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Predazzo

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Predazzo
Panorama di Predazzo
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Predazzo
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Sito istituzionale

Predazzo è una città del Trentino-Alto Adige.

Da sapere[modifica]

È il centro più popoloso della Val di Fiemme, il cui capoluogo è Cavalese.

Cenni geografici[modifica]

Situato alla confluenza del torrente Travignolo, proveniente dal gruppo dolomitico delle Pale di San Martino, nel fiume Avisio, proveniente dalla cima della Marmolada, è il comune più a monte della Val di Fiemme. Dista 64 km da Trento, 48 da Bolzano, 48 da Agordo, 10 da Moena, 14 da Cavalese.

Cenni storici[modifica]

Le origini risalgono all'anno 1100 circa. Il suo nome figura per la prima volta in un documento del 1050 che determinava il confine fra la Diocesi di Trento e quella di Bressanone. A quei tempi il fondovalle era un grande prato da pascolo lungo i due torrenti che dilagavano a piacimento da un monte all'altro. Nei punti più sicuri dalle acque incominciarono a sorgere le prime capanne ad uso dei pastori di Tesero, i quali poi vi fissarono dimora stabile, dissodarono e bonificarono il terreno ed eressero le prime abitazioni.

La tradizione dice che fu Margherita Maultasch, contessa del Tirolo, a lasciare il Monte Feudo ai predazzani nel XIV secolo. In realtà la Regola del Feudo fu il risultato di una serie di investiture di "feudi rustici" da parte dei Principi Vescovi. La Regola Feudale è quindi una proprietà di diritto privato, la cui successione avviene in linea mascolina secondo il diritto gerarchico. I "Vicini" sono attualmente circa 800 raggruppati per i cognomi più antichi. In autunno, il giorno di San Martino, vengono ritirate da ogni vicino le "regalie", che sono parte degli ultimi proventi della gestione del bosco. Tutta l'amministrazione ha sede all'interno del "Palazzo della Regola", che affaccia sulla centralissima via Roma.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri[modifica]

Predazzo è costituito dai seguenti quartieri:

  • Birreria — Rione adiacente a Poz, chiamato così per la presenza di una Birreria (ormai chiusa) in prossimità dell'uscita verso nord di Predazzo.
  • Borgonuovo — Insieme a Poz, risulta essere la parte più recente di Predazzo. Abitazioni nuove, costruite anche in prossimità dei campi ippici e calcistici. Si trova a sud di Predazzo. Il Travignolo segna una linea di confine fra il rione Molin e quello di Borgonuovo.
  • Iscia (Ischia) — Rione adiacente a Poz e Sommavilla, comprende diverse costruzioni e fienili storici. si trova a nord di Predazzo.
  • Iscìon — Zona in prossimità di Borgonuovo e dell'alveo del Travignolo, Comprende le maggiori imprese del comune, insieme ad un centro commerciale. Si trova a sud di Predazzo
  • Molin — Il nome di questo rione deriva dalla presenza di mulini e canali d'acqua nei primi del Novecento. Prima dell'avvento della luce elettrica, infatti, numerose manifatture sfruttavano la forza idraulica data dal corso delle acque convogliate in canali artificiali (rogge). Esso si trova a ovest di Predazzo, ai piedi del Pelenzana. Costruzioni prevalentemente recenti.
  • Poz — Parte molto recente di Predazzo, si trova in prossimità dell'acquedotto comunale a nord dell'abitato, ai piedi del monte Mulat.
  • Pè de Pardac (Piè di Predazzo) — Centro storico di Predazzo, situato tra Sommavilla e Molin.
  • Somaìla (Sommavilla) — Rione che segna la fine della valle del Travignolo. Nelle vicinanze della piazza, è considerato in parte centro storico. L'estensione è prevalentemente a est

Il suo territorio comunale comprende inoltre i paesi di Bellamonte, Fòl, Coste, Zaluna, Mezzavalle e Paneveggio.

Bellamonte, frazione di Predazzo, è comunemente considerata una delle località più suggestive della Val di Fiemme, grazie alla sua fortunata posizione, con uno dei più bei panorami sul gruppo delle Pale di San Martino e alle vaste praterie che circondano le caratteristiche baite in tronchi scuri e pietre.

Paneveggio (Panevege in dialetto locale) è sede del più visitato tra i centri visitatori del Parco naturale Paneveggio - Pale di San Martino ed il recinto dei cervi, gestito sempre dal Parco Naturale. La località non conta ormai più alcun residente fisso nell'arco dell'anno, salvo la saltuaria presenza di ricercatori nella foresteria del parco. Nella frazione sono presenti il vecchio ospizio per i viandanti e la chiesetta dedicata a Maria Vergine ricostruita nelle forme attuali dopo la distruzione a causa della prima guerra mondiale. Da qui proviene il famoso abete di risonanza che utilizzò Stradivari per fabbricare i suoi violini.

Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

Italian traffic signs - direzione bianco.svg

  • 1 Aeroporto di Bolzano-Dolomiti (IATA: BZO, ICAO: LIPB) (6 km dal centro di Bolzano), +39 0471 255 255, fax: +39 0471 255 202. Simple icon time.svg apertura al pubblico: 05:30–23:00; apertura biglietteria: 06:00-19:00; il check-in per voli da Bolzano è possibile solo da 1 ora ad un massimo di 20 minuti prima della partenza. Piccolo scalo regionale con voli di linea da e per Lugano e Roma con Etihad Regional (by Darwin Air). In alcuni periodi dell'anno, la compagnia Lauda Air collega la città con Vienna una volta a settimana. Più numerosi invece i voli charter.
  • 2 Aeroporto di Verona (Catullo), Caselle di Sommacampagna, +39 045 8095666, @ .
  • 3 Aeroporto di Brescia (D'Annunzio), Via Aeroporto 34, Montichiari (I collegamenti con l'aeroporto di Brescia sono garantiti dai trasporti pubblici tramite il bus/navetta. La fermata a Brescia città è situata alla stazione dei pullman (numero 23), mentre quella dell'aeroporto è al fronte terminale. Sono inoltre previsti collegamenti per la città di Verona attraverso la linea bus/navetta 1), +39 045 8095666, @ . Solo Charter


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Chiesa arcipretale dei Santi Filippo e Giacomo
  • 1 Chiesa arcipretale dei Santi Filippo e Giacomo. Chiesa ottocentesca in stile neogotico, fu costruita tra il 1866 e il 1870 nel centro del paese al posto della più antica chiesa di San Giacomo, costruita nel 1223, ampliata intorno al 1500 e poi demolita perché inadeguata alle esigenze del culto dopo un forte incremento della popolazione.
La chiesa fu progettata dall'ingegnere Michele Mayer e presenta un impianto longitudinale a tre navate precedute dal nartece, con campanile al centro della facciata. La costruzione rappresenta uno dei pochi esempi in territorio trentino di "revival" neogotico.
La facciata, rivolta a nord-ovest, presenta come elemento centrale della composizione il campanile, che conferisce slancio all’intero prospetto ed è racchiuso all’interno di robusti contrafforti. Nella parte centrale della facciata dal basso verso l’alto si trovano il portale ogivale d'ingresso, tre piccole nicchie occupate dalle statue in stucco del Cristo e dei santi Filippo e Giacomo, una trifora gotica traforata con motivi lobati. La facciata è sormontata da una semplice cornice in pietra e poco sopra da un coronamento orizzontale a guglie rovesciate in rilievo.
Al di sopra il campanile è caratterizzato da una cella dotata su ogni lato di un’alta monofora ogivale, traforata al centro da una bifora lobata, e da un tamburo che accoglie sui quattro lati altrettante finestrelle gotiche bipartite. Sui timpani di chiusura poggiano infine otto acroteri a guglie e sopra si eleva la copertura piramidale a pianta ottagonale che termina in una croce in metallo.
Sui lati la facciata presenta murature più compatte, con semplici monofore tra i contrafforti centrali e quelli laterali.
I fronti delle navate laterali sono arretrati rispetto alla parte centrale del nartece e delimitati ai lati esterni da contrafforti angolati. Questi presentano due portali laterali, simili al principale ma di minori dimensioni, sovrastati da altrettanti rosoni e da feritoie.
Il fianco meridionale è scandito da contrafforti in pietra tra i quali si aprono delle monofore gotiche. In corrispondenza della quinta campata inoltre, al posto della finestra si apre un portale del tutto simile a quelli minori della facciata e sormontato anch’esso da una rosone. Il fianco sinistro dell’edificio, rivolto alla piazza, è del tutto simile a questo.
La parte del presbiterio e dell'abside è decorata esternamente da contrafforti in pietra rastremati e coperti da brevi tetti di protezione a due falde. Sono presenti inoltre grandi monofore gotiche e un’apertura circolare sulla parete fondale dell’abside. Nella parte corrispondente al presbiterio è presente la sacrestia, dotata di un portale a sesto acuto e due monofore ogivali.
Le tre navate sono coperte da volte gotiche e separate da colonne monolitiche a pianta ottagonale; i cinque altari, il pulpito, la cantoria, i banchi e i confessionali sono tutti realizzati in stile gotico. I dipinti delle volte e ai lati degli altari sono datati rispettivamente al 1912 e al 1937. Gli affreschi del presbiterio, realizzati dal pittore Eugenio Cisterna di Roma, risalgono ai primi anni del XX secolo. Al suo interno, tra angeli, scritte bibliche e motivi geometrici e floreali, sono rappresentati quattro santi: a sinistra santa Agnese, vergine e martire (giglio e fuoco), e san Vigilio martire, vescovo di Trento, e a destra santa Barbara, martire, patrona dei minatori (palma e fiaccola), e san Nicolò protettore contro la peste e le malattie. Sopra gli archi acuti della navata centrale, tra il presbiterio e la cantoria, si trovano le figure degli apostoli (sei per lato).
L'altar maggiore risulta ricco di ornamenti, con statue del Cristo risorto e maestro, di San Pietro e San Paolo. Sono inoltre presenti quattro altari laterali, dedicati rispettivamente alla Madonna del Rosario e a san Giuseppe (navata laterale sinistra), e a sant’Antonio abate e sant’Elena (navata laterale destra). La pala dell’altare maggiore è stata dipinta da Ugo Guardabassi di Roma e raffigura il Cristo maestro con i santi Filippo e Giacomo, patroni della chiesa e del paese.
Sul presbiterio, sopra le porte delle sagrestie, sono collocate due tele: un San Giorgio del pittore cavalesano Cristoforo Unterperger (1732 – 1798), e una Madonna immacolata, del predazzano Bartolomeo Rasmo (1810 – 1846).
Le quattordici stazioni della via crucis sono opera del pittore moenese Gian Battista Chiocchetti.
La facciata principale del Forte Dossaccio
  • 2 Forte Dossaccio (in tedesco Werk Dossaccio). È un forte militare austroungarico situato nei pressi della frazione Paneveggio. Appartiene al "sottosbarramento di Paneveggio" facente parte dello "Sbarramento Passo Rolle" del "Subrayon IV" del grande sistema di fortificazioni austriache al confine italiano.

