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Parco naturale Adamello-Brenta

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Parco naturale Adamello-Brenta
Panorama d'Adamello
Tipo area
Stato
Regione
Provincia
Superficie
Sito istituzionale

Parco naturale Adamello-Brenta è situato nel Trentino-Alto Adige.

Da sapere[modifica]

Cenni geografici[modifica]

Esemplare di orso bruno presso il lago di Tovel1
Gruppo del Brenta - Una entrata nel parco Adamello-Brenta

Il Parco naturale Adamello-Brenta [1] si trova nel Trentino ed è costituito dai gruppi montuosi del massiccio dell'Adamello-Presanella (in parte) a ovest e del Gruppo di Brenta ad est, separati dalla Val Rendena. È l'area protetta più vasta del Trentino. La sede dell'Ente che ne cura la gestione è a Spiazzo in Val Rendena.

Flora e fauna[modifica]

Simbolo del Parco è l'orso bruno, presenza di spicco fra la pur numerosa fauna che popola il suo territorio. La tutela dell'orso bruno è stata anzi la principale motivazione della nascita del parco; questo animale autoctono è stato a lungo oggetto di caccia e di persecuzione al punto che era diventato a rischio estinzione, pericolo che è stato scongiurato con l'introduzione di severe misure di protezione oltre ad un piano di ripopolamento che ha dato ottimi risultati. Oltre all'orso bruno il parco vanta la presenza di numerose specie animali montane, quali camosci, cervi, stambecchi, mufloni, caprioli, aquile, volpi, tassi, martore, ermellini, marmotte,scoiattoli (compresi i cosiddetti scoiattoli volanti), galli cedroni, pernici bianche e tante altre ancora.

La reintroduzione dello stambecco, la cui estinzione si era verificata già alcuni secoli fa, a causa di una caccia indiscriminata, è provvedimento abbastanza recente e sta dando buoni risultati.

I dati di un recente censimento faunistico danno per presenti nel Parco specie di anfibi, 11 di rettili, 15 di pesci, 51 di mammiferi (con quasi 4.000 caprioli, 7.500 camosci e 1.300 cervi) e 92 specie di uccelli nidificanti, fra i quali si segnala una ventina di coppie di aquile reali.

Di grande varietà anche il patrimonio vegetale; si calcola che dei 618 chilometri quadrati del Parco le foreste interessino circa un terzo dell'intero territorio. Varia e numerosissima è la presenza di fiori e arbusti montani, una flora che è presente con più di 1.200 specie, molte delle quali endemiche e rare.

La flora del parco ha inoltre la caratteristica di essere distinta; infatti le specie del gruppo Adamello-Presanella non sono presenti sul roccioso Gruppo di Brenta e viceversa. Fra i fiori più ammirati le stelle alpine, le orchidee chiamate popolarmente scarpette della Madonna, il raponzolo di montagna e il giglio martagone. Il sottobosco è inoltre particolarmente ricco di svariate specie di funghi, la cui raccolta è rigorosamente regolamentata da una attenta legge provinciale.

Cenni storici[modifica]

Il Parco venne istituito nel 1967, ed interessava un'area di 504 chilometri quadrati. Successivamente si venne sempre più delineando e completando tutta una serie di interventi legislativi volti alla tutela del Parco ed alla protezione della fauna e della flora, nonché alla reintroduzione di alcune specie autoctone scomparse.

Nel 1987 un radicale intervento ridisegnò la geografia del Parco, il cui territorio fu ampliato fino al raggiungimento dei 618 chilometri quadrati, che sono le sue dimensioni attuali. Nel 1988 infine la Provincia Autonoma di Trento gli diede personalità giuridica con la creazione dell'Ente Parco Adamello-Brenta, che vede coinvolti nella sua gestione anche i rappresentanti delle 35 amministrazioni comunali il cui territorio è interessato anche parzialmente al Parco, oltre ai rappresentanti delle associazioni ambientaliste, venatorie e alpinistiche.

Come arrivare[modifica]


Permessi/Tariffe[modifica]


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Il parco è naturalmente un'esplosione di bellezze naturali, che vanno dal verde lussureggiante dei boschi della zona dell'Adamello, che nelle sue vette più alte ospita anche ghiacciai, alle sfumature rosate delle rocce dolomitiche del Brenta costellato di rifugi alpini.

