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Pandino

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Pandino
Castello Visconteo
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Superficie
Abitanti
Nome abitanti
Prefisso tel
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Pandino
Pandino
Sito istituzionale

Pandino è un centro della Lombardia.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

È situato nella pianura padana cremasca. Dista 14 km. da Crema, 14 km. da Lodi, 35 km. da Milano; molto più distante, a 60 km., è il suo capoluogo di provincia Cremona

Cenni storici[modifica]

Pandino compare in un documento del 1144 in cui si dice che la chiesa parrocchiale era dipendente da quella di San Sigismondo di Rivolta d'Adda. La sua storia cambia radicalmente quando alla metà del trecento Bernabò Visconti vi fa costruire un castello che gli servirà come residenza, per sé e per i cortigiani, durante le battute di caccia. La presenza dell'edificio alimenta lo sviluppo del paese, che inizia ad ingrandirsi e a popolarsi. Sorgono la chiesa di Santa Marta e l'antico Santuario della Madonna del Riposo.

Nel Quattrocento gli Sforza impongono ai pandinesi la costruzione delle mura per proteggere Pandino dall'avanzata dei Veneziani. La cinta muraria non viene però terminata e le mura in alcuni punti sono sostituite da terrapieni che consentono ai Veneziani di impossessarsi di Pandino invadendolo.

Nei secoli successivi si susseguono le dominazioni spagnola, austriaca, napoleonica, per confluire poi nel nuovo stato unitario italiano.

Come orientarsi[modifica]

Nel territorio comunale di Pandino si trovano i centri di Gradella, borgo che fa parte dei Borghi più belli d'Italia e Nosadello.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

In auto[modifica]

Strada Statale 472

La ex strada statale 472 Bergamina, che collega il Lodigiano con il Bergamasco, costeggia Pandino e lo collega con un breve percorso alla Paullese Cremona - Milano a sud e alla Rivoltana Mozzanica - Rivolta d'Adda a nord.

Strada Provinciale 415

La strada provinciale Paullese Cremona - Milano, una delle arterie di grande comunicazione della Lombardia, è poco discosta a sud di Pandino.


