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Caderzone Terme

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Caderzone Terme
Caderzone Terme - Laghi di San Giuliano
Stato
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Posizione
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Caderzone Terme
Caderzone Terme
Sito istituzionale

Caderzone Terme è un centro del Trentino-Alto Adige.

Da sapere[modifica]

È del 2008 il cambiamento di nome da Caderzone a Caderzone Terme, sancito da un referendum popolare che ha così sottolineato l'inizio di una nuova epoca per il paese, che ha iniziato pochi anni prima a sfruttare sistematicamente le acque termali della fonte S.Antonio. Caderzone ha ricevuto la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.

Cenni geografici[modifica]

Caderzone Terme si trova nella zona centrale della Val Rendena in territorio trentino. Dista 55 km. da Trento e 100 da Brescia.

Cenni storici[modifica]

Per affermare la propria indipendenza dai centri della Val Rendena che già godevano di autonomia civica, Caderzone si affidò alla famiglia Lodron di Castel Romano nelle Giudicarie inferiori. Stabilitisi in Val Rendena intorno al 1302, i nobili Lodron si distinsero per violenza ed efferatezza. Uomini di legge, oltre che d'armi, seppero far prevalere Caderzone in tutte le dispute giuridiche che sorsero con gli altri paesi della valle. Consolidatasi la signoria del feudo di Caderzone, i Lodron lo tennero fino a quasi tutto il Quattrocento. Nel 1490 Marco Lodron fu decapitato dopo essere stato catturato in seguito ad un assedio alla sua Rocca posto dal massaro vescovile Marchetto Bertelio l'anno precedente. Il ritorno di tre dei suoi cinque figli riportò il paese ai Lodron, fino alla morte dell'ultimo, Biagio, ultracentenario.

Succedettero alla famiglia i nobili Bertelli di Vigo Preore, imparentatisi per matrimonio con l'ultima discendente. Con l'invasione napoleonica Caderzone entrò, con tutta la valle, nel regno di Baviera, poi nel Regno Italico, quindi nel Tirolo asburgico. Nel 1822 si estingue il casato Bertelli. Il 16 aprile 1831 l'Imperial Regia Amministrazione Catastale di Tione mise pubblicamente all'asta il feudo di Caderzone. Passate le guerre mondiali e l'emigrazione massiccia che ha caratterizzato tutte le comunità rendene, Caderzone trasse nuova linfa dallo sviluppo turistico che a partire dagli anni Sessanta interessò progressivamente tutta la valle, ed ha sviluppato un buon tessuto economico ed imprenditoriale in questo settore, il cui coronamento è stato sicuramente l'inizio dell'attività delle Terme.

Come orientarsi[modifica]


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

  • 1 Aeroporto di Bolzano-Dolomiti (IATA: BZO, ICAO: LIPB) (6 km dal centro di Bolzano), +39 0471 255 255, fax: +39 0471 255 202. Simple icon time.svg apertura al pubblico: 05:30–23:00; apertura biglietteria: 06:00-19:00; il check-in per voli da Bolzano è possibile solo da 1 ora ad un massimo di 20 minuti prima della partenza. Piccolo scalo regionale con voli di linea da e per Lugano e Roma con Etihad Regional (by Darwin Air). In alcuni periodi dell'anno, la compagnia Lauda Air collega la città con Vienna una volta a settimana. Più numerosi invece i voli charter.
  • 2 Aeroporto di Verona (Catullo), Caselle di Sommacampagna, +39 045 8095666, @ .
  • 3 Aeroporto di Brescia (D'Annunzio), Via Aeroporto 34, Montichiari (I collegamenti con l'aeroporto di Brescia sono garantiti dai trasporti pubblici tramite il bus/navetta. La fermata a Brescia città è situata alla stazione dei pullman (numero 23), mentre quella dell'aeroporto è al fronte terminale. Sono inoltre previsti collegamenti per la città di Verona attraverso la linea bus/navetta 1), +39 045 8095666, @ . Solo Charter

In auto[modifica]

  • Autostrada A22 Italia.svg • Uscita "Rovereto Sud" in direzione Sarche, Tione, Campiglio (dal casello 70 km circa a Pinzolo) autostrada del Brennero
  • Uscita "San Michele all'Adige" in direzione Mezzolombardo, Cles, Dimaro, Madonna di Campiglio (dal casello 67 km a Campiglio) autostrada del Brennero
  • Uscita consigliata Trento Centro in direzione Riva del Garda, Tione, Pinzolo (60 km dal casello) autostrada del Brennero
  • Autostrada A4 Italia.svg Uscita "Brescia Est" autostrada Milano-Venezia in direzione Lago d'idro, Tione, Madonna di Campiglio
  • Strada Statale 239 Italia.svg È attraversato dalla strada statale 239 Dimaro - Tione di Trento

In treno[modifica]

In autobus[modifica]

  • Italian traffic sign - fermata autobus.svg Collegamenti diretti da Trento, Milano, Brescia.


