Scarica il file GPX di questo articolo
Europa > Italia > Italia nordorientale > Friuli-Venezia Giulia > Venezia Giulia > Gorizia

Gorizia

Da Wikivoyage.
Jump to navigation Jump to search
Gorizia
Gorizia vista N-O dal Monte Calvario.JPG
Stato
Regione
Territorio
Altitudine
Abitanti
Prefisso tel
CAP
Fuso orario
Patrono
Posizione
Mappa dell'Italia
Gorizia
Gorizia
Sito del turismo
Sito istituzionale

Gorizia (in sloveno Gorica) è una città del Friuli-Venezia Giulia, capoluogo della provincia omonima.

Da sapere[modifica]

Cenni storici[modifica]

Il nome della città deriva con ogni probabilità dalla parola slovena gorica, che significa montagnola, riferito al rilievo su cui intorno all'XI secolo sorse un castello, che venne diviso per volontà dell'imperatore Ottone III tra il patriarca d'Aquileia e un nobile. In quell'occasione, nel 1001 Goriza venne nominata per la prima volta.

In seguito l'abitato si sviluppò lungo il fianco occidentale del colle. Fu capitale di un potentato, importantissimo nel XIV secolo, che prese a declinare dopo alcune sconfitte militari. Nel 1500 per volontà dell'ultimo conte morto senza eredi passò, dopo accese dispute con Venezia, agli Asburgo.

Sotto i vari imperatori Gorizia patì alcune guerre con Venezia, come nel 1615-1617, ma soprattutto conobbe un grande sviluppo, come sotto il regno di Maria Teresa, quando, nella seconda metà del Settecento, la popolazione cittadina aumentò di un terzo.

Estensione della Contea di Gorizia nel 1794

Successivamente fu dotata della ferrovia, altro grande stimolo di sviluppo. Furono per l'occasione aperti i corsi, fiancheggiati da eleganti palazzi e villette ottocentesche con giardino.

Gorizia restò asburgica fino al 1918. Nella I guerra mondiale Gorizia fu sul fronte, che distrusse molti edifici, tra cui il castello, ricostruito poi nel 1932. L'8 agosto 1916 fu presa dagli Italiani, che la persero e la riebbero infine nel 1918, quando vinsero la guerra. Alla guerra è dedicato un museo nell'edificio dei Musei Provinciali.

Comunità di lingua slovena in Italia e Comunità nazionale italiana in Slovenia
Fin dalla sua costituzione la città di Gorizia si è trovata sul confine tra l’area popolata prevalentemente da abitanti di lingua italiana e l’area popolata prevalentemente da abitanti di lingua slovena.
Mappa linguistica in base al censimento del 1880
Le intricate vicende storiche non hanno consentito di definire un confine tra Italia e Slovenia, che consentisse una separazione netta tra le due aree linguistiche, e di conseguenza in Italia esiste una comunità di cittadini italiani di lingua slovena, mentre in Slovenia è presente una comunità di cittadini sloveni di lingua italiana.

Sia l’Italia che la Slovenia riconoscono ai componenti delle rispettive comunità linguistiche alloglotte il diritto di adoperare la propria lingua madre nei rapporti con le istituzioni pubbliche e come lingua di insegnamento nella scuola dell’obbligo.

Gorizia restò asburgica fino al 1918. Nella I guerra mondiale Gorizia fu sul fronte, che distrusse molti edifici, tra cui il castello, ricostruito poi nel 1932. L'8 agosto 1916 fu presa dagli Italiani, che la persero e la riebbero infine nel 1918, quando vinsero la guerra. Alla guerra è dedicato un museo nell'edificio dei Musei Provinciali. Successivamente venne il fascismo, che si accanì soprattutto con la popolazione slovena dando alle fiamme il Trgovski dom nel 1922, sede delle associazioni slovene, ed esasperò il nazionalismo contrapposto tra sloveni e italiani, covato già sotto gli Asburgo, proibendo l'uso della lingua slovena. Il fascismo se la prese poi con la comunità ebraica, che aveva dato alla città, oltre che eminenti intellettuali quali Carlo Michelstaedter che studiò a Firenze, un grande filosofo morto suicida a 23 anni, anche alcuni dei più ferventi patrioti italiani quali il glottologo Graziadio Isaia Ascoli e Carolina Luzzatto. Cominciò anche l'assimilazione del friulano all'italiano.

