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Belluno
Belluno-Schiara.jpg
Appellativi
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Reddot.svg
Belluno
Sito istituzionale

Belluno è una città del Veneto.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

È il capoluogo di provincia più settentrionale del Veneto e infatti è una città incastonata tra le Alpi e le Prealpi Venete. Proprio per la sua posizione, viene definita "Porta delle Dolomiti". Belluno è esattamente nel mezzo della Valbelluna, e da anche il nome alla vallata. La Valbelluna è percorsa dal fiume Piave, che attraversa la città di Belluno, dividendola in due parti: la destra e la sinistra Piave.

Quando andare[modifica]

Belluno è indicata come la città capoluogo di provincia più fredda d'Italia nelle temperature medie invernali. Anche la temperatura media annua è spesso la più bassa fra quelle dei capoluoghi di provincia italiani.

Assai consistente è la piovosità: su Belluno cadono annualmente circa 1400–1500 mm di precipitazioni concentrate nei mesi da aprile a novembre, che possono anche raggiungere i 2000 mm, mentre l'inverno è siccitoso con cielo sereno. Il clima della città complessivamente è piuttosto freddo e caratterizzato da precipitazioni piovose e nevose.

Come orientarsi[modifica]

La destra Piave è da sempre considerata di maggiore importanza, dato che vi si trova anche il centro storico è più della metà della città si trova presso questa riva. La sinistra Piave è meno popolata, ma comunque ha il suo fascino perché meno urbanizzata.

Il centro storico è adagiato su un crinale tra il Piave e il torrente Ardo, nel Medioevo era circondato da una cinta muraria. Una parte del tessuto edilizio storico fu colpita dal terremoto del 29 giugno 1873 e in gran parte fu restaurata. Oggi è un vero e proprio salotto attorniato da palazzi con una storia antica oggi raccontata anche dal portale che accompagna il visitatore.

Piazze
  • Piazza Duomo: può essere considerato il cuore politico della città per tutta la sua storia. Sulla piazza si trovano palazzo dei Rettori, palazzo Rosso, palazzo dei Vescovi-Conti e la Cattedrale di San Martino, mentre al centro c'è la fontana di San Gioatà. L'ultima sistemazione della piazza avvenne nel 1873, dopo il terremoto che sconvolse la città il 29 giugno.
  • Piazza del Mercato: chiamata anticamente piazza di Foro, perché sorge sull'antico foro romano della città, è l'antico luogo cittadino adibito agli affari, che si svolgono ancora in maniera ridotta sotto i portici o nel centro della piazza, con il permanente mercato di frutta e verdura. Durante il XVI secolo fu il "quartier generale" dei ceti popolari cittadini contrapposti ai Nobili. La loro azione di conquista del potere pubblico fu concretizzata con la costruzione del palazzo di Monte di Pietà, che divenne nei secoli il luogo di protesta cittadino. Altro palazzo storico della piazza è palazzo Costantini.
  • Piazza dei Martiri: è il cuore commerciale della città di Belluno e salotto dei bellunesi, di impostazione rinascimentale. Anche se si è chiamata Piazza Gregorio XVI, in onore del papa bellunese Gregorio XVI, è familiarmente conosciuta con il nome di Piaža Kanpedèl, perché durante la storia qui si è sempre esteso lo spazio pubblico ad uso civico della città. L'attuale nome fu dato il 3 giugno 1945, in ricordo dei quattro partigiani impiccati ai lampioni dalle truppe naziste il 17 marzo 1945, i cui nomi si leggono sulle targhe dei quattro lampioni in questione.
  • Piazza Castello: come indica il nome, nel sue sedime sorgeva il castello costruito dal vescovo-conte Giovanni attorno all'anno mille, demolito nei primi decenni del XIX secolo. Nel 1936 si completa la costruzione del Palazzo delle Poste, opera di Alberto Alpago Novello, che disegna anche l'adiacente "giardino da lettura" dove sono stati sistemati alcuni ruderi del castello. Lo spazio urbano si apre verso sud-ovest con un panoramico balcone sulla valle del Piave.

