitterberg attualmente versa in buone condizioni strutturali, rappresentando ancora oggi un esempio di fortificazione difensiva dell'800.
  • Museo Rudolf Stolz. Ospita le opere di questo esponente della famiglia composta dai fratelli Ignaz, famoso ritrattista, Albert e, appunto, Rudolf. Rudolf nacque a Bolzano nel 1874 e morì a Sesto nel 1960. Si dedicò in particolare all'esecuzione di affreschi nel Tirolo. Nel museo sono esposti numerosi e grandi carboncini su carta, spesso usati come bozze per gli affreschi, e poi disegni, tempere e alcuni piccoli acquerelli di particolare pregio, raffiguranti scene di vita e paesaggi dell'Alta Pusteria. Altri affreschi di Rudolf Stolz sono esposti nella cappella di San Giuseppe a Moso.

Siti di interesse ambientale e naturalistico[modifica]

  • Meridiana di Sesto (Sextener Sonnenuhr). È una meridiana naturale che si trova nel territorio comunale di Sesto e sfrutta l'altezza delle cime delle Dolomiti di Sesto. La meridiana funziona sempre grazie al sole che illuminando le cime dolomitiche circostanti il paese fornisce una misura (seppur approssimativa) dell'ora.
Le cime che compongono la meridiana di Sesto sono:
  • Cima Nove anche conosciuta come Pala del Popera (Neunerkofel), 2.582 m s.l.m.
  • Cima Dieci, più nota come Croda Rossa di Sesto (Sextener Rotwandköpfe), 2.965 m s.l.m.
  • Cima Undici (Elferkofel), 2.926 m s.l.m.
  • Cima Dodici (Zwölferkofel), più nota come Croda dei Toni, 3.094 m s.l.m.
  • Cima Una (Einserkofel), 2.598 m s.l.m.
Le Tre cime di Lavaredo con il rifugio Locatelli sullo sfondo
  • Tre Cime di Lavaredo. Sono tre delle cime più famose delle Dolomiti, nelle Dolomiti di Sesto. Sono considerate tra le meraviglie naturali più note nel mondo dell'alpinismo.
Si possono raggiungere dal lago di Misurina, da Auronzo di Cadore, da Dobbiaco e dalla val di Sesto e permettono la vista panoramica delle cime circostanti e del Parco naturale Tre Cime.
Fra il 1915 e il 1917 le vette delle Lavaredo costituirono il fronte di guerra. Di questo periodo rimangono ancora evidenti resti (trincee, gallerie, baraccamenti) sul massiccio e sul vicino monte Paterno.
  • Parco naturale Tre Cime. Il parco si estende su una superficie di 11.615 ettari e comprende parte dei comuni di Dobbiaco, Sesto e San Candido. Si trova nel settore nord-est delle Dolomiti (comprende la parte altoatesina delle Dolomiti di Sesto) ed è limitato a nord dalla val Pusteria, ad est dalla val di Sesto (e dal parco naturale Fanes - Sennes - Braies ), a sud dal confine provinciale con Belluno e ad ovest dalla val di Landro.
Il parco è rinomato in quanto al suo interno si trovano molte famose cime dolomitiche, tra cui spiccano le famosissime Tre Cime di Lavaredo. Altre cime importanti sono la Punta dei Tre Scarperi (m 3.152), il monte Popera (m 3.046), la Croda dei Baranci (m 2.922), il monte Paterno (m 2.744), la cima Una (m 2.698), la cima Undici (m 3.092) e la cima Dodici (m 3.094).Queste ultime fanno parte della cosiddetta meridiana di Sesto. Nel territorio del parco si trova un forte austriaco della prima guerra mondiale, il forte Heideck.
  • Punta dei Tre Scarperi, (Dreischusterspitze; Dreischuster). Chiamata anche cima Tre Scarperi, è la vetta più alta del gruppo delle Dolomiti di Sesto (3.152 m s.l.m.). Si trova all'interno del parco naturale Tre Cime, 5,5 km a nord delle Tre Cime di Lavaredo e 5 km a sud-ovest del paese di Sesto.
Fa parte del gruppo dei Tre Scarperi, delimitato dal passo grande dei Rondoi (m 2.289), dalla val Fiscalina, dalla val di Sesto, dalla val Campo di Dentro (Innerfeldtal) e dalla val Sassovecchio (Altensteintal).
È la più settentrionale tra le cime delle Dolomiti che superano i 3.000 metri d'altezza. Si trova infatti 20 km più a nord di Bolzano e 25 km più a nord della Marmolada.
Oltre alla vetta principale, le cime secondarie più importanti sono la punta Piccola degli Scarperi (Kleiner Schuster, m 3.095), la punta Lavina Bianca (Weißlahnspitz, m 2.987) e il Lastron degli Scarperi (Schusterplatte, m 2.957).
Veduta della Val Fiscalina
La strada di accesso alla valle si interrompe poco dopo il paese di Moso (Moos), frazione di Sesto, precisamente al parcheggio sito nei pressi dell'albergo Dolomitenhof, a quota 1.454 metri s.l.m..
La valle è uno dei principali punti di accesso al Parco naturale Tre Cime, che a sua volta contiene molte delle più famose cime delle Dolomiti di Sesto, tra cui: la Croda Rossa di Sesto, le Crode Fiscaline e la Cima dei Tre Scarperi, le Tre Cime di Lavaredo, la Croda dei Toni, la Cima Undici e altre ancora.
La valle è stata, durante il primo conflitto mondiale, teatro di sanguinose battaglie tra gli alpini e i kaiserjäger (cacciatori imperiali), un reparto di fanteria leggera dell'esercito imperiale austro-ungarico.
Sci di fondo
Sempre in prossimità dell'albergo Dolomitenhof, a quota 1.454 m parte l'anello che arriva fino alla fine della valle (1548 m). La pista è collegata a quella che sale da San Candido passando da San Vito e Moso (Sesto).
Strada degli Alpini - Il passo della Sentinella
  • Sentiero degli Alpini (Alpinisteig). La strada degli Alpini è uno tra i più celebri e classici sentieri attrezzati dell'arco alpino. Si trova nelle Dolomiti di Sesto e si svolge interamente nell'Alto Adige. Sul passo della Sentinella, termine orientale dell'alta via, corre il confine sia fisico che amministrativo con il Veneto, provincia di Belluno. Dal punto di vista idrografico peraltro l'intera area attraversata appartiene al bacino della Drava, tributaria del Danubio. Il percorso ha come punti d'appoggio i seguenti rifugi:
  • Rifugio al fondovalle (1526 m)
  • Rifugio Berti (1950 m)
  • Rifugio Carducci (2297 m)
  • Rifugio Zsigmondy-Comici (2224 m)
  • Rifugio Prati di Croda Rossa (1900 m)
  • Rudi Hutte (1900 m)