La seconda guerra mondiale portò bombardamenti e l'occupazione nazista con il conseguente sterminio della locale comunità ebraica e i rastrellamenti. Il dopoguerra fu ancora drammatico: l'8 maggio 1945 i partigiani jugoslavi occuparono la città per 40 giorni, al termine dei quali erano sparite oltre 600 persone, probabilmente uccise e infoibate. Le vittime furono non solo persone che avevano collaborato con gli occupatori tedeschi o che avevano sostenuto il regime fascista, ma anche effettivi o potenziali oppositori alla eventuale annessione della città al futuro Stato comunista jugoslavo che s'intendeva creare.

Nel 1947 Gorizia, dopo circa 2 anni di amministrazione alleata, tornò all'Italia, ma circa il 95 % del suo territorio storico, inclusi alcuni pezzi della sua periferia orientale passarono alla Jugoslavia, dove sorse dal nulla una città " sostituta " di Gorizia,che venne chiamata Nova Gorica. I rapporti sul confine, tesi e condizionati da ricorrenti crisi, colpirono soprattutto i contadini, che, da entrambe le parti, avevano il terreno oltre frontiera, mentre i contadini rimasti in Jugoslavia avevano perso lo sbocco naturale dei loro prodotti, cioè il mercato di Gorizia. Nel 1953 gli accordi di Udine " allentarono " il confine, e resero possibili traffici di confine e la ripresa di parte dei rapporti economici - e umani - precedenti il 1947. Il 1 maggio 2004, l'ingresso della Slovenia nell'UE ha messo in crisi l'economia che viveva sul confine, ma ha aperto nuove opportunità, che la città vuole cogliere investendo soprattutto sul turismo.

Come orientarsi[modifica]

Quartieri Centro, Montesanto-Piazzutta, San Rocco-Sant'Anna, Campagnuzza, Madonnina del Fante, Straccis

Frazioni: Lucinico/Luzzinìs, Piedimonte/Podgora/Pudigori, Piuma/Pevma, Sant'Andrea/Standrež; insediamenti minori: Gardisciuta, Oslavia/Oslavje, San Mauro/Štmaver

Gorizia - Il castello visto da una strada del centro storico


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

All'Aeroporto Friuli Venezia Giulia - Ronchi dei Legionari (TRS), a 20 km dalla città, atterrano voli diretti da Milano, Roma, Napoli, Genova, Torino, Londra, Monaco di Baviera e Belgrado, oltre ai voli stagionali da/per destinazioni turistiche.

In auto[modifica]

Per arrivare al parcheggio di via Giustiniani

Dall'autostrada A34 e dalla SS 55 si prende dalla rotonda l'uscita per il centro, e al semaforo si svolta a destra. Dopodiché si prosegue sempre lungo la strada principale per circa 2 km, si supera, lasciandolo sulla destra, il vasto spiazzo prospiciente il valico internazionale di Casa Rossa (Mednarodni Mejni Prehod Rozna Dolina) e si trova il parcheggio dopo circa 100 m sulla sinistra. Da lì a piedi, percorrendo la galleria Bombi, si giunge in centro (piazza della Vittoria).
Per chi arriva da Gradisca d'Isonzo o da Udine (rispettivamente dalle SR 351 e SR 56): superato il ponte sull'Isonzo, si esce dalla rotatoria seguendo le indicazioni per il centro, si supera una rotatoria oltrepassando il sottopasso ferroviario, si raggiunge la rotatoria di piazzale Saba, dopodiché si procede dritti. Si segue la strada principale, e al secondo semaforo la si abbandona svoltando a destra. Si segue via Vittorio Veneto e, al primo semaforo, si svolta a sinistra. Quindi si lascia a destra lo spiazzo della Casa Rossa e dopo 100 m a sinistra, si raggiunge il parcheggio. Questo parcheggio è quasi sempre semivuoto, tranne che durante le manifestazioni importanti, in particolar modo durante la fiera di Sant’Andrea. Da lì a piedi, percorrendo la galleria Bombi, si giunge in centro (piazza della Vittoria).