Quartieri[modifica]

  • Baldenich
  • Bersaglio
  • Bolzano Bellunese
  • Borgo Garibaldi
  • Borgo Piave
  • Borgo Prà
  • Col di Piana
  • Cavarzano
  • Cusighe
  • Fiammoi
  • Lambioi
  • L'Anta
  • La Cerva
  • La Rossa
  • La Veneggia
  • Mussoi
  • Nogarè
  • Quartier Cadore
  • Safforze
  • San Francesco
  • San Gervasio
  • San Lorenzo
  • San Pellegrino
  • Sargnano
  • Sopracroda
  • Tisoi
  • Piave (o via Montegrappa)
  • Via Feltre-Maraga
  • Vezzano


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

In auto[modifica]

  • Venendo da Vittorio Veneto, Autostrada A27 fino a Ponte nelle Alpi, poi strada statale in direzione sud.
  • Venendo da Feltre, strada statale in direzione Nord.

In treno[modifica]

In autobus[modifica]

Da Belluno sono raggiungibili tutte le località della provincia, mentre fuori provincia sono garantiti i collegamenti con Bolzano, Trento, Vittorio Veneto, Conegliano, Treviso, Mestre, Venezia e, durante l'estate, le principali località di mare venete. La compagnia di riferimento è la DolomitiBus.

Come spostarsi[modifica]

Con mezzi pubblici[modifica]

La mobilità all'interno del comune è garantita dalla DolomitiBus. Il servizio urbano è formato da nove linee, che eseguono servizio feriale e festivo (quest’ultimo solo il pomeriggio), di cui una, la Linea N, effettua un servizio di collegamento tra la stazione di Belluno e il Nevegal solo tra fine dicembre ed inizio gennaio.

Cosa vedere[modifica]

Architetture religiose[modifica]

