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Dhofar

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Dhofar
Wadi Darbat
Localizzazione
Dhofar - Localizzazione
Stato
Capoluogo
Superficie
Abitanti
Sito istituzionale

Dhofar (o Ẓufār, in arabo ظفار‎) è una regione dell'Oman.

Da sapere[modifica]

Alberi di tamarindo nel Rub' al-Khali, che in realtà non è un deserto tutto vuoto

Il Dhofar è noto per essere uno dei principali produttori di incenso aromatico di tutti i tempi.

È un'aspra regione scarsamente abitata che comprende sia un deserto estremamente arido, che i lussureggianti e tropicali wadi. Le montagne del Dhofar corrono parallele alla linea costiera, attirando il khareef (monsone di sud-ovest) dall'Oceano Indiano, con conseguenti estati fresche e umide da giugno a settembre e trasformando il paesaggio in un verde paradiso. Le piogge non attraversano le montagne, quindi viaggiando a poca distanza a nord-ovest si potrebbe facilmente morire di sete. Il Dhofar occupa anche parte del Rub' al-Khali (quarto vuoto), quel vasto e disabitato mare di sabbia che copre gran parte della penisola arabica meridionale.

Il Dhofar non è sempre stato unito e non ha sempre avuto buoni rapporti con l'Oman settentrionale, il conflitto più recente risale alla Guerra del Dhofar (1962-1976). La sconfitta dei ribelli nel 1976 è stata in parte ottenuta attraverso una riforma radicale e la modernizzazione dello Stato dell'Oman, che ha successivamente portato a un sensibile miglioramento delle relazioni tra le due fazioni.

Cenni geografici[modifica]

Dhofar è un governatorato nella parte meridionale dell'Oman, il cui territorio è costituito geograficamente da zone costiere, montane, piatte e desertiche.

Quando andare[modifica]

Le bagnate montagne intorno a Salalah avvolte nella nebbia durante il Khareef

Il Dhofar ha un clima subtropicale ed insieme a una piccola porzione nel nord dello Yemen è direttamente esposto al monsone del sud-est da metà giugno a metà settembre, noto col nome di Khareef. Durante la stagione monsonica e per un certo periodo successivo si ha un rigoglioso clima verde, fino a che la vegetazione non perde l'umidità acquisita. Il clima temporaneamente umido del Dhofar è in netto contrasto con quello del vicino sterile deserto del "quarto vuoto".

Cenni storici[modifica]

Prima della dominazione omanita una porzione del Dhofar era parzialmente territorio del sultanato Kathiri e successivamente in gran parte controllato dalla tribù di Al-Hakli (Qara), da cui il nome della catena montuosa Qara. Si pensa gli Al-Shahri furono gli abitanti originari del Dhofar.

Il Dhofar è stato un grande esportatore di incenso nei tempi antichi, i cui scambi commerciali arrivarono fino in Cina.

Durante la prima guerra mondiale è stato abbastanza fertile per produrre cibo e grano per il fabbisogno della British Army durante i combattimenti in Mesopotamia.

Qui fu combattuta la Guerra del Dhofar dal sultano delle Forze Armate di Oman nel 1965-1975 contro i guerriglieri del marxista Fronte Popolare per la Liberazione di Oman e il Golfo Persico (PFLOAG), sostenuta dal comunista Yemen del Sud dopo l'indipendenza di quel territorio e diversi altri Stati socialisti, tra cui la Germania Est. L'obiettivo era quello di deporre il sultano, le cui forze erano assistite da Regno Unito, Iran e da funzionari e medici provenienti da Pakistan e India. A fine campagna (dicembre 1975) le restanti forze del PFLOAG si arresero.

Lingue parlate[modifica]

Sebbene negli ultimi decenni vi si siano insediate molte persone di lingua araba (predominante nel resto dell'Oman), la regione del Dhofar è tradizionalmente la patria di popolazioni parlanti lingue sudarabiche del gruppo semitico. Fra di esse la maggiore è la lingua shehri (o Jibbali), parlata dalle tribù delle montagne. Il Jibbali si riferisce ad un certo numero di lingue diverse legate alla amarico (parlato in Etiopia).

Molti oggi imparano a scuola anche l'inglese.

Cultura e tradizioni[modifica]

La popolazione del Dhofar è composta da diversi gruppi etnici distinti. Questi includono i nomadi Badawi (beduini) che vivono nei deserti interiori, i Jiballi (i montanari) che vivono nelle montagne costiere, e i Hadhari (i cittadini), che vivono lungo le coste e negli insediamenti più grandi. Le tribù Jiballi condividono molti tratti culturali e linguistici con le tribù di Etiopia ed Eritrea, e la maggior parte alleva ancora mandrie di bestiame, cammelli e capre negli stessi distretti come ha fatto per generazioni. Anche gli omaniti di origine africana costituiscono una percentuale importante della popolazione; la maggior parte immigrati da Zanzibar quando faceva un tempo parte dell'impero marittimo dell'Oman.