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Il cortile
Porticato
Affreschi
Loggiato
  • 1 Castello Visconteo. Ecb copyright.svg Le visite sono guidate. Adulti: 4 €, adulti over 70: 3 €. Gruppi: 3 €, con visita anche del centro storico: 4 €, con visita di una giornata intera: 7 €. Bambini fino a 6 anni: gratuito. Ragazzi da 6 a 18 anni: 2 €. Scuole: 2 €, con anche 1 laboratorio: 3 €, con anche 2 laboratori: 4 €. Fu Bernabò Visconti, Signore di Milano, a scegliere Pandino come luogo per dedicarsi alla sua attività prediletta: la caccia. Il territorio di Pandino, all'epoca ricco di boschi abitati da numerosa selvaggina, poco distante da Milano, rappresentava il luogo ideale. Intorno al 1355 iniziò la costruzione del castello con l'impronta tipicamente viscontea data dalla pianta quadrata con cortile interno con giro di portici ad arco acuto, loggiato al piano superiore, quattro torri angolari. L'esterno è dotato di numerose finestre monofore al piano superiore distinato originariamente alla servitù, bifore al piano nobile; esse contribuiscono a dare all'edificio una caratteristica di residenza nobiliare piuttosto che fortilizio. Nel cortile tutto il lato est del pianterreno era aperto, preceduto dal porticato, e serviva all'origine come salone per i banchetti che vi si tenevano dopo le battute di caccia.
Il castello fu completamente decorato nel corso del Trecento. Tali affreschi sono in gran parte ancora esistenti e contribuiscono a rendere il castello di Pandino una delle più belle testimonianze della pittura muraria dell'epoca, oltre ad essere uno dei pochi castelli che ha conservato le decorazioni pittoriche. Numerosissime sono le riproduzioni degli stemmi della casata Visconti (il biscione) e dei della Scala, in onore di Regina della Scala, moglie di Bernabò Visconti e figlia di Mastino II della Scala signore di Verona. Gli affreschi sono per lo più decorazioni geometriche o floreali; fra le poche figure umane un Sant'Antonio Abate che doveva proteggere la salute degli abitanti del castello e un San Cristoforo per preservarli dalle morti improvvise.
Nel Quattrocento il castello abbisognò di interventi di rinforzo della sua sicurezza in seguito all'espandersi della Repubblica di Venezia che si avvicinava progressivamente a Pandino, impossessandosi ad esempio di Crema e del suo territorio. Pertanto ai due ingressi furono sovrapposti i torrioni di difesa che tuttavia non impedirono ai Veneziani di impadronirsi del castello per due volte; ma ritornò sempre dopo breve tempo nelle mani dei duchi milanesi.
Dopo gli Sforza, divenuti signori i Visconti, il castello di Pandino passò in altre mani cambiando più volte di proprietà fino all'acquisto da parte del Comune di Pandino nel 1947.
Oggi il castello ospita gli uffici comunali per una piccola parte; il resto è aperto alle visite ed è visitabile tutti i giorni (2013), prenotando la visita presso:
Chiesa di Santa Margherita
  • 2 Chiesa parrocchiale di S.Margherita. L'antica chiesa parrocchiale, ormai ammalorata, fu ricostruita nel Settecento in stile neoclassico; iniziati nel 1783 i lavori si conclusero nel 1791. Il progettista fu l'architetto Felice Soave, personaggio di chiara fama nel campo architettonico, formatosi a Parma con gli insegnamenti del Petitot, influenzato poi dal Piermarini. È suo il disegno per la facciata del Duomo di Milano poi realizzato dall'Amati. L'importanza del Piermarini nell'area milanese di cui Pandino faceva parte è probabilmente uno dei motivi che ha determinato il coinvolgimento di un artista così importante nella progettazione della nuova chiesa parrocchiale, uno dei primi esempi del Neoclassicismo Lombardo.
La facciata si ispira al Pantheon, con otto imponenti semicolonne e capitelli corinzi che sorreggono un frontone a timpano. All'interno spiccano le quattro colonne che sorreggono la navata. Due imponenti pulpiti separano il presbiterio dalla navata. La decorazione delle volte risale al Bertella ed è opera del primo Novecento.
La chiesa conserva opere antecedenti alla sua costruzione, provenienti dal precedente tempio o da altre chiese di Pandino; fra di esse, nella parete di destra dopo l'ultima cappella, la pala di Andrea Mingardi detto il Chiaveghino raffigurante l'Assunzione. Vanta poi la pala absidale di Marcantonio Mainardi Vergine in trono con il Bambino e le Sante Marta e Margherita e la pala raffigurante la Trinità con Santa Margherita. Le quattordici tele di fine settecento sono attribuibili a Federico Ferrario; l'organo è un Serassi de 1788.
Santa Marta
  • 3 Oratorio di Santa Marta. Di fronte al castello, in seguito all'espansione dell'abitato e al suo popolamento, viene eretta la chiesa di Santa Marta. La sua funzione fu inizialmente di chiesa palatina, essendo il castello sprovvisto di cappella. Costruita nella seconda metà del Quattrocento, fu modificata nel Settecento. Infatti la demolizione della chiesa parrocchiale che doveva essere sostituita da un nuovo tempio determinò l'uso di Santa Marta per le celebrazioni liturgiche, che dovette perciò essere ampliata. Conseguenza di ciò fu la chiusura del nartece che permise l'allungamento della chiesa.
Anticamente alla chiesa era annesso un complesso di edifici della Confraternita di Santa Marta, che godeva di particolari privilegi nell'uso della stessa. La chiesa vanta, al pari del castello, un buon patrimonio di affreschi che si datano probabilmente al XVI secolo. Vi sono raffigurate le due Sante protettrici di Pandino, Marta e Margherita, e Dio padre che irraggia di Spirito Santo la Vergine al cospetto dell'Arcangelo Gabriele venuto ad annunciare il concepimento di Cristo.
Santuario di Santa Maria dell'Apparizione
  • Santuario di Santa Maria dell'Apparizione (del Tommasone o del Riposo). L'apparizione della Madonna a un certo Tommasone è collocata nei primi decenni del Quattrocento, episodio che portò all'edificazione del Santuario. La piccola cappella costruita sul luogo dell'apparizione fu inglobata nel Santuario che venne edificato sul finire del Quattrocento ed era costituito da tale cappella, da una fontana, dalla chiesa con un portico, dalla casa dell'eremita che custodiva il luogo sacro. La statua lignea della Madonna fu trasferita dalla nicchia esterna, luogo dell'apparizione, all'altare maggiore.
La chiesa era ad una sola navata con due altari laterali con la statua di San Rocco e la grande tela dell'Assunta del Chiaveghino, che ora si trova in una cappella in fondo sul lato destro della nuova parrocchiale. Le pareti riportavano numerosi affreschi con immagini di Santi. Oggi rimango lacerti nei resti dell'antico Santuario. La soppressione delle congregazioni religiose secondo un riforma di Maria Teresa d'Austria nel 1775 portò la chiesa al declino. Venduto ai privati, il ricavato fu impiegato nella costruzione della nuova chiesa parrocchiale.
Nel 1995 fu posata la prima pietra del nuovo Santuario, concluso nel 1997 con la realizzazione di un edificio in stile moderno.