Duomo di Belluno
  • 46.137612.21741 Duomo di San Martino (Basilica cattedrale di San Martino), Piazza del Duomo. Chiesa cattedrale del XVI secolo con campanile del XVIII. L'attuale costruzione è la realizzazione di un progetto del 1517 di Tullio Lombardo, mentre il vicino campanile è di un periodo successivo: infatti il suo progetto, di Filippo Juvarra, venne realizzato tra il 1732 e il 1743, mentre la cupola si completò solo nel 1756. Al suo interno si trovano due importanti dipinti di Gaspare Diziani. Basilica cattedrale di San Martino su Wikipedia duomo di Belluno (Q2886890) su Wikidata
  • 46.14100612.2182362 Chiesa di Santo Stefano, piazza Santo Stefano. Dopo la delibera concessa nel 1463 per la sua costruzione, i suoi lavori partirono dal 1468, sull'antica chiesa di Santa Maria delle Grazie. I suoi lavori terminarono nel 1485, mentre nel 1480 era stato rinvenuto il sarcofago di Flavio Ostilio. La facciata principale, semplice e grezza, è fatta con pietra in vista, mentre il portone in bronzo è opera dello scultore Dante Moro. L'interno della chiesa, a tre navate, è suddiviso da alte arcate ogivali che sostengono volte a crociera. All'interno si possono trovare opere, tra gli altri, di Andrea Brustolon e della scuola di Tiziano Vecellio.
Adiacente alla chiesa di Santo Stefano, il convento presenta un elegante chiostro iniziato nel 1462, in stile gotico, di forma quadrata, con una serie di arcate ogivali con colonne in pietra. L'edificio ospita attualmente l'Intendenza di finanza. Chiesa di Santo Stefano (Belluno) su Wikipedia chiesa di Santo Stefano (Q3674267) su Wikidata
  • 46.13779812.2178443 Chiesa di Santa Maria delle Grazie (Battistero), Via Sant'Andrea, 14 (a pochi passi dalla Cattedrale). La funzione di Battistero venne assunta nel 1555 prima svolte nella chiesa di San Giovanni Battista, ed inoltre ereditò le funzioni e gli arredi della trecentesca chiesa di Sant'Andrea, dove era venerata l'immagine della madonna. L'attuale riedificazione è del 1896, mentre la chiesa ha subito un restauro nel 1970. L'edificio inoltre presenta due campanili laterali che sostituirono nel 1896 quello centrale, abbattuto perché molto danneggiato dopo il terremoto del 1873.
  • 46.13822612.219524 Chiesa di San Pietro, Via S. Pietro. La data di inizio dei lavori risale al 1282, e questi durarono per più di quaranta anni, terminando solo nel 1326. Una prima ristrutturazione avvenne nel 1465, quando il Consiglio cittadino stanziò 500 lire per questo lavoro, mentre subì una totale demolizione negli anni trenta del XVIII secolo. Solo un ventennio più tardi venne ricostruita su un progetto del 1709 di Ludovico Pagani. L'attuale configurazione invece risale al 1882, in seguito ai danni provocati dal terremoto del 1873. Della costruzione originale conserva la sola cappella gotica ora inglobata nel Seminario Gregoriano attiguo. All'interno ospita opere di Sebastiano Ricci, dello Schiavone e di Andrea Brustolon.
  • 46.13792912.2192465 Seminario Gregoriano, Via S. Pietro, 19, +39 043727836. Convento francescano dal XIII secolo al 1806, dal 1834 è sede del seminario vescovile.
  • 46.13713212.2202326 Ex Chiesa di Santa Maria dei Battuti, Via Santa Maria dei Battuti. D'impostazione gotica, fu edificata intorno al 1330, e nel corso del secolo fu abbellita con vari dipinti ed affreschi. Nel 1415 venne completata la torre campanaria, mentre il presbiterio fu finito solo nel 1429. Durante il XIX secolo la chiesa fu ceduta al demanio e il portale gotico venne tolto dalla chiesa e collocato altrove. Attualmente della facciata resta solo il rosone centrale in pietra.
  • 46.13974912.2155137 Chiesa di San Rocco, P.za, dei Martiri. Di aspetto rinascimentale in pietra bianca di Castellavazzo, fu costruita nel 1530 in onore del Santo patrono e guaritore degli appestati. Aperta al pubblico nel 1561, subì un restauro nella seconda metà dell'ottocento. All'esterno si notano due affreschi datati 1564, mentre all'interno sono da segnalare il tabernacolo dell'altare maggiore e il dipinto Assunzione di Cesare Vecellio. Chiesa di San Rocco (Belluno) su Wikipedia chiesa di San Rocco (Q3671867) su Wikidata
  • 46.14322612.2191798 Chiesa di San Biagio, Via S. Biagio, 22/42. Il luogo di culto più antico di tutta Belluno, è dedicato a San Biagio, medico che visse in Armenia tra il terzo e il quarto secolo.
  • Ex Collegio dei Gesuiti. Il complesso venne eretto a partire dal 1704 su un progetto originale dell'architetto Andrea Pozzo con l'annessa chiesa di Sant'Ignazio, ridisegnata in forme più lineari nel 1714 dall'austriaco Matthias Gremsel. Nel 1773, con la soppressione dei Gesuiti, il complesso fu trasformato in scuola pubblica, ma venne requisito dai francesi nel 1797. Fu sede dell'Istituto Militare di Educazione Inferiore asburgico tra il 1854 e il 1862, mentre vi risiedette il Distretto Militare provinciale fino al 1995.
  • 46.13989512.2131119 Chiesa di Santa Maria di Loreto, Via Loreto, 13, +39 0437 25219. Venne costruita tra il 1612 e il 1641 sul disegno del cappuccino Andrea da Venezia, a completamento dell'annesso convento delle Monache clarisse. La chiesa subì una risistemazione nel 1952 da parte di Alberto Alpago Novello, ma questi lavori conferiscono all'interno una certa disomogeneità stilistica. All'interno si trovano opere di Andrea Brustolon, Francesco Frigimelica il Vecchio e Antonio Lazzarini.
  • 46.13391712.22146810 Chiesa di San Nicolò, Riva S. Nicolò, 34/36, +39 0437 25770. Eretta nel 1361 su ordine di Nicolò Cursore. Durante il 1547, come testimonia Doglioni, la chiesa venne modificata dal rettore Domenico Faletro, quindi ora non ci resta nulla dell'originaria costruzione, che sicuramente non aveva grandi dimensioni.
  • 46.14314512.22133411 Chiesa di San Giuseppe, Via S. Giuseppe, 2. Eretta nel 1797, fu frequentata da personaggi illustri quali papa Gregorio XVI e Albino Luciani, futuro papa Giovanni Paolo I.
  • Chiesa della Beata Vergine della Salute (nel porticato del Monte di Pietà). Dotata di un piccolo ingresso, si nota sul fondo l'altare rialzato ed inquadrato tra due porte.