Come spostarsi[modifica]


Cosa vedere[modifica]

Castello di Gorizia
Gorizia - Chiesa di Sant'Ignazio

Gorizia non ha grosse attrattive per il visitatore frettoloso che vuole vedere cose strabilianti nello spazio di una mattinata, chi invece vuole prendersi il tempo di scovarne gli angoli più nascosti e suggestivi, può scoprire pezzi stupendi di natura, opere d'arte umili ma belle e senz'altro storia in ogni dove. Può valutare gli effetti degli incontri come degli scontri di civiltà, e ripartire portandosi dietro quella sensazione di nostalgia che hanno le città che sono state importanti ma che sono decadute. Vedere ville aristocratiche costruite quando Gorizia era un centro di villeggiatura per danarosi, vedere le fabbriche abbandonate che raccontano di quando Gorizia era tra i principali centri tessili, vedere gli arredi sacri e le opere d'arte di chiese che dimostrano che Gorizia era una città molto più importante anche dal punto di vista ecclesiale, ecc., dà una sensazione di piacevole nostalgia e, unitamente al carattere accogliente e cordiale sebbene un po' brontolone e nostalgico di gran parte dei goriziani, instilla quasi certamente nel visitatore attento e paziente la voglia di ritornare.Qui di seguito c'è un elenco delle principali attrattive, più o meno in ordine di fama.

