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Palazzo Pignano

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Palazzo Pignano
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Palazzo Pignano
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Sito istituzionale

Palazzo Pignano è un centro della Lombardia.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Si trova nella pianura padana cremasca, verso il confine con il lodigiano; dista 13 km. da Crema, 14 km. da Lodi, 37 km. da Milano e 53 da Cremona.

Cenni storici[modifica]

Scavi archeologici evidenziano come già nel V secolo d.C. Palazzo Pignano fosse una località abitata e perfettamente organizzata, dotata anche di un tempio a pianta circolaree di edifici civili, tra cui un Palatium da cui la località avrebbe preso il nome.Pignano deriverebbe dal romano Piniano della gens Valeria, vissuto tra il Quarto e Quinto secolo che insieme alla moglie Melania cedette ai poveri le sue proprietà nella zona. Il paese compare in un documento dell'anno mille relativo alla donazione della corte Palatium Apinianum al monastero di San Savino, Nel corso della sua storia Palazzo fu distrutto due volte, nel 951 e verso la metà dell'XI secolo durante la lotta tra Milano e Pavia.Riedificata nel 1155, fu possesso del comune di Crema nel XII secolo. Crema lo cedette in feudo ai conti di Vailate e poi ad altri Signori. A metà Quattrocento passò, con i centri della zona, sotto la dominazione veneziana che durò fino al 1797.

Come orientarsi[modifica]


Come arrivare[modifica]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • 1 Pieve protoromanica di San Martino. Presenta una facciata a capanna con tre pinnacoli circolari e un semplice rosone privo della ruota di marmo; è rivolta a occidente e ha la particolarità di essere costruita in cotto posato a spina di pesce, una disposizione di mattoni tipica degli edifici protoromanici. Sia all'interno che all'esterno sono presenti elementi recuperati dalle costruzioni precedenti.
La struttura interna è a tre navate con sette pilastri ancora visibili e un ottavo murato nella parete: le sette colonne scandiscono il percorso dei cristiani nel tempo umano della settimana, mentre l'ottavo pilastro evoca il tempo soprannaturale, l'eternità introdotta nella storia della salvezza della resurrezione di Gesù Cristo.
Il pavimento della pieve è in leggera salita e i pilastri sempre più ravvicinati sottolineano la fatica del cammino della fede nel suo pellegrinaggio terreno. I capitelli, risalenti alla pieve più antica, recano scolpiti i simboli cari al cristianesimo delle origini: la vite e il grappolo d'uva, la palma e l'ulivo, l'agnello, la colomba e i leoni. Il soffitto a capriate, in legno a vista, ricorda la struttura che sorreggeva le tende del popolo ebreo, nomade nel deserto, in viaggio verso la Terra Promessa.
I restauri del 1963 hanno recuperato le linee originarie dell'antica pieve riportando alla luce le fondamenta, in parte ancora visibili, di un edificio a pianta circolare, risalente al IV secolo, con annesso un fonte battesimale, rinvenuto più tardi.
Si trattava di una cappella adiacente ad una grande e prestigiosa villa tardo-romana della quale si possono ammirare i resti dietro l'attuale pieve, attribuita dalla leggenda a due sposi cristiani realmente esistiti, appartenenti alla nobile famiglia romana dei Valeri: Melania e Piniano, i primi evangelizzatori delle campagne cremasche. Melania morì a Gerusalemme e fu proclamata santa nel 440; viene ricordata il 31 dicembre.
Il compianto
All'interno della pieve, a sinistra del portale d'ingresso, è sempre in esposizione un pregevole compianto rinascimentale attribuito oggi con certezza ad Agostino de Fondulis, scultore ed architetto cremasco, al quale fu commissionato per una chiesa di Crema nel 1510.
Si tratta di un complesso di otto statue in terracotta, un tempo policrome, a grandezza naturale, dagli atteggiamenti e volti estremamente espressivi: al centro c'è il Cristo morto disteso con la testa appoggiata a due cuscini e le due Marie che sorreggono la Madonna che sta per svenire; sulla destra c'è Maria Maddalena disperata, che urla per il dolore, affiancata da Nicodemo in ginocchio di fronte a Gesù; sulla sinistra c'è Giovanni l'evangelista, in piedi, con lo sguardo rivolto verso il cielo, vicino a Giuseppe d'Arimatea in ginocchio.
Il compianto, più volte rimaneggiato, fu restaurato nel 1928 e nel 1998.


Eventi e feste[modifica]


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • 1 Ristorante Caramì, via Trescore 1, +39 0373 475641.
  • 2 Il Melograno (Al Pomgranat), via Benzoni 23 (località Scannabue), +39 0373 472609.
  • 3 La Fiesta, via Torlino 4 (località Cascine Capri), +39 0373 982636.
  • 4 Le Sisters Cafè, via Benzoni 23 (località Scannabue), +39 340 8346114.
  • 5 Trattoria del Tormo, via Roma 34, +39 0373 920054.
  • 6 Pizzeria Leon Rampante, via Marconi 17, +39 0373 920123.
  • 7 Agriturismo Agripina, via Roma 7, +39 0373 90208.


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]

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Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]

  • Pandino — Il castello mirabilmente conservato, ricco di affreschi per i quali è un esempio quasi unico in Lombardia, fa di Pandino una importante meta turistica del Cremasco e di tutta la regione.
  • Gradella, frazione di Pandino, fa parte dei Borghi più belli d'Italia; oltre all'aspetto intatto dell'urbanistica rurale del paese, con le costruzioni caratteristicamente dipinte di giallo con decorazioni in rossi mattoni, si può vedere la Villa Maggi.
  • Crema — La sua Cattedrale e la chiesa di Santa Maria della Croce sono i maggiori motivi di interesse; la città fu per quattrocento anni in possesso della Serenissima, periodo del quale conserva molti influssi architettonici e parte delle mura venete.
  • Lodi — Il centro monumentale in città e la Basilica di San Bassiano a Lodi Vecchio sono i principali punti di interesse.

Informazioni utili[modifica]


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