Architetture civili[modifica]

  • 46.13805612.21777812 Museo Civico Palazzo Fulcis, Piazza dei Martiri. La facciata e alcuni elementi interni, come la scala d'onore e il salone a doppio piano, sono stati realizzati nel 1776 dall'architetto Valentino Alpago Novello, su commissione della famiglia Fulci; questo intervento è andato ad uniformare in un unico fabbricato tre preesistenti edifici sconnessi, di cui uno almeno già di proprietà della citata nobile famiglia bellunese. Il palazzo ha poi subito vari interventi nel corso del XIX secolo, ai quali ha seguito una lunga fase di abbandono nella seconda metà del '900: acquistato dal Comune di Belluno tra il 1982 ed il 1988, è stato oggetto di un intervento di restauro dal 2009 al 2016 al fine di farlo divenire la nuova sede del museo civico cittadino, aperto nel 2017. Ospita opere tra gli altri di Sebastiano Ricci, Giovanni da Mel, Andrea Brustolon e Valentino Panciera "Besarel", oltre a varie collezioni come quella di placchette bronzee, quella di oreficeria bellunese e quella archeologica. Museo civico di Belluno su Wikipedia Museo civico di Belluno (Q16609865) su Wikidata
  • 46.13892412.21739813 Palazzo Crepadona, Via Ripa, 3 (tra piazza del Duomo e piazza dei Martiri), +39 0437940217. Palazzo nobiliare cinquecentesco, fatto costruire da Niccolò Crepadoni il quale unì insieme una serie di edifici precedenti, di cui l'altana conserva forse l'impianto di una delle antiche torri, che sopravanzavano le mura cittadine. Dal 1981 si trova al pianterreno il sarcofago di Flavio Ostilio Sertoriano. L'edificio ospita mostre, anche di livello internazionale, ed è sede della biblioteca e del centro culturale comunali. Palazzo Crepadona (Q27989738) su Wikidata
  • 46.13813912.21722214 Palazzo dei Rettori. Edificio realizzato a varie riprese partendo dal 1409 fino al 1536, non si è ancora sicuri sul nome dell'architetto, che potrebbe essere o il veneziano Giovanni Candi o il fiorentino Lorenzo Ghiberti. Inoltre tra il 1536 e il 1547 venne innalzata la Torre dell'Orologio, su progetto del fiesolano Valerio da San Vittore. Fu sede per quasi quattrocento anni dei rettori di Belluno, attualmente ospita la prefettura. Palazzo dei Rettori su Wikipedia palazzo dei Rettori (Q3891218) su Wikidata
  • 46.13809312.21666715 Palazzo Rosso (Comune di Belluno), Piazza del Duomo, 1. Edificio costruito nel 1833 dall'architetto feltrino Giuseppe Segusini, in stile neogotico, nell'area ove sorgeva l'antica sede comunale, la Caminada, riutilizzando anche il materiale ottenuto dalla demolizione di quest'ultima. Ivi si trova la sede del comune di Belluno.
  • 46.13800812.21771416 Palazzo dei Vescovi-Conti (Auditorium), Piazza Del Duomo, 12. Il primitivo palazzo venne edificato nel 1190, ma di questo non restano che i possenti muri nell'atrio di ingresso. Un richiamo alla struttura originale è la torre del lato nord, rifatta nel 1940 e conforme il più possibile alla forma originaria, mentre l'attuale edificio è del 1690 e venne ristrutturato nel XIX e nel XX secolo. Ospita l'Auditorium.
  • Palazzo dei Giuristi. Ex sede del Museo civico di Belluno, è stato eretto nel 1664 dal Collegio dei Giuristi. In stile rinascimentale, conserva numerosi reperti della storia di Belluno. Scelto come sede del museo nel 1873, fu aperto al pubblico nel 1876.
  • 46.13877712.21819717 Monte di Pietà, Piazza Mercato. Iniziata la sua costruzione nel 1501, sotto la spinta della predicazione di Elia da Brescia, venne completata nel 1531. All'epoca divenne il simbolo delle contestazioni contro il governo della città, anche se il Comune aveva stanziato una grossa somma di denaro per la costruzione. Conserva il portone originale rinforzato e una parte della decorazione.
  • Palazzo Costantini, Piazza delle Erbe. Fu eretto dalla famiglia Costantini nel 1550 circa, sopra la "loggia di Foro", luogo aperto a pubbliche riunioni costruito nel 1347 e ristrutturato nel 1471. Riguardo al palazzo spiccano il bel Leone di San Marco e le trifore centrali al primo e secondo piano. Interessante il portico formato da quattro archi, due rinascimentali e due gotici, sotto i quali si nota un elegante balaustra in colonnine bianche.
  • Palazzo Batti Vinanti. Edificio impreziosito da due trifore che scandiscono il ritmo ascendente del gotico veneziano. La facciata ha una composizione asimmetrica, infatti la trifora del secondo piano è più stretta rispetto a quella del primo, dove si trova anche un piccolo poggiolo, sulla sinistra delle trifore si trovano due monofore trilobate.
  • Palazzo Piloni. Fatto costruire nel 1550 dalla famiglia Piloni, l'edificio è impostato su un largo portale in pietra, sormontato da un largo poggiolo in pietra e ferro, che delimita la facciata del piano terra costituita da bugne in pietra. Nella sala dell'ingresso centrale ci sono alcuni affreschi, rappresentanti le quattro stagioni, attribuibili a Cesare Vecellio.