  • Castello di Gorizia, Borgo Castello, 36. Chi viene a Gorizia generalmente inizia la sua visita partendo dal castello, probabilmente il suo monumento più noto, il quale sorge sul punto più alto di un ripido colle. Il Castello di Gorizia accoglie i visitatori con un leone veneziano, che però non c'entra nulla, essendovi stato messo non dai veneziani, che hanno governato la città per un anno soltanto, nel 1508-09, ma dagli italiani quando terminarono, nel 1937, il radicale restauro del castello, il quale fu pesantemente bombardato durante la Grande Guerra del ’15-’18. Il restauro non ripristinò l’edificio rinascimentale precedente, intonacato di bianco, ma diede al Castello le sembianze che aveva probabilmente nel Trecento, al tempo del massimo splendore dei Conti, con la pietra a vista. Una volta entrati, si percorre una rampa che corre tra la cinta esterna e il muro del maniero, e si raggiunge l’ingresso vero e proprio. Entrando, a sinistra c’è la biglietteria, dove viene anche distribuito il materiale informativo. Proseguendo, si arriva nella Corte dei Lanzi, le guardie del castello. Qui si possono vedere le fonde della torre, forse precedente al XIII secolo, abbattuta nel 1500. Di qui si può accedere al Palazzo degli Stati Provinciali e il Palazzetto Veneto. Sotto il loggiato che collega questi due edifici, ci sono ambienti quotidiani, come apparivano nel Medioevo: la cucina con tavoli e credenze, posate e sedie, il mobile apposito per impastare il pane, oggetti scelti in botteghe antiquarie dai fratelli Giovanni e Ranieri Mario Cossar negli anni Trenta. Tra le stanze interne, da notare la Sala dei Cavalieri, già sala per banchetti, prigione, caserma, e ora esposizione delle armi medievali, e la Camera della Tortura, al pianoterra, mentre al primo piano trovano posto la Loggia degli Stemmi, con opere scultoree e stemmi di varie casate goriziane, la Foresteria con la Sala della Musica, esposizione di strumenti medioevali filologicamente ricostruiti, il Salone degli Stati Provinciali,che fu il centro del governo cittadino dal 1500 in poi e che ospita mostre temporanee. Al secondo piano vi sono la Cappella di San Bartolomeo, con una madonna lignea e alcune tele rinascimentali, e la Sala Didattica, che illustra con dei plastici lo sviluppo urbano di Gorizia, l’espansione territoriale della Contea, e in un plastico è rappresentato l’assedio che il patriarca Bertrando strinse nella notte di Natale del 1340. A sud del castello si estende il Borgo. Le pendici del colle sono piuttosto variegate: a sud e sud-est sono punteggiate da ville e case con ampi giardini, a ovest si estende il borgo medievale esterno alle mura, mentre a est e a nord le pendici sono coperte da uno splendido bosco, proprietà in parte della Curia Arcivescovile, in parte del Comune, nella cui porzione, vasta all'incirca 4,5 ettari e piuttosto ripida, c’è un parco, già vivaio comunale.
  • Parco del Castello. Benché attualmente piuttosto trascurato, è frequentabile, e le fioriture primaverili, soprattutto dei narcisi, sono da vedere. Al parco si accede deviando a destra sotto le mura di contenimento della strada che conduce al portone d'ingresso del castello (venendo dal marciapiede panoramico che dà sulla Slovenia), si oltrepassa una transenna, si lasciano sulla destra degli edifici diroccati (forse le antiche foresterie), e poi, dirigendosi a sinistra, si raggiunge una scala d'acciaio che consente di superare il dislivello formato dal muro di cinta. Si viene quindi catapultati nel verde del bosco composto soprattutto da robinie e aceri, campestri e platanoidi, nonché di esemplari isolati di tiglio, gelso, castagno, ailanto, carpino, e un sottobosco con ricca presenza di noccioli,sambuchi e rovi. Il sentiero serpeggia lungo il pendio, e infine si raggiunge una vasta radura, attrezzata per i picnic con tavole e panche di legno. Oltre la piazzola vi è una leggera depressione, di là si è già in proprietà privata. Oltrepassata la depressione, è possibile scorgere, e dopo circa 5 minuti, raggiungere un magnifico bosco di circa 50 piante di castagni secolari: in documenti risalenti alla fine del Settecento i diametri dei tronchi di alcuni di essi misuravano già 80 cm, oggi nessuno di essi meno di 2m. Eppure sembra che abbiano superato indenni il cancro del castagno nonché le leggi che imponevano l’abbattimento delle piante malate, e ora, imponenti, presidiano la cima della collinetta. È tuttavia da ricordare che si tratta di proprietà privata, ma forse, accompagnati dal proprietario, è possibile visitare il bosco, con bunker risalenti alla seconda guerra mondiale, e una splendida casa colonica cinquecentesca, posta laddove era l’antico accesso a Gorizia dal nord prima del 1660.
  • Fontana del Nettuno, Piazza Vittoria.
  • Chiesa di Sant'Ignazio, Piazza Vittoria.
  • Chiesa dell'Esaltazione della Croce e il Palazzo Cobenzl, Via Arcivescovado 2.
  • Sinagoga, Via Ascoli.
  • 1 Palazzo Coronini Cronberg con parco, Viale XX settembre, +39 481 533485, fax: +39 481 547222, @ info@coronini.it. Simple icon time.svg mer-dom 10-13 15-18. Casa museo nel centro di Gorizia. Ultima dimora di Carlo X di Borbone, custodisce nelle sue sale riccamente arredate le collezioni dei conti Coronini.
  • 2 Palazzo Attems-Petzenstein (Pinacoteca dei Musei Provinciali), Piazza de Amicis 2. Ospita la collezione di dipinti dei Musei Provinciali di Gorizia ed è sede di esposizioni temporanee.
  • Duomo dei santi Ilario e Taziano. Corte Sant'Ilario. Deriva da una chiesetta, dedicata agli omonimi due santi, che venne costruita probabilmente a cavallo tra Duecento e Trecento. Vicino si trovava la cappella di Sant'Acazio. I due edifici, inglobati in un'unica struttura, formano il Duomo. L'edificio fu massicciamente modificato nel 1525 e tra 1688 e 1702, nel 1866 fu demolito un pezzo per far posto a una via, nella prima guerra mondiale bombardata pesantemente fu praticamente ricostruita nel 1924. E nonostante tutto, è possibile ammirare dei ricordi di tutte le epoche e gli stili che ha vissuto: affreschi quattrocenteschi, un cenotafio del 1497 dell'ultimo conte goriziano, statue e varie opere d'arte sette-ottocentesche, il tutto in una ricca cornice barocca a tre navate, con in fondo l'antica cappella di Sant'Acazio.


