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Dobbiaco

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Dobbiaco
Vista di Dobbiaco
Stemma
Dobbiaco - Stemma
Stato
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Abitanti
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Dobbiaco
Dobbiaco
Sito istituzionale

Dobbiaco ( Toblach in tedesco) è un paese dell'Alto Adige. Insieme a Sesto e San Candido è uno dei "Comuni delle tre cime", così chiamati per la vicinanza alla meraviglia naturale delle Tre Cime di Lavaredo, i tre più famosi picchi delle Dolomiti.

Da sapere[modifica]

Dobbiaco è considerata la capitale dello sci di fondo.

Cenni geografici[modifica]

Dobbiaco si trova a 1 256 m sopra il livello del mare, in val Pusteria, la cosiddetta "valle verde", protetto a sud dalle pareti rocciose delle Dolomiti (Cima Nove, Monte Serla) mentre dall'altro lato troviamo la catena delle Alpi dei Tauri occidentali (Cornetto di Confine, Corno di Fana) e delle Alpi Carniche, le quali vanno a formare la conca di Dobbiaco. Dobbiaco è anche detta la "porta sulle Dolomiti" (Tor zu den Dolomiten in tedesco).

Dobbiaco giace in una posizione strategica, essendo situata sull'incrocio tra le più importanti vie di comunicazione che portano da Venezia fino alla Baviera e dalla Valle dell'Adige alla Valle della Drava.

Il comune di Dobbiaco è divisa in due parti dallo spartiacque alpino della sella di Dobbiaco ed è inoltre bagnata dal fiume Drava: questo nasce a est del paese e, pur essendo ancora, a poca distanza dalla sorgente, un modesto rigagnolo, ha la particolarità di confluire nel Danubio, il corso d'acqua più lungo il cui bacino sia compreso (sia pure per un piccolo tratto) nel territorio della Repubblica Italiana.

Cenni storici[modifica]

I primi insediamenti a Dobbiaco si possono far risalire con buona approssimazione alla tarda età del ferro, e probabilmente i primi abitanti della zona furono gli illiri. Di questi primi stanziamenti si sono trovate tracce sulla collina a nord-ovest del paese, chiamata dalla popolazione locale Platte.

Nel IV secolo a.C. vi furono penetrazioni da occidente nel territorio da parte di tribù celtiche, le quali col tempo si fusero con le popolazioni locali costituendo così il regno del Norico; tale regno, nel 15 a.C. venne conquistato dai Romani, le cui potenti legioni garantirono così tranquillità alla penisola italica da incursioni barbariche. La zona fu abbondantemente romanizzata come dimostrano la fondazione nello stesso periodo della stazione di Littamum, presso il vicino paese di San Candido. Nel I secolo d.C. i Romani costruirono la strada della Val Pusteria, il cui itinerario non è ancora stato del tutto rintracciato; tuttavia tra le poche informazioni assodate, si sa che la strada romana attraversava il ponte delle Grazze (in ted. Gratscher Brücke), grazie al rinvenimento di una pietra miliare databile attorno al 247, anno della proclamazione di Filippo II a imperatore. Fu così che il latino popolare prese il sopravvento, andando a mescolarsi al precedente linguaggio celto-illirico: dando quindi origine ad un nuovo idioma di origine romana: il ladino. La stessa permanenza del ladino è indice dell'elevata romanizzazione assunta dalla provincia.

Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente, Dobbiaco passò sotto il dominio di popoli germanici (Ostrogoti e Bavari). Ciononostante, per diverso tempo fu forte la pressione dei popoli slavi su questa regione, e si sa che nel 609 i Vendi risalirono la valle della Drava, giunsero a San Candido e la conquistarono, sconfiggendo il duca Garibaldo II. Ma la riscossa fu immediata: fu proprio nei pressi di Dobbiaco che, quello stesso anno (o quello successivo), i baiuvari sconfissero le orde slave in una battaglia decisiva, tenutasi nei pressi di Haselsberg (Costanosellari), sul pendio orientale presso Dobbiaco, il che originò il nome di Viktoribühel dato ad un terreno soprelevato dove tale scontro si sarebbe tenuto. La presenza slava nella regione permase comunque ancora per qualche tempo, come testimonia sia la toponomastica (Windischmatrei) sia la documentazione esistente.