  • Palazzo Regozza Longana, via Mezzaterra. Palazzo seicentesco che presenta una facciata disposta su tre piani principali, in ciascuno dei quali ci sono tre trifore ad arco a tutto sesto centinato e definito da un architrave, di netta impronta seicentesca. Si nota infine al primo piano un poggiolo a forma di pulpito con ringhiere in ferro battuto in stile rinascimentale.
  • Palazzo Reviviscar. Del primitivo palazzo, andato distrutto in un incendio del 1933, non resta che la facciata, mentre il resto della costruzione era del 1400, e successivamente ampliato e abbellito alla fine dello stesso secolo. Il nome venne dato dalla famiglia Persico che possedeva il palazzo, successivamente alla morte dei due figli prematuramente, infatti reviviscar significava nel dialetto di allora "rinascere". Ai lati si alzano due altane ricordo delle torrette medievali; ora è sede dell'Associazione Industriali della Provincia.
  • Palazzo Doglioni. Il palazzo conserva ancora tutto il suo splendore cinquecentesco: gli archi sono sostenuti da colonne rinascimentali, con i capitelli a volute ioniche. Il primo piano ha porte e finestre disposti a quadrifora, e i capitelli sono anche questi rinascimentali. Il secondo piano, nella sua semplicità, si rifà addirittura all'architettura del 1400. Il palazzo è ora sede della Banca Cattolica.
  • Palazzo Sammartini. Palazzo di epoca cinquecentesca, sono state recuperate con un recente restauro le bifore e la loggia sul cortile interno. La facciata, di un caratteristico colore rosso, poggia su alti archi, mentre le slanciate serie di finestre e balconi aumentano la verticalità del palazzo, di tipico stile lagunare.
  • Palazzo Nosadani (Casa del Capitano). Una delle più antiche fabbriche della città, si erge sopra quattro colonne con dei bei capitelli a voluta ionica. Anche se è stato notevolmente rimaneggiato, lascia ancora intravedere la struttura a trittico del XIV secolo.
  • Ex Ospedale dei Battuti. Già prima del 1360 si trovava su questo luogo un ospizio per poveri e viandanti, che è stato sostituito dal palazzo attuale costruito intorno al 1520, che divenne al tempo stesso ospedale e luogo di accoglienza per i forestieri. Mantenne questa funzione fino al 1793, quando l'ospedale venne trasferito in via Loreto.
  • Palazzo Grini. Costruito durante il XVI secolo, si trova all'incrocio tra vicolo San Pietro e via San Pietro. Da notare la "Porta dei morti", un uscio laterale all'edificio che serviva per l'uscita dei feretri, quasi a non contaminare l'ingresso principale.
  • Palazzo Minerva. Si tratta di un palazzo neoclassico, costruito alla fine del settecento, su progetto dell'architetto Francesco Maria Preti. Nel sottoportico un tempo erano murate due lapidi, in onore di due pittori bellunesi.
  • Palazzo Fulcis-Marchetti-De Faveri. Palazzo costruito nel XVI secolo. Alla base uno spazioso portico è formato da colonne di pietra bianca di Pinè e da grandi archi a tutto sesto. All'interno è presente una affresco seicentesco, attribuibile alla scuola di Sebastiano Ricci.
  • Palazzo Pagani Cesa. Costruito nel corso del XVIII secolo, presenta una grande armonia architettonica, accostabile senza dubbio a quella del Palazzo dei Rettori in Piazza Duomo, a cui forse si ispira. Caratteristici poi i numerosi abbaini e molto armonioso l'effetto delle colonne e degli archi ribassati, perfettamente proporzionati all'altezza della costruzione che non è appunto elevata.
  • Palazzo Barcelloni Corte. Fatto costruire durante il XVI secolo dalla famiglia di spadai Barcelloni Corte, nel 1929 divenne sede dell'Istituto Nazionale fascista per la Previdenza Sociale. Fu poi sede dell'Esattoria Consorziale della Cassa di Risparmio.
  • Palazzo Bembo. Fatto erigere nel 1568 dal vescovo Giulio Contarini per ospitare il Seminario dei Chierici. Trasformato nel 1750 dal vescovo Bembo, mantenne la funzione di seminario fino al 1793, quando venne ceduto dal vescovo Alcaini perché l'edificio fungesse da ospedale. Successivamente l'edificio è stato ampliato a nord, in tre fasi successive, in quella che oggi è detta Ala Caffi.
  • 46.17285912.25125618 Villa Fulcis Montalban. Edificio del XVII secolo in località Safforze, posseduto fino al 1855 dalla famiglia Fulcis, in seguito dalle famiglie Miari-Fulcis e Montalban prima di essere ceduto al comune, consiste in un grande parallelepipedo a tre piani e tetto a padiglione, molto sviluppato in larghezza, ma relativamente poco profondo. Villa Fulcis Montalban su Wikipedia Villa Fulcis Montalban (Q18224811) su Wikidata