Eventi e feste[modifica]

  • Presepi di Sesto. i presepi di Sesto, famosi in tutto il mondo per l'abilità di celebrati artigiani, sono un vasto repertorio d'arte. Sontuosamente allestiti, soprattutto nel periodo natalizio, si possono visitare un po' in giro per il paese, ma soprattutto presso l'Hotel Luna.


Cosa fare[modifica]

  • Palestra di roccia. A Sesto è presente la palestra di roccia indoor più grande d'Italia, presso la Dolomit Arena, e ha pareti con livelli dal 3c al livello 8b+, su un'altezza di 16,5 m. La struttura che ospita la palestra è tutta in vetro, e quindi con la sua trasparenza, dà la sensazione di essere all'aperto.
Accanto a questa struttura, si trova una piscina scoperta con annesso campo da beach volley in sabbia marina, un campo da mini-golf e due campi da tennis.
Nel periodo invernale la piscina viene utilizzata come una sorta di palazzetto del ghiaccio, dove, tra l'altro viene praticato il curling.
  • Sci. A Sesto esiste l'impianto di risalita che porta agli impianti sciistici del Monte Elmo e della Croda Rossa di Sesto da dove partono alcune piste da sci e quella da slittino Croda Rossa, lunga 5 km. Altra pista da slittino è la Klammbach, lunga 6,5 km.
Alla Croda Rossa è presente da pochi anni una famiglia di renne importate dalla Finlandia.


Acquisti[modifica]

  • Il formaggio di montagna di Sesto è stato riconosciuto dalla Provincia autonoma di Bolzano e dal Ministero come uno dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]

  • 4 Carabinieri comando stazione, Via Ferrara, 2, +39 0474 712261.

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacia


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]


Nei dintorni[modifica]

  • Dobbiaco — Insieme a Sesto e San Candido è uno dei "Comuni delle tre cime", così chiamati per la vicinanza alla meraviglia naturale delle Tre Cime di Lavaredo, i tre più famosi picchi delle Dolomiti.
  • Brunico — Centro principale della Val Pusteria, conserva due castelli oltre a quartieri storici di buon interesse. È città di turismo alla convergenza delle vallate tributarie della Val Pusteria, tutte caratterizzate da un ambiente di particolare bellezza.
  • Cortina d'Ampezzo — Località regina delle Dolomiti venete, è da decenni località turistica invernale ed estiva di livello internazionale.

Itinerari[modifica]

  • Passi dolomitici — L'itinerario percorre i passi più scenografici delle Dolomiti, dove la roccia e la natura sono protagoniste.
  • Castelli dell'Alto Adige — Un percorso alla scoperta dei manieri altoatesini che, nati per fini militari, divennero poi in gran parte raffinate dimore signorili, centri di cultura, esempi di pregevole architettura, testimonianza della grandezza delle famiglie che li fecero edificare.


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