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

  • Terme. Le Terme di Caderzone, Fonte Sant'Antonio , sono situate nel centro storico del paese. L'apertura al pubblico è del 2004, ma la storia delle sue acque termali risale a tempi più lontani. Le prime citazioni storiche delle qualità salutari delle acque risalgono al Seicento. Bisogna però attendere i primi anni del Novecento perché si compiano i primi tentativi del loro utilizzo; nel 1950 si hanno le prime analisi chimiche ufficiali, con conseguenti studi delle Università a partire dal 1990. Per le sue proprietà l'acqua delle Terme Val Rendena Fonte S.Antonio sono particolarmente indicate per il trattamento delle vasculopatie periferiche, delle affezioni dermatologiche, delle affezioni osteoarticolari e delle patologie dell'apparato respiratorio.
  • Palazzo Lodron Bertelli. Risale al Seicento e fu voluto dai conti Bertelli come residenza di campagna. La peste del 1630 ne vide l' utilizzo come lazzaretto, che venne circondato da un'alta recinzione e a guarda del quale fu messo un responsabile, ad evitare la fuga di persone colpite dalla peste. Vicino all'edificio c'era il cimitero degli appestati; il luogo fino all'ottocento venne considerato sacro. Un tempo vi esisteva un cappelletta dedicata a Maria Santissima.
  • Chiesa parrocchiale di San Biagio. La preesistente chiesa fu ricostruita nell'aspetto attuale nel 1854. Il campanile è quello antico risalente al Duecento. Sulla facciata è presente un affresco della Madonna Immacolata con la scritta di dedicazione della chiesa a San Biagio, San Giuliano e alla Beata Maria Vergine. Il grande portale di ingresso è in granito.
All'interno si conservano nel primo altare di destra un San Gerolamo di autore ignoto databile al XVI secolo; statue lignee di San Giuliano e della Madonna del Rosario col Bambino; l'altare maggiore in marmo di Carrara. Caratteristica unica in Val Rendena è la Via Crucis in pino cimbro opera dello scultore gardenese Vincenzo Mussner, che rappresenta nelle 14 stazioni episodi non canonici: l'istituzione dell'Eucarestia, l'orto degli ulivi, il bacio di Giuda, la condanna di Gesù, la flagellazione, Cristo porta il patibulum, il Cireneo porta la croce, Gesù rincuora le donne, Gesù solo con l'amarezza nel cuore, Gesù inchiodato sulla Croce, la Crocifissione, Gesù ferito al costato, la Deposizione, la Resurrezione.
  • Ex scuderie Lodron Bertelli - Museo della malga. L'edificio che ospitava le scuderie di Palazzo Lodron Bertelli dopo un sapiente restauro è divenuto sede del Museo della Malga, che vuole ricordare e tramandare nel tempo il ricordo del mondo antico legato a queste strutture.
  • Museo della Malga, Rione Lodron Bertelli, +39 3382428100, fax: +39 0465804848, @ . Orario d'apertura: 9/12 e 15-18 (chiuso il lunedì) nei mesi di luglio e agosto- Altri periodi; 9-12 e 15.18 (chiuso la domenica)
  • Ex Lazzeretto.
  • Malghe. Le malghe sono costruzioni alpine che servivano ai pastori e ai mandriani per l'alpeggio. Collocate in posizioni che offrono straordinari panorami, si sono conservate immutate nel tempo anche grazie alla difficoltà ad essere raggiunte. Le malghe di Caderzone sono: malga Campo, Campastril, San Giuliano e Garzonè, e sono nominate in un documento del 1506 che regolamentava l'alpeggio. Ogni altra notizia documentale antica è invece andata persa in un incendio del castello dei Lodron dove era conservato l'archivio.
La struttura muraria della malga è spesso costituita da grossi massi di tonalite sduadrati e messi in opera a secco.In alcune invece le pareti sono fatte di tronchi di larice.. L'unica apertura è data dalla porta d'ingresso.
  • Maso Curio. È una monumentale costruzione documentata fin dagli inizi del Trecento, pregevole esempio dell'architettura rurale rendenese. Si trova nell'ampia zona agricola del paese. Ha ricevuto numerosi reastauri per mantenerlo nella sua originaria funzione dell'allevamento del bestiame che vi viene praticato secondo le antiche modalità.
Lo zoccolo in muratura del maso è sormontato da una struttura in legno con un porticato con colonne di larice poggiate su pietre di granito. Sulla facciata orientale un affresco sacro raffigura Sant'Antonio Abate protettore degli animale e Santa Barbara protettrice dagli incendi e riporta la data 1537, anno di una ricostruzione del maso. Santa Barbara è raffigurata con il maso che brucia, colpito da un fulmine. Le colonne di larice che reggono il portico e parecchie travi recano infatti le tracce del fuoco e e tagli delle accette che hanno asportato le parti bruciate.
  • Laghi di San Giuliano e Garzone. Sul lato dell'Adamello, partendo da Caderzone si raggiungono a quota 1950 metri circa i due laghi di San Giuliano e quello di Garzonè (comunemente chiamati Laghi di San Giuliano), legati alla leggenda di un eremita. Sono entrambi ricchi di pesce.
Vicino al lago di San Giuliano si trova l'omonimo rifugio a 1960 metri di altitudine. Aperto nella stagione estiva dal 20 giugno al 20 settembre dispone di posti letto e ristorante.
  • Chiesa di San Giuliano al Monte. Sul lago omonimo si trova la chiesetta romitorio di San Giuliano, edificio che fu fatto restaurare nel 1488 dai conti Lodron. Frequentata dal Vescovo di Trento amico dei Bertelli, successivi signori di Caderzone, le furono destinati come dono vescovile una tazza d'argento, un messale e una sontuosa veste ricamata in oro zecchino che il parroco indossa tuttora per Natale, Pasqua e per la Sagra del paese.
L'attuale chiesetta risale al 1868, anno della sua ricostruzione indicato sull'architrave.
La leggenda
L'acqua della fonte del vicino antico eremo (ruderi) è creduta letale per tutti i rettili, specialmente quelli velenosi. San Giuliano, protettore contro i serpenti velenosi, è raffigurato in un quadro custodito nella cappella con due serpi soffocate in mano. Copia del quadro viene esposta nella chiesa parrocchiale il giorno di San Giuliano.
  • Via Vecchia. È un sentiero in acciottolato con muretti a secco che lo delimitano. Costituiova il percorso per raggiungere con le mandrie i pascoli più in quota e per portare a valle legna e prodotti dell'agricoltura e dell'attività casearia delle malghe. La manutenzione di questo tipo di percorsi montani era particolarmente importante per la vita e l'attività delle passate popolazioni della valle, tant'è vero che i rendenesi si erano dati regole particolarmente rigide.