Eventi e feste[modifica]

  • Mittelmoda concorso internazionale per stilisti emergenti, a settembre
  • Festival Mondiale del Folklore nel mese di agosto, raduno di gruppi folcloristici provenienti da tutto il mondo
  • Gusti di frontiera degustazione e mercato di prodotti gastronomici tipici, soprattutto mitteleuropei, fine settembre-inizio ottobre
  • concorso per la sceneggiatura cinematografica "Sergio Amidei", a fine luglio, da anni premia sceneggiatori di fama mondiale, si è svolto finora in Castello, ma l'ambientazione "di emergenza" in parco Coronini (in castello era in corso un restauro) dell'edizione 2007 ha suscitato tanti e motivati apprezzamenti e non si esclude che questa possa essere la sede della manifestazione anche per il prossimo anno.


Cosa fare[modifica]


Acquisti[modifica]


Come divertirsi[modifica]


Dove mangiare[modifica]

Prezzi medi[modifica]

  • Trattoria da Gianni, Via Morelli. Assolutamente da provare. Famosa per le sue porzioni gigantesche.


Dove alloggiare[modifica]

Prezzi elevati[modifica]


Sicurezza[modifica]

Gorizia, date anche le sue esigue dimensioni, è tra i comuni capoluogo più sicuri in Italia, sebbene non manchino episodi - comunque relativamente sporadici - di microcriminalità. È possibile camminare a qualsiasi ora in assoluta tranquillità anche nelle zone più periferiche o meno illuminate. I casi di molestie alle donne nell'arco di un anno si contano sulle dita di una mano. Un tempo Gorizia era nota per essere una delle porte d'ingresso degli immigrati clandestini in Italia, oggi il fenomeno dell'ingresso illegale e con esso le organizzazioni che lo sfruttano si sono in gran parte spostate altrove. Esiste un certo traffico di droga, con spacciatori e tossicodipendenti che si riforniscono in Slovenia.

Come restare in contatto[modifica]


Nei dintorni[modifica]

Mappa della provincia di Gorizia
  • Cormòns
  • La zona vitivinicola del Collio, la strada del Vino e delle Ciliegie
  • Monte Sabotino
  • Monte San Michele
  • Gradisca d'Isonzo — È uno dei centri dell'associazione dei Borghi più belli d'Italia. Fu città veneziana fortificata contro le incursioni dei Turchi; passata sotto gli Asburgo visse il suo periodo d'oro durante il quale prosperò diventando sede di Contea ed arricchendo notevolmente la sua struttura urbanistica.
  • Monfalcone
  • Aquileia — Fu importante città romana; la sua area di scavi di quell'epoca è sicuramente unica nel contesto regionale per importanza, qualità e quantità di testimonianze, e si colloca a buon diritto fra le destinazioni archeologiche di grande rilevanza a livello nazionale. Fu in seguito il più importante centro della regione in epoca medievale; il Patriarcato di Aquileia raggiunse l'apice del suo splendore nei primi decenni del Mille: ci è rimasta la sua splendida Basilica romanica.
  • Grado — Già porto romano per i commerci di Aquileia, l'antica città lagunare ha un centro storico di tutto rispetto. In epoca contemporanea ha sviluppato un'importante attività balneare.
  • Riserva naturale della Foce dell'Isonzo con l'isola della Cona.
  • Doberdò del Lago/Doberdob
  • Fogliano Redipuglia
  • Trieste e dintorni: Muggia, Grignano-Castello di Miramare, Duino-Aurisina, Sistiana, Sgonico-Grotta Gigante, Carso triestino, strada del Vino Terrano, e val Rosandra
  • In Slovenia: l'adiacente città di Nova Gorica, il ponte di Salcano, il santuario di Monte Santo (Sveta gora), il monastero di Castagnevizza (Kostanjevica), il bosco Panoviz (gozd Panovec).
Il santuario di Monte Santo
Ponte di Salcano sul fiume Isonzo – il ponte ferroviario in pietra intagliata con l’arcata più ampia al mondo, costruito nel 1906.


Altri progetti

2-4 star.svg Usabile: l'articolo rispetta le caratteristiche di una bozza ma in più contiene abbastanza informazioni per consentire una breve visita alla città. Utilizza correttamente i listing (la giusta tipologia nelle giuste sezioni).