Ponti[modifica]

  • 46.13433212.21875219 Ponte della Vittoria. Realizzato tra il 1923 e il 1926 su progetto dell'ingegnere Eugenio Miozzi, si tratta di un ponte a campata unica in cemento armato, mentre le decorazioni (curate dall'architetto Riccardo Alfarè) sono in calcestruzzo. Il ponte si trova in zona Borgo Piave dove il fiume Piave compie un tratto rettilineo tra due anse, ed è percorribile al traffico solo verso il centro cittadino e non in direzione opposta.
  • 46.14501512.214620 Ponte degli Alpini. Realizzato durante gli anni sessanta ed aperto al traffico nel 1971, collega le due sponde del torrente Ardo. Con la sua costruzione è stato aperto il nuovo tratto della strada statale 50, che evita così il centro cittadino. Nel 2009 si sono conclusi i lavori di ristrutturazione del ponte.
  • 46.13406812.22011921 Ponte Vecchio. Ponte costruito durante la dominazione austriaca tra il 1837 e il 1841 su progetto dell'ingegnere Zilli. Venne rifatto una prima volta dopo che tre arcate erano cedute nel 1872, ma crollò nuovamente nel 1882, e il punto di costruzione venne abbandonato perché risultava difficile l'innesto con la sponda sinistra. Solo durante la prima Guerra Mondiale, con il governo austriaco in città, venne ricostruito in quel punto un ponte in legno, però poi distrutto nella ritirata degli stessi austriaci il 1º novembre 1918. Attualmente dell'antico ponte resta solo la prima arcata sulla sponda della città.
  • 46.13456812.2266822 Ponte Dolomiti. Attraversa il Piave partendo dalla sponda sinistra del torrente Ardo, unisce Punta dell'Anta, sulla sponda destra del Piave, alla Strada Provinciale n. 1 della Sinistra Piave (Via Antonio Miari).
  • 46.13769712.22254423 Ponte dell'Anta. Attraversa l'Ardo vicino all'immissione del torrente nel Piave.
  • Ponte Bailey. Attraversa il Piave vicino al parcheggio di Lambioi ed è un ponte provvisorio, creato per poter attraversare il Piave dalla sponda destra a quella sinistra dal momento che il vicino Ponte della Vittoria è percorribile solo verso il centro storico e via Miari è a rischio frane.