Il forte è posizionato a quota 1838 metri sul monte omonimo nei pressi di Predazzo e fungeva da baluardo alle incursioni da oriente verso la valle del torrente Travignolo. Disponeva di un collegamento telefonico e ottico-telegrafico con i vicini forte Buso e forte Someda; era inoltre collegato con la centrale telefonica di Predazzo e San Martino. Subito dopo l'inizio della guerra i cannoni vennero spostati fuori e nelle cupole corazzate vennero inseriti dei tronchi, per confondere gli italiani.

Il forte è raggiungibile in 1,5 ore affrontando un dislivello di circa 300 metri. Lungo la SS50, provenendo da Rolle, circa 100 metri più oltre di Paneveggio, si trova una strada forestale nei pressi dell'attraversamento del rio di Costagnella - Lusia.

Il Forte Buso sulle rive del Lago di Paneveggio

3 Forte Buso (Forte Albuso). È un forte militare austro-ungarico situato nei pressi della frazione Paneveggio. L'opera di costruzione della fortificazione austro-ungarica iniziò nel 1890 e finì nel 1895. Solamente nel 1912 subì un ulteriore riammodernamento. Il forte si compone di un blockhouse disposto su due piani e contornato da un ampio fossato. Alcune trincee e camminamenti collegavano questo forte al sopraelevato forte Dossaccio, mentre altri conducevano ad altre postazioni esterne. In totale, l'armamento previsto per questo forte era pari a 4 cannoni da 120 mm (6 cannoni da 90 mm. Mod. 4 secondo altre fonti). Solamente nel 1916 si decise di aggiungere all'esterno dai 3 ai 5 pezzi di piccolo calibro.

Al suo interno il forte ospitava una guarnigione di 134 soldati e 4 ufficiali in tempo di guerra, mentre normalmente vi si trovavano 57 (o 60) militari. I forti Buso e Dossaccio erano collegati sia telegraficamente che otticamente. Il forte sorge al limite orientale del Parco naturale Paneveggio - Pale di San Martino, nel territorio del Comune di Predazzo. Per raggiungerlo bisogna superare il paese di Predazzo e seguire la strada per il passo Rolle; dopo la località di Bellamonte, dopo alcuni tornati si trova sulla destra la diga che sbarra il corso del torrente. Proprio sopra ai centri di controllo della diga si trova il forte. Essendo questo però parte della società Primiero Energia Spa, risulta imperativo ottenere un permesso per entrare.

