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Cremasco
Campagna cremasca
Stato
Regione
Capoluogo
Superficie
Abitanti

Cremasco è un ambito storico della Lombardia.

Da sapere[modifica]

È il territorio omogeneo che fa capo alla città di Crema e corrisponde in gran parte ai possedimenti che la Repubblica di Venezia mantenne in territorio lombardo, incuneandosi nel Ducato di Milano fra cremonese e lodigiano.

Cenni geografici[modifica]

Si colloca nella vasta zona pianeggiante della Pianura padana lombarda, che costituisce il territorio più popoloso e più densamente costellato di città ed anche di grandi conurbazioni della Regione.

Territori e mete turistiche[modifica]

Centri urbani[modifica]

  • Crema — La sua Cattedrale e la chiesa di Santa Maria della Croce sono i maggiori motivi di interesse; la città fu per quattrocento anni in possesso della Serenissima, periodo del quale conserva molti influssi architettonici e parte delle  mura venete.
  • Castelleone — Popoloso centro con un noto Santuario, ha nella chiesa di Santa Maria in Bressanoro il suo monumento più insigne. La medievale Torre Isso è quanto rimane delle antiche fortificazioni.
  • Palazzo Pignano — Da vedere la Pieve protoromanica di San Martino costruita sopra i resti di una basilica paleocristiana del V secolo d. C.
  • Pandino — Il castello mirabilmente conservato, ricco di affreschi per i quali è un esempio quasi unico in Lombardia, fa di Pandino una importante meta turistica del Cremasco e di tutta la regione.
  • Rivolta d'Adda
  • Soncino — Borgo fortificato con mura ed una Rocca in ottimo stato di conservazione, fu a lungo avamposto dei cremonesi contro i bresciani. Fa parte dei Borghi più belli d'Italia.


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

Sono aeroporti lombardi:

L'area è interessata anche dagli scali di:


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]


Cosa fare[modifica]


A tavola[modifica]

Una fase della preparazione della treccia d'oro

La treccia d'oro è un prodotto cremasco di pasticceria. Fu inventata tra il 1937 e il 1938, alla Fiera di Padova, dal pasticcere Zironda, che più tardi aprì la "Pasticceria Zironda" dove iniziò a lavorare come apprendista Vittorio Maccalli. Quando il proprietario si ritirò dall'attività gli subentrò Maccalli, che continuò la produzione di questo dolce e chiamò «Treccia d'Oro» il suo negozio a Crema. La Regione Lombardia ha riconosciuto alla treccia d'oro il titolo di prodotto artigianale di Crema e del Cremasco.

Il dolce si presenta a forma di treccia; l'impasto contiene farina, burro, zucchero, lievito di birra, arancia e cedro canditi, uva sultanina, zucchero a velo e sale.

Sicurezza[modifica]


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