Architetture militari[modifica]

Lato nord della Porta Dojona
  • 46.13944412.217524 Porta Dojona, imbocco di Via Mezzaterra da Piazza dei Martiri. Porta delle antiche mura, ottimamente conservata e transitabile, con leone di San Marco scolpito al di sopra dell'arco. Prende il nome dal vicino torrione con cui costitutiva un complesso fortificato. L'arco interno venne innalzato nel 1289 da Vecello da Cusighe, mentre il raddoppio in stile rinascimentale è opera di Niccolò Tagliapietra nel 1553. La copertura di collegamento venne costruita nel 1609, mentre i battenti in legno si crede siano ancora quelli fatti costruire dopo l'assedio imperiale del 1509. La porta è stata recente oggetto di restauro. Porta Dojona su Wikipedia Porta Dojona (Q3908708) su Wikidata
  • 46.13595512.22113325 Porta Rugo, Via Santa Croce. Accesso meridionale della città, vi passava la via di collegamento con l'antico porto fluviale di Borgo Piave. All'inizio del XIX secolo vennero abbattute alcune costruzioni difensive vicino alla porta, a noi rimane l'arco acuto interno duecentesco. Il progetto della facciata segue il progetto commissionato nel 1622 dal rettore veneto Federico Corner realizzata in cotto e non in pietra. L'ultimo restauro avvenne nel 1902.
  • 46.13900412.21657526 Porta Dante, P.za, dei Martiri. Fu inaugurata il 15 maggio 1865, nel sesto centenario dalla nascita del poeta. Essa sostituisce nel nome porta Renier, edificata con il rettore Renier nel 1669, il quale fece demolire la precedente medievale, detta d'Ussolo, usata come passaggio per i soldati.
  • 46.14008112.21879427 Torrione, Via del Consiglio, 21. Venne costruito probabilmente sulle rovine di un fortino romano, ma già nel cinquecento era nelle condizioni pressoché attuali. Dal camminato esterno dell'antico torrione si possono osservare la grandezza dell'opera difensiva e lo spessore delle vetuste mura. Attualmente l'accesso al torrione è interdetto al pubblico, in quanto di proprietà privata, e si teme per il suo futuro, visto il suo precario stato di conservazione.

Fontane storiche[modifica]

  • Fontana di San Gioatà, Piazza Duomo. È sormontata dalla scultura di San Gioatà (co-patrono della città insieme al più celebre San Martino, le cui reliquie sarebbero state portate dall'Africa dal primo vescovo di Belluno, Teodoro). Dal punto di vista stilistico la fontana assomiglia a quella di Piazza Mercato (dedicata a San Lucano) ed è stata costruita, quasi contemporaneamente, nel 1411. Al centro della vasca è collocata una colonna sormontata da un capitello a forma di parallelepipedo. Sul lato ovest della fontana troviamo una data in stile gotico M CCCC LXJ; tale scritta è situata sulla pietra da cui escono le canne. Nella parte superiore del parallelepipedo, sempre sul lato ovest, si trova lo stemma di Belluno e le lettere C e B indicanti la città di Belluno. Sul lato sud troviamo un leone scolpito e lo stemma del rettore Benedetto Trevisan; a nord un altro stemma con le lettere C e B. Una delle canne da cui sgorga l'acqua è decorata, mentre le altre tre sono semplici.
  • Fontana di San Lucano, Piazza delle Erbe. È stata realizzata in una prima fase nel 1318 e risistemata successivamente nel 1410. Nel 1456 è avvenuta la rimozione dei basilischi, mentre tra il 1461 e il 1474 è avvenuta una completa ristrutturazione. La fontana è formata da un catino circolare suddiviso in dieci specchiature irregolari che poggia su un basamento di grandi lastre di pietra di Castellavazzo. Sulla cima della fontana si trova una copia ottocentesca della statua di San Lucano, mentre l'originale, del XV secolo e mutilata nel 1847 da un facchino, si conserva presso il Museo civico di Belluno.
  • Fontana della Motta, via Andrea Brustolon. È stata realizzata nel 1561 da un autore sconosciuto. La fontana ha un bacino semicircolare addossato al muro, eccezionale per dimensioni e decorazioni rispetto alle fontane della stessa tipologia a Belluno. Lo spostamento dal luogo di origine avvenuto nel 1952 da piazza Mazzini all'attuale collocazione ne ha modificato l'immagine architettonica scenografica, ma non gli elementi strutturali e decorativi. Il vaso semicircolare è sormontato dal distributore a forma di arca e da un architrave sostenuto da una cariatide e da un talamone scolpiti in pietra. Due teste di gorgoni scolpite sostengono invece le canne dell'acqua.
  • Fontana di Sant'Elena, piazzetta di Santa Maria dei Battuti. Chiamata anche Fontana di Santa Maria dei Battuti, fu costruita nel 1554 presso la chiesa di San Pietro, ma poi spostata nel 1844 nell'attuale posizione, all'interno della piazzetta di Santa Maria dei Battuti. La fontana è sormontata da una copia novecentesca della statua di Sant'Elena, mentre l'originale si trova presso il Museo civico. Sul dado da cui escono le spine per l'acqua sono incisi scudi e lettere, e sul lato Nord si riconosce lo stemma di Belluno.