Eventi e feste[modifica]

  • Sagra. Simple icon time.svg la terza domenica di ottobre..


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]

Il paese produce formaggi e burro di qualità; fra i formaggi è da ricordare il panarone, formaggio dal gusto amarognolo che nasce a Pandino. La zona è nota anche per la produzione di salame nostrano di qualità.

Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

Ristoranti

  • 1 Ad Convivium, via De Gasperi 3, +39 0373 90266.
  • 2 Trattoria Pesa, via Indipendenza 44, +39 0373 920095, fax: +39 0376 91310.
  • 3 Osteria Vecchia Pandino, via Milano 35, +39 0373 90001.
  • 4 Il Borgo, via Maggiore 17 (a Gradella), +39 0373 971919.
  • 5 Osteria degli Amici, via Maggiore 18 (a Gradella), +39 0373 90163.
  • 6 Soul & Pepe, via Garibaldi 2 (Località Nosadello), +39 0373 90194.
  • 7 Trattoria Caffè della Corte, via Castello 32, +39 0373 971806.
  • 8 Via Milano, via Milano 30, +39 0373 475645.
  • 9 Volpi, via Indipendenza 34 (a Nosadello), +39 0373 90100.
  • 10 Il Giardino di Wang, Via Fontana, 18, +39 0373 91699.
  • 11 Tokyo Fusion Restaurant, viale Europa 19, +39 0373 500540.

Pizzerie


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]

  • 1 Stazione Carabinieri, Via Salvo D'Acquisto, +39 0373 90032.

Italian traffic signs - icona farmacia.svg Farmacie

Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • 4 Poste italiane, via Stefano da Pandino 32, +39 0373 920095, fax: +39 0373 91310.


Nei dintorni[modifica]

  • Palazzo Pignano — Da vedere la Pieve protoromanica di San Martino costruita sopra i resti di una basilica paleocristiana del V secolo d. C.
  • Crema — La sua Cattedrale e la chiesa di Santa Maria della Croce sono i maggiori motivi di interesse; la città fu per quattrocento anni in possesso della Serenissima, periodo del quale conserva molti influssi architettonici e parte delle mura venete.
  • Lodi — Il centro monumentale in città e la Basilica di San Bassiano a Lodi Vecchio sono i principali punti di interesse.
  • a Gradella, frazione del territorio comunale di Pandino a 4 km dal capoluogo , che fa parte dei Borghi più belli d'Italia; oltre all'aspetto intatto dell'urbanistica rurale del paese, con le costruzioni caratteristicamente dipinte di giallo con decorazioni in rossi mattoni, si può vedere la Villa Maggi.

Informazioni utili[modifica]

  • Ufficio IAT, via Stefano da Pandino, +39 0373 920410. Ufficio di informazioni turistiche.


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