Nell'827 venne usato per la prima volta il nome di Dobbiaco, nell'accezione di vicus Duplago o più semplicemente come Duplago; successivamente, intorno al 1020, comparve il nome di Topplach ed in un documento del 1158 viene attestata per la prima volta la denominazione Toblach.

Nel periodo tra il 1792 e il 1815, con le guerre napoleoniche, il Tirolo cadde sotto il dominio della Baviera, ma si rifiutò di stare sotto di essa e insorse. L'Austria però perse e venne quindi suddivisa in tre parti: per un breve periodo Dobbiaco passò al Regno Italico,[23] mentre San Candido fu assegnato alle province illiriche, e la parte restante della Pusteria, fino al paese di Villabassa, al Regno di Baviera. Dalla metà del XIX secolo, a Dobbiaco iniziò un movimento turistico, con la conseguente costruzione di nuove case. Iniziò anche la realizzazione di una nuova linea ferroviaria nel 1871, la quale collegava Vienna alla Valle dell'Adige, percorrendo la Val Pusteria (in ted. la Südbahnlinie). Ulteriore causa dell'incremento turistico fu l'edificazione di un nuovo e grande albergo (il "Grand Hotel"), oggi centro culturale e congressi.

La ferrovia delle Dolomiti cessò i suoi servizi alle ore 18.20 del 17 maggio 1964, quando da Cortina partì l'ultimo convoglio viaggiatori.[36] Attualmente il tracciato della ferrovia fra Dobbiaco e Cortina viene mantenuto in efficienza come percorso di sci di fondo durante l'inverno e come pista ciclabile nelle stagioni estive.

Come orientarsi[modifica]


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

  • 1 Aeroporto di Bolzano-Dolomiti (IATA: BZO, ICAO: LIPB) (6 km dal centro di Bolzano), +39 0471 255 255, fax: +39 0471 255 202. Simple icon time.svg apertura al pubblico: 05:30–23:00; apertura biglietteria: 06:00-19:00; il check-in per voli da Bolzano è possibile solo da 1 ora ad un massimo di 20 minuti prima della partenza. Piccolo scalo regionale con voli di linea da e per Lugano e Roma con Etihad Regional (by Darwin Air). In alcuni periodi dell'anno, la compagnia Lauda Air collega la città con Vienna una volta a settimana. Più numerosi invece i voli charter.
  • 2 Aeroporto di Verona (Catullo), Caselle di Sommacampagna, +39 045 8095666, @ contatti@aeroportoverona.it.
  • 3 Aeroporto di Brescia (D'Annunzio), Via Aeroporto 34, Montichiari (I collegamenti con l'aeroporto di Brescia sono garantiti dai trasporti pubblici tramite il bus/navetta. La fermata a Brescia città è situata alla stazione dei pullman (numero 23), mentre quella dell'aeroporto è al fronte terminale. Sono inoltre previsti collegamenti per la città di Verona attraverso la linea bus/navetta 1), +39 045 8095666, @ contatti@aeroportoverona.it. Solo Charter

In auto[modifica]

Se provenite da Nord, da Monaco per esempio, vi bastera seguire l'autostrada Innsbruck-Brennero e poi prendere l'uscita Bressanone (Val Pusteria). Se invece provenite da Venezia, il collegamento più rapido è l'autostrada per Belluno. Da Belluno è possibile raggiungere Dobbiaco continuando a viaggiare in direzione Cortina d'Ampezzo.

In treno[modifica]

Il treno è il mezzo più comodo per arrivare a Dobbiaco, senza contare che appena scesi vi troverete a pochi passi dalla prima attrazione cittadina: l'antico Grand Hotel. Collegamenti sono disponibili dalle maggiori città italiane e da Monaco di Baviera verso Bolzano. Da Bolzano è poi possibile prendere un treno regionale per Dobbiaco.