Letture suggerite[modifica]

  • Wilfred Thesiger, Sabbie arabe. Pubblicato la prima volta nel 1959 e considerato un classico della letteratura di viaggio, il libro documenta i viaggi dell'autore in tutto il Rub' al-Khali (Quarto vuoto) nel 1945 e il 1950, con l'assistenza di tribù locali. (ISBN 978-8865593691).
  • Ian Gardiner, In the Service of the Sultan: A First-hand Account of the Dhofar Insurgency. Un brillante e coinvolgente libro di memorie di un ufficiale britannico che ha combattuto in questa guerra poco nota. (ISBN 978-1844154678)
  • Sonallah Ibrahim, Warda (tradotto in italiano da Patrizia Zanelli, Ilisso). Romanzo dello scrittore egiziano che parla di una giovane guerrigliera del Dhofar negli anni '60-'70. (ISBN 978-8889188323)


Territori e mete turistiche[modifica]

Veduta della città di Taqah
Archeologi in un complesso dell'età della pietra nelle montagne del Dhofar

Centri urbani[modifica]

  • Salalah — Capitale e la sede del governatore (o Wali) della regione del Dhofar.
  • Mirbat — Città costiera inclusa nelle tratte commerciali di esportazione d'incenso.
  • Taqah — Nel cimitero di Mazoon al-Mashani riposano persone care legate a diversi sultani.
  • Thumrait — Piccola città sulle antiche rotte carovaniere della penisola araba. Oggi sede di una base dell'aeronautica militare dell'Oman.


Come arrivare[modifica]

In aereo[modifica]

La maggior parte dei visitatori volano a Salalah, che ha il solo aeroporto commerciale del Dhofar che opera voli per Mascate, Dubai, Sharjah, Gedda e Doha.

In auto[modifica]

Per i più avventurosi, è possibile guidare da Mascate a Salalah in circa 12 ore. Da Nizwa, la nuova strada R31 conduce all'entroterra, passando attraverso giacimenti di petrolio e alcuni piccoli insediamenti. Un percorso costiero alternativo in direzione sud da Sur diventerà agibile nei prossimi anni non appena il tratto finale della strada principale che collega Shuwaimiyah a Hasik sarà completato. Ci sono poche stazioni di servizio lungo entrambe le strade, quindi è consigliabile fare il pieno ad ogni occasione.

In autobus[modifica]

Gli autobus pubblici percorrono anche la strada principale tra Mascate e Salalah. Per maggiori dettagli si faccia riferimento all'articolo su Salalah.

Come spostarsi[modifica]

In auto[modifica]

Una macchina a noleggio è necessaria per esplorare veramente la regione. La maggior parte delle aree è ora facilmente accessibile con un due ruote motrici, ma ci sono ancora luoghi (ad esempio Shisr, alcuni dei wadi e spiagge più remote) che richiedono un 4x4, in particolare durante il khareef.


Cosa vedere[modifica]

Shisr
Albero di incenso al Parco naturale di Wadi Dawkah

La terra dell'incenso[modifica]

Sono quattro i siti iscritti collettivamente come Patrimoni mondiali dell'umanità in Oman in qualità di Terra dell'incenso.

  • 1 Shisr (Ash Shisr, Ubar, Wubar, Wabar) (Sulla strada R43). Queste rovine di un insediamento fortificato furono una sosta per rifocillare le carovane sulla via dell'incenso, scoperta nel 1992 con l'aiuto di immagini satellitari. Gli studiosi non sono d'accordo sul fatto che questo sia davvero il luogo leggendario di Ubar o Iram delle Colonne, come descritto nella Bibbia; tuttavia è stato determinato che è stato probabilmente distrutto a seguito di un terremoto. Il sito in sé è interessante, ma non spettacolare.
  • 2 Parco naturale di Wadi Dawkah (Sulla strada R31). Ecb copyright.svg Gratuito. Questo wadi asciutto ha circa 5.000 alberi di incenso al suo interno in una zona di 9 km², il più antico dei quali si stima abbia più di 200 anni. La linfa è ancora raccolta dalla tribù beduina dei Bait Kethir, con i singoli alberi di proprietà di diversi clan e famiglie. I visitatori possono semplicemente parcheggiare in strada e arrivarci a piedi.
  • 3 Parco archeologico di Al Baleed, As Sultan Qaboos St (Salalah), +968 23 303577, @ incense@omantel.net.om. Ecb copyright.svg 2 OMR (include l'ingresso al museo dell'incenso). Simple icon time.svg Sab-Mer 9:00:14:00 e 16:00-20:00, Gio-Ven 16:00-20:00. Vaste rovine che nel XII secolo furono il porto commerciale di Zafar, visitato da Marco Polo nel 1285.
  • 4 Parco archeologico di Sumhuram (A est di Taqah, nell'antica città di Khor Rori). Fiorì con gli scambi di incenso e rame tra il III secolo a.C. e V d.C. È stato il più importante insediamento pre-islamico nella penisola araba e un centro per il commercio con India, Cina e altre civiltà arabe e della Mesopotamia.