  • Palazzo della Regola Feudale (antico Palazzo Maultasch).
  • Museo geologico delle Dolomiti.

Siti di interesse ambientale[modifica]

  • 4 Lago di Paneveggio (Lago di forte Buso). È un lago artificiale nato a seguito della costruzione di una diga nel territorio comunale di Predazzo nella frazione di Paneveggio. Si trova nella valle del rio Travignolo, tra il Dossaccio e le Cime di Bragarolo, facenti parte della Catena del Lagorai. La strada statale 50 nel tratto che congiunge Passo Rolle a Bellamonte, ne lambisce la costa settentrionale. Molte scuole della regione soggiornano per circa una settimana per studiare la struttura della diga e l'ambiente circostante, che rientra nel Parco naturale Paneveggio - Pale di San Martino.
  • 5 Parco naturale Paneveggio - Pale di San Martino. È un'area protetta regionale istituita dalla Provincia autonoma di Trento nel 1967. Il Parco include aree molto diverse: comprende infatti la parte trentina del gruppo dolomitico delle Pale di San Martino (che si estende anche in provincia di Belluno), ma anche il settore orientale del massiccio del Lagorai, composto da rocce magmatiche (per la maggior parte porfidi). Fanno parte del parco diverse valli comprese nel comprensorio di Primiero: nel territorio del Parco si estende anche la nota foresta di abeti rossi di Paneveggio, situata nei comuni di Predazzo, Tonadico e Siror. I siti di interesse all'inerno dell'area sono: Pale di San Martino, Val Venegia, Cima Bocche-Lusia, Foresta di Paneveggio, Lagorai orientale.

Eventi e feste[modifica]

  • Giro dei 12 masi (Catanaoc en festa). Rievocazione storica e percorso enogastronomico che lambisce una zona del centro. Di anno in anno la manifestazione si svolge in un rione diverso del centro.
  • Fuochi di San Martino. Simple icon time.svg 11 novembre. Secondo l'antica tradizione vengono accese le "Ase" (grandi pire/falò) sui pendii circostanti i sei rioni; segue corteo con i campanacci per le vie del paese.
  • Mercato di San Giacomo (patrono del paese). Simple icon time.svg 25 luglio. Fino al 2010 il mercato si teneva sulla periferica via Marconi. Dal 2011 è ritornato in centro, in una posizione di pregio assai maggiore, lambendo le vie Trento, Roma, Cesare Battisti, IX Novembre, Garibaldi e il piazzale fianco-municipio di Piazza SS. Filippo e Giacomo


Cosa fare[modifica]

Assai sviluppate le attività turistiche, sia invernali (comprensori sciistici del Feudo-Latemar, Bellamonte-Lusia e Rolle) che estive (Parco naturale Paneveggio - Pale di San Martino).,

  • Salto con gli sci. A Predazzo è presente uno stadio all'aperto per il salto con gli sci dedicato a Giuseppe Dal Ben. Esso ha ospitato i Campionati mondiali di sci nordico nel 1991 nel 2003 e nel 2013. Inoltre sono presenti tre trampolini scuola: il primo è un HS 35 punto K 33 chiamato Stalimen scuola, il secondo è un HS 20 con punto K 19 chiamato Fiamme Gialle e il terzo è un HS 16 con punto K 15 chiamato baby. Vi è la possibilità di utilizzarli sia nel periodo invernale che in quello estivo.

Nel mondo sciistico Predazzo è famosa per essere sede della Scuola Alpina della Guardia di Finanza; fondata nel 1920 è la scuola alpina militare più antica del mondo, dove ancor oggi vengono addestrati i militari delle Fiamme Gialle specializzati nel soccorso alpino e dove ha sede anche il gruppo sciatori Fiamme Gialle. All'interno del complesso della caserma, la cui costruzione fu iniziata nel 1916 dagli austriaci, è possibile visitare anche il Museo Storico della Scuola Alpina, che si va arricchendo di cimeli e donazioni da parte di civili ed ex-Fiamme Gialle: in esso sono custoditi moltissimi cimeli bellici ma anche sportivi, a testimoniare la militanza di numerosi campioni (tra gli altri Gustav Thöni, campione del Mondo e successivamente maestro di Alberto Tomba, ma anche Cristian Zorzi, campione olimpico a Torino nella 4x10 km, Polig e Kristian Ghedina) nel Gruppo Sciatori Fiamme Gialle.

Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]


Dove alloggiare[modifica]


Sicurezza[modifica]


Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]

Itinerari[modifica]

  • Passi dolomitici — L'itinerario percorre i passi più scenografici delle Dolomiti, dove la roccia e la natura sono protagoniste.


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