Tutto il parco è traversato da percorsi provvisti delle necessarie segnalazioni, da effettuarsi a piedi, che portano alla scoperta delle zone più consigliate:

Lago di Tovel
Cascate Nardis
Chiesetta Brentei
Val di Fumo
  • Val Genova, con le cascate Nardis

Valle incontaminata, al cui imbocco dalla Val Rendena si trova l'abitato di Carisolo. Ricca di flora e fauna (non inconsueti avvistamenti di orsi bruni) conduce ai rifugi e al ghiacciaio dell'Adamello. Vedere Carisolo

  • Laghi di San Giuliano

Sul lato dell'Adamello, partendo da Caderzone Terme si raggiungono a quota 1950 metri circa i due laghi di San Giuliano e quello di Garzonè (comunemente chiamati Laghi di San Giuliano), legati alla leggenda di un eremita. Sono entrambi ricchi di pesce.

  • Cinque Laghi

Il giro dei Cinque Laghi è un percorso di circa cinque ore di cammino e si svolge nelle montagne di Madonna di Campiglio dalla parte del gruppo montuoso Adamello-Presanella. Tocca laghi di origine glaciale, a diverse altitudini: Ritorto (2.056 m.), Nero (2.236 m.), Gelato (2.386 m.), Seròdoli (2.368 m.) e Nambino (1.767 m.), ed offre uno scenario di cime maestose perché interessa l'anfiteatro montuoso che divide la Val Nambrone dai ghiacciai della Presanella.

  • Val di Fumo

È la parte superiore della Val di Daone o Val Daone, ed è nota oper la sua natura selvaggia e la ricchezza delle acque; si insinua nel massiccio dell'Adamello ed è raggiungibile da Daone.

  • Val di Tovel, con il suo famoso lago rosseggiante

L'arrossamento delle acque del lago di Tovel da tempo non si ripete più a causa della diminuzione drastica della presenza dell'alga Glenodinium sanguineum che ne determinava la particolare colorazione. Questo fenomeno l'ha reso famoso in tutto il mondo, e nonostante non sia più il lago rosso la sua notorietà è comunque rimasta enorme.

  • Val Agola, o Valagola

Il lago di Valagola è situato sul versante orientale della Val Rendena, dal lato del Gruppo Brenta. Il suo specchio d'acqua è di 13.000 metri quadrati e si trova ad un'altitudine di circa 1.600 metri; ai piedi delle Dolomiti di Brenta, è uno dei pochi laghi dolomitici, assieme a quello di Tovel.

  • Val d'Algone

Dalla Val d'Algone si può raggiungere il rifugio Dodici Apostoli, a 2.487 metri di altitudine fra le rocce delle dolomiti di Brenta.

  • Valle delle Seghe

In territorio di Molveno prende il nome dal rio omonimo che la percorre in tutta la sua lunghezza.

  • Val Nambrone

Il lago di Nambrone (versante Adamello-Presanella) si trova ai confini del Parco, a 2.436 metri di altitudine ed ha una superficie di 35.000 metri quadri. Ha acque cristalline ed è immerso in un ambiente quasi selvaggio. Partendo nei pressi di Sant'Antonio di Mavignola si percorre la Val Nambrone, che si sviluppa verso il gruppo Adamello-Presanella e conduce ai due laghi di Cornisello, e proseguendo ancora al lago Vedretta. Il lago Cornisello inferiore è a quota 2.112, quello superiore a quota 2.112-.

Il lago Vedretta, a ben 2.603 metri di altitudine, è il più grande fra i numerosi laghi situati a queste quote; il suo specchio d'acqua infatti è esteso ben 87.000 metri quadrati.

  • Vallesinella

Si stacca dalla Val Rendena a Campiglio. Ė nota per la sua ricchezza di boschi e di acque, che vi formano tre cascate Alta, Di Mezzo e Sotto, oltre a diversi salti d'acqua e grotte scavate nella roccia dolomitica, che variano da una lunghezza tra i 523 e i 386 metri. Le grotte si trovano già a buone altitudini, là dove la ricca vegetazione della valle lascia il posto alle rocce e ai ghiaioni dolomitici.

Dalla Vallesinella si raggiungono in quota i rifugi Quintino Sella e Tuckett.

Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]


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