Itinerari[modifica]

Salalah - Dalkut[modifica]

Costa vicino Mughsayl
Dalkut

Dalkut è il punto più ad ovest raggiungibile via terra, in quanto il confine con lo Yemen è attualmente chiuso. Guidare verso Dalkut richiede tra le 3 e le 3 ore e mezzo (sola andata). Per un tragitto più piacevole, Fizayah è un buon posto per farci un giro, o in alternativa considerare di passare la notte in Rakhyut.

  • Dirigersi verso ovest da Salalah sulla strada R47 per circa 30 km, fino a raggiungere Mughsayl (Al Maghsail / Al Mughsail). Sulla sinistra si trovano 5 km di bella 1 spiaggia con servizi picnic all'ombra. Durante il khareef le onde raggiungono spesso 2/3 m di altezza e la spiaggia è chiusa; durante l'inverno l'acqua è limpida e perfetta per il bodysurfing. Poco più avanti c'è un bivio (sempre a sinistra) per 2 Marneef Cave con i famosi sfiati marini di Mughsayl. Il momento migliore per apprezzarli è durante il khareef, perché durante l'alta marea l'acqua viene incanalata attraverso piccole aperture nelle caverne, creando scenografici getti d'acqua.
  • 1 km dopo Mughsayl la strada inizia una salita spettacolare su per le montagne, raggiungendo 1.000 metri in soli 8 tornanti e regalando una vista spettacolare su Wadi Aful. Questo tratto di strada è talvolta indicato come 3 Furious Road.
  • Dopo aver scalato i tornanti si emergerà su un altopiano, con una splendida vista delle scogliere che costeggiano il litorale. Se vi sentite coraggiosi e dotati di un 4x4, prendete il bivio per 4 Fizayah su 6 km di pista battuta lungo la scogliera affacciata su un campo di pesca, con alcune incredibili vedute e spiagge appartate. Se si sceglie di rinunciare a questa deviazione, proseguire per pochi minuti verso alcuni buoni punti di picnic, tutti con una bella visuale.
  • Dopo circa 30 minuti si raggiunge un 5 posto di blocco dell'esercito. È necessario portare il passaporto per proseguire. 47 km dopo il posto di blocco svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per 'Matinity' e dirigersi verso Rakhyut.
  • A 15 km dal bivio ci sono alcune buone 6 piazzole con una splendida vista sulla costa.
  • Proseguire in direzione di 7 Rakhyut, un piccolo villaggio di pescatori con una bella spiaggia per nuotare, così come anche l'8 Hotel Abu Fawzi e un ristorante nelle vicinanze.
  • La strada principale, la R47, prosegue su un altopiano a circa 1.000 m s.l.m. Dopo circa un'altra ora si passa al secondo punto di controllo dell'esercito.
  • Qui ha inizio la parte più affascinante della strada. Si snoda lungo una discesa che attraversa montagne e valli. Le formazioni carsiche sono impressionanti. Questa è una bellissima strada di montagna.
  • Quando si raggiunge 9 Dalkut, ci sono una serie di ristoranti dove si può gustare un pranzo semplice. Sulla spiaggia si può vedere il relitto di un 10 elicottero russo mezzo sepolto nella sabbia, e a 3 km verso est c'è un albero di fico enorme conosciuto come 11 Hiroum Dheeri (l'albero da molto lontano).

Salalah - Jabal Samhan[modifica]

Tawi Atayr, il "pozzo degli uccelli"

Jabal Samhan (1.821 m) è il punto più alto nel Dhofar, ed è una gratificante uscita in giornata con una vista eccezionale. Hojari, l'incenso di più alta qualità, si produce in questa regione. Nelle remote e inaccessibili propaggini orientali della catena montuosa sta la Riserva naturale di Jabal Samhan, l'ultimo habitat naturale per i leopardi arabi (chiusa al pubblico).