Eventi e feste[modifica]

  • Festa dell'agricoltura. Simple icon time.svg la prima domenica di agosto. L'evento è dedicato alla razza bovina Rendena e vuole nel contempo riconoscere l'importante lavoro degli agricoltori nella valle.Per le vie del paese viene rappresentata la transumanza delle mucche, con accompagnamento dei carri con fieno e attrezzi delle stalle e della mungitura. Il corteo di bovini e di spettatori si porta nella piana di Curio, dove all'imbrunire viene acceso un grande falò. Si procede poi alla degustazione di prodotti tipici, alcuni dei quali realizzati al momento.


Cosa fare[modifica]

  • Golf Club Val Rendena

Si estende per 250.000 metri quadrati a cavallo dei territori di Caderzone Terme, Strembo e Bocenago.Il percorso si sviluppa su 9 buche par 35, dispone di campo pratica, puyyin green,pitchin green. La struttura ha ristorante, pro shop e solarium.

Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]

Poste[modifica]

  • Poste italiane, via San Lorenzo 30 (a Pinzolo), +39 0465 503062, fax: +39 0465 501279. * Poste italiane, via San Vigilio 1/C (a Spiazzo), +39 0465 801108, fax: +39 0465 801221.


Tenersi informati[modifica]

  • Giornale delle Giudicarie [1] - notiziario online


Nei dintorni[modifica]

  • Pinzolo — A metà strada fra Pinzolo e Carisolo la chiesa cimiteriale di San Vigilio, con i celebri affreschi della Danza Macabra e della serie dei Sette Peccati Mortali dipinti da Simone Baschenis nei primi decenni del Cinquecento, rappresenta uno dei migliori e più importanti esempi di chiesa dipinta della Val Rendena.
  • Carisolo — All'imbocco della Val Genova, la chiesa cimiteriale di Santo Stefano, isolata in posizione panoramica su un promontorio fuori paese, conserva importanti cicli pittorici dei Baschenis.
  • Madonna di Campiglio — Una delle più famose località di villeggiatura estiva e di sport invernali di tutto l'arco alpino, rinomata già in epoca asburgica, quando poteva vantare la frequentazione della famiglia imperiale austriaca.
  • Cascate di Nardis - Val di Genova
  • Parco naturale Adamello-Brenta
  • Lago di Garda — La punta trentina del lago annovera i centri turistici di Riva del Garda, Arco, Torbole.
  • Trento — Capoluogo della regione, il suo simbolo è il Castello del Buonconsiglio, il più vasto e rilevante complesso monumentale del Trentino-Alto Adige. Ha ospitato, dal secolo XIII fino a tutto il XVIII, i principi vescovi di Trento.


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