Eventi e feste[modifica]

  • Fiera di San Martino. Simple icon time.svg Secondo weekend di novembre. Dedicata al santo patrono della città la fiera si snoda con bancarelle e street food lungo le vie e le piazze del centro città. Tipiche le casette "del brulé" dove poter gustare un bicchiere di vin brulé accompagnato da assaggi di gastronomia locale.
  • Sagra dei Fis'ciòt. Simple icon time.svg Aprile. Fiera con ampli mercati lungo le vie e le piazze del centro.


Cosa fare[modifica]

Fontane di Nogarè
  • 46.15111112.2422221 Fontane di Nogaré. L'area può essere considerata un importante esempio di ecosistema fluviale in quanto al suo interno sono ben rappresentate le comunità vegetali e animali tipiche di questo particolare ambiente. Numerose ricerche effettuate nel passato hanno permesso di accertare l'interesse ambientale di una zona che, anche allo sguardo di un visitatore inesperto, risulta ricca di pregi floristico-vegetazionali e faunistici. Fontane di Nogaré su Wikipedia Fontane di Nogaré (Q49963421) su Wikidata
  • 46.09444412.28752 Alpe del Nevegàl — A sud di Belluno si trova l'altopiano del Nevegal a 1000 m di altitudine, circondato da montagne di circa 1700 m di altezza. Offre ottime opportunità di sport invernali in inverno, mentre l'escursionismo, il nordic walking e la mountain bike sono popolari nei mesi estivi.
  • Sentiero del partigiano.


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]

Spettacoli[modifica]

  • 46.13960912.2176421 Teatro Comunale, Piazza Vittorio Emanuele, +39 0437956202. Costruito in stile neoclassico su disegno di Giuseppe Segusini tra il 1833 e il 1835, demolendo l'antico Fondaco delle biade, di misure molto minori. La facciata si ricollega ad altre opere che si trovano in Veneto e in Austria, mentre la scalinata di ingresso è caratterizzata da due leoni, rappresentanti la musica e la poesia. Gli interni del teatro vennero rifatti nel 1866, nel 1948 e un'ultima volta nel 1993.


Dove mangiare[modifica]

Carni

Il prodotto più tipico del comune di Belluno tra quelli di carne di maiale o di manzo è sicuramente il pastin, inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani. Si tratta di una pietanza a base di carne tritata grossolanamente, servita insieme alla polenta o all'interno di un panino, tradizionalmente con il formaggio alla piastra.

Altro prodotto tipico della provincia è il salame bellunese, preparato con carni miste di suino, bovino, ovino, caprino ed equino, insieme ad una percentuale tra il 20% e il 25% di lardo di suino. Il prodotto viene già descritto in una pubblicazione del 1880 ed è abbinato al pane o alla polenta.

Formaggi

Altra specialità bellunese è lo schiz, un formaggio fresco realizzato dalla cagliata del latte appena munto. L'origine del nome è incerta, alcuni la fanno risalire dal termine dialettale schizar (cioè schizzare), mentre un'altra origine plausibile va ricercata nelle goccioline di siero che il formaggio perde durante la cottura[53]. È tipico in tutta la provincia di Belluno mangiare questo formaggio insieme alla polenta.

Legumi

Il Fagiolo di Lamon è un legume caratteristico della Valbelluna a Denominazione di origine protetta e ad indicazione geografica protetta. Anche se la sua semenza viene coltivata solo nei comuni di Lamon e di Sovramonte, la sua produzione riguarda anche il comune di Belluno. Il fagiolo è caratterizzato da una buccia finissima e solubile attribuibile all'alto tenore di potassio tipico dei suoi terreni di produzione.

Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]

Itinerari[modifica]


Altri progetti

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