  • Il viaggio inizia prendendo la strada per Tawi Atayr da Taqah o Mirbat, con una breve deviazione per vedere 12 Sumhuram e 13 Wadi Darbat, o il 14 boschetto di baobab.
  • Svoltare a sinistra al bivio nel villaggio di Tawi Atayr, seguendo le indicazioni per Jabal Samhan. Dopo mezzo chilometro si arriva ad un uscita a destra per 15 Tawi Atayr, un'enorme dolina, con una profondità di 211 metri e conosciuto localmente come il pozzo degli uccelli. Un breve sentiero lastricato conduce dal parcheggio al bordo; se si vuole scendere ulteriormente avrete bisogno di una guida. La dolina, una volta serviva come fonte d'acqua per le tribù locali, ed è un buon posto per il birdwatching.
  • 3,5 km dopo Tawi Atayr c'è l'uscita per la 16 grotta Tayq (o Taiq). Con una profondità media di 800 m, è una delle più grandi doline nel mondo e parte di una vasta rete di grotte carsiche, non ancora del tutto esplorate. Lungo il percorso ci sono una serie di abitazioni Jiballi, originariamente costruite con rami ed erba, ma ora solitamente coperte con teloni e pneumatici.
  • Proseguendo lungo la strada principale, dopo 20 km si arriva ad un bivio con diversi ottimi 17 punti panoramici (preferibilmente durante la stagione secca), adatti per il campeggio. La strada finisce 9 km più avanti.

Salalah - Hasik[modifica]

Per quei pochi viaggiatori che si avventurano a est di Salalah oltre Mirbat, la strada offre viste meravigliose, geologie affascinanti e antiche rovine. Considerare un tragitto di 3 ore in una sola direzione.

  • Da Salalah, dirigersi verso est sulla strada R49 attraverso Taqah e Mirbat.
  • Da Mirbat, prendere il l'uscita a sinistra per 18 Sadah (o Sadh) per altri 45 minuti in direzione est. Sadah è conosciuta soprattutto per la pesca e le immersioni per gli abaloni (novembre/dicembre). 3 km a est di Sadah c'è una bella spiaggia per fare picnic.
  • La strada ora abbraccia la costa rocciosa fino a raggiungere 19 Habdin, un altro piccolo villaggio di pescatori.
  • L'ultima ora e mezza di strada per Hasik è semplicemente incredibile. La strada serpeggia lungo le scogliere, spiagge deserte e l'azzurro del mare. 20 Hasik stessa era nota in tempi antichi per l'esportazione di incenso e nelle vicinanze ci sono rovine dell'antica città col suo porto. Questa è una buona zona per avvistare tartarughe marine e uccelli migratori.
  • 6 km più a est c'è la stagionale 21 Cascata Natif (preferibilmente durante il khareef), con parcheggio e servizi igienici pubblici.
  • Per ulteriori fasce costiere e wadi, proseguire verso il villaggio di pescatori di 22 Shuwaimiyah.


Cosa fare[modifica]

Nettarinia risplendente, nella costa del Dhofar
  • Immersioni — La stagione delle immersioni coincide con la stagione secca, ossia dai primi di ottobre fino alla fine di maggio. C'è una serie di buoni siti di immersione al largo di Salalah, così come vicino Mughsayl. I centri di immersione elencati nelle pagine Salalah e Mirbat offrono immersioni organizzate in questi siti. Ci sono anche alcuni buoni siti di immersione tra i relitti di navi vicino alle isole Khuriya Muriya, anche se spesso l'unico modo per arrivarci è quello di noleggiare una barca da pesca.
  • Birdwatching — Dhofar è un punto di sosta importante per gli uccelli migratori in autunno e in primavera e anche un habitat invernale per un certo numero di specie. La stagione migliore per il birdwatching coincide con la stagione secca, da ottobre a fine maggio.


A tavola[modifica]

Il Dhofar è noto per il miele, che è raccolto più volte l'anno. Ci sono diversi tipi di mieli di stagione, il più singolare dei quali è il "miele franchincenso", raccolto nel mese di aprile e disponibile nei suq.


Sicurezza[modifica]

Comuni pericoli di guida

Guidare sempre con cautela al di fuori di Salalah, in quanto la visibilità potrebbe essere ridotta a causa della nebbia/foschia, in particolare durante la khareef. Cammelli e altri animali spesso vagano sulle strade, quindi è consigliabile rimanere entro i limiti di velocità, anche se la strada non è monitorata dagli autovelox.

La disidratazione e colpi di calore sono rischi reali soprattutto durante la stagione secca. Portate molta acqua e per le lunghe gite giornaliere portate anche del cibo poiché al di fuori delle città più grandi i negozi di alimentari sono quasi inesistenti.

Ci sono tre serpenti velenosi endemici nel Dhofar:

  • Cobra arabo — Vive tra le montagne.
  • Vipera soffiante — Si trova nei wadi asciutti e sull'altopiano.
  • Vipera rostrata — Diffuso in tutta la regione, di solito in prossimità dell'acqua.

Durante le escursioni indossare stivali, attenersi a percorsi definiti ed evitare di frugare attraverso cespugli o dietro le rocce. I morsi sono rari, ma se capitasse si deve cercare immediatamente un medico.

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