In autobus[modifica]

  • Italian traffic sign - fermata autobus.svg I servizi di trasporto pubblico con pullman in Alto Adige sono gestiti da SAD


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Le Tre Cime Di Lavaredo
  • 1 Chiesa di San Giovanni Battista (esattamente al centro del paese, vicino al Municipio). La chiesa di San Giovanni Battista è il principale edificio religioso del paese. Sorge sui resti, oggi non più visibili, di quella costruita dai benedettini nella prima metà del IX secolo. L'attuale struttura, progettata dall'architetto dobbiacense Rudolf Schraffl, risale al 1764-1774. La torre campanaria, che si trova sul lato nord-ovest della navata centrale, fu completata soltanto nel 1804.
Grand Hotel di Dobbiaco
  • 2 Grand Hotel (poco distante dalla stazione ferroviaria). Il complesso del Grand Hotel fu edificato nel 1877. Oltre ad essere stato il primo albergo di Dobbiaco, fu anche uno dei primi della val Pusteria, e all'epoca era ritenuto uno degli hotel più all'avanguardia. Il nome originario era Südbahnhotel in quanto, secondo il piano originario, assieme ad esso si doveva costruire anche la linea ferroviaria Südbahn che avrebbe collegato Lienz e Fortezza. L'edificio vide fra i suoi ospiti molti nobili, tra cui il principe ereditario tedesco Federico Guglielmo, il re Alberto di Sassonia, la principessa ereditaria austriaca granduchessa Stephanie del Belgio (vedova dell'arciduca Rodolfo), il re Milan di Serbia assieme a suo figlio Alessandro I di Serbia, il barone Natanaele Rothschild di Vienna ed il barone Leopoldo Rothschild di Parigi.
  • Latteria Tre Cime Mondolatte. È quasi un piccolo Museo a Dobbiaco. Si può vedere come è prodotto il formaggio, il latte fresco, la panna, il burro e lo yogurt.
  • Chiesa di Santa Maria. Si trova nella piccola località Santa Maria che fa parte di Dobbiaco. È stata ricostruita nel 1470 e oggi è diventata un noto luogo di pellegrinaggio.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]

  • Sci di fondo. Dobbiaco ha una particolare importanza per lo sci da fondo, di cui è una vera "capitale". Vi si svolgono competizioni della Coppa del Mondo e maratone di sci di fondo. la "Dobbiaco-Cortina" è la gara di fondo più nota.
  • Sci in discesa. Sono presenti due piste da sci di discesa: la Trencker e la Rienza, di livello rosso (per principianti).
  • Snowboard.
  • Ciaspole. Escursioni con racchette da neve.
  • Pattinaggio su ghiaccio.


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi modici[modifica]

Prezzi medi[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]

  • Sesto
  • Brunico — Centro principale della Val Pusteria, conserva due castelli oltre a quartieri storici di buon interesse. È città di turismo alla convergenza delle vallate tributarie della Val Pusteria, tutte caratterizzate da un ambiente di particolare bellezza.
  • Sillian
  • Cortina d'Ampezzo — Località regina delle Dolomiti venete, è da decenni località turistica invernale ed estiva di livello internazionale
  • Bressanone — Città con un importante centro storico racchiuso da mura e porte. La Cattedrale, il suo chiostro con preziosi affreschi, il Palazzo vescovile danno un'elegante impronta alla città vecchia, con caratteristici piccoli borghi che si contrappongono a slarghi urbanistici di ampio respiro.
  • Tre Cime di Lavaredo — Fanno parte del patrimonio dell'umanità Unesco. Sono accessibili attraverso la Val di Landro che si raggiunge da Dobbiaco.
  • Lago di Dobbiaco — Raggiungibile dalla strada verso Cortina nella Val di Landro.

Itinerari[modifica]

  • Castelli dell'Alto Adige — Un percorso alla scoperta dei manieri altoatesini che, nati per fini militari, divennero poi in gran parte raffinate dimore signorili, centri di cultura, esempi di pregevole architettura, testimonianza della grandezza delle famiglie che li fecero edificare.


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